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I GIUDICATI DELLA SARDEGNA. La Sardegna e i suoi giudicati La Sardegna un tempo era divisa in 4 giudicati : Il giudicato di Torres; Il giudicato di Gallura;

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1 I GIUDICATI DELLA SARDEGNA

2 La Sardegna e i suoi giudicati La Sardegna un tempo era divisa in 4 giudicati : Il giudicato di Torres; Il giudicato di Gallura; Il giudicato di Arborea; Il giudicato di Cagliari.

3 La Sardegna giudicale I Giudicati sardi furono entità statuali autonome che ebbero potere in Sardegna fra il IX ed il XV secolo. La loro organizzazione amministrativa si differenziava dalla forma feudale vigente nell'Europa medievale in quanto più prossima alle esperienze tipiche dei territori dell'Impero bizantino, con istituti giuridici romano-bizantini, sebbene con peculiarità locali che alcuni studiosi considerano di presumibile derivazione nuragica. Furono Stati sovrani dotati di summa potestas (capacità di stipulare trattati internazionali) e governati da Re chiamati Giudici, in sardo judikes. Nel contesto internazionale del Medioevo si contraddistinguevano per la modernità della loro organizzazione rispetto ai coevi regni europei di tradizione barbarico-feudale, trattandosi di stati non patrimoniali (non di proprietà del sovrano) ma superindividuali, cioè del popolo che esprimeva la sovranità con forme semi-democratiche come le Coronas de curatorias le quali a loro volta eleggevano i propri rappresentanti alla massima assise parlamentare chiamata Corona de Logu. I Giudicati conobbero l'influsso dell'architettura romanica e successivamente di quella gotica catalana, e culturalmente mutarono in modo sostanziale - nel corso dei secoli - oscillando tra un sistema di tipo feudale ed un sistema giuridico che contemplava il progressivo affrancamento delle popolazioni rurali. Il Re o Giudice governava sulla base di un patto col popolo, il cosiddetto bannus-consensus, venuto meno il quale il sovrano poteva essere detronizzato ed anche legittimamente ucciso dal popolo medesimo, senza che questo incidesse sulla trasmissione ereditaria del titolo all'interno della dinastia regnante

4 Com’è fatto Il GIUDICATO Il GIUDICATO era governato da un re o da un giudice e diviso in curatorie o patres, a loro volta governate da un curatore e divise in villaggi-villae-biddas governate da majore e boni homines nominati dal curatore.

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6 Il GIUDICATO DI TORRES confinava ad est con il giudicato di Gallura e a sud con il giudicato di Arborea. Lo stemma del giudicato era caratterizzato da una torre merlata.

7 I Lacon Gunale I primi giudici di Torres appartenevano alla dinastia dei Lacon Gunale. Secondo una singolare e non unanimemente accolta fonte medievale, pervenutaci in una riedizione del 1620, a cura di Francesco Rocca -Condaghe di San Gavino- la dinastia giudicale turritana iniziò con Comita de Lacon (fine X-inizi XI secolo), noto anche come Gunnario Comita I; tramite maestranze chiamate da Pisa fece edificare la basilica romanica di San Gavino di Porto Torres. Al personaggio è stata riconosciuta nel corso dei secoli validità storica. Ultimamente alcuni studiosi, identificandolo con Comita II (fine XII-inizi XIII secolo) gli attribuiscono un valore solo leggendario. La sua figura è stata, ora, rivalutata, assieme a quella del figlio Orgodori e della sorella Giorgia.Torchitorio Barisone I fece insediare i benedettini di Montecassino a S. Antioco di Bisarcio. Mariano I di Lacon Gunale favorì l'insediamento e l'esenzione di mercanti pisani anche in memoria dell'impegno di Pisa nella liberazione dai mori del Stemma del giudicato di Torres (basilica di San Gavino a Porto Torres). Con Costantino I si ebbe una relativa equidistanza tra Pisa e Genova, sempre in un quadro di autonomia politica. Egli consentì l'insediamento dei genovesi Doria a Castelgenovese e a Monteleone Rocca Doria, e dei lucchesi Malaspina a Bosa, al confine col giudicato di Arborea. Quando Pisa organizzò una spedizione militare per la conquista delle isole Baleari, Costantino I fece partire il figliastro Saltaro che, riempitosi di gloria, venne appoggiato dalla potente famiglia Athen per la successione a Costantino in luogo del piccolo Gunnario, figlio legittimo del giudice. Alla morte di Costantino partì una corsa al trono, ma la Corona de Logu designò giudice il piccolo Gunnario il quale venne mandato a Pisa dal tutore Ittocor Gambella.

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9 Il giudicato di Gallura era uno Stato sovrano e indipendente che nel medioevo si estendeva nella parte nord-orientale della Sardegna, dal corso del fiume Coghinas al golfo di Orosei, occupando tutte le odierne subregioni della Gallura e delle Baronie (tredici curatorie), oggi comprese nelle province di Olbia-Tempio e Nuoro. Confinava a ovest con il giudicato di Torres e di Arborea, a sud con il giudicato di Cagliari. Il suo stemma è il gallo.

10 Storia In periodo romano Olbia (citata anche come Ulbia o Ulpia) aveva rappresentato un municipio di notevole importanza economica per la Sardegna, il cui porto garantiva stretti contatti con quello di Ostia e con la capitale dell'impero. L'entroterra settentrionale risulta invece abitato da popolazioni definite "corsi", che con le vicine popolazioni dei "balari" e degli "iliensi", non totalmente sottomesse e che avrebbero più volte tentato di depredare le terre più fertili. Secondo la tradizione agiografica nel 304 sotto Diocleziano vi sarebbe avvenuto il martirio del protovescovo San Simplicio. Decaduta la città romana per le incursioni vandaliche (dal 456 al 465), con la distruzione del porto romano era subentrata una fase di decadenza economica e demografica. Nel 534 l'imperatore bizantino Giustiniano riconquista la Sardegna ai vandali. Nel VI secolo risultano attestate nella Gallura interna, più impervia, forme di vita eremitica da parte dei Santi Nicola e Trano, nei pressi di Luogosanto. Nel 594 papa Gregorio Magno, con l'obiettivo di promuovere l'evangelizzazione della Sardegna e della Corsica, con un'epistola si rivolge al vescovo di Cagliari per ordinare Vittore come vescovo della sede di Phausania ("locus intra provinciam Sardiniam" probabilmente situata nell'immediato entroterra alle spalle della città romana), che viene descritta come da tempo vacante (un secolo prima, nel 484, in Sardegna sono attestate le sole diocesi di Cagliari, Sulci, Forum Traiani, Sanafer e Turris Lybissonis).

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12 Il giudicato di Arborea, o regno di Arborea (rennu de Arbaree in lingua sarda e come veniva allora chiamato dagli arborensi), era uno dei quattro Stati indipendenti che si formarono in Sardegna alla dissoluzione in occidente dell'impero bizantino. Il suo stemma è l’albero sradicato.

13 Eleonora d’ Arborea Eleonora nacque a Molins de Rei (Catalogna), intorno al 1347, da Mariano IV dei Bas-Serra e dalla nobile catalana Timbora di Roccaberti, figlia del visconte Dalmazio. Sorella di Ugone e Beatrice, visse i primi anni della giovinezza ad Oristano e nel castello del Goceano. Quando nel 1347 morì il giudice Pietro III di Arborea senza discendenti, la Corona de Logu del Giudicato (un'assemblea dei notabili, prelati, funzionari delle città e dei villaggi) elesse il padre di Eleonora Mariano IV, fratello dello scomparso, che resse il giudicato dal 1347 al Eleonora sposò prima del 1376 il quarantenne Brancaleone Doria, dell'influente casato genovese. Il suo matrimonio rientrava nel più generale disegno di un'alleanza tra gli Arborea ed i Doria, che già controllavano vasti territori della Sardegna in funzione antiaragonese. Dopo le nozze, abitò a Castelgenovese (l'attuale Castelsardo), dove si dice nacquero i figli Federico e Mariano, e a Genova. Sembra ormai accertato che nel 1382 Eleonora abbia elargito un prestito di 4000 fiorini d'oro a Nicolò Guarco, doge della repubblica di Genova, e che questi da parte sua s'impegnasse a restituire la somma nel termine di dieci anni; in caso contrario, avrebbe pagato il doppio. Accessoriamente fu sottoscritta la condizione che, se nel frattempo fosse pervenuto alla pubertà Federico (primogenito di Eleonora), la figlia del doge Bianchina avrebbe dovuto sposarlo e, nel caso che tale matrimonio non si fosse potuto celebrare (per causa di morte o altro caso fortuito), l'atto sarebbe diventato nullo.

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15 Il giudicato di Cagliari o di Calari (in latino Iudicatus Karalitanus, in greco bizantino Karalitòn, Καραλιτών) era uno Stato sovrano ed indipendente che nel medioevo si estendeva nella parte meridionale della Sardegna, comprendendo le attuali subregioni del Basso e Medio Campidano, il Sulcis-Iglesiente, l'Ogliastra e parte della Barbagia, oggi comprese nelle odierne province di Cagliari, Carbonia- Iglesias, del Medio Campidano e dell'Ogliastra. Confinava a nord con il giudicato di Arborea, in piccola parte con il giudicato di Torres e il giudicato di Gallura. Il suo stemma è il cavallo.

16 Benedetta di cagliari Benedetta di Cagliari, detta anche Benedetta di Massa (Santa Igia, 1194 – Massa, 1233), fu giudicessa regnante di Cagliari ( ). Era la primogenita del giudice Guglielmo I Salusio IV di Lacon-Massa (sua madre era Georgia, figlia minore di Costantino II Salusio III) e di Adelaide Malaspina. Fu la seconda donna, dopo Elena di Gallura, ad occupare un trono sardo per proprio diritto. Benedetta nello stesso 1214, all'età di vent'anni, prestò giuramento nelle mani dell’arcivescovo Ricco di Cagliari, alla presenza dei nobili maggiori e dei prelati, assicurando di non diminuire i territori del giudicato, di non alienare nessun castello e di non stringere alleanze senza il loro consenso. Quel medesimo anno, in luglio, sposò Barisone II di Arborea, figlio del giudice Pietro I di Arborea, che era stato imprigionato dal padre. Egli prese il nome dinastico di "Torchitorio IV" ed i due coniugi governarono congiuntamente i rispettivi regni, venendo entrambi citati nei corrispettivi atti giudicali. Benedetta, infine, fece omaggio di vassallaggio alla Santa Sede.

17 Fine Alessandro W I GIUDICATI !


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