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1 La didattica per competenze: progettare, valutare e certificare le competenze Piero Cattaneo -SMS Griffini – Casalpusterlengo (LO) -Università Cattolica.

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1 1 La didattica per competenze: progettare, valutare e certificare le competenze Piero Cattaneo -SMS Griffini – Casalpusterlengo (LO) -Università Cattolica S. Cuore – Milano-Piacenza Massa Carrara, 09/10/2012 Valutazione e Certificazione delle Competenze

2 2 ARTICOLAZIONE DELLA COMUNICAZIONE 1. A proposito di competenze Alcune riflessioni sui lavori di gruppo in sede UCIIM 2. Di competenze si può parlare in molti modi - riferimenti culturali sul concetto di competenza - legislazione italiana e documenti internazionali - esperienze operative a scuola 3. La didattica per competenze: Che cosa cambia rispetto alla didattica tradizionale? 4. Valutare e Certificare le competenze: Come? Con quali strumenti?

3 3 Alcune riflessioni sui lavori di gruppo in sede UCIIM – Massa C. N.B. I lavori sono risultati dalla elaborazione di gruppi formati da docenti di matematica TRE PUNTI FERMI 1. non esiste la competenza; esiste la persona competente; * l’allievo competente * l’insegnante competente 2. c’è un legame necessario tra competenze e conoscenze  conoscenze  abilità  disposizioni interne stabili (atteggiamenti, significati, valori) 1. A proposito di competenze

4 4 3. esiste invece una differenza tra competenze e competenze-chiave  Competenze personali  Competenze disciplinari (o relative agli assi culturali) competenze chiave di cittadinanza (DM n. 139 del ) (da acquisire al termine dell’istruzione obbligatoria) - imparare ad imparare - progettare - comunicare - collaborare e partecipare - agire in modo autonomo e responsabile - risolvere problemi - individuare collegamenti e relazioni - acquisire e interpretare l’informazione

5 5 per l’apprendimento permanente (Raccomandazione – Parlamento Europeo) - comunicazione nella madre lingua - comunicazione in lingue straniere - competenza matematica e competenze di base in campo scientifico e tecnologico - competenza digitale - imparare a imparare - competenze sociali e civiche - senso di iniziativa e imprenditorialità - consapevolezza ed espressione culturale

6 6 2. Di competenze si può parlare in molti modi riferimenti culturali sul concetto di competenza Perrenoud (2000): “L’idea della competenza non afferma se non la preoccupazione di fare dei saperi scolastici strumenti per pensare e per agire, al lavoro e al di fuori di esso” Bertagna (2001): “La competenza non si può ricavare da un’analisi della natura di un problema o di un compito e neppure dalle somme delle conoscenze e abilità possedute dal soggetto, perché è relativa alla relazione dinamica che il soggetto intrattiene con una situazione di apprendimento” Laeng (2003): “Sicuro possesso di abilità non semplicemente ripetitive riferite ad un compito; è uno dei requisiti del pensiero maturo e della professionalità” Damiano (2004): “La competenza inerisce al soggetto con un’intimità che fa del «saper fare» una espressione manifesta del «saper essere». Piuttosto che avere una competenza, competenti si è”

7 7 i documenti internazionali OCSE (2003): DeSeCo concepisce le competenze chiave “come competenze individuali che contribuiscono a una vita realizzata e al buon funzionamento della società, elementi essenziali in diversi ambiti della vita e importanti per tutti gli individui. Coerentemente con il concetto ampio di “competenze, ogni competenza chiave è una combinazione di capacità cognitive, atteggiamenti, motivazione ed emozione e altri componenti sociali correlate” Raccomandazione Parlamento Europeo (2006): La competenza è “una combinazione di conoscenze, abilità e attitudini adeguate per affrontare una situazione particolare” EQF (2008): Le competenze “indicano la comprovata capacità di usare conoscenze, abilità e capacità personali, sociali e/o metodologiche e nello sviluppo professionale e/o personale. Nel contesto del Quadro Europeo delle Qualifiche le competenze sono descritte in termini di responsabilità e autonomia”

8 8 legislazione italiana Indicazioni per il curricolo per il primo ciclo (testo presentato al CNPI lo scorso 5 settembre, quale revisione del testo in bozza del ) Indicazioni nazionali per i nuovi Licei (DPR 15 marzo 2010, n. 899 Linee Guida per i nuovi Istituti Professionali e Tecnici (DPR 15 marzo 2010, n. 87 e n. 88) N.B. Profilo dello studente

9 9 esperienze operative a scuola a)La “selezione” e la “formulazione” delle competenze da inserire nel curricolo d’istituto Che cos’è il Curricolo d’Istituto? Quali competenze costituiscono il Curricolo d’Istituto? A chi spetta elaborare e approvare il Curricolo d’Istituto? Quali rapporto esiste tra il curricolo d’istituto e le indicazioni per il Curricolo? Esempi di Curricoli di Istituto

10 10 b) Le competenze matematiche (risoluzione dei problemi e comprensione/uso dei linguaggi con attenzione all’idea di competenza sottesa ai test Invalsi e Ocse-Pisa) La matematica costituisce strumento essenziale per la comprensione quantitativa della realtà e un sapere logicamente coerente e sistematico, caratterizzato da una forte unità culturale Il ruolo formativo della matematica funzione strumentale (leggere dati, misurare, calcolare, risolvere, …) funzione culturale (comprendere il senso, collegare anche storicamente, riflettere sui principi e metodi impiegati, controllare strategie ed errori, argomentare, …)

11 11 N.B.: Le competenze matematiche consistono soprattutto nel saper analizzare e risolvere problemi, attraverso le comprensione e l’uso di un linguaggio formalizzato, che diventa un vero e proprio strumento di pensiero. E’ necessaria quindi nella didattica l’attenzione a insegnare problemi, ma anche all’insegnamento per problemi

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13 13 I processi INVALSI sono descritti qui di seguito 1.Conoscere e padroneggiare contenuti specifici della matematica (oggetti matematici, proprietà, strutture …) 2.Conoscere e padroneggiare algoritmi e procedure (in ambito aritmetico, geometrico, …) 3.Risolvere problemi utilizzando gli strumenti della matematica (individuare e collegare informazioni utili, confrontare strategie di risoluzione, individuare schemi, esporre il procedimento risolutivo, …) 4.Conoscere e utilizzare diverse forme di rappresentazione e passare da una all’altra (verbale, scritta, simbolica, grafica, tabellare, …) 5.Riconoscere in contesto il carattere misurabile di oggetti e fenomeni e utilizzare strumenti (stimare una misura, individuare l’unità di misura appropriata, …) 6.Acquisire progressivamente forme tipiche del pensiero matematico (congetturare, verificare, giustificare, definire, generalizzare, …)

14 14 7.Utilizzare la matematica appresa per il trattamento quantitativo dell'informazione in ambito scientifico, tecnologico, economico e sociale (descrivere un fenomeno in termini quantitativi, interpretare una descrizione di un fenomeno con strumenti statistici o funzioni, costruire un modello...) 8.Riconoscere le forme nello spazio (riconoscere forme in diverse rappresentazioni, individuare relazioni tra forme, immagini o rappresentazioni visive, visualizzare oggetti tridimensionali a partire da una rappresentazione bidimensionale e, viceversa, rappresentare sul piano una figura solida, saper cogliere le proprietà degli oggetti e le loro relative posizioni, …) Un esempio di prova di cui definire: ambito - processo (prevalente) – contenuto– compito può essere il seguente:

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20 20 c) Il problem solving come competenza matematica e di cittadinanza Essere competenti significa essere in grado di mobilitare i propri apprendimenti, di selezionarli, di utilizzarli in maniera adeguata. La competenza presuppone un contesto e un problema che spingono la persona a organizzarli e utilizzarli per realizzare un’attività professionale, per risolvere un problema, per realizzare un progetto

21 21 Problem solving Competenze matematiche competenze matematiche Competenze matematiche competenze di cittadinanza linguaggi Anche le altre (progettare …; comunicare…… ; agire in modo autonomo …; individuare collegamenti e relazioni …; acquisire e interpretare l’informazione …) di fatto costituiscono aspetti dell’attività di risoluzione di problemi.

22 22 3. La didattica per competenze: che cosa cambia rispetto alla didattica tradizionale?  situazioni di apprendimento in cui gli alunni siano parte attiva nell’elaborazione, nella presa di decisioni e nel controllo degli esiti e del processo di apprendimento  valorizzazione e uso delle situazioni reali favorevoli all’introduzione di nuovi argomenti partendo da problemi e cercando soluzioni  il lavoro di gruppo o comunque socializzato è preferito al lavoro individuale  il gruppo di lavoro è centrato su compiti autentici o compiti di realtà  uso sistematico di rubriche valutative

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24 24 Esempi di rubriche valutative

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26 26 Esempi di compiti di realtà o compiti autentici in relazione a competenze di cittadinanza

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30 30 5. Valutare e certificare le competenze: come? Con quali strumenti? chiarimenti lessicali e concettuali VerificaDati misura Valutazione Giudizio di una prova di un percorso Validazione di competenze Certificazione delle competenzeinterna al sistema scolastico esterna

31 31 esempi di prove di verifica (relative a competenze chiave di cittadinanza)

32 32 esempi di modelli per la certificazione di competenze

33 33 Bibliografia minima Mario Castoldi, Valutare le competenze: compiti autentici (intervento all’IC 18 di Verona) Piero Cattaneo, Didattica per competenze, in Scuolainsieme n. 5, giugno 2007, Ed. La Tecnica della Scuola, Catania, 2007 Piero Cattaneo, Il curricolo di Istituto per competenze, in Scuola e Didattica, anno 2008, Brescia Rosa Iaderosa: Le competenze matematiche, relazione al seminario OPPI di Albino (Bg) del 23 luglio 2012 Per ulteriori contatti: Tel. Scuola 0377/81940 int. 1


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