La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

Caso giurisprudenziale sullazienda 5 Cass., 28 marzo 2007, n. 7652 Parma, 2 ottobre 2008.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "Caso giurisprudenziale sullazienda 5 Cass., 28 marzo 2007, n. 7652 Parma, 2 ottobre 2008."— Transcript della presentazione:

1 Caso giurisprudenziale sullazienda 5 Cass., 28 marzo 2007, n Parma, 2 ottobre 2008

2 Arbitrato gennaio 2001 (data non certa) ILLVA Saronno s.p.a. conveniva davanti al collegio arbitrale la soc. Paolo Lazzaroni e figli s.p.a., esponendo che in data 20 marzo 1984 aveva stipulato con la società Davide Lazzaroni s.p.a. un atto di transazione, nel quale era inserita una clausola compromissoria, che delimitava luso della parola Saronno sui marchi e sugli altri segni distintivi utilizzati dalle due società (Lazzaroni poteva e doveva utilizzarlo per i prodotti da forno e ILLVA per i liquori). ILLVA Saronno s.p.a. conveniva davanti al collegio arbitrale la soc. Paolo Lazzaroni e figli s.p.a., esponendo che in data 20 marzo 1984 aveva stipulato con la società Davide Lazzaroni s.p.a. un atto di transazione, nel quale era inserita una clausola compromissoria, che delimitava luso della parola Saronno sui marchi e sugli altri segni distintivi utilizzati dalle due società (Lazzaroni poteva e doveva utilizzarlo per i prodotti da forno e ILLVA per i liquori). ILLVA sosteneva che: ILLVA sosteneva che: la Paolo Lazzaroni era subentrata alla Davide Lazzaroni in seguito ad un atto di cessione dazienda; la Paolo Lazzaroni era subentrata alla Davide Lazzaroni in seguito ad un atto di cessione dazienda; La Paolo Lazzaroni utilizzava per il liquore Lazzaroni Amaretto, la parola Saronno in modi più ampi del consentito dalla transazione. La Paolo Lazzaroni utilizzava per il liquore Lazzaroni Amaretto, la parola Saronno in modi più ampi del consentito dalla transazione.

3 Arbitrato gennaio 2001 ILLVA chiedeva perciò al collegio arbitrale di adottare i provvedimenti conseguenti allinadempimento e di condannare la Paolo Lazzaroni al risarcimento del danno. ILLVA chiedeva perciò al collegio arbitrale di adottare i provvedimenti conseguenti allinadempimento e di condannare la Paolo Lazzaroni al risarcimento del danno. La convenuta (Paolo Lazzaroni) negava la propria legittimità passiva, non ritenendosi vincolata da una clausola arbitrale inserita in un contratto intercorso tra altre parti. Essa non si era resa acquirente di un ramo dazienda liquoristico dalla Davide Lazzaroni ed in particolare sottolineava coma la ILLVA non avesse indicato da quale atto giuridico tale cessione avesse preso effetto. La convenuta (Paolo Lazzaroni) negava la propria legittimità passiva, non ritenendosi vincolata da una clausola arbitrale inserita in un contratto intercorso tra altre parti. Essa non si era resa acquirente di un ramo dazienda liquoristico dalla Davide Lazzaroni ed in particolare sottolineava coma la ILLVA non avesse indicato da quale atto giuridico tale cessione avesse preso effetto.

4 Lodo arbitrale Gli arbitri ritennero: Gli arbitri ritennero: dimostrata la cessione dazienda con il conseguente subentro nel vincolo della clausola compromissoria, dimostrata la cessione dazienda con il conseguente subentro nel vincolo della clausola compromissoria, che la convenuta aveva effettivamente violato la transazione. che la convenuta aveva effettivamente violato la transazione.

5 Appello Contro il lodo arbitrale la Paolo Lazzaroni ricorreva alla Corte dAppello di Milano sostenendo che erroneamente gli arbitri avevano individuato la fattispecie del trasferimento di azienda collegando tra loro una serie di atti, sicuramente non riferiti uti singoli alla vendita dazienda, posti in essere nellarco di 10 anni. Contro il lodo arbitrale la Paolo Lazzaroni ricorreva alla Corte dAppello di Milano sostenendo che erroneamente gli arbitri avevano individuato la fattispecie del trasferimento di azienda collegando tra loro una serie di atti, sicuramente non riferiti uti singoli alla vendita dazienda, posti in essere nellarco di 10 anni. Proponeva impugnazione incidentale anche ILLVA lamentando il mancato riconoscimento del risarcimento dei danni. Proponeva impugnazione incidentale anche ILLVA lamentando il mancato riconoscimento del risarcimento dei danni.

6 Sentenza Corte dAppello Milano 14 marzo 2003 La corte dappello di Milano respingeva entrambe le impugnazioni. La corte dappello di Milano respingeva entrambe le impugnazioni.

7 Ricorso in cassazione A Paolo Lazzaroni ricorreva per la cassazione della sentenza della Corte dAppello. A Paolo Lazzaroni ricorreva per la cassazione della sentenza della Corte dAppello. La ILLVA Saronno resiste con controricorso. La ILLVA Saronno resiste con controricorso.

8 Motivi del ricorso da parte della Paolo Lazzaroni 1. Nel ritenere trasferito il contratto contenente la clausola arbitrale la corte dappello non ha considerato: a) che linterpretazione dellart va coordinata con quella dellart. 2556, che impone losservanza delle forme stabilite dalla legge per il trasferimento dei singoli beni che compongono lazienda o per la natura del contratto; b) lart. 807 c.p.c. prescrive la forma scritta a pena di nullità per la manifestazione della scelta della giustizia alternativa in luogo di quella ordinaria.

9 Motivi del ricorso da parte della Paolo Lazzaroni 2. Ritenendo trasferita la transazione si riteneva trasferiti solo i doveri contenuti nel contratto (non poter utilizzare la denominazione Saronno per i liquori), ma non i corrispondenti vantaggi (poter utilizzare quellespressione per i prodotti da forno). La corte dappello ha realizzato unarbitraria scissione delloriginario rapporto di corrispettività dei sacrifici.

10 Decisione 14 febbraio Il primo motivo viene respinto perché: 1. Per quanto concerne losservazione sub a), lart c.c. prevede la successione automatica del cessionario dazienda in tutti i contratti stipulati dal cedente per lesercizio dellimpresa salvi casi di contratti personali e quelli che le parti abbiano esplicitamente previsto di non trasferire. Il trasferimento prescinde del tutto dalla volontà, espressa o tacita, delle parti stipulanti e neppure richiede, per il suo potenziamento, il consenso del contraente ceduto. 2. Per ciò che concerne losservazione sub b), non è vero che la disposizione prevista dallart. 807 c.p.c. prevalga su quella di cui allart c.c.. Il trasferimento dei contratti nellambito della cessione dazienda è disciplinato in maniera esaustiva dallart c.c., che non lascia spazio allapplicazione dellart. 807 c.p.c. 3. Lart c.c. disciplina la forma della cessione dellazienda e non si occupa del trasferimento dei contratti.

11 Decisione 14 febbraio Anche il secondo motivo del ricorso viene respinto: Il contratto sinallagmatico ha carattere unitario, tuttavia una volta che la corte territoriale – con accertamento di merito adeguatamente motivato e perciò non sindacabile in questa sede di legittimità – ha presupposto che la transazione di che trattasi fosse non già un contratto sinallagmaticamente unitario e individuale, nei termini prospettati dalla ricorrente, bensì un contratto invece divisibile nelle parti attinenti, rispettivamente, al settore dei liquori ed a quello dei prodotti da forno, in relazione a ciascuna delle quali i contraenti avevano assunto reciproci oneri e vantaggi. Dal che appunto la trasferibilità – correttamente, quindi, dagli stessi giudici ritenuta – di quella transazione per la parte (liquori) relativa al ramo dazienda ceduto. Il contratto sinallagmatico ha carattere unitario, tuttavia una volta che la corte territoriale – con accertamento di merito adeguatamente motivato e perciò non sindacabile in questa sede di legittimità – ha presupposto che la transazione di che trattasi fosse non già un contratto sinallagmaticamente unitario e individuale, nei termini prospettati dalla ricorrente, bensì un contratto invece divisibile nelle parti attinenti, rispettivamente, al settore dei liquori ed a quello dei prodotti da forno, in relazione a ciascuna delle quali i contraenti avevano assunto reciproci oneri e vantaggi. Dal che appunto la trasferibilità – correttamente, quindi, dagli stessi giudici ritenuta – di quella transazione per la parte (liquori) relativa al ramo dazienda ceduto.

12 Dispositivo La corte rigetta il ricorso e compensa le spese. La corte rigetta il ricorso e compensa le spese.


Scaricare ppt "Caso giurisprudenziale sullazienda 5 Cass., 28 marzo 2007, n. 7652 Parma, 2 ottobre 2008."

Presentazioni simili


Annunci Google