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Parco Nazionale del Pollino FLORA. I fiori il parco nazionale del pollino è un posto ricco di flora, ma principalmente composto dai fiori. I fiori più.

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Presentazione sul tema: "Parco Nazionale del Pollino FLORA. I fiori il parco nazionale del pollino è un posto ricco di flora, ma principalmente composto dai fiori. I fiori più."— Transcript della presentazione:

1 Parco Nazionale del Pollino FLORA

2 I fiori il parco nazionale del pollino è un posto ricco di flora, ma principalmente composto dai fiori. I fiori più diffusi sono: l’ ambretta, la cicerbita, la ginestra minore, l’iperico, la malva e la stellaria.

3 L’Ambretta L'Ambretta è un fiore che appartiene alla famiglia delle Dipsacaceae. È una pianta con ciclo di riproduzione biennale (o annuale) con gemme poste a livello del terreno e con asse floreale lungo. La pianta è interamente pelosa. I peli possono essere ghiandolari e lievemente setolosi, ma non ruvidi. Il fusto si presenta spesso ramificato nella parte terminale.

4 La cicerbita La cicerbita è un fiore che sorge in margini di campi ben coltivati. La radice si presenta piuttosto grossa e secerne un lattice bianco. Verso la fine dell'autunno e poi di nuovo in primavera, presenta delle rosette basali che possono resistere per tutto l'inverno assumendo un colore scuro, rosso o violaceo. Le foglie che formano le rosette sono piuttosto rigide, a volte ispide a causa della spinulosità dei bordi, frastagliati in lobi increspati e ondulati ripiegati verso la base delle foglie. Il colore verde può raggiungere il bruno-rossastro nelle zone aride.

5 La ginestra minore Pianta caratterizzata da numerose varietà, diffuse nell’intera zona mediterranea, la ginestra ha fiori gialli particolarmente profumati, e richiede, per crescere, un luogo piuttosto soleggiato e un clima secco e caldo. Non mostra particolari esigenze, invece, per quel che concerne il terreno, visto che sopravvive perfettamente anche su substrati rocciosi e aridi.

6 L’ Hipericum E’ una pianta sviluppa lunghe ramificazioni striscianti o prostrate, che si allargano notevolmente, dando origine a larghi tappeti compatti, alti soltanto cm; i fusti sottili, di colore marrone, sono coperti da lunghe foglie opposte, ovali, di colore verde scuro sulla pagina superiore, più chiare e biancastre sulla pagina inferiore; possono diventare rossastre in autunno. Dalla primavera inoltrata, fino ai primi freddi autunnali, produce grandi fiori di colore giallo oro, a stella, con vistosi stami gialli.

7 La malva E’ una pianta spontanea visibile per i suoi fiori rosa o lilla intenso. I fiori e le foglie sono ricchi di mucillagini che conferiscono alla pianta proprietà emollienti e lassative e agiscono rivestendo le mucose con uno strato viscoso che le protegge da agenti irritanti.

8 La stellaria La stellaria è una pianta che possiede una forma a stella, con dei petali bianchi. In antichità questa pianta veniva utilizzata per alcuni rimedi medici.

9 Gli alberi Il parco nazionale del pollino ospita molte specie di alberi, ma i principali sono: il faggio, il leccio, l’ olmo campestre, il pino, il pinoloricato, il pioppo e la sughera quercia.

10 Il faggio Il faggio possiede una corteccia liscia e grigia. Le foglie di questo albero sono allungate, sottili, intere. Il margine è leggermente dentato. Le foglie che nascono dalle gemme sono rivestite da leggerissimi peli, che le proteggono dal sole e dalla notte. Questo velo cade quando le foglie sono robuste. Iettata di bianco, facilmente staccabile. I fiori di due tipi,crescono assieme alle foglie. I fiori maschili sono tondeggianti mentre quelli femminili sono circondati da un involucro, le cui squamette assumono una forma allungata. I frutti secchi sono noci. Il faggio sorge in pianure e zone ad un’ altezza di 500m e 2000m.

11 Il leccio Il leccio è un albero sempreverde. La chioma è densa e rotonda con tronco corto e rami diritti, ascendenti e quadrate. La corteccia dal bruno al nero è spaccata in piccole parti. E’ resistente alla siccità e al vento ed è adatto a tutti i terreni, ad eccezione di quelli umidi.

12 L’ olmo campestre E’ un albero cha possiede una chioma fitta e ampia. Il fusto è dritto o appena sinuoso, con corteccia che da liscia e grigia a lenticelle orizzontali si fa più spessa e suberosa, bruno scura, con stretti solchi longitudinali. I rami principali sono ascendenti, slanciati, i rametti terminali diventano penduli con l’età. Le gemme a legno sono piccole e ovoidi, quelle a fiore sono globose e precoci Le foglie sono decidue, alterne, con la lamina ovata, obovata oppure sub ellittica. Il margine fogliare è doppiamente dentato e le foglie apicali sono sempre le più grandi. Hanno in ogni caso dimensioni variabili tra pianta e pianta e anche sulla stessa pianta. I fiori compaiono tra febbraio e marzo.

13 Il pino Il genere ‘’Pinus’’ comprende piante sempreverdi con foglie a forma di ago e perciò dette aghiformi, raggruppate sullo stesso ramo in mazzetti da due a cinque aghi. La forma delle foglie, lunga e sottile come quella di tutte le altre Conifere, le rende resistenti al freddo e al gelo ma anche al caldo eccessivo o, più precisamente, le rende adatte a vivere in tutti quegli ambienti dove l’acqua è allo stato liquido.

14 Il pino loricato Il Pino loricato è un albero a corteccia fessurata in placche a scaglie lucenti; ha rami bianco grigiastri ed aghi verdi e cupi, larghi. É un relitto dell'ultima glaciazione. Vegeta ormai nelle zone rocciose più impervie, modellato dal vento, dal gelo, dai fulmini. Il pino loricato è il simbolo del Parco.

15 IL SIMBOLO DEL PARCO

16 Il pioppo Un albero a crescita rapida con foglie verde brillante che ricordano fiori di tulipano nel profilo e diventano giallo oro in autunno. La corteccia degli individui giovani è liscia, con colorazioni che vanno dal bianco al verdastro al grigio scuro, spesso ricco di lenticelle; sugli esemplari più vecchi diviene generalmente rugosa e profondamente fessurata.

17 La sughera quercia La sughera è una quercia sempreverde. Il tronco, che non è quasi mai dritto bensì inclinato, si divide in ramificazioni irregolari che danno origine a una chioma asimmetrica e larga. La corteccia, che inizialmente è liscia e grigia, si ispessisce formando uno strato rugoso di cellule morte, solcato profondamente, che persiste per tutta la vita dell’albero e prende il nome di sughero. E’ chiaro all’esterno e spugnoso e rosato all’interno.

18 A cura di Alessia Tortorella Damiano Santo Viceconte.


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