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FIBRE TESSILI NATURALI ORIGINE VEGETALE COTONE LINO CANAPA IUTA RAMIE’ SISAL COCCO ORIGINE ANIMALE LANA PECORE Merinos PECORE Shetland BACO Seta PELO.

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3 FIBRE TESSILI NATURALI ORIGINE VEGETALE COTONE LINO CANAPA IUTA RAMIE’ SISAL COCCO ORIGINE ANIMALE LANA PECORE Merinos PECORE Shetland BACO Seta PELO CONIGLIO Angora CAMMELLO ALPACA CAPRA cachemire CAPRA D’ANGORA mohair LAMA VIGOGNA BISONTE ORIGINE MINERALE AMIANTO LANA DI VETRO FILI METALLIC I TECNOFIBRE sono quelle prodotte dall'uomo attraverso l'uso della chimica FIBRE SINTETICHE prodotte da polimeri di sintesi (cioè il materiale di partenza non esiste già in natura ma viene sintetizzato dall'uomo) ACRILICO POLIAMMIDE (NYLON) POLIESTERE POLIPROPILENE POLIETILENE CLOROVINILE POLIURETAN O (ELASTAM) TEFLON (GORE- TEX) ARAMIDICHE (KEVLAR) FIBRE ARTIFICIALI prodotte a partire da polimeri organici di origine naturale (cellulosa ecc.), RAYON VISCOSA MODAL CUPRO ACETATO TRIACETA TO GOMMA LYOCELL FIBRE INORGANICHE Fibra di carbonio

4 La pianta è formata da un arbusto alto circa cm. 40, con foglie e fiori di colore rosso o giallo. Quando il fiore viene fecondato, perde i petali e in 25 giorni cresce una capsula circondata da una foglia chiamata brattea. All'interno della capsula ci sono da 5 ad 8 semi su cui si sviluppa la fibra. Quando la capsula è matura si apre in 4 parti mostrando il batuffolo di cotone. E' una fibra vegetale ottenuta dalle capsule mature della pianta del cotone.

5 La prima operazione dopo la raccolta è la sgranatura, che permette di staccare le fibre dai semi. Poi il cotone viene cardato e pettinato in modo da eliminare tutte le impurità. La lunghezza delle fibre di cotone è molto importante commercialmente, perchè si ottengono filati tanto più pregiati quanto più la fibra è lunga. LAVORAZIONE

6 Le più vaste coltivazioni di cotone si hanno in America, India, Cina, Egitto, Pakistan, Sudan ed Europa Orientale. 1.Il termine deriva dall’arabo katun ovvero "terra di conquista", già presente prima del secondo millennio avanti Cristo in India ed anche in Perù, fu introdotto dai Saraceni prima in Sicilia nel IX Secolo e poi in tutta Europa attorno al Considerato un prodotto d’importazione, e per di più difficile da filare e tessere, rimase per lungo tempo un tessuto di lusso al pari della seta. 3.Gli Europei, al loro arrivo in America, trovarono il cotone coltivato e manifatturato. Erano colture che traevano origine dalle specie locali, diverse da quelle del vecchio mondo. 4.Le nuove tecniche messe a punto nel XVIII secolo permisero l’intensificare della coltivazione e, soprattutto nel Sud degli Stati Uniti, l’invenzione della macchina sgranatrice o gin (1792), abbassando fortemente il costo di produzione.

7 Composto per il 95% di cellulosa, il cotone è leggero, morbido ed assorbente. La fibra di cotone, meno robusta del lino, non si usura ma si strappa; è poco elastica e pertanto si sgualcisce. I lavaggi frequenti e l'esposizione al sole tendono a scolorire i tessuti di cotone. I tessuti di cotone si usano nella confezione di biancheria per la casa e di capi di abbigliamento estivo, specialmente femminile. I tessuti di cotone hanno un costo non molto alto. Proprietà del cotone A contatto con la fiamma bruciano molto facilmente lasciando della cenere bianca. Le fibre umide sono più tenaci di quelle secche.

8 Il lino è una fibra ricavata dal fusto di una pianta alta da 80 a 120 cm, poco ramificata e con piccoli fiori, di un colore variabile dal bianco all'azzurro intenso, che fioriscono solo per un giorno. Con un diametro di µm, le fibre di lino assorbono e rilasciano l'acqua rapidamente, rendendo confortevoli gli abiti di lino nei climi caldi

9  La pianta del lino viene estirpata dal terreno in modo di avere la massima lunghezza della fibra.  Gli steli, essiccati si mettono a macerare per qualche giorno in bacini d'acqua, oppure con metodo più rapido, si sottopongono all'azione del vapore acqueo o di speciali batteri: le sostanze che legano tra loro le fibre si decompongono e si dissolvono liberando così le fibre.  Dopo la macerazione avviene la separazione delle fibre tessili dai residui legnosi e quindi la pettinatura che elimina le impurità.

10 Le fibre di lino si mescolano a cotone, lana, seta, viscosa e poliestere e questi filati di mischia permettono di ottenere molti tipi di tessuto. La combinazione di due fibre consente di avere una “mano” diversa, cioè una consistenza ed un aspetto differenti da quelli ottenuti con filati semplici. I manufatti di lino provenienti dalle zone di produzione di Francia, Belgio ed Olanda sono i migliori e vantano il marchio di qualità "MASTER OF LINEN". Il lino è coltivato anche in Europa Orientale, Russia, Brasile, Cina e Paesi Baltici, ma la sua qualità non è paragonabile a quella dell'Europa Occidentale.

11 Storia 1. II lino era largamente coltivata da Egizi utilizzato oltre che per l’abbigliamento, anche per fasciare le mummie, Babilonesi, dai Fenici, celebri mercanti e grandi navigatori, acquistavano il lino in Egitto per esportarlo in Irlanda, in Inghilterra e in Bretagna. 2. Durante il periodo romano, la coltura e la lavorazione di questa fibra si sviluppano in tutto l’Impero ed i Romani sono i primi ad utilizzarlo oltre che per l’abbigliamento anche per la casa. 3. Il lino raggiunse la massima diffusione in Europa nel Medioevo, e neppure l'introduzione del cotone da parte degli Arabi, attorno al 1300, arrivò ad offuscarne il predominio. lino sfilato e intrecciato a mano Questi frammenti dipinti di tela furono rinvenuti in un tumulo predinastico, ( a.C.) ma non erano usati per avvolgere il cadavere, situati com'erano al suo fianco.

12 4.Con il Rinascimento, il gusto per uno stile di vita raffinato rafforza la presenza del Lino nella vita quotidiana e viene usato per produrre lenzuola e camicie. 5.Il Lino Ebbe il suo momento “clou” in Europa tra la fine del 1800 e i primi decenni del ‘900, con gli esploratori e i grandi viaggiatori che si avventuravano in Africa e in Asia vestiti di lino, lanciando la moda in stile coloniale.

13 Era tradizione per le giovani donne nel nostro paese, fino a mezzo secolo fa specialmente nel sud Italia, possedere capi di lino nel corredo della biancheria da portare in dote al matrimonio.

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15 Proprietà del lino  Composto per il 70% di cellulosa, non provoca allergie, assorbe l'umidità e lascia traspirare la pelle: pertanto è indicato per la confezione di capi estivi, lenzuola, tovaglie, asciugamani e fazzoletti.  Molto resistente, soprattutto se bagnato, può essere lavato moltissime volte senza alterarsi, anzi diventa sempre più morbido, cosa importantissima per i capi di abbigliamento e di uso quotidiano che richiedono lavaggi frequenti.  Ha bassissima elasticità, pertanto i tessuti in lino non si deformano.  Non è peloso per cui, se è usato come canovaccio in cucina, non lascia peli su piatti e bicchieri.

16 Tipi di lino  I lini si classificano secondo il grado di finezza delle fibre: lini fini, che servono per filati sottili, adatti alla produzione di tele pregiate (tela batista) di pizzi e merletti, lini mezzani che si tessono per tele comuni; lini grossi per tele ordinarie.  I tessuti di lino vengono utilizzati per la confezione di biancheria per la casa (tovaglie, lenzuola, asciugamani) e per l'abbigliamento estivo sia maschile che femminile.

17 Caratteristiche  Essendo una fibra rigida i capi assumono un aspetto stropicciato, caratteristica principale che contraddistingue i manufatti.

18  Oltre ai tessuti, la stoppa del lino viene utilizzato per la creazione di corda e spago e per la produzione della carta.

19 Tessuti di lino sono utilizzati nel ricamo a Punto croce e in altri ricami a fili contati. Alle fibre di lino possono essere mischiate fibre di cotone, che danno al tessuto maggiore resistenza e migliore regolarità di trama.

20 Fibra di canapa La fibra tessile di canapa viene ottenuta dal floema (o libro) dei fusti di piante di Cannabis sativa. La canapa preferisce climi temperati, anche se sopporta climi più diversi. Le fibre (tuttora utilizzate dagli idraulici come guarnizione) per migliaia di anni della civiltà umana sono state importanti grezzi per la produzione di tessili e corde. Per centinaia di anni (e fino a 50 anni fa, prima dell'avvento del Proibizionismo) sono state la materia prima per la produzione di carta. Oggigiorno sono disponibili varietà selezionate di cannabis libere da principi psicoattivi, liberamente coltivabili in alcuni stati per usi tessili.

21 La maciulla impiegata in Boemia per accelerare il lavoro tradizionalmente realizzato con mazze, la più primitiva delle macchine per separare la fibra dal midollo. Storia della coltura della canapa in Italia Per usi tessili ha una antica tradizione in Italia, veniva usata fin dall'antichità per tessuti resistenti. Molto legata all'espandersi delle Repubbliche marinare, che l'utilizzavano grandemente per corde e vele delle proprie flotte di guerra. La tradizione di utilizzarla per telerie ad uso domestico è molto antica, le tovaglie di canapa in Romagna decorate con stampi di rame nei due classici colori ruggine e verde sono oggetti di artigianato che continuano ad essere prodotti ancora oggi.

22 Collo di camicia in canapa con iniziali La coltivazione andò in crisi per la concorrenza, negli usi meno nobili soprattutto produzione di sacchi, della juta e successivamente del cotone e delle fibre sintetiche. Nel 1975 quando fu inasprito il divieto della coltivazione della canapa indiana Cannabis indica e nello stesso tempo messe in atto severe normative per la canapa tessile, il settore fu del tutto abbandonato. Una difficoltà obiettiva, con il restringimento della normativa contro gli stupefacenti, è data dalla somiglianza morfologica delle due specie di cannabis, nonostante la profonda diversità di contenuto di THC (tetraidrocannabinolo) il principio con effetti stupefacenti.

23 La juta (detta anche iuta o corcoro) è una fibra tessile naturale ricavata dal fusto della pianta del genere Corchorus. Circa l'85% della produzione mondiale di iuta è concentrata nel delta del Gange: i principali paesi produttori sono quindi Bangladesh e India, e in misura minore Cina,Thainlandia, Myanmar, Pakistan, Nepal e Bhutan. La iuta è lunga, soffice e lucente, con una lunghezza da 1 a 4 m e un diametro di µm. A secco, è una delle fibre vegetali più resistenti in natura

24 La iuta è altamente igroscopica, di colore bianco, giallognolo o bruno. Le fibre sono ruvide e tenaci e il filato risulta anch'esso ruvido, rigido e molto resistente. La iuta si può lavorare all'uncinetto da sola o mescolata con altri filati, per realizzare oggetti vari, come borse, cinture, cappelli o tappeti.

25 CARATTERISTICHE Ha un elevato carico di rottura, una bassa estensibilità, e garantisce un'alta traspirazione del tessuto. La iuta è, quindi, molto adatta nell'imballaggio dei pacchi di beni agricoli nei settori dell'imballaggio, del tessile, dell'edilizia e dell'agricoltura Può essere usata per creare i filati, tessuti, reti e sacchi della miglior qualità industriale. Ha una ridotta tenacia. La Juta è al 100% biodegradabile e riciclabile. È una fibra naturale con riflessi lucenti e dorati e perciò chiamata la fibra d'oro È la più economica fibra vegetale. È la seconda fibra vegetale più importante dopo il cotone, in termini di utilizzo, consumo globale, produzione, e disponibilità.

26 Il ramiè (Boehmeria nivea) è una urticacea di provenienza asiatica. Dalla sua corteccia si ricava una fibra tessile (ramia o ramiè). Nell'Estremo Oriente viene anche utilizzata come pianta ornamentale. Raggiunge un'altezza compresa tra 1 e 2,5 metri, le foglie hanno forma di cuore, lunghe dai 7 ai 15 cm e larghe cm, bianche e pelose nella parte inferiore. Il ramiè bianco è coltivato in Cina:

27 Storia Il ramiè è stato utilizzato fin da tempi molto antichi, come testimoniano gli abiti delle mummie egiziane, intorno al a.C., ed è stato coltivato in Cina per molti secoli. Il Brasile ne cominciò la produzione verso la fine degli anni trenta, raggiungendo il culmine nel Da allora, la produzione ha subito un declino costante, come risultato della competizione con fibre tessili quali quelle sintetiche. Simile al lino per idrofilia e densità ma più ordinario nel diametro (25-30 µm). Una delle più resistenti fibre vegetali, è meno elastico e si tinge facilmente

28 Il Ramiè è una fibra molto resistente, poiché al contrario di altre fibre,la sua robustezza aumenta con il passare del tempo; a questa si unisce altre proprietà come la naturale freschezza e anallergicità, per questo viene usato per confezionare capi prettamente estivi.

29 SISAL, genere di piante nativo delle regioni dello emisfero occidentale. La specie più nota è Aloe americano, o pianta del secolo che di solito fiorisce solamente una volta, tra l' età di 10 e 25 anni. I fiori sono grandi e verdastri. L'agave ha foglie grandi, spesse e carnose che possono immagazzinare quantità considerevoli di acqua. Lucida e bianco crema, la fibra di sisal misura fino a 1 m di lunghezza con un diametro di µm. Una fibra dura non adatta per i tessuti

30 Le fibre prodotte da questa pianta sono utilizzate in ambito tessile per la produzione di tessuti utilizzati per la confezione di dischi e ruote per la pulitura. La caratteristica principale di queste fibre è quella di metabolizzare silice dal terreno rendendo le stesse fortemente abrasive e particolarmente adatte a formare dischi e ruote per la pulitura. Essendo particolarmente igroscopiche sono adatte a essere utilizzate anche con particolari impregnazioni abrasive.

31 Dalle fibre del mesocarpo (guscio)si ricava il coir una fibra utilizzata per lavori di intreccio, tappeti e cordami.

32 fibre dalle quali è possibile creare tessuti molto resistenti e durevoli nel tempo Le fibre di cocco misurano fino a 35 cm di lunghezza con diametri di 12-25µm. Resistono all'attacco dei microbi e al danneggiamento dell'acqua salata.

33 Principali caratteristiche : protezione termica; morbidezza; elasticità; igroscopicità. Principali caratteristiche : protezione termica; morbidezza; elasticità; igroscopicità. è una fibra animale costituita dal vello delle pecore. Essa si ottiene attraverso la tosatura, ovvero taglio del pelo, che avviene in primavera. La lana che si ottiene viene definita lana vergine. è una fibra animale costituita dal vello delle pecore. Essa si ottiene attraverso la tosatura, ovvero taglio del pelo, che avviene in primavera. La lana che si ottiene viene definita lana vergine. Particolarmente pregiata è la lana ottenuta dalla prima tosatura di un agnello caratterizzata da una fibra molto morbida e pregiata. Questa lana viene denominata lambswool.

34 Aspetto La lana, una volta lavata per ripulirla e sgrassarla, ha una tinta che va dall'avorio al bianco. Al microscopio, si può notare che la fibra si presenta con delle caratteristiche scagliette che ne ricoprono la superficie esterna. La lana, una volta lavata per ripulirla e sgrassarla, ha una tinta che va dall'avorio al bianco. Al microscopio, si può notare che la fibra si presenta con delle caratteristiche scagliette che ne ricoprono la superficie esterna. La lana è una fibra calda al tatto e isolante dal freddo perché gli indumenti tessuti con la lana sono più spessi e quindi trattengono una maggiore quantità di aria.

35 La lana è relativamente resistente alla fiamma e, bruciando, sviluppa un odore simile all'osso bruciato contemporaneamente alla formazione di piccoli grani neri che, se toccati, si polverizzano. Utilizzi  Per la sua origine, la lana è usata tipicamente per il vestiario, per i tessuti per arredamento e per le imbottiture (cuscini e materassi).  Non viene impiegata nei tessuti tecnici ed industriali.  Spesso la lana viene impiegata in mischia con altre fibre: con la seta, per capi di pregiata fattura, con cotone e lino, per la produzione di maglieria intima; con il poliestere, per indumenti estivi, con fibre acriliche per produrre filati di maglieria.  Ultimamente, in relazione alle biotecnologie, in particolare nell'edilizia, si è provveduto ad impiegare dei materassini di lana di pecora, per isolare tetti e pareti degli edifici.  Per la sua origine, la lana è usata tipicamente per il vestiario, per i tessuti per arredamento e per le imbottiture (cuscini e materassi).  Non viene impiegata nei tessuti tecnici ed industriali.  Spesso la lana viene impiegata in mischia con altre fibre: con la seta, per capi di pregiata fattura, con cotone e lino, per la produzione di maglieria intima; con il poliestere, per indumenti estivi, con fibre acriliche per produrre filati di maglieria.  Ultimamente, in relazione alle biotecnologie, in particolare nell'edilizia, si è provveduto ad impiegare dei materassini di lana di pecora, per isolare tetti e pareti degli edifici.

36 La maggior parte delle pecore produttrici di lana del continente europeo, di quelle esportate in Australia e Argentina nei secoli XV e XVIII, derivano dalla razza merino spagnola, portata in Spagna agli inizi del secolo XIV dagli arabi “benimerines” (tribù nordafricana che invase la Spagna). Questa pecora, di 50 kg di peso da viva, possiede in media 7 kg di lana di vello, della quale viene privata una volta all’anno (tosatura) alla fine della primavera. I paesi con maggior produzione laniera sono l’Argentina, l’Australia, la Nuova Zelanda, il Sudafrica e la Gran Bretagna. La razza merino abbonda in Spagna, dove si producono ogni anno circa tonnellate di filato di lana, merino e churra. I paesi con maggior produzione laniera sono l’Argentina, l’Australia, la Nuova Zelanda, il Sudafrica e la Gran Bretagna. La razza merino abbonda in Spagna, dove si producono ogni anno circa tonnellate di filato di lana, merino e churra.

37 Nel 1860 in Australia si contavano 20 milioni di ovini, quando era già iniziata l’esportazione della lana in Europa, soprattutto in Inghilterra. Nel 1973 l’Australia ha prodotto tonnellate di filato di lana e in tessuto l’equivalente di 14 milioni di m². La lana è stata usata per vestire gli uomini sin dall’Era Neolitica, trasformandosi nel corso della storia praticamente in tutti i tipi di capi. Alla fine del secolo XIX si usava per la biancheria intima, uso che è stato definitivamente rimpiazzato dal cotone, man mano che le filature di questo si sono perfezionate, e dalle fibre sintetiche adeguatamente mescolate a quelle naturali.

38 è una lana dall'inconfondibile forma arricciata ed increspata, disponibile in una vasta gamma di tinte naturali che vanno dal bianco al "nero Shetland" (marrone scuro), passando per il grigio e il moorit (marrone rossiccio). È morbida, resistente, elastica e risulta estremamente isolante. La sezione del fiocco mostra fibre lunghe vari centimetri in superficie e fibre molto sottili all'interno.

39 E' originaria delle isole Shetland, e in Scozia : ha la lana più lunga della merinos. In Israele si sono ottenute recentemente, con degli incroci, pecore di 80 kg di peso e dalla lana lunga, anche se meno sottile e riccia di quella di razza merino.

40 E' una lana a fibra lunga leggermente ruvida e pelosa. E' molto resistente e non infeltrisce. E' una lana a fibra lunga leggermente ruvida e pelosa. E' molto resistente e non infeltrisce.

41 La lana è stata fin dal medio evo la fibra regina della nostra area tessile, ottenere ottimi risultati è una sorta di alchimia, filarla e tesserla in modo esemplare è difficile

42  L'angora è un tipo di lana pregiata prodotta con il pelo del coniglio d'angora.  Questo coniglio, di corporatura grossa, è di colore bianco e coperto da un pelo lungo e morbido.  Il suo pelo cresce velocemente, la tosatura avviene ogni tre mesi e produce circa 250 g. di lana.  Originario della Turchia, si diffuse in Europa nel XVIII secolo.  L'angora è un tipo di lana pregiata prodotta con il pelo del coniglio d'angora.  Questo coniglio, di corporatura grossa, è di colore bianco e coperto da un pelo lungo e morbido.  Il suo pelo cresce velocemente, la tosatura avviene ogni tre mesi e produce circa 250 g. di lana.  Originario della Turchia, si diffuse in Europa nel XVIII secolo.

43 Caratteristiche La lana d'angora ha una mano gonfia, scivolosa, calda, soffice, ed ha aspetto lucente. Le fibre sono sottilissime. Non avendo molta resistenza all'usura ed al lavaggio, viene usata per produrre filati solamente insieme a lana fine, mohair, alpaca o seta, perché, oltre a dare corpo al filato, serve a mitigarne il costo alto. La lana d'angora ha una mano gonfia, scivolosa, calda, soffice, ed ha aspetto lucente. Le fibre sono sottilissime. Non avendo molta resistenza all'usura ed al lavaggio, viene usata per produrre filati solamente insieme a lana fine, mohair, alpaca o seta, perché, oltre a dare corpo al filato, serve a mitigarne il costo alto. Il maggior produttore di lana d'angora è, attualmente, la Cina. Il mohair, la lana prodotta dalla capra d'angora, non è una lana d'angora. Il maggior produttore di lana d'angora è, attualmente, la Cina. Il mohair, la lana prodotta dalla capra d'angora, non è una lana d'angora.

44  La lana d'angora ha una mano gonfia, scivolosa, calda, soffice, ed ha aspetto lucente.  Le fibre sono sottilissime.  Non avendo molta resistenza all'usura ed al lavaggio, viene usata per produrre filati solamente insieme a lana fine, mohair, alpaca o seta, perché, oltre a dare corpo al filato, serve a mitigarne il costo alto.  La lana d'angora ha una mano gonfia, scivolosa, calda, soffice, ed ha aspetto lucente.  Le fibre sono sottilissime.  Non avendo molta resistenza all'usura ed al lavaggio, viene usata per produrre filati solamente insieme a lana fine, mohair, alpaca o seta, perché, oltre a dare corpo al filato, serve a mitigarne il costo alto. Viene utilizzata per produrre capi pregiati, sia con la maglieria che con la tessitura, la grande morbidezza e delicatezza la rendono indicata per abbigliamento infantile e femminile, o biancheria intima calda o per calze.

45 un mammifero della famiglia dei camelidi, addomesticato e allevato soprattutto per utilizzarne la lana.

46 è una struttura filiforme, molto sottile, realizzata in carbonio con la quale si costruisce una grande varietà di materiali detti compositi in quanto le fibre sono "composte" ovvero unite assieme ad una matrice, in genere di resina (ma può essere in metallo o in plastica) la cui funzione è quella di tenere in "posa" le fibre resistenti (affinché mantengano la corretta orientazione nell'assorbire gli sforzi), di proteggere le fibre ed inoltre di mantenere la forma del manufatto composito. Tra le sue caratteristiche spiccano l'elevata resistenza meccanica, la capacità di isolamento termico, resistenza a variazioni di temperatura e all'effetto di agenti chimici, buone proprietà ignifughe Un filamento di carbonio del diametro di 6 μ m (che si estende da sinistra in basso a destra in alto) a confronto con un capello umano

47 ACRILICO è un derivato del petrolio. L’increspatura conferisce alla fibra un aspetto pieno, simile alla lana. Tuttavia, non possiede gli stessi vantaggi di quest’ultima. Le fibre acriliche sono le più diffuse nelle mescolanze con le fibre naturali perché riducono l’infeltrimento, migliorano la morbidezza e facilitano la manutenzione. Proprietà e cura: Morbida e duttile al tatto. Poco sensibile, non si restringe al lavaggio, asciuga in fretta, si spiegazza difficilmente. Non viene intaccata dalle tarme. Resiste allo strappo e alla sfregatura. Assorbe male l’umidità. Si carica di energia elettrostatica. Attenzione: infiammabile. Ricordiamo fra queste fibre il dralon, il leacril e il velicren. Le fibre acriliche La nascita ufficiale di questa fibra risale al 1948 ad opera dello stesso produttore americano che lanciò il nylon. Negli anni ‘50 cominciò ad essere prodotta anche in Europa, conoscendo un rapido boom che nel 1975 la portò a pareggiare la lana nei consumi mondiali.

48 Acetato e triacetato : sono fibre sintetiche composte di acido acetico e cellulosa (scarti di cotone) trattati con acido solforico o cloruro di zinco. Proprietà e cura: Fibra molto elastica, si spiegazza difficilmente, morbida e duttile al tatto. Asciuga rapidamente, non si restringe durante il lavaggio. Non viene intaccata dalla tarme. Poco assorbente, si carica di energia elettrostatica, si può lavare solo a basse temperature. Molto resistente, ma non alla sfregatura. Attenzione: è facilmente infiammabile e sensibile al calore (regolare il ferro da stiro sulla temperatura più bassa), non utilizzare smacchiatori che contengono acetone (possono sciogliere il tessuto se si tratta di acetato).

49 Cupro : è una fibra artificiale a base di cellulosa. In certi paesi la sua produzione è vietata per l’eccessivo carico ambientale che causa. Il processo prevede di partire dai linters di cotone, i corti filamenti vicino al seme che sono il sottoprodotto dell'industria cotoniera. Simile alla seta sia come lucentezza, sia come mano tessile = sofficita', morbidezza e voluminosità valutate come la sensazione al tatto data da un tessuto, da una maglina o da un filato. Proprietà e cura: Materiale soffice e scorrevole. A seconda del tipo di filatura, al tatto dà una sensazione simile alla seta, alla lana o al cotone. Assorbe bene il sudore, ma non lascia più passare l’aria se le fibre si gonfiano. Non viene intaccata dalle tarme. Spesso sull’etichetta figura che non si può lavarla perché si restringe. Le macchie di sudore resistono al lavaggio chimico! Lavandola chimicamente c’è il rischio che si formino rigonfiamenti, si deforma abbastanza facilmente. Si sgualcisce molto facilmente. Tuttavia, se è mischiata a fibre sintetiche si può stirare solo a bassa temperatura. Non è molto resistente allo strappo. Se lavabile usare il programma per capi delicati (per evitare che si restringa), meglio non passare nella centrifuga (attenzione ai simboli sull’etichetta che spiegano come averne cura). Attenzione: le cuciture si strappano facilmente. Rinunciare all’ammorbidente. Facilmente infiammabile.

50 Elastan : è una fibra mista prodotta sinteticamente e contiene almeno l’85% di poliuretano. Proprietà e cura: Molto duraturo. Molto estensibile ed elastico. Soffice e duttile. Molto sensibile al calore. Vedi anche "fibre acriliche". Attenzione: è infiammabile.

51 Lycra : fa parte dei filati elastici e può allungarsi fino a sette volte la lunghezza iniziale. Come l’elastan è costituita soprattutto di poliuretano.

52 Microfibre : termine che indica filati dal diametro di pochi micron ottenuti da poliammidi o poliesteri. Sono morbide, leggerissime idrorepellenti, non trattengono l’umidità e permettono la traspirazione. L’alcantara, il tactel e il pile sono microfibre.

53 Modal : contiene gli stessi componenti di base della viscosa, ma la lavorazione è diversa. Le fibre hanno qualità simili a quelle del cotone e sono altrettanto confortevoli da indossare. Proprietà e cura: Mantiene la forma anche dopo il lavaggio. Attenzione: è facilmente infiammabile.

54 Neoprene : tipo di gomma sintetica usata per tubi, guarnizioni e tute subacquee, può essere filata. Se ne fanno maglioni praticamente indistruttibili e impermeabili all’ozono.

55 Poliammidica : è una fibra derivata del petrolio. Spesso viene definita anche "nylon". Proprietà e cura: Se di colore bianco, ingiallisce facilmente. Perciò bisogna lavarla con detersivi che contengono sbiancanti ottici (inquinanti!). Molto elastica. Attenzione: è infiammabile. Sono le prime fibre sintetiche apparse sul mercato, prodotte in USA verso il 1938 in base alle ricerche di Wallace H. Carothers Caratteristiche: resiste alla rottura, all’abrasione e al calpestio, non si deforma permanentemente, presenta un ottimo recupero elastico, una tingibilità senza limitazione di toni, eccellente mischiabilità con altre fibre. Impieghi: Calze e collants, costumi da bagno, biancheria intima, corsetteria, fodere, ombrelli, abbigliamento esterno ed impermeabili, pavimentazioni tessili. Applicazioni tecniche: produzione di pneumatici, nastri trasportatori, filtri, reti da pesca, cordami, paracadute, cinture di sicurezza, battelli pneumatici e altri articoli sportivi.

56 Poliestere : è un derivato del petrolio. La scoperta di questa fibra ha reso possibile la produzione di tessuti di facile manutenzione dotati di una specie di "memoria" in grado di far riprendere la forma originaria. Ricordiamo gli abiti "lava e indossa", i tessuti che non necessitano stiratura e il terital. Proprietà e cura: Resiste alla luce e non si decompone. Dà una sensazione spiacevole se indossato a diretto contatto con la pelle: assorbe male l’umidità. Si incolla alla pelle. Attira le particelle di polvere. Attenzione: infiammabile.

57 Polipropilenica : fibra prodotta a partire da un derivato del petrolio. Serve soprattutto per la produzione di maglieria intima sportiva. Poiché la sua produzione è conveniente, si aggiungono fibre polipropileniche ad altri materiali per abbassare il prezzo del prodotto finito. Rispetto alle altre fibre chimiche è leggerissima, è insensibile all’acqua e pur non assorbendo umidità non si carica di elettricità elettrostatica. Resiste all’abrasione, trattiene il calore e non diffonde i rumori. Serve per: pannolini, pavimentazione di piscine e campi da tennis, maglieria sportiva. Proprietà e cura: Fibra molto leggera, ma ciò nonostante tiene caldo. Lanosa al tatto. Assorbe poca umidità e la conduce verso l’esterno. Resistente allo strappo e allo strofinamento.

58 Viscosa e rayon: viene generalmente associata alle fibre naturali, ma è una fibra artificiale cellulosica. La viscosa si distingue dal rayon per la lavorazione. Proprietà e cura: Materiale soffice e scorrevole. A seconda del tipo di filatura, al tatto dà una sensazione simile alla seta, alla lana o al cotone. Assorbe bene il sudore, ma non lascia più passare l’aria se le fibre si gonfiano. Non viene intaccata dalle tarme. Spesso sull’etichetta figura che non si può lavarla perché si restringe. Le macchie di sudore resistono al lavaggio chimico! Lavandola chimicamente c’è il rischio che si formino rigonfiamenti, si deforma abbastanza facilmente. Si sgualcisce molto facilmente. Tuttavia, se è mischiata a fibre sintetiche si può stirare solo a bassa temperatura. Non è molto resistente allo strappo. Se lavabile usare il programma per capi delicati (per evitare che si restringa), meglio non passare nella centrifuga (attenzione ai simboli sull’etichetta che spiegano come averne cura). Attenzione: le cuciture si strappano facilmente. Rinunciare all’ammorbidente. Facilmente infiammabile. imita la morbidezza delle fibre vegetali, presentando inoltre una lucentezza serica, per cui viene anche chiamata "seta artificiale".


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