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Il Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro Corato (Ba), 19 giugno 2009 Ing. Carmine Esposito INAIL – D. R.

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1 Il Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro Corato (Ba), 19 giugno 2009 Ing. Carmine Esposito INAIL – D. R. Lombardia

2 Sessione I Il D.Lgs. 81/2008 Il fenomeno infortunistico Il D.Lgs. 81/2008 ed i sistemi di gestione per la salute e sicurezza INAIL - Incentivi e Premialità Sessione II Modelli di organizzazione e di gestione ai sensi del D.Lgs. 231/2001 Finalità e struttura dei sistemi di gestione della salute e sicurezza Elementi del sistema di gestione della salute e sicurezza secondo gli standard vigenti con particolare riferimento a quelli indicati dallArt. 30 del D.Lgs. 81/08 (BS OHSAS e linee guida UNI INAIL 2001) Cosa manca ai sistemi di gestione per essere esimenti della responsabilità amministrativa dellimpresa

3 Sessione I Il D.Lgs. 81/2008 Il fenomeno infortunistico Il D.Lgs. 81/2008 ed i sistemi di gestione per la salute e sicurezza INAIL - Incentivi e Premialità

4 Le statistiche non dicono tutto, ma sono una componente fondamentale di qualsiasi analisi della situazione della sicurezza e salute sul lavoro. Possono rivelare, ad esempio, le seguenti terribili verità: ogni tre minuti e mezzo qualcuno nellUnione europea muore a causa del lavoro ogni anno persone nellUnione europea muoiono a causa di malattie professionali e 8900 a causa di infortuni sul lavoro fino a un terzo delle morti sul lavoro registrate ogni anno possono essere attribuite a sostanze pericolose presenti negli ambienti di lavoro nellUnione europea; di queste, sono riconducibili allamianto.di queste, sono riconducibili allamianto European Agency for Safety and Health at Work

5 Il fenomeno infortunistico LAgenzia Europea stima il costo per infortuni e Malattie professionali tra il 2,6% - 3,8%* del PIL dellUE. * Fonte: Banca dati Agenzia Europea ILOCommissione UE* N. infortuni sul lavoro270 mil.4,8 mil. Malattie professionali160 mil.4,7 mil. Casi mortali2,2 mil al giorno al giorno Giornate lavorative perse 158 mil.

6 In Italia Il fenomeno infortunistico Infortuni denunciati al giorno (superiori a 3 gg.) ca Infortuni Mortali/ giorno 3-4 Giornate lavorative perse per infortuni e M.P. in un anno: ca. 16,5 mil. Costo stimato complessivo annuo per infortuni e M.P. ca. 45,5 mld. (3,2% PIL) Costi diretti INAIL ca. 6,2 mld.

7 Dati infortunistici- Italia

8

9 Infortuni sulla strada Nel 2007 gli infortuni denunciati nel nostro Paese sono stati , di cui su strada: in occasione di lavoro e in itinere (ovvero lungo il tragitto casa-lavoro e viceversa). Mentre dei casi mortali, verificatisi sempre nel 2007, 300 sono stati quelli in itinere e 342 quelli avvenuti in circolazione stradale. Per gli infortuni in itinere la maglia nera a Lombardia ed Emilia Romagna. Il 18,7% dei casi totali avviene di lunedì. Infortuni sulla strada, un pericolo mortale non solo per gli appassionati del sabato sera in discoteca, ma anche per chi usa l'automobile o la moto per andare e tornare dal lavoro o all'interno della propria attività lavorativa.

10 I numeri restano drammatici ma il bilancio dei morti è in diminuzione ed arrivano segnali positivi per quanto riguarda l'andamento infortunistico in Italia nel Nel 2008, infatti, secondo le rilevazioni della Consulenza statistico attuariale dell'INAIL, è stato registrato un totale di infortuni denunciati (rispetto ai del 2007) per una flessione del 4,1%. I casi mortali sono, invece, 1.140, rispetto ai dell'anno precedente: in questo caso il calo è del 5,6%. Andamenti infortunistici: segnali positivi dalle stime per il 2008* * Il 24 giugno 2009 il Presidente dellINAIL presenterà il Rapporto Annuale 2008 presso la Camera dei Deputati

11 Malattie professionali denunciate per tipo di malattia - anni di manifestazione 2003 e 2007 (esclusi casi non determinati) Dopo anni di sostanziale stabilità, aumentano del 7% le denunce di malattia professionale nel A contribuire al cambio di rotta una crescente consapevolezza sul tema, frutto da un lato della politica di sensibilizzazione intrapresa dallINAIL verso i medici di famiglia e dallaltro dellimpegno concreto del legislatore sfociato nellaggiornamento dellelenco delle malattie professionali con obbligo di denuncia da parte dei medici stessi. È di luglio 2008 lulteriore intervento istituzionale che ha sancito lemanazione delle nuove tabelle, con linserimento delle principali malattie non tabellate tra le tabellate e la conseguente aspettativa nel prossimo futuro di uninversione della prevalenza numerica a favore delle seconde.

12 APPROCCIO COMMAND E CONTROL APPROCCIO COMMAND E CONTROL APPROCCIO ORGANIZZATIVO E GESTIONALE APPROCCIO ORGANIZZATIVO E GESTIONALE D.Lgs. 626/ Sistema prescrittivo, settoriale, poco orientato alla prevenzione e molto alla repressione Eccessiva frammentazione legislativa Rispetto formale alla conformità Sistema orientato agli aspetti gestionali e organizzativi e alla prevenzione Nuovi istituti relazionali e definizione di ruoli e responsabilità di nuovi soggetti. Rispetto sostanziale delle misure di prevenzione e protezione SISTEMA RIGIDO SISTEMA FLESSIBILE D.Lgs. 81/08 LEVOLUZIONE LEGISLATIVA

13 Dinamiche legislative e standard volontari Grande impulso allutilizzo di strumenti volontari richiamati dalla normativa cogente Norma tecnica: specifica tecnica, approvata e pubblicata da un'organizzazione internazionale, da un organismo europeo o da un organismo nazionale di normalizzazione, la cui osservanza non sia obbligatoria; Buone prassi: soluzioni organizzative o procedurali coerenti con la normativa vigente, validate dalla commissione ex art. 6, elaborate e raccolte da enti pubblici e organismi paritetici nonché criterio di priorità per laccesso al finanziamento (art. 11 comma 5). Linee guida: atti di indirizzo e coordinamento per lapplicazione della normativa in materia di salute predisposti dagli enti pubblici e approvati dalla conferenza stato regioni.

14 Dinamiche legislative e standard volontari Numerosi inviti ad utilizzare i codici di condotta ed etici, adottati su base volontaria, per orientare i comportamenti; tra i più importati in codice ICOH per i medici competenti (art. 39 comma 1). Responsabilità sociale delle imprese : integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali ed ecologiche delle aziende e organizzazioni nelle loro attività commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate. Continui i richiami ai principi di RS anche in occasione dei finanziamenti (art. 11 comma 5). Approccio Gestionale ed SGSL: permea tutto il decreto e trova esplicito richiamo nellart. 30 nelle linee guida UNI-INAIL e la norma BS OHSAS 18001:2007.

15 dd) «modello di organizzazione e di gestione»: modello organizzativo e gestionale per la definizione e lattuazione di una politica aziendale per la salute e sicurezza, ai sensi dellarticolo 6, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, idoneo a prevenire i reati di cui agli articoli 589 e 590, comma 3, del codice penale, commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela della salute sul lavoro; D.Lgs. 81/2008 – Titolo I Art. 2 (Definizioni)

16 Modello di organizzazione e di gestione Art. 6. comma 8 lettera m) La Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro ha il compito di indicare modelli di organizzazione e gestione aziendale ai fini di cui all'articolo 30.

17 Modello di organizzazione e di gestione Art. 30. Modelli di organizzazione e di gestione 1. Il modello di organizzazione e di gestione idoneo ad avere efficacia esimente della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica di cui al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, deve essere adottato ed efficacemente attuato, assicurando un sistema aziendale per l'adempimento di tutti gli obblighi giuridici relativi: a) al rispetto degli standard tecnico-strutturali di legge relativi a attrezzature, impianti, luoghi di lavoro, agenti chimici, fisici e biologici; b) alle attività di valutazione dei rischi e di predisposizione delle misure di prevenzione e protezione conseguenti;

18 Modello di organizzazione e di gestione c) alle attività di natura organizzativa, quali emergenze, primo soccorso, gestione degli appalti, riunioni periodiche di sicurezza, consultazioni dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza; d) alle attività di sorveglianza sanitaria; e) alle attività di informazione e formazione dei lavoratori; f) alle attività di vigilanza con riferimento al rispetto delle procedure e delle istruzioni di lavoro in sicurezza da parte dei lavoratori; g) alla acquisizione di documentazioni e certificazioni obbligatorie di legge; h) alle periodiche verifiche dell'applicazione e dell'efficacia delle procedure adottate. 2. Il modello organizzativo e gestionale di cui al comma 1 deve prevedere idonei sistemi di registrazione dell'avvenuta effettuazione delle attività di cui al comma 1.

19 3. Il modello organizzativo deve in ogni caso prevedere, per quanto richiesto dalla natura e dimensioni dell'organizzazione e dal tipo di attività svolta, un'articolazione di funzioni che assicuri le competenze tecniche e i poteri necessari per la verifica, valutazione, gestione e controllo del rischio, nonché un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel modello. 4. Il modello organizzativo deve altresì prevedere un idoneo sistema di controllo sull'attuazione del medesimo modello e sul mantenimento nel tempo delle condizioni di idoneità delle misure adottate. Il riesame e l'eventuale modifica del modello organizzativo devono essere adottati, quando siano scoperte violazioni significative delle norme relative alla prevenzione degli infortuni e all'igiene sul lavoro, ovvero in occasione di mutamenti nell'organizzazione e nell'attività in relazione al progresso scientifico e tecnologico. Modello di organizzazione e di gestione

20 5. In sede di prima applicazione, i modelli di organizzazione aziendale definiti conformemente alle Linee guida UNI-INAIL per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SGSL) del 28 settembre 2001 o al British Standard OHSAS 18001:2007 si presumono conformi ai requisiti di cui al presente articolo per le parti corrispondenti. Agli stessi fini ulteriori modelli di organizzazione e gestione aziendale possono essere indicati dalla Commissione di cui all'articolo L'adozione del modello di organizzazione e di gestione di cui al presente articolo nelle imprese fino a 50 lavoratori rientra tra le attività finanziabili ai sensi dell'articolo 11. Modello di organizzazione e di gestione

21 Articolo 16 – Delega di funzioni … 3. La delega di funzioni non esclude l'obbligo di vigilanza in capo al datore di lavoro in ordine al corretto espletamento da parte del delegato delle funzioni trasferite. La vigilanza si esplica anche attraverso i sistemi di verifica e controllo di cui all'articolo 30, comma 4.

22 Articolo 28 – Oggetto della valutazione dei rischi … 2. Il documento di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a), redatto a conclusione della valutazione, deve avere data certa e contenere: … d) l'individuazione delle procedure per l'attuazione delle misure da realizzare, nonché dei ruoli dell'organizzazione aziendale che vi debbono provvedere, a cui devono essere assegnati unicamente soggetti in possesso di adeguate competenze e poteri * *Il datore di lavoro è punito con l'arresto da quattro a otto mesi o con l'ammenda da a euro se adotta il documento di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a) in assenza degli elementi di cui alle lettere a), b), d) ed f) dell'articolo 28.

23 Esercizio di fatto di poteri direttivi 1. Le posizioni di garanzia relative ai soggetti di cui all'articolo 2, comma 1, lettere b), d) ed e), gravano altresì su colui il quale, pur sprovvisto di regolare investitura, eserciti in concreto i poteri giuridici riferiti a ciascuno dei soggetti ivi definiti. Articolo 299 – Disposizioni in materia penale e di procedura penale

24 Violazione dellart. 589 C.P. (aggiornato alla L.125/08) Omicidio colposo Chiunque cagiona per colpa la morte di una persona è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni. Se il fatto è commesso con violazione delle norme … per la prevenzione degli infortuni sul lavoro la pena è della reclusione da due a sette anni. Nel caso di morte di più persone, ovvero di morte di una o più persone e di lesioni di una o più persone, si applica la pena che dovrebbe infliggersi per la più grave delle violazioni commesse aumentata fino al triplo, ma la pena non può superare gli anni quindici.

25 Violazione dellart. 590 C.P. (aggiornato alla L.125/08) Lesioni personali colpose Chiunque cagiona ad altri per colpa una lesione personale violando le norme sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro è punito per: lesioni gravi con la reclusione da tre mesi a un anno o la multa da euro 500 a euro lesioni gravissime con la reclusione da uno a tre anni.

26 La lesione personale è grave : 1) se dal fatto deriva una malattia che metta in pericolo la vita della persona offesa, ovvero una malattia o unincapacità di attendere alle ordinarie occupazioni per un tempo superiore ai quaranta giorni; 2) se il fatto produce lindebolimento permanente di un senso o di un organo; 3) se la persona offesa è una donna incinta e dal fatto deriva lacceleramento del parto. La lesione personale è gravissima: 1) una malattia certamente o probabilmente insanabile; 2) la perdita di un senso; 3) la perdita di un arto, o una mutilazione che renda larto inservibile, ovvero la perdita delluso di un organo o della capacità di procreare, ovvero una permanente e grave difficoltà della favella; 4) la deformazione, ovvero lo sfregio permanente del viso; 5) laborto della persona offesa. Lesione personale grave e gravissima

27 La Legge delega del 3 agosto 2007, n. 123 modificava il D.Lgs. 231/2001 inserendo lArt. 25-septies (Omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime, commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell'igiene e della salute sul lavoro) prevedendo, per entrambe le violazioni degli Art. 589 e 590 del codice penale, una sanzione pecuniaria in misura non inferiore a 1000 quote (ogni quota varia da un valore minimo di 258 euro a un massimo di euro). Il D.Lgs. 81/2008 (c.d. Testo Unico per la Sicurezza) allart. 300 modifica nuovamente lArt. 25-septies riducendo in gravosità tale sanzione. Violazioni degli artt. 589 e 590 C.P.

28 Nel caso di omicidio colposo (Art. 589 del c.p.) per aziende a maggior rischio e per cantieri soprasoglia è previsto una sanzione pecuniaria pari a 1000 quote ovvero da a euro con una sanzione interdittiva nel caso di condanna per una durata non inferiore a tre mesi e non superiore ad un anno. Per tutte le altre aziende, invece, si applica una sanzione pecuniaria in misura non inferiore a 250 quote e non superiore a 500 quote*. Nel caso di lesioni personali colpose (Art. 590 del c.p.) per tutte le tipologie di aziende è prevista una sanzione amministrativa massima di euro con sanzione interdittiva, nel caso di condanna, così come prevista dallart. 9 comma 2 del D.Lgs. 231/2001, per una durata non superiore a sei mesi. * Il valore delle singole quote va da un Min. 258 ad un Max di 1549: Violazioni degli art. 589 e 590 C.P. (art. 300 del D.Lgs. 81/08)

29 Violazioni degli art. 589 e 590 C.P. (artt. 9 e 25 del D.Lgs 231/2001) Nel caso di condanna si applicano le sanzioni interdittive: l'interdizione dall'esercizio dell'attività; la sospensione o la revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dell'illecito; il divieto di contrattare con la P.A., salvo che per ottenere le prestazioni di un pubblico servizio; l'esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e l'eventuale revoca di quelli già concessi; il divieto di pubblicizzare beni o servizi.

30 p) «sistema di promozione della salute e sicurezza»: complesso dei soggetti istituzionali che concorrono, con la partecipazione delle parti sociali, alla realizzazione dei programmi di intervento finalizzati a migliorare le condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori; D.Lgs. 81/2008 – Titolo I Art. 2 (Definizioni)

31 Sistema di promozione della salute e sicurezza- INAIL Confermate, in materia di informazione, formazione e consulenza, le competenze previste dalla legislazione previgente (Art. 9 D.Lgs. 81/2008). Responsabilità della gestione del Sistema Informativo Nazionale per la Prevenzione (SINP) nei luoghi di lavoro (Art. 8). Partecipazione, con funzione consultiva, al comitato di cui allArt. 5. Consulenza alla commissione di cui allArt. 6.

32 Sistema di promozione della salute e sicurezza- INAIL Art. 9 Gestione della registrazione, ai fini statistici, degli infortuni che comportino unassenza dal lavoro di almeno un giorno (1); Concorre alla realizzazione di studi e ricerche sugli infortuni e sulle malattie professionali. Partecipa, formulando pareri e proposte, alla elaborazione di norme tecniche in materia Eroga le prestazioni del fondo di cui allart. 1, comma 1187, previsto dalla finanziaria 2007 (1)Tale obbligo per il datore di lavoro, dopo una fase transitoria, sostituirà la tenuta del registro infortuni (art. 53).

33 Art. 11 Finanzia progetti finalizzati allinvestimento e alla formazione in materia di SSL rivolti in particolare alle PMI. Finanzia progetti che consentano di sperimentare soluzioni innovative e strumenti di natura organizzativa e gestionale (2). Finanziamento delle attività degli istituti scolastici, universitari e di formazione professionale per il sostegno di specifici percorsi formativi interdisciplinari alle diverse materie scolastiche volti a favorire la conoscenza delle tematiche di SSL (2)Costituisce criterio di priorità per l'accesso al finanziamento l'adozione da parte delle imprese delle buone passi di cui all'articolo 2, comma 1, lettera v). Sistema di promozione della salute e sicurezza- INAIL

34 Art. 11 Le risorse stanziate ammontano a 50 milioni di euro a decorrere dal 1° gennaio 2008 La ripartizione annuale delle risorse sarà stabilita da decreto ministeriale Sistema di promozione della salute e sicurezza- INAIL

35 Art. 52 Fondo di sostegno alle PMI, ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriali e alla pariteticità. In particolare il fondo finanzierà le attività delle rappresentanze dei lavoratori per la sicurezza territoriali, anche con riferimento alla formazione. Il fondo finanzierà le attività di formazione rivolte ai datori di lavoro delle PMI, ai piccoli imprenditori, ai lavoratori stagionali del settore agricolo e ai lavoratori autonomi. È previsto inoltre il sostegno delle attività degli organismi paritetici. Sistema di promozione della salute e sicurezza- INAIL

36 ART IL FONDO È FINANZIATO: Dalle aziende nel cui ambito non è stato eletto o designato il RLS, in misura pari a due ore/anno per lavoratore. Con una quota derivante dalle sanzioni previste dal T.U. Con una quota derivante dai proventi derivanti dallattività di consulenza di cui allart. 9 Con una quota relativamente all'attività formative per le piccole e medie imprese e anche delle risorse di cui allart. 1, comma 7 bis, della legge 123/2007. Sistema di promozione della salute e sicurezza- INAIL

37 Lart. 1, comma 626 della legge finanziaria 2007 stabilisce che lINAIL,in via sperimentale per il triennio 2007/2009, finanzi progetti finalizzati al miglioramento delle condizioni di sicurezza degli istituti scolastici o per abbattere le barriere architettoniche. Destinatari del finanziamento sono gli enti locali proprietari degli edifici scolastici pubblici. Lentità delle risorse destinata al finanziamento è di 30 milioni di euro per il Per ciascuna unità scolastica max ,00 ; min ,00 (30.000,00 solo per barriere architettoniche). Sistema di promozione della salute e sicurezza- INAIL

38 SGSL Redazione Linee Guida Partecipazione SINCERT Partecipazione UNI Finanziamenti asse 5 di ISI Erogazione corsi di formazione Riconoscimento di uno sconto tariffario Sistema di promozione della salute e sicurezza- INAIL

39 Sessione II Modelli di organizzazione e di gestione ai sensi del D.Lgs. 231/2001 Finalità e struttura dei sistemi di gestione della salute e sicurezza Elementi del sistema di gestione della salute e sicurezza secondo gli standard vigenti con particolare riferimento a quelli indicati dallArt. 30 del D.Lgs. 81/08 (BS OHSAS e linee guida UNI INAIL 2001) Cosa manca ai sistemi di gestione per essere esimenti della responsabilità amministrativa dellimpresa

40 Norme e Standard Volontari (certificabili) BS OHSAS 18001:2007 Sistemi di gestione della sicurezza sul lavoro – Requisiti. UNI 10617:99 Sistema di Gestione sulla sicurezza negli impianti a rischio di incidente rilevante

41 Linee guida (non certificabili) BS 8800/96 – Linee guida sui sistemi di gestione della sicurezza nei luoghi di lavoro (BS 8800:2004) OHSAS 18002:2008 – Linee guida applicative OHSAS 18001:2007 UNI 10616:97 – Gestione della sicurezza nellesercizio di impianti a rischio di incidente rilevante Documento ILO/OSH – MS 2001 Linee guida tecniche sui sistemi di gestione della sicurezza e salute sul lavoro Documento UE 0135/4/99 EN Linee guida europee per lorganizzazione della salute e sicurezza sul lavoro VCA/SCC Standard - Safety Checklist for Contractors UNE 81900:1996 EX - Norme generali per limplementazione di un sistema di gestione e per la prevenzione degli infortuni sul lavoro (SGPIL)

42 In Italia, nel 2001, è stata pubblicata la prima Linea Guida Condivisa dalle Parti Sociali: Documento UNI INAIL Linee guida per un Sistema di Gestione della Sicurezza e Salute sul Lavoro (SGSL) Sistemi di gestione della sicurezza Non può essere considerata una norma o una specifica tecnica da utilizzare a scopo di certificazione di parte terza né per attività di vigilanza da parte delle Autorità di controllo in materia di sicurezza ed igiene del lavoro. Il seguire le linee guida non è un obbligo di legge ma una decisione volontaria liberamente assunta.

43 SGSL - Definizione Parte del sistema complessivo di gestione che facilita la gestione dei rischi per la salute e sicurezza sul lavoro associati al business dellorganizzazione. Include la struttura organizzativa, le attività di pianificazione, le responsabilità, le pratiche, le procedure, i processi e le risorse necessarie per lo sviluppo, limplementazione, la revisione ed il mantenimento della politica di SSL dellorganizzazione.

44 Ridurre i costi della SSL compresi quelli derivanti da: incidenti infortuni malattie correlate al lavoro minimizzando i rischi cui possono essere esposti dipendenti o terzi. Aumentare lefficienza e le prestazioni dellimpresa. Contribuire a migliorare i livelli di salute e sicurezza sul lavoro. Migliorare limmagine interna ed esterna dellorganizzazione. SGSL - Finalità

45 La metodologia operativa

46 La logica del sistema

47 Esame Iniziale PER ARRIVARE … OVUNQUE SI VOGLIA ANDARE, È OPPORTUNO SAPERE DA DOVE SI PARTE … Solo così sarà possibile scegliere il percorso più opportuno!

48 Individua dove si trova lorganizzazione. Permette allazienda di formulare: gli obiettivi di SSL raggiungibili, come parte del sistema di gestione generale dellimpresa il livello di sicurezza realizzabile la struttura organizzativa più idonea per realizzare la politica i processi, le procedure e le risorse da adottare, adeguate alla natura ed alle dimensioni dei rischi presenti in azienda. Esame Iniziale

49 Identificare leggi e regolamenti applicabili allorganizzazione. Identificare gli aspetti di sicurezza legati alle attività dellorganizzazione, in termini di gravità e responsabilità. Valutare le prestazioni in rapporto a norme, regolamenti, standard di buona tecnica, prestazioni di organizzazioni simili esterne. Esame Iniziale

50 Individuare prassi e procedure esistenti per approvvigionamenti ed appalti. Valutare dati su incidenti già avvenuti. Considerare il punto di vista delle parti interessate. Considerare linflusso di altri sistemi organizzativi sulle prestazioni di sicurezza. Esame Iniziale

51 Audit Valutazione sistematica, documentata, periodica, obiettiva ed indipendente dellefficacia dellorganizzazione aziendale, del Sistema di gestione, dei processi e dei prodotti, finalizzati a: qualità e/o sicurezza e/o ambiente Strumento di controllo del management: Fornisce alla Direzione gli elementi di conoscenza e di valutazione dello stato dei processi e del sistema.

52 È una verifica: Sistematica- effettuato in accordo alla UNI EN ISO Indipendente- effettuato da soggetti esperti e competenti, non coinvolti nella gestione del sistema soggetto a verifica. Permette di definire se: lSGSL è in grado di raggiungere gli obiettivi di sicurezza lorganizzazione soddisfa tutti gli obblighi in materia di sicurezza lorganizzazione sta facendo e raggiungendo quello che sostiene. Audit

53 Obiettivo dellAudit 1. valutare la conformità alla normativa infortunistica dell'azienda, verificando lo stato di applicazione del D.Lgs. 81/08 e delle altre norme antinfortunistiche 2. identificare e valutare i rischi, secondo le metodiche codificate dalla norma UNI 1050, o se necessario, applicando metodi derivati dalla ricerca operativa quali FMEA e HAZOP 3. valutare la performance di sicurezza dell'organizzazione, elaborando indicatori conformi alle metodologie statistiche adottate dagli enti di controllo 4. valutare l'efficacia delle azioni gestionali intraprese dall'azienda per migliorare la propria sicurezza globale 5. individuare costi per la sicurezza, non sempre noti 6. identificare le azioni necessarie per la messa in conformità dell'azienda e per minimizzare i rischi connessi all'attività svolta

54 Politica per la Sicurezza Obiettivi ed indirizzi generali di unorganizzazione relativi alla SICUREZZA espressi in modo formale dal vertice dellorganizzazione. NOTA La Politica per la Sicurezza dovrebbe essere coerente con la politica complessiva dellorganizzazione e fornire un quadro di riferimento per individuare gli obiettivi per la sicurezza.

55 Esprime limpegno del vertice aziendale nel promuovere nel personale: la conoscenza degli obiettivi di SSL la consapevolezza dei risultati a cui tendere laccettazione delle responsabilità le motivazioni. Politica per la Sicurezza

56 La politica aiuta a dimostrare verso linterno limpegno dellazienda alla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori verso lesterno impegno concreto dellazienda in tema di SSL privilegio di azioni preventive obiettivo del miglioramento continuo. Politica per la Sicurezza

57 Nella politica lorganizzazione esprime il proprio impegno al: 1. rispetto della legislazione 2. responsabilità nella gestione della SSL è dellintera organizzazione aziendale, dal Datore di Lavoro sino al lavoratore 3. considerare la SSL parte integrante della gestione aziendale 4. miglioramento continuo ed alla prevenzione 5. fornire le risorse umane e strumentali necessarie Politica per la Sicurezza

58 6. sensibilizzare e formare i lavoratori 7. coinvolgimento e consultazione dei lavoratori, anche attraverso i loro rappresentanti per la sicurezza 8. riesame periodico della politica stessa e del sistema di gestione 9. diffondere in azienda gli obiettivi di SSL e i relativi programmi di attuazione. Politica per la Sicurezza

59 Gli obiettivi devono essere: 1. specifici 2. misurabili 3. raggiungibili La pianificazione

60 Organizzazione aziendale ora PRIMO SOCCORS O

61 Coinvolgimento del personale Sono una risorsa necessaria allo sviluppo di un SGSL: sostegno ed impegno dei dipendenti conoscenza ed esperienza dei lavoratori. Lazienda deve definire modalità adeguate per realizzare il coinvolgimento dei lavoratori e/o dei loro rappresentanti per attuare: la consultazione preventiva per la valutazione dei rischi e definizione delle misure preventive riunioni periodiche.

62 Comunicazione Comunicazione interna: per sviluppare la cooperazione fra tutti i livelli aziendali, realizzando una diffusione (dallalto verso il basso e dal basso verso lalto) di informazioni. Comunicazione esterna: al personale esterno: committenti, fornitori, collaboratori esterni al pubblico: clienti, visitatori, soggetti interessati alle autorità

63 Il monitoraggio IL CONTROLLO DELLEFFICACIA E EFFICIENZA NEL TEMPO DEI PROVVEDIMENTI DI SICUREZZA PRESI

64 Fase di verifica del raggiungimento degli obiettivi. Fase di verifica della funzionalità del sistema stesso. Prevedere pertanto due livelli di monitoraggio: 1° livello – monitoraggio operativo di processo. 2° livello – verifica ispettiva interna (audit). Il monitoraggio

65 Piano del monitoraggio – Requisiti: 1. pianificazione temporale delle verifiche 2. definizione compiti e responsabilità 3. descrizione metodologie 4. modalità per la segnalazione di eventuali non conformità (NC) 5. definizione delle modalità di trattazione delle NC e di applicazione delle azione correttive AC. Il monitoraggio

66 Monitoraggio interno, 1° livello: definito nella gestione operativa, per modalità e responsabilità affidato al personale operativo o ai preposti per aspetti specialistici possono essere necessarie professionalità esterne. Il monitoraggio

67 Monitoraggio 2° livello, AUDIT: coincide con la verifica ispettiva interna serve a stabilire se lSGSL e conforme a quanto pianificato, è correttamente applicato, mantenuto attivo, raggiunge gli obiettivi è elemento per il riesame dellSGSL da parte della direzione deve essere svolto da personale competente, indipendente dal settore ove la verifica si svolge. Il monitoraggio

68 Non conformità- qualsiasi deviazione da standard di lavoro, prassi, procedure, normative, che possa direttamente od indirettamente portare a lesioni o malattia, danni alla proprietà, all'ambiente di lavoro o ad una qualsiasi combinazione di tali conseguenze. Azione correttiva- azione intrapresa per eliminare le cause esistenti di non conformità, difetti o altre situazioni non desiderate, al fine di prevenirne il ripetersi. Il monitoraggio

69 Individuazione degli indicatori 1. grado di partecipazione, consultazione e coinvolgimento dei lavoratori al sistema di gestione della sicurezza 2. numero degli addetti nel sistema in rapporto alla dimensione della sede/reparto 3. programmazione e realizzazione di percorsi formativi per rischi generali e specifici con valutazione dellefficacia 4. rapporto tra interventi effettuati rispetto a quelli programmati per la sicurezza 5. andamento del numero di infortuni e/o degli incidenti 6. indice di avanzamento per attività complesse

70 Indicatore efficacia SGSL Il ritorno degli investimenti Esempio di caso concreto in unazienda ospedaliera

71 Il riesame permette al vertice aziendale di valutare se il sistema è adeguatamente attuato e se consente il raggiungimento degli obiettivi e della politica della sicurezza stabilita dallazienda. RIESAME

72 Argomenti tipici del riesame possono essere: statistiche infortuni risultati dei monitoraggi interni azioni correttive intraprese rapporti sulle emergenze rapporti sulle prestazioni complessive del sistema rapporti sulla efficacia del sistema di gestione rapporti sulla identificazione dei pericoli e sulla valutazione e controllo dei rischi. RIESAME

73 Confronto ESAME INIZIALE POLITICA PIANIFICAZIONE E ORGANIZZAZIONE SENSIBILIZZAZIONE AZIONE MONITORAGGIO RIESAME E MIGLIORAMENTO BS OHSAS 18001:2007SGSL – UNI INAIL

74 Confronto tra il Modello del D.Lgs. 231/01 e gli SGSL Analisi dei Rischi Sistema Organizzativo (deleghe, poteri di firma) Codice Etico Valutazione dei Rischi Politica per la Salute e Sicurezza sul Lavoro Definizione dei compiti e responsabilità Struttura organizzativa

75 Il Modello D.Lgs. 231/2001 e gli SGSL Procedure documentate Sistema sanzionatorio Organismo di vigilanza Sistema di Controllo di Gestione Procedure operative Controllo operativo Monitoraggio di 1° e 2° livello (audit) …

76 COSA manca a SGSL UNI INAIL e OHSAS 18001? Lintroduzione di un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel modello Affidare ad un Organismo dell'ente dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo, il compito di vigilare sul funzionamento e l'osservanza dei modelli e di curare il loro aggiornamento

77 Sistema disciplinare In via preliminare va precisato che, nel caso di rapporto di lavoro subordinato, qualsiasi provvedimento sanzionatorio deve rispettare le procedure previste dallart. 7 dello Statuto dei Lavoratori (Legge 20 maggio 1970, n. 300 ) e/o da normative speciali ove applicabili.

78 Organismo di vigilanza (Odv) La normativa non fornisce indicazioni circa la composizione dellOrganismo di vigilanza (Odv). Ciò consente di optare per una composizione sia mono che plurisoggettiva. Nella composizione plurisoggettiva possono essere chiamati a far parte dellOdv componenti interni ed esterni allente, purché ciascuno di essi abbia i requisiti. Con riferimento alle imprese di piccole dimensioni, lart. 6, co. 4 del D.Lgs. 231/2001 consente che i compiti di cui alla lett. b) dellart. 6, co. 2, siano assolti dallorgano dirigente. Pertanto, nelle realtà di piccole dimensioni la composizione monocratica ben potrebbe garantire le funzioni demandate allOrganismo, mentre in quelle di dimensioni medio grandi sarebbe preferibile una composizione di tipo collegiale. Ciò al fine di garantire una maggiore effettività dei controlli demandati dalla legge.

79 Organismo di vigilanza (Odv) Requisiti soggettivi: Autonomia ed indipendenza Professionalità Continuità di azione Ciascun componente dellOrganismo di Vigilanza non deve avere un profilo professionale e personale che possa pregiudicare limparzialità di giudizio, lautorevolezza e leticità della condotta.

80 Competenze: conoscenza dellorganizzazione e dei principali processi aziendali tipici del settore in cui la Società opera; conoscenze tecnico-giuridiche tali da consentire lidentificazione delle fattispecie suscettibili di configurare ipotesi di reato; capacità di individuazione e valutazione degli impatti, discendenti dal contesto normativo di riferimento, sulla realtà aziendale; conoscenza di principi e tecniche proprie dellattività svolta dallInternal Auditing; conoscenza delle tecniche specialistiche proprie di chi svolge attività ispettiva. Caratteristiche personali: un profilo etico di indiscutibile valore; oggettive credenziali di competenza sulla base delle quali poter dimostrare, anche verso lesterno, il reale possesso delle qualità sopra descritte. Organismo di vigilanza (Odv)

81 GRAZIE PER LATTENZIONE


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