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ALBERT ARNOLDPROTOCOLLO DI KYOTO CAMBIAMENTO DEL CLIMA RISCALDAMENTO GLOBALE MATTEO PASTORE GIAPPONE I II III RIVOLUZIONE INDUSTRIALE.

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1 ALBERT ARNOLDPROTOCOLLO DI KYOTO CAMBIAMENTO DEL CLIMA RISCALDAMENTO GLOBALE MATTEO PASTORE GIAPPONE I II III RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

2 Albert Arnold ist ein US-amerikanischer Politiker, Unternehmer bis 2001 ist er der 45. Vizepràsident der Vereinnigten staaten unter Pràsident Bill Clinton. Von 1977 bis 1985 ist er abgeordnerter im rapràsentatenhaus, danach Senator fùr den Staat Tennessee scheiterte eine Pràsidentschaftskandidatur. Er hat mehrere Schriften zum Umweltschutz veròffentlicht und hàlt weltweit Vortràge zu diesem Thema. Aus seiner Multimediapràsentation ùber die globale Erwàrmung bekommt er das Oscar fur seine Dokumentation heist “EINE UNBEQUEME WAHRHEIT”. Im Oktober 2007 bekommt Al Gore fùr seine Bemùhgen um eine Bewusstmachung der Klamakrise und ihrer globalen Gefahren. AL GORE

3 Il protocollo di Kyoto è un trattato internazionale che riguarda l riscaldamento globale. Il trattato è entrato in vigore il 16 febbraio 2005, dopo la ratifica anche da parte della Russia. Il trattato prevede l’obbligo in capo ai paesi più industrializzati di diminuire l’missione dei gas terra. Il protocollo prevede che il corso di meccanismi di mercato, i cosiddetti Meccanismi Flessibili; il principale è il Meccanismo di Sviluppo Pulito. Perché il trattato potesse entrare in vigore, si richiedeva che fosse ratificato da non meno di 55 nazioni che lo avessero ratificato producessero almeno il 55% delle emissioni inquinanti;quest’ ultima condizione è stata raggiunta solo il novembre 2004, quando anche la Russia ha perfezionato la sua adesione. Il protocollo prevede anche che i paesi industrializzati riducano del 5% le proprie emissioni di questo gas. Il mondo immette Mt di CO2, di cui dai paesi Industrializzati in via di sviluppo; per cui, con il protocollo di Kyoto, se ne dovrebbero immettere anziché di 6.000, su n totale di 3 milioni. Ad oggi 174 Paesi e un’ organizzazione di integrazione economica regionale (EEC) hanno ratificato il protocollo o hanno avviato le procedure per ratifica. Questi paesi contribuiscono per il 61,6% alle emissioni globali di gas serra. PROTOCOLLO DÌ KYOTO

4 Il protocollo di Kyōto prevede inoltre, per i Paesi aderenti, la possibilità di servirsi di un sistema di meccanismi flessibili per l'acquisizione di crediti di emissioni: Clean Development Mechanism (CDM): consente ai paesi industrializzati e ad economia in transizione di realizzare progetti nei paesi in via di sviluppo; Joint Implementation (JI): consente ai paesi industrializzati e ad economia in transizione di realizzare progetti per la riduzione delle emissioni di gas-serra; Emissions Trading (ET): consente lo scambio di crediti di emissione tra paesi industrializzati e ad economia in transizione;

5 Poiché i gas serra si comportano come una coperta, impedendo alla terra di disperdere il proprio calore nello spazio, la conseguenza più prevedibile è l’innalzamento della temperatura media del pianeta. questo effetto primario potrebbe a sua volta scatenare degli effetti secondari, come l’aumento del livello degli oceani, causato dall'espansione termica degli strati superficiali di acqua e, in misura minore, dallo scioglimento dei ghiacci polari. scioglimento dei ghiacci polariscioglimento dei ghiacci polari I modelli elaborati dagli scienziati che studiano il clima prevedono un aumento della temperatura media da 1 a 3.5 °C entro il 2100, se le emissioni di gas serra continueranno ad aumentare con il tasso attuale Come è facile immaginare questo aumento provocherà dei cambiamenti climatici che potrebbero avere ripercussioni sull'intero globo. Lo scenario si aggrava ulteriormente se si pensa che l'aumento della temperatura media del pianeta farebbe aumentare la quantità di vapore acqueo che si libera dagli oceani per evaporazione, innescando un pericoloso circolo vizioso con cui l'intensità dell'effetto serra si autoalimenterebbe. Dai confronti fatti tra le concentrazioni delle emissioni serra e le rilevazioni della temperatura negli ultimi 100 anni, sembrerebbe emergere che vi siano prove sufficienti a ipotizzare una effettiva influenza delle attività dell'uomo sui cambiamenti climatici. Probabilmente un qualche tipo di cambiamento climatico è già in atto, anche se è estremamente difficile prevedere di quale entità saranno le sue conseguenze. Questo è un campanello d'allarme abbastanza forte, che l'uomo non potrà far finta di ignorare ancora a lungo. CAMBIAMENTO CLIMATICO

6 INALZAMENTO DEI MARI IN EUROPA

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9 IL GIAPPONE Il Giappone è un arcipelago divisa in 4 isole, principali, e da isole più piccole : HOKKAIDO, HONSHU, SHIKOKU e KYUSHU.

10 CLIMA: Simile a quello dell’ Italia perché sta alla stessa latitudine. A nord c’è un clima continentale freddo con inverni lunghi; In centro c’è un clima continentale temperato, simile a quello di Roma, ma sulle alpi giapponesi l’ inverno è freddo e nevoso; A sud ci sono estati calde e inversi miti le piogge sono frequenti in prevalenza in estate. TERRITORIO : Prevalentemente montuoso: MONTI: è un arcipelago formato da molti vulcani come l’ Aso, Kirishima…, ma il più grande vulcano del Giappone è il Monte Fuji. FIUMI: Sono di carattere torrentizio e i fiumi principali sono il Tone e Shinano. ECONOMIA: -Sett 1* L’ agricoltura è scarsa perché il Giappone ha un territorio montuoso quindi si usa un’ agricoltura di tipo intensivo, cioè costruiscono sulle montagne dei terrazzamenti dove coltivare. Le colture principali sono riso, orzo, frumento, soia, ortaggi ecc. abbastanza sviluppato l’allevamento di bovini e suini. La pesca è notevolmente sviluppata perché i giapponesi sono il quarto paese al mondo per la quantità di pesce pescato. -Sett 2* L’industria è molto sviluppata e copre tutti i settori. Le maggiori industrie sono quelle informatiche, elettroniche, automobilistiche, motociclistiche e le bici. -Sett 3* Il Giappone possiede 5 tra i maggiori banche mondiali e la borsa di Tokyo è una delle più impostati del mondo. Dopo ci sono l’infrastrutture, ferrovie, aeroporti costruiti su sole artificiali e tunnel sottomarini che collegano le 4 isole.

11 Le emissioni di gas serra del Giappone preoccupano tutti in primo luogo il governo nipponico che rischia di non poter raggiungere gli obiettivi fissati dal protocollo di Kyoto. Il Paese del Sol Levante non riuscirà ad eliminare le emissione nocive, come si era proposto, entro il 2050 e non sarà in grado di ridurle del 6% nel periodo Infatti i gruppi industriali, causa principale dell’inquinamento, si oppongono con forza a qualsiasi iniziativa del governo che miri a migliorare la qualità dell’aria e non solo. Alcuni esperti consigliano l’applicazione di misure drastiche ma "senza l'introduzione di politiche internazionali che fissino dei tetti massimi e incentivino la riduzione di emissioni, sarà praticamente impossibile per il Giappone riuscire a raggiungere i suoi obiettivi semplicemente adottando misure interne. INQUINAMENTO DEL GIAPPONE

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13 II RIVOLUZIONE INDUSTIALE La seconda rivoluzione industriale è il processo di sviluppo industriale iniziato nella seconda metà dell'ottocento. L'acciaio permise nuove soluzioni nel campo della meccanica e il cemento armato, nel 1870 in quello delle costruzioni. Lo stesso modo di produrre mutò a fondo: accanto a macchine sempre più evolute, in grado di prendere il posto dell'operaio comparve la catena di montaggio settori in cui si ebbero i maggiori risultati furono quello metallurgico con l'acciaio, quello chimico e quello elettrico. Nel settore metallurgico, giocarono un ruolo fondamentale la realizzazione del Convertitore Bessemer e il Forno Martin - Siemens. Essi permisero la realizzazione di macchine e utensili più robusti e resistenti del ferro che causava problemi per la sua tendenza ad usurarsi rapidamente. Nel campo chimico, vi furono tra le industrie, fortissime competizioni che portarono in pochissimi anni alla scoperta di nuovi prodotti come fertilizzanti, coloranti sintetici, ammoniaca, dinamite, soda e prodotti farmaceutici quali cloroformio, disinfettanti e analgesici. Più lento fu invece lo sviluppo dell'apparato elettrico ancora in via di sperimentazione ed ebbe un deciso incremento solo dopo il 1870, quando si produssero i primi generatori (dinamo e motore elettrico, nonostante fossero già in uso da un bel pezzo, risultarono poco convenienti e poco versatili per i processi produttivi). I trasporti nella seconda metà dell'Ottocento divennero assai più sviluppati e complessi. Dopo che il sistema ferroviario uscì dalla fase pionieristica, subì un accrescimento senza precedenti; in alcuni paesi le ferrovie ebbero un incremento del 1000%: negli Stati Uniti si passò da km di linee ferroviarie a più di km. Per quanto riguarda il sistema navale, grazie allo sviluppo della metallurgia e all'introduzione dell'elica, si poterono costruire i primi scafi in ferro e successivamente in acciaio, che permisero la costruzione dei robustissimi transatlantici. La scoperta dell'elettromagnetismo e l'invenzione del telegrafo permisero le prime comunicazioni intercontinentali. Questo tipo di comunicazione ebbe un ruolo decisivo per il graduale sviluppo dell'interdipendenza tra i vari stati del pianeta. III

14 La terza rivoluzione industriale ha avuto inizio dopo la seconda guerra mondiale ed è sotto gli occhi di tutti. Lo sfruttamento dell'atomo significa la liberazione di un'energia immensa, ma per la prima volta l'umanità ha avuto la possibilità di distruggere completamente se stessa e il pianeta su cui vive. Dopo il lancio del primo Sputnik sovietico, nel 1957, ha inizio l'invio nello spazio di satelliti con funzioni scientifiche e civili anziché militari. Nel 1960 gli Stati Uniti lanciano il primo satellite meteorologico, il Tiros I, con lo scopo di trasmettere alla terra dati riguardanti i movimenti nuvolosi attorno al pianeta ed eventuali cicloni. Nel campo spaziale e della ricerca astronomica si possono infine annoverare le varie sonde, sia americane, sia sovietiche. L'uso dei satelliti (il primo, l'Echo I, viene lanciato nel 1960) risolve il problema delle telecomunicazioni. Sono strumenti collocati in orbita geostazionaria e funzionano da ripetitori per segnali radio televisivi e telefonici. Internet è una rete informatica ideata nel 1969 da un gruppo di scienziati e ricercatori americani i quali, su iniziativa del Ministero della Difesa degli Stati Uniti, elaborarono un circuito di comunicazione per fini militari in grado di resistere agli effetti di un bombardamento atomico.. Tra il 1954 e il 1956 altri diciannove paesi, fra i quali l'Italia, avviano la loro programmazione televisiva.. Ora il mondo è un villaggio globale, dominato dallo schermo televisivo. Dopo decenni di sperimentazioni da parte di èquipe scientifiche di vari Paesi (principalmente Stati Uniti, Gran Bretagna e alcuni ricercatori di origine russa), nel novembre 1936 all'Alexandra Palace di Londra si inaugura la prima trasmissione televisiva quotidiana della BBC. Negli Stati Uniti la televisione fa la sua prima comparsa pubblica nell'aprile del 1939.

15 I PRIMI CELLULARI Il primo modello di telefono cellulare, vale a dire in grado di trasmettere il segnale senza passare attraverso la linea a terra, viene testato nel Nella seconda metà degli anni ottanta i telefonini cominciano ad essere prodotti e commercializzati. In Italia sono messi in vendita nel Nel lasso di tempo tra il 1994 e il 1997 il numero di abbonati al mondo quasi si triplica. Aumenta, al contempo, l'evoluzione tecnologica. I nuovi telefoni cellulari sono di dimensioni sempre più ridotte, sono sempre più potenti e ricchi di accessori: dalla segreteria telefonica ai messaggi scritti, dal fax alla possibilità di collegarsi a Internet.


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