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STRUTTURA dello STATO PATRIMONIALE IV direttiva CEE sezioni contrapposte o divise Tra le due possibili forme di Stato patrimoniale previste dalla IV direttiva.

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1 STRUTTURA dello STATO PATRIMONIALE IV direttiva CEE sezioni contrapposte o divise Tra le due possibili forme di Stato patrimoniale previste dalla IV direttiva CEE (forma a sezione divise, forma scalare) il nostro legislatore ha scelto quella a sezioni contrapposte o divise, operando opportuni adattamenti per tenere conto di alcune particolarità del nostro sistema giuridico e per conservare, in determinati casi, un maggior grado di analisi rispetto al modello previsto dalla Direttiva. STRUTTURA dello Stato patrimonialeSTRUTTURA dello Stato patrimonialedall’art c.c. La STRUTTURA dello Stato patrimoniale stabilita dall’art c.c. da cui emerge un documento caratterizzato da una distinzione delle sue poste in raggruppamenti di vario livello che sono contrassegnate da caratteri alfabetici e numerici.STRUTTURA dello Stato patrimoniale criterio misto La classificazione degli elementi delle due sezioni (dare e avere) è operata con un “criterio misto”.classificazione degli elementi delle due sezioni

2 STRUTTURA dello S.P. - art.2424 Schema Lo Stato patrimoniale deve assumere la forma a sezioni divise e deve essere così articolato (vedi anche Schema).Schema lettere maiuscole:“raggruppamenti di struttura” o“macroclassi” lettere maiuscole: indicano i “raggruppamenti di struttura” o “macroclassi” (Immobilizzazioni, attivo circolante, Patrimonio netto, Fondi per rischi e oneri, ecc,); numeri romani“classi” numeri romani: indicano le varie “classi”, in cui si suddividono i raggruppamenti strutturali; numeri arabivoci lettere minuscole numeri arabi: indicano le singole "voci", nell’ambito delle classi o dei raggruppamenti strutturali: a loro volta le voci possono esser ulteriormente costituite da “sottovoci” contrassegnate con lettere minuscole. Un punto di notevole importanza, per il significato informativo che assumono i dati relativi alle “garanzie prestate” e alle altre situazioni concernenti impegni di terzi, beni presso terzi, ecc. è rappresentato Un punto di notevole importanza, per il significato informativo che assumono i dati relativi alle “garanzie prestate” e alle altre situazioni concernenti impegni di terzi, beni presso terzi, ecc. è rappresentato dall’ultimo comma dell’art c.c. INDIETRO

3 CRITERI DI CLASSIFICAZIONE DELL’ATTIVO E DEL PASSIVO Le attività criterio della destinazione economica Le attività (che rappresentano gli impieghi o investimenti di capitale effettuati dall’azienda) risultano classificate in via principale in base al criterio della destinazione economica, cioè avendo riguardo alla funzione che i vari investimenti svolgono nell’impresa. Conseguentemente abbiamo l’articolazione dell’attivo in: capitale fisso immobilizzazioni (sarebbe meglio dire capitale fisso); capitale circolante attivo circolante (capitale circolante) Le passività passivo e patrimonio netto criterio (dell’origine) delle fonti di finanziamento Le passività (ma sarebbe più corretto designare la sezione di destra come “passivo e patrimonio netto”), vengono fondamentalmente classificate in base al criterio (dell’origine) delle fonti di finanziamento: mezzi propri e mezzi di terzi, essenzialmente, ma con più dettaglio rispetto all’attivo. debiti oltre l’esercizio successivo quantificazione finanziaria creditiC) II Per i debiti, però, si richiede di indicare, distintamente per ogni voce, l’importo da pagare oltre l’esercizio successivo, sicché viene introdotta anche qui una quantificazione finanziaria (anche per il crediti – C) II – era richiesta la stessa cosa). criterio finanziarioinformazioni sull’esigibilità dei crediti e dei debiti riclassificazioni dei valori La classificazione delle voci dello Stato patrimoniale, dunque, non segue il criterio finanziario, ma si limita a dare talune informazioni sull’esigibilità dei crediti e dei debiti, per cui, per apprezzare in maniera non superficiale la situazione finanziaria della società continuano a rendersi necessarie opportune “riclassificazioni dei valori”, anche se ciò avviene indubbiamente in misura assai minore di quanto accadeva in passato.informazioni sull’esigibilità dei crediti e dei debitiinformazioni sull’esigibilità dei crediti e dei debiti INDIETRO

4 Informazioni finanziarie dello S.P. informazioni di carattere “finanziario impieghifonti di finanziamento Abbiamo visto che alle due tipologie di classificazione utilizzate nello stato patrimoniale (una per l’attivo e l’altra per il passivo) si si associano anche alcune utili informazioni di carattere “finanziario” che consentono di cogliere il vario grado di “liquidità” degli impieghi e i termini di scadenza di alcune fonti di finanziamento. ATTIVO: immobilizzazioni finanziarie criterio finanziarioattivo circolante.con riferimento ai crediti di finanziamento (inclusi nelle immobilizzazioni finanziarie) lo schema prevede l’indicazione degli importi con scadenza entro l’esercizio successivo, cioè della parte, che secondo un criterio finanziario dovrebbe iscriversi come attivo circolante. profilo finanziarioimmobilizzazioni finanziarieanalogamente, con riferimento ai crediti commerciali, che sono compresi nell’attivo circolante, è richiesta l’indicazione degli importi con scadenza oltre l’esercizio successivo, cioè della parte che sotto il profilo finanziario dovrebbe iscriversi tra le immobilizzazioni finanziarie. PASSIVO: debiti oltre l’esercizio successivo quantificazione finanziariaper i debiti si richiede di indicare, distintamente per ogni voce, l’importo da pagare oltre l’esercizio successivo, sicché viene introdotta anche qui una quantificazione finanziaria.

5 CONTENUTO DELLO STATO PATRIMONIALE schemaschemadello Stato patrimoniale obbligatorio voci art – bis Le nuove norme del codice civile in materia di bilancio non si limitano a dare lo schema dello Stato patrimoniale (che è obbligatorio), ma dettano anche delle disposizioni particolari per talune voci che il legislatore ha ritenuto meritevoli di qualche precisazione ( art – bis ). art – bisschema art – bis due sezioni Prenderemo ora in esame il contenuto due sezioni dello Stato patrimoniale: ATTIVO ATTIVO ATTIVO; PASSIVO PASSIVO PASSIVO.

6 ATTIVO macrolassi L’attivo, in base allo schema previsto dal codice civile, si articola nelle seguenti macrolassi: A. CREDITI VERSO SOCI CREDITI VERSO SOCI CREDITI VERSO SOCI B.IMMOBILIZZAZIONI, IMMOBILIZZAZIONI C.ATTIVO CIRCOLANTE, ATTIVO CIRCOLANTEATTIVO CIRCOLANTE D.RATEI E RISCONTI D.RATEI E RISCONTI.RATEI E RISCONTIRATEI E RISCONTI –In pratica però nell'Attivo, le macroclassi principali sono due: IMMOBILIZZAZIONI (B) ATTIVO CIRCOLANTE (C), art – bisart – bis, 1° comma la distinzione è effettuata sulla base della destinazione o dell'utilizzo più o meno durevole. Questo è espressamente affermato dal legislatore (art – bis, 1° comma), quando sancisce che si devono considerare "immobilizzazioni" i beni destinati a essere utilizzati durevolmente nell'impresa.art – bis circolanticiclo di utilizzo si prevede breve, e comunque non superiore a 12 mesi Per deduzione, dovranno essere considerati circolanti quegli elementi il cui ciclo di utilizzo si prevede breve, e comunque non superiore a 12 mesi. L’elemento che consente la distinzione tra immobilizzazioni e attivo circolante e, quindi, la “destinazione economica”. Dall’attivo circolante, poi, vengono estrapolati alcuni elementi in quanto si riferiscono a operazioni di natura particolarmente significative (A - CREDITI VERSO SOCI) o di natura particolare (D - RATEI E RISCONTI). N.B.: N.B.: gli elementi dell’attivo vengono rappresentati al netto di eventuali poste di rettifica o rettifica di valore (fondi ammortamento, fondo svalutazione crediti, fondo svalutazione titoli ecc.). INDIETRO

7 IL PASSIVO macroclassi Il passivo, in base allo schema previsto dal codice civile, si articola nelle seguenti macroclassi: A. PATRIMONIO NETTO, PATRIMONIO NETTO PATRIMONIO NETTO B. FONDI PER RISCHI E ONERI, FONDI PER RISCHI E ONERI FONDI PER RISCHI E ONERI C. TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO, TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO D. DEBITI, DEBITI E. RATEI E RISCONTI E. RATEI E RISCONTI. RATEI E RISCONTI RATEI E RISCONTI Per le voci del Passivo non si individua uno specifico criterio basato sull'esigibilità delle fonti. criterio di classificazione prevalente Il criterio di classificazione prevalente appare infatti basato sulla provenienza dei finanziamenti più che sui tempi di rimborso, anche se per i DEBITI, macroclasse D, è prevista la separata indicazione per ciascuna voce degli importi esigibili oltre l'esercizio successivo. Il PATRIMONIO NETTO (A) è articolato in modo vasto e puntuale. I FONDI PER RISCHI E ONERI (B) e i DEBITI PER TFR (C) hanno una loro precisa collocazione che però non consente, se non attraverso una riclassificazione dello Stato patrimoniale, di effettuare indagini di natura finanziaria. INDIETRO

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9 STATO PATRIMONIALE ATTIVO PASSIVO A CREDITI VERSO SOCI (per versamenti ancora dovuti) A PATRIMONIO NETTO: ICapitale B IMMOBILIZZAZIONI: IIRiserva da soprapprezzo delle azioni I Immateriali IIIRiserve di rivalutazione II Materiali IVRiserva legale III Finanziarie VRiserva per azioni proprie in portafoglio VIRiserva statutaria C ATTIVO CIRCOLANTE: VIIAltre riserve, distintamente indicate I Rimanenze VIIIUtile (perdita) portati a nuovo II Crediti IXUtile (perdita) dell’esercizio III Attività finanziarie IV Disponibilità liquide B FONDI PER RISCHI E ONERI D RATEI E RISCONTI (attivi) C TRATT. FINE RAPPORTO (TFR) D DEBITI E RATEI E RISCONTI (passivi)

10 Art.2424-bis Disposizioni relative a singole voci dello Stato patrimoniale elementi patrimoniali destinati ad esser utilizzati durevolmenteimmobilizzazioni 1.“Gli elementi patrimoniali destinati ad esser utilizzati durevolmente devono esser iscritti tra le immobilizzazioni. partecipazioniin altre impresein misura non inferiore a quelle stabilite dal terzo comma dell’art c.c immobilizzazioni 2.Le “partecipazioni” in altre imprese in misura non inferiore a quelle stabilite dal terzo comma dell’art c.c. si presumono “immobilizzazioni”. accantonamenti per rischi ed oneri soltanto perdite o debitidi natura determinata, di esistenza certa o probabile, dei quali tuttavia alla chiusura dell’esercizio sono indeterminati o l’ammontare o la data di sopravvenienza 3.Gli accantonamenti per rischi ed oneri sono destinati soltanto a coprire perdite o debiti di natura determinata, di esistenza certa o probabile, dei quali tuttavia alla chiusura dell’esercizio sono indeterminati o l’ammontare o la data di sopravvenienza. l’importo calcolato a norma dell’articolo Nella voce trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato deve essere indicato l’importo calcolato a norma dell’articolo ratei e risconti attiviproventidi competenza dell’esercizio esigibili in esercizi successivi costi sostenuti entro la chiusura dell’eserciziodi competenza degli esercizi successivi ratei e risconti passivicosti di competenza dell’esercizioesigibili negli esercizi successiviproventi percepiti entro la chiusura dell’eserciziodi competenza di esercizi successiviquote di costi e proventi, comuni a due o più esercizi, l’entità dei quali varia in ragione del tempo 5.Nella voce ratei e risconti attivi devono esser iscritti i proventi di competenza dell’esercizio esigibili in esercizi successivi, e i costi sostenuti entro la chiusura dell’esercizio ma di competenza degli esercizi successivi. Nella voce ratei e risconti passivi devono essere iscritti i costi di competenza dell’esercizio esigibili negli esercizi successivi e i proventi percepiti entro la chiusura dell’esercizio ma di competenza di esercizi successivi. Possono esser iscritte in tali voci soltanto quote di costi e proventi, comuni a due o più esercizi, l’entità dei quali varia in ragione del tempo.”

11 A) CREDITI VERSO SOCI PER VERSAMENTI ANCORA DOVUTI A - CREDITI VERSO SOCI PER VERSAMENTI ANCORA DOVUTI, che ha lo scopo di individuare il capitale versato per detrazione da quello sottoscritto esposto nel passivo (nella classe A I) Capitale).

12 B) IMMOBILIZZAZIONI art – bis art – bis Le IMMOBILIZZAZIONI (art – bis)art – bis vengono successivamente articolate in: I) Immateriali, II) Materiali, art – bisart – bis, 2° comma III) Finanziarie. (art – bis, 2° comma)art – bis INDIETRO

13 C) ATTIVO CIRCOLANTE L’ATTIVO CIRCOLANTE (macroclasse) è articolato in 4 classi, disposte secondo un ordine di “liquidità” crescente: I. Rimanenze; Rimanenze II. Crediti; Crediti III. Attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni; Attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni IV. Disponibilità liquide. Disponibilità liquide Un palese esempio di classificazione per destinazione si individua nelle voci relative agli “acconti” ai fornitori di immobilizzazioni materiali e immateriali e ai fornitori di materie di consumo, collocati rispettivamente nelle classi I) e II) delle Immobilizzazioni e nella classe I) dell'Attivo Circolante. La collocazione degli acconti deve pertanto essere effettuata avendo riguardo alla destinazione degli acconti stessi, e non alla natura (cioè non sono messi tra i crediti). INDIETRO

14 I - Rimanenze Rimanenze (C I) Le Rimanenze (C I) si articolano nelle seguenti voci: 1) Materie prime, sussidiarie e di consumo; 2) Prodotti in corso di lavorazione; 3) Lavori in corso su ordinazione; 4) Prodotti finiti e merci; 5) Acconti. INDIETRO

15 II - Crediti Crediti (C II) I Crediti (C II) si articolano nelle seguenti voci (con separata indicazione, per ciascuna voce, degli importi esigibili oltre l’esercizio successivo) : 1) Verso clienti; 2) Verso imprese controllate; 3) Verso imprese collegate; 4) Verso controllanti; 5) Verso altri. presumibile valore di realizzazione I crediti sono iscritti in bilancio secondo il loro presumibile valore di realizzazione. INDIETRO

16 III – Attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni Attività finanziarie (C III) che non costituiscono immobilizzazioni Le Attività finanziarie (C III) che non costituiscono immobilizzazioni, si articolano nelle seguenti voci: 1) Partecipazioni in imprese controllate; 2) Partecipazioni in imprese collegate; 3) Partecipazioni in imprese controllanti; 4) Altre partecipazioni; 5) Azioni proprie ; 5) Azioni proprie (con indicazione anche del valore nominale complessivo ); 6) Altri titoli. INDIETRO

17 IV – Disponibilità liquide disponibilità liquide (C IV) Le disponibilità liquide (C IV) si articolano nelle seguenti voci: 1) Depositi bancari e postali; 2) Assegni; 3) Denaro e valori in cassa. INDIETRO

18 D) RATEI E RISCONTI ATTIVI disaggio su prestitiun’ipotesi di “risconto attivo”. D - RATEI E RISCONTI, con separata indicazione del disaggio su prestiti, ha lo scopo di accogliere una pluralità di voci estremamente eterogenee sia sotto il profilo della durata che sotto quello della destinazione. In pratica il “disaggio su prestiti” è stato considerato un’ipotesi di “risconto attivo”. ratei e risconti attividal legislatore la cui entità varia in ragione del tempo ratei e risconti attiviproventidi competenza dell’esercizio esigibili in esercizi successivi costi sostenuti entro la chiusura dell’eserciziodi competenza degli esercizi successiviquote di costi e proventi, comuni a due o più esercizi, l’entità dei quali varia in ragione del tempo art bis, 5° comma I ratei e risconti attivi vengono considerati dal legislatore come valori comuni a due o più esercizi consecutivi la cui entità varia in ragione del tempo.: “ Nella voce ratei e risconti attivi devono esser iscritti i proventi di competenza dell’esercizio esigibili in esercizi successivi, e i costi sostenuti entro la chiusura dell’esercizio ma di competenza degli esercizi successivi. Possono esser iscritte in tali voci soltanto quote di costi e proventi, comuni a due o più esercizi, l’entità dei quali varia in ragione del tempo.” (art bis, 5° comma) art bisart bis ratei e i risconti un'accezione più ampiadottrina ragionieristicacon riferimento a due soli esercizi consecutivi PRECISAZIONE: ratei e i risconti sono considerati dal legislatore in un'accezione più ampia rispetto a quella tradizionalmente accolta dalla dottrina ragionieristica, che li ha sempre individuati con riferimento a due soli esercizi consecutivi. INDIETRO

19 A) PATRIMONIO NETTO patrimonio netto Il patrimonio netto è particolarmente articolato: per quanto riguarda i primi sei numeri romani non c’è niente di particolare da dire (capitale, riserva soprapprezzo azioni, riserve di rivalutazione, riserva legale, riserva per azioni proprie in portafoglio, riserve statutarie) e neanche per l’VIII (utili - perdite - portate a nuovo) e il IX (utile – perdita - d’esercizio). Più complessa appare il numero VII: Altre riserve (distintamente indicate). La classe VII) Altre riserve, in realtà, permette la creazione di un'area fiscale all'interno dello Stato patrimoniale. Sono accolte in questa classe sia riserve facoltative che riserve in sospensione d'imposta, disciplinate da apposite norme fiscali. Nell'aspetto contabile, per quanto concerne il primo gruppo, si tratta della Riserva straordinaria approvata dall'Assemblea dei soci in sede di riparto degli utili, e della Riserva di conguaglio utili, che viene costituita con la contribuzione dei nuovi azionisti, in sede di aumento del Capitale sociale, per equiparare le azioni di nuova emissione, ai fini del dividendo, alle azioni già in circolazione, della Riserva per rinnovamenti, ecc. In merito alle riserve in sospensione di imposta, affluiscono alla classe VII le Riserve per ammortamenti anticipati e per adeguamento del valore delle partecipazioni. La Riserva per ammortamenti anticipati trova giustificazione nell'art. 67 TUIR nell'ipotesi in cui l'ammortamento anticipato detraibile fiscalmente sia superiore alle quote civilisticamente congrue in relazione alla residua possibilità di utilizzazione del bene. Una innovazione introdotta dalla nuova normativa sul bilancio d'esercizio con riferimento alle partecipazioni immobilizzate riguarda il criterio di valutazione: la valutazione può essere effettuata al valore della corrispondente frazione di Patrimonio netto. Le eventuali plusvalenze che possono emergere dall'applicazione di quest'ultimo metodo devono essere iscritte in una riserva indisponibile per adeguamento valore della partecipazione, da inserire nella classe A - VII) dello Stato patrimoniale, e da dettagliare e motivare nella Nota integrativa.

20 B) FONDI PER RISCHI E ONERI spese e perdite future” ben specifiche art – bis, 3° comma Il termine "fondo" è stato riservato dal nostro legislatore alle previsioni di “spese e perdite future” ben specifiche, essendo vietata la costituzione di fondi rischi generici. (art – bis, 3° comma) art – bisart – bis Fondo ammortamentiFondo rischi su crediti Fondo svalutazione crediti Naturalmente, la voce non deve comprendere le poste rettificativi di valori iscritti nell'attivo dello Stato patrimoniale, poiché tali fondi devono essere dedotti direttamente dalla voce attiva alla quale si riferiscono. Non comprende, pertanto, il Fondo ammortamenti, il Fondo rischi su crediti, il Fondo svalutazione crediti, ecc. perdite e spese natura determinatacerti nell'esistenza, incerti o nell'ammontare o nella data di manifestazione dell'evento I Fondi per rischi ed oneri sono destinati a copertura di perdite e spese di natura determinata, certi nell'esistenza, incerti o nell'ammontare o nella data di manifestazione dell'evento cui sono collegati. I FONDI PER RISCHI E ONERI (B) nel Bilancio si articolano nelle seguenti voci: 1)Fondo per trattamento di quiescenza, Fondo per trattamento di quiescenzaFondo per trattamento di quiescenza 2)Fondo per imposte, Fondo per imposteFondo per imposte 3)Altri Fondi (non espressamente indicati dalla norma). Altri Fondi Altri Fondi INDIETRO

21 1) Fondo per trattamento di quiescenza Alla voce 1) troviamo il Fondo per trattamento di quiescenza nel quale devono essere inseriti gli “accantonamenti” riconducibili a trattamenti previdenziali destinati a “integrare” il debito per Trattamento di Fine Rapporto (T.F.R.) calcolato a norma del c.c. (art. 2120) che va iscritto nella successiva macroclasse C) del passivo.

22 2) Fondo per imposte Alla voce 2) va inserito il Fondo per imposte, che può essere costituito in relazione a due diverse fattispecie: FONDO PER RISCHI IMPOSTEaccantonamenti di spese collegate a contenziosi tributari in atto, non ancora conclusi, ma prevedibilmente ad esito negativo (FONDO PER RISCHI IMPOSTE). FONDO PER IMPOSTE DIFFERITEimposte differite (FONDO PER IMPOSTE DIFFERITE) in relazione all'applicazione di norme tributarie che consentono rateizzazioni di tassazione (ad esempio: imposte sulle plusvalenze rateizzate e sugli ammortamenti anticipati).

23 3) Altri fondi Alla voce 3) Altri fondi (per rischi e oneri futuri) sono rappresentati, ad esempio, da: –FONDO MANUTENZIONI CICLICHE, –FONDO GARANZIA PRODOTTI, –FONDO CONCORSI A PREMIO, –FONDO RISCHI SU CAMBI, –FONDO RESPONSABILITÀ CIVILE, –ECC.

24 C) Trattamento di Fine Rapporto art – bisart – bis, 4° comma (art – bis, 4° comma)art – bis INDIETRO

25 D) DEBITI Debiti D I Debiti (Macroclasse del passivo D) si articolano nelle seguenti voci (con separata indicazione, per ciascuna voce, degli importi esigibili oltre l’esercizio successivo) : D 1) obbligazioni; D 2) obbligazioni convertibili; D 3) debiti verso banche; D 4) debiti verso altri finanziatori; D 5) acconti; D 6) debiti verso fornitori; D 7) debiti rappresentati da titoli di credito; D 8) debiti verso imprese controllate; D 9) debiti verso imprese collegate; D 10) debiti verso imprese controllanti; D 11) debiti tributariD 11) debiti tributari; D 12) debiti verso istituti di previdenza e di sicurezza sociale; D 13) altri debiti. INDIETRO

26 D11 – debiti tributari certezza all'importo scadenza Alla voce D - 11) (del passivo) Debiti tributari devono essere iscritti i debiti tributari netti verso lo Stato, connotati dal requisito della certezza sia in relazione all'importo (che deve essere esattamente determinato), sia con riguardo alla scadenza (che si manifesterà nel prossimo esercizio alle date conosciute). Risultano accomunati da tali caratteristiche: debito per imposte sul reddito dell'anno al netto di acconti, di ritenute e di altri crediti per imposte Il debito per imposte sul reddito dell'anno al netto di acconti, di ritenute e di altri crediti per imposte, debito per IVA il debito per IVA, ritenute alla fonte operate dall'azienda in qualità di sostituto d'imposta il debito per le ritenute alla fonte operate dall'azienda in qualità di sostituto d'imposta. Il legislatore ha ritenuto opportuno tenere distinti questi debiti da quelli, solo probabili o di ammontare indeterminato, che affluiscono alla voce B (FONDI PER RISCHI E ONERI) - 2) e dei quali abbiamo detto sopra.

27 E) RATEI E RISCONTI PASSIVI La voce E) prevede RATEI E RISCONTI PASSIVI con separata indicazione dell'aggio su prestiti. ratei e risconti passividal legislatore la cui entità varia in ragione del tempo art bis, 5° comma I ratei e risconti passivi vengono considerati dal legislatore come valori comuni a due o più esercizi consecutivi la cui entità varia in ragione del tempo. Nella corrispondente voce devono essere iscritti quindi sia i costi di competenza, esigibili negli esercizi successivi, sia i ricavi percepiti finanziariamente nell'esercizio ma di competenza di esercizi futuri. (art bis, 5° comma) art bisart bis un'accezione più ampiadottrina ragionieristica interessi attivi pluriennali aggi su prestiti PRECISAZIONE: ratei e i risconti sono considerati dal legislatore in un'accezione più ampia rispetto a quella tradizionalmente accolta dalla dottrina ragionieristica, che li ha sempre individuati con riferimento a due soli esercizi consecutivi. Infatti, in questa voce sono accolti anche interessi attivi pluriennali contabilizzati nell'esercizio, ma di competenza di più esercizi successivi, e gli aggi su prestiti. AGGI SU PRESTITI Ricordiamo che gli AGGI SU PRESTITI, che devono essere separatamente indicati, nascono al momento dell'emissione di prestiti obbligazionari "sopra la pari", per la differenza tra prezzo di emissione e valore nominale del prestito. Partecipano al reddito di periodo mediante specifica imputazione al Conto economico alla fine di ogni esercizio di durata del prestito: in pratica l’aggio su prestiti è stato considerato come un’ipotesi di “risconto passivo”. INDIETRO


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