Il FEDERALISMO FISCALE E LE INFORMAZIONI SULLA FINANZA LOCALE

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Il FEDERALISMO FISCALE E LE INFORMAZIONI SULLA FINANZA LOCALE CENTRO INTERUNIVERSITARIO PER LO STUDIO DELLA FINANZA REGIONALE E LOCALE Il FEDERALISMO FISCALE E LE INFORMAZIONI SULLA FINANZA LOCALE M. F. Ambrosanio, M. Bordignon, P. Balduzzi Roma, 16 dicembre 2010

Motivazione …informazione precisa e trasparente sui dati di finanza locale essenziale per gestire il nuovo sistema dei rapporti tra governi post riforma titolo V ..e ancora di più per orientare correttamente il dibattito politico.. …enorme confusione sui temi del federalismo fiscale, anche sulla stampa più seria.. … alimentata ad arte dalle forze politiche per finalità di consenso, rischi seri di frantumazione territoriale della rappresentanza politica prossime elezioni … problema: Italia stato unitario, scarso interesse (finora) per una rappresentazione corretta dei flussi finanziari, sforzo fiscale, qualità e livello servizi etc.

Contenuti ..il punto di vista di un utente, non di un esperto di contabilità pubblica.. … cosa trovo e cosa vorrei trovare.. …. Che diremmo a un cittadino che vuole imparare qualcosa sulla finanza locale italiana?

Contenuti Cosa dicono le leggi: qual è il quadro normativo? Quali sono le fonti? Come sono fatti i bilanci locali? Qual è la qualità delle informazioni? Che vorremmo invece?

Il quadro normativo … Una riforma della contabilità pubblica in media ogni 10 anni..con effetti sulla contabilità locale.. L. 468/1978 L. 362/1988 L. 94/1997 L. 208/1999 L. 196/2009

Il quadro normativo L. 196/2009..: “..al fine di garantire un efficace controllo e monitoraggio degli andamenti di finanza pubblica e per acquisire informazioni circa l’attuazione del federalismo fiscale, le amministrazioni pubbliche devono inserire in una banca dati unitaria, istituita presso il MEF, i dati concernenti i bilanci di previsione e le relative variazioni, i conti consuntivi, i conti relativi alle operazioni gestionali e tutte le informazioni necessarie per l’attuazione della stessa legge 196..” ..speriamo.. forse non sufficiente

Il quadro normativo 2. Normativa per le Regioni S.O.: L. 335/1976 D. Lgs. 76/2000 (delega della L. 208/1999) D. Lgs. 170/2006 (delega della L. 131/2003) L. 42/2009 (come modificata dalla L. 196/2009) conferisce al Governo delega per armonizzare i sistemi contabili, gli schemi di bilancio, e i relativi termini di presentazione e approvazione, delle Regioni alle esigenze di programmazione, gestione e rendicontazione della finanza pubblica

Il quadro normativo 3. Normativa per gli Enti locali: L. 142/1990 D. Lgs. 77/1995 (delega della L. 208/1999) D. Lgs. 267/2000 (T.U. sugli Enti locali) D. Lgs. 170/2006 L. 42/2009, con delega per l’adeguamento dei sistemi contabili degli Enti locali a quelli dello Stato (Comitato per i principi contabili delle Amministrazioni Pubbliche)

Quali sono le fonti sulla finanza locale? ..tante: il problema non sono le fonti, copiose, ma l’accessibilità dei dati, la loro qualità e la loro confrontabilità.. ..dati diversi, collezionati con intenti diversi da enti diversi e che spesso non si parlano tra di loro.. …le fonti di queste dati, i bilanci, sono redatti con norme diverse, non confrontabili.. …problema particolarmente serio per regioni …Nessuno controlla qualità dati

Quali sono le fonti? Conti economici territoriali (ISTAT): stime a livello regionale, di alcuni aggregati economici (occupati, valore aggiunto, PIL, redditi da lav dip, consumi finali etc.) Conti economici delle amministrazioni pubbliche (schemi semplificati a due livelli) –ISTAT Bilanci consuntivi delle Amministrazioni regionali, provinciali e comunali (ISTAT, conti aggregati per gli enti locali di ciascuna Regione)

Fonti informative sulla finanza territoriale: esempi Relazione generale sulla situazione economica del Paese (MEF): informazioni aggregate, di vario genere Rilevazioni della Corte dei Conti: analisi della gestione finanziaria degli enti locali e delle Regioni (talvolta informazioni utili, ma difficile da trovare) I bilanci dei singoli enti (Ministero dell’Interno) Altre informazioni dal Ministero dell’Interno

Fonti informative sulla finanza territoriale: esempi 7. Conti Pubblici Territoriali ( Mef, dip pol svi), conti di cassa delle amm. pubbliche consolidati per regioni per funzione, potenzialmente utilissimi, in realtà con molti problemi: eliminano alcune spese (interessi sul debito pubblico pagati ai non residenti o i flussi verso l’estero), gonfiano alcune entrate (entrate tributarie al lordo dei rimborsi d’imposta), AP in avanzo perenne.. forniscono solo dati di cassa incorporano tutti i problemi dei bilanci degli enti territoriali

Fonti informative sulla finanza territoriale: esempi 8. SIOPE (Sistema informativo sulle operazioni degli enti pubblici) con altrettanti problemi: la banca dati non è pubblica; per accedervi è necessaria un'autorizzazione della Ragioneria Generale dello Stato esiste solo dal 2005-2006 riporta i flussi di cassa, con i soliti problemi. Qualche esempio: la Liguria ha incassato IRAP pari a zero nel 2006 e pari a 1,5 miliardi di euro nel 2007; la Lombardia ha incassato una compartecipazione IVA pari a 4,4 miliardi di euro nel 2006 e a 8,2 miliardi di euro nel 2007

Fonti informative sulla finanza territoriale Le informazioni non mancano, ma: sono spesso disomogenee e incomprensibili non sono facilmente accessibili

Fonti informative sulla finanza territoriale Un esempio: qual è la spesa complessiva delle regioni? Conto economico delle Amministrazioni regionali Istat (2007): 153.115 Spese delle regioni e delle province autonome dai consuntivi (2007): 241.431, di cui partite di giro per 65.885; RSO: 198.056, di cui partite di giro (in uscita) per 52.237 ?

Finanza locale: le entrate Che vorremmo? Poter rispondere ad alcune domande fondamentali: Quante e quali risorse? E da chi? Quale utilizzo dell’autonomia tributaria? Quali proventi da quali servizi? Quanto è il “squilibrio verticale”? Possiamo rispondere con i dati attuali?

Le Regioni: le entrate I dati ISTAT sulle Regioni e la classificazione delle entrate tributarie Titolo 1: ENTRATE DERIVANTI DA TRIBUTI PROPRI O DEVOLUTI DALLO STATO E SOMME SOSTITUTIVE DI TRIBUTI Tributi propri Imposte sul reddito e sul patrimonio Imposte e tasse sugli affari Imposte sulla produzione, sui consumi e dogane Monopoli Lotto, lotterie e altre attività di gioco Altri tributi propri Tributi dallo Stato e somme sostitutive di tributi Lotto lotterie e altre attività di gioco L. 281/1970 art. 8 di natura tributaria Entrate sostitutive di tributi sopressi Leggi speciali confluite nel'art. 8 L. 281/1970

Le regioni: le entrate, alcuni problemi Esempio: ° supponete volete sapere quant’è l’Irap incassata da una regione, potete farlo con i dati Istat? No Per l’Irap, dovete cercare la Relazione Generale.. ma sapete quale parte è dovuta allo sforzo fiscale? No Per saperlo dovete cercare la Corte dei Conti, che presenta tabelline di riassunto sulle delibere regionali, ma problema.. il dato Irap non coincide.. Risolve il problema cercare direttamente i dati dai bilanci regionali?

Le regioni: le entrate Purtroppo no: unico federalismo mai attuato è il federalismo contabile delle regioni, ognuno fa quello che vuole.. ° disomogeneità dei criteri di classificazione delle diverse Regioni e della stessa Regione in anni diversi .. esempi: il fondo perequativo (compar. IVA) viene classificato a volte fra le entrate tributarie, a volte fra le entrate extratributarie o fra i trasferimenti correnti i trasferimenti provenienti dall’Unione Europea sono classificati a volte come trasferimenti in conto capitale, a volte come trasferimenti correnti..

La finanza territoriale: le entrate, alcuni problemi Problemi simili, ma meno anarchia per i bilanci dei Comuni, dove i dati per tipologia di imposta sono chiaramente riportati Inoltre un passo avanti significativo per i conti del 2008 IERI (1998 - 2007) Titolo II - Entrate derivanti da contributi e trasferimenti correnti Categoria 1° - Contributi e Trasferimenti Correnti dallo Stato Categoria 2° - Contributi e Trasferimenti Correnti dalla Regione

La finanza territoriale: le entrate, alcuni problemi OGGI (dal 2008) Titolo II - Entrate derivanti da contributi e trasferimenti correnti Categoria 1° - Contributi e Trasferimenti Correnti dallo Stato Fondo ordinario Fondo perequativo fiscalità locale Fondo per sviluppo investimenti Fondo consolidato Trasferimenti compensativi per ICI sull'abitazione principale Altri contributi Categoria 2° - Contributi e Trasferimenti Correnti dalla Regione Entrate da contribuzione regionale a specifica destinazione per finanziare spese del personale Per rimborso finanziamento statale ICI ex art.1 comma 4 ultimo periodo D.L. 93/08 (2)

La finanza territoriale: le spese Che vorremmo? Poter rispondere ad alcune domande fondamentali: Quante e quali risorse? E per chi? Quante risorse per quale funzione? Quali servizi con quali proventi?

La finanza territoriale: le spese, alcuni problemi Bilanci delle Regioni: Molte Regioni non distinguono in modo esplicito tra spese correnti e spese in conto capitale, ma sta all’analista ricostruirla usando l’apposito codice numerico Il codice ISTAT viene utilizzato da molte Regioni, ma alcune adottano un proprio sistema di codificazione a cui affiancano, in un’apposita colonna o nella denominazione del capitolo, la codificazione stabilita dall’ISTAT Inoltre, sono le Regioni che stabiliscono in quale categoria, identificata dal codice, ricadono le loro poste di bilancio

La finanza territoriale: le spese, alcuni problemi Bilanci dei Comuni: Qualche miglioramento dal 2008: Maggiore dettaglio delle voci di spesa; è stato introdotto un quadro delle spese per il personale; sono stati inseriti 2 quadri sperimentali, con il ricalcolo della spesa per funzioni e le informazioni sulle esternalizzazioni di servizi (importante dopo i PSI)

La finanza territoriale: le spese, alcuni problemi Bilanci dei Comuni: …Ma alcune voci sono ancora troppo aggregate: “Asili nido, servizi per l'infanzia e per i minori” “Assistenza scolastica, trasporto, refezione e altri servizi” Come ricostruire un’adeguata serie storica?

La finanza territoriale: la trasparenza delle informazioni Problemi generali Voci omnicomprensive (“altre spese” o “altre entrate”, quando di importi significativi) Scorretto utilizzo delle partite di giro Assenza di elementi definitori precisi (che cos’è il “costo diretto dei servizi a domanda individuale”?) Assenza di alcune informazioni necessarie per il calcolo degli obiettivi del PSI

La finanza territoriale: il controllo delle informazioni I bilanci di Regioni e Comuni sono pieni di errori, che nessuno controlla, nessuno corregge e che finiscono nei dati aggregati: * Il comune di Siena nel 2003 aveva 881 abitanti Il comune di Sesto San Giovanni non registra entrate alla voce Polizia municipale - Risorse finalizzate codice della strada (cioè nessuna multa..) Il comune di Sondrio nel 2004 unisce in un’unica voce ICI e compartecipazione all’IRPEF Il comune di Como nel 2000 confonde TOSAP e TARSU

La finanza territoriale: il controllo delle informazioni I bilanci comunali contengono anche informazioni qualitative (abitanti, struttura territoriale del comune, densità abitativa, raccolta dei rifiuti, illuminazione pubblica, ecc.), potenzialmente molto interessanti, ma difficilmente utilizzabili per la loro disomogeneità e, a volte, incoerenza Spesso i Comuni usano unità di misura diverse per la stessa informazione (ad es., estensione della rete fognaria; quantità di rifiuti raccolti; lunghezza delle strade comunali) o omettono semplicemente di compilare le apposite caselle o, ancora, non compilano la casella (invece di indicare “no” o “zero”) per indicare l’assenza del fenomeno

Cosa servirebbe invece? Un’unica banca dati per livello di governo, con: dati di bilancio (cassa, competenza) informazioni socio-economiche e politiche basi imponibili dei tributi locali e dei tributi erariali aliquote imposte locali informazioni rilevanti per il PSI regolamenti e tariffe dei servizi

Che servirebbe invece? Utile anche una aggregazione (quanto spendono per la funzione x i comuni della regione y), ma se i dati fossero presentati in modo uniforme, sarebbe forse possibile calcolarsela da soli; Utile anche dati consolidati per territorio, nettando i trasferimenti (come nei CPT) ma con indicazioni chiare su come è stata fatto il consolidamento

Conclusioni Situazione attuale dati finanza locale non soddisfacente Qualche miglioramento soprattutto per gli enti locali, più insoddisfacente la situazione relativa alle regioni Necessario migliorare la qualità del dato primario, quello riportato nei bilanci (con maggiori controlli) e necessaria maggiore disaggregazione e maggiore uniformità tra i bilanci; Troppe fonti ufficiali, spesso disomogenee e in disaccordo tra di loro; scarsa accessibilità del dato; Meglio banca dati unica, che riporti tutte le informazioni essenziali per livello di governo. Ci arriveremo?