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Definizione di “politiche temporali” Le politiche temporali sono azioni promosse dai Comuni agendo sulla dimensione temporale urbana, per favorire le.

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Presentazione sul tema: "Definizione di “politiche temporali” Le politiche temporali sono azioni promosse dai Comuni agendo sulla dimensione temporale urbana, per favorire le."— Transcript della presentazione:

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2 Definizione di “politiche temporali” Le politiche temporali sono azioni promosse dai Comuni agendo sulla dimensione temporale urbana, per favorire le pari opportunità tra uomini e donne e l’armonizzazione dei tempi di vita e di lavoro nelle città. Alla base delle politiche temporali vi è l’idea che sia possibile migliorare la qualità della vita dei cittadini intervenendo su una risorsa che scarseggia sempre di più: il tempo.

3 Origine delle politiche temporali ● Le politiche temporali nascono nel nostro paese come attività di gender mainstreaming che vanno ad affiancare le azioni di Pari Opportunità e le azioni positive più in generale negli anni 80'. ● Negli anni 90' la riflessione femminile sulle città alza il livello di discussione dalla questione delle pari opportunità al problema politico e urbanistico di riqualificazione urbana e della vita assieme.

4 I riferimenti legislativi ● Art. 36 della Legge 8 giugno 1990, n. 142 poi abrogato e sostituito dall'art. 50 del T.U. 267/00 con cui si affida la Sindaco il potere di organizzazione e coordinamento degli orari cittadini, sulla base degli indirizzi espressi dal Consiglio. ● Legge 8 marzo 2000, n. 53 CAPO VII “TEMPI DELLE CITTÀ” Diventa obbligatorio per i comuni con popolazione superiore a abitanti la redazione del PTO ● Legge Regione Lombardia n. 28 del 28 ottobre 2004 vengono definite le modalità, i criteri e i contributi per la redazione dei PTO ● Deliberazione Regionale n del 13/12/06 – Rifinanziamento del bando per la redazione dei PTO (fino a € per Comune)

5 Gli obiettivi delle politiche temporali Avviate e gestite dai Comuni con l'obiettivo di promuovere il coordinamento e l'armonizzazione dei tempi e degli orari della città e del territorio, le politiche temporali agiscono in tre ambiti: 1) I tempi sociali (qualità della vita) 2) I tempi urbani (vivibilità delle città) 3) L'uso individuale del tempo (qualità e fruibilità del territorio)

6 Esempi classici di politiche temporali ● Banca del tempo ● Armonizzazione desincronizzazione degli Orari delle scuole ● Ampliamento degli Orari del Commercio ● Rivilitalizzazione di aree dismesse ● Progetto sicurezza ● Patto per la mobilità ● Riqualificazione di aree a mobilità lenta, ecc....

7 La metodologia ● Interdisciplinarietà ● Partecipazione dal basso (bottom-up) ● Trial and error (sperimentazione)

8 Gli obiettivi del PTO di Bollate 1)Costituzione della giornata del cittadino al Martedì, mediante il coordinamento delle aperture prolungate con le altre amministrazioni territoriali (INPS, ASL ed in seguito anche Banche) 2)La città delle bambine e dei bambini mediante l'implementazione e concertazione di politiche già attivate 3)Apertura della Banca del Tempo 4)Orari del Commercio : piccola sperimentazione di maggiore apertura in corrispondenza di inziative comunali su un'area da definire 5)Coordinamento con il PUT e il PGT... per cominciare poi implementazione sulla base dei risultati ottenuti

9 Gli strumenti di gestione del Piano ● Calendari: raccolta e visualizzazione degli orari cittadini (P.A., commercio, servizi, ma anche festività locali e manifestazioni stagionali) ● Cronomappe: mappe territoriali nelle quali viene evidenziato, sulla base di osservazioni dirette, il tipo di mobilità dell'area rispetto ai soggetti che la abitano e la frequentano e rispetto al calendario delle frequenze. ● Tavolo di concertazione cittadino: funge da osservatorio sulle politiche temporali e da organo al contempo promotore e decisionale cittadino ● Tavoli di concertazione tematici: fungono da tavolo decisionale per la realizzazione di specifici progetti

10 Calendari annuali

11 Calendari settimanali/stagionali

12 Mappe cronotopiche

13 I passi necessari per la costruzione di un Documento Direttore ● Collaborazione intersettoriale interna all'Ente ● Costruzione di un tavolo di concertazione cittadino ● Costruzione dei tavoli tematici rispetto agli obiettivi fissati ● Costruzione di un Documento Direttore ● Approvazione del Documento in Giunta ● Approvazione del Documento in Consiglio


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