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DECORAZIONEDECORAZIONE RAKURAKU TECNOLOGIATECNOLOGIA Lucio Troise Lucio Troise foggiaturafoggiatura.

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2 DECORAZIONEDECORAZIONE RAKURAKU TECNOLOGIATECNOLOGIA Lucio Troise Lucio Troise foggiaturafoggiatura

3 La foggiatura Le principali tecniche di foggiatura si possono dividere in tre gruppi, che si differenziano per lo stato dell’argilla (come da schema seguente). 1) Argilla allo stato secco: 2) Argilla allo stato liquido: 3) Argilla allo stato plastico: La foggiatura Le principali tecniche di foggiatura si possono dividere in tre gruppi, che si differenziano per lo stato dell’argilla (come da schema seguente). 1) Argilla allo stato secco: 2) Argilla allo stato liquido: 3) Argilla allo stato plastico: Lucio TROISE Stato dell’argillaStato dell’argilla

4 1) Argilla allo stato secco: foggiatura con pressa; 1) Argilla allo stato secco: foggiatura con pressa; seccosecco

5 Lucio TROISE Foggiatura per pressatura La pressatura è un tipo di lavorazione industriale o semi industriale; richiede l’utilizzo di presse idrauliche che, comprimendo l’argilla allo stato secco in apposite forme, fanno sì che questa assuma la forma desiderata. È particolarmente adatta alla foggiatura di piatti o mattonelle che, avendo una forma piatta, sono soggetti (se foggiati con argilla allo stato plastico o liquido) a deformarsi per effetto dell’essiccazione. Una delle presse più usata per le lavorazioni semi industriali è la pressa a revolver; essa si compone di un tamburo girevole dove sono poste le varie forme e di un braccio idraulico che pressa l’argilla nelle forme (Fig. 1) Foggiatura per pressatura La pressatura è un tipo di lavorazione industriale o semi industriale; richiede l’utilizzo di presse idrauliche che, comprimendo l’argilla allo stato secco in apposite forme, fanno sì che questa assuma la forma desiderata. È particolarmente adatta alla foggiatura di piatti o mattonelle che, avendo una forma piatta, sono soggetti (se foggiati con argilla allo stato plastico o liquido) a deformarsi per effetto dell’essiccazione. Una delle presse più usata per le lavorazioni semi industriali è la pressa a revolver; essa si compone di un tamburo girevole dove sono poste le varie forme e di un braccio idraulico che pressa l’argilla nelle forme (Fig. 1) pressaturapressatura

6 Lucio TROISE

7 2) Argilla allo stato liquido: foggiatura per colaggio; 2) Argilla allo stato liquido: foggiatura per colaggio; liquidoliquido

8 Lucio TROISE Foggiatura per colaggio Il colaggio è una tecnica usata sia nell’artigianato che nell’industria; si effettua colando argilla liquida (barbottina) in forme di gesso o di scagliola. Il gesso ha la capacità di assorbire una certa quantità di acqua contenuta nell’argilla, facendo seccare la barbottina (argilla liquida) che viene a contatto con esso. L’argilla viene tenuta nella forma di gesso fino a quando non si forma una pellicola di barbottina secca dello spessore voluto. Foggiatura per colaggio Il colaggio è una tecnica usata sia nell’artigianato che nell’industria; si effettua colando argilla liquida (barbottina) in forme di gesso o di scagliola. Il gesso ha la capacità di assorbire una certa quantità di acqua contenuta nell’argilla, facendo seccare la barbottina (argilla liquida) che viene a contatto con esso. L’argilla viene tenuta nella forma di gesso fino a quando non si forma una pellicola di barbottina secca dello spessore voluto. colaggiocolaggio

9 Lucio TROISE Dopo di che, si svuota la forma dell’eccedenza di argilla, si lascia consolidare il pezzo ottenuto, e si stacca dalla forma madre ottenendo un manufatto d’ argilla (fig.2). Il pezzo ottenuto va rifinito quando raggiunge la durezza cuoio. L’argilla liquida, seccando, si ritira in tale modo che il pezzo risulterebbe spaccato in più punti. Per ovviare a questo inconveniente, la barbottina per il colaggio viene resa liquida da poca acqua con l’aggiunta di defloccolante, cioè di sostanze chimiche che ne impediscano la flocculazione (coagulazione). Dopo di che, si svuota la forma dell’eccedenza di argilla, si lascia consolidare il pezzo ottenuto, e si stacca dalla forma madre ottenendo un manufatto d’ argilla (fig.2). Il pezzo ottenuto va rifinito quando raggiunge la durezza cuoio. L’argilla liquida, seccando, si ritira in tale modo che il pezzo risulterebbe spaccato in più punti. Per ovviare a questo inconveniente, la barbottina per il colaggio viene resa liquida da poca acqua con l’aggiunta di defloccolante, cioè di sostanze chimiche che ne impediscano la flocculazione (coagulazione).

10 Lucio TROISE

11 Le forme di gesso E’ facile concepire la forma per la riproduzione di un dato modello come un vuoto in una massa di gesso, presentante incavi dove il modello ha sporgenze: una specie di negativo dell’originale (fig.3). Riempiendo tale vuoto, si ottiene una riproduzione del modello originale. Se le copie devono essere molte, la forma prende il nome di stampo, e viene costruita con modalità che ne permettano il recupero ed il riutilizzo. Le forme di gesso E’ facile concepire la forma per la riproduzione di un dato modello come un vuoto in una massa di gesso, presentante incavi dove il modello ha sporgenze: una specie di negativo dell’originale (fig.3). Riempiendo tale vuoto, si ottiene una riproduzione del modello originale. Se le copie devono essere molte, la forma prende il nome di stampo, e viene costruita con modalità che ne permettano il recupero ed il riutilizzo. Forme di gessoForme di gesso

12 Lucio TROISE

13 Esistono vari metodi di applicazione di questa tecnica, e vari tipi di forme. Le più importanti sono: forma matta o perduta; forma semplice; forma a tasselli o composta. Esistono vari metodi di applicazione di questa tecnica, e vari tipi di forme. Le più importanti sono: forma matta o perduta; forma semplice; forma a tasselli o composta. Tipi di formeTipi di forme

14 Lucio TROISE Forma matta o perduta - Usata soprattutto nella scultura, è una matrice che permette di produrre una sola copia del modello. Si ottiene stendendo sul modello d’argilla, ancora fresco, uno strato di gesso. Quando il gesso è secco, si estrae l’argilla con cura, ottenendo il negativo del modello (fig. 4). Nella forma ottenuta, dopo aver isolato le pareti con sapone o vernici, si cola del gesso; questo, quando sarà secco, sarà l’esatta copia dell’originale, e potrà essere usato per preparare altri stampi. La forma madre verrà rotta per liberare il modello. Forma matta o perduta - Usata soprattutto nella scultura, è una matrice che permette di produrre una sola copia del modello. Si ottiene stendendo sul modello d’argilla, ancora fresco, uno strato di gesso. Quando il gesso è secco, si estrae l’argilla con cura, ottenendo il negativo del modello (fig. 4). Nella forma ottenuta, dopo aver isolato le pareti con sapone o vernici, si cola del gesso; questo, quando sarà secco, sarà l’esatta copia dell’originale, e potrà essere usato per preparare altri stampi. La forma madre verrà rotta per liberare il modello. mattamatta

15 Lucio TROISE

16 Forma semplice - É lo stampo fatto di un solo pezzo; serve alla riproduzione facile e sollecita di manufatti semplici e privi di sottosquadri, cioè sbalzi, o sporgenze che possano impedire al modello di uscire dallo stampo (fig.5). Forma semplice - É lo stampo fatto di un solo pezzo; serve alla riproduzione facile e sollecita di manufatti semplici e privi di sottosquadri, cioè sbalzi, o sporgenze che possano impedire al modello di uscire dallo stampo (fig.5). semplicesemplice

17 Lucio TROISE

18 Forma a tasselli o composta- è il tipo di stampo utilizzato per i modelli più complessi e con sottosquadri. Si compone di più pezzi ( fig, 6- pezzi 3,4,5,6,7,8,9,10) che vengono smontati per permettere al manufatto di uscire dalla forma madre senza deformarsi. È completata da una custodia ( fig. 6- pezzi 1 e 2), pure in gesso, che serve a tenere uniti i vari componenti della forma madre. Forma a tasselli o composta- è il tipo di stampo utilizzato per i modelli più complessi e con sottosquadri. Si compone di più pezzi ( fig, 6- pezzi 3,4,5,6,7,8,9,10) che vengono smontati per permettere al manufatto di uscire dalla forma madre senza deformarsi. È completata da una custodia ( fig. 6- pezzi 1 e 2), pure in gesso, che serve a tenere uniti i vari componenti della forma madre. compostacomposta

19 Lucio TROISE ( fig. 6),

20 Lucio TROISE 3) Argilla allo stato plastico: foggiatura a mano, foggiatura a colombini o lucignoli, foggiatura con la tecnica a lastre foggiatura con stampi, foggiatura al tornio, foggiatura per calibratura. foggiatura a mano libera. 3) Argilla allo stato plastico: foggiatura a mano, foggiatura a colombini o lucignoli, foggiatura con la tecnica a lastre foggiatura con stampi, foggiatura al tornio, foggiatura per calibratura. foggiatura a mano libera. plasticoplastico

21 Lucio TROISE Foggiatura a mano La foggiatura a mano è la tecnica più antica; è usata soprattutto per la produzione di pezzi singoli di grande valore artistico, o per foggiare i modelli che poi serviranno da base per altre tecniche. Insostituibile nella produzione di bassorilievi, statue e altorilievi, è, senz’altro, il modo più diretto per dar sfogo alla creatività ed al bisogno di esprimersi di un artista-ceramista. Le difficoltà maggiori che si incontrano, applicando questa tecnica, sono legate ai fattori che provocano lo spaccarsi dei manufatti in fase di cottura o di essiccamento. Foggiatura a mano La foggiatura a mano è la tecnica più antica; è usata soprattutto per la produzione di pezzi singoli di grande valore artistico, o per foggiare i modelli che poi serviranno da base per altre tecniche. Insostituibile nella produzione di bassorilievi, statue e altorilievi, è, senz’altro, il modo più diretto per dar sfogo alla creatività ed al bisogno di esprimersi di un artista-ceramista. Le difficoltà maggiori che si incontrano, applicando questa tecnica, sono legate ai fattori che provocano lo spaccarsi dei manufatti in fase di cottura o di essiccamento. A manoA mano

22 Lucio TROISE Tali fattori consistono soprattutto nello spessore dei pezzi e nel formarsi di bolle d’aria, specialmente quando si uniscono diversi pezzi di argilla. Solo l’esperienza e l’acquisizione della necessaria sensibilità delle dita possono far sì che si possano ottenere risultati accettabili. È importante, per l’artigiano che si cimenti con questa tecnica, imparare a preparare e ad usare le barbottine che serviranno per attaccare pezzi fatti separatamente. Tali fattori consistono soprattutto nello spessore dei pezzi e nel formarsi di bolle d’aria, specialmente quando si uniscono diversi pezzi di argilla. Solo l’esperienza e l’acquisizione della necessaria sensibilità delle dita possono far sì che si possano ottenere risultati accettabili. È importante, per l’artigiano che si cimenti con questa tecnica, imparare a preparare e ad usare le barbottine che serviranno per attaccare pezzi fatti separatamente.

23 Lucio TROISE Lucignolo o tecnica a colombini La lavorazione a lucignolo o colombino rientra nelle tecniche di foggiatura a mano, e consiste nel formare cannelli aventi lo stesso spessore e nel disporli a spirale l’uno sull’altro, unendoli con la pressione dell’indice e del pollice. La pressione dell’indice spinge all’interno del pezzo il colombino superiore contro quello inferiore, mentre quella del pollice spinge all’esterno del pezzo il lucignolo inferiore verso il superiore. Il primo lucignolo viene applicato su di una base preparata in precedenza, con l’aiuto di un lieve strato di barbottina. Lucignolo o tecnica a colombini La lavorazione a lucignolo o colombino rientra nelle tecniche di foggiatura a mano, e consiste nel formare cannelli aventi lo stesso spessore e nel disporli a spirale l’uno sull’altro, unendoli con la pressione dell’indice e del pollice. La pressione dell’indice spinge all’interno del pezzo il colombino superiore contro quello inferiore, mentre quella del pollice spinge all’esterno del pezzo il lucignolo inferiore verso il superiore. Il primo lucignolo viene applicato su di una base preparata in precedenza, con l’aiuto di un lieve strato di barbottina. lucignololucignolo

24 Lucio TROISE Esistono diversi stili di lavorazione a lucignolo. Essi si differenziano per lo spessore dei colombini, e per la possibilità di lisciare l’esterno del manufatto o sfruttare a scopo estetico l’impronta lasciata dalle dita. Nella fabbricazione di pezzi di grande dimensione è opportuno ridurre il diametro dei colombini, man mano che si sale, per alleggerire lo spessore dei manufatti, e non caricare di troppo peso i lucignoli posti alla base dell’oggetto. Esistono diversi stili di lavorazione a lucignolo. Essi si differenziano per lo spessore dei colombini, e per la possibilità di lisciare l’esterno del manufatto o sfruttare a scopo estetico l’impronta lasciata dalle dita. Nella fabbricazione di pezzi di grande dimensione è opportuno ridurre il diametro dei colombini, man mano che si sale, per alleggerire lo spessore dei manufatti, e non caricare di troppo peso i lucignoli posti alla base dell’oggetto.

25 Lucio TROISE Tecnica a lastre Per foggiare manufatti col la tecnica a lastre, si deve stendere l’argilla formando delle lastre non più spesse di 5 mm. Dalle lastre si ritagliano le pareti e la base dell’oggetto da realizzare e si lasciano asciugare. Quando i pezzi avranno raggiunto la durezza cuoio, si assemblano, incollandoli con la barbottina, e si lasciano asciugare. È evidente che questa tecnica si presta alla foggiatura di oggetti che hanno forme geometriche, ma si può applicare anche a forme irregolari, modellando le pareti dell’oggetto quando le lastre sono ancora fresche. È importante cogliere il momento opportuno per attaccare i vari pezzi, cioè quando l’argilla avrà raggiunto una consistenza tale da essere maneggiata senza deformarsi, ma potrà ancora essere tagliata con un coltello (durezza cuoio). Tecnica a lastre Per foggiare manufatti col la tecnica a lastre, si deve stendere l’argilla formando delle lastre non più spesse di 5 mm. Dalle lastre si ritagliano le pareti e la base dell’oggetto da realizzare e si lasciano asciugare. Quando i pezzi avranno raggiunto la durezza cuoio, si assemblano, incollandoli con la barbottina, e si lasciano asciugare. È evidente che questa tecnica si presta alla foggiatura di oggetti che hanno forme geometriche, ma si può applicare anche a forme irregolari, modellando le pareti dell’oggetto quando le lastre sono ancora fresche. È importante cogliere il momento opportuno per attaccare i vari pezzi, cioè quando l’argilla avrà raggiunto una consistenza tale da essere maneggiata senza deformarsi, ma potrà ancora essere tagliata con un coltello (durezza cuoio). lastrelastre

26 Lucio TROISE Foggiatura con stampi La foggiatura con stampi è a metà tra la tecnica del colaggio e la tecnica a lastre, in quanto consiste nel far aderire lastre d’argilla a stampi di gesso, con la pressione esercitata dalle dita dell’artigiano e con l’aiuto di una spugna bagnata. Gli stampi, di tipo semplice, possono essere di uno o più pezzi. Nel caso di stampi a più pezzi, questi vengono riempiti singolarmente e poi uniti, dopo aver spalmato di barbottina i bordi. La pressione esercitata permette alla barbottina di saldare le varie parti del manufatto. Lasciata asciugare la barbottina, il pezzo, estratto dalla forma, risulterà intero e pronto per essere rifinito. Anche in questa tecnica si dovrà tenere conto degli eventuali sottosquadri. Foggiatura con stampi La foggiatura con stampi è a metà tra la tecnica del colaggio e la tecnica a lastre, in quanto consiste nel far aderire lastre d’argilla a stampi di gesso, con la pressione esercitata dalle dita dell’artigiano e con l’aiuto di una spugna bagnata. Gli stampi, di tipo semplice, possono essere di uno o più pezzi. Nel caso di stampi a più pezzi, questi vengono riempiti singolarmente e poi uniti, dopo aver spalmato di barbottina i bordi. La pressione esercitata permette alla barbottina di saldare le varie parti del manufatto. Lasciata asciugare la barbottina, il pezzo, estratto dalla forma, risulterà intero e pronto per essere rifinito. Anche in questa tecnica si dovrà tenere conto degli eventuali sottosquadri. stampistampi

27 Lucio TROISE Foggiatura al tornio La foggiatura al tornio è la più importante e la più caratteristica della lavorazione della ceramica. Essa si effettua per mezzo di un meccanismo, il tornio, che permette di sfruttare il principio della forza centrifuga. Il tornio è il macchinario più antico inventato per la lavorazione della ceramica; evolutosi col tempo, se ne conoscono tre tipi diversi: la girella, che era una semplice ruota di pietra o legno, fatta girare, per mezzo di un perno, dall’artigiano tornitore o da un aiutante; Foggiatura al tornio La foggiatura al tornio è la più importante e la più caratteristica della lavorazione della ceramica. Essa si effettua per mezzo di un meccanismo, il tornio, che permette di sfruttare il principio della forza centrifuga. Il tornio è il macchinario più antico inventato per la lavorazione della ceramica; evolutosi col tempo, se ne conoscono tre tipi diversi: la girella, che era una semplice ruota di pietra o legno, fatta girare, per mezzo di un perno, dall’artigiano tornitore o da un aiutante; torniotornio TornioAttrezzi per il tornio

28 Tornianti

29 Lucio TROISE il tornio a pedale, dove la girella, posta all’altezza di un tavolo, è collegata, per mezzo di un lungo perno, ad una ruota più grande, che viene fatta girare con i piedi (fig.7); il tornio elettrico, dove la ruota è stata sostituita da un motore elettrico, il quale permette di avere una velocità diversa (per mezzo di frizioni), ma costante. il tornio a pedale, dove la girella, posta all’altezza di un tavolo, è collegata, per mezzo di un lungo perno, ad una ruota più grande, che viene fatta girare con i piedi (fig.7); il tornio elettrico, dove la ruota è stata sostituita da un motore elettrico, il quale permette di avere una velocità diversa (per mezzo di frizioni), ma costante.

30 Lucio TROISE

31 La tornitura permette di foggiare solo pezzi che abbiano la forma tondeggiante. I tornitori sono molto richiesti, ma è un lavoro che richiede molta pratica. Per ben capire questa tecnica bisogna dividerla in cinque fasi successive: la centratura, la bucatura, il sollevamento, la modellatura e la rifinitura. Le prime fasi della lavorazione vanno fatte con la mani ben bagnate, per permettere all’argilla di scivolare su di esse senza deformarsi. La centratura Bucatura Sollevamento Modellatura Rifinitura La tornitura permette di foggiare solo pezzi che abbiano la forma tondeggiante. I tornitori sono molto richiesti, ma è un lavoro che richiede molta pratica. Per ben capire questa tecnica bisogna dividerla in cinque fasi successive: la centratura, la bucatura, il sollevamento, la modellatura e la rifinitura. Le prime fasi della lavorazione vanno fatte con la mani ben bagnate, per permettere all’argilla di scivolare su di esse senza deformarsi. La centratura Bucatura Sollevamento Modellatura Rifinitura

32 Lucio TROISE La centratura Al centro della girella, si fissa una palla di argilla precedentemente impastata, e si avvia il tornio. Facendo pressione con la mano destra dall’alto verso il basso, e con la mano sinistra dall’esterno verso il centro, si costringe l’argilla a girare su se stessa al centro della girella (fig.8-a). La centratura Al centro della girella, si fissa una palla di argilla precedentemente impastata, e si avvia il tornio. Facendo pressione con la mano destra dall’alto verso il basso, e con la mano sinistra dall’esterno verso il centro, si costringe l’argilla a girare su se stessa al centro della girella (fig.8-a). centraturacentratura

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34 Lucio TROISE Bucatura Quando l’argilla è a centro della girella, si buca la parte interna, lasciando, sul fondo, lo spessore per la base dell’oggetto. Questa operazione viene fatta con la mano destra, mentre con la sinistra si cerca di tenere l’argilla al centro della girella, in quanto la forza centrifuga tenderà a spostarla (fig. 8-B). Bucatura Quando l’argilla è a centro della girella, si buca la parte interna, lasciando, sul fondo, lo spessore per la base dell’oggetto. Questa operazione viene fatta con la mano destra, mentre con la sinistra si cerca di tenere l’argilla al centro della girella, in quanto la forza centrifuga tenderà a spostarla (fig. 8-B). bucaturabucatura

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36 Lucio TROISE Bucata la palla d’argilla, si procede ad assottigliare le pareti ed alzare il pezzo, dandogli la forma di un cilindro. Questa operazione viene eseguita prendendo l’argilla eccedente nella parte inferiore, e trascinandola verso l’alto, Bucata la palla d’argilla, si procede ad assottigliare le pareti ed alzare il pezzo, dandogli la forma di un cilindro. Questa operazione viene eseguita prendendo l’argilla eccedente nella parte inferiore, e trascinandola verso l’alto, Sollevamento

37 Lucio TROISE perpendicolarmente alla girella, facendo pressione con la mano sinistra all’interno del pezzo, e con la destra all’esterno (fig.8-c). In questa fase ci si può aiutare con una spatola di legno o di plastica, di forma rettangolare, che consente di raddrizzare la pareti del pezzo. perpendicolarmente alla girella, facendo pressione con la mano sinistra all’interno del pezzo, e con la destra all’esterno (fig.8-c). In questa fase ci si può aiutare con una spatola di legno o di plastica, di forma rettangolare, che consente di raddrizzare la pareti del pezzo.

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41 D - MODELLATURA

42 Lucio TROISE Se le precedenti fasi sono state eseguite correttamente, a questo punto si ha davanti un vaso di forma cilindrica, al quale si può dare la forma che si desidera. Per allargare un punto dell’oggetto, si farà pressione dall’interno verso l’esterno, Se le precedenti fasi sono state eseguite correttamente, a questo punto si ha davanti un vaso di forma cilindrica, al quale si può dare la forma che si desidera. Per allargare un punto dell’oggetto, si farà pressione dall’interno verso l’esterno, Modellatura

43 Lucio TROISE mentre, per creare delle strozzature, si premerà dall’esterno verso l’interno (fig. 8- d), aiutandosi magari con stecche e spatole. Quando si è ottenuta la forma desiderata, l’oggetto va staccato dalla girella, tagliando la base con un filo di nailon o acciaio sottile, e va posto ad asciugare. mentre, per creare delle strozzature, si premerà dall’esterno verso l’interno (fig. 8- d), aiutandosi magari con stecche e spatole. Quando si è ottenuta la forma desiderata, l’oggetto va staccato dalla girella, tagliando la base con un filo di nailon o acciaio sottile, e va posto ad asciugare.

44 Lucio TROISE La rifinitura va fatta quando il manufatto ha raggiunto la consistenza cuoio; esso viene rimesso sulla girella, ricentrato, e fermato con barbottina; dopo di che con l’aiuto di ferri, chiavi o mirette, sfruttando il movimento del tornio, si assottigliano le pareti e si eseguono le normali operazioni di rifinitura. La rifinitura va fatta quando il manufatto ha raggiunto la consistenza cuoio; esso viene rimesso sulla girella, ricentrato, e fermato con barbottina; dopo di che con l’aiuto di ferri, chiavi o mirette, sfruttando il movimento del tornio, si assottigliano le pareti e si eseguono le normali operazioni di rifinitura. la rifinitura. Attrezzi

45 Lucio TROISE Il manufatto può essere tornito in uno o in più pezzi, che vengono poi uniti, con l’aiuto della barbottina, in fase di rifinitura. Per la foggiatura di piatti, si può applicare la suddetta tecnica, tenendo presente che la specificità della forma può causare il deformarsi del manufatto. Per ovviare in parte al problema, si può aggiungere alla girella un disco di legno, che ne faciliti i movimenti. Un altro modo per foggiare piatti, al tornio, prevede l’utilizzo di stampi di gesso applicati alla girella, sui quali si fa aderire una lastra di argilla, aiutandosi con il movimento rotatorio del tornio e con una spugna. Il manufatto può essere tornito in uno o in più pezzi, che vengono poi uniti, con l’aiuto della barbottina, in fase di rifinitura. Per la foggiatura di piatti, si può applicare la suddetta tecnica, tenendo presente che la specificità della forma può causare il deformarsi del manufatto. Per ovviare in parte al problema, si può aggiungere alla girella un disco di legno, che ne faciliti i movimenti. Un altro modo per foggiare piatti, al tornio, prevede l’utilizzo di stampi di gesso applicati alla girella, sui quali si fa aderire una lastra di argilla, aiutandosi con il movimento rotatorio del tornio e con una spugna.

46 Lucio TROISE

47 La calibratura è usata soprattutto per fare piatti. Si applica al tornio un braccio di metallo sollevabile, detto calibro. Ad una estremità del calibro vi è un peso che ne agevola i movimenti, all’altra un fermo che permette di fissare le sagome. Sulla girella viene fissato uno stampo sagomato riproducente il negativo dell’interno di un piatto. Sullo stampo viene stesa una lastra di argilla, che prenderà la forma interna del piatto. La forma esterna sarà data dalla pressione esercitata dal calibro sulla sagoma, facendo ruotare la girella (fig.9). La calibratura è usata soprattutto per fare piatti. Si applica al tornio un braccio di metallo sollevabile, detto calibro. Ad una estremità del calibro vi è un peso che ne agevola i movimenti, all’altra un fermo che permette di fissare le sagome. Sulla girella viene fissato uno stampo sagomato riproducente il negativo dell’interno di un piatto. Sullo stampo viene stesa una lastra di argilla, che prenderà la forma interna del piatto. La forma esterna sarà data dalla pressione esercitata dal calibro sulla sagoma, facendo ruotare la girella (fig.9). Calibratura

48 Lucio TROISE (fig.9)


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