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Politiche sociali Lavinia Bifulco. Testi Testi per studenti frequentanti Monteleone R. (a cura di) (2007), La contrattualizzazione delle politiche sociali,

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1 Politiche sociali Lavinia Bifulco

2 Testi Testi per studenti frequentanti Monteleone R. (a cura di) (2007), La contrattualizzazione delle politiche sociali, Officina, Roma *Bifulco L., Centemeri L. (2007), La partecipazione nei Piani sociali di zona: geometrie variabili di governance locale, in Stato e Mercato, 80. *Bifulco L., Bricocoli M.,. Monteleone R (2008), Welfare locale e innovazioni istituzionali. Processi di attivazione in Friuli-Venezia Giulia, in La Rivista delle politiche sociali, 2. *Borghi V., 2005, Il lavoro dellattivazione. Lo statuto sociale del legame tra welfare e lavoro nelle politiche di attivazione, in L. Bifulco, a cura di, Le politiche sociali. Temi e prospettive emergenti, Carocci, Roma, pp *Paci M. (2005), Nuovi lavori, nuovo welfare, Il Mulino, Bologna (ultimo capitolo) I testi contrassegnati con asterisco saranno disponibili in dispensa Testi per studenti non frequentanti Monteleone R. (a cura di) (2007), La contrattualizzazione delle politiche sociali, Officina Roma Paci M. (2005), Nuovi lavori, nuovo welfare, Il Mulino, Bologna Kazepov Y. (a cura di) (2009), La dimensione territoriale delle politiche sociali in Italia, Carocci Roma.

3 Quadro europeo: le tendenze principali Rescaling e localizzazione Contrattualizzazione Attivazione Negoziazione e partecipazione Integrazione Individualizzazione: delle politiche; del lavoro.

4 Rescaling Lo Stato è troppo piccolo per i problemi grandi e troppo grande per i problemi piccoli (Daniel Bell)

5 LEuropa Le politiche di coesione La coesione economica e sociale esprime la solidarietà tra gli Stati membri e le regioni dell'Unione Europea, favorisce lo sviluppo equilibrato e sostenibile, la riduzione del divario strutturale tra regioni e paesi e le pari opportunità tra le persone. La coesione si concreta in una pluralità di interventi finanziari, segnatamente da parte dei Fondi strutturali.

6 LEuropa Il Metodo Aperto di Coordinamento identificazione e definizione congiunta di obiettivi da raggiungere ; strumenti di misura definiti congiuntamente (statistiche, indicatori, linee guida); il « benchmarking », l'analisi comparativa dei risultati degli Stati membri e lo scambio di pratiche ottimali (sorveglianza)

7 Rescaling e localizzazione In Italia: La politica, le politiche e la struttura dello Stato I nuovi sindaci La nuova stagione delle politiche locali (programmazione negoziata) Aumentare lautonomia degli enti locali Aumentare gli spazi decentrati di discussione e decisione Attivare le risorse di azione presenti o latenti nelle società locali e nei contesti territoriali Processo di decentramento avviato negli anni 70

8 Locale e localismi ……………………………..

9 Territorializzazione Il territorio come contenitore Tener conto delle specificità, delle risorse e dei problemi di un contesto Avvicinare poteri e istituzioni ai cittadini Territori come potenziali di azione, come reti per lazione

10 Contrattualizzazione Meccanismi dello scambio commerciale fra amministrazioni pubbliche e organizzazioni private (contracting out e mercati sociali) Separazione tra finanziamento/programmazione/controllo ed erogazione Relazioni contrattuali fra servizi e destinatari/cittadini Produzione di politiche attraverso contratti

11 Riforma del 2000 Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali" Idea guida: integrazione Fra politiche, materie e obiettivi Fra livelli di governo Fra soggetti Fra servizi e operatori

12 Riforma del 2000 Universalismo selettivo e star-bene: i livelli essenziali di assistenza Sviluppo dei servizi (per bambini, famiglie, anziani) Piano sociale di zona

13 Dal (primo e ultimo) Piano Nazionale La legge quadro sul sistema integrato di interventi e servizi sociali definisce le politiche sociali come politiche universalistiche, rivolte alla generalità degli individui, senza alcun vincolo di appartenenza. Esse mirano ad accompagnare gli individui e le famiglie lungo lintero percorso della vita, in particolare a sostenere le fragilità… sostenendo e promuovendo le capacità individuali e le reti familiari. Più in generale, il sistema mira a costruire comunità locali amichevoli, favorendo, dal lato dell'offerta, gli interventi e i modelli organizzativi che promuovono e incoraggiano la libertà, e, dal lato della domanda, la cittadinanza attiva e le iniziative di auto e mutuo aiuto… Le politiche sociali perseguono obiettivi di ben-essere sociale.

14 Dal (primo e ultimo) Piano Nazionale Le politiche sociali tutelano il diritto a stare bene, a sviluppare e conservare le proprie capacità fisiche, a svolgere una soddisfacente vita di relazione, a riconoscere e coltivare le risorse personali, a essere membri attivi della società, ad affrontare positivamente le responsabilità quotidiane. Il diritto a stare bene è il fondamento del diritto alle prestazioni e ai servizi sociali, i quali devono essere offerti ai livelli, secondo gli standard e con le modalità definite dalla normativa di riferimento. Il sistema integrato di interventi e servizi sociali promuove la solidarietà sociale attraverso la valorizzazione delle iniziative delle persone, delle famiglie, delle forme di auto- aiuto e di reciprocità, nonché della solidarietà organizzata.

15 Riforma del 2000 Nuovo rapporto fra Stato, regioni e municipalità (sussidiarietà verticale): lo Stato definisce obiettivi e livelli essenziali, e finanzia; le Regioni programmano integrando le politiche sociali con altre politiche contigue (formazione, lavoro, sanità); le municipalità programmano e gestiscono le politiche a livello locale, fanno la regia, in genere associandosi fra loro, in aree territoriali che oscillano fra i e i abitanti (n.b. le Regioni ora hanno anche il potere di legiferare su alcune materie)

16 Riforma del 2000 Implementazione: molto diseguale Il nuovo art. 117 della Costituzione (approvato nel 2001) attribuisce alle Regioni il potere di legiferare sui servizi e sugli interventi sociali

17 Riforma del 2000 Rapporto fra soggetti pubblici e terzo settore/collettività locali/cittadini: Programmazione negoziata o partecipata Ruolo attivo di destinatari e cittadini Ruolo del terzo settore nella gestione e nella erogazione di servizi Responsabilità del pubblico rispetto a qualità, equità, accessibilità Modello negoziale o partecipato della governane locale

18 In passato Pochi servizi e trasferimenti poco generosi Assenza di regolazione nazionale, grandi differenze fra municipalità e municipalità Rapporti di mutuo adattamento fra pubblico e terzo settore

19 Il Piano di zona Lo strumento principale della governance locale è il Piano di zona. Attraverso questo strumento le municipalità (associate) programmano il sistema locale dei servizi e degli interventi, sulla base degli obiettivi stabiliti dallo Stato e dei finanziamenti (stabiliti dallo Stato e distribuiti dalle Regioni), coinvolgendo le comunità locali.

20 Un svolta? Che cosa succede o è successo rispetto alla programmazione negoziata o partecipata?

21 Contratti di quartiere I Contratti di quartiere sono stati introdotti alla fine del 1998 per favorire la riqualificazione dei quartieri di edilizia pubblica. Nati per iniziativa del Ministero dei lavori pubblici e oggi ancora di competenza di questo ministero (nel frattempo rinominato Ministero delle infrastrutture e dei trasporti), questi programmi si collocano nel filone dei programmi urbani complessi recuperandone come idea- chiave la necessità di superare la centralità dellintervento urbanistico-architettonico a favore del trattamento integrato delle dimensioni fisiche, sociali ed economiche della riqualificazione…

22 Contratti di quartiere Mentre la prima edizione ha coinvolto principalmente il ministero – competente per il finanziamento, lemanazione del bando e la selezione dei progetti – e i comuni – in qualità di proponenti – la seconda tornata, lanciata ufficialmente nel 2001, riconosce un maggiore protagonismo alle regioni, che condividono con il livello centrale responsabilità e poteri di finanziamento, di definizione dei criteri di ammissione e di valutazione. Lesperienza maturata nel triennio precedente ha spinto anche a dare un maggiore rilievo agli obiettivi sociali ed economici e a rafforzare il ruolo dei cittadini nella definizione degli obiettivi del contratto, ruolo che molti bandi regionali hanno assunto come uno dei criteri prioritari di assegnazione dei finanziamenti. Fase attuale: bandi regionali

23 Linee guida regionali PARTE C – Analisi dellambito territoriale relativa allAsse 2 Lanalisi relativa allasse coesione sociale dovrà indicare i punti di debolezza e i fattori di pregiudizio per la coesione sociale nel quartiere, la cause della sua assenza o insufficiente presenza, i problemi che principalmente ne ostacolano lo sviluppo. Dovrà però anche indicare i punti di forza, il capitale sociale e umano su cui il quartiere può contare per rilanciare lo sviluppo della coesione sociale. Potranno essere in particolare esplorate – sia in quanto elemento problematico e fattore di rischio, sia in quanto risorsa - le seguenti quattro dimensioni: la popolazione e le sue caratteristiche; fenomeni specifici che caratterizzano il quartiere e problemi prioritari dei cittadini e delle famiglie; lo stato dei servizi, delle risorse e degli interventi alla persona; le risorse finanziarie erogate a vario titolo e da soggetti diversi a fronte di progetti sociali.

24 Bando attuativo della Regione Lombardia per la presentazione delle proposte di Contratti di quartiere (2008) I Comuni possono presentare, in forma singola o associata, una o più proposte di Contratto di Quartiere. 2.2 Ogni Contratto di Quartiere deve fare riferimento ad un ambito, avente rilevanza territoriale tale da incidere sul contesto urbano, definito e riconoscibile spazialmente, caratterizzato dalla prevalente presenza di patrimonio di edilizia residenziale pubblica, e alle sue immediate adiacenze, vale a dire alle aree confinanti con il perimetro individuato e strettamente relazionate con esso in termini di collegamenti viabilistici e trasportistici. 2.3 Caratteristica imprescindibile per lindividuazione dellambito di cui al paragrafo 2.2. è la compresenza delle seguenti condizioni: prevalente presenza di patrimonio di edilizia residenziale pubblica; diffuso degrado delle costruzioni e dell'ambiente urbano; carenza e/o obsolescenza dei servizi e delle infrastrutture; scarsa coesione sociale e/o marcato disagio sociale e abitativo

25 Bando attuativo della Regione Lombardia per la presentazione delle proposte di Contratti di quartiere (2008) 3. Finalità dei Contratti di Quartiere 3.1 I Contratti di Quartiere, promuovendo la partecipazione degli abitanti, anche in forma associata, preferibilmente rappresentativa, alla definizione degli obiettivi, sono finalizzati alla riqualificazione sociale ed edilizia dei quartieri di edilizia residenziale pubblica degradati, e ad attualizzarne e incrementarne, anche con il concorso di investimenti privati, la dotazione infrastrutturale, prevedendo, nel contempo, misure ed interventi per favorire lintegrazione sociale e loccupazione.

26 Bando attuativo della Regione Lombardia per la presentazione delle proposte di Contratti di quartiere (2008) 4. Contenuti e caratteristiche dei Contratti di Quartiere 4.1 I Contratti di Quartiere devono rispondere in prima istanza a tutte le condizioni individuate al paragrafo Inoltre devono: essere conformi agli strumenti urbanistici vigenti od adottati anche mediante il ricorso alle procedure di cui alla legge regionale 23/1997; contenere una serie coordinata di azioni, espresse in progetti di massima o preliminari indirizzate a: valorizzare e incrementare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica; incrementare la funzionalità del contesto urbano, anche attraverso lintroduzione di destinazioni duso ed utenze diversificate allinterno dei quartieri esistenti di edilizia residenziale pubblica; adeguare e/o accrescere la dotazione di opere infrastrutturali e a servizi secondo la previsione di cui alla l.r. 1/2001, anche di interesse comunale o sovracomunale, al fine di migliorare le dotazioni del quartiere e la sua integrazione con la città;

27 Bando attuativo della Regione Lombardia per la presentazione delle proposte di Contratti di quartiere (2008) incentivare soluzioni costruttive tese ad assicurare la qualità del manufatto edilizio e del servizio residenziale offerto, promuovendo anche interventi finalizzati al risparmio delle risorse energetiche e/o naturali; migliorare la qualità abitativa ed insediativa dei quartieri degradati, mediante un intervento di riqualificazione complessivo e definitivo, che comprenda unadeguata progettazione ed utilizzazione degli spazi comuni; promuovere la partecipazione ed il coinvolgimento degli abitanti anche in forma associata, preferibilmente rappresentativa, nellindividuazione e nella definizione degli obiettivi e degli interventi, ed eventualmente anche nella gestione di questi ultimi, valorizzandone, ove possibile, lautonoma capacità di risposta, in attuazione del principio di sussidiarietà;

28 Bando attuativo della Regione Lombardia per la presentazione delle proposte di Contratti di quartiere (2008) perseguire lapproccio integrato e coordinato delle problematiche sociali e di bisogno degli abitanti insediati o da insediare, da parte delle amministrazioni ed enti pubblici, nonché dei soggetti pubblici e privati coinvolti, attraverso lo sviluppo di specifici servizi e progetti tesi a incrementare loccupazione e a favorire lintegrazione sociale in settori quali la promozione della formazione professionale giovanile, il recupero dellevasione scolastica, lassistenza agli anziani, la realizzazione di strutture per laccoglienza e la partecipazione sociale, prevedendo specifici progetti di accompagnamento sociale anche con riferimento ai Piani di Zona di cui allarticolo 19 della L. 328/2000. E inoltre possibile prevedere anche la promozione di attività di prevenzione sociale, attraverso la proposizione di Patti locali di sicurezza urbana previsti dalla L.R. 14 aprile 2003, n. 4.

29 Bando attuativo della Regione Lombardia per la presentazione delle proposte di Contratti di quartiere (2008) 4.3 Le proposte di Contratto di Quartiere devono altresì rispondere ai seguenti obiettivi: capacità del Contratto di proporre soluzioni tese a risolvere in modo definitivo la condizione di degrado edilizio e di disagio sociale del quartiere fattibilità e rapidità della realizzazione sviluppo del partenariato tra soggetti pubblici e tra questi e i soggetti privati capacità della proposta di generare addizionalità di risorse pubbliche e private

30 ALLEGATO A al decreto dirigenziale n del 05/05/2008 2° Programma Regionale Contratti di Quartiere I soggetti componenti il parternariato devono essere: - Enti pubblici; - Enti privati quali, ad esempio: Cooperative, Organizzazioni di volontariato, Associazioni senza scopo di lucro, Associazioni di promozione sociale e Associazioni di solidarietà familiare (iscritte negli albi o nei registri regionali ai sensi della L.R. n. 1/2008); Fondazioni, Enti di patronato, Enti ecclesiastici ed altri Enti di diritto pubblico e privato che operano in ambito sociale e gli Enti accreditati in ambito sanitario o socio sanitario, Organizzazioni sindacali; Associazioni di categoria, Associazioni di inquilini, Enti no profit, Camere di commercio e/o Unioncamere Lombardia, Grandi Imprese, Micro imprese, Piccole e Medie imprese singole o associate appartenenti al settore del commercio, imprese artigiane singole o associate (tutte le imprese devono essere iscritte nei registri camerali), Aziende erogatrici di servizi; Soggetti che, alla data di presentazione della proposta, dispongano di patrimonio immobiliare localizzato nel quartiere e si impegnino a destinarlo allerogazione di servizi abitativi di edilizia residenziale pubblica.

31 Milano Comune di Milano e ALER Milano hanno sottoscritto in data 24 ottobre 2003 un Protocollo dIntesa che impegnava i due enti a partecipare al primo bando regionale, con la candidatura di cinque proposte di Contratto di Quartiere II per la città di Milano. I quartieri prescelti sono risultati i seguenti: Gratosoglio, Mazzini, Molise, Calvairate, Ponte Lambro e San Siro.

32 Milano Per quanto riguarda la Riqualificazione del patrimonio ERP: - Valorizzazione e Incremento: Ristrutturazione, manutenzione straordinaria, nuova edificazione, sostituzione edilizia, recupero sottotetti, abbattimento delle barriere architettoniche e manutenzione ordinaria. - Sviluppo soluzioni costruttive innovative: Accorgimenti per il risparmio energetico, sostituzione impianti termici, interventi secondo i principi e i criteri di unattenta operazione di restauro del moderno. - Riqualificazione spazi comuni: Ridisegno delle corti e degli spazi di pertinenza residenziale, riqualificazione dei luoghi di connessione tra spazi abitativi. - Spazi per attività imprenditoriali: Riqualificazione di alcuni spazi non residenziali da destinare ad attività imprenditoriali e servizi. - Diversa composizione sociale dellutenza: Nuova disponibilità di alloggi a canone moderato, e a locazione temporanea, inserimento di alloggi per studenti.

33 Milano per la Dotazione di infrastrutture e servizi: - Adeguamento/incremento infrastrutture e servizi a scala urbana e di quartiere: Riqualificazione della viabilità e razionalizzazione della sosta, seguendo le prescrizioni del PGTU per lattuazione delle isole ambientali. Recupero e riqualificazione di stabili adibiti a servizi pubblici, scuole, centri di aggregazione, biblioteche, mercati comunali. Riqualificazione degli spazi pubblici di aggregazione, come piazze e aree verdi attrezzate.

34 Milano per lo Sviluppo Sociale comprende: - Progetti integrati per la risoluzione delle problematiche sociali: Elaborazione di Patti Locali di Sicurezza Urbana, finalizzati a risolvere le problematiche relative alla sicurezza nei quartieri. Utilizzo dei fondi della Legge 266/94 da destinare ad incentivi per limprenditoria e attività di animazione economica, al fine di risolvere problematiche occupazionali. Sviluppo e sostegni di servizi alla persona, quali il Portierato Sociale, servizi per anziani, per persone con grave disagio psichico, minori e stranieri. - Partecipazione e coinvolgimento degli abitanti: Sviluppo del Piano di Accompagnamento Sociale quale strumento per la promozione della partecipazione e del coinvolgimento degli abitanti. In particolare consiste nel delineare un processo che aiuti a sostenere ed affrontare il passaggio dai progetti preliminari, contenuti nelle proposte dei Contratti di Quartiere (CdQ), alla loro attuazione. Raccogliere il contributo di idee, competenze ed esperienze, per affinare il disegno degli spazi soggetti ad interventi e lorganizzazione del loro uso, raccogliere e mediare i conflitti in merito alle azioni promosse dal CdQ attraverso un lavoro progressivo su differenti livelli di partecipazione quali linformazione, la Consultazione e la Co- progettazione.


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