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La nostra Scuola ricorda

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Presentazione sul tema: "La nostra Scuola ricorda"— Transcript della presentazione:

1 La nostra Scuola ricorda
Giovanni Falcone Paolo Borsellino Francesca Morvillo e gli Angeli di scorta morti con loro     A venti anni dagli attentati in cui questi Eroi persero la vita

2 LE VOSTRE IDEE… LE NOSTRE AZIONI

3 “Occorre compiere fino in fondo il proprio dovere, qualunque sia il sacrificio da sopportare, costi quel che costi, perché è in ciò che sta l'essenza della dignità umana”

4 “Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene”

5 “Gli uomini passano, le idee restano
“Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini”

6 “Se la gioventù le negherà il consenso, anche l'onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo”

7 “Avete chiuso cinque bocche, ne avete aperte 50 milioni”
Assieme a Giovanni Falcone morirono sua moglie Francesca Morvillo e i tre agenti della scorta: Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani

8 “Palermo non mi piaceva, per questo ho imparato ad amarla
“Palermo non mi piaceva, per questo ho imparato ad amarla. Perché il vero amore consiste nell’amare ciò che non ci piace per poterlo cambiare”

9 “Credo che ognuno di noi debba essere giudicato per ciò che ha fatto
“Credo che ognuno di noi debba essere giudicato per ciò che ha fatto. Contano le azioni, non le parole. Se dovessimo dar credito ai discorsi saremmo tutti bravi e irreprensibili”

10 “Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa
“Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa. Chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola”

11 “La mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine”

12 “È normale che esista la paura, in ogni uomo
“È normale che esista la paura, in ogni uomo. L’importante è che sia accompagnata dal coraggio. Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti”

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14 “Non sono né un eroe né un kamikaze, ma una persona come tante altre
“Non sono né un eroe né un kamikaze, ma una persona come tante altre. Temo la fine perché la vedo come una cosa misteriosa, non so quello che succederà nell'aldilà. Ma l'importante è che sia il coraggio a prendere il sopravvento... Se non fosse per il dolore di lasciare la mia famiglia, potrei anche morire sereno”

15 Falcone e Borsellino: due nomi, due amici, un solo luogo del nostro immaginario collettivo.

16 E' difficile dividere questo binomio, impossibile parlare di Giovanni, senza immediatamente ricordare Paolo.

17 Giovanni Falcone e Paolo Borsellino erano uniti in vita, legati da un “mestiere” che per loro era missione: liberare la società civile dall'oppressione di una “mala pianta”, la mafia.

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19 Chi apre la porta di una scuola,
chiude una prigione ! V. Hugo


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