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Club Alpino Italiano Commissione Nazionale Scuole di Alpinismo e Sci Alpinismo Scuola Centrale di Sci Alpinismo Aggiornamento ARVA Digitali 3 antenne.

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2 Club Alpino Italiano Commissione Nazionale Scuole di Alpinismo e Sci Alpinismo Scuola Centrale di Sci Alpinismo Aggiornamento ARVA Digitali 3 antenne

3 Richiamare alcuni concetti teorici (semplificati) relativi agli ARVA digitali a 3 antenne Presentare i risultati dei test svolti durante il 2008 Condividere le esperienze personali Lanciare una campagna di raccolta dati nelle singole Scuole di appartenenza Obiettivi della lezione

4 Perché concetti teorici semplificati perché altrimenti si dovrebbe cominciare da qui!!!!!

5 Analogico vs Digitale Analogici (1 antenna) Digitali di ultima generazione (3 antenne) Digitali di 1^ generazione (1 o 2 antenne)

6 Perché il passaggio a 3 antenne? Fonte: DAV Panorama authors Chris Semmel and Dieter Stopper

7 Oscillatore ceramico (bassa qualità del segnale) Analogico vs Digitale cosa cambia in trasmissione? Il segnale viene trasmesso da una sola antenna in entrambi i casi, quello che cambia è la qualità del segnale emesso in quanto cambia la tecnologia interna di generazione del campo elettromagnetico Oscillatore al quarzo (alta qualità del segnale)

8 Analogico vs Digitale cosa cambia in ricezione? L’elaborazione del segnale emesso dall’apparecchio sepolto è interamente affidata alla sensibilità dell’orecchio del ricercatore L’elaborazione del segnale emesso dall’apparecchio sepolto è affidata alla “sensibilità” del microprocessore dell’apparecchio digitale

9 La direzione da seguire per la ricerca del travolto è quella corrispondente all’allineamento tra l’asse dell’antenna e la tangente alla linea di campo emessa dal trasmettitore (polarizzazione), in questa condizione l’ARVA ricevente emette un segnale di massima intensità sonora. Il ricercatore deve muovere l’ARVA (ventaglio di 120°) per trovare la direzione da seguire La direzione da seguire per la ricerca del travolto è quella corrispondente alla risultante (somma vettoriale) delle componenti secondo le 3 dimensioni spaziali (x, y, z) della linea di campo emessa dal trasmettitore Il microprocessore elabora la somma vettoriale e la trasforma in una indicazione, sul piano, della direzione da seguire x z y Esemplificativo x Analogico vs Digitale cosa cambia in ricezione?

10 Somma vettoriale: niente di nuovo 200 daN 100 daN 90° 141 daN (100^ ^2) = = daN 141 daN 45° 200 x cos (45°) = 141

11 Standard del segnale emesso dagli ARVA La normativa ETS prevede che qualunque apparecchio ARVA, sia esso analogico o digitale debba emettere, sulla frequenza di 457 kHz (+/- 80 Hz), un segnale che rispetti lo schema riportato sopra off on tempo ms >=70 ms >=400 ms Periodo di ripetizione del segnale Durata dell’impulso Intervallo tra due impulsi

12 Lo spettro elettromagnetico È un mondo piuttosto affollato

13 Standard del segnale emesso dagli ARVA off on tempo 700 ms ms 70 ms Caso estremo 900 ms Due ARVA aventi queste caratteristiche di trasmissione del segnale sono conformi alla normativa ETS

14 Modello ARVA Scostamento in frequenza [+/- 80 Hz] Periodo di ripetizione [ ms] Durata dell’impulso [>= 70 ms] Arva Advanced0 Hz916 ms74 ms Arva Advanced- 2 Hz890 ms76 ms Barryvox Opto Hz996 ms102 ms Barryvox Opto Hz1.004 ms102 ms Pieps DSP- 6 Hz1.020 ms100 ms Pieps DSP- 5 Hz804 ms96 ms Tracker DTS+ 9 Hz890 ms94 ms Tracker DTS+ 23 Hz792 ms94 ms Ortovox X1- 7 Hz868 ms212 ms Ortovox X1+ 5 Hz880 ms220 ms Ortovox F1- 91 Hz1.210 ms370 ms Ortovox F1- 79 Hz1.190 ms388 ms Ortovox M2- 33 Hz872 ms104 ms Ortovox M2- 34 Hz622 ms112 ms Standard del segnale emesso dagli ARVA Fonte:Investigation of the interaction between different avalanche transcreivers in multiple burials; M. Eck, R. Sackl and M. Schober

15 Standard del segnale emesso dagli ARVA I solo rispetto della normativa ETS può dare luogo a situazioni di incertezza in cui un TX risulta “in ombra” rispetto ad un altro, tale fenomeno è tanto più probabile quanto più numerosi sono gli apparecchi sepolti e ciò ha un impatto rilevante sulla possibilità di distinguere i vari TX (direzione di ricerca ambigua e funzione Mark dei digitali a 3 antenne) off on tempo TX1 TX2 TX1 “in ombra” rispetto a TX2 impossibile distinguere tra i due TX Esemplificativo

16 Distinguere i TX Analogico L’orecchio e il cervello umano distinguono i due segnali in base alla intensità e alla durata dei medesimi Beeeeeep Beep Digitale Il microprocessore distingue i due segnali in base al tempo in cui sono stati emessi Emesso al tempo T1 (es. ore 14, 39 5 ) Emesso al tempo T2 (es. ore 14, 39 7 ) Se il ricercatore è ben allenato e non sono presenti disturbi esterni (uso dell’auricolare) riesce “sempre” a mantenere separati i due segnali e quindi a riconoscere sul campo quali sono i 2 TX Se i due segnali restassero inalterati nel tempo il microprocessore sarebbe in grado di distinguere sempre i 2 TX

17 Distinguere i TX La realtà è un filo più complessa Tipo e materiali per gli oscillatori, obsolescenza, variazioni di temperatura e urti incidono sulla qualità del segnale emesso Presenza di “rumori di fondo” e variazioni del periodo di ripetizione e della durata dell’impulso rendono difficile la distinzione dei segnali durante la ricerca TX2 TX1 RX Segnali chiaramente separati Segnali sovrapposti (indistinguibili)

18 Distinguere i TX: perdita della “marcatura” TX2 TX1 RX MARK TX1 T1 < T2 cioè TX1 in anticipo su TX2 ? STOP T2 < T1 cioè TX2 in anticipo su TX1 ? Esemplificativo tempo

19 Fonte:SIGNAL STRENGTH VERSUS SIGNAL TIMING: Achieving reliability in multiple burial searches; Dr. Thomas Lund Distinguere i TX: scomparsa di TX, perdita della “marcatura” Marcando TX1 viene marcato anche TX2 per l’impossibilità di distinguere i due TX TX2 “scompare” dalla ricerca Prove in campo

20 Modello ARVA Arva Advanced Barryvox Opto 3000 Pieps DSP Tracker DTS Pieps 457 Ortovox X1 Ortovox F1 Ortovox M2 Arva Advanced 68,15%73,62%72,17%71,90%74,40%61,25%41,93%62,50% Barryvox Opto ,34%69,77%64,44%70,49%58,10%45,58%56,97% Pieps DSP 66,64%63,88%70,93%54,98%41,68%58,47% Tracker DTS 72,41%69,03%56,90%30,88%62,87% Pieps ,84%57,07%41,79%62,81% Ortovox X1 47,37%22,25%59,10% Ortovox F1 35,60%21,84% Ortovox M2 47,03% Fonte:Investigation of the Interaction Between Different Avalanche Transcreivers in Multiple Burials; M. Eck, R. Sackl and M. Schober La tabella sottostante riporta i risultati medi in termini di percentuale di tempo in cui i segnali risultavano separati durante 3 prove da 10 minuti ciascuna con ogni possibile combinazione di apparecchi (in giallo le combinazioni con un tempo di separazione dei segnali inferiore alla metà del tempo di prova) Distinguere i TX: sovrapposizione di segnali Prove in campo

21 Fonte:SIGNAL STRENGTH VERSUS SIGNAL TIMING: Achieving reliability in multiple burial searches; Dr. Thomas Lund Durata della sovrapposizione di TX assortiti Distribuzione di probabilità e durata della sovrapposizione di segnale con 3 TX Probabilità cumulata e durata della sovrapposizione con 4 TX Simulazioni con modelli matematici sulla base dei risultati delle prove in campo

22 Fonte: SIGNAL STRENGTH VERSUS SIGNAL TIMING: Achieving reliability in multiple burial searches; Dr. Thomas Lund Durata della sovrapposizione di TX uguali SE I SEPOLTI SONO IN NUMERO MAGGIORE DI 3 SI DEVONO UTILIZZARE LE TECNICHE DI RICERCA TRADIZIONALE (microgreca, 3 cerchi) COME PER ALTRO INDICATO ANCHE NEI MANUALI DEI COSTRUTTORI DEI DIGITALI A 3 ANTENNE Simulazioni con modelli matematici sulla base dei risultati delle prove in campo ms 784 +/- 10 ms ms /- 103 ms

23 Durata della sovrapposizione di TX uguali Molte brevi sovrapposizioni di segnale nell’unità di tempo: Ripetuti segnali di stop 60 sec. Poche lunghe sovrapposizioni di segnale nell’unità di tempo: Lunghi tempi d’attesa per la ripresa della ricerca

24 Numero di sovrapposizioni di segnale Nc = W2 + W1 P2 - P1 W2 W1 P2 P1 Il numero di sovrapposizioni di segnale aumenta se: W (durata dell’impulso) elevata P (periodi di ripetizione) simili

25 Seppellimenti multipli: mito o realtà >51% 2 sepolti 15.45% La percentuale di incidenti con più di 3 sepolti è inferiore al 13% e di questa, quella con sepolti vicini è inferiore al 1% (fonte: SLF Davos) Diverso è il discorso per il numero di potenziali morti (numero di persone che vengono coinvolte nell’incidente) <28%

26 In sintesi Microgreca e/o metodo dei 3 cerchi sono da conoscere e praticare I 3 antenne comportano velocità/reattività del ricercatore “inferiori”  senso di frustrazione Seppellimenti multipli spesso si possono tradurre in ricerche singole multiple I produttori di ARVA si stanno muovenod in modo non coordinato Possibili direzioni di sviluppo di nuovi ARVA digitali  Riconoscimento del segnale d’onda di ogni ARVA ad inizio gita Revisione standard del segnale in trasmissione  “Randomizzazione” del periodo di ripetizione del segnale per evitare o ridurre al minimo la probabilità di sovrapposizione  Modulazione in frequenza del segnale  Passaggio a trasmettitori di segnali digitali  Spegnimento temporaneo da remoto del trasmettitore una volta individuato

27 Ma il parco attuale è (e sarà) ancora prevalentemente così …..

28 Prove effettuate nel prove 12 prove

29 Scheda apparecchi Denominazione apparecchioPulse Barryvox Frequenza di trasmissione457 kHz Frequenza W-Link869,8 MHz (Regione A) ; MHz (Regione B) Alimentazione3 batterie alcaline AAA, IEC-LR03, 1,5 V Durata batterieMinimo 200 h in trasmissione Portata massima60 m in digitale, 90 m in analogico Connettore auricolariStandard HiFi Temperature di funzionamentoDa -20 °C a + 45 °C Peso210 g (batterie incluse) Dimensioni (Altezza, Larghezza, Spessore) 116 x 75 x 27 ProduttoreAscom (Switzerland) Ltd Internetwww.mammut.chwww.mammut.ch/barryvox

30 Scheda apparecchi Denominazione apparecchioOrtovox S1 Frequenza di trasmissione457 kHz +/- 80 Hz Alimentazione3 batterie alcaline AAA, IEC-LR03, 1,5 V Durata batterie250 h in trasmissione; 10 h in ricezione Portata massima70 m in digitale Connettore auricolariStandard HiFi Temperature di funzionamentoDa -20 °C a + 45 °C Peso245 g. (batterie incluse) g. custodia Dimensioni (Altezza, Larghezza, Spessore) 120 x 80 x 30 chiuso 215 x 80 x 30 aperto ProduttoreOrtovox GmbH Internetwww.ortovox.com

31 Scheda apparecchi Denominazione apparecchioPIEPS DSP Frequenza di trasmissione457 kHz Alimentazione3 batterie alcaline AAA, IEC-LR03, 1,5 V Durata batterie200 h in trasmissione Portata massima60 m Connettore auricolari3,5 mm, 32 ohm Temperature di funzionamentoDa -20 °C a + 50 °C Peso198 g (batterie incluse) Dimensioni (Altezza, Larghezza, Spessore) 116 x 75 x 27 ProduttoreSEIDEL Elektronik GmbH Internetwww.seidel.atwww.seidel.at;

32 Funzionalità dei modelli 3 antenne a confronto Pulse BarryvoxOrtovox S1 PIEPS DSP Funzionamento in analogico SìNo Commutazione automatica in trasmissione Dopo 8 min. (regolabile) Regolabile tra 30 sec. e 2 min. Dopo 2 min. Controllo spegnimento accidentale SìNo Autotest Sì Indicazione stato di carica batterie Sì Possibilità di marcatura TX localizzato Sì Possibilità di smarcatura TX localizzato Sì (entro 6 m)Sì (entro 3 m)Sì (funzione SCAN) Indicazione fase di ricerca Sì Segnale acustico in fase di ricerca Sì No Segnale interruzione ricerca Sì Segnalazione numero sepolti Sì

33 Funzionalità dei modelli 3 antenne a confronto Pulse BarryvoxOrtovox S1 PIEPS DSP Commutazione automatica per seppellimenti multipli vicini NoSìNo Possibilità di reimpostare la ricerca No Sì (funzione SCAN) Indicazione di oltre 4 sepolti Sì Indicazione durata del seppellimento SìNo Indicazione dati vitali SìNo Altimetro No Sì (opzionale) Bussola Sì (non visualizzabile) Sì (non visualizzabile) Sì (opzionale) Termometro NoSìSì (opzionale) Inclinometro NoSìNo W-Link SìNo Possibilità di spegnimento temporaneo No Sì (tramite i-probe) Connessione a PC (aggiornamento software) No Sì

34 Sintesi delle prove effettuate dalla C.N.S.A.SA e S.C.SA Portata massima e minima

35 Sintesi dei test di ricerca 2 TX analogici NB: significa che durante la ricerca rilevava la presenza di altri TX NB: significa che l’apparecchio RX propone di adottare strategia per ricerca multipla TX vicini (microgreca)

36 Sintesi dei test di ricerca 2 TX analogici

37 NB: significa che durante la ricerca rilevava la presenza di altri TX NB: significa che l’apparecchio RX propone di adottare strategia per ricerca multipla TX vicini (microgreca) Sintesi delle prove effettuate dalla C.N.S.A.SA e S.C.SA: 3 TX digitali

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39 Ricerca profonda Sintesi delle prove effettuate dalla C.N.S.A.SA e S.C.SA

40 1.Gli ARVA digitali a tre antenne provati risolvono in modo assolutamente affidabile la ricerca di un solo travolto anche in caso di seppellimento profondo (vedi risultati test ricerca profonda) sia per quanto riguarda la dimensione della zona di sondaggio (sempre inferiore a 1 metro quadrato) che, soprattutto, per la completa eliminazione dei falsi massimi con qualsiasi posizione del TX 2.Nelle ricerche di 2 TX analogici tutti gli ARVA provati hanno presentato un grado di affidabilità differente da modello a modello per quello che attiene la correttezza delle informazioni fornite e la loro fruibilità in condizioni di stress. Più in dettaglio sono da segnalare: i.Mancata segnalazione dei TX ad inizio ricerca anche a distanze inferiori alla portata minima (indicazione a display di procedere con ricerca del primo segnale) ii.Ricorrenti indicazioni di arresto della ricerca iii.Errata indicazione del numero di TX presenti nel campo iv.Errata indicazione delle distanze presunte dei TX v.Perdita della marcatura del TX già localizzato con conseguente ritorno sullo stesso TX le ragioni di tali comportamenti sono, probabilmente, da imputare alla scarsa qualità del segnale emesso dai TX analogici (oscillatori ceramici, impulsi lunghi e conseguente sovrapposizione dei segnali nel tempo, decadimento delle prestazioni per vetustà dei TX) 3.Nelle ricerche di 2 TX digitali i problemi elencati in precedenza non si sono presentati a motivo, probabilmente, della miglior qualità del segnale emesso dai TX stessi (oscillatori al quarzo, impulsi più corti che limitano il numero e la durata delle sovrapposizioni di impulso, minor vetustà dei TX) 4.Nelle ricerche di 3 TX digitali (le prove di ricerca di 3 TX analogici non sono state effettuate sulla base dei risultati deludenti di quelle di 2 TX analogici) sono stati evidenziati in misura più limitata alcuni dei problemi rilevati nel caso di 2 TX analogici Sintesi delle prove effettuate dalla C.N.S.A.SA e S.C.SA

41 5.Come indicato dai costruttori, la ricerca deve essere svolta con velocità differenti rispetto a quelle con ARVA analogici per consentire al microprocessore di elaborare il segnale dei TX, a conferma di questa affermazione si segnala una certa iniziale difficoltà da parte di ricercatori che avevano scarsa o nulla dimestichezza con gli RX digitali e che tendevano ad andare molto veloci 6.I tempi ritrovamento dei TX sono in genere buoni ma con significativi scostamenti attorno al valore medio, valore quest’ultimo che nel caso di ricerca reale ha poco significato 7.La ricerca di TX profondo verticale con TX digitale consente di ottenere precisioni di posizione molto elevate in termini di area di sondaggio (pari a 25 cm x 25 cm) centrata esattamente sulla verticale del TX a prescindere dalla sua inclinazione rispetto alla verticale 8.Nelle misure di portata minima si sono evidenziati per l’apparecchio Mammut PULSE, valori sensibilmente inferiori, circa la metà, rispetto a quelli di PIEPS DSP e Ortovox S1. Con 5 TX analogici dei 6 provati la portata minima rilevata per Mammut PULSE è risultata inferiore a 20 m 9.Gli aggiornamenti del software sono di rilevante importanza per il corretto funzionamento degli apparecchi 10.L’apparecchio (Ortovox F1) con il maggiore scarto di frequenza (+ 60 Hz) era appena tornato da una revisione generale del costruttore 11.La funzione di analisi del campo di ricerca (SCAN) consente reimpostare in modo corretto l’analisi del campo di ricerca (determinazione del numero di TX presenti) ma la sua attivazione comporta automaticamente la perdita del “marcaggio” dei TX già localizzati in precedenza Sintesi delle prove effettuate dalla C.N.S.A.SA e S.C.SA

42 12.Le operazioni di “marcaggio” del TX localizzato sono più semplici e immediate con Mammut PULSE rispetto a Ortovox S1 e PIEPS DSP a causa della differente logica (Mammut PULSE propone sul display questa operazione e richiede di confermarla indicando il tasto da premere) e della sensibilità dei tasti. Con PIEPS DSP e Ortovox S1 è il ricercatore che deve ricordarsi di effettuare l’operazione premendo l’apposito tasto, per altro contraddistinto da una evidente bandierina. Con PIEPS DSP si è verificata più volte la “smarcatura” di un TX appena marcato con modeste pressioni successive del relativo tasto, cosa che può avvenire naturalmente in una normale operazione di ricerca 13.Ortovox S1 presenta a display un quadro del campo di ricerca centrato rispetto alla posizione del ricercatore sul quale vengono indicate le posizioni e le distanze relative dei sepolti rispetto alla posizione del ricercatore, talvolta la sagoma del sepolto verso il quale ci si sta dirigendo si sposta sul display alle spalle della posizione del ricercatore e ciò genera un palese stato di confusione 14.Durante la fase di ricerca secondaria è necessario confrontare l’indicazione della direzione verso la quale muoversi (freccia) e quella della distanza rispetto al TX per individuare la corretta direzione di ricerca, ovvero per muoversi lungo il percorso più breve della linea di campo elettromagnetico che conduce al TX. La necessità di cambiare direzione viene indicata a display con un certo ritardo a causa dei tempi di elaborazione del microprocessore, mentre il ricercatore può constatare la necessità di invertire di 180° la direzione di ricerca per seguire il percorso più breve verso il TX semplicemente notando che la distanza indicata a display aumenta mentre prosegue lungo la direzione indicata dalla freccia 15.L’indicazione di arrestare le operazioni di ricerca in attesa delle elaborazioni dei microprocessori di ogni RX ha in genere un effetto negativo sul ricercatore Sintesi delle prove effettuate dalla C.N.S.A.SA e S.C.SA

43 16.La presenza del segnale acustico, specie se di intensità e/o frequenza crescente al diminuire della distanza RX- TX ha in genere un effetto positivo sul ricercatore 17.Ortovox S1 in fase di inizio della ricerca (cattura del primo segnale) presenta sullo schermo la sagoma del ricercatore che si muove lungo una greca a linee ortogonali che potrebbe indurre in errore un utente poco esperto. Infatti questa indicazione potrebbe essere percepita come tassativa anche quando è possibile e consigliabile, per dimensioni del campo di ricerca e presenza di soccorritori, svolgere la ricerca del primo segnale mediante corridoi di ricerca. Anche qualora si dovesse procedere alla ricerca del primo segnale mediante movimento a greca sul campo di ricerca, le indicazioni fornite a display potrebbero indurre in errore un utente poco esperto e/o in condizioni di stress in quanto la sagoma del ricercatore che compare sul display, per indicare la necessità di muoversi lungo la greca, compie degli spostamenti ortogonali che non coincidono con quelli che deve compiere il ricercatore, in quanto alla svolta della sagoma non corrisponde necessariamente, se non per pura casualità, la svolta che deve compiere il ricercatore sul terreno 18.Durante la fase di ricerca secondaria e di localizzazione finale gli apparecchi devono essere utilizzati in posizione orizzontale, qualora l’apparecchio si trovi in posizione diversa da questa Mammut PULSE e Ortovox S1 emettono una indicazione a display e un segnale acustico 19.Tutti gli ARVA provati tendono a far concentrare l’attenzione del ricercatore sul display dell’apparecchio cosa questa che ha come conseguenza quella di “distrarre” il ricercatore dalla osservazione del campo di ricerca sul quale è possibile, anzi molto probabile, siano presenti indizi e reperti utili ai fini della localizzazione dei travolti Sintesi delle prove effettuate dalla C.N.S.A.SA e S.C.SA

44 20.Ortovox S1 dei tre appare come il meno affidabile nella risoluzione di seppellimenti multipli in presenza di due ARVA trasmittenti analogici di vecchia generazione (Ortovox F1, Fitre Snowbip, Barrivox VS-68, Ortovox M1 e M2). PIEPS DSP e Mammut PULSE nelle prove con due ARVA trasmittenti analogici non sono risultati del tutto immuni da confusioni e “messaggi variabili” (sul numero dei TX, sul marcaggio/esclusione e sui TX ancora da cercare), ma la frequenza e la rilevanza di questi errori ha avuto minore incidenza sul buon esito della ricerca. In presenza di due TX digitali, tutti gli apparecchi a tre antenne hanno mostrato buoni esiti in ricerca. Quando il numero degli apparecchi TX è aumentato a tre (tutti digitali), gli RX a tre antenne utilizzati hanno fornito prestazioni meno brillanti, ma più che accettabili. Anche in questa situazione Ortovox S1 ha manifestato qualche difficoltà nel fornire sempre indicazioni stabili e coerenti per il ricercatore. Assolutamente aleatoria e incoerente è apparsa la ricerca di tre TX analogici con RX digitali a tre antenne, a prescindere dal modello usato. Per questa prova non sono state fatte rilevazioni precise, ma le difficoltà e i limiti della tecnologia digitale nel distinguere i segnali sono apparsi evidenti. La possibilità di passare a un sistema di ricerca analogico/acustico (in caso di seppellimenti multipli non risolvibili con tecnologia digitale direzionale e marcaggio/esclusione degli apparecchi successivamente trovati) è stata implementata solo sul Mammut PULSE. PIEPS DSP e Ortovox S1 prevedono una sola metodologia di ricerca, fondata sulle funzionalità digitali degli apparecchi stessi. Per il Mammut PULSE è stato misurata una portata minima (antenne ortogonali tra TX e RX) sensibilmente inferiore (circa il 50%) rispetto ai due apparecchi concorrenti. Tale portata, inferiore ai 20 metri, deve essere attentamente considerata nella definizione delle bande di ricerca. Non a caso, nel manuale di istruzioni del Mammut PULSE, nella fase di ricerca del primo segnale viene detto che per ottimizzare la portata occorre ruotare l’ARVA intorno ai suoi assi. Tale indicazione non è presente nel manuali di PIEPS DSP e Ortovox S1, che dunque possono e devono essere tenuti orizzontali anche in fase di ricerca primaria senza perdere granché in portata.

45 Prove da effettuare presso le scuole Il protocollo delle prove da effettuare e il modulo di raccolta dei risultati sono disponibili sul sito I risultati delle prove devono essere inviati alla Scuola Centrale di Sci Alpinismo

46 Prove da effettuare Il protocollo disponibile sul sito definisce in modo puntuale i dati che devono essere raccolti. Per una migliore confrontabilità degli stessi le prove dovrebbero essere fatte in modo rigoroso (stesso campo, stessi TX, stessi ricercatori per i diversi modelli in prova)


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