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1 IL PATTO DI FAMIGLIA. 2 Profili civilistici del patto di famiglia.

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Presentazione sul tema: "1 IL PATTO DI FAMIGLIA. 2 Profili civilistici del patto di famiglia."— Transcript della presentazione:

1 1 IL PATTO DI FAMIGLIA

2 2 Profili civilistici del patto di famiglia

3 3 Oggetto del presente intervento è la normativa civilistica e fiscale sul Patto di Famiglia in seguito alla legge n. 55, 14 febbraio 2006, recante Modifiche al codice civile in materia di Patto di Famiglia, entrata in vigore il 16 marzo 2006

4 4 Sotto il profilo civilistico si analizzeranno: a)La normativa di riferimento b)La natura del patto di famiglia c)La forma del patto di famiglia d)La compatibilità con le disposizioni dettate in materia di impresa familiare e il rispetto delle differenti tipologie societarie e)Il requisito soggettivo del patto f)Il requisito oggettivo del patto g)I vizi del consenso h)Lo scioglimento del contratto i)La conciliazione

5 5 La Commissione Europea sulla quaestio: a) Con la Raccomandazione n. 94/1069 del 7 dicembre 1994 invitava gli Stati membri ad adottare misure per facilitare la successione nelle piccole e medie imprese al fine di assicurarne la sopravvivenza e il mantenimento dei livelli occupazionali b) Con la Comunicazione 98/C 93/02 del 1998, relativa alla trasmissione delle piccole e medie imprese, segnalava i patti di impresa e gli accordi di famiglia come misure per migliorare la continuità delle imprese Nel novero delle misure individuate per migliorare la continuità delle imprese, la Commissione segnalava i patti di impresa e gli accordi di famiglia già in parte utilizzati in alcuni paesi (come ad esempio, la Spagna) e comunque riconosciuti come alternativa debole rispetto ai patti di successione. Con questa Comunicazione, la Commissione invitava quegli Stati membri in cui i patti successori erano espressamente vietati dallordinamento interno ad introdurre i patti di impresa e gli accordi familiari visto che lassenza di simili istituti rendeva inutilmente complicata … una sana gestione patrimoniale … Normativa di riferimento

6 6 La stessa Comunicazione evidenzia come nellambito della trasmissione di unimpresa debbano essere specificatamente trattati aspetti di natura contabile, giuridica, fiscale e finanche finanziaria che richiedono il coinvolgimento di differenti figure professionali. In via propositiva la comunicazione ribadisce che i servizi di cui limprenditore non potrebbe fare a meno laddove intendesse trasferire limpresa potrebbero concernere essenzialmente tre ambiti strategici: la stabilità dellimpresa una volta trasmessa alla generazione successiva, il regime pensionistico dellimprenditore cedente, le opportunità per limprenditore che subentra al primo. Normativa di riferimento

7 7 La Commissione ribadisce che dalla prassi riscontrata il successo della trasmissione dellimpresa si è ottenuto in presenza di due dati significativi: a)la preparazione della trasmissione da parte del cedente con largo anticipo b)la familiarità con la struttura da parte del cessionario Pertanto nellambito delloperazione assume un ruolo rilevante il procedimento valutativo del complesso aziendale che potrà effettuarsi tramite lutilizzo di metodi basati, tra laltro, sul valore intrinseco, sul reddito, sul rendimento dellinvestimento, sui flussi di cassa, sul valore di mercato Normativa di riferimento

8 8 Alla luce delle indicazioni emerse negli atti normativi della Commissione, il legislatore nazionale, con la L n. 55 recante Modifiche al codice civile in materia di patti di famiglia ha inserito un nuovo capo V bis nel titolo IV del libro II del codice civile prevedendo sette nuove disposizioni (art. 768 bis – 768 octies) concernenti la sistemazione dellassetto patrimoniale dellimprenditore attraverso il c.d. patto di famiglia Normativa di riferimento

9 9 Ai sensi dellart. 768 bis E patto di famiglia il contratto con cui, compatibilmente con le disposizioni in materia di impresa familiare e nel rispetto delle differenti tipologie societarie, limprenditore trasferisce, in tutto o in parte, lazienda e il titolare di partecipazioni societarie trasferisce, in tutto o in parte, le proprie quote ad uno o più discendenti Il patto di famiglia si qualifica come atto inter vivos e infatti: a)leffetto traslativo avviene nellimmediatezza e contestualmente al patto (ad es. si noti la differenza con quanto è previsto dallart. 587 c.c. per il testatore la cui disposizione sarà efficace … per il tempo in cui avrà cessato di vivere … b)non è contemplata la facoltà di revoca da parte del disponente, come ad es. viene previsto per le disposizioni testamentarie; Natura del patto di famiglia

10 10 Il patto di famiglia è espressamente definito come contratto Si presenta come un negozio bilaterale: parti del contratto sono il disponente e i discendenti assegnatari della azienda o delle partecipazioni societarie; per il coniuge e gli altri legittimari non assegnatari è prevista la partecipazione alla stipulazione. Natura del patto di famiglia

11 11 Si deve comunque segnalare che secondo parte della dottrina il contratto è plurilaterale in quanto potrebbero essere considerate parti limprenditore, lassegnatario, il coniuge e i legittimari, per altri, invece, il contratto si presenta specificamente come trilaterale (disponente, discendente, legittimari). La tesi si fonda sullinterpretazione letterale dellart. 768 quater per cui … al contratto devono partecipare anche il coniuge e tutti coloro che sarebbero legittimari …

12 12 Natura del patto di famiglia Si tratta di un contratto ad effetti traslativi immediati e non con effetti posticipati al tempo in cui il disponente avrà cessato di vivere

13 13 Sulla base di una semplice interpretazione letterale dellart. 768 bis si propende per riconoscere al patto di famiglia natura di atto a titolo gratuito, almeno per quanto riguarda il disponente Natura del patto di famiglia

14 14 Potrebbe essere definito contratto a causa mista poiché alla causa di liberalità che contraddistingue il trasferimento di azienda o partecipazioni a favore degli assegnatari accede una causa solutoria relativa alla liquidazione anticipata dei diritti degli altri legittimari (negotium mixtum cum donatione)

15 15 Natura del patto di famiglia Il patto potrebbe essere anche qualificato come donazione modale ex art. 793 c.c., dove il modus, posto a carico dellassegnatario e a favore dei legittimari esclusi, è rappresentato dalla liquidazione della somma che sarebbe ad essi spettata al momento dellapertura della successione dellimprenditore

16 16 Ai sensi dellart. 768 ter c.c. Il contratto deve essere concluso per atto pubblico a pena di nullità Anche se il codice civile non precisa alcunché sul punto, la legge notarile, nel caso di donazioni, richiede espressamente lassistenza dei testimoni Pur condividendo il patto di famiglia alcuni tratti della donazione modale è disciplinato come un atto a sé, pertanto non si ritiene necessario lintervento dei testimoni Forma del patto di famiglia

17 17 Il trasferimento dellazienda o delle quote

18 18 Qualora oggetto del patto sia il trasferimento di unazienda alla quale collaborino anche familiari diversi da quelli che risultano assegnatari della medesima: a)Dovrà essere riconosciuto il diritto al mantenimento in proporzione alla qualità e quantità del lavoro prestato allinterno dellimpresa e il diritto di partecipazione agli utili e agli incrementi per i familiari non assegnatari che continuano a collaborare nellimpresa familiare La somma liquidata dallassegnatario ai legittimari dovrebbe restare distinta dai diritti patrimoniali in oggetto Trasferimento dazienda

19 19 b)Andrà considerata la disciplina dellimpresa familiare nella sua interezza: e dunque, tenendo conto che parte della dottrina lo ritiene applicabile nei trasferimenti a titolo gratuito dovrebbe essere riconosciuto il diritto di prelazione ai familiari- collaboratori. Va infatti notato che lart. 768 bis reca lavverbiocompatibilmente alle disposizioni in materia di impresa familiare, quasi a significare che laddove si intenda stipulare un patto sia da considerare la relativa disciplina senza effettuare distinzioni Trasferimento dazienda

20 20 Parrebbe dunque che il legislatore in presenza di unimpresa familiare già avviata abbia inteso privilegiare i familiari – collaboratori che in quella abbiano prestatto la propria attività A titolo esemplificativo e aderendo alla tesi su esposta,si può ipotizzare quanto segue: a) se nellimpresa del disponente collaborano solamente i discendenti – assegnatari, nulla quaestio b) se nellimpresa collaborano familiari che al contrario non siano i discendenti a cui imprenditore intenda trasferire lazienda, la stipulazione di un patto dovrebbe comportare la definitiva rinuncia a far valere il diritto di prelazione da parte di questi soggetti Trasferimento dazienda

21 21 In caso di trasferimento di partecipazioni, nel patto di famiglia si deve tenere in considerazione sia la disciplina codicistica sia eventuali previsioni contenute nello statuto relativamente al loro trasferimento Trasferimento di partecipazioni

22 22 In caso di s.s. e di s.n.c.: Visto lintuitus personae su cui si fonda la partecipazione dei soci, per il trasferimento delle quote occorrerà il consenso di tutti i soci come richiesto dallart c.c., sempre che non sia diversamente convenuto Trasferimento di partecipazioni

23 23 In caso di s.a.s.: –Si derogherà alla regola dellunanime consenso quando il trasferimento concerna la quota del socio accomandante: in tale ipotesi, salvo diversa disposizione dellatto costitutivo, occorrerà il consenso di tanti soci che rappresentino la maggioranza del capitale ex art c.c. (Secondo alcuni non sarebbe possibile trasferire la quota del socio accomandante, in quanto socio non amministratore) Trasferimento di partecipazioni

24 24 In caso di società a base capitalistica: –Si deve fare riferimento a quanto disposto nellart bis c.c. nellambito della disciplina delle s.p.a., alle previsioni contenute nellart c.c. per quanto concerne la disciplina delle s.r.l. e a quanto disposto dagli artt e 2460 c.c. relativamente alla s.a.p.a. e quindi a quanto previsto nello statuto della società per lipotesi di trasferimento Trasferimento di partecipazioni

25 25 Limprenditore e il titolare di partecipazioni I discendenti I legittimari che partecipano I legittimari che non partecipano e sopravvenuti Requisito soggettivo del patto di famiglia

26 26 Come accennato, si può sostenere che siano parti del contratto limprenditore o il titolare di partecipazioni societarie ed uno o più discendenti che beneficiano del trasferimento dellazienda o delle partecipazioni sociali dal primo detenute La legge prevede altre categorie di soggetti che possano partecipare al contratto o relazionarsi con le parti stesse, anche in un momento successivo a quello della stipulazione del medesimo: –coniuge –gli altri legittimari dellimprenditore non assegnatari Requisito soggettivo del patto di famiglia

27 27 Lart 768 bis c.c. considera quali possibili disponenti limprenditore e il titolare di partecipazioni societarie: Incertezza del significato attribuito dal legislatore al termine di imprenditore, in quanto la legge menziona, allart. 768 quater c.c., la successione nel patrimonio dellimprenditore, senza effettuare alcuna distinzione nel senso di cui sopra: si tratta dunque di un significato atecnico Requisito soggettivo del patto di famiglia

28 28 Si propende per una lettura estensiva della disposizione con applicazione della normativa anche al trasferimento di partecipazioni non significanti, ancorché non vi sia la possibilità di influire effettivamente sulla gestione dellimpresa: in questo senso depone uninterpretazione letterale della norma che nulla specifica in merito, sebbene alcuni ritengano ammissibile unicamente il trasferimento di partecipazioni che consentano comunque di esercitare un controllo allinterno della compagine sociale Requisito soggettivo del patto di famiglia

29 29 I discendenti dellimprenditore: Sono parte del contratto uno più discendenti dellimprenditore: –Il legislatore ha voluto delimitare il gruppo dei possibili assegnatari ai soli figli e nipoti escludendo coniuge, fratelli e ascendenti dellimprenditore medesimo –Esclusione del coniuge e dei parenti in linea collaterale: viene prediletta la successione in linea retta –È possibile lassegnazione diretta a favore di uno o più nipoti: in tale ipotesi gli altri legittimari trovano tutela attraverso il meccanismo previsto dallart. 768 quater c.c. –Il coniuge non può essere assegnatario del trasferimento mentre può partecipare al contratto in quanto legittimario Requisito soggettivo del patto di famiglia

30 30 I legittimari: Ai sensi dellart. 536 c.c. sono legittimari le persone a favore delle quali la legge riserva una quota di eredità o altri diritti nella successione Come tali vengono indicati il coniuge, i figli legittimi o naturali e gli ascendenti legittimi Requisito soggettivo del patto di famiglia

31 31 Ai riservatari le legge prevede lassegnazione della legittima (parte di patrimonio del de cuius contrapposta alla disponibile) La legittima è differenziata sia nellentità sia con riferimento al grado di parentela che legava il legittimario al de cuius Ai fini del calcolo della legittima è necessario riunire fittiziamente tutti i beni presenti nel patrimonio del de cuius al momento della morte con quelli fuoriusciti perché donati (collazione) Requisito soggettivo del patto di famiglia

32 32 Art. 768 quater c.c. prevede la partecipazione del coniuge e dei legittimari al contratto. La questione è di non poco conto atteso che, come detto, secondo alcuni tali soggetti sono da considerarsi come parti del contratto. Va comunque notato che la norma non specifica le modalità con cui tale partecipazione deve avvenire e le conseguenze derivanti dalla mancata partecipazione di uno o più legittimari (se si ammette la tesi che sono parti la partecipazione è richiesta a pena di nullità del contratto) Requisito soggettivo del patto di famiglia

33 33 Risulta necessario approfondire il significato da attribuire allespressione devono partecipare prevista nellart. 768 quater c.c. e analizzare le differenti situazioni che a essa si possono ricollegare Requisito soggettivo del patto di famiglia

34 34 Il problema dellindividuazione dellintenzione del legislatore è strettamente collegata alla previsione e allinterpretazione del successivo art. 768 sexies dove si fa riferimento a … coniuge e altri legittimari che non abbiano partecipato al contratto …. Si noti che larticolo in questione è rubricato Rapporti con i terzi Requisito soggettivo del patto di famiglia

35 35 Interpretazione sistematica: dal combinato disposto degli artt. 768 quater e 768 sexies c.c. sembra evincersi che la locuzione vada intesa nel senso che disponente e assegnatari siano tenuti ad invitare a partecipare al contratto il coniuge e i legittimari Requisito soggettivo del patto di famiglia

36 36 In caso di mancato invito il patto non produrrà effetti nei confronti di tali soggetti (i quali potranno agire in riduzione ex art. 557 c.c. o chiedere la collazione, non essendo loro imputabile la mancata convocazione) Requisito soggettivo del patto di famiglia

37 37 Qualora nonostante linvito il legittimario non partecipi, potrà esercitare i diritti successori solo al momento dellapertura della successione chiedendo agli assegnatari il pagamento della somma corrispondente al valore della legittima aumentata degli interessi legali Requisito soggettivo del patto di famiglia

38 38 Se invece si aderisce alla tesi per cui il coniuge e i legittimari sono parti del contratto, i soggetti cui fa riferimento lart. 768 sexies – terzi appunto rispetto alle parti – sarebbero solamente i c.d. legittimari sopravvenuti al patto Requisito soggettivo del patto di famiglia

39 39 Casi particolari: –Legittimario incapace di agire o in stato di incapacità legale oPossibile conflitto di interessi tra minore e rappresentante legale oDistinzione tra inabilitazione e interdizione (partecipazione al patto del curatore o del tutore) Requisito soggettivo del patto di famiglia

40 40 Per quel che concerne qualche ipotesi di conflitto di interessi si consideri: a) lipotesi in cui rappresentante legale del minore sia anche uno dei legittimari che partecipano al contratto. In questo caso dovrà essere nominato un curatore speciale ex art. 78 c.p.c. b) lipotesi del legittimario minorenne con un unico genitore che sia al tempo stesso il soggetto disponente. Il conflitto di interessi è evidente e la tutela del legittimario minorenne si persegue tramite la nomina di un curatore speciale c) se il tutore dellinterdetto o il curatore dellinabilitato sono anche disponente o legittimario partecipante al patto, la situazione che si verrebbe a creare sarebbe simile e dunque si renderà necessaria la nomina di un curatore speciale Requisito soggettivo del patto di famiglia

41 41 Compensazione dei legittimari partecipanti al patto e non assegnatari ex art. 768 quater c.c. –Gli assegnatari dellazienda o delle partecipazioni societarie devono liquidare gli altri partecipanti al contratto, ove questi non vi rinunziano in tutto o in parte, con il pagamento di una somma corrispondente al valore delle quote previste dagli artt. 536 ss.c.c. –Vi è il vantaggio per i legittimari di realizzare in via anticipata una somma collegata alla titolarità di un diritto che solo ipoteticamente potrebbero esercitare al momento dellapertura della successione del disponente –Vi è uno svantaggio perché il valore dellazienda o della partecipazione potrebbe accrescersi significativamente prima dellapertura della successione –Vi è la possibilità di rinunzia totale o parziale da parte dei legittimari –I contraenti possono convenire che la liquidazione, in tutto o in parte possa avvenire in natura Requisito soggettivo del patto di famiglia

42 42 Lart. 768 quater stabilisce inoltre che: I beni assegnati con lo stesso contratto agli altri partecipanti non assegnatari dellazienda, secondo il valore attribuito in contratto, sono imputati alle quote di legittima loro spettanti Lassegnazione può essere disposta anche con successivo contratto che sia espressamente dichiarato collegato al primo e purché vi intervengano i medesimi soggetti che hanno partecipato al primo contratto o coloro che li abbiano sostituiti Lipotesi contemplata si riferisce allassegnazione di beni in natura (art. 768 quater comma 2) a titolo di datio in solutum da stabilirsi di comune accordo tra le parti e i partecipanti Requisito soggettivo del patto di famiglia

43 43 Con il contratto si dovrà dunque determinare: –Lambito di applicazione –Il contenuto del patto di famiglia –La somma da liquidare in compensazione di legittima, da calcolarsi preferibilmente sulla base di una perizia di stima allegata al contratto –I beni in natura e il relativo valore da assegnare ai partecipanti al contratto non assegnatari in alternativa della somma da liquidare in compensazione di legittima Requisito soggettivo del patto di famiglia

44 44 Lart. 768 quater c.c. prevede allultimo comma cheQuanto ricevuto dai contraenti non è soggetto a collazione o a riduzione –Non cè distinzione tra quanto ricevuto dagli assegnatari e quanto ricevuto dai partecipanti –La disposizione va intesa nel senso di rendere definitiva lassegnazione effettuata tramite il patto, impedendo che al momento dellapertura della successione venga destabilizzato lassetto patrimoniale voluto dallimprenditore –Si rende necessario un coordinamento con quanto previsto dallart. 768 sexies c.c. Requisito soggettivo del patto di famiglia

45 45 Lart. 768 sexies c.c. così dispone: –Allapertura della successione dellimprenditore, il coniuge e gli altri legittimari che non abbiano partecipato al contratto possono chiedere ai beneficiari del contratto stesso il pagamento della somma prevista dal secondo comma dellart 768 quater, aumentata degli interessi legali. –Linosservanza delle disposizioni del primo comma costituisce motivo di impugnazione ai sensi dellart 768 quinquies (vizi del consenso). Requisito soggettivo del patto di famiglia

46 46 Ipotesi prese in considerazione nella disposizione dellart. 768 sexies c.c. –Legittimari che non abbiano partecipato al patto (non convocati o ancorché convocati che non vi abbiano preso parte) –Soggetti che sono divenuti legittimari in un momento successivo alla stipulazione del patto: ipotesi in cui soggetti diversi da quelli che erano legittimari al tempo della stipulazione del patto assumano tale qualifica al momento dellapertura della successione (c.d. legittimari sopravvenuti) La novella riconosce a questi soggetti la possibilità di rivolgersi ai beneficiari del contratto e chiedere il pagamento di una somma pari alla quota di legittima Requisito soggettivo del patto di famiglia

47 47 Destinatari delle richieste dei legittimari sopravvenuti o non partecipanti al patto sono i beneficiari del contratto (coobbligazione solidale) Per beneficiari del contratto si intendono sia lassegnatario, sia i legittimari partecipanti al patto cui sia stata liquidata una somma a compensazione della legittima Per non esporre i beneficiari a richieste eccessive, si rende necessario ancorare il valore dellazienda trasferita o delle quote rappresentative dellimpresa al momento in cui il patto è stato concluso Requisito soggettivo del patto di famiglia

48 48 Latto notarile dovrebbe quindi allegare una perizia di stima che come minimo riepiloghi i criteri di valutazione utilizzati, che dovranno consentire la determinazione del fair value e non del market value (in quanto la finalità è la continuità aziendale e non la sua realizzazione sul mercato) Requisito soggettivo del patto di famiglia

49 49 Il trasferimento dellazienda, in tutto o in parte Il trasferimento delle quote, in tutto o in parte Requisito oggettivo del patto di famiglia

50 50 Oggetto del trasferimento può essere: –Lazienda in tutto o in parte e quindi anche un suo ramo -Le quote sociali in tutto o in parte (secondo alcuni, dal tenore letterale della legge si potrebbe evincere che quello preso in considerazione dal legislatore sia unicamente il trasferimento di quote e non di azioni) È di dubbia ricomprensione nellambito di applicazione della novella lipotesi del trasferimento del diritto di usufrutto sulle quote sociali, mentre sembrerebbe potersi trasferire lusufrutto sullazienda Requisito oggettivo del patto di famiglia

51 51 –Nella stipulazione del patto di famiglia si rende necessaria unattenta valutazione delle eventuali clausole statutarie che limitano il trasferimento delle quote Se lo statuto della società dovesse prevedere clausole che vietano il trasferimento delle partecipazioni societarie tale trasferimento non potrà essere effettuato con il patto di famiglia Qualora lo statuto non dovesse stabilire alcunché in punto di trasferimento, le partecipazioni si dovranno intendere liberamente trasferibili per atto inter vivos e quindi anche tramite il patto di famiglia Requisito oggettivo del patto di famiglia

52 52 Se nello statuto siano inserite clausole di gradimento o di prelazione, da un lato si dovrà ottenere il gradimento, dallaltro comunicare ai restanti soci la volontà di trasferire le partecipazioni detenute, al fine di consentire il loro legittimo esercizio del diritto di prelazione. »Conseguentemente si potrà stipulare il patto di famiglia in cui verrà espressamente menzionato lintervenuto gradimento o la rinunzia alla prelazione da parte dei soci restanti Requisito oggettivo del patto di famiglia

53 53 Modalità di trasferimento Requisito oggettivo del patto di famiglia

54 54 Vi è la possibilità per il cedente di riservarsi poteri di disposizione e/o di gestione dellazienda o di amministrazione delle partecipazioni sociali trasferite Tale finalità è perseguibile attraverso diverse forme negoziali: –Patto di famiglia con riserva di usufrutto Attribuzione al beneficiario della nuda proprietà dellazienda o delle partecipazioni sociali con riserva da parte del disponente dellusufrutto di tali beni –Patto di famiglia con riserva di disporre –Patto di famiglia con condizione risolutiva di reversibilità Requisito oggettivo del patto di famiglia

55 55 –Patto di famiglia con riserva di disporre Previsione di una limitazione in capo al discendente, con riserva per il disponente della facoltà, se e quando lo ritenga opportuno, di riassumere il controllo dellimpresa (Patto di famiglia con condizione risolutiva di reversibilità) Previsione che in caso di premorienza del beneficiario o dei sui discendenti, lazienda o le partecipazioni sociali tornino nella titolarità del disponente Requisito oggettivo del patto di famiglia

56 56 –Patto di famiglia sottoposto a condizione sospensiva si praemoriar e a termine iniziale cum moriar Apposizione di un elemento accidentale al patto di famiglia che differisce gli effetti negoziali del patto al momento della morte del disponente (si noti però che secondo i primi commentatori gli effetti del patto sono contestuali e immediati alla stipulazione e così si evince anche dal tenore letterale del 768 bis (trasferisce)e dalla ratio della riforma) –Possibilità di mantenere la posizione di socio allinterno della società Requisito oggettivo del patto di famiglia

57 57 Infine nellambito del contratto possono essere previsti alcuni oneri aggiuntivi a carico dellassegnatario: a) rendita vitalizia a favore del disponente: nel calcolo della somma da corrispondersi ai legittimari non assegnatari si dovrà tener conto del valore effettivo dellassegnazione detratto quello degli oneri posti a suo carico b) previsione di un divieto di alienazione a carico dellassegnatario con specificazione di limiti temporali Requisito oggettivo del patto di famiglia

58 58 I vizi del consenso Lo scioglimento del contratto La fase patologica del contratto

59 59 Lart. 768 quinquies c.c. stabilisce che: Il patto può essere impugnato dai partecipanti ai sensi dellart c.c. e seguenti. Lazione si prescrive nel termine di un anno Il patto può essere impugnato laddove il consenso di uno dei contraenti (e legittimari partecipanti) sia stato dato per errore, estorto con violenza o carpito con dolo Il momento a partire dal quale inizia a decorrere la prescrizione nel silenzio della legge sembra poter essere individuato nel giorno in cui è cessata la violenza o è stato scoperto lerrore o il dolo I vizi del consenso

60 60 La prescrizione breve sembra avere il fine di: –garantire certezza al patto –limitare la conflittualità tra contraenti e partecipanti I vizi del consenso

61 61 Lart 768 septies c.c. stabilisce che: –Il contratto può essere sciolto o modificato dalle medesime persone che hanno concluso il patto di famiglia nei seguenti modi: Mediante diverso contratto che deve avere: Medesime caratteristiche Medesimi presupposti Mediante recesso, se espressamente previsto nel contratto stesso e, necessariamente, attraverso dichiarazione agli altri contraenti certificata da un notaio Lo scioglimento del contratto

62 62 –Per medesime persone sembra debbano essere intese le parti del patto posto in essere (ovvero disponente e assegnatario) ma anche coloro che vi hanno partecipato pur non rivestendo la qualifica di assegnatari –Per medesime caratteristiche, si intende che il nuovo contratto dovrà avere la stessa forma del patto di famiglia (concluso per atto pubblico) –Per medesimi presupposti, si intendono quelli di cui allart. 768 bis (e dunque qualifica di imprenditore, di discendente, oggetto) Lo scioglimento del contratto

63 63 –La possibilità di recesso deve essere prevista nel contratto e deve venire esercitata tramite una dichiarazione certificata da un notaio: si tratta di unipotesi di recesso convenzionale che si esercita tramite una dichiarazione diretta agli altri contraenti e dunque di un atto recettizio –a) recesso del disponente: è allevidenza che viene meno leffetto traslativo del contratto e che lazienda e le partecipazioni rientrano nella piena disponibilità del disponente: scioglimento del vincolo contrattuale –b) recesso dellassegnatario: restituzione dellazienda o delle partecipazioni societarie. Nascono, però, problematiche relative alla valutazione del patrimonio aziendale rispetto al momento in cui è avvenuto il trasferimento. Si verifica lo scioglimento del contratto –c) recesso di uno degli altri partecipanti (se considerati parti): non si verifica lo scioglimento del contratto, ma solamente la restituzione della somma o dei beni assegnati in natura in compensazione. Viene meno nei confronti del recedente la preclusione dellesercizio dellazione di riduzione o della collazione Lo scioglimento del contratto

64 64 La conciliazione Le controversie derivanti dal patto

65 65 Lart 768 octies c.c. dispone che: –Le controversie derivanti dalle disposizioni di cui al presente capo sono devolute preliminarmente a uno degli organismi di conciliazione previsti dallart. 38 del D. Lgs. 17 gennaio 2003, n. 5 Si è voluta riconoscere la possibilità a enti pubblici o privati che diano adeguate garanzie in termini di serietà ed efficienza di costituire organismi deputati alla gestione di un tentativo di conciliazione –Deve trattarsi di soggetti iscritti presso un apposito registro tenuto presso il Ministero della Giustizia –Lorganismo di conciliazione deve depositare assieme alla domanda di iscrizione un proprio regolamento di procedura La conciliazione

66 66 Pertanto: la legge prevede la devoluzione della risoluzione delle controversie nella subiecta materia agli organismi di conciliazione: lavverbio preliminarmente e la forma verbale impiegata nel testo (sono devolute) suggeriscono che il legislatore abbia previsto la devoluzione della controversia come obbligatori ai detti organismi si tratta nel caso di specie di conciliazione stragiudiziale il conciliatore è precisamente individuato La conciliazione

67 67 Di qui la considerazione che il tentativo di conciliazione per la risoluzione delle controversie sorte in virtù della stipulazione di un patto di famiglia è obbligatorio come, del resto, già previsto per altre discipline e rappresenta condizione di procedibilità della domanda allautorità giudiziaria In altri termini, laddove venisse omesso il tentativo e venisse adito direttamente il giudice ovvero venisse deciso di deferire la controversia alla cognizione di un collegio arbitrale limprocedibilità potrebbe essere eccepita da una delle parti od anche dufficio La conciliazione

68 68 Profili fiscali del patto di famiglia

69 69 Premesse metodologiche Condizionamento derivante dalle incertezze interpretative manifestate dalla dottrina civilistica sulla qualificazione giuridica del patto di famiglia mancanza di una specifica normativa di settore necessità di ricondurre la fattispecie e modelli impositivi già esistenti ricerca di criteri impositivi non più onerosi di quelli applicabili alla successione mortis causa segue

70 70 Conclusioni di carattere civilistico da cui si prendono le mosse: - negozio inter vivos ad effetti immediati; - parti: imprenditore ed i suoi legittimari; - obbligo dellassegnatario di liquidare gli altri legittimari; - facoltà di liquidare in denaro o natura; - possibilità di rinunciare alla liquidazione. segue Premesse metodologiche

71 71 Esistono due diversi metodi dindagine: il criterio cd. atomistico e quello unitario ATOMISTICO: analizza la natura delle singole attribuzioni UNITARIO: assegna prevalenza allindividuazione di ununica causa negoziale entrambi riconoscono la natura liberale del trasferimento dazienda o delle partecipazioni discussa la natura della liquidazione a favore dei legittimari non assegnatari Premesse metodologiche

72 72 Precisazioni sul concetto di liberalità Liberalità e gratuità sono due fenomeni ben distintiti: mentre, infatti, la liberalità è disposizione che mira esclusivamente a raggiungere il risultato di incrementare il patrimonio del beneficiario, la gratuità inerisce il titolo del trasferimento. La natura liberale di un trasferimento non ne implica anche il titolo gratuito

73 73 Le teorie unitarie Funzione di anticipazione successoria Negozio assimilabile alla DONAZIONE MODALE Unica causa di liberalità caratterizzante tutti i trasferimenti patrimoniali Anche la liquidazione degli altri legittimari è una liberalità che trova causa nel trasferimento dellazienda il modus nella donazione è un elemento accidentale la liquidazione dei legittimari è un obbligo che nasce ex lege alla stipula del contratto segue

74 74 Vero e proprio PATTO SUCCESSORIO DISPOSITIVO Disciplina individuata dal diritto internazionale privato Applicabilità, della lex successionis nel patto di famiglia leffetto traslativo è immediato Le teorie unitarie segue

75 75 NEGOZIO A FAVORE DI TERZI secondo alcuni, caratterizzato dalla gratuità delle prestazioni seppur, in parte, corrispettive è corrispettiva ma non onerosa la liquidazione a favore dei legittimari non assegnatari corrispettività e onerosità non coincidano però non è possibile individuare un contratto a prestazioni corrispettive a titolo gratuito Le teorie unitarie

76 76 Le teorie atomistiche Negozio a causa mista: NEGOZIO MISTO CON DONAZIONE Causa liberale: trasferimento dazienda o di partecipazioni Causa solutoria: liquidazione dei legittimari non assegnatari teorie oggi minoritarie da un punto di vista fiscale non è necessario prescindere dallindividuazi one di ununica causa negoziale

77 77 Qualificazione delle singole attribuzioni Si riconosce lesistenza di ununica causa negoziale di tipo liberale Ma, da un punto di vista fiscale, è opportuno procedere alla qualificazione delle singole attribuzioni La qualificazione delle singole attribuzioni va effettuata tenendo conto delle diverse posizioni soggettive coinvolte segue

78 78 dal punto di vista del DISPONENTE: - liberalità diretta nei confronti del discendente assegnatario - liberalità indiretta nei confronti degli altri legittimari Qualificazione delle singole attribuzioni segue

79 79 dal punto di vista dellASSEGNATARIO: - riceve un trasferimento dazienda e/o partecipazioni in parte a titolo gratuito e in parte a titolo oneroso - la liquidazione dei legittimari è il costo dacquisto di parte dellazienda e/o della partecipazione Qualificazione delle singole attribuzioni

80 80 Precisazioni sulla quota di trasferimento a titolo oneroso Consiste nella quota di azienda e/o partecipazione che corrisponde al valore liquidato agli altri legittimari Non si applica lart. 179 lett. b) del C.c. sono beni personali, esclusi dal regime di comunione legale tra i coniugi, anche i beni acquisiti successivamente al matrimonio per effetto di donazione È meglio se partecipa al patto anche il coniuge dellassegnatario in comunione legale

81 81 Il trasferimento gratuito dazienda art. 58, c. 1, del Tuir trasferimento in regime di neutralità fiscale - integrale detassazione del trasferimento gratuito dellazienda - norma derogatoria al principio personalistico delle imposte sui redditi segue

82 82 - I plusvalori maturati in capo allimprenditore emergono al momento del successivo trasferimento a terzi, come: (a) redditi diversi, se lassegnatario con la vendita cessa lattività dimpresa art. 67 lett. h bis del Tuir; (b) componente positiva del reddito dimpresa, se lattività prosegue Il trasferimento gratuito dazienda segue

83 83 Problemi di coordinamento normativo dei redditi diversi: -cessione a titolo gratuito e destinazione allautoconsumo non rappresentano fattispecie imponibile nei redditi diversi -non sono plusvalenze dimpresa e quindi non sono rateizzabili Il trasferimento gratuito dazienda segue

84 84 Lart. 58 prevede la trasmissione di valori fiscali riferiti allazienda intesa come complesso unitariamente considerato - il c.2 dellart. 16 della l. 383/2001 stabiliva che, in caso di donazione dazienda, i beni e le attività ceduti fossero assunti ai medesimi valori fiscali del disponente - norma abrogata con il correttivo Ires - dubbio se si vogliano offrire più consistenti opportunità di pianificazione fiscale nel passaggio generazionale delle aziende Il trasferimento gratuito dazienda segue

85 85 - Leventuale rivalutazione dellazienda può comportare: (a) il venir meno del regime di neutralità e realizzazione della plusvalenza in capo al disponente (b) liscrizione di una plusvalenza per lassegnatario, fiscalmente irrilevante Il trasferimento gratuito dazienda segue

86 86 - le eventuali riserve in sospensione dimposta contabilizzate nel patrimonio netto del disponente, non possono perpetuarsi nei confronti del beneficiario - unica eccezione le riserve che presentano una stretta correlazione con determinate poste del patrimonio (es. riserve per ammortamento anticipato) Il trasferimento gratuito dazienda

87 87 Precisazione: quando lassegnatario è già imprenditore art. 88, c. 3, del Tuir il trasferimento è una sopravvenienza attiva per lassegnatario che già opera in regime dimpresa la sopravvenienza è data dallincremento patrimoniale determinato in base al valore normale dellazienda

88 88 Le imposte dirette: la posizione dellassegnatario allacquisto corrisponde il costo sostenuto: vale a dire il valore liquidato ai legittimari non assegnatari tale costo rileva al momento della cessione a terzi, a titolo oneroso, dellazienda ricevuta la dottrina dominante esclude la deducibilità di questo costo

89 89 Le imposte dirette: la cessione a terzi dellazienda nel calcolo della durata del possesso dellazienda si terrà conto anche del periodo maturato in capo al disponente

90 90 Le imposte dirette: il trasferimento delle partecipazioni per il disponente si realizza una liberalità diretta nei confronti dellassegnatario e indiretta nei confronti degli altri legittimari per lassegnatario la partecipazione è acquistata in parte a titolo oneroso ed in parte a titolo gratuito la liquidazione dei legittimari per lui rappresenta un costo segue

91 91 il trasferimento a titolo gratuito di partecipazioni non costituisce fattispecie imponibile né in capo al disponente né in capo allassegnatario gli eventuali plusvalori emergeranno al momento della cessione a terzi a titolo oneroso (art. 67, lett. c) e c bis) del Tuir) Le imposte dirette: il trasferimento delle partecipazioni

92 92 Le imposte dirette: la cessione a terzi a titolo oneroso Partecipazione acquisita a TITOLO GRATUITO: la plusvalenza è data dalla differenza fra corrispettivo percepito e costo del donante (c. 6, terzo capoverso,dellart. 68 del Tuir) segue

93 93 partecipazione acquisita a TITOLO ONEROSO: la plusvalenza è data dalla differenza fra corrispettivo percepito e il costo o valore di acquisto assoggettato a tassazione (c. 6, primo periodo, dellart. 68 del Tuir) Le imposte dirette: la cessione a terzi a titolo oneroso

94 94 Le imposte dirette: la posizione dei legittimari non assegnatari la liquidazione delle rispettive quote di legittima non integra, nei loro confronti, alcuna fattispecie imponibile la natura di tale liquidazione esclude, in linea di massima, la possibilità di ricondurla a una delle categorie di reddito esistenti

95 95 La norma antielusiva art. 37 bis d.P.R. n.600/1973 negozi aventi ad oggetto il trasferimento o il godimento di aziende per scoraggiare arbitraggi fiscali sulle donazioni dazienda, canalizzando la plusvalenza su famigliari a bassa aliquota marginale segue

96 96 La norma antielusiva nei redditi diversi, tuttavia, si perde il beneficio della rateizzazione della plusvalenza la norma probabilmente non opera con riferimento allo spostamento della plusvalenza dai redditi dimpresa ai redditi diversi, dove lautoconsumo non è imponibile segue

97 97 La norma antielusiva nel patto di famiglia sussistono le valide ragioni economiche: realizzare un determinato passaggio generazionale dellimpresa le valide ragioni economiche potrebbero essere non ravvisabili in eventuali operazioni straordinarie prodromiche alla stipula del patto (es.: la scissione dellazienda da trasferire) segue

98 98 La norma antielusiva la norma antielusiva è applicabile sia alle imposte dirette che indirette: - c. 7 dellart. 69 della l. 342/2000, ne ha esteso la portata allimposta sulle successioni e donazioni - c. 3 dellart. 16 della l. 383/2001, ne ha esteso la portata alle imposte dovute per effetto di trasferimenti a titolo di donazione o altra liberalità

99 99 Le imposte indirette: il trasferimento dellazienda o delle partecipazioni il trasferimento integra una liberalità diretta nei confronti dellassegnatario e indiretta nei confronti degli altri legittimari nelle liberalità è tassato il risultato netto delle attribuzioni (principio immanente al nostro ordinamento) segue

100 100 risultato netto dellattribuzione: valore dellazienda trasferita meno valore delle liquidazioni effettuate a favore degli altri legittimari prima dellentrata in vigore del D.L. n. 262/2006, tale risultato netto non scontava alcuna imposta (art. 13 della l. 383/2001) segue Le imposte indirette: il trasferimento dellazienda o delle partecipazioni

101 101 Le imposte indirette: segue con lart.6 del D.L. 262/2006, invece, il trasferimento scontava limposta di registro ex art.13 della l. 383/2001, come modificato dal D.L. n.262: - se fatta a favore del coniuge e di parenti in linea retta, sul valore eccedente euro il 4%; - se fatta a favore di parenti fino al 4° grado e di affini in linea retta e collaterale il 6% segue

102 102 Le imposte indirette: segue con la legge 286/2006, di conversione del D.L. 262 il trasferimento sconta limposta sulle donazioni: -se a favore del coniuge e dei parenti in linea retta, con franchigia di euro per ciascun beneficiario, il 4% -se a favore di altri parenti fino al 4° grado e degli affini in linea retta, o collaterale (entro il 3° grado), il 6% segue

103 103 Le imposte indirette: segue la finanziaria 2007 ha ricondotto tali trasferimenti fra quelli non soggetti allimposta, in sussistenza di determinati presupposti (art. 3 c.4-ter): -gli assegnatari devo proseguire lesercizio dellimpresa o detenere il controllo per almeno 5 anni -apposita dichiarazione in tal senso va resa allatto del trasferimento -se vengono trasferite quote o azioni in società di capitali, queste devono consentire di acquisire o integrare il controllo, ex art. 2359, c. 1 n. 1 C. c. (anche se in comproprietà fra più discendenti – Telefisco 2007) segue

104 104 Le imposte indirette: segue se tali presupposti non vengono rispettati si applica limposta in misura ordinaria, oltre a sanzioni (art. 13 D.Lgs. 471/1997) e interessi il legislatore, tuttavia, ha perso unoccasione per dissipare i dubbi in merito alla natura di tale trasferimento e al suo regime naturale le disposizioni agevolative sono efficaci per i patti stipulati a far data dal 1° gennaio 2007 segue

105 105 Le imposte indirette: segue se lazienda contiene beni immobili, il trasferimento di questi sconterà anche le imposte ipocatastali qualora ho usufruito del regime di cui allart. 3, c. 4-ter, D.Lgs 346 del 1990, non si applicano neppure le ipocatastali (artt. 1, c. 2, e 10, c. 2, D.Lgs 347 del 1990)

106 106 Le imposte indirette: la liquidazione degli altri legittimari è una liberalità indiretta effettuata dal disponente nei confronti degli altri legittimari non assegnatari pertanto, nella valutazione del rapporto di parentela, si deve fare riferimento a quello esistente tra il disponente i legittimari non assegnatari segue

107 107 Quindi, in base alla normativa vigente a seguito delle modifiche apportate con la finanziaria 2007: -se a favore del coniuge e parenti in linea retta, 4% con franchigia di 1 milione di euro; -se a favore di fratelli e sorelle, 6% con franchigia di euro -se a favore di altri parenti fino al 4° grado e affini in linea retta (o collaterale fino al 3° grado), 6% -se a favore di altri soggetti, 8% Le imposte indirette: la liquidazione degli altri legittimari

108 108 se la liquidazione avviene in natura e ne sussistono i presupposti si applica lesclusione da imposta di cui allart. 3, c. 4-ter del D.Lgs. 346 del 1990 se la liquidazione avviene mediante il trasferimento di beni immobili sono dovute anche le imposte ipo- catastali (salvo che lipotesi di esclusione) se il trasferimento è a favore del coniuge o di un parente in linea retta in possesso dei requisiti e delle condizioni previste per lacquisto della prima abitazione, le ipocatastali si applicano nella misura fissa di 168 euro Le imposte indirette: la liquidazione degli altri legittimari

109 109 Le imposte indirette: il trasferimento dellazienda o delle partecipazioni esaminiamo ora i risultati cui si giunge aderendo alle altre ipotesi ricostruttive della fattispecie segue

110 110 DONAZIONE MODALE si tassa il risultato netto del trasferimento similmente a quanto avviene per lipotesi da noi prospettata della liberalità diretta ed indiretta Le imposte indirette: il trasferimento dellazienda o delle partecipazioni segue

111 111 PATTO SUCCESSORIO DISPOSITIVO il trasferimento è soggetto alla normativa delle successioni al trasferimento, quindi, si applicherebbe limposta sulle successioni Le imposte indirette: il trasferimento dellazienda o delle partecipazioni

112 112 NEGOZIO A NATURA DIVISIONALE il trasferimento è soggetto allimposta di registro nella misura dell1% segue Le imposte indirette: il trasferimento dellazienda o delle partecipazioni

113 113 NEGOZIO A CAUSA MISTA: LIBERALE E SOLUTORIA il trasferimento dellazienda integra una donazione tassata secondo le modalità esaminate la liquidazione dei legittimari non assegnatari sconta il registro nella misura del 3% altri atti a contenuto patrimoniale Le imposte indirette: il trasferimento dellazienda o delle partecipazioni

114 114 Le imposte indirette: la rinuncia dei legittimari non assegnatari leventuale rinuncia alla liquidazione non rappresenta unautonoma attribuzione determina unicamente un accrescimento della liberalità a favore del discendente assegnatario tassata secondo le modalità esaminate per la donazione.

115 115 Le imposte indirette: la liquidazione dei sopravvenuti se avviene mediante stipula di apposito accordo, tale atto configura un accordo per la reintegra dei diritti dei legittimari il suo regime impositivo è dettato dallart. 43 del D.Lgs n. 346/1990 è soggetto allo ius successionis in quanto interviene successivamente allapertura della successione


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