La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

1 Il pensiero leopardiano dal 1820 al 1823. 2 Produzione lett. dal 1810 al 1823.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "1 Il pensiero leopardiano dal 1820 al 1823. 2 Produzione lett. dal 1810 al 1823."— Transcript della presentazione:

1 1 Il pensiero leopardiano dal 1820 al 1823

2 2 Produzione lett. dal 1810 al 1823

3 3 il 2° sistema o PESSIMISMO SENSISTICO –ESISTENZIALE - definizione e studio di L. Blasucci, S. Timpanaro e W.Binni Si attua attraverso un processo dialettico del pensiero: superare -conservando alcuni elementi fondanti del primo sistema Mondo anticoSempre migliore del moderno perché più attivo e vitale Rimedio della infelicità La distrazione

4 : dal I° sistema (NAT. e ILL.) si ha uno SLITTAMENTO nel 2° (PESS. SENSISTICO-ESISTENZIALE ) sensistico : si fonda sulle teorie gnoseologiche illuministiche del sensismo (conosciamo attraverso la sensazione: lesperienza è il frutto delle sensazioni, la ragione le formalizza, le riordina e le interpreta ma non le determina) esistenziale –pone in primo piano la domanda sulle cause della infelicità nella esistenza dei singoli esseri

5 5 il concetto fondamentale : linfelicità nasce da forze consustanziali allanimo umano (l'amor proprio - istinto di conservazione) che servono alla sopravvivenza stessa dellessere vivente e sono quindi ineliminabili

6 6 sono il prodotto di strutture psicofisiche consustanziali all'essere che quindi è creato (da Dio, o dalla Natura) necessariamente infelice l'impostazione generale del 1° sistema ed alcuni concetti-cardine vengono conservati ma: le ragioni dell'infelicità non sono più viste come un prodotto della ragione nella sua evoluzione storica (luomo divenuto essere sempre più razionale) le ragioni dell'infelicità non sono più viste come un prodotto della ragione nella sua evoluzione storica (luomo divenuto essere sempre più razionale)

7 7 vicende biografiche fondamentali concomitanti alla definizione del secondo sistema il viaggio a Roma 1822\23 l'uscita da Recanati non porta a sperimentare nessuna particolare soddisfazione- l'uscita da Recanati non porta a sperimentare nessuna particolare soddisfazione-

8 8 la struttura filosofica fondante del II° sistema è la TEORIA DEL PIACERE : elaborata già da tempo nello Zibaldone, solo ora produce delle conseguenze rilevanti nel sistema ideologico leopardiano: essa è esposta articolatamente nella pag. ZIB. 646 essa è esposta articolatamente nella pag. ZIB. 646 ZIB. 646 ZIB. 646

9 9 SINTESI della teoria del piacere ciascun vivente si ama senza limite alcuno cioè desidera per se stesso il maggior bene possibile. Il maggior bene possibile è la felicità, identificata col PIACERE Questo desiderio insaziabile è prodotto dall' AMOR PROPRIO, sentimento ontologico nell'essere e necessario al mantenimento della specie

10 10 il maggior bene possibile è ciò che definiamo felicità essa non è che il piacere essa non è che il piacereMa….. senza limiti sia in intensità che in estensione

11 11 un piacere senza limiti è una contraddizione perché un piacere senza limiti è una contraddizione perché 1. l'uomo e il vivente in genere hanno limiti fisici (sia nella capacità di provare piaceri sia nella durata della vita) 2. l'intensità dei piaceri si spegnerebbe nella assuefazione Quindi….

12 12 il piacere non è una realtà concreta sperimentabile ma il prodotto dell'immaginazione ( definiz. Leopardiana: un ente di ragione) Nel divario tra il desiderio che proviamo (di un piacere illimitato) e la possibilità concreta (di fruire solo di piaceri limitati sta l'infelicità).

13 13 Infelicità= Scarto tra desiderio e piacere esperibile Desiderio di felicità allo stato puro (cioè non contaminato dal dolore o dallaspettativa immediata di un piacer = noia) La NOIA riempie tutti vuoti dellesistenza Vedi Operetta morale: Tasso e Genio

14 14 Ma… se non si prova alcun piacere, ma neppur alcun dolore particolare, si è allora felici? No: lassenza di ogni sensazione è la NOIA dove il desiderio della felicità si prova allo stato puro : vedi " Dialogo di Torquato Tasso e del suo Genio "

15 15 Se i piaceri sono limitati, ne consegue che non sono veri piaceri come li vorremmo. Per questo traiamo più piacere dalle cose che sembrano avere tracce dell'illimitato (= vago, indefinito). Da qui nasce la prima POETICA DELLINDEFINITO nella poesia e nellarte piacciono elementi indefiniti, spazi vasti, contenuti suggeriti Compito del poeta: ingannare limmaginazione alludendo allindefinito, piacevole per le ragioni sopra indicate

16 16 gli unici cosiddetti "piaceri" che possiamo provare sono: gli unici cosiddetti "piaceri" che possiamo provare sono: 1 - il piacere della cessazione di un dolore (Quiete dopo la tempesta) (Quiete dopo la tempesta)(Quiete dopo la tempesta) 2 - il piacere dell'attesa di un piacere (Il Sabato del villaggio) Il Sabato del villaggioIl Sabato del villaggio 3 - il piacere della contemplazione del vago e dell'indefinito. 4- il piacere del ricordo –che di per sé è indefinito- ( la Sera del dì di Festa) la Sera del dì di Festa)la Sera del dì di Festa) 5- il piacere della distrazione Zib 3847 (distoglie dal considerare e avvertire lassenza di piacere) Zib 3847 Zib il piacere dell'ottundimento della coscienza (così non sentiamo il dolore dellassenza di piacere) come con il sonno, le droghe, lalcol (Dialogo di T.Tasso e del suo Genio famigliare) Dialogo di T.Tasso e del suo Genio famigliare)Dialogo di T.Tasso e del suo Genio famigliare)

17 17 Ma non si potrebbero affidare le proprie speranze di piacere alla religione cristiana, che promette una felicità infinita dopo la morte? al desiderio della felicità non può rispondere la religione cristiana perchè: la felicità che promette è di natura tale che noi, vivendo, non la possiamo concepire quella cristiana, negando il corpo e i piaceri nega la sostanza dell'essere umano vedi Dialogo di Tristano e di un amico (1832)

18 18 La poesia può produrre "piacere"? La poesia può produrre "piacere"? sì, sì, quando si fonda sopra il vago, l'indefinito, perché asseconda il naturale desiderio di illusione e di assenza di limite connaturato allanimo umano (poetica del vago-indefinito attiva negli idilli e nei canti pisano-recanatesi del 28-30)

19 19

20 20 allora, qual è il compito dellintellettuale, del poeta e del sapiente? il compito dell'intellettuale e del poeta è "nascondere" il vero (la totale assenza di possibilità eudemonistiche nella vita dell'uomo); questo vero è conosciuto da pochi "saggi" e infelicissimi i quali tuttavia nel momento in cui scrivono tentano disperatamente di procurarsi alcuni illusori piaceri.

21 21 quindi lutilità dello scrittore secondo L. è diversa da quella dei romantici lombardi e toscani l'unica forma di "utilità" dello scrittore, contro quello che "predicavano" i romantici lombardi, è quello di essere "dilettevole"

22 22 Per questo le teorie romantiche dei lombardi che svalutano laspetto estetico dellopera a favore della utilità sociale e morale sono deleterie: vedi le lettere a Giordani

23 23 un ulteriore elemento conduce al passaggio dal primo al secondo sistema e determina la crisi del cosiddetto pessimismo storico: (messa in luce in parte da S.Timpanaro) (messa in luce in parte da S.Timpanaro) L. legge il Barthelemy (Vojage du Jeune Anacharsis en Grece) ed altre opere, cominciando ad osservarvi la presenza costante di massime che alludono ad un coscienza, presso gli antichi, dell'infelicità insanabile dell'uomo. la SCOPERTA DEL PESSIMISMO ANTICO

24 24

25 25 se anche gli antichi si erano accorti in modo sistematico di questo vuol dire che l'infelicità dell'uomo è ontologica e non storica. Vedi: Bruto minore Bruto minoreBruto minore temi dell'inconsistenza e impraticabilità, anche nel mondo antico, della virtù e della gloria; il suicidio come protesta blasfema contro la divinità che non ha cura della virtù.

26 26 Tutti gli esseri sono tanto più infelici, quanto più avvertono la mancanza del piacere: più si è sensibili più la si avverte. Luomo, perché il più sensibile, non è lessere più perfetto del creato ma il più imperfetto* e quindi infelice Chi lo ha creato non ha avuto di mira il suo benessere *poichè è la sensibilità, cioè la capacità di percepire il desiderio e la sua insoddisfacibilità a produrre l'infelicità

27 27 Ma a che cosa ha mirato, la Natura o Dio, nel produrre il mondo e gli esseri? Per capirlo bisogna operare una distinzione tra "esistenza" e "vita": il fine della Natura è l'esistenza (=puro perseverare nell'esistere delle specie viventi) il fine dei viventi è la "vita": (=non esistere semplicemente come "durare", ma nella piena soddisfazione delle esigenze della propria natura, delle proprie aspirazioni e bisogni)

28 28 La Natura dà alle creature l'esistenza ma non la vita, che anzi è loro negata. L'esistenza infatti NON ha per fine il piacere dei viventi mentre essi hanno per fine loro proprio il conseguimento di tali piaceri, che renderebbero il puro esistere un vivere. mentre essi hanno per fine loro proprio il conseguimento di tali piaceri, che renderebbero il puro esistere un vivere. lesistenza è negazione della vita: noi vogliamo esistere non semplicemente per sopravvivere, ma per vivere, provando i piaceri, ma il modo in cui siamo fatti per durare nellesistenza esclude a priori che li possiamo provare

29 29 Contraddizione insanabile Contraddizione evidente e innegabile nell'ordine delle cose e nel modo della esistenza, contraddizione spaventevole; ma non perciò men vera

30 30 Queste considerazioni infine portano alla: crisi del sistema cosidetto " Pessimismo sensistico- esistenziale" ridefinizione della WELTANSCHAUUNG leopardiana nei termini di uno STRATONISMO (materialismo) ridefinizione della WELTANSCHAUUNG leopardiana nei termini di uno STRATONISMO (materialismo) Leopardi giunge allora a formulare un terzo sistema che si definisce Pessimismo Materialistico O semplicemente materialismo

31 31 Le canzoni filosofiche Maturate tra primo e secondo sistema, ne sviluppano aspetti peculiari Gli Idilli Sviluppano riflessioni filosofiche sulla scorta di solleciatazioni derivanti dalla contemplazione della natura

32 32 LE CANZONI FILOSOFICHE

33 33 Bruto Minore La caduta di ogni illusione, compresa quella della GLORIA e la perdita di fede nella virtù, da parte di un antico Ultimo canto di Saffo Il tormento di un animo sensibile posto in un corpo brutto e giovane

34 34 Genesi delle due opere a partire dalla: Poesia filosofica sostenuta dalleloquenza dello stile Componente agonistica (Binni 1947: eroica) Crollo del mito rousseauiano della natura materna Protesta della virtù e della sensibilità che si ribellano alla distruzione delle illusioni Consapevolezza del pessimismo antico

35 35 Bruto:sconfitta dellultimo rappresentante della res publica romana, che apre i tempi barbarici della decadenza protrattisi fino al presente

36 36 Temi Indifferenza degli dei di fronte al male subito dai giusti e dai valorosi REQUISITORIA violenta, non contro la natura che a noi prescrisse libera e pura etade ma contro I mistificatori (Platone) I marmorei numi Il fato indegno

37 37 Tu sì placida sei? Bruto alla luna, che dal cielo vede la tragedia della ruina immensa di Roma antica Gnome: né scolorò le stelle umana cura Simboli: la fera e laugello Il mare irrigato dal sangue dei romani, uccisi nella guerra civile

38 38 Chiusura ossianica Prefigurazione espressionistica del cadavere delleroe, che giacerà insepolto dopo il suicidio, abbandonato agli elementi della natura ostile Eroico estremo rifiuto della religione e della illusione del sepolcro e della gloria presso i posteri Antifoscoliano….

39 39 impianto Monologoteatrale Bruto Natura, Luna, Posterità

40 40 Significato del suicidio Protesta della virtù che si ribella alla strage delle illusioni Virtù etimologic. = Virtus = coraggio di ribellarsi alla norma che vieta il suicidio, promossa da un tenebroso ingegno (Platone?) perchè gli uomini non si sottraggano al loro ruolo di ZIMBELLO degli dei

41 41 Lettera a Luigi De Sinner, 1832 Mes sentiments envers le destineé, ont eté et sont toujours quel chje à esprimeè dans Bruto Minore

42 42 Ultimo canto di Saffo Protesta dolente Vittimistica (rispetto allagonismo titanico del Bruto)

43 43 lessico Parole difficili, preregrine Ardiri Costruzioni brachilogiche Sillessi periodare latineggiante Voluta difficoltà /Berardi e altri critici: Linguaggio del vero in Leopardi


Scaricare ppt "1 Il pensiero leopardiano dal 1820 al 1823. 2 Produzione lett. dal 1810 al 1823."

Presentazioni simili


Annunci Google