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1 LA DIRETTIVA SUI GESTORI DI FONDI DI INVESTIMENTO ALTERNATIVI ED IL SUO RECEPIMENTO -2011/61/EU – Luca Zucchelli (*) LUISS, 5 dicembre 2013 (*) Le considerazioni.

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1 1 LA DIRETTIVA SUI GESTORI DI FONDI DI INVESTIMENTO ALTERNATIVI ED IL SUO RECEPIMENTO -2011/61/EU – Luca Zucchelli (*) LUISS, 5 dicembre 2013 (*) Le considerazioni che seguono sono svolte a titolo personale e non impegnano gli orientamenti dellIstituto di appartenenza

2 2 Principali argomenti trattati La nuova definizione di gestione collettiva del risparmio e della riserva di attività Abbandono dello schema promotore/gestore La nuova nozione di OICR e le Guidelines ESMA sui Key Concepts AIFMD La Regolamentazione degli OICR chiusi costituiti in forma societaria Flessibilità schemi attuali e opportunità del codice civile I veicoli attualmente quotati alla Borsa Italiana e le holding di investimento ex art. 106/107 TUB Disciplina del depositario Soggetti (ora anche le Sim e le imprese di investimento comunitarie) Compiti: custodia (safekeeping/record keeping), monitoraggio dei flussi di liquidità Responsabilità e Segregazione dei conti La commercializzazione allinterno e allestero Le implicazioni dellapproccio basato esclusivamente sulla vigilanza home del gestore 2

3 3 Il recepimento della AIFMD Il recepimento della AIMFD ha determinato la necessità di apportare modifiche al TUF, per la cui elaborazione il MEF ha richiesto la collaborazione di Banca dItalia e Consob. Interventi relativi alle materie della presentazione: Rivisitazione della parte II, Tit. III, TUF, in materia di gestione collettiva del risparmio Nuova definizione di gestione collettiva del risparmio e della riserva di attività Regolamentazione degli OICR chiusi costituiti in forma societaria (SICAF) Disciplina dei gestori sottosoglia Disciplina del depositario N.B. Le considerazioni che seguono si basano sul testo posto in consultazione del MEF e sui contributi forniti dallindustria e dagli altri operatori in tale ambito 3

4 4 Rivisitazione della parte II, Tit. III, TUF in materia di gestione collettiva del risparmio Razionalizzazione sistematica dellintera disciplina della gestione collettiva del risparmio attraverso la ricollocazione in distinti Capi aventi ad oggetto: La riserva di attività e le attività esercitabili I soggetti autorizzati (SGR, SICAV e SICAF autogestite) Gli OICR (fondi comuni di investimento, SICAV e SICAF eterogestite) Loperatività transfrontaliera Le strutture master-feeder La fusione e scissione di OICR Il depositario La disciplina dei provvedimenti ingiuntivi e delle crisi Sono state altresì riviste e integrate le definizioni (art. 1 TUF) nonché le competenze della Banca dItalia e della Consob (art. 6 TUF). 4

5 5 Nuova definizione di gestione collettiva del risparmio e della riserva di attività La AIFMD impone un ripensamento della definizione di gestione collettiva del risparmio al fine di ricondurre nel perimetro della vigilanza soggetti attualmente non regolati che svolgono servizi assimilabili Invece di elencare la attività esercitabili dai soggetti abilitati con riferimento solo a fondi comuni di investimento e Sicav, la nuova definizione (nuovo art. 1, co. 1, lett. n, TUF) si concentra sugli elementi essenziali della gestione patrimoniale: la gestione degli OICR e dei relativi rischi. Duplice risultato delimitare lambito della riserva individuare il contenuto minimo di attività che il gestore deve necessariamente svolgere 5

6 6 Delega di gestione Le attività di gestione dei portafogli e gestione dei rischi devono essere necessariamente prestate dal gestore: in via diretta delegando le relative funzioni a soggetti terzi, alle condizioni stabilite dallart. 20, co. 1 AIFMD: Ragioni oggettive Qualità del soggetto delegato Solo imprese autorizzate o previa approvazione delle Autorità Cooperazione tra Autorità Garanzia della vigilanza No a depositario o a soggetti in conflitto di interessi La delega di funzioni non pregiudica la responsabilità del gestore per loperato dei soggetti delegati e non è di tal misura da trasformarlo in una letter box entity (art. 20, co. 3, AIFMD) 6

7 7 Abbandono dello schema promotore-gestore/1 Rispetto alla disciplina ancora vigente non rientrano più nella definizione di gestione collettiva le attività di amministrazione del fondo e di cura dei rapporti con i partecipanti non sarà più possibile costituire SGR c.d. di promozione (che svolgono esclusivamente attività di amministrazione del fondo senza gestirne il patrimonio) tali attività potranno essere svolte dalle società di gestione sulla base dellautorizzazione ricevuta o da soggetti terzi a ciò espressamente delegati, secondo le norme in materia di delega di funzioni 7

8 8 Abbandono dello schema promotore-gestore/2 Nella fase di consultazione della bozza di modifiche al TUF è stato richiesto di mantenere ferma per le SGR di fondi UCITS la possibilità di dissociare la funzione di promozione da quella di gestione Introduzione di un regime di doppia licenza con riferimento agli elementi costitutivi dellattività Possibilità di delega o disponibilità di schemi alternativi recentemente introdotti dallordinamento (master – feeder) In ogni caso, periodo transitorio per ladeguamento delle SGR di promozione al nuovo quadro normativo. 8

9 99 La nuova nozione di OICR Anche la definizione di OICR è stata riformulata per coglierne gli aspetti essenziali e comuni agli OICR armonizzati e a quelli alternativi. Art. 1, co. 1, lett. k, TUF (nuova formulazione): OICR: lorganismo istituito per la prestazione del servizio di gestione collettiva del risparmio, il cui patrimonio è: raccolto presso una pluralità di investitori gestito in monte nellinteresse degli investitori e in autonomia dai medesimi investito in strumenti finanziari, crediti, partecipazioni, altri beni mobili o immobili in base a una predeterminata politica di investimento Tale nozione neutra è stata poi declinata nelle diverse accezioni: OICR Aperto OICR Chiuso OICR Italiano OICR Alternativo (italiano/ UE/ non UE)

10 10 Le attività esercitabili La proposta di modifica del TUF elenca poi le ulteriori attività che possono essere svolte dai gestori: lunica novità rispetto al regime vigente è rappresentata dal servizio di ricezione e trasmissione ordini per i gestori autorizzati a gestire FIA In sede di consultazione: è stato richiesto di estendere la prestazione di tale servizio anche ai gestori rientranti nellambito di applicazione della Direttiva UCITS è stata per lo più condivisa la scelta di rendere tale servizio autonomo rispetto alla gestione di portafogli la mancata previsione del servizio tra le attività esercitabili ai sensi della Direttiva UCITS esclude la possibilità di riconoscere tale facoltà alle SGR autorizzate esclusivamente alla gestione di OICR armonizzati, ma non a quelle che cumulano le due licenze 10

11 11 Le Guidelines ESMA sui Key Concepts AIFMD Considerata la varietà di OICR esistenti nei diversi Paesi UE e lampiezza della nozione di FIA, lESMA ha predisposto delle Guidelines sui concetti chiave della AIFMD in base alle quali: linvestimento collettivo sussiste qualora: lorganismo non abbia uno scopo commerciale o industriale generale il capitale raccolto è investito per generare un profitto per gli investitori i detentori di quote/azionisti non hanno una discrezionalità o controllo su base giornaliera la raccolta di capitale esterno implica una forma di relazione commerciale tra il soggetto che effettua la raccolta e i potenziali investitori, finalizzata al conferimento di capitali nellOICR 11

12 12 Le Guidelines ESMA sui Key Concepts AIFMD/2 la pluralità di investitori è garantita quando le norme nazionali o i documenti costitutivi dellOICR non vietino espressamente la raccolta da più investitori la politica di investimento è predeterminata quando: è definita al più tardi quando linvestitore si impegna a conferire il capitale è riportata in un documento che forma parte integrante dei documenti costitutivi dellOICR è vincolante per il gestore è articolata in una serie di criteri di investimento Lassenza di una o tutte le caratteristiche identificate non deve portare le Autorità competenti ad escludere senza dubbi che unentità rientri nel concetto di FIA 12 la pluralità non è esclusa se di fatto un OICR ha un solo investitore o se un singolo investitore effettua gli investimenti nellinteresse di una pluralità di investitori sottostanti (strutture master-feeder, fondi di fondi)

13 13 La nuova definizione di gestione collettiva del risparmio Nellordinamento nazionale dora in avanti la definizione di gestione collettiva dovrà ricavarsi: dalla definizione riportata nel TUF (nuovo art. 1, co 1, lett. n) [dalle Guidelines dellESMA] dallelencazione dei soggetti e delle attività che non rientrano nellambito della riserva (nuovi artt. 32 quater e 33 TUF) Come chiarito dalla Commissione Europea ogni valutazione sullinclusione o meno di un soggetto nellambito di applicazione della AIFMD va condotta caso per caso 13

14 14 La Regolamentazione degli OICR chiusi costituiti in forma societaria In linea con la AIFMD (che prescinde dalla natura giuridica dellorganismo) è stata introdotta nel TUF la fattispecie delle SICAF (società di investimento a capitale fisso) sarà quindi possibile costituire in Italia organismi di investimento di tipo chiuso utilizzando veicoli societari e non solo fondi di natura contrattuale La disciplina proposta è modellata su quella della SICAV con riguardo a: condizioni procedure e documentazione per il rilascio dellautorizzazione verifica della conformità del progetto di atto costitutivo e di statuto da parte della Banca dItalia modifiche statutarie scioglimento e liquidazione volontaria 14

15 15 Flessibilità schemi attuali e opportunità del codice civile In sede di consultazione sono state formulate osservazioni volte a assicurare alle Sicaf la flessibilità che caratterizza lattività delle investment companies operanti attualmente sul mercato: Le Sicaf saranno iscritte in un apposito Albo tenuto dalla Banca dItalia e potranno essere suddivise in più comparti aventi esclusivamente ad oggetto OICR alternativi 15 eliminare il riferimento alle SICAF nella disposizione relativa allassemblea differenziare, rispetto alle SICAV, la disciplina del capitale e delle azioni lasciando ferma lapplicazione delle norme di diritto comune in relazione ad alcuni profili per le SICAF si applicano le norme di diritto comune non imporre il ricorso a fattispecie tipiche di società di investimento uguaglianza tra capitale e patrimonio netto, azioni fornite di diritti diversi, azioni senza voto o con voto limitato, limiti alla circolazione delle azioni, acquisto di azioni proprie, liberazione parziale delle azioni

16 16 I veicoli attualmente quotati alla Borsa Italiana e le holding di investimento ex art TUB/1 Gli schemi operativi maggiormente utilizzati in Italia per prestare servizi assimilabili alla gestione collettiva sono: 1.le holding di investimento (ex art. 106 e 107 TUB) 2.altri veicoli costituiti in forma societaria e quotati alla Borsa Italiana 16

17 17 I veicoli attualmente quotati alla Borsa Italiana e le holding di investimento ex art TUB/2 1.Le holding di investimento iscritte, prima della riforma del Titolo V TUB, negli elenchi ex artt. 106 e 107 TUB, potranno rientrare nella riserva di attività di cui al nuovo art. 32 quater TUF alcuni dei criteri che erano utilizzati per delimitare lattività di assunzione di partecipazioni coincidono con quelli derivanti dalla normativa comunitaria (attività di gestione esercitata nei confronti di terzi con professionalità, investimento finalizzato alla alienazione della partecipazione e non alla sua valorizzazione nel lungo periodo) 2.Le caratteristiche delle investment companies quotate sul MIV sono: sufficiente livello di diversificazione investimento esclusivo in partecipazioni di maggioranza o minoranze di società quotate o non quotate ovvero in immobili (nel caso delle REICS) politica di investimento precisa e dettagliata Elementi che potrebbero assimilarle a fondi chiusi di private equity 17

18 18 I veicoli attualmente quotati alla Borsa Italiana e le holding di investimento ex art TUB/3 In un segmento del MIV sono negoziati anche gli strumenti finanziari delle SIV (Special Investment Vehicle) Le SIIQ (società immobiliari quotate alla Borsa italiana) la cui politica di investimento è definita dalla legge Valutazione caso per caso sulla base di eventuali specificazioni del prospetto e sul peso delle attività commerciali società la cui politica di investimento non prevede un sufficiente livello di diversificazione, fra cui le SPAC società la cui politica di investimento si caratterizza per particolare complessità, ad es. veicoli multistrategy potrebbero essere assimilate alla categoria degli OICR alternativi

19 19 Migliore regolamentazione per la governance Lintroduzione della possibilità di istituire fondi chiusi in forma societaria (SICAF) nonché le difficoltà nellottenere una partecipazione attiva da parte degli investitori retail alle decisioni rilevanti per il fondo ha induce ad una riflessione sul ruolo dellasssemblea dei partecippanti dei fondi chiusi retail. Alcune possibilità: limitare alla sostituzione del gestore le competenze dellassemblea dei partecipanti ai fondi chiusi non riservati ad investitori professionali? ridurre il quorum deliberativo al 10% delle quote in circolazione (non più 30%)? Ai fondi riservati ad investitori professionali potrebbe invece essere garantita piena libertà nel definire le regole di governance applicabili 19

20 20 Disciplina dei gestori sottosoglia/1 La AIFMD prevede per i gestori di portafogli di volume ridotto (c.d. gestori sottosoglia) un regime meno stringente di quello dei gestori ordinari: registrazione presso le Autorità competenti e light reporting Nel recepire tale normativa ci si è avvalsi della facoltà concessa agli Stati membri di definire una disciplina più rigorosa di quella dettata a livello comunitario: regime di autorizzazione, in analogia alle SGR ordinarie (NON MERA REGISTRAZIONE) sistema delle deroghe: Banca dItalia e Consob possono declinare la disciplina applicabile a tali soggetti (capitale minimo, regole organizzative, regole di condotta), in linea con il principio di proporzionalità Regime potenzialmente allineato a quello EUVECA/EUSEF 20

21 21 Disciplina dei gestori sottosoglia/2 In sede di consultazione: perplessità sulla capacità del meccanismo delle deroghe di mitigare il rischio di uno svantaggio competitivo dei nostri gestori rispetto a quelli esteri nei cui ordinamenti la AIFMD sia recepita pedissequamente (ad es. Lussemburgo) contestata la scelta di prevedere un regime agevolato per i soli gestori sottosoglia di fondi riservati tuttavia la platea dei soggetti operanti in Italia potenzialmente interessati dal regime alleggerito è contenuta (i gestori di fondi immobiliari hanno portafogli superiori alle soglie) i gestori di private equity esistenti sono già sostanzialmente adeguati alle regole AIFMD il regime agevolato riguarda gestori che possono operare solo su base domestica 21

22 22 Disciplina del depositario/1 La AIFMD introduce importanti novità con riferimento a soggetti abilitati, compiti e responsabilità 1) Soggetti abilitati non solo banche, ma anche imprese di investimento, altri enti soggetti a regolamentazione e vigilanza e, a determinate condizioni, soggetti sottoposti solo ad obblighi di registrazione professionale o norme deontologiche in sede di recepimento, si è limitata la possibilità di affidare lincarico di depositario, oltre che alle banche, alle sole imprese di investimento (ragioni: particolare complessità dei compiti, rigoroso regime di responsabilità, difficoltà di controllare loperato degli altri soggetti) 22

23 23 Disciplina del depositario/2 2) Compiti sono riprodotti i compiti di controllo affidati al depositario in base alla Direttiva UCITS (verifica della legittimità delle operazioni disposte dal gestore, corretto trattamento dei flussi di sottoscrizione e rimborso, correttezza del calcolo del NAV) La novità, recepita nelle modifiche al TUF, riguarda le disponibilità liquide dellOICR: potranno essere affidate anche ad un soggetto diverso dal depositario (sul quale ricadranno obblighi di verifica della correttezza delle operazioni effettuate mediante riconciliazioni periodiche) Quindi, in base ad AIFMD, più conti di deposito che potranno essere: aperti in nome dellOICR aperti in nome del gestore e rubricati in nome dellOICR aperti in nome del depositario e rubricati in nome dellOICR (in tal caso la Direttiva impone di garantire la segregazione tra la liquidità depositata sul conto aperto per conto dellOICR, quella del soggetto presso cui il conto è aperto e quella dello stesso depositario) 23

24 24 Disciplina del depositario/3 Con riferimento ai compiti di custodia, la AIFMD distingue tra: 24 attività che possono essere custodite presso il depositario altre attività che non possono essere tenute a custodia il depositario deve garantire la segregazione dei conti di deposito degli strumenti finanziari intestati allOICR (c.d. safekeeping) il depositario deve verificare che lOICR sia effettivamente il proprietario di tali beni e mantenere un registro aggiornato (cd. record keeping)

25 25 Disciplina del depositario/4 3) Responsabilità In tema di responsabilità la AIFMD distingue tra quelle derivanti: da perdita delle attività custodite (novità rispetto alla Direttiva UCITS) responsabilità aggravata obbligo di restituzione in capo al depositario, salva la prova liberatoria, a carico del depositario stesso, qualora la perdita sia imputabile a un evento esterno, al di fuori del suo ragionevole controllo, le cui conseguenze sarebbero state inevitabili nonostante ogni ragionevole sforzo per evitarle (art. 21, co. 12 AIFMD) dallinadempimento degli altri obblighi responsabilità ordinaria 25

26 26 Disciplina del depositario/5 Il Regolamento UE 231/13 ha definito: i casi in cui sussiste la perdita le ipotesi di eventi esterni che determinano lesonero da responsabilità tali eventi sono stati ricondotti, nel nuovo art. 49 TUF, alle fattispecie, conosciute nel sistema giuridico italiano, del caso fortuito e della forza maggiore In fase di consultazione è stato richiesto, per evitare incertezze interpretative, di allineare la norma alle previsioni della Direttiva: la formulazione è ritenuta conforme alla AIFMD e al Regolamento e coerente con i concetti dellordinamento nazionale 26

27 27 Disciplina del depositario/6 In definitiva, in sede di recepimento è stata adottata ununica disciplina del depositario, a prescindere dalla tipologia di OICR (armonizzato o alternativo) La maggiore problematica – sollecitata dallindustria - riguarda il calcolo del NAV in base alla AIFMD, le SGR che gestiscono fondi alternativi possono solo delegare tale attività ad un altro soggetto, mantenendo la responsabilità verso i partecipanti al fondo, anche quando sono chiamati in causa esperti indipendenti Scelta di prevedere, in questo caso, un regime differenziato tra le regole dei gestori di fondi UCITS e di quelli AIFMD Nelle norme transitorie è possibile una differente tempistica di adeguamento alla nuova normativa, in base alla tipologia di OICR: per i depositari di OICR alternativi; per quelli di OICR armonizzati. 27

28 28 Definizione di commercializzazione di FIA Marca una delle più rilevanti impostazioni regolatorie su cui è costruita la AIFMD Offerta, anche indiretta, su iniziativa o per conto del gestore Disciplina calibrata sullangolazione prospettica del gestore Si prescinde dalleventuale interposizione di distributori, qualificabili come soggetti ausiliari del gestore Loperatività cross border del gestore è segnata dal semplice ingresso del proprio prodotto nello Stato ospitante A livello nazionale e transfrontalieroA livello transfrontaliero

29 29 determina Art. 33 AIFMD Tale approccio, combinandosi con il regime concernente il passaporto del gestore Implicazioni dellimpostazione AIFMD uninnovativa e articolata modalità di demarcazione delle competenze tra Stato home e Stato host, che si discosta dallapproccio UCITS facendo esclusivamente perno sulla nazionalità del gestore A prescindere dalla giurisdizione degli OICR alternativi gestiti

30 30 La AIFMD introduce il passaporto per la commercializzazione di FIA (a investitori professionali) basato sullistruttoria e la vigilanza dello Stato dorigine del GEFIA, ferma restando la disciplina – non armonizzata – del FIA Autorità Stato membro del GEFIA Svolge unistruttoria di max 20 gg. lav. e notifica allautorità host per la commercializzazione dei FIA gestiti dal GEFIA Implicazioni dellimpostazione AIFMD – A livello transfrontaliero Autorità Stato membro del FIA Vigila sul rispetto delle norme nazionali (non armonizzate) applicabili al FIA Svolge unistruttoria di 1 o 2 mesi e notifica allautorità host per la gestione un FIA estero Riceve la notifica del passaporto del gestore dallAutorità home del GEFIA Riceve una comunicazione dallAutorità host del GEFIA sulla commercializzazione del FIA in un altro Stato membro Autorità host del GEFIA per la commercializzazione Riceve la notifica per la commercializzazione dallAutorità home del GEFIA Autorità host in caso di passaporto del gestore

31 31 Caratteristiche della notifica nazionale La AIFMD pone in capo ai gestori un obbligo di notifica anche per la commercializzazione (rivolta a investitori istituzionali) di FIA nel proprio Stato dorigine Implicazioni dellimpostazione AIFMD – A livello nazionale La direttiva, innovando rispetto allapproccio UCITS, introduce una procedura di notifica che prescinde dalla natura transfrontaliera della commercializzazione viene effettuata dal gestore nei confronti dellautorità home in relazione a tutti i FIA (sia nazionali che esteri) gestiti; comporta linvio di un fascicolo di notifica su cui si sviluppa unistruttoria (max 20 gg. lavorativi) destinata a concludersi con una decisione espressa; la commercializzazione può essere vietata esclusivamente se, allesame della documentazione e delle informazioni accluse nel fascicolo di notifica, emergono uno o più profili di non conformità alla direttiva.

32 32 Punti di contatto tra notifica nazionale e transfrontaliera Stessa autorità competente. Lindividuazione tra home e host si fonda sulla nazionalità del gestore [ è pertanto considerata cross border la commercializzazione di un FIA lussemburghese in Lussemburgo, se il gestore è italiano] ; Fascicoli di notifica per larga parte coincidenti: Listruttoria ha ad oggetto medesime tipologie di verifiche e si sviluppa lungo lo stesso arco temporale. La disciplina comunitaria adotta un approccio unitario nel disegnare i due procedimenti di notifica, che risultano complementari nelle modalità di svolgimento e negli obiettivi di vigilanza Punti di contatto Differenze Loutput: in esito allistruttoria il fascicolo di notifica viene trasmesso allAutorità host unitamente allattestazione da cui risulti le tipologie di FIA che il Gefia è abilitato a gestire.

33 33 Gli Stati membri possono consentire la commercializzazione ai retail di FIA nel proprio territorio nazionale, modellandone autonomamente la disciplina Commercializzazione di FIA ai retail Limpostazione AIFMD sin qui descritta in tema di commercializzazione subisce una deroga con riferimento allofferta di FIA agli investitori al dettaglio Limiti e vincoli imposti dal legislatore comunitario Rispetto di altre disposizioni dellunione (ad es., direttiva Prospetto); Rispetto di altre disposizioni dellunione (ad es., direttiva Prospetto); Divieto di discriminazione tra FIA UE di diversa nazionalità; Divieto di discriminazione tra FIA UE di diversa nazionalità; Rispetto delle prescrizioni che la direttiva impone ai GEFIA per la commercializzazione di FIA ad investitori professionali [la disciplina nazionale non può ridurre il livello di tutela offerto dalla AIFMD o eluderne le disposizioni]. Rispetto delle prescrizioni che la direttiva impone ai GEFIA per la commercializzazione di FIA ad investitori professionali [la disciplina nazionale non può ridurre il livello di tutela offerto dalla AIFMD o eluderne le disposizioni]. Il regime non è armonizzato e rimesso alle regole host I l differente approccio è coglibile su due versanti La ripartizione delle competenze tra home e host poggia sulla nazionalità del FIA

34 34 A differenza della UCITS, la AIFMD consente lingresso nellUnione e un regime di passaportazione alle realtà gestorie provenienti dai Paesi terzi. Due sono le fattispecie che rilevano: Lindividuazione dellhome/host dipende dal GEFIA che lo gestisce; La documentazione da inviare per la notifica non subisce modifiche; In sede istruttoria vanno verificati i meccanismi di cooperazione con il Paese terzo e la relativa Autorità Lindividuazione dellhome/host dipende dal GEFIA che lo gestisce; La documentazione da inviare per la notifica non subisce modifiche; In sede istruttoria vanno verificati i meccanismi di cooperazione con il Paese terzo e la relativa Autorità Regime relativo ai Paesi terzi FIA non UE GEFIA non UE Commercializzazione La disciplina è destinata ad operare non prima delladozione di un atto delegato di competenza della CE (2015) GEFIA non UE FIA non UE Il regime in tema di commercializzazione ricalca quello dei GEFIA UE Individua lo stato membro di riferimento secondo i criteri stabiliti dalla AIFMD; richiede lautorizzazione allautorità competente dello Stato membro di riferimento per gestire e commercializzare FIA UE o commercializzare FIA non EU; circola con il passaporto nellUnione. Lo stato home è lo Stato membro di riferimento. Individua lo stato membro di riferimento secondo i criteri stabiliti dalla AIFMD; richiede lautorizzazione allautorità competente dello Stato membro di riferimento per gestire e commercializzare FIA UE o commercializzare FIA non EU; circola con il passaporto nellUnione. Lo stato home è lo Stato membro di riferimento. Si considera tale anche un FIA UE feeder con master non EU o gestito da un GEFIA non EU

35 35 I regolamenti (EU) n. 345/2013 e 346/2013 ritagliano, allinterno del regime AIFMD, una disciplina speciale, armonizzata a livello comunitario, sui gestori europei sotto-soglia di talune specifiche tipologie di FIA EU, identificati in ragione degli specifici limiti di investimento e modalità gestionali ammissibili (investimenti in PMI o imprese sociali) Regime di notifica In fase di registrazione il gestore segnala gli Stati membri in cui intende commercializzare i FIA Lautorità home invia la notifica allAutorità host Stesso regime per lofferta di nuovi FIA. In fase di registrazione il gestore segnala gli Stati membri in cui intende commercializzare i FIA Lautorità home invia la notifica allAutorità host Stesso regime per lofferta di nuovi FIA. La commercializzazione di EuVECA e EuSEF Target di investitori Investitori professionali e retail che investano almeno euro e dichiarino di essere consapevoli della rischiosità dellinvestimento. Disciplina della commercializzazione Anche laddove il gestore si situi sopra-soglia potrà continuare ad utilizzare le denominazioni EuSEF ed EuVECA sempreché continui a gestire gli OICR secondo le disposizioni sancite dai due regolamenti comunitari ed applichi le disposizioni AIFMD.

36 36 La commercializzazione di FIA nel contesto nazionale

37 37 Commercializzazione nazionale di FIA riservati da parte di un gestore autorizzato in Italia (art. 31 AIFMD )

38 38 Soggetti Commercializzazione in Italia SGR/SICAV/ SICAF aut. GEFIA non-EU che designano IT quale SMR Oggetto FIA italiani riservatiFIA UE e FIA non UE Target di investitori Investitori professionali Categorie individuate dal MEF Mercato di riferimento

39 39 Il gestore/GEFIA non UE trasmette la notifica alla Consob La notifica contiene: la lettera di notifica, il programma di attività che individua il FIA oggetto della commercializzazione e lo Stato di origine del FIA; il regolamento o lo statuto del FIA; lidentità del depositario del FIA; la descrizione del FIA e le altre informazioni messe a disposizione degli investitori ai sensi dellart. 23 AIFMD, e della relativa disciplina attuativa; lindicazione dello Stato dorigine dellOICR master se lOICR oggetto di commercializzazione è un OICR feeder; le informazioni sulle modalità stabilite per impedire la commercializzazione delle quote o azioni del FIA nei confronti di investitori al dettaglio. La procedura

40 40 La Consob provvede tempestivamente ad inviare la notifica ed i relativi allegati alla Banca dItalia per le valutazioni/osservazioni di competenza; la Consob, dintesa con la Banca dItalia, ove non sussistano motivi ostativi, comunica al gestore/GEFIA non UE – entro 20 giorni lavorativi dal ricevimento della notifica - che può avviare la commercializzazione oggetto di notifica; nel caso di un FIA costituito in uno Stato membro diverso dallItalia, tale comunicazione viene effettuata anche nei confronti dellAutorità competente dello Stato dorigine del FIA. Iter autorizzatorio La procedura

41 41 Commercializzazione in Italia di FIA riservati da parte di gestori autorizzati in uno Stato membro diverso dallItalia (art. 32 AIFMD)

42 42 Soggetti Commercializzazione in Italia GEFIA UE GEFIA non-EU autorizzati in SMR diverso dallItalia Oggetto FIA italiani riservatiFIA esteri – UE e non UE Target di investitori Investitori professionali Categorie individuate dal reg. MEF Mercato di riferimento

43 43 Lautorità dello Stato membro di origine del GEFIA trasmette la notifica alla Consob per ciascun FIA oggetto di commercializzazione. La notifica contiene quanto previsto dallAnnex IV della AIFMD. notifica La Consob provvede tempestivamente ad inviare la notifica ed i relativi allegati alla Banca dItalia. Listruttoria è effettuata dallautorità competente del Paese di origine del GEFIA. Nel caso di FIA italiano, lAutorità competente del GEFIA deve aver preliminarmente espletato la notifica ex art. 33 AIFMD. La procedura Iter autorizzatorio

44 44 Commercializzazione in uno Stato dellUE diverso dallItalia, nei confronti di investitori professionali, di FIA da parte di gestori autorizzati in Italia (art. 32 AIFMD)

45 45 Soggetti Commercializzazione in uno Stato dellUE diverso dallItalia SGR/SICAV/ SICAF aut. GEFIA non-EU che designano IT quale SMR Oggetto FIA italiani FIA esteri – UE e non UE Target di investitori Investitori professionali Mercato di riferimento

46 46 Il gestore/GEFIA non UE trasmette la notifica alla Consob La notifica contiene: la lettera di notifica, il programma di attività che individua il FIA oggetto della commercializzazione e lo Stato di origine del FIA; il regolamento o lo statuto del FIA; lidentità del depositario del FIA; la descrizione del FIA e le altre informazioni messe a disposizione degli investitori ai sensi della normativa comunitaria; lindicazione dello Stato dorigine dellOICR master se lOICR oggetto di commercializzazione è un OICR feeder; lindicazione dello Stato dellUE diverso dallItalia in cui le quote o azioni del FIA saranno commercializzate; le informazioni sulle modalità stabilite per impedire la commercializzazione delle quote o azioni del FIA nei confronti di investitori al dettaglio. notifica La procedura

47 47 La Consob provvede tempestivamente ad inviare la notifica ed i relativi allegati alla Banca dItalia per le valutazioni/osservazioni di competenza. La Consob, dintesa con la Banca dItalia, ove non sussistano motivi ostativi, – entro 20 giorni lavorativi dal ricevimento della notifica – trasmette il fascicolo di notifica allAutorità competente dello Stato dellUE diverso dallItalia in cui la SGR/SICAV/SICAF o il GEFIA non UE intende commercializzare il FIA. Contestualmente la Consob informa dellavvenuta trasmissione del fascicolo di notifica il gestore, che può quindi avviare la commercializzazione. Iter autorizzatorio La procedura

48 48 Commercializzazione in Italia di FIA italiani non riservati nei confronti di investitori al dettaglio (art. 43 AIFMD)

49 49 Soggetti Commercializzazione in Italia SGR/SICAV/ SICAF aut. GEFIA UE - GEFIA non-EU Oggetto FIA italiani non riservati Target di investitori investitori al dettaglio non rientranti nelle categorie di investitori cui possono essere commercializzati i FIA italiani riservati Mercato di riferimento

50 50 Il gestore/GEFIA UE/GEFIA non UE trasmette la notifica alla Consob per ciascun FIA oggetto di commercializzazione. La notifica contiene: (a) Il prospetto destinato alla pubblicazione; (b) il regolamento o lo statuto del FIA oggetto di commercializzazione; (c) il documento contenente le ulteriori informazioni da mettere a disposizione prima dellinvestimento ai sensi della normativa comunitaria AIFMD, da cui risulta lassenza di trattamenti preferenziali nei confronti di uno o più investitori o categorie di investitori. Notifica La procedura 50

51 51 Approvazione del regolamento del FIA da parte della BI. Nel caso di gestore italiano/GEFIA non UE che ha designato lIT: tale procedura assorbe quella ex art. 31 della AIFMD (identità dellautorità che deve espletare listruttoria ai sensi della direttiva). Nel caso di GEFIA UE e GEFIA non UE che ha designato uno SMR diverso dallITA: notifica di cui allart. 33 della AIFMD alla Banca dItalia (passaporto del gestore); notifica ex art. 32 della AIFMD alla Consob. Presupposti La procedura

52 52 La Consob, quando è verificata la completezza, la coerenza e la comprensibilità delle informazioni ricevute, comunica al gestore che può iniziare a commercializzare i FIA indicati nella notifica entro 10 giorni lavorativi dal ricevimento della medesima. Il gestore non può avviare la commercializzazione agli investitori al dettaglio non rientranti nelle categorie di investitori cui possono essere commercializzati i FIA italiani riservati, prima della ricezione della comunicazione. Iter autorizzatorio La procedura

53 53 Commercializzazione in Italia di FIA esteri a investitori al dettaglio (art. 43 AIFMD)

54 54 Soggetti Commercializzazione in Italia SGR/SICAV/ SICAF aut. GEFIA UE - GEFIA non-EU Oggetto FIA UE e FIA non UE Target di investitori investitori al dettaglio non rientranti nelle categorie di investitori cui possono essere commercializzati i FIA italiani riservati Mercato di riferimento

55 55 Il gestore italiano/GEFIA Ue/GEFIA non UE presenta istanza di autorizzazione alla Consob per ciascun FIA oggetto di commercializzazione. Lautorizzazione viene rilasciata alle seguenti condizioni: siano rispettate le condizioni aggiuntive previste dal lordinamento nazionale; i gestori commercializzano tali FIA anche nello Stato di origine dei FIA medesimi nei confronti di investitori al dettaglio; La Consob non abbia ricevuto indicazioni di segno negativo dalla Banca dItalia per i profili di competenza. Iter Autorizzatorio La procedura

56 56 I gestori hanno completato le procedure previste dagli articoli 31 o 32 AIFMD; gli schemi di funzionamento e le norme di contenimento e di frazionamento del rischio di tali FIA sono compatibili con quelli previsti per i FIA italiani non riservati; la disciplina del depositario di FIA è equivalente a quella applicabile ai FIA italiani non riservati; il regolamento o lo statuto del FIA non consente trattamenti preferenziali nei confronti di uno o più investitori o categorie di investitori; il modulo organizzativo adottato assicura in Italia lesercizio dei diritti patrimoniali degli investitori in conformità alle disposizioni regolamentari dettate dalla Consob, sentita la Banca dItalia; le informazioni da mettere a disposizione degli investitori al dettaglio prima dellinvestimento risultano complete, coerenti e comprensibili. Condizioni aggiuntive La procedura

57 57 LA DIRETTIVA SUI GESTORI DI FONDI DI INVESTIMENTO ALTERNATIVI ED IL SUO RECEPIMENTO -2011/61/EU – Grazie per lattenzione Luca Zucchelli,


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