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Terme ed enogastronomia. Quando il territorio si “gusta” Terme Euganee – 05/10/2010 S. Nagy.

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1 Terme ed enogastronomia. Quando il territorio si “gusta” Terme Euganee – 05/10/2010 S. Nagy

2 Siamo consapevoli di quest’Opportunità? ………

3 Vogliamo ricordare che …. Non è giusto quello che riteniamo giusto ma È giusto quello che l’ospite ritiene giusto 05/10/20103

4 4 Cosa cerca l’ospite ……... una vacanza memorabile un’esperienza unica Una risposta alla dimensione dei bisogni dimensione dei bisogni dimensione dei desideri dimensione dei desideri dimensione dello stupore dimensione dello stupore interpretare soddisfare Ed un sistema di offerta (prodotto turistico) deve essere in grado di “interpretare” e “soddisfare” tali dimensioni (comunque dinamiche)

5 05/10/20105 LA DOMANDA STA QUINDI CAMBIANDO LA DOMANDA STA QUINDI CAMBIANDO il turista: più informato, più esigente, più colto, più maturo/esperto (ha acquisito maggiore cultura turistica) più informato, più esigente, più colto, più maturo/esperto (ha acquisito maggiore cultura turistica) sfugge dalla massa sfugge dalla massa cerca la personalizzazione cerca la personalizzazione tende all’individualismo tende all’individualismo

6 La progressione del prodotto turistico 05/10/20106 Prestare servizi Mettere in scena esperienze Estrarre commodity Produrre beni differenziata Posizione competitiva indifferenziata rilevante per Esigenze della clientela irrilevante per maggiorato (premiun price) Fissazione del prezzo mercato Guidare trasformazioni

7 05/10/20107 Assiomi del Destination Management  È necessario “saper progettare” (dinamicamente) la destinazione in coerenza al mercato  E’ necessario “saper gestire” la destinazione nei diversi livelli di prodotto (in modo tale che l’integrazione e la cooperazione tra servizi, prodotti e livelli geografici ne siano punto di forza).  E necessario “saper coinvolgere” una popolazione di soggetti spesso inconsapevoli della dimensione collettiva del risultato (.. La prestazione di uno è la prestazione di tutti).

8 8 a) esprimere il posizionamento desiderato e una visione dello sviluppo della destinazione b) governare i processi politici interni e attrarre le risorse e le competenze necessarie allo sviluppo della destinazione c) fungere da catalizzatore delle spinte imprenditoriali presenti all’interno della destinazione veicolandole su obiettivi comuni Gestione della destinazione come soggetto strategico e competitivo soggetto strategico e competitivo realizzata da soggetti in grado di: Si traduce in: a) un aumento della competitività della destinazione b) un potenziale di miglioramento significativo delle performance delle aziende della destinazione Destination Management

9 La competitività verso l’esterno verso l’esterno La competitività verso l’interno verso l’interno Posizionamento e gestione strategica Governance Destination Management

10 TURISMO ENOGASTRONOMICO ….. DAL “MANGIAR BENE” ALL’ENOGASTRONAUTA 05/10/201010

11 05/10/ Alcuni Dati …. GIOVANI SINGLE GIOVANI COPPIE FAMIGLIE Shopping e discoteche Tranquillità e relax Attività in famiglia Visita ai luoghi di interesse 2 Prendere il sole Buona cucina RelaxRelaxPasseggiare 3 Visita ai luoghi di interesse Passeggiare Buona cucina 4Relax Attività di coppia Passeggiare Buona cucina Tranquillità e relax 5Passeggiare Prendere il sole Buona cucina Prendere il sole Attività di coppia o di gruppo

12 05/10/ Aluni dati…. Il turismo enogastronomico ha coinvolto vacanzieri tra il 2003 ed il 2005 Tra questi, nel 2004, ben avevano come motivazione di viaggio in via esclusiva l’enogastronomia Il 30,5% in più rispetto al 2003

13 05/10/ Alcuni dati Enoturismo turisti del vino nel 2005 Molto esperti 20% Molto esperti 20% Conoscitori 42% Conoscitori 42% Curiosi 38% Curiosi 38% anni 50% anni 50% Over 60 32% Over 60 32% Reddito medio alto Reddito medio alto

14 05/10/ Alcuni dati Enoturismo La spesa giornaliera è pari a € 167, del 3% superiore rispetto al Nella distribuzione della spesa media giornaliera più del 40% è destinato all’acquisto delle produzioni locali e, se si aggiunge a questa voce, la ristorazione si raggiunge il 60%.

15 05/10/ Enoturismo: Voci di spesa Voce di spesa Pernottamento Ristorazione Vini locali Alimentari tipici Artigianato locale Altri servizi Spesa media giornaliera Fonte: Associazione Città del Vino, Censis 2006 Alcuni dati

16 05/10/ Turista enogastronomico:  è un turista informato,  attento alla genuinità e tipicità dei prodotti,  conoscitore dei marchi di qualità e di origine.  Spesso fidelizzato (comunque fidelizzabile)  Propenso al “consumo nel tempo” ed al “collezionismo”

17 05/10/ I livelli di motivazione enogastronomica:  può non influenzare le scelte dei turisti;  può parzialmente condizionare la scelta della destinazione in maniera subordinata ad altre motivazioni;  può costituire il motivo principale che spinge ad andare in una data località

18 05/10/ Progettare i prodotti turistici Turismo di nicchia (“enogastronauta”) Turismo di nicchia (“enogastronauta”) Elemento “portante“della cultura dell’accoglienza di un territorio specificità attrattiva La base Strategia d’offerta (p.e. dalla “tipicità” al “mangiar bene”) Quali le strategie?

19 05/10/ Le strategie Turismo di nicchia (“enogastronauta”) Turismo di nicchia (“enogastronauta”) Elemento “portante“della cultura dell’accoglienza di un territorio “Conditio sine qua non” per la competitività della destinazione “Opportunità” da cogliere ma spesso da costruire si sovrappone con le altre tipologie di turismo ed è trasversale rispetto ad esse. Può essere minaccia ma anche opportunità.

20 Il “percorso” di Padova

21 20/11/ Il percorso di Padova Start Il modello “Carta dell’Eccellenza” ElaborazioneAttivazione Indagine conoscitiva Attivazione gruppo di lavoro ed Indagine conoscitiva Analisi e Creazione dei modelli organizzativi Miglioramento continuo ed attivazione Riconoscimenti

22 INDAGINE CONOSCITIVA 05/10/201022

23 05/10/ “Tipicità: Proprietà peculiare di un determinato soggetto che è comune a tutti gli individui o gli elementi di una certa categoria costituendone carattere distintivo” Dizionario Enciclopedico “Battaglia” - UTET Chiarezza nella Tipicità

24 05/10/ Peculiarità legata all’identità di un soggetto (“proprio, caratteristico soprattutto in relazione ad altri soggetti”) Peculiarità legata all’identità di un soggetto (“proprio, caratteristico soprattutto in relazione ad altri soggetti”) Comunanzalegata alla condivisione in un ambito omogeneo Comunanzalegata alla condivisione in un ambito omogeneo Distinzionelegata alla diversità (certamente non posso distinguere ciò che è indifferenziato) e quindi alla capacità di essere “evidenti e distinguibili” dall’utenza Distinzionelegata alla diversità (certamente non posso distinguere ciò che è indifferenziato) e quindi alla capacità di essere “evidenti e distinguibili” dall’utenza

25 05/10/ la tipicità va maggiormente riconosciuta in ciò che distingue, in quello che “non esiste altrove”, in ciò che “può fare la differenza” la tipicità va maggiormente riconosciuta in ciò che distingue, in quello che “non esiste altrove”, in ciò che “può fare la differenza” mantenendo “saldi” i requisiti di autenticità legati alla “comunanza” del prodotto nel contesto sociale di riferimento. mantenendo “saldi” i requisiti di autenticità legati alla “comunanza” del prodotto nel contesto sociale di riferimento. E quindi ……………

26 05/10/ …… Non c’è condivisione nel riconoscimento del “prodotto tipico padovano” se non tramite “percezioni personali” e questo ovviamente rappresenta di fatto una totale “lacuna” verso l’ospite. La tipicità a Padova: il punto di partenza sancito dall’indagine Di tutto e di più: …. se tutto è tipico, niente è riconosciuto come tale!

27 05/10/ La tipicità a Padova: il punto di partenza Inoltre: Dove esiste il nome (gallina “padovana”) non esiste un prodotto valorizzato e dove esiste il prodotto (radicchi, asparago ….) non esiste il nome

28 05/10/ È quindi necessaria una comune strategia di valorizzazione La tipicità a Padova: il punto di partenza

29 05/10/ Proporre “il” prodotto tipico padovano (riconoscibile, distinguibile ed associato alla tradizione del territorio) Proporre “il” prodotto tipico padovano (riconoscibile, distinguibile ed associato alla tradizione del territorio) Identificare Prodotti di eccellenza (nella produzione e nella ristorazione) che comunque possano essere elementi distintivi della vocazione del territorio padovano quale crocevia delle produzioni di eccellenza venete e quindi espressione della sua “tipicità”. Identificare Prodotti di eccellenza (nella produzione e nella ristorazione) che comunque possano essere elementi distintivi della vocazione del territorio padovano quale crocevia delle produzioni di eccellenza venete e quindi espressione della sua “tipicità”. Puntare all’eccellenza del servizio Puntare all’eccellenza del servizio Padova: il percorso

30 05/10/ La risposta La Carta dell’eccellenza padovana Come strumento per: Creare condivisione interna Promuovere l’enogastronomia padovana

31 05/10/ I prodotti e la stagionalità

32 05/10/ La gallina padovana La Corte padovana

33 05/10/ Il prezioso Olio Il generoso Vino

34 05/10/ Il prosciutto di Montagnana: paladino della dolcezza Il radicchio: Padova crocevia dell’eccellenza

35 05/10/ L’asparago Il formaggio: Padova crocevia dell’eccellenza

36 05/10/ La garanzia dell’ospite COERENZA dell’offerta CONTROLLO dell’offerta

37 05/10/ La Carta dell’Eccellenza strumento di: COERENZA non generare “confusione” nella percezione dell’ospite (conseguenza di attività di comunicazione interna)

38 05/10/ una gestione integrata e condivisa di tutti quei soggetti (dalla produzione all’erogazione di servizi) che concorrono all’offerta globale Ritrovarsi in una scelta unica e riconosciuta …. che richiede:

39 05/10/ CONTROLLO DELL’OFFERTA non tradire le aspettative dell’ospite tramite una “tipicità garantita” La Carta dell’Eccellenza strumento di:

40 05/10/ CONTROLLO DELL’OFFERTA Garanzia dell’eccellenza del prodotto Garanzia dell’eccellenza del prodotto Garanzia dell’eccellenza del servizio di ristorazione Garanzia dell’eccellenza del servizio di ristorazione

41 05/10/ Per una tipicità garantita “… tramite: Genuinità: a garanzia della salubrità per il consumatore e per l’ambiente Qualità: a garanzia delle aspettative del consumatore e del visitatore Rintracciabilità: a garanzia della produzione padovana del prodotto” “….. Per questo abbiamo scelto di valorizzare le eccellenze codificate da disciplinari tecnici riconosciuti, siano essi conformi a norme volontarie ufficiali (es: UNI 11020, UNI …) o nel rispetto delle denominazioni d’origine ufficiali (DOC, DOP e IGP)”

42 05/10/ Garanzia dell’eccellenza del servizio di ristorazione Una costante attenzione al miglioramento continuo delle prestazioni (qualità) ed alla formazione Una costante attenzione al miglioramento continuo delle prestazioni (qualità) ed alla formazione Creazione e condivisione di un discliplinare Creazione e condivisione di un discliplinare Promozione, Accoglienza ed Informazione Approvvigionamento Servizio Processo di riconoscimento da parte di un ente terzo Processo di riconoscimento da parte di un ente terzo

43 05/10/ “Questo è il simbolo che vi accompagnerà nello scoprire la nostra tipicità garantita”. Un marchio che comunica una scelta

44 E per il Bacino termale? Cogliamo l’opportunità di riconoscere l’enogastronomia quale elemento “portante“della cultura dell’accoglienza del nostro territorio e quindi dell’offerta del bacino termale riconoscere l’enogastronomia quale elemento “portante“della cultura dell’accoglienza del nostro territorio e quindi dell’offerta del bacino termale 05/10/201044

45 E per il Bacino termale? Cogliamo l’opportunità di Specializzare e differenziare un’offerta “terme ed enogastronomia” (club di prodotto) per intercettare un turista enogastronomico sempre più “interessante” Specializzare e differenziare un’offerta “terme ed enogastronomia” (club di prodotto) per intercettare un turista enogastronomico sempre più “interessante” 05/10/201045

46 ….. non è una possibilità ma un percorso che ritengo obbligato Vi ringrazio dell’attenzione. 05/10/201046


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