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William Curtis (1746-1799) www.wildflowerinformation.org.

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9 Dall’art.dell’economista Mario Talamona sul Corriere della sera dell’agosto 1999 “Al culmine della mania speculativa il prezzo piu' alto per un singolo bulbo fu probabilmente spuntato da un "Admiral van Enckhuizen", dal nome di un eroe olandese, che venne venduto per ventimila sterline. Quando una famiglia olandese ce la faceva con 300 fiorini all' anno, al crescere della febbre, il "Semper Augustus", uno dei bulbi piu' rari, passava da a fiorini. Il crollo dei prezzi, alla fine, fu inevitabile e devastante.

10 La mania "dei tulipani" resta un caso isolato, ma con le caratteristiche essenziali della speculazione fomentata da aspettative euforiche che si autoalimentano fino all' apice di un ciclo, quindi alla crisi che precipita nel panico e nel crollo. Viene da pensare alle inflazioni borsistiche attuali.”

11 Alexandre Dumas È una storia d’amore e, in effetti, di spionaggio industriale. Cornelius van Baerle, figlio di un ricco capitalista dell’Aia, non segue la carriera di famiglia.

12 Il suo interesse è la placida mania dei tulipani, di cui scopre o inventa tipi sempre nuovi su cui investe cifre colossali. La sua ambizione più alta è di riuscire a selezionare il re dei tulipani, l’impossibile tulipano nero. La città offre, per chi riuscirà nell’impresa, il premio favoloso di centomila fiorini. Cornelius è sul punto di arrivarci ma un suo concorrente, il laido e invidioso Boxtel, per riuscire a impadronirsi dei bulbi sperimentali, lo accusa falsamente di complicità politica col Gran Pensionario de Witt, che è stato sconfitto nel frattempo ed è rimasto ucciso dagli orangisti. In carcere, in attesa di morte, Cornelius incontra la bella e pietosa Rosa, figlia del carceriere.

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14 John Law, scozzese (Edimburgo 1671-Venezia 1729). Figlio di un facoltoso banchiere ed orafo e di una benestante signora della buona società, Law venne educato e istruito privatamente; sin dai primi anni di studio dimostrò una certa predisposizione per la matematica.

15 Dai quattordici ai diciassette anni lavorò nella banca del padre fino alla morte di quest’ultimo. Subito dopo si trasferì a Londra, dove mise in pratica i suoi studi matematici che gli avevano permesso di creare alcuni sistemi basati sul calcolo delle probabilità. Questi gli consentirono di vincere grandi somme al gioco dei dadi e al “Faraone”, gioco di carte del 1600.

16 Dopo aver vissuto in Francia, Olanda, Germania, Italia ed Ungheria, ritornò in Scozia dopo dieci anni di esilio e qui, nel 1705, pubblicò le sue idee anticonformiste nel libro “Money and Trade Considered: With a Proposal for Supplying the Nation with Money”.

17 Scrisse Law: “La potenza e la ricchezza di una nazione consistono nel numero di persone e di riserve di beni interni ed esteri, e le riserve di beni a loro volta dipendono dal mercato e il mercato dipende dalla moneta. Ma solo la banconota cartacea, creata dalla banche, assicura un’offerta sufficiente di moneta; da questa moneta le persone trovano un’occupazione, il paese si sviluppa, la produzione avanza, il commercio interno ed estero si espande, infine la potenza e la ricchezza si consolidano"

18 Sostenendo la teoria secondo la quale lo stato dovrebbe incrementare le proprie scorte auree e che la ricchezza di una nazione dipendeva unicamente dalla circolazione della moneta, che andava aumentata in continuazione, Law propose di sostituire la moneta metallica con quella cartacea: una sostanziosa circolazione di moneta cartacea avrebbe stimolato l'economia.

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28 John Law morì in miseria a Venezia nel “L’uomo che inventò il denaro”, come veniva definito Law al suo tempo, commise l’errore di credere di poter aumentare la ricchezza di un paese con l’emissione di carta moneta senza i limiti necessari a garantire una sana attività creditizia. Ma nonostante la fine rovinosa del suo sistema si guadagnò una reputazione anche come teorico dell’economia.

29 “Non sento parlare d'altro se non di milioni. Law è un dio, un furfante o un ciarlatano che avvelena se stesso con la droga che distribuisce a tutti?”. Così Voltaire Adam Smith, nella Ricchezza delle Nazioni, dirà: “L’idea di moltiplicare la cartamoneta quasi senza limite era la vera base di quello che è chiamato il piano del Mississipi, forse il più stravagante progetto riguardante le attività bancarie e speculative che il mondo abbia mai veduto. … Le splendide ma visionarie idee continuano ancora a fare una certa impressione su molta gente e hanno forse contribuito, in parte, a quell’eccesso di attività bancaria del quale ultimamente ci si è lamentati in Scozia e in altri paesi:”

30 E un grande economista e storico, Joseph Schumpeter, scriverà nella sua monumentale “Storia dell’analisi economica”: “Egli elaborò la logica economica dei suoi progetti con una lucentezza e, diciamolo pure, con una profondità, che lo pone fra i più eminenti teorici monetari di tutti i tempi. Poiché è chiaro, tuttavia, che la sua analisi è stata condannata, per circa due secoli, principalmente a motivo del fallimento della sua Banque Royale, è opportuno fare osservare, in primo luogo, che la Banque Générale, fondata nel 1716, da cui originò la Banque Royale, era una banca perfettamente ortodossa, che doveva emettere biglietti e ricevere depositi pagabili a richiesta e scontare carta commerciale; e che la Banque Royal e la Compagnie des Indes, ch’essa assorbì, fallirono perché le intraprese coloniali promosse da quest’ultima nelle circostanze del momento furono solo fonti di perdite.

31 Se quelle intraprese avessero avuto successo, il grandioso tentativo di Law di controllare e riformare la vita economica di una grande nazione sotto l’aspetto finanziario (ché proprio questo, in fondo, il suo piano significava) sarebbe apparso in una luce ben diversa ai suoi contemporanei e agli storici.” Lo storico dell’economia Gino Luzzatto dirà: “Qualunque sia il giudizio che si possa dare sulla figura, tanto discussa, e sull’opera del Law, ad esso si può muovere la lode ed il rimprovero di essere stato un precursore e di avere voluto applicare, con audacia e fretta eccessive, ad un ambiente del tutto impreparato quei metodi bancari che, un secolo e mezzo più tardi, trionferanno in un clima ben più favorevole.”

32 L'assegnato (in francese assignat) è una moneta istituita durante la Rivoluzione francese. Inizialmente era un titolo di prestito emesso dal Tesoro nel 1789, il cui valore era “assegnato” sui beni nazionali (beni del clero requisiti per l'estinzione del debito pubblico). Nel 1791 divenne una moneta cartacea e le assemblee rivoluzionarie ne moltiplicarono le emissioni, causando una forte inflazione. Il corso legale degli assegnati venne soppresso nel

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