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ORGANIZZAZIONE DI VOLONTARIATO PROTEZIONE CIVILE SETTIMO SAN PIETRO CAGLIARI IL RISCHIO CHIMICO Corso Interno Rivelatori Chimico Biologici Settimo San.

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Presentazione sul tema: "ORGANIZZAZIONE DI VOLONTARIATO PROTEZIONE CIVILE SETTIMO SAN PIETRO CAGLIARI IL RISCHIO CHIMICO Corso Interno Rivelatori Chimico Biologici Settimo San."— Transcript della presentazione:

1 ORGANIZZAZIONE DI VOLONTARIATO PROTEZIONE CIVILE SETTIMO SAN PIETRO CAGLIARI IL RISCHIO CHIMICO Corso Interno Rivelatori Chimico Biologici Settimo San Pietro 5 marzo – 30 aprile 2013 Presentazione in power point Relatore Lgt. G.FARCI OdV Protezione Civile SSP OdV Protezione Civile SSP

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3 GROSSI QUANTITATIVI DI PRODOTTI CHIMICI SONO CONTINUAMENTE STOCCATI, MANEGGIATI E TRASPORTATI. L’IMPIEGO DEI MEDESIMI E’ REGOLAMENTATO DA LEGGI DISEGNATE PER MINIMIZZARE IL RISCHIO; TUTTAVIA IL SISTEMA NORMATIVO NON FORNISCE GARANZIE CHE UN INCIDENTE NON AVVENGA. I RISCHI RELATIVI AL RILASCIO DI SOSTANZE CHIMICHE SONO CLASSIFICATI IN BASE A: - RAGGIO D’AZIONE; - TOSSICITA’; - QUANTITATIVO PRODOTTO, STOCCATO O TRASPORTATO; - STABILITA’ CHIMICA.

4 GROSSI QUANTITATIVI DI PRODOTTI CHIMICI SONO CONTINUAMENTE STOCCATI, MANEGGIATI E TRASPORTATI. L’IMPIEGO DEI MEDESIMI E’ REGOLAMENTATO DA LEGGI DISEGNATE PER MINIMIZZARE IL RISCHIO; TUTTAVIA IL SISTEMA NORMATIVO NON FORNISCE GARANZIE CHE UN INCIDENTE NON AVVENGA. I RISCHI RELATIVI AL RILASCIO DI SOSTANZE CHIMICHE SONO CLASSIFICATI IN BASE A: - RAGGIO D’AZIONE; - TOSSICITA’; - QUANTITATIVO PRODOTTO, STOCCATO O TRASPORTATO; - STABILITA’ CHIMICA.

5 IL NUMERO DI PERSONE CHE POSSONO ESSERE COLPITE DA UN RILASCIO E L’ESTENSIONE DEL DANNO DIPENDONO DA: - PROPRIETA’ DELLA SOSTANZA; - QUANTITATIVO RILASCIATO; - DURATA DELL’ESPOSIZIONE; - TEMPO CHE INTERCORRE TRA L’ESPOSIZIONE ED IL SOCCORSO.

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10 IMPEGNO IN AMBITO CIVILE - L. 382/78LEGGE SUI PRINCIPI; - L.225/92ISTITUZIONE DEL SERVIZIO NAZIONALE DI PROTEZIONE CIVILE; - D.L.vo464/97CONCORSO DELLE FORZE ARMATE NEL CAMPO DELLE PUBBLICHE CALAMITA’ E DELLA TUTELA AMBIENTALE.

11 IMPEGNO IN AMBITO MILITARE IL PROBLEMA Del RISCHIO CHIMICO SI IDENTIFICA CON LA POSSIBILITA’ CHE SI VERIFICHI UN EVENTO R.O.T.A. RELEASE OTHER THAN ATTACK, IL RILASCIO CIOE’ DI SOSTANZE TOSSICHE O PERICOLOSE CON MODALITA’ DIVERSE DA QUELLE DI UN ATTACCO CHIMICO. LA NORMATIVA IN VIGORE E’ REGOLATA DALLE SEGUENTI PUBBLICAZIONI: - DIRETTIVA ACE 80-64; - ATP 45 D Cap. III.

12 SCENARI GLI SCENARI AI QUALI POSSIAMO RICONDURRE SONO: - FORMAZIONE DI NUBI; - INCENDI; - FORMAZIONE DI POZZE DI LIQUIDO; - FLUSSO CONTINUO INCONTROLLATO DA CONTENITORI O TUBAZIONI DANNEGGIATE; - PICCOLE QUANTITA’ DI LIQUIDO.

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14 MISURE DIFENSIVE CONTRO PERICOLI CORRELATI CON LE SOSTANZE TOSSICHE INDUSTRIALI, DURANTE LE OPERAZIONI MILITARI. RISCHIOCHIMICORISCHIOCHIMICO

15 DURANTE LE OPERAZIONI DI GUERRA, DAL PUNTO DI VISTA OPERATIVO,NORMALMENTE QUESTE SOSTANZE TOSSICHE INDUSTRIALI SONOCONSIDERATE INSIGNIFICANTI ASSUMONO INVECE UN SIGNIFICATO NOTEVOLE DURANTE LE OPERAZIONI MILITARI IN TEMPO DI PACE RILASCI MASSIVI DI TIC CAUSATI DELIBERATAMENTE/ INAVVERTITAMENTE POTREBBERO RAPPRESENTARE UN PERICOLO PER LA POPOLAZIONE E PER LE UNITA’ MILITARI OPERANTI NELL’AREA. RISCHIOCHIMICORISCHIOCHIMICO

16 - NON SONO AMMESSE ESPOSIZIONI DELIBERATE A TIC;- - LE UNITA’ CHE NON DISPONGONO DEL NECESSARIO EQUI- PAGGIAMENTO, PERSONALE E ADDESTRAMENTO NON SARANNO IMPIEGATE IN AREE DIMPERICOLO TIC; - PER CONDURRE OPERAZIONI E’ NECESSARIO FORMULARE DETTAGLIATI PIANI E COORDINARE TUTTE LE FORZE; - IL FLUSSO INFORMATIVO CONCERNENTE LA PROBLEMATICA TIC DOVREBBE ESSERE APERTO A TUTTI I LIVELLI; - IL COMANDANTE DEVE ASSICURARSI CHE LE PROPRIE UNITA’ SIANO COSCIENTI DELLA POLICY NATO; - IL COMANDANTE, PRIMA DI OGNI OPERAZIONE DOVREBBE CONSULTARE UNO STAFF DI SPECIALISTI. RISCHIOCHIMICORISCHIOCHIMICO LINEE DI COMPORTAMENTO

17 GENERALMENTE PER DISLOCARE LE UNITA’, LE POSIZIONI DA PREFERIRE SONO ALL’APERTO, SOPRAVENTO E/O DISTANTI DALLE SORGENTI TIC. LA PIU’ IMPORTANTE AZIONE DA ESEGUIRE IN CASO DI RILASCIO DI UNA SOSTANZA TOSSICA INDUSTRIALE E’ L’IMMEDIATA EVACUAZIONE. RISCHIOCHIMICORISCHIOCHIMICO PROCEDURE

18 GLI ELEMENTI INFORMATIVI CHE DOVREBBERO ESSERE CONOSCIUTI SONO: - TIPO E QUANTITATIVO DELLA SOSTANZA; - POTENZIALE RISCHIO SPECIFICO; - TUTTE LE INFORMAZIONI RILEVANTI SUI SITI TIC; - VALUTAZIONE DEL PERICOLO. RISCHIOCHIMICORISCHIOCHIMICO INFORMAZIONI

19 INTORNO AL SITO A RISCHIO, SARA’ DETERMINATA UNA ZONA DI ESCLUSIONE AVENTE UN RAGGIO DI 1 KM. DOVRA’ ESSERE EVITATO L’IMPIEGO DI UNITA’ MOBILI ENTRO UN RAGGIO DI 5 KM E L’ALLESTIMENTO DI INSTALLAZIONI FISSE ENTRO UN RAGGIO DI 10 KM. I VELIVOLI DOVRANNO TRANSITARE ALL’INTERNO DELLE ZONE DI ESCLUSIONE SOLO A QUOTE SUPERIORI A 150 MT. RISCHIOCHIMICORISCHIOCHIMICO AREE DI ESCLUSIONE

20 SE VIENE RILASCIATA UNA SOSTANZA TOSSICA DOVRANNO ESSERE EVACUATE TUTTE LE UNITA’ ENTRO UN RAGGIO DI 5 KM. L’AREA DI PERICOLO DOVRA’ ESSERE DETERMINATA IN ACCORDO CON QUANTO PREVISTO NEL MANUALE ATP-45 D. DOVRA’ INOLTRE ESSERE INVIATO UN MESSAGGIO CBRN 1 CHEM ROTA (Release Other Than Attack) RISCHIOCHIMICORISCHIOCHIMICO PROCEDURE IN CASO DI RILASCIO

21 SE L’OSSERVATORE NON CONOSCE LA POSIZIONE Del PUNTO DI RILASCIO TIC, DOVRA’ ESSERE INVIATO UN MESSAGIO CBRN 4 CHEM ROTA RISCHIOCHIMICORISCHIOCHIMICO PROCEDURE IN CASO DI RILASCIO

22 L’AREA DI PERICOLO TIC DOVRA’ ESSERE COMUNICATA CON UN MESSAGIO CBRN 3 CHEM ROTA RISCHIOCHIMICORISCHIOCHIMICO

23 PROTEZIONE FISICA SI ATTUA IMPIEGANDO I MATERIALI DPI -CBRN. I MEDESIMI OFFRONO UN’OTTIMA PROTEZIONE PER L’APPARATO TEGUMENTARIO MA NON GARANTISCONO SEMPRE LA PROTEZIONE DELL’APPARATO RESPIRATORIO; PERTANTO DEVONO ESSERE UTILIZZATI SOLTANTO PER L’EVACUAZIONE DALLA ZONA DI RILASCIO TIC RISCHIOCHIMICORISCHIOCHIMICO

24 DOVRANNO ESSERE ATTUATE SECONDO LE PROCEDURE PREVISTE PER GLI AGGRESSIVI CHIMICI. I RIVELATORI IN DOTAZIONE RICONOSCONO SOLTANTO UNA GAMMA RISTRETTA DI SOSTANZE TOSSICHE RISCHIOCHIMICORISCHIOCHIMICO RIVELAZIONE / RICOGNIZIONE

25 AL TERMINE DELLE OPERAZIONI L’INTERO EQUIPAGGIAMENTO DOVRA’ ESSERE ISPEZIONATO. QUELLO CHE SARA’ RIMASTO CONTAMINATO DOVRA’ ESSERE AVVOLTO IN TELI DI PLASTICA ED ISOLATO RISCHIOCHIMICORISCHIOCHIMICO DECONTAMINAZIONE

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27 LE UNITA’ CHE INTERVENGONO DOVREBBERO ESSERE IN GRADO DI RICONOSCERE L’ATTO TERRORISTICO E SAPER VALUTARE LA SITUAZIONE; QUINDI, PROTETTI DALL’AZIONE DI QUESTE SOSTANZE DOVRANNO: - CREARE UN CORDONE DI SICUREZZA; - ALLERTARE LE UNITA’ DI SOCCORSO; - SALVARE I COLPITI; - FORNIRE IL PRONTO SOCCORSO; - FORNIRE INFORMAZIONI PRELIMINARI SU QUANTO ACCADUTO.

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30 ORGANIZZAZIONE DI VOLONTARIATO PROTEZIONE CIVILE SETTIMO SAN PIETRO CAGLIARI Presentazione in power point Relatore Lgt. G.FARCI OdV Protezione Civile SSP OdV Protezione Civile SSP GRAZIE PER L’TTENZIONE Corso Interno Rivelatori Chimico Biologici Settimo San Pietro 5 marzo – 30 aprile 2013


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