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I FONDI STRUTTURALI FSE FONDO SOCIALE EUROPEO. Il Fondo Sociale Europeo è uno dei quattro fondi strutturali dellUnione Europea Tutti e quattro i fondi.

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1 I FONDI STRUTTURALI FSE FONDO SOCIALE EUROPEO

2 Il Fondo Sociale Europeo è uno dei quattro fondi strutturali dellUnione Europea Tutti e quattro i fondi sono finalizzati a promuovere uno sviluppo armonioso di tutta la comunità europea ed una progressiva riduzione delle disparità esistenti tra tutti i cittadini dellUE Il FSE è lo strumento economico-finanziario dellUnione Europea che vuole sostenere la strategia per loccupazione e combattere la disoccupazione ed investire nelle risorse umane promuove linnalzamento dei livelli occupazionali e lintegrazione sociale, la parità tra uomini e donne e la coesione economica e sociale tra i suoi popoli mira a formare una forza lavoro competente e qualificata per evitare soprattutto la disoccupazione di lunga durata sostiene le politiche occupazionali dei paesi per la creazione di nuovi e migliori posti di lavoro Promuove le politiche di sviluppo locale, lo sviluppo della sociatà dellinformazione e il rispetto delle pari opportunità tra uomini e donne Le pari opportunità sono un obiettivo trasversale a tutta la programmazione dei fondi strutturali e quindi dei fondi FSE Il FSE mette a disposizione nella programmazione 2000/2006 circa 60 miliardi di euro; allItalia sono destinati circa 3,8 miliardi di euro, gestiti al livello regionale e secondo le programmazioni delle regioni.

3 GLI OBIETTIVI DEL FSE Combattere e prevenire la disoccupazione Evitare la disoccupazione di lunga durata e facilitare il reiserimento dei disoccupati di lunga durata nel mercato del lavoro Sostenere linserimento professionale dei giovani e di coloro che si reinseriscono nel mercato del lavoro dopo un periodo di assenza Promuovere le pari opportunità per tutti nellaccesso al mercato del lavoro, con particolare attenzione verso le persone che rischiano lesclusione sociale Promuovere e migliorare la formazione professionale, listruzione e lorientamento Promuovere le politiche di formazione permanente Facilitare e migliorare laccesso elintegrazione nel mercato del lavoro Migliorare e mentenere loccupabilità dei lavoratori Sostenere la mobilità professionale Promuovere e sostenere lo sviluppo di manodopera competente, qualificata e adattabile Promuovere losviluppo dello spirito imprenditoriale e di condizioni facilitanti la creazione di lavoro Migliorare laccesso e la partecipazione delle donne al mercato del lavoro

4 I GRUPPI BERSAGLIO PERSONE SVANTAGGIATE. Sono coloro che si trovano in condizioni particolari e che rischiano escusione sociale ed emarginazione dal mondo del lavoro: i tossicodipendenti, gli ex- tossicodipendenti, gli immigrati, i portatori di handicap fisico e sociale. LE DONNE. In generale tutte le donne incontrano difficoltà nellaccesso al MdL o al reinserimento in esso in quanto, oltre le difficoltà generali legate al mondo del lavoro ed ai fenomeni di disoccupazione si aggiungono le difficoltà di conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare, la carenza di infrastrutture e servizi. Particolare attenzione è dedicata alle donne che sono in possesso di titoli di studio poco spendibili, che vogliono inserirsi in un ambito lavorativo dove è più massiccia la presenza maschile, a tutte coloro che vogliono reinserirsi nel MdL dopo un periodo di assenza (la nascita di un figlio, assenza per carichi familiari ecc.) GIOVANI IN CERCA DI PRIMA OCCUPAZIONE. Sono i giovani che non hanno mai lavorato ed in particolare coloro che non hanno completato lobbligo scolastico, o coloro che sono in possesso di vari titoli di studio di primo e secondo livello (media superiore, universitari, neolaureati, apprendisti o giovani con contratto formazione lavoro) DISOCCUPATI DI LUNGA DURATA O ESPOSTI AL RISCHIO DI DISOCCUPAZIONE DI LUNGA DURATA. Sono coloro che per varie cause, sono senza lavoro da più di un anno o che sono, più di altre, sottoposte al rischio di disoccupazione di lunga durata. Rientrano in tale categoria le persone in età adulta, i portatori di handicap (fisico e morale), i disoccupati senza titolo di studio

5 I PIC: PIANI DAZIONE COMUNITARIA SONO COFINANZIATI DAI FONDI STRUTTURALI E SONO I SEGUENTI: INTERREG:cooperazione transfrontaliera, transnazionale ed interregionale. Disponibili 426 milioni di euro URBAN: recupero economico esociale dei quartieri critici delle città. Disponibili 371 milioni di euro LEADER: sostiene e promuove lo sviluppo rurale. Disponibili 267 milioni di euro EQUAL: sostiene la cooperazione internazionale e transnazionale nella lotta alle disuguaglianze nel mercato del lavoro e alle discriminazioni in genere La Provincia di Napoli si è candidata, insieme ad altri 11 partner nazionali ed europei, nellambito del PIC EQUAL, con il PROGETTO EQUI.LIBRA -, Azioni per la conciliazione tra i tempi di vita e di lavoro delle donne" - L'iniziativa comunitaria "Equal" è parte integrante della strategia europea per l'occupazione e ha l'obiettivo di sperimentare nuove pratiche di lotta alla discriminazione nell'ambito dell'occupazione; propone di superare tutte le forme di discriminazione e di disuguaglianza nel contesto del mercato del lavoro; di operare attraverso una logica del Partenariato Concertato al fine di garantire la neutralità degli interventi e insieme contribuire ad una migliore diffusione di buone prassi; di intervenire sui settori tematici individuati dal Piano d'Azione Nazionale per l'occupazione attraverso la definizione di partnership di Sviluppo Geografiche (sub-regionali) e settoriali; di impegnare direttamente nell'attuazione dei progetti sub-regionali le Autorità Locali ed il mondo imprenditoriale al fine di assicurare agli stessi una base maggiormente strategica capace di trasferire le azioni previste a livello delle politiche territoriali; di far fronte alle principali forme di esclusione con il concorso attivo dei soggetti locali;

6 EQUI-LIBRA: GLI OBIETTIVI sostegno all'attivazione di un osservatorio che abbia il compito di svolgere attività di ricerca e rilevazione dei fabbisogni, monitoraggio delle trasformazioni della cultura del lavoro delle donne e implementazione di una banca delle buone prassi; attivazione di tavoli concertazione cui partecipano soggetti chiave del mondo politico, istituzionale, imprenditoriale e sociale, per incidere efficacemente sul problema individuando soluzioni che tengano conto degli interessi e dei bisogni di tutta la comunità; sperimentazione di nuove metodologie, strumenti e forme di organizzazione del lavoro che rendano più agevoli i percorsi di carriera e più conciliabili i tempi di vita e di lavoro delle donne; sperimentazione di interventi di flessibilità oraria che incidano simultaneamente sull'organizzazione dei tempi di vita, di lavoro e delle città; sensibilizzazione e informazione degli attori locali, pubblici e privati, nonché delle lavoratrici anche attraverso la creazione in rete di un sito, al fine di diffondere una cultura delle pari opportunità tra uomo e donna in grado di rimuovere quei pregiudizi che attualmente relegano la donna in ruoli poco qualificati e meno retribuiti rispetto agli uomini e stimolare sinergie tra mondo aziendale e istituzionale; sperimentazioni di azioni positive interne a programmi work-family-life,tempo di lavoro, tempo della famiglia, tempo personale, per poter sfrutture al meglio il diversity management; messa in atto di nuovi interventi che garantiscano, a coloro che si allontanano per tempi e motivi diversi dal luogo di lavoro, all'accesso all'informazione, alla formazione/riqualificazione e ad altri tipi di supporto; ricerca e messa in campo di dispositivi volti ad evitare che i nuovi strumenti di flessibilità del lavoro(part-time, telelavoro, ecc….) diventino "segreganti per le donne; promozione del pieno utilizzo da parte di uomini e donne delle leggi sui congedi parentali; formazione di agenti di conciliazione che operino all'interno di enti pubblici e imprese al fine di sostenere le organizzazioni e i dipendenti che intendono attivare percorsi e azioni di conciliazione; verifica della fattibilità di una struttura che si rivolga ad enti pubblici e privati, che abbia lo scopo di contrastare i problemi di disparità ed esclusione delle donne sul lavoro Per maggiori informazioni visita il sito

7 LA PROGRAMMAZIONE REGIONALE La programmazione regionale POR CAMPANIA ha visto il nascere di un protocollo sperimentale dintesa tra le cinque Province, i 5 Comuni capoluogo e la Regione Campania nellambito della realizzazione della misura 3.14, misura dedicata alle pari opportunità. Il protocollo sperimentale, che vede come beneficiario finale la Provincia di Napoli, prevede 3 tipologie di azioni: -Azione a): realizzazione di due COF- Centri Risorse per lOccupabilità Femminile, nei territori di Pomigliano e Pozzuoli -Azione b): realizzazione di n. 7 percorsi integrati -Azione c): costituzione di un team di animatrici Le procedure in merito alle azioni sono state quasi completate. In particolare sono in carica presso lAmministrazione le due animatrici e sono di prossima apertura i due COF c/o le sedi dei Comuni di Pomigliano e Pozzuoli. Sono stati pubblicati i bandi per i 7 percorsi integrati (azione b)

8 I PROGETTI EUROPEI V PROGRAMMA DAZIONE COMUNITARIA PER LE PARI OPPORTUNITA:promuove lintegrazione della dimensione delle pari opportunità con azioni condotte al livello comunitario, nazionale e locale ADAPT: promuove e sostiene ladattamento della forza lavoro ai mutamenti tecnologici OCCUPAZIONE-NOW:promuove le pari opportunità nelloccupazione delle donne, attraverso azioni di formazione e misure di accesso ai posti di lavoro con prospettive di crescita OCCUPAZIONE-INTEGRA: promuove e migliora laccesso e loccupazione dei gruppi svantaggiati e vulnerabili LE RETI EUROPEE: le reti europee sono tre: Reda Femmes vers lemploi; Eujobrotation; Iris IV PROGRAMMA DAZIONE COMUNITARIA PER LE PARI OPPORTUNITA promuove lintegrazione della dimensione delle pari opportunità con azioni condotte al livello comunitario, nazionale e locale


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