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Le indicazioni geografiche fra competenze comunitarie ed interessi nazionali: il caso Bud II Avv. Vito Rubino Facoltà di Giurisprudenza Università del.

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Presentazione sul tema: "Le indicazioni geografiche fra competenze comunitarie ed interessi nazionali: il caso Bud II Avv. Vito Rubino Facoltà di Giurisprudenza Università del."— Transcript della presentazione:

1 Le indicazioni geografiche fra competenze comunitarie ed interessi nazionali: il caso Bud II Avv. Vito Rubino Facoltà di Giurisprudenza Università del Piemonte Orientale

2 Le indicazioni geografiche dei prodotti alimentari sono da sempre al centro di contenziosi fra gli Stati membri e fra la CE e gli Stati membri. La stessa normativa comunitaria adottata nel 1992 che ha creato le DOP - IGP si è resa necessaria per consentire la tutelabilità su scala comunitaria di denominazioni geografiche registrate a livello nazionale che per il principio di territorialità si scontravano spesso con tentativi di imitazione in altri Stati che costringevano i Consorzi di tutela a battaglie difficili e costose. (problema del principio di territorialità)

3 Il reg. 2081/92 CEE (oggi 510/06 CE) in questottica ha 1) creato un sistema di riconoscimento europeo delle I.G. uguale per tutti gli Stati membri; 2) abbinato ai nomi riconosciuti una privativa europea 3) costruito un sistema di certificazione pubblica delle caratteristiche e delloriginalità dellalimento che contribuisce a creare un valore aggiunto (premium price) utile alle popolazioni rurali produttrici della DOP - IGP

4 Come si inseriscono in questo contesto le denominazioni locali? 1) la sentenza Warsteiner (7 novembre 2000 in causa n. C- 312/98) ha chiarito che lambito di applicazione del reg. 2081/92 CEE copre solo i prodotti per i quali esista un legale agro-ambientale fra le caratteristiche dellalimento ed il luogo di origine (c.d. prodotti di qualità) 2) al di fuori di questi confini gli Stati membri restano liberi di disciplinare autonomamente le I.G. nel rispetto degli artt TCE (attuali TFUE)

5 Come si inseriscono in questo contesto le denominazioni locali? 3) tendenzialmente la Corte ha riconosciuto che la tutela delle indicazioni geografiche nazionali è riconducibile alleccezione relativa alla proprietà intellettuale ed industriale che ai sensi dellart. 30 TCE (36 TFUE) può giustificare eccezioni alla libera circolazione delle merci se proporzionate alleffettiva tutela del bene giuridico protetto (cfr. sentenza 18 novembre 2003 in causa n. C- 216/01, Budejovicke Budvar, in Raccolta, 2003, I, p ss)

6 Come si inseriscono in questo contesto le denominazioni locali? Quindi in linea di principio: > prodotti alimentari di qualità > riconoscimento comunitario > tutela estesa a tutto il territorio della U.E. > prodotti tradizionali generici (senza legami agro- ambientali) > non riconoscibili nella U.E. > tutelabili su scala nazionale purché in modo proporzionato (problema dellidentificazione delle misure proporzionate. Misure di etichettatura sufficienti?)

7 Novità portate dalla sentenza BUD II IL CASO: controversia fra la soc. Ceca Budĕjovický Budvar, národní podnik, Budweiser Budvar, Entreprise Nationale (Birreria Bud di Budweis, Società nazionale) e la società Rudolf Ammersin GmbH controllata da altra società americana, per linibitoria allutilizzo sul territorio austriaco del marchio American BUD.

8 Novità portate dalla sentenza BUD II IL FONDAMENTO GIURIDICO: La soc. Ceca chiedeva lapplicazione di un Accordo bilaterale fra i due Stati (pre-adesione) che li vincolava a proteggere i nomi geografici rispettivamente indicati come noti nella zona di origine (c.d. estensione del principio di territorialità). La Rudolf Ammersin contestava la legittimità di un simile accordo, ritenuto in contrasto con la disciplina sulla libera circolazione delle merci e con la successiva mancata richiesta di tutela del toponimo su base comunitaria allatto di adesione siccome potenzialmente ascrivibile ai prodotti DOP - IGP.

9 Novità portate dalla sentenza BUD II LA DECISIONE DELLA CORTE: si articola in due distinte riflessioni. 1) COMPATIBILITA DELLACCORDO CON LA DISCIPLINA SULLA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI Punto di partenza è lipotesi che la denominazione BUD non abbia le caratteristiche per poter essere inquadrata nellambito della disciplina delle DOP - IGP (mancanza del legame agro-ambientale). La CGE ritiene in questo caso che lAccordo bilaterale sia un ostacolo alla libera circolazione delle merci ma possa essere giustificato ex art. 30 (ATT. 36 TFUE).

10 Novità portate dalla sentenza BUD II Infatti secondo la CGE le denominazioni locali possono essere tutelate ANCHE IN FORMA ASSOLUTA (cioè a prescindere dal rischio di confusione sul mercato) ed anche quando sono INDIRETTE (cioè non contengono in sé toponimi, ma sono identificate come tali) in quanto riconducibili alla materia della P.I. in cui il diritto da proteggere non tollera sfruttamenti da parte di terzi non autorizzati. Naturalmente si tratta di una protezione nazionale o, al più, bilaterale come nel caso di specie. >> nessuna società francese, tedesca, inglese etc. potrebbe pretendere di vendere in Italia la Torta sbrisolona fatta allestero.

11 Novità portate dalla sentenza BUD II problema: PROPORZIONALITA? Come declino lindicazione tali divieti o restrizioni non devono costituire un mezzo di discriminazione arbitraria né una restrizione dissimulata al commercio tra gli Stati membri? >> solo nel senso di impedire che una denominazione volgarizzata possa godere di tutela assoluta contro la circolazione di prodotti stranieri (e.g. grissino torinese).

12 Novità portate dalla sentenza BUD II LA DECISIONE DELLA CORTE: si articola in due distinte riflessioni. 2) ESCLUSIONE DELLA TUTELABILITA DELLE DENOMINAZIONI GEOGRAFICHE QUALIFICATE Se la denominazione BUD indica un prodotto di qualità non può essere protetta perché lo Stato Ceco non lha registrata come DOP al momento delladesione, e, dunque, in forza dellesclusiva applicazione del reg. 510/06 CE gli accordi o le norme su scala locale dovrebbero essere disapplicati.

13 Novità portate dalla sentenza BUD II Questa valutazione della CGE discende da: 1) esclusività della disciplina comune in materia di DOP - IGP; 2) individuazione delle I.G. come STRUMENTO DELLA PAC; 3) impossibilità per gli Stati membri di mantenere o introdurre norme competitive con questo sistema >> ergo >> le I.G. di prodotti di qualità NON POSSONO ESSERE TUTELATE A LIVELLO NAZIONALE CON NORME CHE LE COSTRUISCANO COME TALI.

14 Novità portate dalla sentenza BUD II SIGNIFICA CHE NON HO ALCUNA POSSIBILITA DI PROTEGGERLE? Secondo lAvv. Generale COLOMER sì 129. Ritengo che il regolamento n. 510/2006 escluda qualsiasi tutela nazionale o bilaterale di indicazioni geografiche qualificate nel suo ambito di applicazione. Pertanto, una denominazione che ricada in detto ambito e non sia stata notificata alla Commissione non può essere tutelata da uno o più Stati membri in modo autonomo e rimane priva di tutela; tuttavia tale circostanza non discende unicamente, come pare suggerire la questione pregiudiziale, dalla mancata registrazione dellindicazione, ma dal carattere esclusivo del sistema comunitario. > Conseguenza: paradosso. TUTELA ASSOLUTA generiche, NESSUNA TUTELA qualificate.

15 Novità portate dalla sentenza BUD II SIGNIFICA CHE NON HO ALCUNA POSSIBILITA DI PROTEGGERLE? Ogni denominazione qualificata è alla base anche una indicazione geografica semplice > tutela P.I. A SUPPORTO: DIR. 2000/13 CE ARTT. 2 – 18 (sent. Severi 10 settembre 2009 in causa n. C-446/07 > diritto degli Stati m. di vietare luso improprio di indicazioni geografiche nel contesto della dir. 2000/13 CE anche con riferimento a prodotti che stanno per essere tutelati a livello comunitario) DISCIPLINA SULLA PUBBLICITA

16 Novità portate dalla sentenza BUD II reg. 510/06 CE > politica agricola > mira a creare uno strumento dellinnalzamento del reddito delle popolazioni rurali. >> ergo >> non è possibile creare strumenti nazionali alternativi per valorizzare con certificazioni pubbliche di qualità (De.C.O. se impostate male) i prodotti locali favorendoli sul mercato; Reg. 510/06 CE > NON ARMONIZZA I SISTEMI DI CONTRASTO ALLE FRODI COMMERCIALI >> restano compito degli Stati membri.

17 Novità portate dalla sentenza BUD II controprova: il reg. 510/06 CE rispetta la disciplina generale in materia di etichettatura degli alimenti ove è VIETATO ingannare sullorigine del prodotto. Perché non dovrei poter contrastare le frodi sulletichettatura di prodotto? >> cfr. sentenza Severi 10 settembre 2009 in causa n. C-446/07 > diritto degli Stati m. di vietare luso improprio di indicazioni geografiche nel contesto della dir. 2000/13 CE anche con riferimento a prodotti che stanno per essere tutelati a livello comunitario


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