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CORSO DINFORMATICA AVANZATO a cura di Diego Marianucci.

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Presentazione sul tema: "CORSO DINFORMATICA AVANZATO a cura di Diego Marianucci."— Transcript della presentazione:

1 CORSO DINFORMATICA AVANZATO a cura di Diego Marianucci

2 PROGRAMMA COME ASSEMBLARE UN PC CONFIGURAZIONE DEL BIOS E INSTALLAZIONE DEL S.O MS-DOS E LINGUAGGIO BATCH REGEDIT: IL REGISTRO DI SISTEMA LE PARTIZIONI DEL DISCO FISSO RETI E INTERNET FILE SHARING SICUREZZA E PROTEZIONE PRIVACY E ANONIMATO IN INTERNET PIRATERIA INFORMATICA

3 CONFIGURAZIONE DEL BIOS E INSTALLAZIONE DEL S.O.

4 AGGIORNAMENTO DEL BIOS 1.Scaricare il bios aggiornato dal sito del produttore (della propria scheda madre!) 2.Creare un floppy (o pennino usb) DOS davvio e copiarci dentro il bios scaricato e lutility (il software di aggiornamento) 3.Avviare il DOS con il floppy (o pennino usb) appena creato 4.Dare il comando di aggiornamento e riavviare il sistema 5.Fare il test di verifica di funzionamento

5 CREARE UN FLOPPY DAVVIO Inserire un floppy sul lettore Risorse del computer Cliccare con il tasto DX su Floppy da 3,5 pollici (A:) e poi SX su Formatta… Attivare lopzione Crea disco di avvio MS-DOS e cliccare su avvia

6 CREARE UN PENNINO DAVVIO Scaricare i file di boot da questo indirizzo: Scaricare lHP USB Disk Storage Format Tool (cerca con Google) Estrarre il contenuto del file zip (il boot) in una cartella, collegare il pennino e avviare il programma della HP Selezionare il file system desiderato, attivare lopzione Create a DOS startup disk e passate in ingresso la cartella del file zip estratto Cliccare su Start per procedere alla formattazione

7 COMANDO DI AGGIORNAMENTO

8 CONFIGURAZIONE DEL BIOS Per accedere al setup del Bios basta la pressione di uno dei seguenti tasti in fase davvio(dipende dalla versione): - Del (o Canc), F1 o F2 Le sezioni del Bios sono: –STANDARD BIOS SETUP –IDE HDD AUTO DETECTION –BIOS FEATURE SETUP –CHIPSET FEATURE SETUP –POWER MANAGEMENT SETUP –PNP/PCI CONFIGURATION –CPU SETUP –INTEGRATED PERIPHERAL –LOAD SETUP DEFAULTS –PASSWORD SETTINGS

9 CONFIGURAZIONE DEL BIOS STANDARD BIOS SETUP Informazioni relative alla data, hard disk, cd rom, floppy...etc. In questa sezione, tutti i parametri sono facilmente comprensibili e cmq la gran parte di essi si possono impostare su "AUTO" per una corretta funzionalità. IDE HDD AUTO DETECTION Questa opzione permette al bios di rilevare in modo automatico le unità disco (hard disk, cdrom..etc ) installate nei canali IDE (Primary e Secondary Master/Slave). Questa sezione è presente solo sui vecchi modelli di schede madri. BIOS FEATURE SETUP (informazioni principali del sistema...) CHIPSET FEATURE SETUP (impostazioni relative all'hardware...)

10 CONFIGURAZIONE DEL BIOS POWER MANAGEMENT SETUP (parametri relativi alla gestione dell'alimentazione e del risparmio energetico....) PNP/PCI CONFIGURATION (stabilisce la gestione e l'assegnazione delle risorse di sistema...) CPU SETUP Molte schede madri sono jumper-free e cioè prive di ponticelli o di dip switches per l'impostazione della frequenza di funzionamento del processore e del fattore di moltiplicazione desiderato nonché per la regolazione del voltaggio. Tali parametri vanno quindi impostati tramite il bios nella sezione relativa. Solitamente il bios permette il riconoscimento automatico del processore, ma se vogliamo spingere un po' di più la cpu, basta scegliere la frequenza di bus tra quelle proposte (66, 75, 83, 100, 103, 112 Mhz..ecc) e il fattore di moltiplicazione desiderato (3.5, 4.5, 5, ecc.). In questo caso, l'Overclock sarà semplice e alla portata di tutti ma, teniamo sempre conto degli opportuni aggiustamenti al valore della Vcore, se vogliamo garantire una certa stabilità di sistema.

11 CONFIGURAZIONE DEL BIOS INTEGRATED PERIPHERAL Questa sezione e' ormai scomparsa (o quasi) nelle main-board moderne. Cmq, qui possiamo impostare alcuni parametri sulle porte di sistema (seriali, parallele..ecc.), per esempio la modalità di trasmissione dati della porta parallela LPT1 (EPP, ECP, SPP..ecc.). Oggi queste voci sono inserite di solito nella sezione CHIPSET FEATURE SETUP. LOAD SETUP DEFAULTS Permette di caricare ed impostare in modo automatico i parametri predefiniti del bios. PASSWORD SETTINGS Consente l'impostazione di una password al fine di impedire modifiche al bios setup da parte di altre persone. Dopo aver apportato le varie modifiche, si procederà o meno al salvataggio delle stesse tramite le seguenti opzioni: –Save –Save & Exit Setup –Exit Without Saving

12 PHOENIX BIOS Impossibile leggere la configurazione del CMOS Errore generico del bios Errore sul chip del timer Errore generico sulla scheda madre Errore della memoria Errore della scheda video o della memoria Errore del CoProcessore matematico Errore della scheda audio o del modem Errore della porta seriale Batteria tampone scarica Errore del chipset Errore del controller della tastiera o del mouse Se si sentono dei beep brevi e continui significa invece che mancano i moduli di memoria

13 AMI BIOS 1 breveErrore di refreshing della memoria RAM 2 breviErrore della memoria RAM (Parity check) 3 breviErrore della memoria RAM (primi 64k) o video 4 breviErrore del timer della scheda madre 5 breviErrore del processore 6 breviErrore del controller della tastiera 7 breviErrore del processore o della scheda madre 8 breviErrore della scheda o memoria video 9 breviErrore generico all'avvio del bios 10 breviBatteria tampone scarica 11 breviErrore della cache di secondo livello 1 lungo + 3 breviErrore nel test della memoria 1 lungo + 8 breviErrore nell'accesso alla scheda video

14 AWARD BIOS 1 lungo + 2 breviErrore della scheda video 1 lungoErrore della memoria RAM 1 lungo + 3 breviErrore della scheda video 1 lungo continuatoErrore della scheda video o della memoria 1 beep con pausa ogni 2 secondiErrore della memoria (necessita di almeno due moduli ECC)

15 LOVERCLOCK Loverclock è un metodo utilizzato sui pc per aumentare la frequenza di un componente,oltre la frequenza impostata di default,per aumentarne le prestazioni Il problema per cui loverclock non è molto applicato soprattutto tra gli utenti che utilizzano da poco il computer è che il processore overclockato tende a scaldarsi. Le caratteristiche essenziali da tenere conto per un processore sono queste: Il Bus (FSB), è la frequenza di comunicazione tra il sistema e il processore. Questa frequenza è uno dei valori fondamentali per loverclock di un pc in quanto, moltiplicato per il moltiplicatore da la velocità di clock. Il moltiplicatore è un fattore allinterno del processore di solito bloccato che moltiplicato per il Front Side Bus (FSB) da la frequenza di clock. A volte per non alterare il sistema aumentando lFSB, essendo il moltiplicatore bloccato, si compra un processore con moltiplicatore sbloccato, come gli Extreme Edition di Intel o gli FX di AMD. Il Vcore ossia la tensione in Volt che riceve il processore. In media gira sui 1.4v ma cambia da computer a computer. Per sicurezza lasciatelo in Automatico se è in automatico.

16 LOVERCLOCK Moltiplicatore x Bus = Frequenza di clock Ma se mettiamo il caso che ( come è molto frequentemente ) il moltiplicatore è bloccato, ne consegue che per alzare la frequenza di clock bisogna aumentare il Bus. Un altro problema delloverclock è che alzando il bus aumenta la frequenza di tutto il sistema, quindi tutte le altre impostazioni andranno fixate di conseguenza (scheda video, ram, ecc). Alla fine di ogni overclock dovete assivurarvi che il vostro PC sia Rock Solid, cioè che la sua stabilità sia solida come una roccia, per fare ciò vi occorrono dei programmi free facilmente reperibili da internet (es. Prime95).

17 LOVERCLOCK Se durante questi test il sistema va in crash le cause possono essere essenzialmente due: –Temperature elevate, il grosso problema dell'overclock, se le temperature sono molto più alte rispetto a quando il sistema non era overclockato dovete pensare seriamente di rinunciare o di cambiare dissipatore con uno più efficiente. –Basso voltaggio alla cpu, ram o chipset. Potrete aumentarlo lievemente fino ad ottenere la stabilità. Cominciate con aumentare quello della cpu, a passi di 0.5v, nel caso delle ram l'overvolt non è necessario se non avete fatto aumentare di frequenza pure quelle (con il fix).

18 LA TECNOLOGIA RAID Un Redundant Array of Independent Disks ("insieme ridondante di dischi indipendenti", RAID) è un sistema informatico che usa un insieme di dischi rigidi per condividere o replicare le informazioni. I benefici del RAID sono di aumentare l'integrità dei dati, la tolleranza ai guasti e/o le prestazioni, rispetto all'uso di un disco singolo. Il RAID è tipicamente usato nei server, e di solito è implementato con dischi di identica capacità. Data Striping: dati vengono partizionati in segmenti di uguale lunghezza e scritti su dischi differenti. La grandezza della partizione si chiama unità di striping. Il RAID può essere implementato sia con hardware dedicato sia con software specifico su hardware di uso comune.

19 LA RIDONDANZA In caso di guasto, si accede al disco di parità e i dati vengono ricostruiti. Una volta che il disco guasto viene rimpiazzato, i dati mancanti possono essere ripristinati e l'operazione può riprendere. La ricostruzione dei dati è piuttosto semplice. Si consideri un array di 5 dischi nel quale i dati sono contenuti nei dischi X0, X1, X2 e X3 mentre X4 rappresenta il disco di parità. La parità per l'i-esimo bit viene calcolata come segue: X4(i) = X3(i) xor X2(i) xor X1(i) xor X0(i) Si supponga che il guasto interessi X1. Se eseguiamo l'OR esclusivo di X4(i) xor X1(i) con entrambi i membri della precedente equazione otteniamo: X1(i) = X4(i) xor X3(i) xor X2(i) xor X0(i) Così, i contenuti della striscia di dati su X1 possono essere ripristinati dai contenuti delle strisce corrispondenti sugli altri dischi dell'array. Questo principio persiste nei livelli RAID superiori.

20 LA RIDONDANZA Esempio X0=0101 (disco 1) X1=1011 (disco 2) X2=1110 (disco 3) X3=1010 (disco 4) X4=1010 (parità) 0 xor 0 = 0 1 xor 1 = 0 Ricostruzione di X1 X0=0101 (disco 1) X4=1010 (parità) X2=1110 (disco 3) X3=1010 (disco 4) X1=1011 (disco 1) 1 xor 0 = 1 0 xor 1 = 1

21 RAID 0 Si tratta di un'array ma non ridondante, quindi la denominazione RAID sarebbe scorretta ma universalmente accettata. Si tratta in realtà di dischi concatenati in striping: invece che in sequenza, le capacità di dati di ogni singolo disco vengono partizionate in piccole unità funzionali dette stripes e unite tra loro in una complessiva unità logica che comprende tutti i dischi in striping. La dimensione degli stripes è variabile e configurabile. RAID 0 non offre il recupero dei dischi danneggiati ma incrementa notevolmente le prestazioni dato che le operazioni di lettura e scrittura possono avvenire simultaneamente su tutti i dischi. Il numero minimo di dischi necessari per implementare RAID 0 è due.

22 RAID 1 (MIRRORING) Due dischi vengono configurati uno come la copia dell'altro e quindi registrano entrambi gli stessi dati. La ridondanza è assicurata dal fatto che, in caso di guasto di uno, l'altro disco può continuare a funzionare garantendo l'accesso ai dati. Le performance migliorano in lettura dato che le richieste vengono soddisfatte simultaneamente da tutti i dischi dell'array, mentre in scrittura restano uguali, dovendo scrivere su entrambi i dischi. l numero minimo di dischi necessari per implementare RAID 1 è due.

23 RAID 3 (MIRRORING) E' simile al RAID 2, solo che invece di avere più unità che gestiscono informazioni ECC, troviamo un solo drive che registra bit di parità. Se un disco si guasta gli stripe mancanti possono essere ripristinati calcolando lo XOR di stripes posizionati in modo uguale sugli altri dischi, ripristinando il dato perduto.

24 RAID 4

25

26 CONCATENAZIONE (JBOD) Sebbene una concatenazione di dischi (chiamata anche JBOD, "Just a Bunch of Disks") non sia uno dei livelli RAID, è un metodo popolare per combinare un insieme di dischi fisici in un grande disco virtuale. Come il nome indica, è semplicemente un concatenamento di dischi al fine di far sembrare l'insieme come un singolo disco. Per questo motivo può essere definito un Insieme di dischi Economici (senza ridondanza), e può essere visto come un parente lontano del RAID. JBOD è utile a volte per trasformare un insieme di dischi di diverse dimensioni in un disco logico di dimensioni utili. Quindi, JBOD può usare dischi da 3 GB, 15 GB, 5,5 GB e 12 GB per creare un singolo disco logico da 35,5 GB, di certo più utile dei singoli dischi presi separatamente.

27 IL BOOT

28 LINSTALLAZIONE DEL S.O.


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