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I primi secoli di una storia feconda Il dramma della persecuzione e il coraggio della testimonianza.

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Presentazione sul tema: "I primi secoli di una storia feconda Il dramma della persecuzione e il coraggio della testimonianza."— Transcript della presentazione:

1 I primi secoli di una storia feconda Il dramma della persecuzione e il coraggio della testimonianza

2 Epoca delle Persecuzioni * Dallepoca apostolica al * Fenomeno intermittente e di carattere locale

3 Le cause delle persecuzioni nellImpero Romano PREMESSA: Ruolo della religione nella vita politica e civile della Roma classica: nesso tra Pax Deorum e Pax Reipublicae. La vita politica e civile nella Roma classica comportava necessariamente una serie di atti di culto agli Dei tradizionali - Idolatria

4 Cristiani percepiti non solo come ostili alle tradizionali divinità pagane ma anche a tutta la cultura tradizionale romana e alla vita civile e politica dellImpero Tacito: accusa di «odium generis humani» Cristianesimo: «superstitio illicita»

5 Accuse contro i cristiani 1) Ateismo 2) Cannibalismo 3) Incesto 4) Responsabilità di sciagure e cataclismi 5) Essere cattivi e inaffidabili cittadini 6) Traditori della lealtà verso lImperatore e la Respublica 7) Cospirazione contro lo Stato

6 MARTIRE MARTIRE = letteralmente TESTIMONE Gli uomini vi consegneranno ai loro tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti ai governatori e ai re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. E sarete odiati da tutti a causa del mio nome; ma chi persevererà sino alla fine sarà salvato (Mt 10,17-22)

7 MARTIRE = TESTIMONE DI CRISTO = CRISTIANO Proprio perché il Cristiano testimonia Cristo, per questo viene perseguitato e messo a morte. Il cristiano viene ucciso, perché è martire, cioè è testimone. Il cristiano non «diventa» martire, lo è in quanto cristiano; e come tale talvolta viene perseguitato e ucciso per il nome di Cristo.

8 MUTAMENTO DI SIGNIFICATO Se inizialmente si è condannati perché martiri, cioè testimoni di Cristo (perché si è cristiani), in seguito il significato si sposta dalla semplice testimonianza alla condanna a causa del vangelo: SI E MARTIRI, PERCHE SI VIENE CONDANNATI PER LA PROPRIA FEDE Il martire è il cristiano che a causa della testimonianza subisce la condanna

9 TERMINOLOGIA PRECISA Il cristiano perseguitato, arrestato e imprigionato, è definito CONFESSOR Il CONFESSOR condannato con sentenza giuridica formale in via definitiva o a morte o «ad metalla» diventa MARTIRE

10 IL CRISTIANO E UN CITTADINO LEALE Martiri Scillitani (anno 180) Noi non abbiamo mai fatto nulla di male; non abbiamo mai insultato nessuno, perché noi obbediamo al nostro Imperatore. Non abbiamo mai rubato nulla e paghiamo le tasse ogni volta che compriamo qualcosa...

11 Il cristiano è un soldato leale Parole di san Sebastiano allimperatore Diocleziano: Io ho sempre pregato Cristo per la tua salvezza e ho sempre adorato Colui che è nei cieli per la stabilità dellImpero romano, pensando che, su queste cose, fosse proprio di una mente folle e vana chiedere aiuto a idoli di pietra

12 RIFIUTO DELLIDOLATRIA E DELLA STATOLATRIA Tra la lealtà a Cesare e la fede in Dio, qualora le due cose diventassero conflittuali, il cristiano sceglie la fede in Dio anche a costo della propria della vita.

13 Martirio «secondo il Vangelo» * Il martirio è un «dono» di Dio * Il martirio non è un «obbligo» * Il martirio non va cercato e provocato * Al martirio ci si prepara con la vita ascetica e lobbedienza ai precetti divini * Esclusione di ogni fanatismo *il martirio è un fatto storicamente eccezionale * Il martirio non è lunica via di perfezione

14 DOPO LA SVOLTA COSTANTINIANA Come vivere il martirio quando non ci sono più le persecuzioni? Martirio rosso: testimonianza fino allo spargimento di sangue Martirio bianco: vita ascetica (monaci e vergini) Martirio verde: vita missionaria per propagare il vangelo

15 La perenne attualizzazione del Martirio Discorso di santAmbrogio al popolo di Milano in occasione della festa del martire san Sebastiano (20 gennaio 396)

16 Quel che è peggio è che non sono persecutori solo quelli che si vedono, ma anche quelli che non si vedono. Anzi sono molto più numerosi questi ultimi. Ci perseguita l'avidità, ci perseguita il desiderio di successo, ci perseguita la lussuria, ci perseguita la superbia, ci perseguita l'impudicizia. Questi sono i persecutori più duri: quelli che, senza spada, stritolano spesso lo spirito dell'uomo, quelli che espugnano l'animo dei credenti più con le lusinghe che con le minacce. Guardati da questi nemici! Sono questi i tiranni più duri. Ogni giorno sei chiamato a essere testimone (testis) di Cristo. Sei stato tentato dallo spirito dell'impudicizia, ma il timore del futuro giudizio di Cristo ti ha vietato di violare la castità dello spirito e del corpo? Sei un martire (martyr) di Cristo.

17 Sei stato dallo spirito di avidità tentato di occupare la proprietà di un orfano minorenne, di violare i diritti di una vedova indifesa, eppure la considerazione delle prescrizioni celesti ti ha convinto a portare aiuto piuttosto che arrecare danno? Sei un testimone (testis) di Cristo. Sei stato tentato dallo spirito di superbia, ma lo spettacolo del povero e del bisognoso ti ha mosso a misericordia e a compassione e hai amato più l'umiltà che la prepotenza? Sei un testimone (testis) di Cristo. Ancor di più: non hai dato testimonianza solo a parole, ma anche con le opere. Dunque, vero testimone (testis) è l'uomo che testimonia confermando coi fatti l'adesione ai precetti del Signore Gesù. Quanti dunque sono ogni giorno i martiri (martyres) occulti di Cristo, coloro che confessano il Signore Gesù!


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