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LO STRESS. STRESS = sindrome generale di adattamento dell’organismo alle sollecitazioni. In base a queste definizione lo stress è da considerarsi una.

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1 LO STRESS

2 STRESS = sindrome generale di adattamento dell’organismo alle sollecitazioni. In base a queste definizione lo stress è da considerarsi una risposta generica dell’organismo, tesa a ripristinare il normale equilibrio perturbato da fattori esterni o interni NON è ANCORA MALATTIA DEFINIZIONE GENERALE

3 FISIOLOGIA DELLO STRESS Fattori ESTERNI (stressore) Messa in moto di meccanismi fisiologici Risposta motoria ESTERNA Fattori INTERNI (Psicologico) Recettori (sensi) Attuatori (muscoli motori) Risposta emozionale somatica Muscoli involontari ghiandole

4 LA BIOCHIMICA DELLO STRESS

5 La reazione di stress si articola in tre fasi fondamentali costitutive della Sindrome Generale di Adattamento FASE DI ALLARME FASE DI RESISTENZA FASE DI ESAURIMENTO Gli stressori turbano l’omeostasi (equilibrio) dell’organismo inducendolo a reagire per arginare la minaccia

6 fase di ALLARME fase di RESISTENZA fase di ESAURIMENTO stato normale SHOCK Le fasi dello stress CONTROSHOCK Intensità della risposta fisiologica

7 1 - Fase di allarme Questa fase è promossa dagli stressori esterni fisici, biologici e sociali L’organismo riconosce il pericolo insito nello stimolo, e immette nel flusso sanguigno due ormoni, adrenalina e noradrenalina, che hanno il compito di scatenare una reazione immediata del SNA (Sistema Nervoso Autonomo). La fase d’allarme viene suddivisa in due momenti successivi Fase dello “shock” la resistenza dell’organismo si abbassa, l’individuo accusa il colpo e subisce passivamente l’azione dell’agente stressante Fase del “controshock” mobilitazione delle risposte dell’organismo e reazione del sistema neurovegetativo

8 2 - Fase di resistenza Tale fase è anche detta “fase di adattamento “ Perché in essa l’organismo si adatta allo stressori Questa fase ha luogo quando lo stress è prolungato In questa fase si ha la stabilizzazione delle reazioni fisiologiche di cui l’organismo necessita per salvaguardarsi dagli agenti nocivi

9 3 - Fase di esaurimento L’organismo risulta scoperto davanti a successivi attacchi stressogeni e sarà soggetto all’insorgenza di fenomeni patologici di varia natura Si ha la riduzione delle capacità adattive dell’organismo causata del perdurare degli stressori Questa fase può comparire più o meno tardivamente e può anche non verificarsi, qualora lo stress si esaurisca in tempo utile

10 Intendendo lo stress come risposta dell’organismo all’ambiente possiamo avere: stress positivo e stress negativo STESS POSITIVO È la reazione dell’intero organismo che lo spinge ad agire con: 1.prontezza, 2.concentrazione ed 3.efficacia

11 Si generano stati di: 1.ansia, 2.rabbia e 3.sensi di colpa che potranno ripercuotersi sull’organismo. Lo stress cronico è direttamente correlato all’insorgenza di disturbi cardiovascolari come l’ipertensione, l’ ischemia o l’infarto STRESS NEGATIVO La condizioni di attivazione permane anche in assenza di eventi stressanti; L’organismo reagisce a stimoli lievi in maniera sproporzionata, come se fosse in presenza di situazioni pericolose per la sua sopravvivenza

12 Come si manifesta lo Stress patologico Come si manifesta lo Stress patologico RISPOSTE FISICHE RISPOSTE PSICOLOGICHE RISPOSTE COMPORTAMENTALI Emicrania, stanchezza, mal di schiena, disturbi alimentari, irrequietezza, disturbi digestivi, impotenza, eccessiva sudorazione, tic, nevrosi, sonno irregolare, etc. Ansia, suscettibilità, tristezza, irritabilità, mancanza di fiducia, infelicità, distacco affettivo, difficoltà ad affrontare le situazioni della vita normale, etc. Fumo eccessivo, assunzione alcool, assunzione farmaci, isolamento, frequenti dimenticanze o conflitti, assenteismo, indifferenza verso gli altri, etc.

13 FATTORI DI STRESS FATTORI OGGETTIVI Inducono una risposta proporzionata allo stressore. Stress fisici Stress metabolici Stress psicologici Stress psicosociali La risposta diprende essenzialmente dalle caratteristiche del fattore di stress: - frequenza, - durata e - intensità OGGETTIVI Direttamente legati allo stressore SOGGETTIVI Debolmente legati allo stressore

14 FATTORI SOGGETTIVI Inducono una risposta non proporzionata allo stressore Percezione di minaccia Percezione di impotenza Percezione di inadeguatezza Frustrazione e conflitti divengono importanti nel produrre stress Il conflitto viene percepito quando si verifica la presenza simultanea di due o più traguardi tendenzialmente incompatibili La frustrazione si verifica perché per raggiungere un traguardo nevitabilmente se ne escluderà un altro La risposta non è direttamente collegata alle caratteristiche del fattore di stress

15 Definizione dell’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro Stress lavoro correlato. Percezione di squilibrio avvertita dal lavoratore quando le richieste provenienti dall’ambiente lavorativo eccedono le capacità dell’individuo nel fronteggiare tali richieste Comprende fattori esterni [ambiente] e interni [psicologici]

16 GESTIONE DELLO STRESS SUL LAVORO

17 Le strategie per ridurre lo stress DALL’INTERNO Attivazione di meccanismi di difesa. Consentono agli individui di gestire situazioni percepite come avverse o pericolose DALL’ESTERNO Riduzione e controllo delle potenziali fonti di stress

18 Fattori esterni: GUARDARE AL PROBLEMA 1.Modificazione della situazione esterna – misure adottate dal DL : organizzazione, orari, strutture fisiche … 2.Lavorare per ridurre l’impatto negativo – misure addottate dal DL: alternare i compiti, regole sicure, appoggio dirigenza …. 3.cambiamento di se stessi.- misure adottate dal soggetto: imparare nuove abilità personali, seguire esempi dimostratisi efficaci …. Tipi di Strategie

19 Fattori interni: GUARDARE ALL’INTERNO Gestione dello stress soggettivo. Tendere a eliminare o a ridurre i sentimenti negativi 1. Distrazione. Cercare di dedicarsi ad altre attività: incontri di lavoro, corsi, ginnastica … 2. Attenzione selettiva. Cercare di risolvere problemi e situazioni secondo un ordine prefissato, magari con un orario definito. 3. Capacità di minimizzare le situazioni di stress. Scale di priorità 4. Riconoscere la stessa situazione che ha creato esperienze emotive di malessere e cercare di evitarle

20 MOBBING

21 Il mobbing è un insieme di comportamenti violenti (abusi psicologici, angherie, vessazioni, demansionamento, emarginazione, umiliazioni, maldicenze, ostracizzazione, etc.) perpetrati da parte di uno o più individui nei confronti di un altro individuo, prolungato nel tempo e lesivo della dignità personale e professionale nonché della salute psicofisica dello stesso. MOBBING TO MOB: assalto, accerchiamento di gruppo

22 Il mobbing ha radici profonde, è caratterizzato da un’azione sistematica, premeditata ai danni di una vittima ben precisa, con l’intento di danneggiarla o allontanarla. Una condizione importante per parlare di mobbing è il requisito temporale: le violenze psicologiche devono essere regolari e, sistematiche, frequenti e durane nel tempo (almeno 6 mesi).

23 Mobbing = Malattia Relazionale In una scuola in cui si verifica anche un solo fenomeno di mobbing tra docenti è alta la probabilità di riscontrare situazioni di disagio nelle classi, quali emarginazione, bullismo, prepotenze, violenze psicologiche e fisiche. Non è un ambiente sereno per nessuno: non lo è per i docenti e tanto meno per gli alunni. Il mobbing può essere considerato una “malattia relazionale” che investe la scuola e che mette in pericolo gli alunni, poiché questi potrebbero, loro malgrado, essere coinvolti in tale ragnatela di relazioni velenose.

24 TIPI DI MOBBING Mobbing orizzontale: tra colleghi con pari mansioni. Mobbing verticale: tra persone con posizioni gerarchiche diverse. up-down down-up

25 Il mobbing verticale Nella scuola il mobbing verticale può assumere due forme: Mobbing esercitato dal dirigente o un suo vicario nei confronti di un insegnate Mobbing esercitato da un docente nei confronti di un alunno.

26 Le armi del mobbing Calunnia e pettegolezzo (fino al punti che la menzogna diventa verità e la verità diventa menzogna) Il silenzio L’ostracismo (il bullismo degli adulti)

27 LE FASI 1.Il conflitto quotidiano: stato latente del conflitto che è presente ma non esplicitato. 2.Inizio del mobbing e del terrore psicologico: strategie di perseverazione attraverso attacchi ripetuti e continuativi. Si cristallizzano i ruoli. 3.Errori e abusi: il conflitto esce allo scoperto. 4.Esclusione dal mondo del lavoro: la vittima spesso si dimette, ci sono episodi di assenteismo e di calo della produttività.

28 Effetti  Personale: perdita di autostima, di progettualità,…  Sociale: dopo una iniziale solidarietà c’è disinteresse, stanchezza ed esasperazione da parte di chi è indirettamente coinvolto dai fatti. Il danno esistenziale che ne deriva può avere una duplice faccia (Doppio Mobbing):

29 Strumenti di prevenzione confort ambientale chiarezza e condivisione degli obiettivi del lavoro valorizzazione ed ascolto delle persone attenzione ai flussi informativi relazioni interpersonali e riduzione della conflittualità operatività e chiarezza dei ruoli equità nelle regole e nei giudizi


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