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STORIA DELLA LINGUA GRECA Laurea Triennale a.a. 2006-2007 C. Neri

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Presentazione sul tema: "STORIA DELLA LINGUA GRECA Laurea Triennale a.a. 2006-2007 C. Neri"— Transcript della presentazione:

1 STORIA DELLA LINGUA GRECA Laurea Triennale a.a C. Neri

2 Lombra di Theuth e la presunzione della sapienza Platone, Fedro 274c-275b

3 Gli obiettivi del corso storia antica della lingua greca ( ) leggere un testo integrale e fare lezione ( ) studiare e fare ricerca insieme (seminario aggiuntivo in orario da destinarsi: lunedì dalle 15 alle 16?)

4 I metodi del corso scalette e dispense online (www.classics.unibo.it/) la verifica finale (23.5)

5 Essenza e funzioni di una lingua un pericolo uno strumento di comunicazione un istituto sociale un sistema logico-matematico una costruzione in evoluzione un mondo parallelo unintersezione tra diacronia e sincronia

6 Che cosa scegliere... O. Hoffmann-A. Debrunner-A. Scherer, Storia della lingua greca, trad. it. Napoli, Macchiaroli, 1969, A.Meillet, Lineamenti di storia della lingua greca, trad. it. Torino, Einaudi, , L.R. Palmer, The Greek Language, London, Faber, Per lo studio dei dialetti greci, Y. Duhoux, Introduzione alla dialettologia greca antica, trad. it. Bari, Levante, 1986; L. Bottin, Testi greci dialettali, Padova, Imprimitur, 2000.

7 Una lingua stagionata: la lunga storia del greco letà storica e le fasi la scrittura e lalfabeto letà preistorica: la comparatistica

8 Letà storica e le fasi del greco a) Il periodo antico: dai primi documenti al 394 d.C. (la divisione dellimpero romano) - fase dialettale: fino alla morte di Alessandro Magno (323 a.C.) - fase ellenistica e romana: lo sviluppo della κοιν v b) Il periodo bizantino: dal 394 al 29 maggio 1453 (la conquista di Costantinopoli) c) Il periodo moderno: dal 1453 a oggi

9 La scrittura M a v V S m s D

10 Ideogrammi e logogrammi 5

11 Dagli ideogrammi alle sillabe sumero ti = vita, freccia sumero ki = terra

12 Dalle sillabe allalfabeto ka, ke, ki, ko, ku k x k x, a, e, i, o, u k + a, e, i, o, u

13 La formazione dellalfabeto Le matres lectionis: aleph ( ) ), yo d ( y ), wa w ( w ) Le vocali e laspirata: ) > Α, y > Ι, w > Υ (e ), h > Ε, ( > Ο, x > Η Le sonanti: l > Λ, m > Μ, n > Ν, r > Ρ Le occlusive: b > Β, g > Γ, d > Δ, p > Π, k > Κ, t > Τ, q >, + > Θ Le sibilanti: c, s # > Σ ( Ξ ), z > Ζ Il primo risultato: Α Β Γ Δ Ε Η Ζ Θ Ι Κ Λ Μ Ν Ο Π Ρ Σ Τ Υ

14 Il perfezionamento dellalfabeto a) Π H > Φ ΚΗ / Η > X ΠΣ > Ψ ΚΣ / Σ > Ξ b) Lalfabeto orientale ( Φ = ph, Χ = kh, Ψ = ps, Ξ = ks) Lalfabeto occidentale( Φ = ph, Χ = ks, Ψ = kh, Ξ = -) c) La psilosi e leconomia: Η = e aperto ( Ē ), Ω = o aperto ( Ō ) d) Il decreto ateniese Archino/Euclide (402/403 a.C.): Α Β Γ Δ Ε Ζ Η Θ Ι Κ Λ Μ Ν Ξ Ο Π Ρ Σ Τ Υ Φ Χ Ψ Ω

15 I molti alfabeti greci

16 Dalla storia alla preistoria: la comparatistica La continuità linguistica tra conservazione e innovazione (una lingua è continuo movimento). Concordanze sistematiche tra le forme di diverse fasi storiche di una lingua e corrispondenze regolari tra le particolarità delle diverse parlate derivate da una preesistente unità linguistica. I cambiamenti, le regole determinate, la simmetria del cambiamento. Le parlate indoeuropee: consonanze fonetiche, morfologiche (la flessione) e lessicali, differenze nella flessione verbale e pronominale e nel lessico; i dialetti interni allindoeuropeo

17 Tassonomia dellindoeuropeo A. Gruppo orientale sanscrito o antico indiano[ai.] antico persiano (iranico e avestico)[ap.: iran. e av.] tocario (orientale e occidentale)[toc.] ittito e luvio[itt.] armeno[arm.] tracio e frigio[trac., frig.] macedone[mac.] illirico-albanese[alb.] baltico (lituano, lettone, antico prussiano)[balt.: lit. lett., apruss.] slavo (russo, polacco, ceco, serbo-croato,[sl.: rus., pol., cec., serb.-cr., sloveno, bulgaro)slov., bulg.]

18 Tassonomia dellindoeuropeo A. Gruppo occidentale italico (ligure, veneto, osco-umbro, latino) [it.: lig., ven., osc., lat.] germanico (svedese, norvegese, islandese, danese, gotico-tedesco) [germ.: sved., norv., isl., dan., got. (a)ted.] celtico (gallico, gaelico, gallese, cambrico, bretone, cornovagliese) [celt.: gall., gael., gs., cambr., bret., corn.] Lingue non indoeuropee: iberico, basco, etrusco, finnico, estone, ungherese, turco

19 Lindoeuropeo: una lingua o un insieme di dialetti? Ogni lingua comune presuppone ununità politica e culturale, anche se può sopravvivere al dissolversi di ununità nazionale. Ogni lingua comune risulta dallestendersi di una lingua predominante oltre i suoi confini (il diffondersi di una lingua è sempre il diffondersi di un tipo di cultura). Ogni lingua comune che diventa imperiale tende nuovamente a differenziarsi in molte varietà dialettali.

20 Lindoeuropeo: una lingua o un insieme di dialetti? Le concordanze sistematiche e le differenziazioni antiche. La non coscienza dellunità originaria. La geografia: le progressive invasioni da nord a sud e da est a ovest, e la vaghissima localizzazione tra lodierna Polonia e il Tibet. La cronologia: lindoeuropeo del terzo millennio (i metalli, lagricoltura) e laffacciarsi delle singole parlate tra il XVII-XVI sec. a.C. e il XVI-XVII sec. d.C.

21 La posizione del greco In linguistica, come in filologia, conta la concordanza in innovazione (= errore in filologia) per stabilire le parentele. Lingue occidentali e orientali, lingue satem e centum. Poca rilevanza delle concordanze del greco con il latino e con losco-umbro (che fanno gruppo, invece, con celtico e germanico), concordanze con il gruppo orientale, in particolare con larmeno. La solitudine del greco (la mancanza di una lingua comune indoeuropea che gli sia gemella).

22 Una cartina indoeuropea? [ugro-finnico] celtico germanicobaltico slavo italicoindo-iranicotocario ittito armeno albanese macedone tracio frigio greco anatolico corsivo = lingue satemtondo = lingue centum steppe Russia meridionale Mar Nero

23 Greco originario o gruppo di dialetti greci? Le differenze dialettali sono tarde, tranne μεν / μες, τότε / τότα / τόκα, εij / αij, a[ν / κε (che potrebbero essere residui di una differenziazione originaria dopo un periodo di livellamento). Le divergenze tra A. Meillet e A. Scherer. La mancanza di una documentazione storica delle fasi di passaggio e delle innovazioni. Il greco lingua di conquista: imperializzazione e trasformazioni interne. Il processo a fisarmonica: la costruzione di nuove lingue comuni interne al greco.

24 I dialetti o un greco comune? A. FENOMENI DI CONSERVAZIONE le opposizioni vocaliche a, e, o (con armeno e italo- celtico, e contro indoiranico e germanico) il significato tonico e semantico (non intensivo né metrico) dellaccento (come in lituano, in serbo, in giapponese, in alcuni dialetti africani) il ritmo quantitativo (sillabe brevi e sillabe lunghe) B. INNOVAZIONI INDOEUROPEE le vocali protetiche davanti alle sonanti, a ü e ai gruppi consonantici

25 I dialetti o un greco comune? C. INNOVAZIONI ELLENICHE il sistema consonantico il suono s, semivocali e sonanti ( y, u/w, |l |, |r |, |m |, |n |: la generale tendenza allassordimento e alla semplificazione) il sistema vocalico e i dittonghi (progressivamente scomparsi, prima nel beotico, poi nel greco delletà volgare e nel greco moderno, ma conservati in gran parte nel lituano) la caduta delle consonanti finali e luniformazione delle finali in vocale, dittongo o n, r, ~, le leggi dellaccento (eccezioni: fhmi, eijmi, labev, ijdev, euJrev, eijpev, ejlqev ).

26 Je suis le Ténébreux, - le Veuf, - l'Inconsolé, Gall, amant de la reine, à la Tour Magne à Nîmes : Ma seule Étoile est morte, - et mon luth constellé Galamment, de l'arène, alla - tour magnanime - Dans la nuit du Tombeau. Toi qui m'as consolé, Voici le Pausilippe et la mer d'Italie, La fleur qui plaisait tant à mon coeur désolé... Vois si le Pô s'y lie ? Paix : l'âme erre, dit Thalie. Suis-je Amour ou Phoebus ?... Lusignan ou Biron ? Ma lippe est rouge encor d'un hommage de Reine (Mali, Pérou... j'encorde un homme. Ah ! jeu de rênes...) Et j'ai deux fois vainqueur traversé l'Achéron, Égrenant tour à tour à la lyre d'Orphée : Aigre Nantes... Hourrah, Tours ! Hallali... Re-dors, fée ! Gérard de Jet-rare

27 Le général Joffrin nous dit: A Toul, ai perdu mon dentier. En général j'offre un outil à tous les pères du monde entier. Viens dans mon sein doux pour y goûter la vie d'ange. Viens dans mon saindoux pourri, goûter la vidange. Les jeux de mots laids sont pour les gens bêtes, Les jeux de mollets sont pour les jambettes. À Lesbos, à Tyr, l' é vangile est appris. Ah ! Laisse, beau satyre, l' È ve en gilet t'a pris.

28 Il sistema fonetico La tenuta dei sistemi vocalico (a, e, o, più le semivocali i ed u) e consonantico (lassenza di suoni come it. ci, e sl. car, zar, lat. cinerem / it. cenere / fr. cendre), lopposizione solo binaria delle quantità ( e -). Le cadute intervocaliche di |y|, |w| e |s| e gli incontri vocalici (N.B.: le contrazioni costituiscono una fase successiva al greco comune). Lindebolimento di -s- e la progressiva spirantizzazione delle occlusive dolci e aspirate (s > h, b > v, etc.).

29 Il sistema morfologico La conservazione del sistema flessivo: temi e desinenze Le funzioni: numero, persona, maschile/ femminile/neutro, casi. La semplificazione progressiva Il crollo del sistema indoeuropeo delle radici semantiche.

30 Elogio di una rosa Rosa della grammatica latina che forse odori ancor nel mio pensiero tu sei come limmagine del vero alterata dal vetro che sincrina. Fosti la prima tu che al mio furtivo tempo insegnasti la tua lingua morta e mi fioristi gracile e contorta per un dativo od un accusativo. Eri un principio tu: ma che ti valse lungo il cammino il tuo mesto richiamo? Or ti rivedo e ti ricordo e tamo perché hai la grazia delle cose false.

31 Anche un fior falso odora, anche il bel fiore di seta o cera o di carta velina, rosa della grammatica latina: odora dombra, di fede, damore. Tu sei più vecchia e sei più falsa, e odori dadolescenza e sembri viva e fresca, tanto che dotta e quasi pedantesca sai perché tamo e non mi sprezzi o fori. Passaron gli anni: un tempo di mia vita. Avvizzirono i fior del mio giardino. Ma tu, sempre fedele al tuo latino, tu sola, o rosa, non sei più sfiorita.

32 Nel libro la tua pagina è strappata, strappato il libro e chiusa la mia scuola, ma tu rivivi nella mia parola come nel giorno in cui tho declinata. E vedo e ascolto: il precettore in posa, la vecchia Europa appesa alla parete e la mia stessa voce che ripete sul desiderio di non so che cosa: Rosa, la rosa Rosae, della rosa…

33 Il sistema morfologico A. IL SISTEMA VERBALE Verbi radicali e verbi denominativi (- avω, - evω, -ovω, -avζω, -ivζω, -εuvω, -uvνω, -αivνω, πτω, σσω < ie. * yo ), la coniugazione regolare (il paradigma), la progressiva crisi del perfetto, nomi radicali ( zugovn ) e nomi derivati ( zeu`gma ). Lestensione (massima) del participio e dellinfinito (privo però di flessione prima dellarticolo), la limitazione dellaggettivo verbale e delle forme perifrastiche (che invece abbondano in latino). Lopposizione aspettuale presente/aoristo/perfetto, modale indicativo/congiuntivo/ottativo (mantenuta solo dal vedico e dallavestico), di diatesi attivo/medio/passivo. Il prevalere del punto di vista dei «processi», e del sistema verbale su quello nominale.

34 Il sistema morfologico B. IL SISTEMA NOMINALE La conservazione delle alternanze vocaliche e della caratterizzazione accentuativa dei casi nel sistema nominale. La semplificazione dei casi da 8 a 5 (leliminazione dei casi a valore concreto). La semplificazione della declinazione dei dimostrativi. Lopposizione tra animato e inanimato, il neutro plurale (con laccordo del verbo al singolare, come solo nelle Ga tha dellAvesta), la progressiva scomparsa del duale (salvo che nellattico). La varietà formale e lunificazione della koinhv (ma non ai livelli di monotonia del turco o del finnico).

35 Il sistema sintattico La libertà dellordo verborum, che è così funzionale allespressività e non alla grammatica. Le piccole parole accessorie (al II posto della frase) e gli stacchi espressivi. Larticolo e la sua funzione associativa. Una lingua intellettuale: leliminazione degli elementi affettivi e concreti (nel verbo, i desiderativi, gli iterativi, i causativi, gli intensivi; nel nome, gli strumentali, i locativi, gli ablativi) Lesempio della comparazione (intensivi e distintivi diventano parimenti comparativi).

36 Gli Aχαι oiv e il Mediterraneo Le innovazioni elleniche (fonetiche e grammaticali) e il tasso di indoeuropeo nel lessico greco. Vestigia linguistiche mediterranee: letrusco di Lemno, eteocretesi ed eteocipri, i minoici. Lingue e grafie sconosciute: un problema di metodo (limpossibilità di comprendere una lingua, la cui tradizione si sia interrotta, senza traduzioni in altra lingua conosciuta o senza forti somiglianze con altra lingua conosciuta; la decifrabilità di una lingua conosciuta nascosta sotto una grafia ignota). Nomi propri (antroponimi, toponimi, teonimi: la cautela necessaria di fronte a questo materiale, variabile e insensato) e dati archeologici.

37 Migrazioni e invasioni Gli Ittiti e i Luvi dal 2000 al 1200: strutture indoeuropee, lessico nuovo (rapporti con gli Ahhijawâ). Gli Arya (liscrizione cappadoce del XIV sec. con divinità indoiraniche: Indra, Na satya, Mitra, Varun a) e il regno di Ma da ( Mh`doi ) tra XIV e XIII sec. a.C. Illiri, Macedoni, Traci, Frigi dalla parte settentrionale della penisola balcanica (XIII sec. ca.). Le altre popolazioni anatoliche: Lici (estese iscrizioni funebri), Lidi, Cari. Le popolazioni caucasiche.

38 Ittiti e Luvii

39 Vicinanze ineffettive e contatti tardi Popolazioni semitiche: gli Assiri-Babilonesi (lacca- dico e i caratteri cuneiformi); i Fenici, il passaggio dal sillabario allalfabeto e i termes de civilisation ( kavdo~, savkko~, cru sov~, citwvn, mna`, muvrra ) forse derivati da un sostrato comune. LEgitto (XIII sec. Akaiwuši) e le popolazioni nordafricane (libico, dialetti berberi). La regione adriatica: lalbanese (dal XV sec. d.C.; prestiti latini, greci, slavi, italiani) e litalico. La regione iberica (iberico, basco, catalano, sardo) e le lingue celtiche.

40 Le lingue viciniori Gli Illiri: iscrizioni nordoccidentali e doriche. I Macedoni: la mancanza di documenti (glosse, nes- suna iscrizione); il mutamento delle aspirate in sonore; le forti affinità con il greco: dialetto greco aberrante o lingua ie. gemella del greco? I Traci dai Carpazi allAsia Minore (1200 a.C. ca.): la lingua oscura (toponimi e antroponimi); il culto delle Muse (dalla Pieria a Tespie e sullElicone) e di Dioniso. I Frigi dalla penisola balcanica allAsia Minore: i rapporti più stretti con baltoslavo, greco, armeno, indoiranico che non con il tracio; gli influssi tardi del greco imperiale sul neofrigio.

41 Lo strato egeo-anatolico Pelasgi (dalla Tessaglia a Creta: indoeuropei pre- greci per V. Georgiev, A.J. van Windekens), Lelegi (dalla Grecia centrale allAsia Minore), Cari. Le popolazioni anatoliche (lanatolico di P. Kretschmer, Einleitung in die Geschichte der griechischen Sprache, Göttingen 1896) e il rapporto con il ceppo ittito-luvio e con le lingue caucasiche. Toponimi anatolici; antroponimi e teonimi. Case e ambienti, utensili e suppellettili, piante, animali, metalli, armi, mare, danza, sovranità.

42 Ittiti-Luvi-Lici *ghesr-, mano kesar (ittito antico) kesera (ittito classico) kisari, kisri, yesar(i) (luvio antico) isari (luvio cuneiforme) istri (luvio geroglifico) izri (licio)

43 Indoeuropei e mediterranei La laicizzazione delle forze divine (gli astratti u{dwr e pu`r, la sostituzione di nomi divini come uox e lux con nomina actionis come fuv si~ ) e lumanizzazione degli dèi ( Zeuv~ u{ei > Zeuv~ eschileo). La soppressione dei tabù (es. il nome dellorso e del cervo). La riduzione delle forme affettive ed espressive (la lingua dei bambini). Fonetica greca e fonetica egea: labbandono delle sonore aspirate (così a Cipro, nelle lingue caucasiche e in armeno, nelle lingue semitiche, in etrusco, in latino), il gruppo ss.

44 I primi documenti alfabetici 1. CEG 432 ( a.C.) h o;~ nu`n ojrcesto`n pavnton ajtalovtata paivzei, to` tovde kl.min (sic) vacat || to`ton ejkluvmen vel tou` tovde kamomevnou temptt. edd. : «post to` tovde appellationem vasis neutri generis expectaveris», Hansen 2. CEG 454 ( a.C.) Nevstorov~ : e [ ijm ] j : eu[pot [ on ] : potevrion. | h o;~ d a]n to`de pivesi : poteriv [ o ] : aujtivka ke`non | h ivmero~ h airevsei : kalliste [ fav ] no : ÆAfrodivte~.

45 Michael Ventris ( )

46 Sir Arthur Evans ( )

47 Heinrich Schliemann ( )

48 Le tre Età del Bronzo in Grecia Età del Bronzo antico: a.C. Età del Bronzo medio: a.C. Età del Bronzo recente: a.C.

49 Le tavolette cretesi

50 Tavolette a foglia di palma

51 Tavolette a piena pagina

52 I geroglifici

53 Il disco di Festo

54 Il lineare A

55 Il lineare B

56 Ipotesi sul rapporto tra lineare B e A 1) Lortografia reale-palaziale (A. Evans). 2) La stessa lingua in grafia non gotica (G. Pugliese Carratelli). 3) Ladattamento di una grafia a unaltra lingua. Le linee-guida e il sistema numerale. Il ritrovamento di lineare B in altri siti.

57 Cunei a Cipro e in Anatolia

58 Il sillabario cipriota

59 Sillabario cipriota e Lineare B

60 Pubblicazioni nel buio Scripta Minoa I (A. Evans, 1909) Le 38 tavolette trascritte e pubblicate da Johannes Sundwall (1935). La morte di A. Evans (1941). I documenti in Lineare A (G. Pugliese Carratelli, 1945). Scripta Minoa II (J. Myres, E.L. Bennett, A. Kober, 1952).

61 Nuove scoperte Carl Blegen e la scoperta di Pilo (1939: 600 tavolette). Alan J.B. Wace e la scoperta delle tavolette di Micene (1952: 50 tavolette). Le più recenti scoperte a Tebe, Orco- meno, Tirinto: la rivoluzione della crono- logia (dal 1750 al 1200 a.C. ca.).

62 I siti del Lineare B

63 Lineare B oltre Creta Bottino dei pirati? Scribi minoici per signori micenei? Micene non greca? Creta greca?

64 La natura della grafia

65 Gli ideogrammi e il contesto

66 I numerali

67 La tabella

68 Speranze e fallimenti Tirare a indovinare o analizzare meto- dicamente i testi? Greco o non greco? Il basco e letrusco. Le lingue inventate.

69 Il nome di Posidone Axel Persson: Asine, presso Nauplia (nordest del Peloponneso); la scritta sul bordo di unanfora; il confronto con il sillabario cipriota; po-se-i-ta-wo-no-se.

70 Il basco Frank G. Gordon, Through Basque to Minoan, Oxford 1931: associare un segno a un oggetto; nominare loggetto a partire dalla lingua prescelta come parente; the lord walking on wings the breathless path, the star smiter, the foaming gulf of waters, dogfish smiter....

71 Il principio acrofonico Melian Stawell, A Clue to the Cretan Scripts, London 1931: associare un segno a un oggetto; nominare loggetto in greco assegnando al segno il suono della sillaba iniziale del nome greco; Ana, Sao; koo, thea, Re, Sorgi, salvo! Ascolta, dea Rea!.

72 Letrusco Michael Ventris, American Journal of Archaeology 1940: gli Etruschi: dallEgeo allItalia; The theory the Minoan could be Greek is based of course upon a deliberate disregard for historical plausibility.

73 Una lingua semitica K.D. Ktistopoulos, Accademia di Atene : lanalisi statistica; Divinità suprema, della potente stella dei troni, suprema misericordia delle parole di consolazione, supremo datore delle profezie....

74 Littito Bedřich Hrozný, Les inscriptions crétoises. Essai de déchiffrement, Prag 1949: ittito, iscrizioni pre-indoeuropee della valle dellIndo, cipriota, egiziano, tavo- lette cuneiformi, fenicio; Distretto di Hatahua: il palazzo ha finito tutto. Il distretto di Sahurita è una campo cattivo....

75 Greco e pre-greco Vladimir I. Georgiev, Problemi di lingua minoica, Sofia 1953: la lingua pre-ellenica del mediterraneo; le parentele con littita e con il gruppo anatolico; thetàaranà make, alla grande aquila- nonna.

76 Indici, frequenze, funzioni dei segni Ernst Sittig (1950): le liste di frequenza in lineare B e nelle iscrizioni ciprie; 3 segni su 14 così identificati sono stati poi provati giusti (11 su 32 quelli identificati, con un sistema analogo, da John Myres nel 1952).

77 I determinativi di A. Evans i segni categoriali (come le nostre maiuscole): CITTA, NOMI, PIANTE; il determinativo della sovranità: il determinativo della sacralità:

78 Indizi e ragionamenti A. Evans, e i puledri seguiti da po-lo. A. E. Cowley: donne, bambini e bambine. Emmett L. Bennett: pesi, misure e varianti. Alice Kober e le triplette:

79 Un codice segreto lingua conosciuta sotto segni sconosciuti lingua sconosciuta sotto segni conosciuti lingua sconosciuta sotto segni sconosciuti I metodi della crittografia (la seconda guerra mondiale e il ruolo di John Chadwick). Gli ideogrammi e i segni sillabici (89?).

80 Il metodo combinatorio Gli ideogrammi per uomini e donne: nomi propri e mestieri. Il rapporto univoco tra una sequenza e un ideogramma e più sequenze associate allo stesso ideogramma. Il questionario del 1950 (Mid-Century Report: The Languages of the Minoan and Mycenaean Civilization): Bennett, Bossert, Grumach, Schacher- meyr, Pugliese Carratelli, Peruzzi, Georgiev, Ktistopoulos, Sundwall, Myres (Hrozny, Kober ).

81 Verso la decifrazione La ricostruzione di un contesto (idioni- mi, corporazioni, toponimi, ragazzi e ra- gazze). Le vocali, il segno 78, gli errori rico- struibili. La declinazione: la costruzione di una griglia.

82 Il segno {28}\38/ A e B e per A e per D e E... e Y e Z.

83 Costruzione di una griglia

84 La prima griglia

85 Evoluzione

86 Indizi significativi Nomi non di persona, seguiti da liste di beni e da numerali con cifre molto alte. Corporazioni e toponimi : a-mi-ni-so : ko-no-so 70-42: ko-wa70-54: ko-wo 05-31: to-sa (nelle formule totalizzanti)

87 La griglia vocalizzata

88 BBC-Third Programme (6.1952) John Chadwick: lattività filologica; lattività spionistica; le tavolette di Pilo; la cattedra a Cambridge.

89 La collaborazione Ventris-Chadwick Gli scambi epistolari e le correzioni incrociate. Evidence for Greek Dialect in the Mycenaean Archives, JHS LXXIII (1953) On the Threshold?, Times Documents in Mycenaean Greek, Cambridge 1956 (le tre sezioni)

90 Conferme da Pilo La lettera di Carl Blegen (maggio 1953):

91 Conferme da Iraklion Chadwick e N. Platon (primavera 1955). La tavoletta ritrovata con teste equine. i-qo, o-no, po-ro.

92 Altre conferme ideografiche

93 La tavoletta dei pugnali Un segno, settanta sillabe? (es. ka) La riduzione delle possibilità. Il contesto e gli ideogrammi.

94 Il successo Il congresso di Copenhagen (agosto 1954) e quello di Gif (aprile 1956) I favorevoli: L.R. Palmer, E.L. Bennett, G. Björck, A. Furumark, M.S. Ruipérez, E. Sittig, M. Nilsson, J. Friedrich, I. Gelb, P. Chantraine, M. Lejeune I contrari: N. Platon, A.S. Beattie, E. Grumach, H. Bengtson

95 Un greco di servizio 1) Le sillabe: vocali (a, e, i, o, u, a2), dittonghi (a3/ai?), sillabe aperte (ra-, re-, ri-), sillabe a doppia consonante (dwo-, pte-); 2) Mancanza di quantità: ko-wa, po-me, i-jo-te, pa-te, ti-ri-po; 3) Dittonghi: po-me/koi-no, qo-u-ko-ro, a3-ku-pi-ti-jo, de-we-ro-; 4) Unica serie per le liquide (do-e-ro, ri-no) e per le occlusive (tranne d: da-mo, te-o-jo); 5) Omissioni di: consonanti finali (pa-te, po-me), nasali e liquide davanti a occlusiva e in fine di parola (a-to-ro-qo, a-re-ka-sa-da- ra), sibilanti davanti a consonante e in fine di parola (pe-mo, koi-no; tranne m: de-so-mo); 6) ripetizione delle vocali nei nessi consonantici: wa-na-ka-(ke)- te, ku-su, re-po-to, ku-pe-se-ro, po-to-ri-jo [ ptovlio~ ], po- ti-ni-ja, qi-si-pe-e wa-na-ka, po-mi-ni-jo, po-pi.

96 Un greco arcaico 1) mantenimento di a : da-mo, a-ta-na; 2) forme non contratte: e-ke-e, do-e-ra; 3) sviluppo di una semivocale di passaggio: i-jo ( uiJov~ ), i-je-re-ja; ui > i: i-jo; 4) esiti delle sonanti: a-mo, pe-mo, pa-ro, a-pu, qe-to-ro-po-pi, to-pe-za, ma-ra-ku [ bracuv~ ]; 5) j > h o z (o = o{, ze-u-ke-u-si), sorda + j > s (pa-sa-ro, pa-sa), sonora + j > z (pe- za), sj > j (gen. -oio da -osjo), ki/ke/gi/ge + vocale > z (o gutturale palatale) + vocale (su-za, ai-za), conservazione di w (wo-no); 6) sonore aspirate > sorde (e-ke), d per l (da-pu3-ri-to-jo), conservazione delle labiovelari (qe-to-ro-we, i-qi-ja), tranne che prima e dopo u (qo-u-ko-ro), mancato passaggio di m a n (e-me); 7) caduta della sibilante iniziale (e-me, e-qo-te, a2-te-ro), ti/thi > si (ko-ri-si-jo), semplificazione dei nessi con sibilante (me-no, mhnov~, lat. me nsis); 8) varianti (a/o [ma/mo], a2/e [ fiavlh / fievlh ], a/u [da-ma-te/du-ma-te, davmarte~ ], e/i [dentale + emi- > -imi-: a-ti-mi-te], e-pi/o-pi, o/u, u/i) e lingua scritta; 9) esiti più significativi in greco: aJrmovzw, aJrmovdio~, i{ppo~ /equus.

97 Morfologia: temi in -a sing.N. -a (do-e-ra, e-qe-ta). G. -a (di-wi-ja), -ao (qu-qo-ta-o). D. -a (po-ti-ni-ja, ra-wa-ge-ta). A. -a (ki-ti-ta). dual.N.A. -o (ko-to-no), -ae (e-qe-ta-e). G.D. -oi (wa-na/no-soi). pl.N. -a (e-qe-ta) G. -ao (e-re-ta-o). D. -ai (ku-na-ke-ta-i). A. -a.

98 Morfologia: temi in -o sing.N. -o (do-e-ro) G. -ojo (di-wo-ni-so-jo). D. -o (da-mo). A. -o (ri-no). dual.N.A. -o (pa-sa-ro). G.D. -o. pl.N. -o (du-to-mo, drutovmoi ), -a. G. -o (a-ne-mo). D. -oi. A. -o (si-a2-ro, siavlons ), -a (do-ra).

99 Morfologia: temi in consonante sing.N. - (pa-te, ti-ri-po) G. -o (po-me-no, poimevno~ ). D. -e (po-de, a-ti-mi-te), -i. A. -a. dual.N.A. -e (ti-ri-po-de). G.D. -oi. pl.N. -e (to-ra-ke), -a (ke-ra-a). G. -o? D. -si (pa-si). A. -e (a-ko-so-ne), -a (tu-we-a, quvea ).

100 Morfologia: temi in dittongo sing.N. -eu (ka-ke-u, calkeuv~ ) G. -ewo (i-je-re-wo, iJerh`o~ ). D. -ewe (ka-ke-wi, calkh`üi ). A. -ewa? dual.N.A. -ewe (ke-ra-me-we). G.D. ?. pl.N. -ewe (ka-ke-we). G. ?. D. -eusi (ka-ke-u-si). A. -ewe?.

101 Morfologia: comparativi, pronomi, numerali Comparativi: me-u-jo, me-wi-jo, me-zo. Pronomi: mi, pei ( sfei` ), to-jo, to- to, jo/o, jo-qi ( o{ti ). Numerali: e-me, dwo, du-wo-u-pi, ti-ri-, qe-to-ro-, we-, e-ne-wo-, de-ko-to.

102 Morfologia: verbi pres. att. e-ke, a-ke, pe-re, di-do-si, pa-si, e-ko-si, e-e-si. pres. med. di-do-to ( divdotoi), i-je-to ( i{etoi ). fut. do-se, do-so-si, a-ke-re-se ( ajgrhvsei ?). aor. a-pe-do-ke ( ajpevdwke con aum. o ajpevkdwke ), a-pu-do- ke, e ra-se, wi-de, de-ka-sa-to, a-ke-re-se ( a[grhse ?). perf. e-pi-de-da-to ( ejpidevdastoi ). imper. pres. e-e-to ( ejevntwn ? ei|ntai < eJevntoi ?). part. pres. att. e-o, e-ko-te, e-qo-te, o-pe-ro-sa ( ojfeivlousa ) pres. med.-pass. o-ro-me-no, re-qo-me-no, ki-ti-me-na. fut. med. ze-so-me-no. aor. a-ke-ra-te ( ajggeivlante~ / ajgeivrante~ ). perf. a-ra-ru-ja, de-do-me-na, ke-ke-me-na ( kekeimevna ). inf. pres. att. e-ke-e, a-na-ke-e. agg. verb. a-pi-ko-to ( ajmfivbato~ ), a-na-mo-to ( ajnavrmosto~ ).

103 Morfologia: preposizioni, negazioni, congiunzioni Preposizioni: a-pi, a-pu, e-ne-ka, e-pi, ku-su, me-ta (dat.), o-pi, pa-ro, pe-da (acc.), po-si, en-, an-, pe-ri, po ro, pos, u- pa. Negazioni: o-u, o-u-qe. Congiunzioni: -qe (- te ), a-u-qe, -de, o- / jo- ( wJ~ ?).

104 Una tavoletta di Pilo (PY Eb 297 = 140 DMG = 95 Palmer)

105 i-je-re-ja e-ke-qe eu-ke-to-qe e-to-ni-jo e-ke-e te-o ko-to-no-o-ko-de ko-to-na-o ke-ke-me-na- o o-na-ta e-ke-e iJevreia e[ceite eujcevtoite etoni- on e[ceen qeovn, ktoinovocoi de; ktoinavwn kekeimenavwn o[nata e[ceen. «la sacerdotessa possiede e dichiara che il dio (la dea) possiede letonion, mentre i proprietari di terre (affermano) che possiede gli usufrutti delle terre pubbliche»

106 Aufstieg und Niedergang dei Micenei Larrivo: con Ittiti e Luvi, allinizio del II millennio a.C.? Le tavolette: a un passo dalla catastrofe (to-to we-to; il 1400 a Cnosso e il altrove; lesercito, i rematori, e il fronte di Pleurone; larrivo dei Dori?). La sovranità: wa-na-ka, ra-wa-ge-ta, te-re-ta-i, qa-si-re-e. Religione: Zeus, Era, Posidone, Atena, Artemide, Dioniso, Enialio, po-ti-ni-ja da-pu-ri-to-jo. I metalli, loro, i manufatti elaborati, le armi. Lallevamento, lagricoltura, la lavorazione della lana, lolio. I rapporti internazionali (es. lEgitto, la Fenicia) Il Medioevo greco dopo il crollo dei regni micenei.

107 Il paradosso dei dialetti greci Ogni regione, ogni città, ogni genere letterario, ogni autore ha una varietà sua propria: il greco, con littita e lindoiranico, è la lingua ie. attestata più anticamente, ed è quella con la maggior varietà di parlate fin dallinizio della sua tradizione. Gli apparentamenti e le cartine a macchia di leopardo. La storia delle stirpi e la geografia del mondo greco: il carattere misto e diacronico delle migrazioni (ultima quella dorica, prima – forse – quella ionico-achea), le catene montuose, le isole e i bracci di mare. La complessa ripartizione dei dialetti rispecchia la complessa storia delle migrazioni indoeuropee nel Mediterraneo orientale (in gran parte sconosciuta) e la complessa storia della colonizzazione greca (in parte conosciuta).

108 Le fonti per lo studio dei dialetti Le iscrizioni (pronuncia e forme grammaticali di una parlata locale): ma le iscrizioni arcaiche sono rare, mentre sono frequenti quelle a partire dal IV sec. (quando domina già la koinhv) e quelle in ionico-attico (che è il dialetto per cui ce ne sarebbe meno bisogno, perché ampia­mente rappresentato a livello letterario). Le lingue letterarie (che non riflettono parlate locali se non in Attica, a Lesbo e in parte a Siracusa, ma danno informazioni sui modi di impiego dei vari mezzi di espressione; i Greci – malgrado Omero – non hanno fissato come gli Indiani ununica lingua letteraria nettamente distinta dalle lingue parlate e tuttavia non cè nessun rispecchiamento immediato) Le testimonianze lessicografiche e grammaticali (a partire dalla fine del IV sec. a.C.).

109 Il greco e i greci Lalfabeto (tranne a Cipro), la letteratura, la coscienza di parlare la stessa lingua, gli dèi e gli agoni panellenici. Le poche differenze dialettali antiche ( men/- me~, -men/ -menai/ nai/ en, αij / εij, a ν/κα, κεν), lunificazione grafica e letteraria, la coscienza di parlare una stessa lingua. Le sopravvivenze del fondo indoeuropeo, le innovazioni della fase comune, le innovazioni indipendenti, le innovazioni dovute a coesistenza posteriore, i prestiti (lesempio di eijrhvnh ionico), commistioni e sovrapposizioni dialettali (lesempio delleolico nella ionica Chio, dellarcadico- cipriota nella dorica Creta, di ti > si).

110 I raggruppamenti dei dialetti greci Il miceneo e le sue filiazioni: larcadico, il cipriota e il panfilio (il problema dellunita-rietà del gruppo). Oriente e Occidente: il gruppo ionico- attico (coesione) e il gruppo occidentale (frammentazione). Leolico e la sua natura mista: tre o quattro gruppi. Le tesi di O. Hoffmann, W. Porzig, E. Risch.

111 Cartina della Grecia

112 Distribuzione dei dialetti greci

113

114 I quattro gruppi

115 Un gruppo misterioso Un gruppo non compatto, non esteso sino alletà storica, incapace di penetrazione culturale e linguistica. Lantica lingua degli Achei (II metà del II millennio a.C.). Le colonie peloponnesiache pre- doriche ( Λακεδαivμων, Κερuvνεια a Cipro e in Acaia) e i relitti del grande impero acheo (sin dal XIV sec. a.C.: Acaia, Creta, Rodi, Ftiotide, Ponto Eussino). Le enclaves linguistiche: Arcadia, Cipro, Panfilia.

116 Gli Arcadi La grande popolazione pre-dorica e il popolo di pastori. La mancanza di una letteratura e le iscrizioni dal V al III sec. a.C. ( mesoun, didumoiun, Posoida`n / Po h oida`n ). I caratteri dellarcadico: conservazione di ü e aspirazione, conservazione di ns, dat. sing. in - oi, estensione di au ai femminili ( oijkivau ), des. medie in toi.

117 Lisola più lontana: Cipro Lalfabeto sillabico di Cipro e limperfetto adattamento al greco (es. ta = da = qa ) di un sistema usato per unaltra lingua. La mancanza di una letteratura, le iscrizioni a partire dal V/IV sec. a.C. (tranne uniscrizione del ca. a.C. scoperta a Palepafo nel 1979), le glosse. I caratteri del ciprio: qiov~, üevpi j a, ai[lon ( a[llwn ), za`~ ( gh`~ ), i[n ( aujtovn ), presenza di semitismi.

118 Tra Greci e barbari: il panfilio Aspendo ( [Aspendo~ ) e le colonie di Argo achea (lArgo omerica). Le poche iscrizioni e glosse e il greco lontanissimo ma imparentato con larca- dico e con il cipriota (malgrado Hoffmann- Debrunner-Scherer, che da ultimo lo consi- derano un dialetto a parte). La mancanza dellarticolo.

119 Parentele antiche La chiusura di e e o in i e u : ijn, ij~, ujn, ajpecovmino~, i genitivi singolari in - au, il passaggio di - o~ a u~ e di -to a -tu, ajπov ed ejξ con il dat., πovς. Le parentele di conservazione dellindoeuropeo: pedav, ajpuv, r > or ro, m,n > o. Le similarità con leolico: linsostenibilità di una origine comune (malgrado la tesi degli Achei/Argivi di O. Hoffmann, De mixtis Graecae linguae dialectis, 1888, accettata da P. Kretschmer e V. Pisani) e la possibilità di unantica vicinanza peloponnesiaca. Le similarità con lo ionico-attico: linsostenibilità di unorigine comune (malgrado le tesi di W. Porzig, Sprachgeographische Untersuchungen zu den altgriechischen Dialekten, «IF» LXI [1954] 147ss., e di E. Risch, Die Gliederung der griechischen Dialekten in neuer Sicht, «MH» XII [1955] 61ss.).

120 Il dialetto più ricco Il dialetto più rappresentato (letteratura e iscrizioni) e meno differenziato interna- mente. La lingua comune nella letteratura e nelle scritture ufficiali. Dalla lingua comune alla lingua di cultura.

121 Lattico e lo sviluppo di Atene Lunificazione dellAttica, la mancanza di colonie attiche. Laffermarsi di una lingua comune (gli ÆIavone~ eJlkecivtwne~ di Hom. Il. XIII 685 e il sunoikismov~ di ÆAqh`nai ) e la scarsa sopravvivenza dei patois.

122 Lo ionico, porta della Grecia Contatti culturali e sintesi avanzate. La geografia dello ionico: lEubea, le Cicladi (meno Tera, Melo, Coo, Cnido e Rodi), lAsia Minore; la Calcidica, Italia (Cuma) e Sicilia, Massalia e Agde (non esiste una sola città ionica sul continente greco). La sovrapposizione alleolico (es. di Herodot. I 150 e della conquista di Smirne eolica da parte dei Colofonii), la ritirata di fronte al dorico (es. di Thuc. VI 4,6 e di Zancle sotto Anassila); la varietas dello ionico (rotacismo a Eretria di Eubea, la psilosi microasiatica); la lingua comune nata dalla precoce civiltà mercantile ionica (leliminazione dei tratti locali).

123 Caratteristiche ionico-attiche I tratti comuni allo ionico e allattico: la chiusura di a in h ( a in a e nel periodo comune e poi in e in parallelo nelle due parlate), labbreviamento in iato ( e{w~ ), le contrazioni e la precoce caduta di ü, il passaggio dei nomina agentis in thr a th~, e{tero~ per a{tero~ (da *sm teros), le desinenze in a~ e in e~ aggiunte agli acc. e ai nom. dei pronomi personali, oiJ e aiJ per toiv e taiv, la 3 pers. pl. del passato in san e il n efelcistico, gli avverbi di luogo in - ου ( o που ), le preposizioni non apocopate, a[n per ke. I tratti distintivi: la pronunzia |ü| di υ ad Atene, ion. rs / att. rr, prhvssw / prhvttw (Eretria) / pravttw, psilosi / aspirazione, / gen. ew / gen. ou ( polivtew / polivtou ), πovλιoς / πovλεως, ξεi νος / ξevνος. κοuvρη / κovρη, att. meivzwn e kreivsswn.

124 Distribuzione delle stirpi: gli Eoli

125 Leolico: i tre gruppi La costa settentrionale dellAsia Minore da Smirne alle colonie ioniche dellEllesponto (la lotta tra Eoli e Ioni dAsia, a partire dal IX sec. a.C.: lesempio di Chio, Eritre, Clazomene, Focea) e lisola di Lesbo (il VI sec. di Saffo e Alceo, e le iscrizioni del IV sec.): la prevalenza (culturale) del lesbico e la lingua del IV-III sec. (les. della baritonesi). La Tessaglia: lisolazionismo, gli allevatori e i perivoikoi, la mancanza di unità politica, di una letteratura e di una lingua comune; la Tessaliotide (Farsalo e Ciero: i rapporti con il dorico) e la Pelasgiotide (Larissa). La confederazione beotica e lunitarietà; la scarsa penetrazione politico- culturale (gli esempi contrastanti di Pindaro e Corinna); la lingua unitaria (dalletà classica al II sec. a.C.) e le riforme del III sec. ( oe per oi, ou per |u|, u per oi > |ü|, h per ai > |e­ |, ei per h ). La variegata geografia delleolico (eolismi fuori sede) e laccezione (non letteraria, non antica) di dialetto eolico.

126 Caratteristiche eoliche Levoluzione labiale delle labiovelari in inizio di parola. Le desinenze del presente per il participio perfetto attivo. Levoluzione scura della sonante r ( or, ro contro ar, ra ). Gli aggettivi patronimici (cf. il nuovo Posidippo, di Pella).

127 I rapporti tra i tre gruppi 1) Le concordanze lesbico-tessalico contro il beotico: e[mmi vs eijmiv. 2) Le concordanze beotico-tessalico contro il lesbico: givnumai vs givgnomai, givnomai 3) Le concordanze lesbico-beotico: stroto~, ejkavlessa, pedav. 4) La posizione del beotico e gli influssi nordoccidentali (da non sopravvalutare, malgrado Pisani, che considera il beotico un dialetto a parte, in coda ai dialetti dorici): Qeiripivwn, Kallivqeiri~, toiv. 5) La posizione del lesbico e gli influssi ionici microasiatici: ti > si, protiv > prov~, ejn + acc. > ejn~ (att. eij~ ), rr, ll, mm, nn nei gruppi con j ü s, psilosi e baritonesi, scomparsa del ü, mantenimento del suono sd, soluzione di ns panellenico nei gruppi - ais-, -eis, - ois-, coniugazione atematica dei verbi contratti, desinenze della 3 pers. pl. dellimperativo in - nton. 6) La posizione intermedia del tessalico: pavnsa, gen. oio.

128 Lultima invasione indoeuropea Lenorme estensione del gruppo occidentale: i pochi che governano sui molti (Thuc. IV 126) e la guerra come stile di vita (Plat. Leg. 625d). Dori del nord (aperti e pacifici) e Dori del sud (chiusi e bellicosi). Le tre tribù (i Dori tricavi ke~ e JUllh`e~, Duma`ne~ e Pavmfuloi ad Argo, Sicione, Corcira, Epidauro, Megara, Creta, Tera, Coo, Cirene, Agrigento: la quarta tribù locale) e la successiva costituzione spartiate di Licurgo. I sette e[qnh e i quattro ejphvluda (Herodot. VII 73).

129 Lestensione del territorio dorico Corinto, Argolide, Laconia e Messenia Le Cicladi meridionali e le Sporadi (Melo, Tera, Càrpato, Coo, Rodi, Telo), Cnido e Alicarnasso, Citera e Creta Le colonie megaresi del Ponto Eussino (Calcedonia e Bisanzio), Corcira, Cirene (630) Magna Grecia (Sibari, Crotone, Metaponto, Poseidonia achee, Taranto laconica > Eraclea sul Siri [432]) Sicilia (Siracusa calcidese [734] e Archia corinzio, Megara Iblea > Selinunte [650], Gela rodio-cretese [690] > Agrigento [580]).

130 Documentazione del dorico La letteratura dorica: la lirica corale e lalta formalizzazione letteraria, i frammenti di Epicarmo e Sofrone, le mimesi aristofanee, la prosa dei Dissoi Logoi, il corpus teocriteo, gli scritti regolarizzati di Archimede). Le iscrizioni laconiche, argive, cirenee ( oi / toi, ekassa / ekoisa ), cretesi La grande legge di Gortina e la koinhv siracusana. I patois dei signorotti feudali (les. di mikkiciddovmenoi = mikizovmenoi ) versus la koinhv ionica. Il greco del NO e la sua parentela solo formale con il dorico: Focide (Delfi), Locride, Etolia, Acarnania, Epiro; la posizione singolare delleleese.

131 Caratteristiche doriche La conservazione di a, di ü, di ti alla 3 pers. sing. dei verbi, di me~ alla 1 pers. pl. (solo a Delfi nel gruppo NO), degli infiniti men e en, di ka e di aij, di tevtore~ per il numerale 4. Le innovazioni: la contrazione in h di a + |e|, la semplificazione del gruppo t w in tevtore~, basilevo~, nin, gli aoristi in xa dei verbi in zw e i futuri in sevomai, sevw (dorici, ma non solo: om. ejssei`tai, att. feuxou`mai ), la sintassi aij ti~ ka. Tracce di innovazioni: il futuro tevlomai, sarò (Creta, Cirene), il perfetto üivsa mi (< üivsanti ) (Cirene, Siracusa), il passaggio di s intervocalico a -h- (laconico e argivo). Doris severior (Laconia, Taranto, Cirene, Creta) e Doris mitior? I tratti del NO: favrw, sq > st, part. med. in eivmeno~, dat. pl. III decl. in oi~ (dativo etolico), nom. masc. I decl. in a, dat. sing. II decl. in - oi, acc. pl. III decl. in - e~, ejn + acc.

132 I complessi rapporti tra i dialetti Gruppo ti : ejstiv, tiv~ || ion. att. arc. cipr. lesb. si / gr. occ. panf. beot. tess. ti. || ion. att. arc. lesb. ei[kosi / panf. beot. gr. occ. ü ( f ) ivkati. Dativo pl.: ion. att. si / eol. panf. gr. nordocc. essi / gr. (nord)occ. (seriore) oi~ || ion. lesb. panf. oisi / att. arc. cipr. beot. tess. gr. occ. oi~. Articolo-dimostrativo: ion. att. arc. cipr. lesb. tess. (Pelasgiotide) cret. oiJ / tess. (Tessaliotide) beot. gr. occ. toiv. Infiniti atematici: ion. att. arc. cipr. nai / lesb. menai ( e[mmenai e aor.) e n ( divdwn, o[mnun, mequvsqhn, ecc.) / tess. beot. gr. occ. men. Ion. att. ktavomai / gr. occ. pavomai || ion. att. bouvlomai / gr. occ. dhvlomai, deivlomai. Preposizione ejn : gr. nordocc. beot. tess. arc. cipr. ejn + dat. o acc. / dor. ion. att. lesb. panf. ejn + dat. o ejn~ ( eij~, ej~ ) + acc. Modali e temporali: ion. att. arc. a[n / lesb. tess. cipr. ke(n) / beot. gr. occ. ka || ion. att. arc. cipr. o{te / panf. gr. occ. o{ka / lesb. o[ta / ma att. hJnivka, thnivka || gr. kaiv / arc. cipr. kav~. Ipotetica: ion. att. arc. eij / gr. occ. eol. aij / cipr. hj.

133 Estremi e medî Gruppo eolico: lesbico più vicino allo ion. att., e beotico e tessalico più vicini al gruppo occidentale. Gruppo acheo: arcadico più vicino allo ion. att., e cipriota e panfilio più vicini al gruppo occidentale. I rapporti tra panfilio, lesbico e dorico.

134 Commistioni e contaminazioni Ponto Eussino, Sicilia, Italia meridionale. Ionico/eolico, attico/beotico, arcadico/laconico e argivo. Delfi, i giochi olimpici, lalfabeto. La terra che divide, il mare che unisce: il dominio sul Mediterraneo orientale e kuberna`n. Dalla guerra alla pace: levoluzione di povli~ da cittadella, piazzaforte (ai. pur, lit. pilis) a città, stato. Apertura (gli Ioni: il meticciato) e chiusura (i Dori: il carattere di Sparta, linvoluzione di Creta, leccezione di Corinto e Siracusa). Differenziazione e unificazione linguistica: il processo che porterà alla koinhv.

135 Non vi è nessuna fase storica in cui si possa dire che una parlata greca è del tutto autonoma (A. Meillet)

136


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