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I PRINCIPI CONTABILI INTERNAZIONALI IAS IFRS Differenze con i Principi OIC Giovedì 9 ottobre 2014 Relatore: FRANCESCO NOTARI 1.

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1 I PRINCIPI CONTABILI INTERNAZIONALI IAS IFRS Differenze con i Principi OIC Giovedì 9 ottobre 2014 Relatore: FRANCESCO NOTARI 1

2 I PRINCIPI CONTABILI INTERNAZIONALI IAS/IFRS IFRS: Quadro normativo di riferimento e processo di transizione 2

3 Considerazioni introduttive Perché gli IAS/IFRS? Evoluzione mercati finanziari Globalizzazione economia Nuovi Paesi che necessitano di regole contabili Costo dei capitali Trasparenza Scandali finanziari Crescente complessità di affari e finanza 3

4 Principali fonti normative Le modifiche alla IV e VII Direttiva CEE Il regolamento CE 1606/2002 Il regolamento CE 1725/2003 La pubblicazione sulla GUCE dei principi contabili internazionali La Legge Comunitaria per il 2003 (L. n. 306/2003) ed il correlato decreto di applicazione (D.Lgs. 38/2005) 4

5 Modifiche alla IV e VII direttiva CEE 1.Direttiva 65/2001: introduzione della possibilità di adottare il fair value nel trattamento di bilancio degli strumenti finanziari. 2. Direttiva 51/2003: -estensione del criterio di valutazione al fair value ad attività diverse dagli strumenti finanziari (es. immobilizzazioni materiali ed immateriali); -migliore esplicitazione nell’ambito delle Direttive Europee del principio della prevalenza della sostanza sulla forma; -inclusione nei conti annuali di ulteriori documenti contabili (nuovi schemi di S.P. e di C.E., rendiconto finanziario, prospetto delle variazioni del patrimonio netto); -eliminazione della clausola di esclusione dal consolidato di una impresa per l’eterogeneità dell’attività svolta rispetto al resto del gruppo. 5

6 Il regolamento CE 1606/2002 Approvato il 19 luglio 2002 ed entrato in vigore l’ 11 settembre Principali contenuti: - Art. 4: obbligatorietà dell’utilizzo dei principi IAS a partire dal 1° gennaio 2005, per redigere i bilanci consolidati delle società quotate nella UE - Art. 3 e 6: applicazione dei principi IAS subordinata ad un positivo processo di omologazione da parte della Commissione europea - Art. 5: possibilità di estensione, lasciata agli Stati membri in via obbligatoria o facoltativa, della facoltà di applicazione dei principi IAS, anche ai bilanci di esercizio delle società quotate e ai bilanci consolidati e di esercizio delle altre società - Art. 9: previsione della possibilità, lasciata agli Stati membri, di posticipare l’obbligo di applicazione dei principi IAS al 1° gennaio 2007 per le società emittenti titoli di debito quotati e nel caso di applicazione di principi contabili riconosciuti internazionalmente (US GAAP) prima della pubblicazione del regolamento. 6

7 Il regolamento CE 1725/ : Pubblicazione sulla GUUE del Regolamento CE 1725/2002: Omologazione di 32 dei 34 principi contabili IAS e delle relative interpretazioni SIC (acronimo di Standing Interpretation Comittee) esistenti al : Pubblicazione sulla GUCE dei principi contabili adottati in sede UE oggetto di revisione o di nuova introduzione rispetto a quelli approvati con il regolamento CE 1725/

8 La situazione italiana La Legge Comunitaria per il 2003 (L. n. 306/2003) ed il correlato decreto di applicazione (D.Lgs. 38/2005) hanno esteso l’ambito di applicazione del Regolamento CE 1606/2002 ai soggetti e per i documenti di bilancio indicati nella tabella di seguito. 8

9 Adozione degli IAS-IFRS 9

10 Soggetti esclusi – art bis Le società, che non abbiano emesso titoli negoziati sui mercati regolamentati, possono redigere il bilancio in forma abbreviata quando, nel primo esercizio o, successivamente, per due esercizi consecutivi, non abbiano superato due dei seguenti limiti: 1) totale dell'attivo dello stato patrimoniale: (*) euro; 2) ricavi delle vendite e delle prestazioni: (*) euro; 3) dipendenti occupati in media durante l'esercizio: 50 unita'. Le società che redigono il bilancio in forma abbreviata devono predisporlo in forma ordinaria quando per il secondo esercizio consecutivo abbiano superato due dei limiti indicati nel primo comma 10

11 I principi IAS-IFRS applicabili Quadro sistematico (Framework) IAS 1: Presentazione del bilancio (rivisto nel 2003) SIC 18,29 IAS 2: Rimanenze (rivisto nel 2003) SIC 1 IAS 7: Rendiconto finanziario (rivisto nel 2003) IAS 8: Politiche contabili, cambiamenti di stime contabili ed errori (rivisto nel 2003) SIC 8,18 IAS 10: Fatti intervenuti dopo la data di riferimento del bilancio (rivisto nel 2003) IAS 11: Commesse a lungo termine (rivisto nel 2003) IAS 12: Imposte sul reddito (rivisto nel 2003) SIC 21,25 IAS 16: Immobili, impianti e macchinari (rivisto nel 2003) SIC 6,14,15,21,23,25 IAS 17: Leasing (rivisto nel 2003) SIC 15,27 IAS 18: Ricavi (rivisto nel 2003) SIC 31 IAS 19: Benefici per i dipendenti (rivisto nel 2003) IAS 20: Contabilizzazione dei contributi pubblici (rivisto nel 1994) SIC 10 IAS 21: Effetti delle variazioni dei cambi delle valute estere (rivisto nel 2003) SIC 7,11,19,30 IAS 23: Oneri finanziari (rivisto nel 2003) SIC 2 IAS 24: Informativa di bilancio sulle operazioni con parti correlate (rivisto nel 1994) IAS 26: Fondi di previdenza (rivisto nel 1994) IAS 27: Bilancio consolidato e e bilancio separato (rivisto nel 2003) SIC 12,33 IAS 28: Partecipazioni in imprese collegate (rivisto nel 2003) SIC 3,20 IAS 29: Informazioni contabili in economie iperinflazionate (rivisto nel 1994) IAS 31: Informazioni contabili sulle partecipazioni in joint ventures (rivisto nel 2003) SIC 3,13 11

12 I principi IAS-IFRS applicabili IAS 32: Strumenti finanziari: esposizione in bilancio e informazioni integrative (rivisto nel 2003) SIC 5, 16,17 IAS 33: Utili per azione (rivisto nel 2003) SIC 24 IAS 34: Bilanci intermedi (rivisto nel 2003) IAS 36: Riduzione durevole di valore delle attività (rivisto nel 2004) IAS 37: Accantonamenti, passività e attività potenziali (rivisto nel 2003) IAS 38: Attività immateriali (rivisto nel 2004) SIC 6,32 IAS 39: Strumenti finanziari: Rilevazione e valutazione (rivisto nel 2003) SIC 20,33 IAS 40: Investimenti immobiliari (rivisto nel 2003) IAS 41: Agricoltura (rivisto nel 2003) IFRS 1: prima applicazione degli IFRS (emesso giugno 2003) IFRS 2: pagamenti basati sulle azioni (emesso nel 2004) IFRS 3: Aggregazioni aziendali (emesso nel 2004) IFRS 4: Contratti di assicurazione (emesso nel 2004) IFRS 5: Attività non correnti destinate ad essere cedute o cessate (emesso nel 2004) IFRS 6: Costi di ricerca e valutazione di risorse minerarie (emesso nel 2004) IFRS 7: Strumenti finanziari: informativa di bilancio - sostituisce IAS 14 - (emesso nel 2005) IFRS 8: Informativa di settore – sostituisce IAS 14 – (emesso nel 2006) IFRS 9 : Strumenti finanziari - sostituisce IAS 39 – (emesso novembre 2009) IFRS 10 (bilancio consolidato), IFRS 11 (jointly arrangements), IFRS 12 (informativa sugli interessi in altre entità) – pubblicati nel maggio 2011 e in vigore dal 2013 IFRS 13 : Valutazione del fair value (in vigore dai bilanci che iniziano dal o dopo il 1 gennaio 2013) 12

13 Perché passare volontariamente agli IAS-IFRS? Comparabilità delle informazioni finanziarie; Progetti di quotazione futura o apertura del capitale a investitori istituzionali; Costruire rapporti con clienti, fornitori, istituti di credito internazionali; Decisioni di finanziamento; Presentare alcuni dati patrimoniali allineati al fair value; Migliorare la visibilità internazionale con possibilità di partnership e joint-ventures. Equivalenza con US GAAP e standard giapponesi 13

14 Principali novità E’ in corso di predisposizione – approvazione un progetto di Principi Contabili per le PMI Il Legislatore sta adeguando le regole nazionali cercando una convergenza verso gli IFRS: Adozione prospetto variazioni PN e rendiconto fin. Semplificazione schemi SP e CE Fair value obbligatorio per derivati Fair value facoltativo a strumenti finanziari e immobilizzazioni materiali Abrogazione del LIFO e del metodo della commessa completata Modifiche alla normativa fiscale Informativa sulle parti correlate 14

15 Alcuni aspetti critici Conflitto di competenze e poteri fra Stati Nazionali e IASB Rischio di non adeguarsi correttamente alle esigenze di tutti i Paesi Introduzione di alcuni concetti nuovi che richiedono diverso tempo prima di essere assimilati Applicazione “regionale” 15

16 L’adozione del modello IAS-IFRS Identificazione di una nuova finalità del bilancio stabilita dal framework IAS: dalla rappresentazione veritiera e corretta alla utilità del bilancio come strumento di supporto alle decisioni economiche degli utilizzatori (users); L’interesse si sposta dai soci (shareholders) ai soggetti titolari di interessi che confluiscono nell’azione (stakeholders). 16

17 Postulati di bilancio (IAS 1) 17 Accrual basis of accounting Going concern Materiality and aggregation Offsetting Accounting policies Consistency of presentation Comparative information Compliance with IAS Fair presentation

18 Principali novità introdotte dagli IFRS – Richieste informazioni di carattere gestionale (risk report, segment reporting); – Introduzione di nuovi criteri di valutazione (measurement); – Criteri precisi per determinare quando contabilizzare (recognition); – Volatilità del risultati e delle variazioni di patrimonio netto; – Diminuisce la possibilità di politiche di bilancio. 18

19 Informazioni discorsive Maggiore rilevanza delle informazioni discorsive di bilancio: alcuni principi IAS sono esclusivamente dedicati alle informazioni da indicare nelle note esplicative: -lo IAS 10 è relativo ai fatti accaduti dopo la fine dell’esercizio; -lo IAS 14 è relativo alle informazioni di carattere settoriale; -lo IAS 24 è relativo ai rapporti con parti correlate. 19

20 Fair value e costo storico t € Metodo del costo storico con ammortamento 0 Metodo del fair value Metodo del costo storico (senza amm.to)

21 FACOLTATIVO Immobili impianti e macchinari Investimenti immobiliari Attività immateriali OBBLIGATORIO Business combination Attività biologiche Attività immobilizzate da dismettere Attività finanziarie disponibili per la vendidita (AFS) Attività/passività finanziarie al fair value Gli IFRS consentono e impongono l’uso del fair value nelle valutazioni: Uso del fair value e volatilità del conto economico

22 La definizione di fair value è contenuta nell’IFRS 13 par. 9 Il fair value è il prezzo che si percepirebbe per la vendita di un’attività ovvero che si pagherebbe per il trasferimento di una passività in una regolare operazione tra operatori di mercato alla data di valutazione Il fair value è pressochè sempre determinabile, sebbene esso implichi l’utilizzazione di modelli o di altre tecniche di stima. Come si misura il fair value?

23 23 Una valutazione del fair value suppone che l’attività o passività venga scambiata in una regolare operazione tra operatori di mercato per la vendita dell’attività o il trasferimento della passività alla data di valutazione, alle correnti condizioni di mercato. Una valutazione del fair value suppone che l’operazione di vendita dell’attività o di trasferimento della passività abbia luogo: (a) nel mercato principale dell’attività o passività (b) in assenza di un mercato principale, nel mercato più vantaggioso per l’attività o passività

24 24 Salvo prova contraria, si presume che il mercato principale o il mercato più vantaggioso, in assenza di un mercato principale, sia il mercato in cui l’entità normalmente effettuerebbe un’operazione di vendita dell’attività o di trasferimento della passività. Il prezzo usato per misurare il fair value non va aggiustato dei costi diretti di vendita o trasferimento (costi relativi alla transazione), poiché questi costi non sono una caratteristica dell’attività o passività, ma della transazione. I costi relativi alla transazione non includono i costi di trasporto. Se invece l’ubicazione è una caratteristica dell’attività (es: attività non finanziaria come cotone o petrolio) allora il prezzo nel mercato principale (o più vantaggioso) viene aggiustato dei costi che si sosterrebbero per trasportare l’attività al mercato.

25 Un’entità deve utilizzare tecniche di valutazione adatte alle circostanze e per le quali siano disponibili dati sufficienti per valutare il fair value, massimizzando l’utilizzo di input osservabili rilevanti e riducendo al minimo l’utilizzo di input non osservabili. Market approach Usa prezzi ed altre informazioni rilevanti generate da transazioni di mercato relative ad attività e passività identiche o comparabili (Prezzi quotati in mercati attivi per attività e passività identiche). Income approach Converte proiezioni di importi futuri (cioè flussi di cassa netti o differenze tra ricavi e costi) ad un singolo ammontare scontato. Cost approach Riflette l’ammontare che si dovrebbe pagare al momento per rimpiazzare l’attività (costo corrente di rimpiazzo). Tecniche di valutazione del fair value

26 Page 26 Mercato attivo – prezzi quotati Prezzi delle più recenti transazioni Market comparisons – transazioni in simili beni Sector benchmarks Discounted cash flow approach Market Approach Income Approach Gerarchia nella scelta del fair value

27 Page 27 NO Sono disponibili dati di transazioni simili nel mercato per attività comparabili? Sono disponibili dati di transazioni simili nel mercato per attività comparabili? L’attività genera cassa? L’attività genera cassa? I cash flows attribuibili all’attività possono essere stimati direttamente e separatamente? I cash flows attribuibili all’attività possono essere stimati direttamente e separatamente? Utilizzare il Market Approach Utilizzare il Market Approach Applicare il Cost Approach (se il costo di sostituzione può essere capitalizzato oppure ilCost Savings Method (in caso contrario) Applicare il Cost Approach (se il costo di sostituzione può essere capitalizzato oppure ilCost Savings Method (in caso contrario) Applicare Income Approach Direct Methods Applicare Income Approach Direct Methods Applicare Income Approach Indirect or Residual Methods Applicare Income Approach Indirect or Residual Methods SI Come selezionare il più appropriato metodo di valutazione?

28 I PRINCIPI CONTABILI INTERNAZIONALI IAS/IFRS Schemi di bilancio

29 IAS 1, § 8 – I documenti di bilancio Stato patrimoniale; Conto dei profitti e delle perdite; Prospetto delle movimentazioni del patrimonio netto; Rendiconto finanziario; Note esplicative in merito alle politiche contabili adottate e alle informazioni supplementari richieste dagli altri principi IAS. 29

30 I documenti accompagnatori La Relazione sulla Gestione deve essere redatta dagli amministratori e deve contenere commenti e spiegazioni in merito alla situazione della società, all’andamento della gestione nel suo complesso e nei vari settori in cui a operato; La Relazione dei Sindaci deve essere redatta dal collegio sindacale in merito all’osservanza della legge, dell’atto costitutivo e dell’amministrazione della società; La Relazione della Società di Revisione, se obbligatoria, viene rilasciata dalla società di revisione a ciò incaricata, ed ha la funzione di attestare la correttezza del bilancio. 30

31 Struttura e contenuto dello Stato patrimoniale Lo IAS 1 non prescrive una struttura specifica per lo stato patrimoniale, con eccezione di alcuni informazioni minime. Struttura basata sulla distinzione fra attività e passività correnti/non correnti Distinzione delle attività e delle passività in base all’appartenenza al ciclo operativo aziendale (tempo medio intercorrente fra l’acquisto dei fattori produttivi e l’incasso delle dei ricavi di vendita), al criterio di liquidità-esigibilità se più significativo o al criterio del periodo amministrativo annuale. 31

32 Stato Patrimoniale 32 Attivo Attività non correnti Immobili, impianti e macchinari Investimenti immobiliari Avviamento e attività immateriali a vita non definita Altre attività immateriali Partecipazioni Altre attività finanziarie Imposte differite attive Attività correnti Crediti commerciali e altri Rimanenze Lavori in corso su ordinazione Attività finanziarie correnti Disponibilità liquide Attività cessate/destinate ad essere cedute Passivo Patrimonio netto Capitale emesso Riserve Utili (perdite) d’esercizio Utili (perdite) portate a nuovo Passività non correnti Passività finanziarie non correnti TFR e altri fondi relativi al personale Fondo imposte differite Fondo per rischi e oneri futuri Debiti vari e altre passività non correnti Passività correnti Passività finanziare correnti Debiti commerciali Debiti per imposte Debiti vari e altre passività correnti Passività correlate ad attività cessate / destinate ad essere cessate

33 Osservazioni sulla struttura dello Stato patrimoniale Presenza di cross-references alle note esplicative Suddivisione attività e delle passività fra correnti e non correnti Evidenziazione fiscalità differita fra le poste non correnti Comparazione con la stessa voce dell’esercizio precedente e dati in migliaia di € Specificazione di voci o di dettagli rispetto allo schema di base se utile per rappresentare l’operatività aziendale 33

34 Voci classificate in modo diverso – Crediti verso soci per versamenti ancora dovuti  riduzione capitale sociale – Azioni proprie (IAS 32) Valore nominale  riduzione capitale sociale Premio o sconto  riduzione altre riserve – Costi per aumenti di capitale sociale  riduzione del capitale sociale – Lavori in corso su ordinazione  rimanenze o crediti (IAS 11) – Titoli a reddito fisso con scadenza inferiore ai 90 giorni  Disponibilità liquide ed equivalenti (IAS 7) – Conti d’ordine  non esplicitamente previsti dagli IAS/IFRS, info in nota – Ratei e risconti  non espressamente previsti, riclassificati tra crediti/debiti 34

35 Struttura e contenuto del Conto Economico Opzione fra due strutture scalari a seconda del tipo di impresa e di fattori storici e di settore, anche per il conto economico esiste un contenuto minimo. Conto economico con classificazione dei costi per natura Conto economico con classificazione dei costi per destinazione cioè tramite allocazione dei costi all’interno dei processi aziendali in cui le risorse sono utilizzate (ad es. costi del venduto, costi amministrativi, costi commerciali): obbligo in questo caso di dare informazioni di riconciliazione sulla natura dei costi Eliminazione (IAS 1 revised) dell’area dei componenti straordinari in quanto originati dalla normale attività di gestione del rischio dell’impresa e fonte di classificazioni arbitrarie (IAS 1, BC 14-18). Variazione rimanenze lavori in corso su ordinazione  direttamente nella voce ricavi (IAS 11) 35

36 per natura …per destinazione … Ricavi Altri ricavi operativi Variazioni delle scorte di prodotto finito e semilavorati Consumo di materie prime e materiali di consumo Costi del personale Ammortamenti e variaz. di valore attività non correnti Altre spese operative Reddito operativo Ricavi Costo del venduto Margine Lordo Industriale Altri ricavi operativi Costi di distribuzione Spese amministrative Altri costi operativi Reddito operativo Conto economico 36

37 Esempio di conto economico IFRS compliant 37

38 Osservazioni sulla struttura del conto economico Presenza di cross-references alle note esplicative; Comparazione con la stessa voce dell’esercizio precedente e dati in migliaia di € ; Evidenziazione delle discontinued operations; Evidenziazione di ulteriori voci di dettaglio; Evidenziazione interessi di minoranza; Evidenziazione degli utili per azione. 38

39 Conto economico complessivo (SoRIE) La presentazione del SoRIE (Statement of recognised income and expense) risulta obbligatoria quando si è adottata l’opzione concessa dallo IAS 19 di imputare a patrimonio netto utili e perdite attuariali. Il Conto economico complessivo evidenzia alcune tipologie di costi o ricavi che sono contabilizzati direttamente a PN e permette, quindi di valutare la reale performance aziendale. 39

40 Page 40 IAS 1 – Presentazione del Bilancio Conto Economico complessivo Il conto economico complessivo può essere presentato: in un unico prospetto di conto economico complessivo, o in due prospetti: un prospetto che mostra le componenti dell’utile (perdita) d’esercizio (conto economico separato) e un secondo prospetto che inizia dall’utile (perdita) d’esercizio e mostra le voci del prospetto delle altre componenti di conto economico complessivo (prospetto di conto economico complessivo).

41 Page 41 Other comprehensive income Valutazioni immobilizzazioni con revaluation model Differenze di traduzione di bilanci si gestioni estere (in consolidato) Utile/perdite attuariali a PN Valutazione investimenti netti in gestione estera Cambiamento nei FAIR VALUE – Valutazione strumenti finanziari AFS (Riserva AFS) – Valutazione costo rivalutato immob. Materiali e immateriali Cash flow hedges Quote dei comprehensive income delle collegate

42 Rendiconto finanziario (IAS 7) La risorsa di riferimento è costituita dal “cash and equivalents”. Obbligo di indicazione separata di interessi e dividendi pagati/incassati, imposte dirette, acquisizioni e cessioni di rami aziendali. Lo IAS 7 non tratta la metodologia contabile per la redazione del rendiconto finanziario: è possibile utilizzare il metodo diretto (incoraggiato dallo IAS 7) o il metodo indiretto. 42

43 Flussi per attività L’impresa deve presentare i flussi finanziari della sua attività operativa, di investimento e finanziaria. La classificazione dei flussi finanziari per attività deve essere fatta tenuto conto dell’attività dell’impresa. Una singola operazione può comprendere flussi finanziari diversamente classificati (es. nel rimborso di un prestito, il capitale può rientrare nell’attività finanziaria, l’interesse in quella operativa). 43

44 Flussi per attività operative Il cash flow generato dall’attività operativa è indicatore della capacità dell’impresa di generare flussi sufficienti a rimborsare prestiti, mantenere la capacità operativa, pagare i dividendi, senza ricorrere a fonti esterne di finanziamento. I flussi finanziari generati dall’attività operativa derivano principalmente da: – Incassi da vendita di prodotti o da prestazione di servizi – Incassi da royalties, compensi, commissioni, altri ricavi – Pagamenti o rimborsi di imposte sul reddito 44

45 Flussi per attività di investimento Il cash flow generato dall’attività di investimenti rappresenta la misura in cui i costi sono stati sostenuti per acquisire risorse destinate a produrre futuri proventi e flussi finanziari Ad esempio: – Pagamenti per acquistare beni immobilizzati – Entrate dalla vendita di beni immobilizzati – Pagamenti e incassi per l’acquisizione di strumenti rappresentativi di capitale – Anticipazioni e prestiti fatti a terzi (e relativi incassi) 45

46 Flussi per attività finanziaria Esempi: – Incassi e pagamenti derivanti dall’emissione di azioni, altri strumenti rappresentativi di capitale, obbligazioni, prestiti, cambiali, titoli a reddito fisso, mutui e altri – Finanziamenti a breve o a lungo termine – Pagamenti da parte del locatario per la riduzione di passività esistenti relative ad un leasing finanziario – pagamenti agli azionisti per acquistare o liberare azioni della società 46

47 Modello di rendiconto finanziario IFRS compliant – metodo diretto 47

48 Modello di rendiconto finanziario IFRS compliant – metodo indiretto 48

49 Il prospetto delle variazioni del patrimonio netto (IAS 1) Notevole importanza di questo prospetto nel modello IAS-IFRS in quanto contenente informazioni su: –le variazioni del patrimonio netto iniziale e finale dell’esercizio derivanti dall’effetto sul PN di cambiamenti di principi contabili o di correzioni di errori di contabilizzazione (IAS 8 revised); –le variazioni del patrimonio netto iniziale e finale diverse dai rapporti di finanziamento con gli azionisti che non sono state imputate a conto economico (molto più rilevanti nel sistema IAS- IFRS per la presenza di variazioni di valore dei beni per le fluttuazioni nel fair value quando le stesse sono imputate direttamente a PN). 49

50 Mezzi propri Capitale sociale RiserveUtile Importo iniziale al es. n Importo finale al es. n+1 Variazioni intervenute nell’esercizio Prospetto delle variazioni del patrimonio netto IFRS compliant 50

51 Note esplicative Per quanto attiene ai principi contabili si statuisce quanto segue: – devono essere indicati i cambiamenti aventi a oggetto principi contabili – devono essere apportate eventuali correzioni di errori solo a fronte di specifici casi rettificando il saldo degli utili – devono essere indicate e motivate le variazioni di stime contabili Con riferimento alle note esplicative, si distinguono in: – Obbligatorie – aggiuntive 51

52 Note esplicative obbligatorie Redazione del bilancio in aderenza agli IAS/IFRS Principi contabili utilizzati Informazioni a supporto di voci inserite in S.P., C.E., R.F, e prospetto variazioni del patrimonio Passività potenziali e impegni contrattuali assunti ma non registrati Informazioni di carattere finanziario (es.: obiettivi e politiche di rischio finanziario) Dividendi proposti o dichiarati prima dell’approvazione del bilancio su azioni ordinarie e privilegiate 52

53 Note esplicative aggiuntive Descrizione delle principali attività esercitate Individuazione delle eventuali società controllanti e holding Numero di dipendenti di fine periodo e medi di periodo Domicilio legale e fiscale Forma giuridica 53

54 PRINCIPI CONTABILI INTERNAZIONALI IAS/IFRS La transizione agli Ias/Ifrs

55 Il processo di transizione Abbandonare i vecchi principi contabili per adottarne di nuovi è un passaggio oneroso ed impegnativo: – Differenze nei criteri di valutazione – Difficoltà di misurazione di attività e passività – Scelta dei criteri di valutazione – Implicazioni gestionali e fiscali. 55

56 Principali effetti della transizione agli IAS/IFRS Variazione degli indici di bilancio (es. Ebit, Ebitda, ROI, ROE, margini operativi) anche in funzione della scelta dei principi di valutazione fra quelli alternativi consentiti dagli IAS. Adattamento dei sistemi informativi, di budgeting e di controllo di gestione (soprattutto in presenza di Gruppi) per raccogliere tutte le informazioni richieste per un bilancio IAS compliant. 56

57 Processo di transizione Opportuno predisporre un’analisi preliminare sui principi contabili adottati per conoscere: – Metodi di valutazione e modalità applicative – Regole di presentazione delle informazioni – Operazioni correnti e meno frequenti – Trattamento delle operazioni straordinarie – Principi contabili delle controllate estere – Principi IAS/IFRS in vigore 57

58 Processo di transizione Successivamente è necessario redigere una sintesi delle divergenze: – Cambiamenti obbligatori di metodi di valutazione e di presentazione (divergenze generali e specifiche) – Cambiamenti potenziali E’ quindi necessario riscrivere il manuale di gruppo con i principi e le opzioni contabili che il gruppo ha deciso di adottare. 58

59 La data di transizione Per le società che vogliono passare agli IFRS la data del primo bilancio IAS/IFRS può essere il 31 dicembre Per data di transizione si intende invece la data di apertura del bilancio comparativo. Per le società quotate la data di transizione potrebbe essere il 1 gennaio La data di transizione deve garantire la coerenza di presentazione dei dati comparativi economici e patrimoniali. 59

60 FTA (First Time Adoption) Documento che comprende: Alla data di transizione: lo stato patrimoniale di apertura alla data di transizione (es. 1/01/2010) Alla prima chiusura: lo Stato Patrimoniale alla data di chiusura (es. 31/12/2010); il Conto Economico ed il Rendiconto Finanziario relativi all’esercizio in questione e le Movimentazioni del PN alla data di chiusura dell’esercizio (es. 31/12/2010) 60

61 FTA (First Time Adoption) Inoltre prevede alcune brevi Note Esplicative che spiegano i criteri contabili prescelti, nonché le motivazioni e gli effetti di ogni rettifica e/o riclassifica in termini patrimoniali (al 01/01/2010 e al 31/12/2010), economici e finanziari. 61

62 FTA (First Time Adoption) Tale documento viene adottato dal Consiglio di Amministrazione ed approvato dall’Assemblea come allegato alle note esplicative del primo bilancio IFRS compliant ( es.31/12/2011). 62

63 FTA (First Time Adoption) In quanto parte integrante del bilancio, sarà oggetto di revisione contabile. A partire da tale data il processo di transizione è completato e non è più reversibile. La società sarà obbligata a presentare ogni anno il bilancio (individuale e consolidato) secondo gli IFRS, mentre le altre società del Gruppo avranno la facoltà di adottare gli IFRS, ma non l’obbligo. 63

64 Criteri di valutazione Il primo bilancio IAS/IFRS viene redatto utilizzando i criteri di valutazione conformi ai principi contabili internazionali in vigore alla data di bilancio. Dichiarazione degli amministratori di piena conformità a tutti gli IAS/IFRS in vigore. Possibilità di scelta fra criteri di valutazione alternativi – dovranno essere mantenuti nel tempo. 64

65 Applicazione retrospettiva Per l’IFRS 1 occorre garantire la comparabilità fra il bilancio di una società che per la prima volta adotta gli IAS con quello di una società che li adotta da sempre. Approccio retrospettivo teoricamente condivisibile, ma difficilmente applicabile. Sono state pertanto introdotte alcune facilitazioni (esenzioni ed eccezioni). 65

66 Lo Stato Patrimoniale di Apertura Redatto alla data di transizione: – Comprende tutte le attività e le passività previste dagli IAS/IFRS – Esclude le attività e le passività non ammesse dagli IAS/IFRS – Valuta e riclassifica tutte le attività e le passività secondo gli IAS/IFRS. Le rettifiche risultanti dalla prima applicazione degli IFRS vengono registrate come utili non distribuiti in una riserva di Patrimonio Netto. 66

67 Iscrizione di attività non previste dai Principi Italiani Alcuni costi rilevati in precedenza secondo i Principi Italiani devono (o possono) essere considerati delle attività per gli IFRS: è quindi necessaria la loro iscrizione nel PN di apertura. Alcune operazioni che non erano esposte nei bilanci come attività devono esserlo (es. derivati attivi) Alcune attività riconosciute dai Principi Italiani non lo sono per gli IAS/IFRS (sono costi). 67

68 Iscrizione di passività non previste dai Principi Italiani Alcuni ricavi rilevati come tali secondo i Principi Italiani devono invece essere differiti e considerati delle passività per gli IAS/IFRS Alcune operazioni che non erano esposte nei bilanci come passività devono esserlo (es. derivati passivi) 68

69 Storni più ricorrenti Costi di impianto ed ampliamento Costi di pubblicità capitalizzati Costi di start-up Costi per creazione siti internet Fondi ammortamento eccedenti (se non si applica la facilitazione facoltativa) Fondi rischi che non rappresentano obbligazioni alla data di transizione Ricalcolo del TFR Perdita di valore dell’avviamento 69

70 Riclassificazioni più ricorrenti Alcuni debiti nel PN (es. prestiti obbligazionari convertibili) Classificazione attività e passività fra correnti e non correnti Azioni proprie da attività a riduzione del PN Separazione degli investimenti immobiliari Riclassificazione /storno delle migliorie su beni terzi 70

71 Rimisurazione delle attività e delle passività Stima del valore residuo delle attività materiali ed immateriali Riesame della vita utile dei cespiti e delle attività immateriali Impairment test dell’avviamento Ricalcolo TFR Valutazione crediti e debiti commerciali (attualizzazione) Attività e passività finanziarie (IAS 32, 39) 71

72 Facilitazioni concesse dall’IFRS 1 Può accadere che alcune operazioni effettuate diversi anni prima della data di predisposizione del primo bilancio IAS debbano essere riconsiderate. Ad esempio, il valore di un immobile, ammortizzato al 3% e non in base alla sua vita utile economico- tecnica, dovrà essere rettificato per essere coerente con lo IAS

73 Facilitazioni concesse dall’IFRS 1 L’IFRS 1 fa salvo l’approccio retrospettivo, prevedendo un approccio alternativo e semplificato, consentendo e, a volte, imponendo di non applicare retrospettivamente tutti i principi contabili internazionali alle operazioni effettuate prima della data di transizione. 73

74 Principali esenzioni facoltative Business combination Fair value o rideterminazione del valore come sostituto del costo Benefici per i dipendenti Differenze cumulative di conversione Strumenti finanziari composti Attività e passività di controllate, collegate e Joint ventures Data di transizione per collegate, controllate e JV 74

75 Esenzioni obbligatorie Cancellazione di attività e passività finanziarie Contabilizzazione delle operazioni di copertura Stime Attività classificate “destinate alla dismissione” 75

76 Cancellazione di attività o passività finanziaria Se sono state cancellate attività o passività finanziarie in base ai precedenti principi, esse non devono essere rilevate in base agli IAS (es. cessioni di crediti, cartolarizzazioni). Devono tuttavia essere rilevati tutti i derivati, gli altri diritti e obbligazioni che restano in capo alla società e consolidate tutte le partecipazioni in società cessionarie. 76

77 Stime L’IFRS 1 proibisce l’utilizzo del giudizio a posteriori per correggere stime effettuate in base a principi contabili precedentemente utilizzati, a meno che non esista prova oggettiva di errore. Un’azienda deve rettificare le stime effettuate in base a principi contabili precedenti solo qualora la base di calcolo non sia conforme agli IAS/IFRS. Le stime non richieste dai principi precedenti devono riflettere la situazione esistente alla data di conversione. 77

78 Stime - esempi Un fondo accantonato per un contenzioso non deve essere modificato se nel frattempo l’azienda è venuta a conoscenza dell’esito del contenzioso. Una passività per lo smantellamento di un impianto non attualizzata secondo i precedenti principi, deve essere riesposta al valore attuale netto. 78

79 Attività destinate alla dismissione La separata classificazione ed esposizione delle attività held for sale deve essere effettuata a partire dalla data di transizione, senza tener conto delle intenzioni e delle decisioni del management nei periodi precedenti. 79

80 Società controllate Sono previste alcune semplificazioni quando la controllata ha predisposto i dati per la capogruppo secondo gli IFRS ma non ha redatto un bilancio completo secondo IFRS. – La regola prevede che la controllata che predisponga successivamente un bilancio IFRS debba effettuare tutto il processo di transizione – Nel caso il bilancio redatto differisca dai dati contabili inviati in precedenza, vi è la facoltà di non ripresentare tali nuove valutazioni alla capogruppo se la controllata è interamente posseduta o se vi è il consenso dei soci di minoranza 80

81 Esenzione - Aggregazioni aziendali L’impresa può scegliere di non applicare l’IFRS 3 alle aggregazioni aziendali avvenute prima della data di transizione. Tuttavia, se l’impresa ridetermina la contabilizzazione di una aggregazione aziendale secondo l’IFRS 3, è obbligata a rideterminare i valori di tutte le successive aggregazioni aziendali. 81

82 Aggregazioni aziendali Quando si applica l’esenzione relativa alle business combination: – La classificazione dell’aggregazione resta quella relativa alle regole italiane – Le attività e le passività acquisite nell’aggregazione aziendale vengono rilevate nello Stato Patrimoniale di apertura, a meno che gli IFRS non ne proibiscano il riconoscimento. – Il costo presunto per gli IFRS è il valore di bilancio che attività e passività avevano secondo i precedenti principi contabili. 82

83 Rettifiche all’avviamento Il valore dell’avviamento va sottoposto a impairment test alla data di conversione. Possono essere necessarie ulteriori rettifiche all’avviamento nonostante l’esenzione: – Immobilizzazioni immateriali rilevate per la prima volta in conformità agli IFRS – Immobilizzazioni immateriali rilevate in base ai precedenti principi contabili – Rettifiche richieste dagli IFRS per corrispettivi legati ad eventi futuri. 83

84 Rettifiche all’avviamento L’IFRS 3 stabilisce tuttavia che non si deve rettificare il valore contabile dell’avviamento per: – Escludere attività di ricerca e sviluppo in corso – Rettificare il precedente ammortamento dell’avviamento Sull’avviamento non si iscrivono imposte differite né quote di terzi. 84

85 Fair value o rideterminazione del valore come sostituto del costo Nei processi di transizione può accadere che, in alcuni casi, la ricostruzione del costo di talune attività, in aderenza agli IAS, possa essere di difficile applicazione. In questi casi l’IFRS 1 consente alcune facilitazioni facoltative. Il sostituto del costo (deemed cost) è un valore che l’IFRS 1 considera accettabile per l’iscrizione nello stato patrimoniale di apertura delle attività materiali ed immateriali. Il costo stimato è il fair value alla data di transizione oppure il valore secondo i precedenti principi. 85

86 Fair value o rideterminazione del valore come sostituto del costo Per le immobilizzazioni materiali: – Utilizzare il costo in conformità agli Ifrs – Utilizzare come costo presunto il valore corrente alla data di conversione – Utilizzare come costo presunto una rivalutazione effettuata in data precedente E’ possibile scegliere a quali singole immobilizzazioni applicare l’esenzione e anche utilizzare criteri differenti per la determinazione del deemed cost. 86

87 Valutazioni successive delle attività rideterminate E’ ammesso che sia adottato il fair value come sostituto del costo per una classe di attività e poi il criterio scelto sia quello del costo ammortizzato. I successivi ammortamenti si calcolano sul deemed cost. 87

88 I benefici per i dipendenti Secondo l’approccio retrospettivo, l’impresa dovrebbe determinare le perdite e gli utili attuariali sul TFR per ogni anno a partire dalla data di inizio del piano per ciascun dipendente. Il calcolo sarebbe troppo dispendioso e complicato. L’approccio prospettico (semplificato) consente di rilevare utili e perdite attuariali a partire dalla data di transizione. 88

89 Differenze cumulative di conversione L’applicazione retrospettiva dello IAS 21potrebbe richiedere a un’azienda di determinare le differenze da conversione cambi in conformità agli IAS alla data in cui una controllata è stata acquisita o fondata. Ai fini del consolidato, quando si effettua la conversione di un bilancio in moneta diversa, le differenze di conversione devono essere classificate come componente separata del PN. Se ci si avvale dell’esenzione le differenze cumulative di conversione per tutte le gestioni detenute all’estero possono essere ritenute pari a zero alla data di transizione. 89

90 Differenze cumulative di conversione L’applicazione retrospettiva dello IAS 21potrebbe richiedere a un’azienda di determinare le differenze da conversione cambi in conformità agli IAS alla data in cui una controllata è stata acquisita o fondata. Ai fini del consolidato, quando si effettua la conversione di un bilancio in moneta diversa, le differenze di conversione devono essere classificate come componente separata del PN. Se ci si avvale dell’esenzione le differenze cumulative di conversione per tutte le gestioni detenute all’estero possono essere ritenute pari a zero alla data di transizione. 90

91 Le principali tappe della transizione FASE PRELIMINARE: Costituzione del gruppo di lavoro; Sensibilizzazione del top management; Identificazione e scelta dei partner. 91

92 Le principali tappe della transizione L’ANALISI: Corsi di formazione interni; Ruolo del consulente; L’intervento degli specialisti d’area: – Attuari – Periti immobiliari – Analisti finanziari 92

93 Le principali tappe della transizione L’IMPLEMENTAZIONE: La contabilità: il nuovo piano dei conti; I sistemi informativi: le scelte tecniche possibili e la soluzione adottata; Le altre aree aziendali; Il raccordo con le unità estere: analisi delle problematiche locali, informazioni e formazione, il manuale contabile di Gruppo. 93

94 I PRINCIPI CONTABILI INTERNAZIONALI IAS/IFRS IAS 16 – Le immobilizzazioni materiali

95 Le immobilizzazioni materiali Fonti normative Fonti IASB: Ias 16 – Immobili, impianti e macchinari; Ias 17 – Leasing; Ias 23 – Oneri finanziari; Ias 36 – Impairment Test; Ias 40 – Investimenti immobiliari; Ifrs 5 – Attività non correnti destinate alla vendita; Ias 20 – Contributi in conto impianti. Fonti OIC: OIC 16 – Immobilizzazioni Materiali; OIC – Guida per la transizione ai principi contabili internazionali. 95

96 Confronto tra IAS 16 e principi italiani Principali similitudini Definizione; Ammortamento; Approccio per componenti; Rilevazione iniziale; Contributi in conto impianti (trattati IAS 20); Le perdite di valore (impairment test). 96

97 Principali differenze Classificazione; Capitalizzazione oneri finanziari (trattati IAS 23); Manutenzioni e riparazioni; Migliorie su beni di terzi; Stima iniziale costi di smantellamento; Valutazione successiva alla valutazione iniziale; Investimenti immobiliari (trattato IAS 40); Leasing (trattato IAS 17). Confronto tra IAS 16 e principi italiani 97

98 1.Definizione Immobili, impianti e macchinari sono beni tangibili che: sono posseduti per essere utilizzati nella produzione o nella fornitura di beni o servizi, per affittarli ad altri, o per scopi amministrativi; ci si attende che siano utilizzati per più di un esercizio. La definizione sopra riportata (IAS 16) non si discosta, nella sostanza, da quella fornita dell’OIC 16. I beni non destinati all’impiego nel ciclo produttivo sono trattati dall’IFRS 5 e dal IAS

99 2.Ammortamento

100 L’ammortamento è la sistematica ripartizione del valore ammortizzato di un bene sugli esercizi nei quali dispiega la propria utilità. Considerare: Valore ammortizzabile Valore residuo Periodo d’ammortamento Vita utile Metodo di ammortamento 100

101 2.Ammortamento Casi particolari  IAS 16 prevede che i terreni relativi alle cave ed alle discariche siano ammortizzati in quanto il loro uso è limitato nel tempo.  Pezzi ricambio: se rilevanti e stand by equipment sono da ammortizzare con vita utile pari alla minore tra vita dell’impianto e vita del ricambio. 101

102 3.Approccio per componenti

103 Lo IAS 16 (par. 43) prevede che componenti di un cespite “complesso”, con un costo rilevante in rapporto al costo del complesso deve essere ammortizzata distintamente. Si tratta del c.d. component approach. In Italia tale suddivisione, nella pratica, è sempre stata nel passato di scarso impiego per l’abitudine (non sarà più così) di usare il criterio fiscale. 103

104 3.Approccio per componenti Caso tipico: scissione terreno da immobile. Acquisto nel 2002 di immobile cielo – terra. Costo €. Ammortamento 5%. All’01/01/2004 si passa agli IAS-IFRS; la perizia stabilisce che terreno vale 20% dell’immobile. Ammortamento compiuto = Terreno € (amm.to 200 €), fabbricato € (amm.to 800 €) Terreno a Fabbricati F.do amm. a Riserva Ias

105 4.Rilevazione iniziale

106 Rilevazione iniziale “ COSTO ” a) Acquisto da terzi; a) Produzione interna; b) Aggregazioni aziendali; c) Permuta 106

107 4.Rilevazione iniziale Determinazione costo: simile a OIC 16 (salvo costi rimozione) Prezzo d’acquisto al netto di sconti e abbuoni; + dazi all’importazione e tasse non recuperabili; + costi direttamente per la messa in funzionamento (es. trasporto; installazione; assemblaggio; collaudo; onorari professionali; ecc…); + eventuali oneri finanziari; + costi di rimozione e bonifica. Non sono capitalizzabili i costi di riorganizzazione e le perdite operative iniziali e i costi di addestramento. a)Acquisto da terzi 107

108 4.Rilevazione iniziale In caso di costruzione interna, si applicano le stesse regole previste per la determinazione del costo di produzione. Se l’azienda produce normalmente per la vendita beni simili si utilizzerà quale valore il costo di produzione. Il costo del cespite prodotto internamente sarà quindi composto da: manodopera diretta, materie prime, centri di utilities, prestazioni indirette interne; oneri finanziari (secondo lo IAS 23). Non sono capitalizzati eventuali “sprechi” di materie prime e lavoro. b)Produzione interna 108

109 4.Rilevazione iniziale Il Costo dei beni acquisiti all’interno di un’operazione di aggregazione aziendale (ved. IFRS 3 – Business Combinations) deve essere determinato come il loro fair value (valore equo) al momento dell’operazione, al lordo dell’effetto della fiscalità differita. c)Acquisizione tramite aggregazione 109

110 4.Rilevazione iniziale Se la permuta ha natura sostanzialmente non commerciale non deve essere rilevata nessuna plus-minusvalenza. Il nuovo bene entra con il valore del bene ceduto. Se la permuta ha (secondo il par. 25 dello IAS 16) natura sostanzialmente commerciale si deve procedere ad iscrivere la nuova attività al costo determinato come il suo fair value (valore equo). Qualora quest’ultimo non sia affidabilmente quantificabile si procederà a iscrivere l’attività al valore contabile già attribuito all’attività ceduta. d)Acquisizione permuta 110

111 5.Contributi in conto capitale (trattato IAS 20)

112 5.Contributi in conto impianti (trattato dallo IAS 20) Contributi in conto capitale = condizionati ad acquisizione attività immobilizzate. Imputati, se certi nell’ottenimento, come provento e riscontati in base alla vita utile residua del cespite cui sono legati o a diretta diminuzione del valore del bene a cui si riferiscono. Se non riguardassero specifici cespiti vanno imputati come proventi tutti nell’anno in cui sono esigibili. 112

113 6.Le perdite di valore

114 Un’attività capitalizzata non può avere un valore contabile superiore al suo valore recuperabile altrimenti deve essere svalutata (IAS 36). Analizzato concetto di impairment test nella trattazione dello IAS

115 7.Classificazione

116 A differenza dell’OIC 16 (influenzato dal Codice Civile), lo IAS 16 non prevede una rigida classificazione. I principali vincoli sono: separare i terreni dagli immobili; Separare i beni valutati al costo da quelli valutati al fair value. 116

117 8.Capitalizzazione oneri finanziari (trattato IAS 23)

118 Lo IAS 23 prevede che qualora per l’entrata in funzione del cespite, sia necessario un periodo rilevante, è consentito procedere alla capitalizzazione dei relativi oneri finanziari. Sono capitalizzabili solo gli oneri direttamente imputabili all’acquisizione dell’immobilizzazione. Qualora non sia contratto un finanziamento specifico, sono capitalizzabili gli oneri che non sarebbero stati sostenuti se non avesse avuto luogo l’acquisizione dell’attività (differenza norma nazionale che richiede relazione specifica). Da data esborso fino a quando il bene è disponibile per l’uso. Se si adotta tale metodo, va fatto per tutte le immobilizzazioni. 118

119 8.Capitalizzazione oneri finanziari (trattato IAS 23) La capitalizzazione degli oneri finanziari può iniziare quando: le spese d’acquisto dell’attività sono state sostenute; gli oneri finanziari sono stati sostenuti; le attività necessarie per l’entrata in funzione del bene sono iniziate. Non appena l’immobilizzazione in questione è pronta per l’entrata in funzione deve cessare la capitalizzazione degli oneri finanziari. Se si decide di capitalizzare gli oneri finanziari tale trattamento deve essere impiegato per tutti i beni aventi caratteristiche similari e non applicato discrezionalmente. 119

120 ESEMPIO - SEMESTRALE 2005 ENI Diverso criterio di imputazione alle attività materiali e immateriali degli oneri finanziari. Secondo i principi contabili italiani gli oneri finanziari sono iscritti alle attività materiali e immateriali limitatamente alla parte non coperta dall’autofinanziamento, dall’apporto di mezzi propri ovvero da contributi di terzi. Gli IFRS quando è necessario un rilevante periodo di tempo affinché il bene sia pronto all’uso, consentono l’imputazione alle attività materiali ed immateriali degli oneri finanziari sostenuti che si sarebbero potuti risparmiare se l’investimento non fosse stato fatto. L’applicazione del principio ha determinato la rettifica in aumento delle immobilizzazioni materiali di 615 milioni di euro in contropartita al patrimonio Netto (394 milioni di euro) e alle passività per imposte differite (221 milioni di euro). 8.Capitalizzazione oneri finanziari (trattato IAS 23) 120

121 9.Manutenzioni e riparazioni

122 Qualora vi sia un incremento dei benefici economici futuri generati dal bene è consentita la capitalizzazione dei costi di manutenzione. Non è prevista la possibilità di costituire fondi per le manutenzioni cicliche (IAS 37). Semmai essi sono capitalizzati a sé e ammortizzati sul ciclo di manutenzione. Se si procede alla capitalizzazione di una parte di un’immobilizzazione che viene sostituita il valore contabile dalla parte che è stata sostituita deve essere eliminato. I costi di manutenzione su base regolare sono imputati alla parte di cespite cui competono. 122

123 Esempio Acquistato impianto termico dal valore di €, vita 10 anni. Comprende una caldaia dal fair value di € che richiede ogni due anni una manutenzione dal costo di 800 €. Component approach I – = impianto, ammortizzato in 10 anni. II.Dal costo della caldaia si deve sottrarre il costo implicito della manutenzione regolare – 800 = caldaia, ammortizzata in dieci anni. III.Costo manutenzione caldaia = 800, ammortizzato in 2 anni, rilevato a sé tra le immobilizzazioni materiali. 9.Manutenzioni e riparazioni 123

124 10.Migliorie su beni di terzi

125 Contrariamente a quanto normalmente accade in Italia (ved. OIC 24 immobilizzazioni immateriali), secondo lo IAS 16 tali costi sono ricompresi tra le immobilizzazioni materiali. Semestrale Benetton 2005 Migliorie su beni di terzi; -al 1° gennaio 2004 ed al 30 giugno 2004: la voce viene riclassificata dalle attività immateriali a vita definita a quelle materiali, in applicazione di quanto previsto dallo Ias 16 ed inoltre si rileva una riclassifica dalla voce terreni e fabbricati. -Al 31 dicembre 2004: tale voce, come descritto per i periodi precedenti, si incrementa per effetto delle riclassifiche da attività immateriali a vita definita ad attività materiali in base allo IAS 16 e da terreni e fabbricati, e si riduce invece per effetto delle rettifiche derivanti dall’impairment test, effettuato in applicazione dallo IAS

126 11.Stima iniziale costi di smantellamento

127 Si tratta di tutti i costi per i quali l’impresa ha un’obbligazione attuale, come conseguenza di un evento passato per il quale è inoltre probabile un’uscita di cassa in un periodo futuro. 127

128 11.Stima iniziale costi di smantellamento Valore attuale flussi di cassa relativi agli oneri di ripartizione che saranno sostenuti al termine o durante la vita utile del cespite. Tale valore dovrà essere ammortizzato secondo la vita attribuibile al bene a cui si riferisce. A fronte dell’onere capitalizzato si dovrà rilevare una passività a titolo di fondo rischi (IAS 37). a)Stima iniziale 128

129 11.Stima iniziale costi di smantellamento 1)Variazione dell’ammontare della stima dei flussi di cassa necessari ad estinguere l’obbligazione; 2)Cambiamento tasso di attualizzazione di mercato; 3)Riconoscimento dell’onere finanziario derivato dal decorrere del tempo. b)Valutazione successiva (stabilita dall’IFRIC 1) 129

130 12.Valutazione successiva alla rilevazione iniziale

131 Valutazione successiva alla rilevazione Cost model (Costo – Amm. – Sval.) Revaluation model (Costo +/- Adeguamenti FV – Amm.ti – Svalut.) Alternativa Attenzione: il metodo scelto deve essere applicato all ’ intera classe o categoria di beni. 131

132 Modello della rivalutazione Un’attività materiale viene iscritta in bilancio all’importo rivalutato e pari al fair value alla data di rivalutazione al netto dei valori complessivi degli ammortamenti e delle perdite durevoli di valore accumulati. La rivalutazione dovrà essere effettuata con sufficiente regolarità e almeno ogni 3 – 5 anni ed alla data di riferimento in bilancio 12.Valutazione successiva alla rilevazione iniziale 132

133 Il fair value si ottiene in base ai valori forniti dal mercato attivo; solitamente è ricavabile da una perizia di un professionista del settore (è consigliata anche per impianti e macchinari). Qualora non siano presenti elementi sufficienti di mercato per il settore, si potrà utilizzare una tecnica valutativa idonea e basata sulla stima dei flussi di reddito o sul costo di sostituzione ammortizzato. 12.Valutazione successiva alla rilevazione iniziale Modello della rivalutazione 133

134 +Costo storico + Rivalutazione -Importi complessivi degli ammortamenti -Perdite durevoli di valore Si dovrà inoltre tener conto delle eventuali variazioni del fondo imposte (passività fiscali differite), valutate in base alle previsioni dello IAS 12 – imposte sul reddito. 12.Valutazione successiva alla rilevazione iniziale Valutazione al fair value 134

135 Se l’attività è rivalutata, il fondo ammortamento alla data della Rivalutazione potrà essere così calcolato: I metodo: l’attività verrà rivalutata mediante aumento del valore del bene e, proporzionalmente, del fondo in base alla vita utile finora trascorsa. Il valore netto sarà pari a quello rivalutato. II metodo: il valore in bilancio sarà pari a quello del fair value (perizia o altra valutazione), mentre verrà stornato l’intero fondo ammortamento ed il maggior valore del bene (metodo consigliato per gli immobili). 12.Valutazione successiva alla rilevazione iniziale Contabilizzazione della rivalutazione 135

136 12.Valutazione successiva alla rilevazione iniziale Contabilizzazione della rivalutazione Periodicamente verrà effettuata una rivalutazione imputandola a patrimonio netto (riserva di rivalutazione). Le successive rivalutazioni saranno anch’esse imputate a riserva, mentre per le perdite di valore verrà dapprima utilizzata la medesima riserva, quindi la differenza verrà imputata a conto economico. Qualora successivamente ad una svalutazione si presentasse un’ulteriore rivalutazione, questa andrebbe imputata a conto economico fino al raggiungimento del valore iniziale del bene, quindi allocata a patrimonio. 136

137 Esempio – rivalutazione Ipotesi (con valori in migliaia di euro) Anno di acquisto: 1996 Costo storico: € Vita utile anni 20 Da una perizia di stima il valore dell’immobile al 31 dicembre 2005 è pari a €. 12.Valutazione successiva alla rilevazione iniziale 137

138 Esempio – piano di ammortamento AnnoCostoAmmortamentoF.do amm.toValore residuo Valutazione successiva alla rilevazione iniziale 138

139 Esempio – stato patrimoniale Stato patrimoniale 31/12/2005 Attività materiali €1.000 f.do ammortam. Valore netto: € Rivalutazione: 800 € 12.Valutazione successiva alla rilevazione iniziale 139

140 Esempio piano di ammortamento AnnoCostoAmm.toF.do amm.Valore residuo valori rivalutati Il metodo appena visto richiede un’appostazione in bilancio di un importo maggiore rispetto a quello della rivalutazione ed il valore stimato verrà evidenziato solo dalla differenza tra i valori rivalutati del costo e del fondo. I metodo 12.Valutazione successiva alla rilevazione iniziale 140

141 II metodo Con il secondo metodo, il valore in bilancio è già quello netto, pertanto il dato risulta immediatamente identificabile. 12.Valutazione successiva alla rilevazione iniziale 141

142 Esempio – II metodo II metodo Fondo ammortamento:1.000 Attività materiali:200 Riserva di rivalutazione800 Stato patrimoniale 31/12/2005 (rivisitato) Attività materiali fondo ammortamento 800 riserva rivalutazione. 12.Valutazione successiva alla rilevazione iniziale 142

143 Esempio – II metodo Nel 2005 e nel 2006 si avr à la seguente situazione: AnnoCostoAmm.toF.do amm.Valore residuo valori rivalutati Valutazione successiva alla rilevazione iniziale 143

144 I PRINCIPI CONTABILI INTERNAZIONALI IAS/IFRS IAS 38 - Le immobilizzazioni immateriali

145 IAS 38 – le immobilizzazioni immateriali 1.Norme di riferimento 2.Definizione 3.Classificazione 4.Rilevazione iniziale 5.Tipologie particolari di oneri pluriennali 6.La valutazione successiva 7.Impairment test 145

146 1.Norme di riferimento Fonti IASB: IAS 38 – Attività immateriali; IAS 36 – Impairment test; IFRS 3 – Aggregazioni aziendali; IAS 23 – Oneri finanziari; IFRS 1 – Prima adozione IAS; IFRS 5 – Attività non correnti destinate alle vendite e attività cessate; SIC 32 – Costi connessi ai siti web. Fonti OIC OIC 24 – Immobilizzazioni immateriali; OIC Guida 1 – Guida per la transizione ai principi contabili internazionali. 146

147 2.Definizione Condizioni per l’iscrizione di un’attività immateriale. A.Autonoma identificabilità; B.Controllo dell’attività stessa; C.Attesa di ottenere futuri benefici economici. Se non sono soddisfatte tali condizioni: i relativi costi devono essere “spesati” (imputati a conto economico e non capitalizzati) 147

148 L’attività immateriale:  è separabile (capace di essere separata o scorporata e venduta, trasferita, data in licenza, locata o scambiata, sia individualmente, che insieme al relativo contratto, attività o passività), oppure  deriva da diritti contrattuali (o da altri diritti legali indipendentemente dal fatto che tali diritti siano trasferibili o separabili dal’entità o da altri diritti o obbligazioni). A.Autonoma identificabilita’ 2.Definizione 148

149 L’impresa:  ha il potere di usufruire dei benefici economici futuri derivanti dalla risorsa;  può delimitare l’accesso a tali benefici da parte di terzi. La capacità di controllo può derivare da diritti legali che sono tutelabili in sede giudiziale o in altro modo (in assenza di diritti legali, è più difficile dimostrare che esiste controllo). 2.Definizione B.Controllo dell’attivita’ stessa 149

150 2.Definizione C.Benefici economici futuri  Proventi originati dalla vendita di prodotti o servizi;  Risparmi di costo;  Altri benefici derivanti dall’utilizzo dell’attività. 150

151 3.Classificazione A differenza dell’OIC 24, influenzato dal Codice, lo IAS 38 non stabilisce rigide categorie. Lo IAS 1, par. 76, prevede che se vi sono categorie di immateriali valutate differentemente queste devono essere indicate separatamente. Ad esempio si possono avere: (a) marchi; (b) diritti d’autore brevetti e altri diritti industriali, diritti di servizi operativi; (c) software; (d) ricette, formule, modelli, progettazioni e prototipi; (e) attività immateriali in via di sviluppo; (f) testate giornalistiche e diritti di editoria. 151

152 4.Rilevazione iniziale Rilevazione iniziale al “COSTO” Acquisizione da terzi Produzione interna Aggregazione aziendale Il probabile beneficio si ritiene esistente Come IAS 16 Permuta Acquisto da fornitore Regole specifiche 152

153 Secondo lo IAS 38, a differenza di quanto previsto dall’OIC 24, non sono capitalizzabili:  costi impianto ed ampliamento;  costi introduzione nuovi prodotto/servizi (start-up);  costi pubblicità e promozione;  costi espansione dell’impresa;  costi di formazione del personale;  costi di riorganizzazione e ricollocamento (rinvio IAS 37 fondo oneri ristrutturazioni)  migliorie (rare su intagibles). Se presenti in transizione, vanno stornati a fronte di addebito riserva del netto. Iscrizione imposte anticipate. 4.Rilevazione iniziale Esempi – costi non capitalizzabili 153

154 Distinzione tra fase ricerca e fase sviluppo 1.Fase ricerca Indagini originali e pianificate finalizzate a prospettare le possibilità di ottenere e comprendere nuove conoscenze scientifiche e/o tecnologiche. Arriva fino al progetto. I costi sostenuti durante la fase di ricerca non sono mai capitalizzabili in quanto non è possibile dimostrare che porteranno ad un’attività che genererà probabili benefici futuri. A differenza dell’OIC 24, non viene fatta alcuna distinzione tra costi di ricerca di base ed applicata (secondo l’OIC 24 i costi relativi a quest’ultima sono capitalizzabili. 4.Rilevazione iniziale Produzione interna: la ricerca 154

155 2.Fase di sviluppo Applicazione dei risultati delle ricerche precedenti o di altre conoscenze per progettare la produzione di nuovi materiali strumenti, prodotti, processi, sistemi o servizi. Capitalizzare costi nell’intervallo che va dal progetto fino al momento nel Quale l’intangible è disponibile per iniziare la produzione destinata alla vendita. Costi capitalizzabili come costo di produzione: costi diretti + eventuali costi indiretti industriali. 4.Rilevazione iniziale Produzione interna: lo sviluppo 155

156 I costi della fase di sviluppo devono essere capitalizzati se, e solo se, é dimostrabile: (a)La fattibilità tecnica di completare l’attività immateriale in modo da essere disponibile per l’uso o per la vendita. (b)La sua intenzione a completare l’attività immateriale per usarla o venderla. (c)La sua capacità di usare o vendere l’attività immateriale; (d)In quale modo l’attività immateriale genererà probabili benefici economici futuri. L’entità può dimostrare l’esistenza di un mercato per il prodotto dell’attività immateriale o per l’attività immateriale stessa o, se deve essere usata per fini interni, l’utilità di tale attività immateriale. (e)La disponibilità di risorse tecniche e finanziarie per completare lo sviluppo e per l’utilizzo o la vendita dell’attività immateriale (f)La sua capacità di valutare attendibilmente il costo attribuibile all’attività immateriale durante il suo sviluppo. 4.Rilevazione iniziale Capitalizzare i costi di sviluppo 156

157 Oneri per aumenti di capitale trattati da IAS 32 Oneri per accensione di finanziamenti trattati IAS 39 5.Tipologie particolari di oneri pluriennali 157

158 6.Valutazione successiva Valutazione successiva alla rilevazione iniziale Cost model Revaluation model Vita utile definita Vita utile indefinita alternativa In generale stesse regole IAS 16. Seguono precisazioni Attenzione: il metodo scelto deve essere applicato all ’ intera classe o categoria di beni. 158

159 Dopo la rilevazione iniziale, l’attività immateriale deve essere iscritta in bilancio all’importo rideterminato, cioè al fair value alla data di rideterminazione del valore e al netto degli ammortamenti e delle perdite per riduzione durevole di valore accumulati. Il fair value deve essere misurato facendo riferimento ad un mercato attivo. Le rideterminazioni devono essere effettuate con una regolarità tale da far si che alla data di riferimento del bilancio il valore contabile dell’attività non si discosti significativamente dal suo fair value. 6.Valutazione successiva Modello del costo rivalutato (revaluation model) 159

160 Il fair value può essere determinato: per le attività per le quali esiste un mercato, in cui queste sono normalmente scambiate mediante una perizia che ne attesti il normale valore di mercato; il valore contabile deve essere pari al valore rideterminato alla data dell’ultima rideterminazione al netto degli ammortamenti e delle perdite per ridurre il valore. Lo IAS 38 precisa che generalmente non esiste un mercato attivo per le attività immateriali. Tali attività sono normalmente uniche nel loro genere e, anche quando siano acquistate o vendute, le negoziazioni sono individuali e le transazioni sono relativamente infrequenti. 6.Valutazione successiva Revaluation model 160

161 Alla prima valutazione successiva alla rivalutazione iniziale si deve: Portare il surplus direttamente a patrimonio netto in apposita riserva; oppure Imputare il decremento di valore al conto economico come costo. 6.Valutazione successiva Modello del costo rivalutato (revaluation model) Metodologia contabile - prima valutazione 161

162 A seconda del segno che assume la rivalutazione si devono effettuare i seguenti trattamenti contabili:  incremento successivo ad un decremento – deve essere rilevato come ricavo nella misura in cui storna il precedente decremento che era stato imputato a conto economico; l’eventuale differenza deve essere imputata a patrimonio netto;  decremento successivo ad un incremento – deve essere imputato a diminuzione della riserva di rivalutazione, oppure imputato al conto economico quando la riserva non è capiente. 6.Valutazione successiva Modello del costo rivalutato (revaluation model) Metodologia contabile - prima valutazione 162

163 Vita utile definita, secondo il par. 8 dello IAS 38, è: (a)Il periodo di tempo nel quale ci si attende che un’attività sarà utilizzata dall’entità; oppure (b)Il numero delle unità prodotte o altrimenti ricavabili che l’entità si aspetta di ottenere dall’utilizzo dell’attività. Il metodo d’ammortamento deve riflettere l’andamento dei benefici Futuri derivanti dall’attività. Se questo non è determinabile attendibilmente si utilizza il metodo a quote costanti. Si può usare il metodo decrescente e quello per unità di prodotto. 6.Valutazione successiva Vita utile definita 163

164 Il periodo e il metodo di ammortamento devono essere rivisti almeno ad ogni chiusura di esercizio. Se la vita utile attesa si rivela differente rispetto alle stime precedenti, il periodo di ammortamento deve essere modificato (IAS 38, par. 104) Il valore residuo deve essere assunto pari a zero, a meno che: (a) vi sia impegno formale di terzi ad acquistare l’attività al termine; o (b) vi sia un mercato attivo con determinabilità del valore residuo ed è probabile che tale mercato esisterà al termine della vita. 6.Valutazione successiva Vita utile definita 164

165 Secondo il par. 88 dello IAS 38, un’intangible è considerato a vita utile indefinita quando, in base all’analisi dei fattori rilevanti, non vi è un limite prevedibile all’esercizio fino al quale si prevede che l’attività generi flussi finanziari netti in entrata. Gli intangible a vita utile indefinita non si ammortizzano ma sono soggetti a impairment test annuale e ogni volta che vi siano sintomi. 6.Valutazione successiva Vita utile indefinita 165

166 Un’attività capitalizzata non può avere un valore contabile superiore al suo valore recuperabilealtrimenti deve essere svalutata. Il valore contabile è l’ammontare al quale un’attività è rilevata nello stato patrimoniale dopo aver dedotto l’ammortamento e le connesse perdite per riduzione durevole di valore accumulati. Il valore recuperabile di un’attività immobilizzata è il maggiore tra il valore d’uso per l’impresa ed il valore netto realizzabile tramite la vendita. 7.Impairment test (trattato IAS 36) 166

167 Il valore d’uso è definito come il valore attuale dei flussi di cassa attesi nel futuro derivanti o attribuibili all’utilizzo continuo dell’attività. Detti flussi derivano da budget interni approvati ed attendibili con tassi impliciti applicati nelle transazioni di beni similari. Il valore netto dedotti i costi di vendita (fair value less cost to sell) è l’ammontare ottenibile dalla vendita di un’attività o unità generatrice di flussi finanziari in una libera transazione tra parti consapevoli e disponibili, dedotti i costi della dismissione. L’ideale è disporre di un’offerta d’acquisto o di un mercato attivo dell’attività (raro per gli intangibles). 7.Impairment test (trattato IAS 36) 167

168 Impairment test MINORE TRA VALORE CONTABILEVALORE RECUPERABILE (maggiore) fair value dedotti i costi di venditavalore d’uso 7.Impairment test (trattato IAS 36) 168

169 Precisazioni L’impresa deve effettuare l’impairment test, anche in assenza di indicatori che segnalino la presenza di perdite di valore: per le attività immateriali a vita indefinita; per le attività immateriali non ancora disponibili per l’utilizzo; per il good will acquisito da business combination; Spesso è molto difficile o impossibile calcolare il valore d’uso del singolo bene. In questi casi lo IAS 36 introduce il concetto di cash generating unit, che rappresenta il più piccolo gruppo di attività identificabile che genera flussi di cassa indipendenti. 7.Impairment test (trattato IAS 36) 169

170 Procedura Il procedimento di determinazione ed allocazione delle perdite di valore si sviluppa attraverso le seguenti fasi: identificazione di un’attività che possa aver subito una perdita di valore; determinazione del valore recuperabile, considerato come il maggiore fra il fair value al netto dei costi di vendita e il valore d’uso; criteri per il calcolo del valore d’uso: flussi finanziari futuri e tasso d’attualizzazione. 7.Impairment test (trattato IAS 36) 170

171 7.Impairment test (trattato IAS 36) Procedura Configurazione della cash generating unit; allocazione dell’avviamento e delle corporate assets ad una o più cash generating units e determinazione del valore recuperabile; determinazione della perdita per riduzione di valore di singole attività o di cash generating units. Allocazione della perdita all’avviamento ed ai restanti componenti. 171

172 Il valore d’uso È il valore attuale dei flussi finanziari futuri netti che la singola attività (o la cash generating unit nella quale essa è inserita) è in grado di generare durante la sua prevista vita utile più il valore attuale del flusso finanziario netto derivante dalla dismissione dell’attività alla fine della vita utile. Il risultato deve riflettere il valore attuale atteso dei flussi, ossia la media ponderata dei risultati prevedibili nei diversi scenari futuri che possono essere prospettati. 7.Impairment test (trattato IAS 36) 172

173 Il valore d’uso La stima dei flussi deve essere basata su presupposti ragionevoli supportati da budget e proiezioni analitiche, facendo riferimento alle condizioni correnti delle attività. Il tasso di attualizzazione deve essere al lordo delle imposte e riflettere sia il valore temporale del denaro sia i rischi specifici dell’attività. 7.Impairment test (trattato IAS 36) 173

174 Il fair value Per la stima del fair value occorre: - un prezzo pattuito in un accordo vincolante di vendita in un’operazione tra parti indipendenti; - in mancanza, il prezzo corrente di un mercato attivo, alla data di riferimento della valutazione, al netto dei costi di dismissione; - in mancanza di un mercato attivo, è necessaria una stima del prezzo ottenibile in una libera contrattazione tra parti consapevoli e disponibili al netto dei costi di dismissione. 7.Impairment test (trattato IAS 36) 174

175 Brevetto Ipotesi iniziale: acquisto brevetto per produzione di specifico prodotto a Euro ; acquisto avvenuto nell’anno X0; capitalizzazione per Euro (oneri accessori Euro ); vita utile stimata in 15 anni (si suppone all’anno X0) che il mkt di riferimento sia costante); piano di ammortamento con suddivisione costo in 15 anni; valore di realizzo al termine pari a Euro 0. 8.Caso pratico 175

176 Ipotesi 1:  alla fine esercizio X6 l’impresa effettua impairment test per verificare se i benefici futuri saranno in grado di coprire i costi ancora sospesi;  valore d’uso del brevetto conteggiato attualizzando i futuri flussi di cassa previsti derivanti dalla vendita dei prodotti relativi al brevetto;  tasso attualizzazione usato = 6,65% (sommatoria attuali rendimenti mkt + rischio mkt);  l’impresa è in grado di stimare solo i flussi dei successivi 6 anni; 8.Caso pratico 176

177 8.Caso pratico FUTURI 6 ANNIFUTURI CASH FLOW STIMATI

178 Valore attuale (all’anno 6) dei flussi di cassa futuri: V.A.=(( x (1+0,0665) ⁻ ¹ )+(( x (1+0,0665) ⁻ ² )+……….. ……..(( x (1+0,0665) ⁻⁶ ) = Euro Quindi: Valore contabile residuo (anno 6) = Valore d’uso (anno 6) = Il valore contabile del brevetto può essere mantenuto in Stato patrimoniale e non occorre SVALUTARE. 8.Caso pratico 178

179 Ipotesi 2:  alla fine esercizio X6 un nuovo prodotto concorrente può compromettere la redditività futura del bene;  il nuovo prodotto non intacca completamente il mkt dell’impresa ma è previsto che la quota di mkt si ridurrà del 3% annuo;  nell’anno X6 l’impresa ha venduto prodotti ad un prezzo medio di Euro 0, Caso pratico 179

180 8.Caso pratico AnnoVal. cont. inizio annoAmmortamentoVal. cont. fine anno

181 8.Caso pratico Anni futuriQuantitativi previsti di vendita Tassi di crescita previsti Margine medio di vendita Margine previsto %0, %0, %0, %0, %0, %0, %0, %0, %0,

182 Attualizzazione redditività futura (tasso applicato 7,25% per tener conto dei maggiori rischi): V.A. = ((21243 x (1+0,0725) ⁻ ¹ )…………….+((12924 x (1+0,725) ⁻⁹ ) = Quindi: Valore contabile residuo (anno 6) = Euro Valore d’uso (anno 6) = Euro Occorre svalutazione? 8.Caso pratico 182

183 Poiché: Il margine futuro dalla vendita prodotti è sempre maggiore – tranne anno X15 – dell’ammortamento annuo (vedi tab.2) I ricavi previsti consentono di coprire l’ammortamento del brevetto per gli esercizi futuri L’impresa nell’anno 6 decide di non svalutare perché lo sfruttamento del brevetto garantisce il recupero dei costi diretti e indiretti di produzione fino all’anno 14 e quindi non si ha perdita duratura di valore fino all’anno Caso pratico 183

184 Negli esercizi successivi l’impresa dovrà valutare l’impatto che il nuovo prodotto concorrente avrà sulla propria produzione e vendite. Se i benefici economici attesi dallo sfruttamento del brevetto non si manterranno in misura sufficiente a garantire la copertura dei costi ancora iscritti all’attivo. Occorrerà svalutare l’attività 8.Caso pratico 184

185 I PRINCIPI CONTABILI INTERNAZIONALI IAS/IFRS IAS 19 – TFR Da piano a benefici definiti a piano a contribuzione definita.

186 Trattamento di fine rapporto Secondo lo IAS 19 non è accettabile la contabilizzazione del Tfr secondo la metodologia attuale poiché essa si basa sull’ipotesi che tutti i dipendenti lascino la società alla data di bilancio. La stima deve tener conto del tempo che trascorrerà prima dell’effettivo pagamento e dovrà considerare principalmente: incrementi salariali futuri e durata residua dei rapporti di lavoro. 186

187 Il TFR alla luce della riforma Le norme che regolano il TFR sono radicalmente mutate con la Finanziaria 2007 e con il relativo decreto attuativo del 30 gennaio A seguito della circolare INPS n.70 del 3 aprile 2007, l’OIC ha pubblicato un’appendice per la transizione agli IFRS in materia di TFR (26 settembre 2007) 187

188 Le nuove norme sul TFR Le quote di TFR maturate alla data del 31 dicembre 2006 rimangono in azienda. Le quote che maturano dal 1 gennaio 2007, a scelta del dipendente, potranno essere:  Destinate a forme di previdenza complementare;  Mantenute in azienda e trasferite al fondo di tesoreria presso l’INPS;  Versate (residuale) a un fondo INPS assimilabile a un fondo di previdenza complementare. 188

189 TFR destinato a previdenza complementare Nel caso (che comprende anche i fondi complementari dell’INPS) la soluzione dell’OIC è la seguente: L’azienda contabilizza a conto economico gli oneri relativi alle quote versate ai fondi. Tali contributi faranno parte del costo del lavoro dipendente. Le eventuali quote contabilizzate e non versate costituiranno un debito. 189

190 TFR mantenuto in azienda e trasferito all’INPS L’azienda trasferisce all’INPS il TFR maturando (escluse le rivalutazioni). Il rischio finanziario ed attuariale per l’impresa è drasticamente ridotto e si sposta in capo all’INPS. L’azienda dovrà soltanto contabilizzare per competenza i contributi al fondo. Non è necessario iscrivere un debito verso i dipendenti e un credito verso l’INPS. 190

191 TFR maturato fino al Si tratta di un defined benefit plan secondo lo IAS 19. La riforma del TFR ha tuttavia modificato il piano. Lo IAS 19 non disciplina le modifiche al piano ma solo i casi di estinzione (settlement) e di riduzione (curtailment) del piano. 191

192 Ipotesi attuariali Lo IAS 19 stabilisce che si devono effettuare ipotesi attuariali obiettive e tra loro compatibili:  Ipotesi demografiche (tasso di mortalità, tasso di rotazione del personale, invalidità e pensionamento anticipato);  Ipotesi finanziarie ( tasso di attualizzazione, stima degli incrementi retributivi, tasso di inflazione) 192

193 Tasso di attualizzazione Il tasso utilizzato per attualizzare l’obbligazione per prestazioni successive alla cessazione del rapporto di lavoro deve essere determinato con riferimento al rendimento di mercato delle obbligazioni societarie di alta qualità alla data del bilancio. Il tasso di attualizzazione non riflette il rischio sull’investimento, né il rischio attuariale, perché questi rischi sono considerati dalle altre ipotesi attuariali. 193

194 Frequenza delle valutazioni Decidere la frequenza delle valutazioni attuariali richiede buon senso. L’impresa deve considerare le dimensioni dell’obbligazione, la volatilità dell’ambiente economico, le variazioni delle prestazioni e l’impatto complessivo del costo del personale sul bilancio. Gli amministratori riconsiderano tutti i piani ad ogni data di bilancio per confermare che non ci sono circostanze che suggeriscono che è necessaria una valutazione. 194

195 Utili e perdite attuariali Gli utili e le perdite attuariali cumulate esistenti alla data di transizione sono riconosciuti integralmente a patrimonio netto (esenzione opzionale). Per i periodi successivi, eventuali utili o perdite derivanti da modifiche delle ipotesi attuariali possono essere rilevati in base al metodo del “corridoio”, che consente di ammortizzare gli scarti attuariali che eccedono il 10% del valore attuale dell’obbligazione oppure con l’integrale addebito al conto economico fra gli oneri finanziari. 195

196 Modifiche alla luce della riforma Non devono più essere considerate le ipotesi attuariali legate agli incrementi salariali poiché i benefici per i dipendenti si possono considerare completamente maturati (ad eccezione della rivalutazione). La formula di calcolo dovrà essere modificata portando a zero i current service costs relativi alle prestazioni future di lavoro dei dipendenti. Dal cambiamento della formula si produrranno utili o perdite (ad ogni data di calcolo). 196

197 Contabilizzazione di utili e perdite dal Dovranno essere contabilizzati secondo le modalità prescelte (senza possibilità di modificare il trattamento). Per chi utilizza il metodo del corridoio o quello dell’iscrizione a CE tutti gli utili o le perdite attuariali (anche quelle precedenti non contabilizzate in caso di corridoio) dovranno essere contabilizzate immediatamente a conto economico. Per chi iscrive utili e perdite in un’apposita riserva di PN, deve riclassificarla come riserva di utili e contabilizzare i nuovi utili (perdite) nel CE. 197

198 I PRINCIPI CONTABILI INTERNAZIONALI IAS/IFRS IAS 39 – Strumenti finanziari: Rilevazione e valutazione

199 Strumenti finanziari – confronto con la normativa nazionale Direttiva 2001/65/CE: possibili valutazioni degli strumenti finanziari al fair value. D.Lgs. 394/2003: non consente le valutazioni al fair value in bilancio, mentre sono obbligatorie in nota integrativa. 199

200 Strumenti finanziari – confronto con la normativa nazionale Art bis c.c.: richiede l’indicazione in nota integrativa del fair value degli strumenti finanziari derivati e delle immobilizzazioni finanziarie (escluso controllate, collegate, JV se iscritte in bilancio ad un valore superiore al fair value); Lo stesso articolo prevede che siano fornite tutte le informazioni relative alla natura, all’entità e al fair value dei contratti derivati, sia di copertura che speculativi. 200

201 Strumenti finanziari – confronto con la normativa nazionale OIC 3: avvicina le regole italiane allo IAS 39, indicando le informazioni sugli strumenti finanziari da includere nella nota e nella relazione sulla gestione. Art (comma 6 bis): dispone che la relazione sulla gestione illustri gli obiettivi e le politiche di gestione dei rischi finanziari, indicando l’esposizione della società ai seguenti rischi:  Prezzo  Credito  Liquidità  Variazione Flussi 201

202 Strumenti finanziari – confronto con la normativa nazionale E’ necessario fornire un’informativa qualitativa in merito a: A. La struttura e l’organizzazione delle funzioni di risk management dell’impresa; B. I sistemi di misurazione del risk reporting; C. Le strategie di copertura ed attenuazione dei rischi; D. I processi di monitoraggio dell’efficienza delle strategie adottate per evitare eccessive concentrazioni di rischi. 202

203 Strumenti finanziari (IAS 39) Le attività finanziarie sono suddivise in 4 categorie: 1) Attività valutate al fair value rilevato a conto economico 2) Detenute fino a scadenza 3) Finanziamenti e crediti 4) Disponibili per la vendita (categoria residuale) Lo IAS 39 non si applica alle partecipazioni in controllate, collegate e JV (IAS 27, 28 e 31). Non si applica agli strumenti di capitale (warrant ed opzioni) emessi in quanto componenti del PN. 203

204 Financial & Equity instruments Strumento finanziario: contratto che dà luogo ad un’attività finanziaria per un’impresa e ad una passività o un elemento di patrimonio netto per un’altra. Strumento di partecipazione al patrimonio netto (equity instrument): si tratta di azioni, quote o diritti ad acquistare o sottoscrivere azioni o quote di società. 204

205 Strumenti derivati Derivato: è uno strumento finanziario  il cui valore cambia in risposta a specifici parametri sottostanti;  che richiede un investimento nullo o molto piccolo rispetto ad altri contratti che reagiscono in modo simile a variazioni delle condizioni di mercato;  che viene eseguito o regolato ad una data futura. 205

206 A/P finanziaria al fair value rilevato a conto economico Deve soddisfare una delle seguenti condizioni: a) È classificata come destinata alla negoziazione; b) Al momento della rilevazione iniziale è designata come al fair value rilevato al conto economico. Le A/P destinate alla negoziazione sono: a) quelle acquisite o sostenute principalmente al fine di venderle o riacquistarle nel breve termine; b) i derivati (non di copertura); c) tutti quegli strumenti finanziari finalizzati all’ottenimento di un profitto di breve periodo. 206

207 Investimenti detenuti fino a scadenza Sono attività finanziarie che comportano pagamenti fissi o determinabili e con una scadenza prefissata che un’impresa ha l’intenzione e la capacità di detenere fino alla scadenza. Non è ammissibile classificare come “investimenti detenuti fino a scadenza” se l’impresa pronta a vendere l’attività finanziaria in risposta a variazioni dei tassi di mercato, dei rischi, delle necessità di liquidità, dei rendimenti di investimenti alternativi, ecc. Mancato rispetto della classificazione fino a scadenza (a meno che non sia determinata da eventi imprevedibili fuori dal controllo dell’impresa) impedisce di utilizzare tale classificazione per due anni per tutte le altre attività finanziarie. 207

208 Finanziamenti e crediti e attività finanziarie disponibili per la vendita Finanziamenti e crediti: sono attività finanziarie (non derivate) create dall’impresa fornendo ad un debitore denaro, beni o servizi. Non presentano rischi diversi da quello di credito. Attività finanziarie disponibili per la vendita: categoria residuale in cui trovano collocazione le attività finanziarie che non sono classificabili nelle altre categorie. 208

209 Contabilizzazione a) I crediti e i debiti non soggetti a condizioni devono essere contabilizzati al momento del contratto; b) Attività e passività da sostenere come conseguenza di un impegno irrevocabile ad acquistare beni o servizi non sono contabilizzati fino all’adempimento delle obbligazioni; c) Un contratto a termine deve essere contabilizzato come attività o passività quando l’impresa diventa parte del contratto; d) Le opzioni vengono contabilizzate come attività o passività in base al premio pagato o incassato quando le parti sottoscrivono il contratto; e) Le operazioni pianificate per il futuro non sono né attività né passività. 209

210 Confronto tra lo IAS 39 e i Principi nazionali 210 IAS 39Principi nazionali Detenuti fino a scadenza: valutati al costo ammortizzato. Immobilizzati: comprendono anche titoli senza scadenza che lo IAS classifica come “disponibili per la vendita”. Valutati al costo rettificato per perdite permanenti di valore. Non immobilizzati: valutati al minore tra costo e mercato. In entrambi i casi devono essere contabilizzati gli eventuali ratei di interessi. Disponibili per la vendita: valutati al fair value, se disponibile, altrimenti al costo rettificato per perdite di valore Immobilizzati: comprendono anche titoli che lo Ias classifica come “detenuti fino a scadenza”. Valutati al costo rettificato per perdite permanenti di valore. Non immobilizzati: valutati al minore tra costo e mercato. In entrambi i casi devono essere contabilizzati gli eventuali ratei di interessi. Detenuti a scopo di negoziazione: valutati al fair value. Titoli non immobilizzati valutati al minore tra costo e valore di realizzazione desumibile dall’andamento del mercato.

211 Il fair value degli strumenti finanziari  E’ il metodo preferito per valutare le attività finanziarie.  E’ obbligatorio utilizzare il fair value per le attività detenute a scopo di trading, per le attività destinate alla vendita e per i derivati.  E’ possibile utilizzare altri metodi solo se non esiste un mercato attivo,non esistono modelli di valutazione attendibile,né prezzi di operazioni recenti per attività simili.  Solo le attività finanziarie detenute fino a scadenza devono essere valutate al costo rettificato dei proventi in corso di maturazione. 211

212 Il fair value degli strumenti finanziari Le variazioni del fair value degli strumenti finanziari si imputano sempre al conto economico, ad eccezione delle operazioni di copertura (hedge accounting). L’altra parziale eccezione è costituita dalle attività destinate alla negoziazione. 212

213 Gerarchia delle fonti per il Fair value L’esistenza di un mercato attivo è la miglior evidenza del fair value e deve sempre essere utilizzato prioritariamente. Altri metodi di valutazione: a.Riferimento a strumenti simili b.Analisi dei flussi attualizzati (es. DCF) c.Modelli di option pricing Solo in ultima istanza si può far ricorso al costo. 213

214 Tecniche di valutazione L’obiettivo di una tecnica di valutazione è quello di determinare il prezzo al quale un’operazione determinata da normali motivazioni di business avrebbe potuto avvenire fra terzi informati alla data di bilancio. Le tecniche di valutazione devono basarsi il più possibile su input di mercato ed il meno possibile su input specifici dell’impresa. 214

215 Tecniche di valutazione Il fair value degli strumenti finanziari sarà basato su uno o più dei seguenti fattori: Il valore temporale della moneta (interesse al tasso base di investimenti senza rischi, es. LIBOR); Il rischio di credito (osservando strumenti finanziari aventi differenti meriti di credito); Il cambio delle monete estere; I prezzi delle materie prime (pubblicati o riscontrabili sul mercato); 215

216 Tecniche di valutazione I prezzi delle azioni quotate e i loro indici (anche per stimare i prezzi di azioni non quotate); La volatilità di elementi negoziati attivamente può essere stimata in base ai dati storici o utilizzando la volatilità implicita nei prezzi di mercato correnti; Il rischio di pagamento anticipato e il rischio di riscatto possono essere stimati in base a dati storici; I costi di gestione possono essere stimati per comparazione. 216

217 Confronto con la normativa nazionale IAS 39: introduce nuovi concetti rispetto all’OIC e l’obbligo di contabilizzare e valutare attività e passività conseguenti alla negoziazione di contratti derivati. La classificazione prescinde dalle caratteristiche di investimento a breve o a lungo termine. 217

218 Confronto con la normativa nazionale L’esposizione in bilancio secondo IAS 39 prevede l’accorpamento in un unico valore di strumento finanziario, sconto o premio di emissione e rateo. I principi italiani prescrivono l’esposizione separata di costo rettificato per perdite permanenti di valore, aggi, disaggi e ratei. 218

219 Confronto con la normativa nazionale Lo IAS 39 prevede inoltre la possibilità per le attività disponibili per la vendita valutate al fair value di contabilizzare le modifiche di valore nel PN, anziché al CE ed iscrivere l’ammontare cumulato delle modifiche al CE solo dopo la vendita.  Tale trattamento non è consentito dal codice civile. 219

220 I PRINCIPI CONTABILI INTERNAZIONALI IAS/IFRS Rimanenze e lavori in corso

221 Principi contabili internazionali applicabili IAS 2 – Inventories (Rimanenze) IAS 11 – Construction contracts (Lavori su commessa) 221

222 IAS 2 - Rimanenze Criterio di valutazione stabilito dallo IAS 2 non si applica a: – rimanenze prodotti agricoli e minerari dopo il raccolto/estrazione detenute dai relativi produttori (valutazione al valore netto realizzo con invio variazione a CE) – commodities detenuti da broker e grossisti il cui profitto è costituito fluttuazioni dei prezzi di mercato di tali beni (valutazione al fair value con invio variazione a CE) Valutazione al minore costo e valore netto di realizzo: come principio contabile italiano (CNDC-CNR 13) 222

223 Iscrizione delle rimanenze Nella valorizzazione del costo di iscrizione delle rimanenze si deve tener conto di alcuni costi e di alcuni aspetti particolari trattati da altri IAS: Oneri finanziari (IAS 23) Contributi pubblici (IAS 20) Accantonamenti (IAS 37) 223

224 Rimanenze - aspetti principali Divieto di utilizzare il LIFO per la valutazione delle rimanenze Rimanenze di servizi: in base agli IAS/IFRS devono essere iscritte con il metodo della percentuale di completamento. 224

225 Costi di trasformazione Il lavoro diretto e tutte le spese generali ripartibili sistematicamente che partecipano al processo di trasformazione dei prodotti devono essere compresi nel costo delle rimanenze (criterio del full costing) L’attribuzione delle spese generali fisse di produzione ai costi di trasformazione si deve basare sulla normale capacità produttiva dell’azienda. 225

226 Costi inclusi nel costo della produzione Devono essere inclusi nel costo di produzione i seguenti costi: – Manutenzioni e riparazioni ordinarie; – Personale indiretto di produzione; – Attrezzatura non capitalizzata – Costi per controlli di qualità – Costi di trasporto materie prime e merci – Ammortamenti immobilizzazioni industriali – Ammortamenti di brevetti 226

227 Costi inclusi nel costo della produzione – Spese di progettazione (non ricerca e sviluppo); – Lavorazioni esterne – Costi per smaltimento scarti di produzione – Costo dirigenti di produzione – Leasing operativi per immobilizzazioni produttive – Assicurazioni su materie prime e merci – Imposte di fabbricazione – Royalties per marchi o brevetti – Costo mensa operai 227

228 La svalutazione delle rimanenze Cause della svalutazione delle rimanenze: obsolescenza tecnica, eliminazione della gamma, cali nella domanda, acquisti eccessivi, errori gestionali … Le stime del valore netto di realizzo devono basarsi sulle informazioni più attendibili di cui si dispone, anche nel periodo che intercorre tra la data del bilancio e quella dell’approvazione L’ammontare della svalutazione si determina “bene per bene” e, se non praticabile, per gruppi di beni simili o correlati. La svalutazione non è accantonata nel passivo, ma al momento della valutazione delle rimanenze. Nel conto economico non compare come svalutazione ma come variazione negativa delle rimanenze in oggetto. Quando vengono meno le circostanze che avevano causato la svalutazione delle rimanenze al di sotto del costo, l’ammontare della svalutazione deve essere stornato. 228

229 Rimanenze nelle note al bilancio Le informazioni da indicare sono le seguenti: – Criteri adottati – Rimanenze suddivise per classi significative – Valore delle rimanenze al VNR – Motivazioni di eventuali svalutazioni – Rimanenze impegnate a garanzia di passività – Valore delle rimanenze utilizzate o vendute nell’esercizio 229

230 IAS 11 - lavori su commessa In base allo IAS 11 un “contratto di costruzione” è un contratto stipulato in modo specifico per la realizzazione di un bene o di un insieme di beni tra loro interdipendenti. Ogni opera presenta caratteristiche che la differenziano dalle altre e presenta rischi propri. Le prestazioni su commessa sono tipiche dei settori dell’edilizia, dell’impiantistica, delle costruzioni, dei cantieri navali e aeronautici e delle prestazioni di servizi (pubblicità, trasporti, software, engineering). 230

231 Riconoscimento in bilancio I lavori su commessa devono essere rilevati dal momento in cui diventa probabile che il contratto sarà ottenuto e il risultato può essere attendibilmente stimato. Ricavi e costi di commessa devono essere rilevati in relazione allo stato di avanzamento dell’attività alla data di chiusura del bilancio. Una perdita attesa va invece immediatamente rilevata come costo. 231

232 Metodo della percentuale di completamento I ricavi di commessa sono associati ai costi sostenuti per giungere allo stato di avanzamento, imputando al conto economico i ricavi, i costi (e i profitti) attribuibili alla parte di lavoro completato. Lo stato di avanzamento può essere determinato come proporzione tra i costi sostenuti per i lavori già svolti e i costi stimati totali di commessa (metodo del cost to cost o metodo delle ore lavorate). 232

233 Ricavi di commessa Sono costituiti da: – Prezzo base stabilito da contratto; – Rettifiche di prezzo pattuite; – Maggiorazioni per revisioni prezzi; – Varianti in corso d’opera; – Proventi accessori. Le richieste di revisione sono incluse nei ricavi solo se è probabile che il committente accetti le richieste di revisione prezzi e se tale ammontare può essere determinato con attendibilità. 233

234 Determinazione dei costi stimati Il costo totale comprende i costi (diretti ed indiretti di produzione) sostenuti e quelli stimati a finire. La stima deve essere costantemente monitorata ed aggiornata (es. modifiche nei costi di acquisto dei materiali, imprevisti, previsioni su oneri di assistenza, garanzia e collaudo). E’ possibile includere gli oneri finanziari se attribuibili alla specifica commessa. Tra i costi indiretti vanno tenuti in considerazione anche i costi di smobilizzo del cantiere, i costi pre-operativi e i costi per imprevisti di commessa e contenzioso. 234

235 Esempio: dati di una commessa triennale Corrispettivo pattuito: € Budget iniziale: – Lavoro – Materiali – Lavorazioni esterne – Spese di installazione cantiere – Spese di smantellamento cantiere Margine di commessa: €

236 Esempio: costi fine I esercizio Descrizione costiCosti a budgetCosti consuntiviCosti a finireCosti totali stimati Lavoro Materiale Lavorazioni esterne Spese di installazione cantiere Spese chiusura cantiere Costi per imprevisti Totale costi

237 Esempio: SAL e valutazione Calcolo del SAL: costi consuntivi / costi stimati x 100 = / x 100 = 41,1%. Valutazione delle rimanenze al termine del I esercizio: x 41,1%=

238 Rappresentazione in bilancio Nell’Attivo corrente dello Stato Patrimoniale deve essere esposto l’importo dovuto dai committenti per lavori di commessa, pari ai costi sostenuti più i margini di profitto meno il totale delle perdite rilevate e degli acconti. Nel caso questi ultimi eccedano i costi sostenuti più i margini rilevati, tale differenza va esposta fra i debiti verso fornitori. 238

239 Lavori in corso nelle note al bilancio Le note al bilancio devono indicare: – Ricavi di commessa – Criteri utilizzati per determinare ricavi e SAL – Ammontare dei costi sostenuti e degli utili rilevati – Ammontare delle perdite rilevate – Anticipi ricevuti – Ritenute a garanzia – Attività e passività potenziali 239

240 I PRINCIPI CONTABILI INTERNAZIONALI IAS/IFRS IAS 37 – FONDI PER RISCHI E ONERI

241 Fondi per rischi ed oneri – IAS 37 Gli accantonamenti sono passività di ammontare o scadenza incerti che dovranno essere rilevati in bilancio quando ricorrono le seguenti condizioni: – L’impresa ha un’obbligazione attuale (legale o implicita) quale risultato di un evento passato – È probabile che per adempiere all’obbligazione si renderà necessario un impiego di risorse economiche – Può essere effettuata una stima attendibile 241

242 Passività probabili e potenziali Non vi sono differenze fra rischi ed oneri ma fra passività “potenziali” e “probabili”. Lo IAS 37 prevede che non possa essere iscritto un accantonamento se l’obbligazione non è probabile e attuale. Pertanto non sono ammissibili fondi per “manutenzione ciclica” o a “copertura di future perdite di società partecipate”. 242

243 Attualizzazione dei fondi rischi Come tutte le passività, anche i fondi rischi devono sempre essere attualizzati. Le esclusioni riguardano il fondo imposte differite e la mancanza di materialità dell’effetto di attualizzazione. 243

244 Attualizzazione di un fondo rischi per cause legali in corso I legali ritengono probabile che l’impresa perderà la causa e quantificano il costo in € da pagare nell’anno x+2. Il tasso di attualizzazione è del 4,5%. Nell’anno x la società deve iscrivere € nei fondi rischi. anno Fattore Sconto al 4,5% Valore attuale Cash flows Oneri finanziari x0, x+10, x+21,

245 Distinzione fondi / passività Natura dell'obbligoFondiAltre passività Garanzie su merci o servizi venduti √ Rimborsi su merce venduta √ Sconti concessi per programmi di fidelizzazione della clientela √ Probabili rimborsi danni legati a contenziosi legali √ Pagamento di interessi √ Ferie dei dipendenti √ Canoni per immobili √ Dividendo ordinario deciso prima della chiusura dell'esercizio √ 245

246 Stima di un fondo garanzie Impresa che vende impianti con garanzia di un anno (vendite dell’anno: 1.200). Serie storiche e attese del management indicano che: – il 75% degli impianti non sarà oggetto di contestazioni, – Il 20% presenterà difetti di scarso rilievo (costo medio di riparazione € 100), – Il 5% richiederà interventi di riparazione o sostituzione (costo medio € 700). Valore atteso 75% x zero zero 20% x 100 x % x 700 x Stima del Fondo Garanzia

247 Eventi successivi Se un fatto che interviene dopo la data di chiusura dell’esercizio, durante la formazione del bilancio, può modificare la quantificazione di un accantonamento, se ne deve tener conto nel bilancio in fase di redazione. Se dopo la chiusura dell’esercizio si verifica un contenzioso che non era noto alla data di chiusura del bilancio, di tale fatto si deve fare menzione nelle note ma non si deve modificare il bilancio. La scoperta di un errore o di una frode deve essere recepita in bilancio. Se l’effetto di questi eventi non è determinabile, si deve dare solo informazione nelle note. 247

248 I PRINCIPI CONTABILI INTERNAZIONALI IAS/IFRS Crediti, debiti, costi e ricavi

249 Classificazione dei costi La classificazione dei costi nel bilancio secondo gli IAS (IAS 1 - Presentazione del bilancio)  Formato del conto economico (voci tipiche suggerite) 1) Classificazione per destinazione:  costo del venduto;  costi di distribuzione;  costi amministrativi;  altri costi;  oneri finanziari;  imposte sul reddito. 249

250 Classificazione dei costi La classificazione dei costi nel bilancio secondo gli IAS 2) Classificazione per natura dei costi: − materie prime e materiali di consumo utilizzati; − costo del personale; − ammortamenti; − svalutazione delle immobilizzazioni materiali; − altri costi; − oneri finanziari; − imposte sul reddito. 250

251 Rappresentazione e valutazione dei costi Principi generali  La rappresentazione delle voci tiene conto della sostanza dell’operazione o del contratto contabilizzato, piuttosto che della forma legale, se questa diverge o è in aperto contrasto con la sostanza.  I costi debbono essere valutati al fair value dell’ammontare pagato o da pagare. 251

252 Riconoscimento dei ricavi I ricavi sono riconosciuti nella misura in cui è probabile che i benefici economici siano conseguiti ed il relativo importo possa essere determinato in modo attendibile. I ricavi per la vendita dei prodotti sono riconosciuti al momento del passaggio di proprietà, che generalmente coincide con la spedizione, ad eccezione dei ricavi relativi ai lavori su commessa che sono riconosciuti in relazione alla percentuale di completamento. 252

253 Criteri di valutazione dei ricavi – attualizzazione Tutti gli importi registrati come ricavi devono essere valutati al fair value, ossia al valore per l’impresa del corrispettivo che sarà incassato. Questo valore ha quasi sempre un componente finanziario compensativo dello scarto temporale tra il sorgere del credito e l’effettivo incasso. 253

254 Criteri di valutazione dei ricavi - attualizzazione Dilazioni senza interessi o con interessi inferiori a quelli di mercato comportano l’obbligo di attualizzare l’ammontare incassato per ottenere il valore reale della vendita. La differenza tra valore attuale e ammontare incassato costituisce un provento finanziario da incassare per competenza. 254

255 Tecnica di attualizzazione Se non previsto contrattualmente il tasso implicito di attualizzazione sarà solitamente il tasso di mercato prevalente per uno strumento simile emesso da un emittente con un merito di credito (rating) simile. Il tasso applicato non deve essere necessariamente lo stesso per tutte le vendite, ma deve tener conto delle condizioni e del merito di credito dei singoli clienti. 255

256 Esempio di attualizzazione Vendita di beni per IVA (20%), termine di pagamento 120 gg, ritardo medio di pagamento 15 gg (dilazione effettiva 135 gg). Tasso di attualizzazione 6% annuo. La vendita avviene il 15 giugno. 256

257 Possibili semplificazioni Se i termini di pagamento sono standard o esistono rilevazioni statistiche, è possibile contabilizzare tutto il fatturato come ricavo di vendita e correggerlo globalmente con una rettifica che scorpora il provento finanziario. Per i debiti e crediti a breve per cui non è stato stabilito un tasso d’interesse, è possibile valutarli all’importo della fattura, se l’effetto dell’attualizzazione è irrilevante. 257

258 Ricavi da servizi I ricavi da servizi si contabilizzano con riferimento al loro avanzamento alla data di bilancio. Le condizioni per la contabilizzazione sono: Il ricavo può essere attendibilmente stimato; Lo stadio di completamente può essere attendibilmente stimato; I costi necessari per completare l’operazione possono essere valutati attendibilmente; I benefici dell’operazione saranno goduti dall’impresa. 258

259 Percentuale di completamento Applicando questo metodo i ricavi sono rilevati nel periodo amministrativo in cui i servizi sono prestati. Lo stadio di completamento può essere valutato con vari metodi: valutazioni del lavoro svolto; Servizi resi come percentuale dei servizi che devono essere resi complessivamente; Proporzione tra i costi sostenuti e i costi totali dell’operazione stimati (i pagamenti a stato di avanzamento lavori o gli anticipi ricevuti non riflettono i servizi resi). 259

260 Contributi pubblici (IAS 20) Gli aiuti pubblici non devono essere contabilizzati finché non vi è la ragionevole certezza che: l’impresa soddisferà tutti i requisiti richiesti per l’ottenimento del beneficio; l’aiuto sarà ricevuto. Gli aiuti pubblici devono essere imputati al conto economico per correlarli ai costi che intendono compensare. Non possono mai essere contabilizzati direttamente a patrimonio netto. 260

261 Debiti commerciali IAS n. 39 (fair value degli strumenti finanziari)  Necessaria l’attualizzazione dei debiti commerciali con la contabilizzazione nei costi di importi inferiori a quelli esposti in fattura e la successiva iscrizione di oneri finanziari fino della differenza tra ammontare contabilizzato ed ammontare pagato (principio del fair value). 261

262 Crediti La gran parte dei crediti ricadono nella definizione di attività finanziarie e sono soggetti alle regole di contabilizzazione e valutazione previste dallo IAS 39. Fanno eccezione: crediti per leasing (definiti dallo IAS 17). Risconti attivi (si distinguono per il fatto che il loro saldo non darà luogo ad incassi). La rilevazione dei crediti è al costo, ossia il fair value del corrispettivo da ricevere. 262

263 Valutazione dei crediti I crediti di breve durata sui quali non è concordata la maturazione di interessi sono normalmente valutati in base al valore nominale indicato in fattura. Il fair value dei crediti a lungo termine è stabilito attualizzando i futuri flussi di cassa se l’effetto dell’attualizzazione è rilevante. I crediti v/clienti rientrano fra i “crediti e prestiti” (IAS 39). 263

264 Valutazione dei crediti Lo IAS 39 stabilisce che i prestiti e crediti sono iscritti la prima volta al fair value e poi valutati con il criterio del costo ammortizzato. Tale metodo prevede il calcolo del tasso d’interesse effettivo, al fine di allocare gli interessi attivi o passivi nel periodo di competenza. 264

265 Esposizione dei crediti in bilancio Gli IAS non prescrivono prospetti contabili predefiniti, ma solo informazioni minime. Il paragrafo 68 dello IAS 1 stabilisce che nello stato patrimoniale deve essere inserita una voce denominata “crediti commerciali e altri crediti”. Il contenuto di questa voce può essere ripartito in più voci dello stato patrimoniale oppure la sua composizione può essere descritta nelle note. 265

266 Perdita di valore dei crediti L’impresa, ad ogni data di bilancio, deve valutare eventuali perdite di valore. Se tale evidenza esiste, la perdita è pari alla differenza tra il valore contabile dell’attività e il valore attuale dei flussi di cassa futuri stimati. Il valore contabile sarà ridotto direttamente o tramite una posta rettificativa. L’ammontare della perdita dovrà essere iscritta a conto economico. 266

267 Note al bilancio Le note al bilancio devono contenere tutte le informazioni utili per la comprensione dei ricavi e dei crediti. Non è sufficiente indicare genericamente i principi contabili internazionali, ma si deve dare una sintetica descrizione del principio accompagnata dalle procedure seguite per la contabilizzazione delle operazioni (es. procedura di attualizzazione, metodo adottato per lo stato di avanzamento dei servizi). 267

268 Note al bilancio Lo IAS 32 stabilisce che le note al bilancio debbano contenere indicazioni che aiutino gli utilizzatori del bilancio nella valutazione della dimensione del rischio correlato alle voci esposte in bilancio. L’informativa è richiesta in modo particolare per: Rischio di prezzo Rischio di credito Rischio di liquidità Rischio sui flussi finanziari 268


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