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III Convention nazionale Unità di strada e bassa soglia Torino 29/30 maggio 2008-05-28 Loperatore di Unità di strada : il metodo fra artigianato ed industria.

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Presentazione sul tema: "III Convention nazionale Unità di strada e bassa soglia Torino 29/30 maggio 2008-05-28 Loperatore di Unità di strada : il metodo fra artigianato ed industria."— Transcript della presentazione:

1 III Convention nazionale Unità di strada e bassa soglia Torino 29/30 maggio Loperatore di Unità di strada : il metodo fra artigianato ed industria Germana Cesarano e Mario DAguanno coop. Magliana 80 Roma

2 Le unità di strada hanno circa 15 anni di attività : siamo passati dalla guida indiana a caccia di sommerso, a servizi stabilizzati 4 i rischi : –Di diventare troppo meccanici e di evitare la relazione (limitarsi a distribuire due e unacqua e a prenotare il posto letto/pranzo/doccia) –La sensazione di impotenza con i cronici e di amplificazione del distacco emotivo da situazioni sempre più faticose.

3 4 le unità di strada, come i bassa soglia, sono diventati servizi con regole burocratiche definite. Di fatto accolgono utenti ma stanno perdendo la loro caratteristica di andare verso utenti nuovi o utenti persi di vista. 4 Negli anni si sono anche differenziate fra UDS per tossicodipendenti e per consumatori. Fra UDS per persone che usano ancora le siringhe e per persone non si riconoscono nella definizione di dipendenti e che hanno altri modi di consumare il rischio della sedentarizzazione

4 4 Molti sono soddisfatti di un sommerso ormai esplorato ma ci sono altri sommersi che sfuggono al nostro intervento ( rom, immigrati). 4 Per le unità di strada specializzate in giovani consumatori ( interventi nei rave e nei we) il problema è la rete dei servizi perchè un tossico può chiedere linvio in un drop in o altro mentre un giovane chiede solo aiuto nel caso di overdose o crisi.

5 4 La diffusione delle droghe risponde a logiche culturali e di mercato. La diffusione di sostanze storiche è passata da target italiani a target di stranieri clandestini che sono più difficilmente intercettabili ai loro esordi e che accedono ai servizi solo quando la loro condizione si è compromessa gravemente ( dipendenza, malattie, emarginazione).

6 il metodo si è affinato serve per aprire una finestra di pensiero su tutte le fasi dellintervento 4 autovisione 4 intervisione 4 supervisione 4 mantenere il codice etico di intervento 4 i tempi del contatto

7 autovisione 4 Il primo momento è quello dellautovisione, della riflessione su quello che si è fatto perché e come. 4 Si usano schede di codifica del lavoro per valutare se il contatto è stato soddisfcente, scarso o conflittuale 4 se si è data la risposta alla domanda se si è fatto altro ( es. counseling o invio a servizi)

8 intervisione 4 È il primo momento di confronto con il collega 4 serve a tranquillizzarsui, a ragionare, a ipotizzare... anche a sfogarsi 4 è il primo momento di correzione di un intervento

9 supervisione 4 Il luogo terzo dove si può avere un giusto distacco dalloperatività e pensare 4 è un momento di confronto e di crescita delléquipe 4 purtroppo la supervisione è fra le prime vocei ad essere tagliata dai budget

10 Mantenere il codice etico 4 Noi ci muoviamo su una linea di confine fra legale e illegale 4 il codice etico aiuta a non scivolare su situazioni di collusione con gli utenti 4 a mantenere un rapporto di aiuto e non di pseudo amicizia

11 I tempi del contatto 4 Le prime uds riflettevano molto sui tempi del contatto 4 sui passi da fare prima di spiegare tutto il nostro lavoro 4 lesperienza accumulata ha ridotto i tempi ma va mantenuta unattenzione su cosa dire, quando, se toccare una spalla ecc ecc

12 Lequipe come momento di elaborazione del pensiero e dellagire. 4 mantenere una cornice strutturata e permettere di modificare il proprio operato in maniera consapevole mettendosi nella condizione di leggere i risultati del proprio lavoro. 4 Non accontentarsi di limitare i danni 4 non cadere nel rischio di rinforzare la cronicizzazione ( es. luso scorretto del sert)

13 No alla rassegnazione 4 Cè sempre qualcosa da fare : bisogna mettersi nella condizione di comprendere dove sta lutente, quale risorse ha a disposizione e quali limiti lo connotano per muoversi verso un gradino successivo sia un drop in o unanalisi del sangue, da farsi tre volte al giorno a farsi una sola volta…..

14 4 A volte lutente non accetta la nostra funzione di traghettatori ma non dobbiamo smettere di pensare che dalla cronicità si esce. 4 Léquipe difende il singolo operatore dalla frustrazione per le situazioni limite di impotenza ma si rinforza in micro obbiettivi personalizzati ( dal far evitare infezioni a far mangiare un pasto caldo).

15 Grazie 4 Un grazie di cuore alléquipe di Magliana 80 che su questo progetto mette le gambe, la testa e la passione e un grazie a voi tutti per lattenzione


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