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Iniziative legislative sulle professioni non regolamentate e norme UNI sulle professioni ICT Prof. Marco Ferretti  Università di Pavia, DIII  CINI, Consorzio.

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Presentazione sul tema: "Iniziative legislative sulle professioni non regolamentate e norme UNI sulle professioni ICT Prof. Marco Ferretti  Università di Pavia, DIII  CINI, Consorzio."— Transcript della presentazione:

1 Iniziative legislative sulle professioni non regolamentate e norme UNI sulle professioni ICT Prof. Marco Ferretti  Università di Pavia, DIII  CINI, Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica  CINECA, membro della Consulta Consortile Assemblea GII –

2  Disegno di Legge n “Disposizioni in materia di professioni non organizzate” convertito in Legge n. 4/2013 del Regolamento emanato con DL 13/2013  Ordine degli Ingegneri e legge 328/2001  ACCREDIA  UNINFO (ISO, CEN, UNI) e norma UNI  eCF (2.0, 3.0, progetto di norma europea) eCF  CINI, i corsi di laurea ICT

3 Legge 4/2013 “Disposizioni in materia di professioni non organizzate” Art omissis – Ai fini della presente legge, per «professione non organizzata in ordini o collegi», di seguito denominata «professione», si intende l’attività economica, anche organizzata, volta alla prestazione di servizi o di opere a favore di terzi, esercitata abitualmente e prevalentemente mediante lavoro intellettuale, o comunque con il concorso di questo, con esclusione delle attività riservate per legge a soggetti iscritti in albi o elenchi ai sensi dell’articolo 2229 del codice civile, e delle attività e dei mestieri artigianali, commerciali e di pubblico esercizio disciplinati da specifiche normative

4 Disegno di Legge n “Disposizioni in materia di professioni non organizzate” Art 6. La presente legge promuove l’autoregolamentazione volontaria e la qualificazione dell’attività dei soggetti che esercitano le professioni di cui all’articolo 1 La qualificazione della prestazione professionale si basa sulla conformità della medesima a norme tecniche UNI ISO, UNI EN ISO, UNI EN e UNI, di seguito denominate «normativa tecnica UNI», di cui alla direttiva 98/34/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 giugno 1998, e sulla base delle linee guida CEN 14 del I requisiti, le competenze, le modalità di esercizio dell’attività e le modalità di comunicazione verso l’utente individuate dalla normativa tecnica UNI costituiscono princìpi e criteri generali che disciplinano l’esercizio autoregolamentato della singola attività professionale e ne assicurano la qualificazione Il Ministero dello sviluppo economico promuove l’informazione nei confronti dei professionisti e degli utenti riguardo all’avvenuta adozione, da parte dei competenti organismi, di una norma tecnica UNI relativa alle attività professionali di cui all’articolo

5 Disegno di Legge n “Disposizioni in materia di professioni non organizzate” Art 7. Al fine di tutelare i consumatori e di garantire la trasparenza del mercato dei servizi professionali, le associazioni professionali possono rilasciare ai propri iscritti, previe le necessarie verifiche, sotto la responsabilità del proprio rappresentante legale, un’attestazione relativa:  a) alla regolare iscrizione del professionista all’associazione;  b) ai requisiti necessari alla partecipazione all’associazione stessa;  c) agli standard qualitativi e di qualificazione professionale che gli iscritti sono tenuti a rispettare nell’esercizio dell’attività professionale ai fini del mantenimento dell’iscrizione all’associazione;  d) alle garanzie fornite dall’associazione all’utente, tra cui l’attivazione dello sportello di cui all’articolo 2, comma 4  e) all’eventuale possesso della polizza assicurativa per la responsabilità professionale stipulata dal professionista;  f) all’eventuale possesso da parte del professionista iscritto di una certificazione, rilasciata da un organismo accreditato, relativa alla conformità alla norma tecnica UNI. Le attestazioni di cui al comma 1 non rappresentano requisito necessario per l’esercizio dell’attività professionale.

6 Disegno di Legge n “Disposizioni in materia di professioni non organizzate” Art 9. Le associazioni professionali di cui all’articolo 2 e le forme aggregative di cui all’articolo 3 collaborano all’elaborazione della normativa tecnica UNI relativa alle singole attività professionali, attraverso la partecipazione ai lavori degli specifici organi tecnici o inviando all’ente di normazione i propri contributi nella fase dell’inchiesta pubblica, al fine di garantire la massima consensualità, democraticità e trasparenza. Le medesime associazioni possono promuovere la costituzione di organismi di certificazione della conformità per i settori di competenza, nel rispetto dei requisiti di indipendenza, imparzialità e professionalità previsti per tali organismi dalla normativa vigente e garantiti dall’accreditamento di cui al comma Gli organismi di certificazione accreditati dall’organismo unico nazionale di accreditamento ai sensi del regolamento (CE) n. 765/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 luglio 2008, possono rilasciare, su richiesta del singolo professionista anche non iscritto ad alcuna associazione, il certificato di conformità alla norma tecnica UNI definita per la singola professione.

7  UNINFO (ISO, CEN, UNI)  che cosa è UNINFO (vedi statuto, sito)statutosito  che ruolo ha avuto  commissione “APNR” ha preparato la norma ICT in ottemperanza al DDL 3270 (poi legge 4/2013)  gli stakeholder: AGID, AICA, AIAP, AIP, ASSINFORM, ASSINTEL, CNA, Knowledge Work, IWA, KIWA-CERMET, Ordine Ingegneri, UNINFO, Università (CINI) (non esaustivo)

8  NORMA  basata sul concetto di “competenza” (incorpora eCF 2.0) 36 “competenze” eCF 2.0 declinate nelle loro 4 “dimensioni”  NON definisce in maniera vincolante i vari profili professionali (cita gli esempi di eCF2.0)  “La norma definisce i requisiti relativi all’attività professionale delle figure che operano in ambito ICT, indipendentemente dalle modalità lavorative e dalla tipologia del rapporto di lavoro, ossia i criteri generali delle figure professionali operanti nel settore dell' ICT, stabilendo i requisiti fondamentali per l'insieme di conoscenze, abilità e competenze che le contraddistinguono”

9  eCF 2.0 Lo European e-Competence Framework è pubblico, non proprietario, strutturato in quattro dimensioni. Dimensione 1: 5 aree di e-Competence, derivanti dai processi di business nell’ICT, PLAN – BUILD – RUN – ENABLE – MANAGE Dimensione 2: Un insieme di 36 e-Competences (competenze digitali) di riferimento per ciascuna area, con una descrizione generale di ciascuna competenza. Dimensione 3: Livelli di capacità (Proficiency levels) di ciascuna e-Competence (da e-1 a e-5). Dimensione 4: Esempi di conoscenze e skill ( knowledge and skills ) connessi con le e-Competences sono indicati per fornire ulteriori spunti opzionali del framework. Non si intendono esaustivi.

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13  Evoluzione di eCF  eCF è un framework in continuo aggiornamento (eCF3.0)  c’è una proposta interna a CEN, a guida italiana, per preparare una Norma CEN  Il quadro in Italia  la NORMA UNI deve essere usata da tutti gli attori del mercato che vogliono proporre servizi di certificazione  gli attori sono a loro volta accreditati da ACCREDIA

14  CINI e i corsi di laurea ICT  il CONSORZIO CINI raggruppa 36 università pubbliche attive ICT  oltre a promuovere la ricerca, è attivo nel favorire le sperimentazioni ICT nel mondo della formazione  coordina i docenti di informatica (GRIN) e di Ingegneria Informatica (GII) nelle attività di presenza negli organi / commissioni / istituzioni  esami gli schemi di definizione delle conoscenze (BoK) e competenze, sia di provenienza accademica, sia di provenienza europea (istituzionale, CEN quindi UNI; associativa CEPIS) sia internazionale (ACM IEEE)  coopera a livello nazionale in AgID  analizza eCF nella sua evoluzione e ne misura la pratica applicabilità lato offerta (competenze in uscita dai percorsi universitari)


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