La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

STATUTO SPECIALE DELLA REGIONE SICILIANA Lordinamento finanziario e contabile nel testo vigente e nel combinato disposto con la riforma del Titolo V.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "STATUTO SPECIALE DELLA REGIONE SICILIANA Lordinamento finanziario e contabile nel testo vigente e nel combinato disposto con la riforma del Titolo V."— Transcript della presentazione:

1 STATUTO SPECIALE DELLA REGIONE SICILIANA Lordinamento finanziario e contabile nel testo vigente e nel combinato disposto con la riforma del Titolo V

2 Riferimento bibliografico: M:COSTA Lo Statuto Speciale della Regione Siciliana: unAutonomia tradita? Herbita editrice, 2009

3 Estratto Premesse storiche Art. 19 (Bilancio e Rendiconto) Art. 20 (Gestione della spesa) Artt (Demanio e Patrimonio della Regione) Artt (Gestione dellentrata) Artt (Temi supplementari di politica economica regionale) Combinato disposto con la Costituzione

4 Premesse storiche Le lontane origini delle assemblee parlamentari siciliane La Questione Siciliana (profili politico-istituzionali dal 1816 al 1947) La Questione Siciliana (profili economico-sociali) Origini contingenti (anni 40) e strutturali dellautonomia speciale siciliana Il pactum confederale e la sua rottura nel 1957 Le contraddizioni e le tendenze in atto Il modello statuale per lordinamento finanziario e contabile siciliano

5 Art.19 LAssemblea regionale, non piú tardi del mese di gennaio, approva il bilancio della Regione per il prossimo nuovo esercizio, predisposto dalla Giunta regionale. L esercizio finanziario ha la stessa decorrenza di quello dello Stato. Allapprovazione della stessa Assemblea è pure sottoposto il rendiconto generale della Regione.

6 Art. 19 (Bilancio e Rendiconto) Norma tecnica Larchetipo statuale Lapprovazione entro il mese di gennaio va intesa come approvazione entro il 31 luglio dellanno precedente per effetto dellaggancio alla norma statale (la legge regionale presenta pertanto profili di dubbia costituzionalità nella parte in cui prevede lapprovazione entro il 31 dicembre)

7 Art.20 Il Presidente e gli Assessori regionali, oltre alle funzioni esercitate in base agli articoli 12, 13 comma primo e secondo, 19, comma primo, svolgono nella Regione le funzioni esecutive ed amministrative concernenti le materie di cui agli articoli 14, 15 e 17. Sulle altre non comprese negli articoli 14, 15 e 17 svolgono unattività amministrativa secondo le direttive del Governo dello Stato. Essi sono responsabili di tutte le loro funzioni, rispettivamente, di fronte allAssemblea regionale ed al Governo dello Stato.

8 Art. 20 (Funzioni del Governo regionale) Funzioni propriamente politiche, prive di immediati risvolti finanziari (iniziativa di legge, emanazione di regolamenti, promulgazione di leggi, predisposizione di bilancio e rendiconto generale,…) Funzioni esecutive ed amministrative sulle materie (praticamente tutte) sulle quali lAssemblea ha qualche competenza (esclusiva o concorrente, e su tutto lordinamento degli enti locali) Semplice attività amministrativa secondo le direttive dello Stato nelle altre (ma quali sono?) Duplice regime di responsabilità: verso il Parlamento regionale per quelle sovrane, verso il Governo dello Stato per quelle delegate

9 Art. 20 (Spese) Il passaggio integrale di funzioni dallo Stato alla Regione ha conseguenze finanziarie importantissime: Totale carico della Regione per le funzioni esclusive (es.: scuola primaria, beni culturali, enti locali, riscossione delle entrate proprie, trasporti, servizi dinteresse generale,…) Compartecipazione con progressivo accollo totale da parte della Regione per le funzioni concorrenti (es.: scuola, università, ricerca, sanità, previdenza, ordinamento sportivo, …) Trasferimenti statali per le funzioni delegate (es.: polizia, giustizia, forse anche la difesa) Nel complesso, quindi, si delinea una Autonomia della responsabilità, tuttaltro che del privilegio.

10 Art. 32 I beni di demanio dello Stato, comprese le acque pubbliche esistenti nella Regione, sono assegnati alla Regione eccetto quelli che interessano la difesa dello Stato o servizi di carattere nazionale.

11 Art. 32 (Demanio regionale) Passaggio integrale del demanio statale alla Regione, almeno in linea di principio Leccezione per il demanio militare (basi, fortezze, ma ci sarebbe il Trattato di Parigi del 1947 sulla smilitarizzazione della Sicilia) I beni relativi a servizi di prevalente interesse nazionale e loro ambiguità Gli acquedotti sì e le strade ed altre infrastrutture di rete no? Limiti di uninterpretazione letterale legata alle antiche infrastrutture del 1946

12 Art. 33 Sono altresí assegnati alla Regione e costituiscono il suo patrimonio, i beni dello Stato oggi esistenti nel territorio della Regione e che non sono della specie di quelli indicati nellarticolo precedente. Fanno parte del patrimonio indisponibile della Regione: - le foreste, che a norma delle leggi in materia costituiscono oggi il demanio forestale dello Stato nella Regione; - le miniere, le cave e torbiere, quando la disponibilità ne è sottratta al proprietario del fondo; - le cose dinteresse storico, archeologico, paleontologico ed artistico, da chiunque ed in qualunque modo ritrovate nel sottosuolo regionale; - gli edifici destinati a sede di uffici pubblici della Regione coi loro arredi e gli altri beni destinati a un pubblico servizio della Regione.

13 Art. 33 (Patrimonio della Regione) Tutto il patrimonio indisponibile dello Stato in Sicilia, tranne quello militare, e quello dei beni del Capo dello Stato (inesistenti in Sicilia) passa alla Regione. Anche il patrimonio statale disponibile passa tutto alla Regione, salvo, implicitamente, quello che lo Stato comprasse o avesse comprato in Sicilia come un soggetto privato dopo il In pratica, tranne lUfficio del Commissario dello Stato e le caserme lo Stato non dovrebbe possedere alcuna proprietà in Sicilia.

14 Art.34 I beni immobili che si trovano nella Regione e che non sono in proprietà di alcuno, spettano al patrimonio della Regione. È in pratica una sorta di diritto di sovranità ricalcato su quello che analogamente vanta lo Stato sul resto del territorio italiano ai sensi dellart. 827 del codice civile.

15 Art. 35 Gli impegni già assunti dallo Stato verso gli enti regionali sono mantenuti con adeguamento al valore della moneta, all epoca del pagamento. Ha ormai solo valore storico ma è una clausola reciproca di salvaguardia, oggi soprattutto per lo Stato: una volta uscito dagli impegni per gli enti regionali, non ci deve più nulla.

16 Art. 36 Al fabbisogno finanziario della Regione si provvede con i redditi patrimoniali della Regione e a mezzo di tributi, deliberati dalla medesima. Sono però riservate allo Stato le imposte di produzione e le entrate dei tabacchi e del lotto.

17 Art. 36 (La Regione e la sua unica soggettualità tributaria attiva) La Sicilia ha già il suo federalismo fiscale Possibilità di istituire tributi di ogni tipo, in pratica di un ordinamento tributario autonomo, nei limiti degli orientamenti costituzionali e degli obblighi comunitari La querelle sulla esclusività o concorrenza di tale competenza e sua criticità Illegittimità di quasi tutti i tributi, erariali e non, in Sicilia: dallIRPEF al Canone Rai Il compromesso dei tributi erariali delegati e sua provvisorietà… definitiva Le accise: imposte di produzione (statali) o di consumo (regionali)?

18 Art. 37 Per le imprese industriali e commerciali, che hanno la sede centrale fuori del territorio della Regione, ma che in essa hanno stabilimenti ed impianti, nellaccertamento dei redditi viene determinata la quota del reddito da attribuire agli stabilimenti ed impianti medesimi. Limposta, relativa a detta quota, compete alla Regione ed è riscossa dagli organi di riscossione della medesima.

19 Art. 37 (Principio della territorialità della base imponibile) Il più disatteso degli articoli statutari Sua semplicità applicativa (contabilità separata per le imposte sui redditi, modello intracomunitario per lIVA, più semplici presupposti per gli altri tributi) Organi di accertamento e di riscossione separati Il ruolo complessivamente inadeguato della Consulta in assenza dellAlta Corte, giudice naturale dei conflitti di competenza Stato-Regione

20 Art. 38 Lo Stato verserà annualmente alla Regione, a titolo di solidarietà nazionale, una somma da impiegarsi, in base ad un piano economico, nella esecuzione di lavori pubblici. Questa somma tenderà a bilanciare il minore ammontare dei redditi di lavoro nella Regione in confronto alla media nazionale. Si procederà ad una revisione quinquennale della detta assegnazione con riferimento alle variazioni dei dati assunti per il precedente computo.

21 Art. 38 (Fondo di solidarietà nazionale) Perché la perequazione Il vincolo per le spese infrastrutturali La presunta difficoltà di calcolo Il fondo ripaga della maggior povertà non della eventuale fiscalità di vantaggio Lopzione per i mille trasferimenti anziché per quello onnicomprensivo e sue conseguenze Necessità di armonizzare questo strumento perequativo con quelli previsti dalla riforma del Titolo V secondo principi di generale equità (rinvio)

22 Art. 39 Il regime doganale della Regione è di esclusiva competenza dello Stato. Le tariffe doganali, per quanto interessa la Regione e relativamente ai limiti massimi, saranno stabilite previa consultazione del Governo regionale. Sono esenti dal dazio doganale le macchine e gli arnesi di lavoro agricolo, nonché il macchinario attinente alla trasformazione industriale dei prodotti agricoli della Regione.

23 Art. 39 (Frammenti di autonomia in tema di commercio estero) Un articolo un po datato: troppo legato alla Sicilia agricola e nellignoranza dellUE Unione doganale ed economica con lItalia Lobbligo di consultazione della Regione quando lo Stato partecipa in sede comunitaria alla definizione delle tariffe doganali per ciò che concerne la Sicilia Lesenzione da dazi per il capitale tecnico destinato alla produzione agricola siciliana e la sua difficoltà di applicazione nellUnione Economica Europea (ma non impossibilità tecnica)

24 Art. 40 Le disposizioni generali sul controllo valutario emanate dallo Stato hanno vigore anche nella Regione. È però istituita presso il Banco di Sicilia, finché permane il regime vincolistico sulle valute, una Camera di compensazione allo scopo di destinare ai bisogni della Regione le valute estere provenienti dalle esportazioni siciliane, dalle rimesse degli emigranti, dal turismo e dal ricavo dei noli di navi iscritte nei compartimenti siciliani.

25 Art. 40 (Piccola autonomia monetaria della Sicilia) Sua grande attualità per realizzare una politica di sviluppo, ma anche necessità di adattamento al contesto di Unione Monetaria Europea Perpetua unione monetaria della Sicilia con lItalia (e quindi ora con lEuropa) Gestione separata (rectius: autonoma) delle riserve valutarie I conseguenza implicita: esistenza di un istituto di emissione autonomo e pubblico con compiti di vigilanza sul sistema creditizio e dei pagamenti siciliani (come il vecchio BdS), comera fino al 1926 e comè ora nel SEBC II conseguenza implicita: possibilità di destinare agli interessi della Sicilia eventuali eccessi di valuta (diminuzione delle imposte e/o del debito, reddito minimo di cittadinanza,…) Diverse soluzioni tecniche al problema, ma anche evidenti fortissime resistenze da parte dei poteri bancari forti

26 Art. 41 Il Governo della Regione ha facoltà di emettere prestiti interni. È una norma di chiusura sugli strumenti di politica economica che appare più ampia di analoga facoltà riconosciuta a Regioni ed enti locali perché non limitata al finanziamento di spese in conto capitale ma assimilabile ad analoga facoltà di stato sovrano

27 La riforma del Titolo V Il combinato disposto tra Statuto e Riforma, se interpretato letteralmente, equivarrebbe praticamente alla semi- indipendenza della Sicilia (con possibilità persino di attivare una piccola politica estera) Ampliamento di funzioni esclusive (che peraltro diventano anche residuali) tutte quelle elencate nel nostro art. 14, anche se per le altre regioni sono esclusive dello Stato o concorrenti, più tutte quelle non specificamente indicate Ampliamento delle funzioni concorrenti (tutte quelle del nostro art. 17, meno quelle assorbite dallesclusività, più quelle espressamente attribuite alla potestà concorrente delle altre regioni) Arretramento sensibile delle funzioni esclusive dello Stato (lelenco dellart.117 meno le funzioni esclusive o concorrenti della Regione secondo il nostro Statuto) e comunque delega integrale delle sue attività amministrative alla Regione, compresa la potestà regolamentare in materia

28 Conseguenze finanziarie della riforma del Titolo V Principio generale di sussidiarietà tra Regione e suoi enti locali – autonomia finanziaria dei nostri Enti locali Possibilità per gli enti locali di avere tributi propri cioè istituiti da legge della Regione e lasciati manovrare agli enti o addizionali. Il problema delle accise nel rapporto Stato- Regione

29 Le risorse perequative ex art. 119 La legge dello Stato istituisce un fondo perequativo, senza vincoli di destinazione, per i territori con minore capacità fiscale per abitante. Le risorse derivanti dalle fonti di cui ai commi precedenti consentono ai Comuni, alle Province, alle Città metropolitane e alle Regioni di finanziare integralmente le funzioni pubbliche loro attribuite. Per promuovere lo sviluppo economico, la coesione e la solidarietà sociale, per rimuovere gli squilibri economici e sociali, per favorire leffettivo esercizio dei diritti della persona, o per provvedere a scopi diversi dal normale esercizio delle loro funzioni, lo Stato destina risorse aggiuntive ed effettua interventi speciali in favore di determinati Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni.

30 Le risorse perequative ex art. 119 (segue) Inutilità e iniquità, se non in via strettamente transitoria, del fondo perequativo ex 1° comma, art. 119, in presenza di una corretta determinazione del fondo di solidarietà nazionale di cui allart. 38. Possibilità, invece, di destinare alla Sicilia le somme aggiuntive per la coesione, diritti della persona, etc., ma secondo piena discrezionalità da parte della finanza statale.

31 Quadro di sintesi Entrate della Sicilia: servizi pagati dallo Stato, Fondo di solidarietà nazionale, trasferimenti comunitari, Tributi propri, compartecipazione a tributi erariali, risorse statali aggiuntive, entrate monetarie, indebitamenti Uscite della Sicilia: tributi da pagare allerario, servizi da erogare ai cittadini (tutti) Due problemi di fondo: 1.Sostenibilità del progetto nel breve, medio e lungo termine; 2.Disponibilità da parte dellEuropa, dellItalia ma soprattutto da parte della stessa opinione pubblica siciliana di accettare uneconomia ed una finanza realmente sganciate dallassistenzialismo e dal centralismo


Scaricare ppt "STATUTO SPECIALE DELLA REGIONE SICILIANA Lordinamento finanziario e contabile nel testo vigente e nel combinato disposto con la riforma del Titolo V."

Presentazioni simili


Annunci Google