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DIMENSIONE: (dal latino dimensio, "misura“) Ciascuna delle misure che determinano l'estensione di un corpo nel piano o nello spazio.

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Presentazione sul tema: "DIMENSIONE: (dal latino dimensio, "misura“) Ciascuna delle misure che determinano l'estensione di un corpo nel piano o nello spazio."— Transcript della presentazione:

1 DIMENSIONE: (dal latino dimensio, "misura“) Ciascuna delle misure che determinano l'estensione di un corpo nel piano o nello spazio.

2 Nel nostro vissuto percepiamo 3 DIMENSIONI DELLO SPAZIO.

3 -L’esperienza determina le nostre intuizioni e regola la struttura con cui noi interpretiamo ciò che percepiamo. ( Brian Greene, fisico statunitense, 2000) -La nostra esperienza sulle 3 dimensioni spaziali ( lunghezza, larghezza, altezza) è talmente diffusa che molto difficilmente siamo in grado di pensare ad un universo PLURIDIMENSIONALE.

4 Nel ventesimo secolo però alcuni fisici hanno cominciato ad approfondire ed utilizzare il concetto di MULTIDIMENSIONALE ( Kaluza, Klein, Einstein) Con la teoria della Relatività e l’introduzione della DIMENSIONE TEMPORALE si afferma il concetto di UNIVERSO QUADRIDIMENSIONALE ESEMPIO :

5 In fisica,le teorie delle stringhe (letteralmente in inglese string = corda) mettono in discussione la concezione dello spazio e del tempo classico e relativistico. Partono dall’ idea di uno SPAZIO MULTIDIMENSIONALE.

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9 -Ciascun sistema è un ambiente separato con proprie leggi e regole. Tra i vari PIANI DIMENSIONALI possono esistere degli scambi di energia e materia, ma i vari sistemi comunque mantengono caratteristiche diverse e vivono in modo autonomo.

10 NELL’ EDUCAZIONE.. -dimensione come nodo epistemico che fornisce strumenti interpretativi per l’analisi di argomenti -I 2 processi APPRENDIMENTO e INSEGNAMENTO e la fase in cui essi interagiscono (AZIONE DIDATTICA) sono dimensioni diverse che convivono, ma seguono traiettorie diverse. Queste vanno quindi analizzate in modo anche autonomo.

11 -La scienza classica studiava,in massima parte, SISTEMI PROSSIMI ALL’EQUILIBRIO. Riducendo la loro complessità, questi venivano analizzati con un approccio RIDUZIONISTA e seguendo un principio di CAUSA-EFFETTO (Cartesio, principio meccanicista), secondo il quale lo stato successivo di un sistema è connesso ad un altro da una relazione causale. - Oggi vengono studiati SISTEMI NON PROSSIMI ALL’EQUILIBRIO, cioè COMPLESSI, che non possono più essere analizzati con metodi RIDUZIONISTI, ma tenendo conto del sistema nella sua totalità analizzandolo con un ottica SEMPLESSA.

12 Sistemi COMPLESSI e NON IMMUTABILI -Possono modificarsi nell’interazione con l’ambiente in base a PROPRIE LEGGI INTERNE. -Il loro comportamento non è prevedibile in modo DETERMINISTICO, in quanto esso dipende da come si modifica il sistema durante il processo. - Per analizzare un sistema AUTO-POIETICO bisogna tener conto delle trasformazioni interne che avvengono nel momento in cui SISTEMA e AMBIENTE interagiscono.

13 L’APPRENDIMENTO, nel modello classico era visto come effetto del processo di INSEGNAMENTO, come semplice risultato del processo. Tenendo conto del fatto che la PERSONA UMANA è un SISTEMA COMPLESSO e AUTO-POIETICO, l’apprendimento può essere inteso come un CAMBIAMENTO che si sviluppa durante tutto il processo di crescita di un individuo e riguardante tutto il sistema.

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15 L’insegnante come un REGISTA: -predispone l’ambiente, -Pensa ai dispositivi e ai materiali, -Progetta la lezione.. In quanto ATTORE interpreta il suo ruolo di docente a fianco di altri attori (gli studenti).


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