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MARGHERITA ANNALIA STEFANIA ELISA MARCELLA CARLO ANTONIO.

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Presentazione sul tema: "MARGHERITA ANNALIA STEFANIA ELISA MARCELLA CARLO ANTONIO."— Transcript della presentazione:

1 MARGHERITA ANNALIA STEFANIA ELISA MARCELLA CARLO ANTONIO

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3 INDICE  Introduzione  Caratteri generali della Turchia  L'opprimente potere dei militari turchi  Curdi, ingiustizia è fatta  Un popolo, quattro stati, una nazione: il popolo curdo  Paesaggi Curdi prima della battaglia  Turchia: a che punto la questione curda?  Ci mancavano i Curdi  USA e Turchia ai ferri corti  Sì della Turchia all'intervento in Iraq

4 INTRODUZIONE I curdi sono un gruppo etnico medio- orientale di ceppo iranico di circa 25/30 milioni di individui, che costituiscono un popolo senza comunque presentare elementi culturali comuni: parlano infatti dialetti diversi, professano differenti religioni, utilizzano vari alfabeti (latino, arabo e cirillico).

5 INTRODUZIONE Questa popolazione non possiede uno stato ma si concentra nella fascia medio-orientale, suddivisa in Turchia, Iraq, Iran e Siria e in pochissima parte in Armenia. Essa è stata ed è perseguitata in tali territori e lotta da oltre un secolo per ottenere la creazione di uno stato autonomo, utilizzando anche mezzi militari. Al comando della lotta armata si trova il PKK, il Partito dei Lavoratori del Kurdistan.

6 CARATTERI GENERALI DELLA TURCHIA: GEOGRAFIA La Turchia è due volte e mezzo più estesa dell'Italia, una penisola circondata dal Mar Nero a nord, dal Mar Mediterraneo a sud, dal mare Egeo a ovest e dal Mar di Marmara a nord-ovest. Il territorio asiatico confina con la Georgia, l'Armenia, la Repubblica Autonoma di Nakhchivan, l'Iran, l'Iraq e la Siria. La parte europea del paese confina con la Grecia e con la Bulgaria. La Turchia è occupata da un maestoso fascio di catene montuose che vanno da est ad ovest. I fiumi più importanti sono il Tigri e l'Eufrate.

7 CARATTERI GENERALI DELLA TURCHIA: STORIA La Penisola Anatolica è stata la culla di una moltitudine di civiltà. Ricordiamo gli Ittiti, i Frigi, i Traci, i Lidii, gli Armeni e gli Elleni. Inoltre essa fu parte degli imperi Persiano, Macedone, Romano e Bizantino. XIV – XVI secolo Nel corso del XIV e del XV secolo la tribù degli Ottomani riuscì ad imporre la sua egemonia sulla regione, formando un impero basato su una politica di espansione che lo portò ad essere alla metà del XVI secolo, durante il regno del sultano Solimano il Magnifico, la prima potenza militare ed economica d'Europa e del bacino del Mediterraneo.

8 CARATTERI GENERALI DELLA TURCHIA: STORIA XVI secolo Con Mehmet III, nel XVI secolo, iniziò un periodo di decadenza politica e militare, che culminò alla fine della Prima Guerra Mondiale, quando l’impero crollò definitivamente. Le sue province furono spartite tra gli stati vincitori del conflitto mondiale. Dopo la scomparsa dell'impero emerse la figura di Mustafa Kemal, che con un esercito di resistenza liberò la penisola anatolica dal dominio delle potenze occupanti.

9 CARATTERI GENERALI DELLA TURCHIA: STORIA La Repubblica Turca fu fondata nel 1923, e Mustafa Kemal Ataturk ne divenne il primo Presidente. La Turchia divenne uno stato moderno sullo stampo delle democrazie occidentali. Mustafa Kemal attuò riforme come la modifica dell'alfabeto (da quello arabo a quello latino), l'istituzione del suffragio elettorale universale e l'utilizzo del cognome. La Turchia non partecipò alla seconda Guerra Mondiale e nel 1951 entrò a far parte della NATO.

10 CARATTERI GENERALI DELLA TURCHIA: STORIA Storia: oggi L'esercito Turco ha avuto un ruolo fondamentale nella storia moderna dello Stato, arrivando a compiere tre colpi di stato, per interrompere la dinamica parlamentare. Gli ultimi governi Turchi stanno riformando ulteriormente lo stato per entrare nell’ Unione Europea, richiesta avanzata nel Tra i vari problemi da risolvere, oltre l’adozione dell’acquis comunitario ci sono la questione del coinvolgimento turco a Cipro e quella della minoranza curda.

11 CARATTERI GENERALI DELLA TURCHIA: POLITICA La Turchia è una repubblica parlamentare dal 1923, anno in cui fu istituito il suffragio elettorale universale. Negli ultimi anni la politica turca ha subito varie riforme e ristrutturazioni, per cercare di raggiungere gli obiettivi chiesti dall'Unione Europea.

12 CARATTERI GENERALI DELLA TURCHIA: POLITICA La politica di Ataturk ha creato uno Stato laico, eliminando alcuni “impacci” posti dall’Islam. Allo stesso tempo Ataturk lottò contro le minoranze religiose, rimuovendole dalla Turchia e oggi il 98% della popolazione è musulmana. Ataturk costituì anche un direttorato degli affari religiosi, tuttora esistente, con lo scopo di controllare la vita religiosa del Paese. Con questo tipo di controllo si è avuto come risultato un Islam moderato e moderno.

13 CARATTERI GENERALI DELLA TURCHIA: ECONOMIA La Turchia, membro del G20, è uno stato mediamente industrializzato. Dal 1981 al 2003 il reddito nazionale è aumentato in media del 4%, anche se la mancanza di riforme e la corruzione hanno provocato aumento dell’inflazione, indebolimento del settore bancario e problemi alla macroeconomia. La crisi è stata poi superata dopo il 2001.

14 CARATTERI GENERALI DELLA TURCHIA: ECONOMIA Oggi l’agricoltura produce l’11,9% del PIL, l’industria il 23,7% e i servizi il 64,5%. Il turismo è la prima fonte di reddito e le industrie automobilistiche, tessili, dell’abbigliamento, elettronico e delle costruzioni. Nel 2005 è stata emessa una nuova moneta, la lira turca, pari ad un milione della vecchia valuta. Il commercio estero si svolge in gran parte con l’Unione Europea, ma anche con Stati Uniti, Russia, Giappone e di recente con la Cina.

15 CARATTERI GENERALI DELLA TURCHIA: CULTURA La lingua ufficiale è il Turco, con le sue varianti dialettali. Meno usate, ma ancora presenti sono le varianti dialettali ottomane. Tra le altre lingue parlate, al giorno d'oggi sempre più come seconde lingue, tra le svariate minoranze presenti nella popolazione turca, ricordiamo albanese estone russo arabo armeno greco azero macedone

16 CARATTERI GENERALI DELLA TURCHIA: CULTURA Discorso diverso per il curdo, parlato da qualche milione di persone, soprattutto nel sud-est del paese, e che rimane per molti la prima lingua, e per alcuni, specie anziani, l'unica lingua parlata. RELIGIONI Musulmani sunniti e sciiti 97%, cristiani 2%, atei e agnostici 1%.

17 L’OPPRIMENTE POTERE DEI MILITARE TURCHI Dal maggio 1960 in Turchia vi sono stati numerosi colpi di stato, organizzati da «pascià», ufficiali di grado elevato, che costituiscono l'élite e godono di molti privilegi. Essi si sono “autoproclamati” portatori del «kemalismo», facendo del pensiero di Atatürk un dogma statale. Dal 1938 qualunque opinione o iniziativa di politica interna o estera deve corrispondere ai concetti e ai voleri del fondatore della repubblica. Anche se Ataturk vietava ai militari ingerenza negli affari pubblici, la Costituzione del 1982 istituzionalizza il potere politico delle forze armate.

18 L’OPPRIMENTE POTERE DEI MILITARE TURCHI Il capo di stato maggiore generale «sovrintende» al ministro della difesa e a tutti gli altri membri del governo. Alla massima autorità militare spetta il compito di procedere alle nomine e alle promozioni nelle forze armate, di vigilare sulla sicurezza interna ed esterna, di definire la politica di difesa e di gestire la produzione e l'acquisto di armi, i cui costi non figurano nel bilancio dello stato. La Costituzione e le leggi, inoltre, garantiscono allo stato maggiore generale il controllo dell'istruzione superiore e del sistema giudiziario.

19 L’OPPRIMENTE POTERE DEI MILITARE TURCHI Il potere politico dei «pascià» è finanziato dalle aziende Oyak e dal Tskgv, esenti da qualunque imposta o tassa. L’autorità dei Pascià era alimentata dalle angosce suscitate dall’Unione Sovietica e dal comunismo durante la guerra fredda e oggi dalle paure del «fondamentalismo islamico» e del «separatismo kurdo», sostenuto dal PKK.

20 L’OPPRIMENTE POTERE DEI MILITARE TURCHI Parallelamente alla lotta scatenata dai golpisti del 1980 contro l'estrema sinistra, alla quale apparteneva l'organizzazione curda, si sosteneva il movimento islamico considerato un bastione contro il «comunismo». Ma esso, dopo le sue prime vittorie elettorali nel , è diventato un nemico da sconfiggere.

21 L’OPPRIMENTE POTERE DEI MILITARE TURCHI Due paradossi complicano la comprensione del conflitto: in Turchia il termine laicità non significa separazione dello stato dalla religione, ma integrazione e controllo di quest'ultima da parte dell'autorità pubblica che la strumentalizza. la direzione degli affari religiosi gestisce circa 500 licei, destinati a formare gli imam, ma in realtà essi forniscono un’educazione religiosa a centinaia di migliaia di futuri quadri dirigenti dello stato e del settore privato.

22 L’OPPRIMENTE POTERE DEI MILITARI TURCHI «Nessuna opinione o pensiero può essere protetto se è in contrasto con gli interessi nazionali turchi, i valori tradizionali e spirituali del popolo turco, i principi e le riforme moderniste di Atatürk» Dal preambolo della Costituzione turca In Turchia, quindi, non solo gli atti, ma anche le «opinioni» e i «pensieri» possono essere perseguiti dai tribunali.

23 CURDI, INGIUSTIZIA E’ FATTA Abdullah Ocalan, ex capo del PKK, è stato consegnato al governo di Ankara il 15 febbraio 1999 e quindi incarcerato in Turchia. I curdi, umiliati, hanno ritenuto che il loro leader fosse vittima di un complotto turco, americano e israeliano. Per questo hanno organizzato una serie di violente manifestazioni contro il governo di Ankara e contro le rappresentanze diplomatiche di Turchia, Usa, Israele, Grecia e Kenya. L’esercito turco, per reprimere la protesta, ha arrestato quasi duemila militanti curdi.

24 CURDI, INGIUSTIZIA E’ FATTA Il ruolo dell’Ue e degli Stati Uniti nella vicenda Ocalan L’ Europa ha chiuso le sue porte al capo curdo, a causa della pressione degli americani e per paura delle rappresaglie economiche turche nel settore della vendita di armi. La Grecia ha avuto un ruolo determinante nella vicenda. Infatti il 2 febbraio 1999 è stato il governo di Atene a esiliare Ocalan in Kenia e sono stati poi i diplomatici greci a consegnarlo alle autorità turche. Gli Stati Uniti, alla ricerca di una nuova strategia per rovesciare il regime iracheno, necessitano assolutamente della cooperazione della Turchia. Inoltre gli USA intendono favorire la progressiva democratizzazione del regime turco e la sua integrazione all'Unione europea. Quindi per accontentare Ankara hanno deciso di inserire il Pkk nella lista delle organizzazioni terroristiche.

25 CURDI, INGIUSTIZIA E’ FATTA Le sorti di Ocalan Contrariamente ai loro predecessori ottomani che si limitavano a deportare i capi kurdi ribelli, i dirigenti turchi hanno condannato a morte e impiccato tutti i leader delle insurrezioni curde del XX secolo. Sulla linea di questa tradizione Ocalan, dopo un processo puramente formale, nell'aprile 1999 avrebbe dovuto essere condannato a morte per attività separatista armata e giustiziato. Ma in seguito a numerosi rinvii del processo e all’improvvisa abolizione della pena di morte in Turchia nel 2002, oggi sconta l'ergastolo nelle carceri turche, da dove rilascia interviste e dichiarazioni. Fra queste ricordiamo quella rilasciata nel 1999 prima della sentenza: "La mia morte servirà la causa curda ancora meglio che la mia vita".

26 CURDI, INGIUSTIZIA E’ FATTA La direttive del PKK, soprattutto in seguito all’arresto di Ocalan, affermano che "tutti i membri del Pkk vivranno e lotteranno ormai come fedayin" e che “la Turchia sbaglia a pavoneggiarsi poiché c’è il rischio di una guerra turco-kurda”. Migliaia, forse decine di migliaia di kurdi, sono quindi pronti a combattere. Malgrado ciò, la Turchia resta sorda alle più elementari rivendicazioni, come il riconoscimento dei diritti linguistici. I curdi resteranno, all'alba del XXI secolo, l'unico popolo al mondo di grande consistenza numerica senza un riconoscimento legale?

27 IL POPOLO CURDO Riassunto dell’intervista del 1999 ad Hamit Bozarslan,professore alla Scuola di Alti Studi in Scienze Sociali di Parigi.

28 La Turchia, in guerra civile da numerosi anni, potrebbe essere paragonata all’ex Yugoslavia? Non credo. In Turchia la situazione è completamente differente. Infatti i curdi non dispongono di una riconoscenza ufficiale né di strutture autonome. Per questo è impossibile fare un confronto con la situazione iugoslava.

29 Dal momento che esiste una dispersione geografica notevole, su cosa è fondato il sentimento curdo di appartenenza e identità? Da che cosa un curdo riconosce un altro curdo? : i curdi utilizzano infatti dialetti diversi, che possono portare ad una totale incomprensione. Non certamente dalla lingua: i curdi utilizzano infatti dialetti diversi, che possono portare ad una totale incomprensione. Non dalla religione: quasi tutti i curdi sono musulmani, ma non tutti fanno parte dell'Islam sunnita. In parte dal modo di vivere, storicamente caratterizzato dalle strutture tradizionali (la tribù, la confraternita …) ma a questa domanda non c'è una risposta chiara.

30 Gli imperi arabi e ottomani sono stati dittatoriali con i curdi? No. Sotto la dominazione araba, e poi sotto l'impero ottomano, per far rispettare l'ordine si sono sempre privilegiati gli interlocutori locali, piuttosto che usare le armi o i funzionari statali.

31 Chi sono questi interlocutori locali privilegiati? Essi appartengono a tre classi: Essi appartengono a tre classi: I religiosi;I religiosi; I capi tribù, poiché la società curda è ancora fondata su questi gruppi di solidarietà allargata;I capi tribù, poiché la società curda è ancora fondata su questi gruppi di solidarietà allargata; Gli emiri, rappresentanti di strutture politiche che si tramandano i vincoli tribali ereditari.Gli emiri, rappresentanti di strutture politiche che si tramandano i vincoli tribali ereditari. gli emirati sono scomparsi, le confraternite e le tribù invece fino ai nostri giorni e costituiscono un elemento centrale della vita politica curda. Mentre gli emirati sono scomparsi, le confraternite e le tribù invece si sono protratte fino ai nostri giorni e costituiscono un elemento centrale della vita politica curda.

32 Quando, precisamente, si vedrà sorgere un nazionalismo curdo? Il nazionalismo curdo, formato da confessioni e lingue diverse, emerse durante il XIX secolo. Sicuramente era già attivo a partire dal 1880.

33 La fine della Prima Guerra Mondiale fu la fine dell'Impero ottomano, e i trattati di pace riconobbero il diritto dei popoli ad autodeterminarsi. Cosa accade allora ai curdi? Fu incoraggiata la creazione di uno Stato curdo? Dopo la guerra vi furono due tendenze all'interno del movimento nazionalista curdo. Una reclamava l'autonomia del Kurdistan, l'altra la sua indipendenza. Furono i rappresentanti di quest’ultima corrente a partecipare ai negoziati di pace e ad imporre, a Sèvres, la creazione, almeno sulla carta, di un Kurdistan. Il trattato, però, non fu rispettato e il Kurdistan non vide mai la luce.

34 Concretamente in cosa i curdi si ritengono insoddisfatti? Essi vorrebbero, per esempio, che ci fosse un bilinguismo ufficiale, scuole curde, una stampa curda. Questo, però, non si è verificato. I curdi hanno dunque avuto l'impressione di essere perseguitati.

35 C'è coordinamento fra i diversi movimenti Kurdi o soltanto semplici contatti fra i differenti capi dei vari Paesi? Questo è un problema molto grave: il movimento Curdo non è mai arrivato a creare una forma di unità, una federazione dei suoi componenti. Negli anni dal 1920 al 1930, ad esempio, quando certe tribù si rivoltarono, altre si unirono allo Stato. Non si è avuta che una sola eccezione : la rivolta del 1961,infatti, mobilitò in Iraq la maggior parte delle tribù.

36 Quanti morti sono stati causati fino ad ora dalla lotta turco-curda? Più di , di cui soldati e poliziotti turchi, 5000 civili e circa militanti del PKK.

37 Il PKK, con i suoi metodi e le sue rivendicazioni, può rappresentare la maggioranza dei Kurdi in Turchia? Il Pkk non ha esitato ad usare metodi brutali, ma nonostante questo una buona parte della gioventù curda si è identificata in lui. In ogni caso molti apprezzano che il PKK opponga alla violenza dello Stato un’ulteriore violenza.

38 La prima guerra mondiale ha dato ai curdi l'opportunità di dare prova delle loro ostilità verso gli Armeni? I Kurdi hanno avuto un peso decisivo nello sterminio degli Armeni, perpetrato nel Il sultano ottomano Hamid II aveva costituito delle brigate di cavalleria curde che durante gli anni di guerra hanno massicciamente partecipato allo sterminio. Perché? Per fanatismo religioso? La differenza religiosa e linguistica é stato un fattore importante ma non spiega tutto. I curdi erano animati da interessi: si stavano appropriando delle terre e dei beni degli armeni. I curdi erano animati da interessi a breve termine: si stavano appropriando delle terre e dei beni degli armeni.

39 PAESAGGI CURDI PRIMA DELLO SCONTRO Anche se gli scontri tra PKK ed esercito Turco sono cessati, la regione curda al confine tra Iran e Turchia rimane in stretta sorveglianza. "L'esercito è qui solamente perché noi siamo curdi e questo non va bene" commenta Hamdi Demir, dirigente dell’ Hadep, partito pro-curdo. Le famiglie curde dell'est della Turchia possono guardare Medya Tv, definita da Ankara la televisione vicina al Pkk: il governo, infatti, controlla le strade, non le onde. I ragazzi vogliono imparare il Curdo come seconda lingua, ma chi ha continuato a richiedere questo diritto è stato processato e condannato dalla corte di sicurezza di Istanbul. La strategia del PKK, sostengono i curdi, è cambiata: la guerriglia è cessata e ha lasciato spazio ad una strategia per la democrazia.

40 PAESAGGI CURDI PRIMA DELLO SCONTRO Un intervento militare statunitense in Iraq potrebbe suscitare una reazione dei turchi. La proclamazione di uno stato curdo indipendente alle proprie frontiere è una vera ossessione per Ankara, che ha posto queste condizioni alle azioni americane: Annullamento di un debito militare di quattro miliardi di dollari; Attribuzione di crediti indispensabili alla riduzione degli effetti di un nuovo intervento sull'economia; Garanzia dell'integrità territoriale dell'Iraq; Rifiuto di un eventuale stato kurdo e anche del controllo da parte dei curdi della regione di Kirkuk, la loro capitale storica, ricca di petrolio.

41 PAESAGGI CURDI PRIMA DELLO SCONTRO Nella zona alla frontiera con l’Iraq predomina il partito di Talabani (UPK), di stampo socialista. La regione curda vicina al confine con la Siria e la Turchia, invece, è controllata dal partito di Massud Barzani, il Pdk. Il motivo del dissidio che ha diviso il Kurdistan autonomo è stata la riscossione da parte del Pdk dei dazi alla frontiera turco-irachena e la loro ripartizione a vantaggio della regione sotto il suo controllo. Il 6 agosto, le delegazioni delle due organizzazioni si sono incontrate a Koisinjaq per ripristinare il funzionamento dell'Assemblea nazionale kurda unificata, eletta nel Barzani e Talabani hanno deciso di comune accordo di riunire di nuovo il parlamento kurdo a Erbil e unificare le posizioni dei propri partiti sul futuro dell'Iraq.

42 TURCHIA: A CHE PUNTO LA QUESTIONE CURDA? Mesut Yegen, insegnante di sociologia alla Middle East Technical University di Ankara, ha fatto un bilancio circa la questione curda a quasi due mesi dal viaggio di Erdogan a Diyarbakir. Queste le sue considerazioni: - Dall’inizio dell’estate 2005, tutti i principali soggetti coinvolti nella questione curda (lo stato turco, gli USA, Barzani e Talebani, PKK e DEHAP), hanno modificato la propria posizione: in particolare, il PKK ha annunciato la ripresa delle armi, mentre Erdogan ha riconosciuto l’esistenza di un problema curdo.

43 TURCHIA: A CHE PUNTO LA QUESTIONE CURDA? - La violenza è tornata a farsi sentire anche se Il PKK ha affermato di poter fermare gli scontri. - Bisogna pensare la questione curda come parte del processo di democratizzazione della Turchia: occorre impegnarsi per rafforzare le amministrazioni locali, arrivare all’uso del curdo nell’insegnamento e coinvolgere il PKK nel cammino verso la democrazia.

44 CI MANCAVANO I CURDI Nel giugno del 2004 il PKK ha posto fine alla tregua che durava dal 1999, anno dell’arresto del suo leader Ocalan, aumentando il contingente stanziato ai confini con l’Iraq. Il 23 Giugno 2006 le forze di sicurezza turche hanno ucciso otto membri del PKK in uno scontro nel sud- est della Turchia. Il 30 giugno 2006 i ribelli del PKK si sono vendicati con un attacco ad una caserma nella Turchia orientale. Il 6 Luglio 2006 é esplosa un'autobomba presso un posto di guardia in provincia di Diyarbakir.

45 CI MANCAVANO I CURDI L'11 Luglio 2006 sono stati uccisi due poliziotti nelle vicinanze della città di Sirnak, tra la Turchia e l'Iraq. Il 13 Luglio 2006 vi sono stati morti e feriti per l’esplosione di una mina nella regione di Bitlis. Il premier turco Erdogan ha minacciato di attaccare le basi curde nel Kurdistan iracheno. Il ministro degli esteri iracheno Zebari ha messo in guardia la Turchia dal compiere incursioni in Iraq. Anche gli Stati Uniti hanno sconsigliato azioni militari di questo tipo. Il premier turco Erdogan ha accusato gli Stati Uniti di usare due pesi e due misure nella lotta al terrorismo.

46 USA E TURCHIA AI FERRI CORTI Turchia e USA sono in attrito a causa delle diverse posizioni sulle modalità di contrasto nei confronti del PKK. L’esercito turco ha mostrato la volontà di operare in Iraq, anche se con il parere contrario degli USA ed anche dell’UE. Erdogan ha mandato alle forze istituzionali aiuti per continuare la lotta al terrorismo. La risoluzione approvata dalla Commissione Esteri del Congresso USA che definisce genocidio le stragi degli armeni in Turchia tra il 1915 e il 1920 ha contribuito ad inasprire i rapporti tra USA e Turchia.

47 USA E TURCHIA AI FERRI CORTI Kirkuk rappresenta una questione cruciale: infatti è ricca di petrolio e ha una forte presenza turcomanna, oltre che curda e araba. Entro il 31 dicembre del 2007 si sarebbe dovuto svolgere il referendum sul futuro di Kirkuk, rivendicata dal Kurdistan iracheno e dalla Turchia. Questo deterioramento dei rapporti tra USA e Turchia contribuirà ad aggravare il disastro provocato dall'invasione USA in Iraq.


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