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Il Piemonte e la politica di Cavour. Il Piemonte costituzionale Dopo 1849: governi reazionari Unico Stato costituzionale: Piemonte Presidente del Consiglio.

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Presentazione sul tema: "Il Piemonte e la politica di Cavour. Il Piemonte costituzionale Dopo 1849: governi reazionari Unico Stato costituzionale: Piemonte Presidente del Consiglio."— Transcript della presentazione:

1 Il Piemonte e la politica di Cavour

2 Il Piemonte costituzionale Dopo 1849: governi reazionari Unico Stato costituzionale: Piemonte Presidente del Consiglio Massimo d’Azeglio: liberale moderato, convinto sostenitore del regime costituzionale Riforme: eliminazione delle sopravvivenze medioevali (privilegi della Chiesa)

3 Cavour e il “grande ministero” Camillo Benso conte di Cavour ( ) “Il Risorgimento” (1847): giornale fondato da Cavour e Cesare Balbo  sostegno all’azione rinnovatrice del governo Ottobre 1850: Cavour ministro dell’Agricoltura e poi delle Finanze Brillanti successi  posizione in primo piano

4 Editoriale di Cavour sul primo numero de “Il Risorgimento” La nuova vita pubblica che si va rapidamente dilatando in tutte le parti dell'Italia non può non esercitare un'influenza grandissima sulle sue condizioni materiali, Il risorgimento politico di una nazione non va mai disgiunto dal suo risorgimento economico. Le condizioni dei due progressi sono identiche. Le virtù cittadine, le provvide leggi che tutelano del pari ogni diritto, i buoni ordinamenti politici, indispensabili al miglioramento delle condizioni morali di una nazione, sono pure le cause precipue de' suoi progressi economici. Là dove non è vita pubblica, dove il sentimento nazionale è fiacco, non sarà mai industria potente. Una nazione tenuta bambina d'intelletto, cui ogni azione politica è vietata, ogni novità fatta sospetta e ciecamente contrastata, non può giungere ad alto segno di ricchezza e di potenza, quand'anche le sue leggi fossero buone, paternamente regolata la sua amministrazione [... ].

5 Editoriale di Cavour sul primo numero de “Il Risorgimento” Pienamente convinti di queste verità proclamiamo con franchezza essere il risorgimento politico italiano, che si celebra con fratellevole entusiasmo in Romagna, in Toscana ed in Piemonte, segno indubitabile di un'era novella per l'industria ed il commercio della nostra patria. Noi abbiamo fede intera nelle sorti future dell'industria italiana; non tanto per le benefiche riforme operate dai principi nostri, non tanto per quella massima della lega doganale, per le condizioni interne ed esterne dell'Italia avviantesi a rapidi miglioramenti; ma principalmente perché confidiamo veder ridestarsi nei nostri concittadini, animati da generoso e concorde spirito, chiamati a nuova vita politica, quell'ingegno, quell'operosità, quell'energia che fecero i loro maggiori illustri, potenti e ricchi nei tempi di mezzo, quando le fabbriche fiorentine, e lombarde, quando i navigli di Genova e Venezia non avevano rivali in Europa. Si, abbiamo fede nell'ingegno, nell'energia, nell'operosità italiana; più atti a far progredire il commercio e l'industria che non le protezioni eccessive e gl'ingiusti privilegi.

6 Editoriale di Cavour sul primo numero de “Il Risorgimento” Questo giornale s'adoprerà con ogni suo potere a spingere e propagare questo moto di risorgimento economico. Ricercherà i fatti che possono essere utili al commercio ed all'industria agricola e fabbrile. Il giornale non dubiterà di dichiararsi apertamente per la libertà dei cambi; ma cercherà di muovere prudente nella via di Libertà; adoprandosi acciò la transizione si effettui gradatamente e senza gravi perturbazioni. Epperò le darà quanto può efficace cooperazione, affinché tolta ogni dogana interna italiana, costituiscasi l'unità economica della penisola; consiglierà dall'altro lato un procedere continuo, ma energicamente moderato nelle riforme dei dazi che gravano i prodotti esteri. Ond'è che si farà a promuovere le istituzioni di credito, le scuole professionali, le onorificenze industriali; mezzi, che adoperati accortamente, daranno un rapido sviluppo ai vari rami d'industria che mirabilmente si confanno alle condizioni dell'Italia, che fra breve forse l'innalzeranno a prender posto fra le prime potenze economiche del mondo.

7 Editoriale di Cavour sul primo numero de “Il Risorgimento” Ma l'aumento dei prodotti nazionali non sarà il solo scopo economico che il giornale prenderà di mira: esso metterà eguale o maggior cura nella ricerca delle cause che influiscono sul benessere di quella parte della società, che più direttamente contribuisce a creare la pubblica ricchezza, la classe degli operai. Gli è perciò che tutti coloro che intrapresero volonterosi la pubblicazione di questo foglio, unanimamente dichiarano che non avrebbero per buono, per veramente utile al paese alcuno aumento di ricchezze, se ai benefici di esso non partecipassero coloro che vi ebbero parte, la massima parte, gli operai... Pronti a combattere tutto ciò che potrebbe sconvolgere l'ordine sociale, dichiariamo però considerare come stretto dovere della società, il consacrare parte delle ricchezze che si vanno accumulando col progredire del tempo al miglioramento delle condizioni materiali e morali delle classi inferiori.

8 Cavour e il “grande ministero” “Connubio”: patto di alleanza tra il gruppo dei moderati di destra (centro- destra, Cavour) e il gruppo dei moderati di sinistra (centro-sinistra, Urbano Rattazzi)  forte partito di centro 4 novembre 1852: Cavour primo ministro  “grande ministero”

9 La politica interna Scopo principale di Cavour: Piemonte  Stato costituzionale modello, ispirato ad un liberalismo misurato e progressivo Cavour: progressi economici estremamente importanti per la vita politica di un Paese  radicale rinnovamento dell’economia piemontese

10 La politica interna Agricoltura: modernizzazione –sempre più diffuso uso dei concimi chimici –vasta opera di canalizzazione –triplice valore dei prodotti del suolo Industria: rinnovazione –creazione di nuove fabbriche –potenziamento di quelle già esistenti specialmente nel settore tessile (seta, lana, cotone) –alto livello di produzione

11 La politica interna Commercio: forte aumento –“libero scambio” interno ed estero –una serie di trattati con la Francia, il Belgio e l’Olanda –porto di Genova: uno dei punti principali del traffico mediterraneo e transatlantico Sistema fiscale: rinnovazione –potenziamento delle banche –istituzione di una “Banca Nazionale” per la concessione di prestiti ad interessi non elevati  aiuto per lo sviluppo dell’industria e del commercio

12 La politica interna Regno Sardo: 935 km di ferrovie (contro i 1068 complessivi degli altri Stati della penisola) Sviluppo della rete stradale Snellimento della burocrazia Riordinamento dell’esercito e della marina

13 La politica interna Programma di laicizzazione della vita politica “Legge dei conventi”: soppressione degli ordini religiosi contemplativi (che non si occupavano né dell’istruzione pubblica, né dell’assistenza agli infermi, né della predicazione e della cura delle anime) Piemonte: volto nuovo Guida del Paese: sostituzione delle vecchie classi conservatrici da una giovane borghesia industriale e commerciale

14 La politica estera Progressivo consolidamento politico, economico e militare  audace politica estera, capace di far uscire il piccolo Piemonte dall’isolamento Primo passo da fare: imporre il problema italiano all’attenzione europea  partecipazione alla guerra di Crimea

15 La politica estera Guerra di Crimea ( ): Turchia, Francia e Inghilterra contro la Russia Corpo di spedizione italiano di uomini

16 La politica estera Congresso di Parigi (1856) –Partecipazione di Cavour: richiamo dell’attenzione delle potenze europee sulla situazione italiana –Dopo il Congresso di Parigi: “questione italiana”  problema di carattere internazionale –Fine dell’isolamento del Piemonte

17 La politica estera 21 luglio 1858, Plombières (cittadina termale tra i monti Vosgi): incontro segreto tra Napoleone III e Cavour  basi di un’alleanza militare contro l’Austria

18 Trattato di Plombières intervento della Francia a fianco del Piemonte: nel caso dell’agressione austriaca quattro Stati (riuniti in una sola confederazione posta sotto la presidenza onoraria del papa, ma dominata sostanzialmente dal Piemonte): –Italia settentrionale: Regno di Sardegna, Lombardo-Veneto, Ducati di Parma e Modena, una parte dell’Emilia –Italia centrale: Toscana, Umbria, Marche –Italia meridionale: Regno delle Due Sicilie –Stato pontificio: Roma e dintorni Ducato di Savoia, Contea di Nizza  Francia

19 Trattato di Plombières Trattato dal punto di vista francese –eliminazione del predominio austriaco dalla penisola –ruolo tenuto dall’Austria fino allora: svolto dalla Francia


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