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Libri e persone Oggi ancora: Michelangelo e Leonardo. Anche loro sono nella mia vita […] ognuno di loro ha qualcosa di vero da raccontarmi, e molto da.

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Presentazione sul tema: "Libri e persone Oggi ancora: Michelangelo e Leonardo. Anche loro sono nella mia vita […] ognuno di loro ha qualcosa di vero da raccontarmi, e molto da."— Transcript della presentazione:

1 Libri e persone Oggi ancora: Michelangelo e Leonardo. Anche loro sono nella mia vita […] ognuno di loro ha qualcosa di vero da raccontarmi, e molto da vicino … ognuno di loro ha qualcosa di vero da raccontarmi, e molto da vicino Rileggerò S. Agostino. E’ così austero e così ardente. E così appassionato Rileggerò S. Agostino. E’ così austero e così ardente. E così appassionato … Spier è un uomo maturo di 55 anni, che ha raggiunto questo stadio di amore per tutti gli uomini Spier è un uomo maturo di 55 anni, che ha raggiunto questo stadio di amore per tutti gli uomini … C’è solo una gran fiducia e riconoscenza che la vita sia tanto bella […] io devo andare con Spier alla Gestapo… io devo andare con Spier alla Gestapo Qualche volta ho la sensazione di avere Dio dentro di me, aveva detto un paziente a Spier, …“questo principio creativo era in definitiva una parte di Dio…questo principio creativo era in definitiva una parte di Dio Più mi sento stanca e debole, più mi sconcertano la sua forza e il suo amore, […] Lui invece riceve sei pazienti, e passa ore intense con ciascuno di loro…Lui invece riceve sei pazienti, e passa ore intense con ciascuno di loro Mi piace aver contatto con le persone. Mi sembra che la mia intensa partecipazione porti alla luce la loro parte […] Mio Dio, mi hai concesso il dono di poter leggere, mi concederesti anche quello di poter scrivere?Mio Dio, mi hai concesso il dono di poter leggere, mi concederesti anche quello di poter scrivere? torna ai temi Liceo "M. Curie" - 26 gennaio 2008

2 O ggi ancora: Michelangelo e Leonardo. Anche loro sono nella mia vita, e la riempiono. Dostoevskij e Rilke e Sant’Agostino. E gli Evangelisti. Frequento un’ottima società! E non c’entra più il “bello spirito da letterato” di un tempo: ognuno di loro ha qualcosa di vero da raccontarmi, e molto da vicino. Certe cose di Michelangelo mi hanno presa inaspettatamente alla gola, è stato un incontro di grande immediatezza. *maggio o giugno 1942 di sera, dopo cena (p. 112) *Non viene indicato il giorno né il mese. N.d.R: Libri e persone Liceo "M. Curie" - 26 gennaio 2008

3 R ileggerò S. Agostino. E’ così austero e così ardente. E così appassionato, si abbandona così completamente nelle sue lettere d’amore a Dio. In fondo, quelle a Dio sono le uniche lettere d’amore che si dovrebbero scrivere. 9 ottobre 1942 (p. 235) Libri e persone Liceo "M. Curie" - 26 gennaio 2008

4 S pier dice che l’amore per tutti gli uomini è superiore all’amore per un uomo solo: perché l’amore per il singolo è una forma di amore per sé. Spier è un uomo maturo di 55 anni, che ha raggiunto questo stadio di amore per tutti gli uomini dopo aver amato molte persone singole, nel corso della sua lunga vita. Io sono una donnetta di 27 anni: anch’io mi porto dentro questo grande amore per tutta l’umanità. Lunedì 4 agosto 1941 (pag. 51) Chi è Spier? (risponde L. Scaraffia) Libri e persone Liceo "M. Curie" - 26 gennaio 2008

5 C ’è solo una gran fiducia e riconoscenza che la vita sia tanto bella e perciò questo è un momento storico: non perché tra poco io devo andare con Spier alla Gestapo, ma perché trovo ugualmente bella la vita. 25 febbraio 1942 (p. 100) Libri e persone Liceo "M. Curie" - 26 gennaio 2008

6 Q ualche volta ho la sensazione di avere Dio dentro di me, aveva detto un paziente a Spier, per esempio quando ascolto la Matthäus-Passion. E S. aveva risposto all’incirca che “in quei momenti lui era in contatto diretto con le forze creative e cosmiche che operano in ogni persona”; e che “questo principio creativo era in definitiva una parte di Dio, si doveva avere solo il coraggio di dirlo”. Queste parole mi accompagnano già da settimane: si deve avere anche il coraggio di dirlo. Avere il coraggio di pronunciare il nome di Dio Le due di pomeriggio: catalogando i libri della biblioteca di Spier, ci trovo Das Stundenbuch di Rilke. Può sembrare paradossale, ma Spier guarisce le persone insegnando loro ad accettare il dolore. Domenica mattina [dicembre 1941] (pag. 87) Libri e persone Liceo "M. Curie" - 26 gennaio 2008

7 P iù mi sento stanca e debole, più mi sconcertano la sua forza e il suo amore, che rimangono sempre a disposizione di tutti. Sono semplicemente sbalordita che gli [=Spier] avanzino tante energie, in giorni simili. In ogni momento possiamo esser spediti in una baracca nel Drenthe, e nei negozi di frutta e verdura sono appesi cartelli che vietano l’ingresso agli ebrei. Una persona normale ne ha abbastanza, oggi. Lui invece riceve sei pazienti, e passa ore intense con ciascuno di loro; li apre e ne tira via il pus, apre le sorgenti in cui Dio si nasconde a molti uomini, continua a lavorare con loro finchè le acque scorrono nelle loro anime prosciugate; le confessioni si ammucchiano sui suoi tavolini, quasi tutte finiscono con: “ Aiutami, ti prego”; e lui c’è per ognuno, e aiuta. Ieri sera, in bagno ho letto di un prete:”Era un intermediario tra Dio e gli uomini. Le cose ordinarie non l’avevano potuto toccare. E proprio per questo capiva così bene la pena di tutti gli esseri in divenire”. Sabato mattina, giugno 1942 (p. 122) Libri e persone Liceo "M. Curie" - 26 gennaio 2008

8 M i piace aver contatto con le persone. Mi sembra che la mia intensa partecipazione porti alla luce la loro parte migliore e più profonda, le persone si aprono davanti a me, ognuna è come una storia raccontatami dalla vita stessa. E i miei occhi incantati non hanno che da leggere. La vita mi confida così tante storie, che dovrei raccontarle a mia volta, renderle evidenti a coloro che non sono in grado di leggerle direttamente. Mio Dio, mi hai concesso il dono di poter leggere, mi concederesti anche quello di poter scrivere? 4 ottobre 1942, domenica sera Libri e persone Liceo "M. Curie" - 26 gennaio 2008

9 La scrittura: la forza della speranza Daan è caduto dall’aeroplano. Uno dei tanti giovani pieni di vita, … devi continuare a prenderti sul serio, devi rimanere il centro…devi continuare a prenderti sul serio, devi rimanere il centro S ta di fatto che devo vivere, e che devo affrontare ogni cosa. … Voglio continuare a vivere pienamente. Voglio diventare il cronista di tanti fatti di questo tempo… Voglio continuare a vivere pienamente. Voglio diventare il cronista di tanti fatti di questo tempo E’ un momento penoso, quasi insormontabile: devo affidare il mio animo represso a uno stupido foglio di carta a righe…devo affidare il mio animo represso a uno stupido foglio di carta a righe Devo badare a tenermi in contatto con questo quaderno Devo badare a tenermi in contatto con questo quaderno … Mio Dio, prendimi nella tua grande mano e fammi tuo strumento, fa’ che io possa scrivere! Mio Dio, prendimi nella tua grande mano e fammi tuo strumento, fa’ che io possa scrivere! … Mi piace aver contatto con le persone. […] Mio Dio, mi hai concesso il dono di poter leggere, mi concederesti anche quello di poter scrivere? In futuro, quando la mia casa non sarà più un giaciglio di ferro […] Spesso, nel mio dormiveglia, turbinano pensieri e piccoli racconti, vuoti e trasparenti come bolle di sapone, vorrei poterli catturare su un pezzo di cartaSpesso, nel mio dormiveglia, turbinano pensieri e piccoli racconti, vuoti e trasparenti come bolle di sapone, vorrei poterli catturare su un pezzo di carta… torna ai temi Liceo "M. Curie" - 26 gennaio 2008

10 D aan è caduto dall’aeroplano. Uno dei tanti giovani pieni di vita, e ricchi di promesse, che muoiono giorno e notte. Non so che cosa pensare. Con tutto il dolore che ho intorno, comincio a vergognarmi di prendere sul serio i miei umori. Eppure devi continuare a prenderti sul serio, devi rimanere il centro, e in qualche modo devi venire a capo dei fatti di questo mondo; in nessuna situazione puoi chiudere gli occhi, devi “confrontarti” con questi tempi orribili, e cercare una risposta ad alcune di esse, non solo per te ma anche per gli altri. (segue) La scrittura: la forza della speranza Liceo "M. Curie" - 26 gennaio 2008

11 S ta di fatto che devo vivere, e che devo affrontare ogni cosa. A volte mi sento come un palo ritto in un mare infuriato, fra le onde che lo battono da ogni parte. Ma io rimango ben ferma e gli anni mi passano sopra. Voglio continuare a vivere pienamente. Voglio diventare il cronista di tanti fatti di questo tempo (…); sì un cronista, dicevo. Io noto che alla mia sofferenza personale si accompagna sempre una curiosità oggettiva, un interesse appassionato per tutto ciò che riguarda questo mondo, i suoi uomini, i moti della mia anima. A volte credo che sia questo il mio compito: chiarire nella mia testa, e col tempo descrivere, tutto ciò che accade intorno a me. Povera testa e povero cuore, quante cose vi toccherà digerire! Ricca testa e ricco cuore, avete però una bella vita! *agosto 1941, mercoledì (pp. 57) *Non viene indicato il giorno: forse il 6 agosto, oppure il 13 o 20. N.d.R. La scrittura: la forza della speranza Liceo "M. Curie" - 26 gennaio 2008

12 E’ un momento penoso, quasi insormontabile: devo affidare il mio animo represso a uno stupido foglio di carta a righe. I pensieri sono così spesso così chiari e limpidi nella mia testa, i sentimenti così profondi, ma non riesco ancora a metterli per iscritto... Ma sarà pur necessario, se voglio indirizzare la mia vita verso un fine ragionevole e soddisfacente. sabato mattina, le dodici 14 giugno 1941 (p. 48) D evo badare a tenermi in contatto con questo quaderno, vale a dire con me stessa: altrimenti potrebbe andar male, potrei smarrirmi ad ogni momento. 22 marzo 1941, sabato, le otto di sera (p. 39) S ono agitata, di una bizzarra, diabolica, irrequietezza che potrebbe anche essere produttiva se sapessi che farmene (…). Mio Dio, prendimi nella tua grande mano e fammi tuo strumento, fa’ che io possa scrivere! (…) mi sono resa conto che non si può spigare l’essere umano con nessuna formula psicologica: solo l’artista è in grado di rendere ciò che resta d’irrazionale nell’uomo. Non so come andrà a finire questo mio scrivere. Tutto è ancora caotico, non ho abbastanza fiducia in me stessa, o, piuttosto, non sento ancora la necessità di dire qualcosa. Aspetterò ancora, fin quando tutto verrà fuori spontaneamente e troverà una forma: prima, però, devo trovare io stessa una forma, la mia forma”. 4 luglio 1941 (p. 50) Liceo "M. Curie" - 26 gennaio 2008 La scrittura: la forza della speranza

13 M i piace aver contatto con le persone. Mi sembra che la mia intensa partecipazione porti alla luce la loro parte migliore e più profonda, le persone si aprono davanti a me, ognuna è come una storia raccontatami dalla vita stessa. E i miei occhi incantati non hanno che da leggere. La vita mi confida così tante storie, che dovrei raccontarle a mia volta, renderle evidenti a coloro che non sono in grado di leggerle direttamente. Mio Dio, mi hai concesso il dono di poter leggere, mi concederesti anche quello di poter scrivere? 4 ottobre 1942, domenica sera (p. 232) La scrittura: la forza della speranza Liceo "M. Curie" - 26 gennaio 2008

14 I n futuro, quando la mia casa non sarà più un giaciglio di ferro in un luogo circondato dal filo spianato, voglio avere una lampadina sopra il mio letto, così di notte ci sarà luce ogni volta che lo vorrò. Spesso, nel mio dormiveglia, turbinano pensieri e piccoli racconti, vuoti e trasparenti come bolle di sapone, vorrei poterli catturare su un pezzo di carta. Quando mi sveglio alla mattina mi sento come dentro un bozzolo – è un ricco risveglio, sa! Ma poi comincia a volte una piccola Passione, pensieri e immagini si agitano intorno a me, sono così tangibili e vogliono esser messi sulla carta, ma non c’è nessun posto in cui si possa star seduti con calma, certe volte passo ore a cercarlo. Una volta, nel cuore della notte, una gatta randagia è entrata nella nostra baracca, le abbiamo messo una cappelliera sul gabinetto e là ha avuto i suoi piccoli. Certe volte mi sento come un gatto randagio senza cappelliera. 11 agosto 1943 (pp ) La scrittura: la forza della speranza Liceo "M. Curie" - 26 gennaio 2008

15 “Il buffo è che non mi sento nelle loro grinfie, sia che io rimanga qui, sia che io venga deportata … Non mi sento nelle grinfie di nessuno, mi sento soltanto nelle braccia di Dio”. Nelle braccia di Dio, ma come? torna ai percorsi Liceo "M. Curie" - 26 gennaio 2008


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