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GLI ANNI OTTANTA CRONOLOGIA Il quadro storico-sociale 1980Strage alla stazione di Bologna. 1980Un DC-9 Itavia precipita in circostanze inspiegabili vicino.

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2 GLI ANNI OTTANTA

3 CRONOLOGIA Il quadro storico-sociale 1980Strage alla stazione di Bologna. 1980Un DC-9 Itavia precipita in circostanze inspiegabili vicino Ustica. 1981Svelati tutti i nomi della P Assassinato dalla mafia il generale Dalla Chiesa. 1983Primo governo Craxi. La tv italiana degli anni ‘ Dal 1970 al 1980 gli abbonamenti tv crescono del 28% e raggiungono quota 13 milioni. 1981L’Italia davanti alla tv si commuove per Alfredino, il bimbo caduto in un pozzo vicino a Vermicino. 1984La Rai vara il servizio Televideo.

4 CRONOLOGIA Il quadro storico-sociale 1984Bossi costituisce la Lega Lombarda. 1984Enzo Tortora viene coinvolto in un gigantesco blitz anticamorra e arrestato. Sarà assolto dopo una lunga detenzione. 1989Nasce il CAF: accordo tra Craxi, Fanfani e Andreotti. La tv italiana degli anni ‘ Nasce Videomusic, la prima tv musicale italiana ed europea. 1986Nasce l’Auditel, società mista (Rai-private) per il rivelamento dell’ascolto televisivo. 1988La Rai ha il 47,4% di ascolto per l’intera giornata contro il 37,4% della Fininvest. 1989Nasce Blob.

5 SUA EMITTENZA SILVIO BERLUSCONI

6 1978Acquisto de “Il Giornale” e dell’emittente televisiva TeleMilano 1979Fondazione di Rete Italia, società per la produzione e la compravendita di programmi tv. 1979Fondazione di Publitalia ‘80, concessionaria pubblicitaria.

7 SUA EMITTENZA SILVIO BERLUSCONI 1980Nasce Canale 5 dalla fusione di 5 emittenti locali (TeleMilanocavo, A&G Television, VideoVeneto, TeleTorino, TeleEmilia-Romagna). Al Centro-Sud l’emittente assume il nome di Canale 10. Inizialmente la programmazione, preregistrata, viene distribuita tramite cassette dal centro operativo di TeleMilano (syndication).

8 SUA EMITTENZA SILVIO BERLUSCONI 1982Acquisto di Italia 1, dall’editore Rusconi. 1984Acquisto di Retequattro, dall’editore Mondadori. 1984Oscurate le tre reti Fininvest (perché trasmettono in un ambito che eccede il locale contravvenendo alla legge n. 103 del ‘75 e alla successiva sentenza della Corte Costituzionale del ‘76 ) dai pretori di Roma, Torino e Pescara. Il “decreto Berlusconi”, emanato dal capo del governo Bettino Craxi, consentirà alle emittenti di riprendere le trasmissioni.

9 LA NEOTELEVISIONE «La caratteristica principale della Neo TV è che essa sempre meno parla (come la Paleo TV faceva o fingeva di fare) del mondo esterno. Essa parla di se stessa e del contatto che sta stabilendo col proprio pubblico» U. Eco, Tv: la trasparenza perduta, in Id., Sette anni di desiderio, Bompiani, Milano «[Con la Neotelevisione] entra in crisi il rapporto di verità fattuale su cui riposava la dicotomia tra programmi d’informazione e programmi di finzione e questa crisi tende sempre più a coinvolgere la televisione nel suo complesso trasformandola da veicolo di fatti (ritenuto neutrale) in apparato per la produzione di fatti, da specchio della realtà a produttore di realtà»

10 LA NEOTELEVISIONE Sviluppo tecnologia e mercato dei media (a partire dall’affermazione del telecomando e del videoregistratore). L’apparecchio tv non è più solo nelle case. Aumento degli apparecchi domestici e loro diversificazione (televisore – spesso più di uno -, monitor portatile, videoproiettore per locali pubblici, ecc.). Il passaggio dalla Paleo alla NeoTv è anche un salto quantitativo e qualitativo delle caratteristiche del televisore. Moltiplicazione dei canali, con l’emergere di emittenti private locali e poi nazionali, cui si lega lo sviluppo impetuoso della pubblicità televisiva. Aumento dei tempi di trasmissione, fino alla copertura totale (24 ore al giorno).

11 LA NEOTELEVISIONE Polifunzionalità dello schermo televisivo e introduzione di nuovi terminali collegabili (televideo, regolazione a distanza, videoregistratore, telecamere a circuito chiuso, ecc.). Concorrenza delle reti tra loro, e in particolare tra emittenti private e servizio pubblico Rai. Concorrenzialità significa l’inseguimento dell’audience con tutti i metodi possibili: espansione dell’offerta, specializzazione della programmazione (reti di genere: CNN, dal 1980, solo informazione; MTV, dal 1981, solo videoclip, ecc.), abbattimento dei tabù rappresentativi (aumento del sesso soft e hard, compiacimento della violenza anche nell’informazione). Da qui, la conseguente evoluzione del concetto stesso di servizio pubblico.

12 LA NEOTELEVISIONE Per riassumere: Autoriflessività Evidenza dell’enunciazione (la verità della trasmissione, attestata dallo sguardo-in-macchina dell’enunciatore o dall’esibizione delle tecnologie di ripresa, è più importante della verità di ciò che viene trasmesso). Non trasparenza del rapporto informazione-fiction (gli eventi “reali” sono predisposti ai fini della ripresa televisiva). Coinvolgimento “folk” dello spettatore (rivalutazione dei dialetti, emergenza delle minoranze etniche, ritorno dei localismi). Elasticizzazione del tempo (determinata in parte dalla miscela di programmi con differenti ritmi interni, in parte da ciò che oggi si chiama zapping).

13 LA NEOTELEVISIONE PALEOTELEVISIONE Monopolio pubblico Tv come elettrodomestico Generi identificabili Censura di avvenimenti considerati inaccettabili o comunque non conformi allo spirito pedagogico del mezzo NEOTELEVISIONE Concorrenza Tv come interfaccia Commistione tra generi Rimozione di avvenimenti considerati sgradevoli o noiosi

14 LA NEOTELEVISIONE PALEOTELEVISIONE Emittente-destinatario: rapporto didattico- pedagogico (gerachico, paternalistico, monodirezionale) Tv come prolungamento del ruolo della famiglia e/o della scuola Funzioni di apprendimento (far sapere) e spettacolo (far vedere) NEOTELEVISIONE Emittente-destinatario: rapporto fiduciario (negoziale, complice/conviviale, fondato sull’iterazione) Tv come luogo di vita (quotidianizzazione del tempo televisivo) Fidelizzazione dello spettatore

15 LA NEOTELEVISIONE PALEOTELEVISIONE Spettatore passivo (pubblico da educare) Consumo da misurare in gradimento e qualità Consumo tv festivo (la programmazione tv scandisce i tempi della quotidianità) NEOTELEVISIONE Spettatore attivo (audience da conquistare e fidelizzare) Consumo da misurare in quantità Consumo tv feriale e quotidiano (la quotidianità scandisce i tempi della programmazione tv)

16 LA NEOTELEVISIONE PALEOTELEVISIONE La “verità” dei fatti precede il racconto televisivo La vita come modello da rappresentare NEOTELEVISIONE L’effetto di verità della costruzione televisiva influenza i fatti La tv come vita da ricostruire artificialmente Grammaticalizzazione della quotidianità (quotidianità come fonte della comunicazione e come oggetto rappresentato) Fonte: R. Stella, Box Populi. Il sapere e il fare della neotelevisione, Donzelli, Roma 1999.

17 I GENERI E I PROGRAMMI

18 LA TV-VERITÀ Chi l’ha visto? (dal 30 aprile 1989, domenica ore 20.30, Raitre) Telefono giallo (dal 29 settembre 1987, martedì ore 20.30, Raitre) L’etichetta tv-verità è utilizzata a partire dagli anni ‘80 per identificare tutta una serie di programmi che fanno della rappresentazione della realtà una cifra espressiva specifica. Telefono giallo e Chi l’ha visto? partono da un fatto reale (un crimine insoluto o la scomparsa di una persona), ne ricostruiscono fasi e momenti salienti grazie a brevi segmenti di fiction e poi chiedono al telespettatore di fornire indicazioni o indizi per risolvere concretamente il caso.

19 IL TELEQUIZ Il pranzo è servito (dal 13 settembre 1982, da lunedì a venerdì ore 12.40, Canale 5) Conduzione: Corrado Mantoni, Claudio Lippi (dal 1990), Davide Mengacci (dal 17 agosto 1992) Il pranzo è servito segna il definitivo passaggio di Corrado all’emittente privata, e grazie al suo successo consolida la fascia del mezzogiorno, televisivamente inesistente fino a quel momento e “frequentata” soprattutto da casalinghe. Si tratta di un quiz senza pretese e senza ambizioni spettacolari, con domande facili facili e giochini semplici, accomodati dal conduttore, che assegna vincite modeste a chi riesce a completare un tabellone (che rappresenta un pranzo completo) scoprendo le giuste caselle.

20 IL VARIETÀ Drive in (dal 14 ottobre 1983, venerdì ore 21.30, Italia 1; dal 1984, domenica ore 20.30) Ideazione: Antonio Ricci Con: Ezio Greggio, Enrico Beruschi, Gianfranco D’Angelo, Carmen Russo, ecc. Un studio gremito di prosperose ragazze fast food, auto e un pubblico giovane dalla risata pungente e mordace. D’Angelo e Greggio garantiscono una sorta di continuità a una trasmissione spezzata in vari numeri. Il ritmo della trasmissione è scandito dagli stacchi pubblicitari, di cui il programma mostra di saper far propria la frenesia, l’immediatezza, l’efficacia nel captare l’attenzione.

21 IL VARIETÀ Quelli della notte (dal 29 aprile 1985, da lunedì a venerdì ore 22.45, Raidue) Autori: Renzo Arbore, Ugo Porcelli Conduzione: Renzo Arbore con Massimo Catalano, Maurizio Ferrini, Andy Luotto, Marisa Laurito, Nino Frassica, ecc. Recuperando la tradizione pura del varietà attraverso la riproposizione di scenette e gag, Arbore realizza un prodotto nuovo e originale, frutto di una innovativa contaminazione tra i generi (varietà, talk show, spettacolo musicale), in cui, grazie a una sapiente conoscenza del linguaggio televisivo, la ripetitività dei personaggi e dei cliché verbali e gestuali acquista forza e intensità.

22 LA FICTION La piovra (1984) Regia: Damiano Damiani Interpreti principali: Michele Placido, Barbara De Rossi, Florinda Bolkan. 6 puntate dall’11 marzo 1984, domenica e lunedì ore 20.30, Raiuno Nel corso delle 10 edizioni (dal 1984 al 2001), La piovra si è imposta come una delle produzioni di fiction della Rai di maggior successo, ottenendo consensi in Italia e all’estero, dove è stata venduta a circa ottanta televisioni. A livello di contenuto, mischia elementi diversi: l’aderenza alla verità, ovvero il filone dell’impegno civile, il genere poliziesco e d’azione, ed elementi tipici del feuilleton come il melodramma, il mistero, la contrapposizione tra bene e male, la presenza di un eroe e del proprio antagonista.

23 LA FICTION D’IMPORTAZIONE Dallas (in Italia dal 14 febbraio 1981, mercoledì ore 22.30, Rete 1; dal 10 settembre ‘81 Canale 5 e poi Retequattro) Charlie’s Angels (in Italia dall’11 ottobre 1979 su Antenna nord; dal 5 marzo 1985, da lunedì a venerdì ore 19.00, Italia 1) Miami Vice (in Italia dal 13 aprile 1986, domenica ore 20.30, Raidue)

24 GLI ANNI NOVANTA

25 CRONOLOGIA Il quadro storico-sociale 1990Svolta del PCI di Occhetto che cambia nome in PDS. Nasce Rifondazione Comunista. 1990Esplode il caso Gladio, una struttura parallela ai servizi segreti, sospettata di implicazioni in trame cospirative ed episodi stragistici. 1992Arrestato il presidente del Pio Albergo Trivulzio, Mario Chiesa, mentre intasca una tangente di sette milioni: ha inizio l’inchiesta “Mani pulite”. La tv italiana degli anni ‘ La legge Mammì (n. 223 del 6 agosto) conferma gli assetti proprietari delle frequenze radiotelevisive e pone limiti alle concentrazioni fra Tv e quotidiani. 1991Nasce Tele+ il primo canale televisivo italiano criptato. 1992Il governo assegna le frequenze televisive: le Tv escluse avviano una battaglia legale.

26 CRONOLOGIA Il quadro storico-sociale 1992Uccisi in un attentato mafioso a distanza di pochi mesi, i giudici Falcone e Borsellino. 1994Silvio Berlusconi entra in politica: Forza Italia vince le elezioni e forma un governo con AN, Lega e CCD. 1995Nasce l’Ulivo. 1996Il centrosinistra vince le elezioni politiche: Prodi forma il nuovo governo. 1997Migliaia di profughi in fuga dall’Albania sbarcano sulle coste italiane. 1999Scade il mandato di Scalfaro alla presidenza della Repubblica: gli succede Carlo Azeglio Ciampi. La tv italiana degli anni ‘ Nasce Stream, la prima pay per view italiana, e avvia un esperimento di video on demand a Roma e Milano. 1995Indetti quattro referendum sulle televisioni per l’abolizione della legge Mammì: vincono i “no”. 1995Nasce il servizio satellitare digitale DSTV (in seguito chiamato D+). 1997La legge Maccanico (n. 249/1997) istituisce l’Autorità per le telecomunicazioni e avvia la riforma del sistema televisivo. 1999Siglato l’accordo sulla piattaforma digitale unica. 1999Limiti antitrust per il calcio criptato (60% per ciascun soggetto per l’acquisizione delle partite di serie A).

27 I GENERI E I PROGRAMMI

28 IL REALITY SHOW Reality di prima generazione: Emotainment (emotional+entertainment) Indica quei programmi dove è centrale la dimensione emotiva e passionale per creare occasioni di spettacolo. La struttura di questi programmi vede la partecipazione di persone comuni che in televisione, o attraverso al televisione, mettono in scena i propri sentimenti. (dal 27 febbraio 1994, domenica ore 20.30, Canale 5) 1995, Raiuno Dating show (dall’inglese to date “avere un appuntamento”) Al centro del programma c’è l’idea che la televisione possa far incontrare e magari innamorare due persone. Nella tv italiana questo tipo di programma ha avuto successo all’inizio degli anni ‘80 con M’ama non m’ama e Il gioco delle coppie.

29 IL REALITY SHOW Grande fratello (prima edizione: da giovedì 14 settembre 2000 ore 21.00, Canale 5) I reality di seconda generazione Il Grande fratello ha rivoluzionato non solo il genere del reality show, ma l’intero sistema dei generi televisivi. Questa categoria di reality, partendo da un elemento di innovazione rappresentato dalla possibilità di “spiare” il comportamento delle persone per 24 ore al giorno, ha preso in prestito, rielaborato e ibridato elementi provenienti da generi diversi: la presenza di un meccanismo di game, a eliminazione progressiva dei partecipanti decisa dal pubblico a casa attraverso sistemi di voto multimediali; oppure le modalità di presentazione dei personaggi e delle loro relazioni che ricalcano da vicino le formule della fiction seriale, in particolare la soap opera.

30 IL REALITY SHOW I reality di seconda generazione Saranno famosi – Amici di Maria De Filippi (dal 17 settembre 2001, da lunedì a venerdì ore 14.20, Italia 1; dal 19 marzo 2002, martedì ore 21.00, Italia 1) Una declinazione dell’idea del Grande fratello, è il “talent show”, dove il reality si basa non sulla resistenza dei partecipanti a convivenze forzate o a difficoltà di ordine fisico, bensì è incentrato sul percorso di sviluppo e apprendimento di abilità spettacolari (canto, ballo, recitazione, ecc.). Programmi come Amici di Maria De Filippi in cui i concorrenti sono seguiti nelle lezioni con i vari professionisti incaricati di educarli nelle diverse discipline e nelle performance che effettuano e sulla base delle quali vengono poi giudicati dal pubblico a casa.

31 DAL TELEQUIZ AL GAME SHOW Ai tempi di Lascia o raddoppia? lo spettacolo era la sapienza. In una società che non aveva conosciuto la scolarizzazione di massa, il conoscere, il sapere erano qualità molto rare. Il concorrente diventava il personaggio, il fenomeno da ammirare, era colui che aveva dedicato tutta la sua vita alla conoscenza di un determinato argomento e trovava nel mostrarsi al pubblico televisivo un’occasione di riscatto. Chi vuol essere milionario? (da lunedì 22 maggio 2000, ore 19.00, Canale 5)

32 DAL TELEQUIZ AL GAME SHOW Oggi lo spettacolo non è più la sapienza, è la comprensione. A cui tutti, ragionando un po’, possono accedere. Si pensi all’utilizzo delle risposte multiple che accompagnano a una più facile risoluzione del quesito; i tempi sono inoltre dilatati e viene abbandonato l’assioma della “prima risposta è quella giusta” per dar spazio al pensiero del concorrente che è invitato a ragionare ad alta voce sulla domanda e a mettere in scena il percorso che lo conduce allo scioglimento dell’arcano. L’eredità (dal 29 luglio 2002, ore 19.00, Raiuno) Conduzione: Amadeus

33 LA FICTION La serie Le serie tv sono composte da episodi della durata variabile, in media da 45 a 60 minuti, con storie autoconclusive, dove l’elemento di continuità è dato dalla presenza di personaggi e luoghi che non variano molto durante la stagione. Una stagione di solito prevede 22/24 episodi anche se non sono rare prime stagioni da 12 episodi. Sono i cosiddetti telefilm che hanno avuto il loro massimo successo in Italia negli anni Ottanta quando si importò l’enorme produzione statunitense che aveva alle spalle già anni di produzione. È il caso della serie Colombo (in Italia dal 16 febbraio 1979, venerdì ore 20.30, rete 2)

34 LA FICTION La serie serializzata La serie serializzata è un formato seriale che ibrida la storia autoconclusiva, propria della serie (la linea verticale, i cosiddetti “casi di puntata”) con storyline che proseguono lungo tutto l’arco stagionale (la linea orizzontale). Un esempio italiano è Distretto di polizia, la cui prima edizione è andata in onda dal 26 settembre 2000 (martedì ore 21.00, Canale 5). Ma è anche il caso di Carabinieri, RIS, ecc.

35 LA FICTION La serie all’italiana La serie all’italiana è caratterizzata dalla presenza di un protagonista unico, dall’articolazione in 6-8 episodi da 90 minuti, in cui si mescola la struttura della serie classica (personaggi e ambienti ricorrenti, casi legati ai singoli episodi) con la presenza di una vicenda personale del protagonista, costruita su un arco narrativo che si conclude al termine delle 6-8 puntate. Il maresciallo Rocca (dal 16 gennaio 1996, martedì ore 20.50, Raidue)

36 LA FICTION Il serial Il serial racconta una storia non autoconclusa nell’arco del singolo episodio ma di durata stagionale. È incentrato su uno o più personaggi fissi, talvolta aggregati in clan familiari o dinastie di potere, di cui vengono raccontate le vicende. Partendo da una storia di fondo si sviluppano infinite sotto-storie che si protraggono per parecchi episodi. Così, ogni episodio è legato al precedente e a quello successivo obbligando lo spettatore a seguire tutti gli episodi per non perdere il filo delle storie. Sottogeneri del serial sono la soap opera e la telenovela. (in Italia dal 25 gennaio 1982, da lunedì a venerdì ore 14.00, Canale 5, poi Retequattro) (in Italia dal 4 giugno 1990, da lunedì a venerdì, ore 14.30, Raidue; poi dal 1993, ore 13.45, Canale 5)

37 LA FICTION La soap all’italiana La produzione italiana di lunga serialità ha inizio nel 1997 con Un posto al sole. La soap all’italiana ha il merito di aver introdotto in Italia il concetto di produzione seriale a basso costo, ribadendo contemporaneamente il bisogno di “localismo” di una parte del pubblico televisivo. Dagli Usa eredita il modello della daily soap, con puntate giornaliere di mezz’ora trasmesse durante le ore diurne. Fa eccezione Un posto al sole, collocato inizialmente alle poi spostato alle a ridosso del prime time. Dal real drama britannico la soap italiana eredita una certa propensione al realismo quotidiano e ambientale.

38 LA FICTION La miniserie La miniserie, da 2 a 8 puntate di media, sono la forma seriale preferita in Europa. Di diretta derivazione dal feuilleton e romanzo d’appendice dell’Ottocento, la miniserie racconta in un numero breve di episodi una storia conclusa. Gli argomenti preferiti sono stati in passato i classici della letteratura europea mentre negli ultimi anni si sono trattati spesso argomenti d’attualità. È il caso di Ultimo (1998, 2x90’), Uno bianca (2001, 2x90’).

39 LA FICTION Il film-tv Il film-tv presenta una storia compiuta priva di caratteri di serialità, la cui durata è di circa 90’. È il modello più direttamente legato al cinema. Nell’arco di due o tre ore ci viene raccontata una storia completa e autoconclusa. Un esempio diverso è rappresentato da Il commissario Montalbano (1999), composto da una serie di film-tv, di durata e taglio cinematografico e con una storia autoconclusa per ogni episodio. La continuità è data dalla presenza dello stesso personaggio principale e dalle location. Questo prodotto può essere considerato anche un’ibridazione tra il film-tv e la serie classica.

40 BIBLIOGRAFIA Storia e analisi della televisione F. Casetti, F. Di Chio, Analisi della televisione, Bompiani, Milano M.W. Bruno, Neotelevisione. Dalle comunicazioni di massa alla massa di comunicazioni, Rubbettino, Soveria Mannelli A. Grasso (a cura di), Televisione, Garzanti, Milano A. Grasso, Storia della televisione italiana, Garzanti, Milano A. Grasso, M. Scaglioni, Che cos’è la televisione. Il piccolo schermo fra cultura e società: i generi, l’industria, il pubblico, Garzanti, Milano A. Grasso, Il bel paese della tv. Viaggio nell’Italia delle emittenti locali, RCS, Milano F. Monteleone, Storia della radio e della televisione in Italia. Costume, società e politica, Marsilio, Venezia M. Morcellini (a cura di), Il Mediaevo. TV e industria culturale nell’Italia del XX secolo, Carocci, Roma 2000.

41 BIBLIOGRAFIA I generi televisivi G. Grignaffini, I generi televisivi, Carocci, Roma B. Scaramucci, C. Ferretti, La vita è tutta un quiz. Da “Lascia o raddoppia?” ad oggi, Rai-Eri, Roma I format P. Taggi, Morfologia dei format televisivi. Come si fabbricano i programmi di successo, Rai-Eri, Roma Il reality S. Cavicchioli, I Pezzini, La tv verità. Da finestra sul mondo a panopticon, Rai-Eri, Roma C. Demaria, L. Grosso, L. Spaziante, Reality Tv. La televisione ai confini della realtà, Rai-Eri, Roma La fiction F. Casetti (a cura di), L’immagine plurale. Serialità e ripetizione nel cinema e nella televisione, Marsilio, Venezia 1984.

42 BIBLIOGRAFIA La fiction P. Braga, Dal personaggio allo spettatore. Il coinvolgimento nel cinema e nella serialità televisiva americana, FrancoAngeli, Milano P. Braga, Er. Sceneggiatura e personaggi. Analisi della serie che ha cambiato la Tv, FrancoAngeli, Milano D. Cardini, La lunga serialità televisiva. Origini e modelli, Carocci, Roma E. De Blasio, M. Sorice, Cantastorie mediali. La fiction come story teller della società italiana, Dino Audino, Roma P. Douglas, Scrivere le grandi serie Tv, Dino Audino, Roma F. Dupont, Omero e Dallas. Narrazione e convivialità dal canto alla soap-opera, Donzelli, Roma 1993.

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