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Copertina della 2° edizione della Coscienza di Zeno (1925). Italo Svevo La coscienza di Zeno.

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Presentazione sul tema: "Copertina della 2° edizione della Coscienza di Zeno (1925). Italo Svevo La coscienza di Zeno."— Transcript della presentazione:

1 Copertina della 2° edizione della Coscienza di Zeno (1925). Italo Svevo La coscienza di Zeno

2 Trieste “ posta al crocevia di pi ù popoli [ … ] era allora un terreno singolarmente adatto a tutte le coltivazioni spirituali. Le persone colte di Trieste leggevano autori francesi, russi, tedeschi, scandinavi, inglesi ” [da I. Svevo, Profilo autobiografico scritto nel 1927 per la riedizione di Senilit à ]

3 Il brano finale della coscienza di Zeno

4 Duplicità culturale, figlio di commercianti ebrei, madre italiana e padre tedesco  pseudonimo Italo Svevo Trieste è città multietnica e multiculturale, crocevia fra cultura italiana e cultura mittleeuropea (Nietsche, Freud) Duplice formazione culturale dell’autore: studi primari a Trieste + a 13 anni va a studiare in Baviera Duplice anima dell’autore: lavoro presso una banca ma amore per gli studi umanistici. Collabora a riviste (L’Indipendente). Nel 1892 pubblica Una vita (primo titolo Un inetto), a proprie spese con lo pseudonimo di Italo Svevo (fino a quel momento Ettore Samigli)  punto di svolta Nel 1898 pubblica Senilità, prima a puntate su “L’indipendente” poi a spese proprie Tra il 1906 e il 1907 a Trieste frequenta a un corso di inglese in cui l’insegnante è James Joyce. Suo cognato va in terapia da Sigmund Freud E’a Trieste durante la guerra Nel 1923 pubblica a sue spese La coscienza di Zeno (iniziato nel 1919, dopo la guerra). Entusiasmo di Joyce (che aveva già pubblicato l’Ulisse nel 1922) + articolo di Montale nel 1925 sulla rivista L’esame: “Omaggio a Italo Svevo” Biografia

5 Area geografica intimamente collegata all’Europa: anticipo di Svevo sull’ambiente culturale italiano nel percepire le tematiche delle nuove borghesie industriali (solitudine del borghese, disperata assenza di una ragione di vita, di una fede solida davanti al crollo delle vecchie strutture economiche) Già da Una vita: crisi morale della borghesia. Letture di formazione: Schopenhauer (carattere inconsistente della volontà individuale), Darwin (lotta per la vita. “inetto” è parola darwiniana in quanto indica l’animale inadatto a cooperare nelal lotta per la sopravvivenza), Freud Letture letterarie: Balzac, Flaubert (realismo francese), Zola (naturalismo), Gončarov, Dostoevskij, Ibsen. In italia erano attivi Carducci, D’Annunzio, Pascoli. Joyce lo spinse a leggere gli umoristi anglosassoni, tra cui Sterne e Swift. Nel Vita e opinioni di Tristam Shandy di Sterne la realtà si dipana seguendo il filo delle associazioni di idee. Poetica

6 Tre opere = ritratto dell’uomo moderno nel suo irrisolto rapporto con una realtà sempre meno definita e oggettiva. Piano reale, obiettivo  piano psicologico, soggettivo ≠ naturalismo : registro la realtà e le difficoltà del rapporto tra individuo e realtà = entro in profondità nella coscienza di un personaggio (= malattia, inettitudine) Malattia = segno positivo, rifiuto dell’adattamento ai meccanismi alienanti della società. Inetto = diverso, non accetta di comportarsi come la società gli richiede. Scrittura = unico strumento di salvezza L’inetto con i suoi dubbi e le sue vigliaccherie, mostra le contraddizioni dell’essere umano e l’indifferenza con cui guarda il mondo che lo circonda 4 aprile 1928: […] di questi giorni scopersi […] la sola cosa importante che mi sia avvenuta (che abbia fatto): la descrizione di me fatta di una sua parte […] come è viva quella vita e come è definitivamente morta la parte che non raccontai […] E ora che sono io? Non colui che visse ma colui che descrissi. Poetica

7 Innovazioni a livello tematico e di struttura narrativa rispetto agli altri due romanzi. Lungo monologo. Il protagonista, da vecchio, rievoca e reinterpreta fasi salienti della sua vita. Oggetto di indagine: coscienza. Nucleo tematico: malattia Zeno, come Alfonso e Emilio, è incapace di agire sul reale. Le radici della malattia non solo hanno un fondamento storico, ma comprendono l’intera società e tutti gli individui. Tutti sono malati, la differenza è la coscienza della malattia. Punto di approdo della terapia psicanalitica di Zeno: la malattia è parte integrante della vita stessa, il male è la stessa società. La vera salute è un’utopia, sarebbe possibile in una società giusta e umana.  Zeno smette la cura. Zeno è guarito, si reinserisce tra i normali, senza scrupoli morali, che porteranno il mondo alla distruzione descritta nell’ultima pagina. Ironia  parodia. Identità tra narratore e protagonista filtrata dalla distanza fra vecchio Zeno che ricorda e giovane Zeno  ironia, tecnica del monologo e disgregazione del tempo reale (Joyce, Proust, Mann, Kafka) Proust: fiume della memoria che ripercorre il passato per prenderne cosciena e analizzarlo A Trieste Freud soggiorna per la sua prima ricerca. A Trieste nasce Edoardo Weiss, suo allievo e fondatore del movimento psicoanalitico italiano. Umberto Saba, in seguito a una forte depressione, entra in analisi proprio con Weiss

8 Riassunto dell’opera 1 Prefazione 2 Preambolo 3 Il fumo 4 La morte di mio padre 5 La storia del mio matrimonio 6 La moglie e l'amante 7 Storia di un'associazione commerciale 8 Psico-analisi

9 I fatti non seguono un tempo lineare. Zeno si piega a seguire le tortuosità della sua psiche in un tempo misto di passato e presente 9 sogni 2 gruppi di vicende: le vicende degli anni (confessioni) + quelle avvenute quando è in terapia ( ). L’ordine cronologico è sostituito dal tempo interiore della coscienza. Il lettore è messo in condizione di dubitare di ciò che gli viene raccontato. Racconto in prima persona + cornice (impossibile una lettura “ingenua” del libro). Mente, per es., quando dice di non amare più Ada o quando continua a ribadire la sua amicizia per Guido, il marito di Ada. Lapsus: in ritardo al suo matrimonio, in ritardo al funerale di Guido Il narratore non è onnisciente, ne sa quanto il personaggio. Tuttavia, Zeno che scrive (io narrante) è diverso dallo Zeno della giovinezza (io narrato) Tempo degli eventi ≠ tempo del racconto Tempo presente della scrittura (“adesso che scrivo”) e tempo passato in cui si sono verificati gli eventi Definizione di Svevo: il tempo della coscienze è un tempo misto. Riassunto dell’opera

10 Genere del romanzo-saggio, fondato sull’analisi della psicologia individuale e del suo rapporto problematico con l’ambiente sociale. Una vita è ancora naturalista. Diversamente da Zola ebbe una coscienza critica della complessità del reale, irriducibile a rigide formule di spiegazione deterministica. Ambientazione: Trieste, città vivace e letteraria, multiculturale. Ambiente borghese Lingua e stile: espressioni dialettali triestine, tedeschismi, espressioni toscane letterarie e parlate. La sua lingua assomiglia all’italiano perché usa parole italiane, ma non è italiana nei modi (Debenedetti). Lenta e analitica, sintassi involuta e spezzettata, uso complicato dei tempi verbali. Dialogo è pesante e duro perché non è presente ma è ricordato da Zeno  uso del pass. Remoto quando ci si aspetterebbe il pass. prossimo. Genere, Ambientazione, Stile

11 Lingua e stile: espressioni dialettali triestine, tedeschismi, espressioni toscane letterarie e parlate. La sua lingua assomiglia all’italiano perché usa parole italiane, ma non è italiana nei modi (Debenedetti). Lenta e analitica, sintassi involuta e spezzettata, uso complicato dei tempi verbali. Dialogo è pesante e duro perché non è presente ma è ricordato da Zeno  uso del passato remoto quando ci si aspetterebbe il passato prossimo.

12 Per far riflettere i ragazzi sulle scelte linguistiche e stilistiche, maggio 1915, sul rapporto italiano- dialetto. I ragazzi devono aver ben presente che l’autore abitualmente parlava in dialetto triestino; in tedesco per lavoro. Riflessioni su lingua e stile (I) Se ne avessi parlato sarebbe stata una nuova difficoltà nella mia esposizione già tanto difficile. Quest'eliminazione non è che la prova che una confessione fatta da me in italiano non poteva essere né completa né sincera. In un deposito di legnami ci sono varietà enormi di qualità che noi a Trieste appelliamo con termini barbari presi dal dialetto, dal croato, dal tedesco e qualche volta persino dal francese (zapin p.e. e non equivale mica a sapin ). Chi m'avrebbe fornito il vero vocabolario? Vecchio come sono avrei dovuto prendere un impiego da un commerciante in legnami toscano? Del resto il deposito legnami della ditta Guido Speier e C. non diede che delle perdite. Eppoi non avevo da parlarne perché rimase sempre inerte, salvo quando intervennero i ladri e fecero volare quel legname dai nomi barbari, come se fosse stato destinato a costruire dei tavolini per esperimenti spiritistici.

13 Il dottore presta una fede troppo grande anche a quelle mie benedette confessioni che non vuole restituirmi perché le riveda. Dio mio! Egli non studiò che la medicina e perciò ignora che cosa significhi scrivere in italiano per noi che parliamo e non sappiamo scrivere il dialetto. Una confessione in iscritto è sempre menzognera. Con ogni nostra parola toscana noi mentiamo! Se egli sapesse come raccontiamo con predilezione tutte le cose per le quali abbiamo pronta la frase e come evitiamo quelle che ci obbligherebbero di ricorrere al vocabolario! È proprio così che scegliamo dalla nostra vita gli episodi da notarsi. Si capisce come la nostra vita avrebbe tutt'altro aspetto se fosse detta nel nostro dialetto. Riflessioni su lingua e stile (I)

14 In data 24 maggio 1916 Zeno, sollecitato dal medico che gli chiede il resto delle sue memorie, afferma di avere le idee ben chiare. Gli ottimi affari conclusi all’inizio della guerra hanno fatto di lui un uomo dalla salute solida, perfetta. Di fronte al mondo sconvolto egli ha infatti iniziato a comperare, facendo la sua fortuna. Ora pensa che lo psicanalista dovrebbe restituirgli le sue memorie precedenti, che egli vorrebbe riscrivere alla luce di quanto accaduto negli ultimi tempi. L’ultima parte contiene riflessioni sul genere umano e sugli ordigni che questo ha fabbricato, prevedendo una catastrofe mondiale rigeneratrice. Riassunto del brano finale

15 Analisi del brano finale Il brano è diviso sostanzialmente in due parti. La prima, in cui Zeno parla di sé e della sua guarigione, caratterizzata dal pronome io. La seconda in cui si descrive la condizione di tutti gli uomini, in cui si esprime in terza persona. I ragazzi possono individuare facilmente questa bipartizione, anche se cade nel mezzo di un paragrafo Dal Maggio dell'anno scorso… ….Naturalmente io non sono un ingenuo e scuso il dottore di vedere nella vita stessa una manifestazione di malattia. I parteII parte La vita somiglia un poco alla malattia… Ci sarà un'esplosione enorme che nessuno udrà e la terra ritornata alla forma di nebulosa errerà nei cieli priva di parassiti e di malattie.

16 Analisi del brano finale. …chiaramente vedrà come io la pensi di lui e della sua cura. Giacché possiede tutte le mie confessioni, […] Intanto egli crede di ricevere altre confessioni di malattia e debolezza e invece riceverà la descrizione di una salute solida, perfetta quanto la mia età abbastanza inoltrata può permettere. Io sono guarito! Non solo non voglio fare la psico-analisi, ma non ne ho neppur di bisogno. E la mia salute non proviene solo dal fatto che mi sento un privilegiato in mezzo a tanti martiri. Non è per il confronto ch'io mi senta sano. Io sono sano, assolutamente. Da lungo tempo io sapevo che la mia salute non poteva essere altro che la mia convinzione […]. Io soffro bensì di certi dolori, ma mancano d'importanza nella mia grande salute […] Ammetto che per avere la persuasione della salute il mio destino dovette mutare e scaldare il mio organismo con la lotta e sopratutto col trionfo. Fu il mio commercio che mi guarì […] Allora io cominciai a comperare. Sottolineo questo verbo perché ha un significato più alto di prima della guerra. In bocca di un commerciante, allora, significava ch'egli era disposto a comperare un dato articolo. Ma quando io lo dissi, volli significare ch'io ero compratore di qualunque merce che mi sarebbe stata offerta. Come tutte le persone forti, io ebbi nella mia testa una sola idea e di quella vissi e fu la mia fortuna.

17 Analisi del brano finale. Invece per me non era un rischio. Io ne sapevo il risultato felice con piena certezza. Dapprima m'ero messo, secondo l'antico costume in epoca di guerra, a convertire tutto il patrimonio in oro, […] Io effettuo di tempo in tempo anche delle vendite ma sempre in misura inferiore agli acquisti. Perché cominciai nel giusto momento i miei acquisti e le mie vendite furono tanto felici che queste mi davano i grandi mezzi di cui abbisognavo per quelli Con grande orgoglio ricordo che il mio primo acquisto fu addirittura apparentemente una sciocchezza e inteso unicamente a realizzare subito la mia nuova idea: una partita non grande d'incenso. Il venditore mi vantava la possibilità d'impiegare l'incenso quale un surrogato della resina che già cominciava a mancare, ma io quale chimico sapevo […] Secondo la mia idea […]. Nel momento in cui incassai quei denari mi si allargò il petto al sentimento della mia forza e della mia salute. Il dottore, quando avrà ricevuta quest'ultima parte del mio manoscritto, dovrebbe restituirmelo tutto. Lo rifarei con chiarezza vera perché come potevo intendere la mia vita quando non ne conoscevo quest'ultimo periodo? Forse io vissi tanti anni solo per prepararmi ad esso! Naturalmente io non sono un ingenuo e scuso il dottore di vedere nella vita stessa una manifestazione di malattia.

18 Analisi del brano finale. A un certo punto, quando è finita la “glorificazione” di sé, Zeno parla per sofismi: non prevale più l’io ma affermazioni di carattere generale, in terza persona La vita somiglia un poco alla malattia a differenza della altre malattie la vita è sempre mortale la vita attuale è inquinata alle radici qualunque sforzo di darci la salute è vano la sua furbizia cresce in proporzione della sua debolezza sotto la legge del possessore del maggior numero di ordigni prospereranno malattie e ammalati. l’orizzonte si allarga in maniera sorprendente -  problemi degli ultimi anni: questione ambientale, esplosione demografica, “condizione nucleare” parte finale è solenne, capacità narrativa, epica,sincera, notevole, semplice. Ottenuta con la miglior tecnica narrativa nella scansione semplice del periodo.

19 Analisi del brano finale strutturale: rende completa la cornice creata dalla prefazione del dottor S. Dal Maggio dell'anno scorso… ….Naturalmente io non sono un ingenuo e scuso il dottore di vedere nella vita stessa una manifestazione di malattia. I parte II parte La vita somiglia un poco alla malattia… Ci sarà un'esplosione enorme che nessuno udrà e la terra ritornata alla forma di nebulosa errerà nei cieli priva di parassiti e di malattie. Conclusiva: rovescia il rapporto salute-malattia

20 . Il brano è diviso sostanzialmente in due parti. La prima, in cui Zeno parla di s é e della sua guarigione, caratterizzata dal pronome io. La seconda in cui si desceive la condizione di tutti gli uomini, in cui si esprime in terza persona Analisi del brano finale Sarcasmo nei cfr del dottor S. (sognatore ipnagogico). Aggressività del paziente + aggressività del dottore nella prefazione (le pubblico per vendetta e spero gli dispiaccia). Successo commerciale = medicina miracolosa, porta fiducia (Nel momento in cui incassai quei denari mi si allargò il petto al sentimento della mia forza e della mia salute) Frase che mette in dubbio tutta la credibilità del contenuto :lo rifarei con chiarezza vera perché come potevo intendere la vita quando non ne conoscevo quest’ultimo periodo? Il lettore si sente preso in giro? Registrazione fluida di una coscienza, che non si limita a raccontare ma continuamente reinterpreta. Dal Maggio dell'anno scorso… ….Naturalmente io non sono un ingenuo e scuso il dottore di vedere nella vita stessa una manifestazione di malattia. I parte

21 1^ parte: sarcasmo nei cfr del dottor S. (sognatore ipnagogico). Aggressivit à del paziente + aggressivit à del dottore all ’ inizio (le pubblico per vendetta e spero gli dispiaccia). Successo commerciale = medicina miracolosa, porta fiducia. Frase che mette in dubbio tutta la credibilit à del contenuto lo rifarei con chiarezza vera perch é come potevo intendere la vita quando non ne conoscevo quest ’ ultimo periodo? Il lettore si sente preso in giro? Registrazione fluida di una coscienza, che non si limita a raccontare ma continuamente reinterpreta. Analisi del brano finale II parte La vita somiglia un poco alla malattia… Ci sarà un'esplosione enorme che nessuno udrà e la terra ritornata alla forma di nebulosa errerà nei cieli priva di parassiti e di malattie. vita è malattia (vita somiglia un poco alla malattia) La selezione naturale (Darwin, positivisti, naturalismo) non è applicabile alla specie umana. (Ne seguirà una grande ricchezza... nel numero degli uomini. Ogni metro quadrato sarà occupato da un uomo… La legge del più forte sparì e perdemmo la selezione salutare) L ’ uomo piega la natura ai suoi scopi. Uomo può moltiplicare gli effetti aggressivi. (inventa gli ordigni fuori del suo corpo ) Guerra come spartiacque fra salute e malattia. Ha reso palese che a essere malato non è il singolo ma l ’ intera societ à (Ed è l'ordigno che crea la malattia con l'abbandono della legge che fu su tutta la terra la creatrice…sotto la legge del possessore del maggior numero di ordigni prospereranno malattie e ammalati)

22 . Il brano è diviso sostanzialmente in due parti. La prima, in cui Zeno parla di s é e della sua guarigione, caratterizzata dal pronome io. La seconda in cui si desceive la condizione di tutti gli uomini, in cui si esprime in terza persona Analisi del brano finale Tempi verbali Scrive al presente perché parla del proprio stato attuale, da sano. A definire il presente sono le vicende del passato. Previsione del futuro. Finale: brano in cui si esemplifica il tempo misto Con grande orgoglio ricordo che il mio primo acquisto fu addirittura apparentemente una sciocchezza e inteso unicamente a realizzare subito la mia nuova idea: una partita non grande d'incenso. Il venditore mi vantava la possibilità d'impiegare l'incenso quale un surrogato della resina che già cominciava a mancare, ma io quale chimico sapevo con piena certezza che l'incenso mai più avrebbe potuto sostituire la resina di cui era differente toto genere. Secondo la mia idea il mondo sarebbe arrivato ad una miseria tale da dover accettare l'incenso quale un surrogato della resina. E comperai! Pochi giorni or sono ne vendetti una piccola parte e ne ricavai l'importo che m'era occorso per appropriarmi della partita intera. Nel momento in cui incassai quei denari mi si allargò il petto al sentimento della mia forza e della mia salute.

23 . Il brano è diviso sostanzialmente in due parti. La prima, in cui Zeno parla di s é e della sua guarigione, caratterizzata dal pronome io. La seconda in cui si desceive la condizione di tutti gli uomini, in cui si esprime in terza persona Analisi del brano finale Tempi verbali Scrive al presente perché parla del proprio stato attuale, da sano. A definire il presente sono le vicende del passato. Previsione del futuro. Finale: brano in cui si esemplifica il tempo misto Forse traverso una catastrofe inaudita prodotta dagli ordigni ritorneremo alla salute. Quando i gas velenosi non basteranno più, un uomo fatto come tutti gli altri, nel segreto di una stanza di questo mondo, inventerà un esplosivo incomparabile, in confronto al quale gli esplosivi attualmente esistenti saranno considerati quali innocui giocattoli. Ed un altro uomo fatto anche lui come tutti gli altri, ma degli altri un po' più ammalato, ruberà tale esplosivo e s'arrampicherà al centro della terra per porlo nel punto ove il suo effetto potrà essere il massimo. Ci sarà un'esplosione enorme che nessuno udrà e la terra ritornata alla forma di nebulosa errerà nei cieli priva di parassiti e di malattie.

24 1) Il tema della follia in Pirandello e della malattia in Svevo. La nevrosi e la malattia sono state contrapposte da entrambi gli autori all’apparente salute dei sani che forse sono più ammalati di coloro che non si uniformano alle convenzioni e alle ipocrisie sociali. Prova scritta 2) Confronta la parte finale de La coscienza di Zeno con la conclusione dell’opera Il disagio della civiltà di S. Freud (1929). Quali analogie e quali differenze rilevi?

25 Come inserirei Svevo in un percorso 4 percorsi Come inserirei Svevo in un percorso Gli inetti Umorismo e Pessimismo Psicanalisi Trieste (Adolescenza: v. relazione) Quattro percorsi possibili:

26 Gli inetti Appunti per un percorso Inetto: cos ì si definisce Mattia Pascal all ’ inizio del romanzo Decadentismo (contrapposizione a Huysmans, Wilde, D’ Annunzio) Michele de gli indifferenti Un uomo finito di Papini L ’ uomo senza qualit à di Musil

27 Lettura dal brano critico di S. Del Missier da Italo Svevo, Firenze, Le Monnier, 1977 Gli inetti Quali sono i motivi dell’inettitudine di Zeno? A quali esiti porta? Perché Zeno non appare profondamente “infelice”? Costruisci uno schema in cui evidenzi le caratteristiche dell’inettitudine di Zeno da quella di altri personaggi sveviani Avido di esperienze, curioso e soggetto ai più mutevoli umori, Zeno in potenza è dotato di molte, addirittura troppe qualità, al punto da risultarne affatto privo. Malgrado ciò egli resta un inetto, sia pure di stampo diverso dai suoi predecessori Alfonso ed Emilio: inetto per troppa grazia, si potrebbe dire, perché non si sente di sacrificare nessuna delle sue attitudini per realizzarsi appieno in una sola direzione, non riuscendo a sottrarsi ad alcuna sollecitazione che la vita gli offre […]. per questa via il senso d'inferiorità e d'insicurezza accusato da Zeno presenta una doppia faccia. Da un lato esso non è tanto traumatico da sfociare, come quello di Nitti e Brentani, nella rinuncia alla vita o nell'evasione dalla realtà, ma assomiglia piuttosto al sottile, indefinibile senso di vertigine che assale ognuno di noi di fronte all’imponderabilità, al continuo fluttuare, alla casualità dell’esistenza. Dall’altro si configura in situazioni di angoscia di più palese impronta psicopatologica. Tuttavia, nonostante la “malattia” […] Zeno non appare profondamente infelice come dovrebbe essere un soggetto nevrotio e come lo erano i protagonisti dei due precedenti romanzi. La principale ragione di ciò sta nel fatto che, a differenza di costoro anche se non per meriti propri, egli non è un “reietto” in permanente conflitto con la società borghese nella quale, anzi, risulta essersi perfettamente integrato

28 Alfonso NittiEmilio BrentaniZeno Cosini Rapporto con il proprio ruolo sociale Rapporto con il padre Rapporto con le donne Caratteristiche dell’Inettitudine Esito dell’esistenza

29 Visione pomeridiana del film Senilità di M. Bolognini. Sceneggiatura di G. Parise (10962) Modulo autore oppure Modulo tematico “Gli inetti”

30 Umorismo e Pessimismo Appunti per un percorso Brano di don Abbondio e la mula (cap. XXIII de I Promessi Sposi) Prefazione e preambolo La coscienza di Zeno oppure le gaffe di Zeno quando si fidanza con Augusta La patente di Pirandello Comare Coletta di A. Palazzeschi Brano da Lo scherzo di M. Kundera

31 Psicanalisi Appunti per un percorso Malombra di A. Fogazzaro Prefazione e preambolo e il brano finale de La coscienza di Zeno Amalia Rosselli e Dino Campana

32 TRIESTE Ho attraversata tutta la città. Poi ho salita un'erta, popolosa in principio, in là deserta, chiusa da un muricciolo: un cantuccio in cui solo siedo; e mi pare che dove esso termina termini la città. Trieste ha una scontrosa grazia. Se piace, è come un ragazzaccio aspro e vorace, con gli occhi azzurri e mani troppo grandi per regalare un fiore; come un amore con gelosia. Da quest'erta ogni chiesa, ogni sua via scopro, se mena all'ingombrata spiaggia, o alla collina cui, sulla sassosa cima una casa, l'ultima, s'aggrappa. Intorno circola ad ogni cosa un'aria strana, un'aria tormentosa, l'aria natia. La mia città che in ogni parte e viva, ha il cantuccio a me fatto, alla mia vita pensosa e schiva. Umberto Saba

33 «La nostra bella Trieste! Spesso l'ho detto con rabbia, ma stasera sento che è vero. Ho voglia di vedere le luci che brillano lungo la Riva mentre il treno passa Miramare. Dopo tutto, Nora, è la città che ci ha dato rifugio.» James Joyce, da una lettera a Nora, settembre 1909

34 «Ebbene, - proposi - camminiamo così, tenendoci per mano, traverso tutta la città. In questa posizione insolita, per farci meglio osservare, passiamo la Corsia Stadion (odierna Via Battisti), eppoi i volti di Chiozza e giù giù traverso il Corso fino a Sant'Andrea per ritornare alla camera nostra per tutt'altra parte, perché tutta la città ci veda.» Italo Svevo, da La coscienza di Zeno

35 Srečko Kosovel (Sesana, 18 marzo 1904 – Tomadio, 27 maggio 1926) Colloquio con lo sconosciuto Dove sei, circolo polare della mia anima, dove, oh dillo, ora ti attardi? La terra è come nera zolla di disperazione e tu - taci. Dolcemente sto annegando nel muto abisso, nella nera tenebra dell'immensità notturna, solo l'anima ancora attende che Lui la sfiori, solo il cuore ancora attende che cominci a parlare. Silenzio e oscurità ricoprono le cose. - e Lui? Non c'è.


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