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1 Rapporti tra personale scolastico e gli studenti I rapporti tra il personale scolastico e gli studenti sono cambiati perché sono cambiati i rapporti.

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Presentazione sul tema: "1 Rapporti tra personale scolastico e gli studenti I rapporti tra il personale scolastico e gli studenti sono cambiati perché sono cambiati i rapporti."— Transcript della presentazione:

1 1 Rapporti tra personale scolastico e gli studenti I rapporti tra il personale scolastico e gli studenti sono cambiati perché sono cambiati i rapporti sociali che si sono stabiliti tra le due categorie sociali Si è infatti passato da una scuola selettiva ad una scuola “comprensiva” di tutte le categorie di alunni Si è passati da una educazione autoritaria ad una educazione permissiva Tutto ciò implica un cambiamento nelle modalità di amministrare l’ordine nella scuola

2 2 Modello di scuola tradizionale Netta separazione di ruoli tra insegnanti e studenti Autorità incontestata degli insegnanti sugli studenti Rilievo sugli aspetti formali del comportamento: abbigliamento, puntualità, rispetto dei superiori, mantenimento della disciplina. Assunzione di provvedimenti disciplinari di vario genere: sospensione, isolamento, 7 in condotta, ecc. Assenza di organi di rappresentanza degli studenti e dei genitori che difendessero le ragioni nei singoli.

3 3 Modello di scuola progressista La scuola intesa come una “comunità discente” di professori e studenti. Focus sulla formazione, sull’autoformazione e sull’apprendimento. Autorità contestabile degli insegnanti sugli studenti Minore o scarso rilievo sugli aspetti formali del comportamento. Minimizzazione dei provvedimenti disciplinari nei confronti degli studenti, sempre da essere discussi con i genitori degli alunni. Funzionamento efficiente di organi di rappresentanza degli studenti e dei genitori.

4 4 La scuola progressista: modello incompleto Pur essendo un modello largamente auspicabile, la scuola progressista rimane un modello attuato solo parzialmente e caratterizzato da grossi difetti di funzionamento che producono la crisi attuale. Lo scopo di questa lezione è quello di mettere in rilievo le carenze di funzionamento e di suggerire provvedimenti per eliminarle.

5 5 Il principio di responsabilità Formulato dal filosofo Jonas, il principio di responsabilità implica che ad ogni diritto vi sia anche la corrispondenza ad un dovere. La libertà dei componenti di un gruppo non è possibile se ognuno dei componenti non esercita la propria libertà considerando l’influenza che esercita sulle azioni degli altri, e quindi adottando un principio di responsabilità.

6 6 Il rispetto per il prossimo Il rispetto per il prossimo, inteso come “persona umana” avente diritti inalienabili (il primo dei quali è il diritto alla vita) costituisce un secondo principio sociale senza il quale la vita assieme agli altri diventa impossibile. La negazione della vita altrui implica episodi di estrema violenza contro le altre persone, le cui conseguenze possono essere imponderabili.

7 7 Il conflitto di interessi non è eliminabile In tutti i gruppi umani agiscono interessi contrastanti. Anche un pacchetto di caramelle può causare gli interessi contrastanti di un gruppo di bambini. Vi è chi ne vuole di più degli altri. Il conflitto non è eliminabile all’interno della scuola. La pace assoluta significa inattività o repressione completa della libertà altrui.

8 8 I conflitti possono essere mediati Anche se non possono essere eliminati, i conflitti possono trovare una mediazione, una risoluzione che faccia parzialmente contenti tutti gli autori del conflitto che si scontrano. Nessun conflitto tra adolescenti è così drammatico da non poter trovare una mediazione, con l’ausilio dei grandi.

9 9 Lo scopo del mediatore non è solo quello di mediare un solo conflitto, ma anche di insegnare a risolvere le dispute Lo scopo del mediatore non è limitato al singolo conflitto. Il mediatore deve essere maestro nella risoluzione dei conflitti ed insegnare ai ragazzi che si scontrano che essi stessi possono mediare i conflitti tra di loro, senza ricorrere ad un arbitro esterno, se non in estrema necessità.

10 10 La vita è un campo di calcio? La vita non è necessariamente un campo di calcio, dove una squadra vince e l’altra perde, e dove ci deve essere un arbitro perché i calciatori non sono capaci a risolvere i propri problemi. In molte partite amichevoli, fatte tra compagni, si può giocare e ci si può divertire, senza ricorrere a violenze.

11 11 Insegnare la mediazione dei conflitti in campo: le partite senza un arbitro! Per insegnare la mediazione tra ragazzi è suggeribile organizzare incontri sportivi autogestiti senza arbitro. Debbono essere le squadre a mediare fra di loro le dispute, senza intervento esterno. In questo modo imparano a trovare le soluzioni, senza che vengano imposte da una autorità esterno.

12 12 Il principio di democrazia La democrazia non può funzionare se non si impara a decidere pacificamente assieme, rispettando i reciproci diritti e le opinioni reciproche. Insegnare la democrazia non significa insegnare una parola, oppure un mito derivante dalla Polis greca. La democrazia è una realtà che vive tra di noi, è la nostra realtà politica.

13 13 Democrazia a scuola Praticare la democrazia a scuola nel senso di far decidere gli studenti da soli ed assieme, cercando di risolvere gli eventuali problemi che si frappongono alla individuazione di una soluzione. Promuovere l’autonomia nelle decisione democratiche. Promuovere il problem solving del gruppo

14 14 La rappresentanza Tutte le parti debbono essere rappresentate nel processo democratico Maschi e femmine Giovani e più anziani Tutte le tendenze politiche e valoriali Tutte le appartenenze etniche

15 15 Il rispetto per la differenza Democrazia (è sottinteso, ma talvolta va esplicitato) significa anche rispetto della differenza. Non solo la differenza di opinioni, ma anche quella di costumi e di retroterra che sempre più caratterizza una minoranza degli alunni nelle nostre scuola, figli di immigranti. La capacità di mediare con studenti appartenenti a culture diverse costituisce una “palestra di democrazia” estremamente significativa, nella prospettiva dell’agire in una società globalizzata.

16 16 Dinamiche di gruppo Non esistono individui soli, che agiscono da singoli. Nel primo giorno di scuola, dopo una mattina trascorsa insieme con gli altri in classe, si formano già i primi gruppi. Gruppi diversi costituiti da coppie di amici o di amiche, da gruppi di compagni più numerosi, da “bande” che si aggregano attorno ad interessi sportivi, o per svolgere giochi comuni, a coppie di fidanzatini. La scuola è una costellazione di piccoli e grandi gruppi, e molta animazione è dovuta al fatto che non sono i singoli che interagiscono, ma sono i gruppi che lo fanno con tutta la loro potenza.

17 17 Egocentrismo adolescenziale Pur transitando verso l’età adulta, la mentalità adolescenziale è largamente egocentrica, cioè incapace a comprendere altri punti di vista se non il proprio. L’egocentrismo costituisce un veicolo di conflitto tra persone che non vogliono comprendersi e non vogliono ascoltarsi.

18 18 Gruppi aperti e gruppi chiusi I gruppi aperti sono utilizzati soprattutto come gruppi di accoglimento (gruppi in ospedali, gruppi terapeutici) I gruppi adolescenziali, al contrario, tendono ad essere gruppi chiusi in se stessi e mutuamente esclusivi Ciò facilita il conflitto tra gruppi che sono chiusi

19 19 Giochi di inclusione e di esclusione Nella costellazione di gruppi che si formano e si disfano all’interno della scuola i giochi di inclusione ed esclusione sono frequenti: essere “dentro il gruppo” od essere respinti al “di fuori” dello stesso. Ciò provoca amarezza e conflitto tra le persone che si vedono escluse.

20 20 Motivi di esclusione Creano amarezza e risentimento tra gli esclusi, e volontà di vendetta, specialmente se i motivi sono futili od ingiusti I motivi di esclusione possono essere di qualsiasi tipo: dalla apparenza individuale ad una conversazione che viene fraintesa. L’assenza di motivi di esclusione seri caratterizza i gruppi adolescenziali, frutto di un gioco di inclusione ed esclusione. Tuttavia, nel compiere questo gioco vengono spesso sottovalutati i sentimenti (o risentimenti) dell’escluso, che possono portare ad episodi di violenza e di vendetta.

21 21 Pensiero del gruppo Il gruppo è caratterizzato non solo da una azione comune, ma anche e soprattutto da un vivacissimo scambio di comunicazione Durante questa comunicazione vengono elaborate idee comuni, valori comuni che fanno parte del pensiero o della “sottocultura” del gruppo Gruppi simili che si incontrano in raduni giovanili possono scambiarsi queste esperienze Il pensiero di gruppo costituisce il modo attraverso il quale il gruppo risolve i propri problemi o cerca di dare una prospettiva alla propria situazione esistenziale

22 22 Atmosfera del gruppo Il termine indica il clima di fondo che colpisce immediatamente chi entra in una stanza dove sia riunito un gruppo. G. Di Leone ha proposto il termine “sinestesia” per indicare le molteplici percezioni che una persona riceve partecipando ad un gruppo. Anche se non esplicitamente espressa, l’atmosfera del gruppo convoglia importanti messaggi comunicativi. Nei gruppi devianti l’atmosfera è tipicamente pessimistica, cupa, drammatica; con questa atmosfera di dramma si cerca pure di giustificare ciò che avviene nel gruppo stesso.

23 23 Gruppo didattico o di apprendimento E’ tipicamente diverso da quello amicale e dalla banda adolescenziale, in quanto ha come finalità non l’aggregazione, ma l’apprendimento. L’insegnante od il tutore del gruppo diviene il leader del gruppo. Tipici gruppi di collaborazione e di apprendimenti sono quelli che si creano nelle gite scolastiche e nei lavori collettivi organizzati dalla scuola (ad esempio, un gruppo teatrale che deve realizzare una performance).

24 24 Il gruppo come “amplificatore” della azione individuale Esperimenti di psicologia sociale hanno dimostrato che il gruppo “amplifica” nel bene e nel male il potere individuale L’azione in gruppo rende gli individui solidali e coraggiosi, fermi nel perseguire i loro intenti e scarsamente influenzabili da fattori esterni Il gruppo è uno strumento importante per perseguire i propri scopi (buoni o cattivi)

25 25 Il lavoro con i gruppi nella scuola Identificare le caratteristiche dei vari gruppi che agiscono nella scuola Identificare i gruppi a rischio, caratterizzati da pessimismo, alta conflittualità, episodi di violenza e di ribellione Lavorare con i gruppi a rischio diminuendo le situazioni di conflitto Sdrammatizzare il conflitto adolescenziale, che ha caratteristiche improvvise e temporanee Rendere l’azione dei gruppi il più costruttiva possibile per coloro che li compongono, anche temporaneamente. Sfruttare la creatività dei gruppi.

26 26 Identificare i gruppi, la loro fisionomia e le loro attitudini Il personale insegnante nella scuola deve imparare a riconoscere i gruppi che agiscono nell’Istituto, studiarli nella loro composizione e riconoscerne le attitudini, buone o cattive, obbedienti o conflittuali, rispetto alla istituzione ed agli altri gruppi. Questa operazione di ricognizione deve essere fatta per prevenire una violenza improvvisa che può scatenarsi tra i gruppi che agiscono entro la scuola.

27 27 Caratteristiche del gruppo Chi è il leader? Ogni gruppo ha un capo. Quanti lo compongono? Come si chiamano? Chi lo compone? Cosa hanno fatto i componenti del gruppo prima di aderire al gruppo stesso? Quali sono gli scopi del gruppo? Sono chiari gli scopi del gruppo, oppure equivoci e non certi? Quali sono gli interessi del gruppo? Dove gravita il gruppo? Dove si sofferma all’interno della scuola? Dove si incontra fuori della scuola? Con quali altri gruppi si relaziona oppure si incontra? Quali sono gli alleati (amici del gruppo) e quali sono i nemici?

28 28 La violenza fomentata dai gruppi si scarica sugli altri studenti Gli antagonismi e la violenza non si scaricano sui docenti o sul personale di sorveglianza, ma sugli altri studenti, che divengono gli obiettivi primari della violenza all’interno e fuori della scuola. Il controllo della violenza deve quindi essere esercitato per rendere la vita nella scuola tranquilla e pacifica per tutti gli studenti. Tipicamente, i componenti di un gruppo violento hanno timore della autorità proveniente dagli insegnanti e dal personale di sorveglianza e cercano di non farsi scoprire.

29 29 Motivi di violenza Desiderio di prevalere rispetto agli altri maschi Desiderio di “misurarsi” con gli altri maschi Mantenimento di una egemonia conquistata rispetto a gruppi rivali che l’attaccano. Desiderio di dominare un determinato ambiente nel quale il gruppo si è installato (una strada un bar) Controllo di una risorsa per divertirsi (per esempio un campo da gioco) Acquisizione di denaro (taglieggiamento) Motivi relativi alla conquista di ragazze od esponenti dell’altro sesso

30 30 Strumenti di violenza Ronde, esibizioni, sconfinamenti territoriali Prese in giro, ridicolo, ironie, scherni Minacce verbali aperte Insulti offensivi Scontri fisici Scontri armati di bastoni od oggetti contundenti (pietre) Scontri armati con armi bianche

31 31 Indagine presso i componenti di un gruppo conflittuale I componenti di un gruppo conflittuale sono coscienti degli amici e dei nemici che hanno, sanno riconoscerli ed individuarli Generalmente, per non fare la spia, non comunicano queste notizie al personale insegnante e di sorveglianza Ad una indagine più approfondita, tuttavia, nomi e comportamenti sono facilmente attribuibili Non è necessario avere un atteggiamento inquisitorio per ottenere le informazioni utili, spesso è sufficiente una conversazione dall’apparenza abbastanza disinteressata.

32 32 Osservazione dei comportamenti I comportamenti altrui in una piccola comunità, come può essere la scuola, vengono continuamente osservati. E’ veramente difficile fare qualcosa di nascosto rispetto agli altri. L’osservazione implica, da parte degli adolescenti che osservano ed apprendono rapidamente, imitazione (se questa appare conveniente per aumentare la propria immagine) oppure critica

33 33 Prevale l’imitazione sulla critica Gli adolescenti apprendono rapidamente e non hanno ancora sviluppato un forte senso critico, cosa che faranno dopo i 16 anni, al termine della pubertà. Sulla critica prevale quindi l’imitazione, come capacità di acquisire nuove doti e nuove qualità (anche se considerate dai grandi negative) Se si osserva un adolescente adottare un nuovo comportamento, bisogna chiedersi da chi l’ha precedentemente osservato

34 34 La diffusione del fumo a scuola Il fumo di sigarette è un comportamento appreso Si apprende a fumare per imitazione di altre persone che fumano Spesso si attribuisce l’inizio del fumo alla imitazione tra adolescenti Quasi sempre si dimentica che gli adulti che fumano ostentano un comportamento che viene imitato dagli adolescenti Categorie professionali che fumano: medici, infermieri (che dovrebbero tutelare la salute), insegnanti, avvocati, liberi professionisti, manager.

35 35 L’importanza dei modelli La tradizione pedagogica indica che l’apprendimento avviene attraverso la memorizzazione delle nozioni, ma trascura l’apprendimento mediante ostensione. Nell’apprendimento tramite ostensione, il soggetto apprende vedendo un’altra persona che fa qualcosa oppure osservandone il comportamento La persona osservata non si accorge necessariamente di essere divenuta modello di un apprendimento

36 36 Ragazze giocattolo o “barbies” Imitano i cartoni giapponesi In apparenza, sessualmente immature e apparentemente minorenni Consci e calcolati tentativi di seduzione del maschio Ballerine provette Apparentemente disponibili ad episodi di sadismo Apparentemente innocenti (ma non lo sono).

37 37 Uomini giocattoli Ricky Martin Bello, piacevole, ballerino; Senza particolare carattere; La musica come missione di vita; Eventuale omosessualità Leonardo di Caprio Bello, piacevole, attraente soprattutto per le ragazze, eventualmente pericoloso, sadico e trasgressivo (doppia vita newyorkese).

38 38 Idoli e miti della adolescenza Michael Jackson Manie a sfondo igienico-salutista Sospetto che cercasse di divenire bianco tingendo la pelle Sospetto di omosessualità e/o pedofilia Incitamento alla trasgressione Autore di “Thriller”, “Bad”, e “Dangerous”

39 39 Madonna “come una verginella” Atteggiamenti sessualmente trasgressivi Ironia sulla verginità Scelta di vari partner, promiscuità Dichiarata “bisessualità” prima di divenire madre Ironia sulla figura religiosa della Madonna (soprattutto una divinità da adorare)

40 40 Hulk Hogan – potenza della forza bruta Mirabile lottatore Esibisce soprattutto la massa muscolosa Fascia da pirata, selvaggio, rozzo e piratesco La vita come lotta eterna contro un nemico da sconfiggere Il desiderio di mantenere il primato della forza ad ogni costo Trasgressione delle regole di un confronto sportivo alla pari

41 41 Modelli punk di violenza Sex Pistols Uso di eroina e varie altre droghe stimolanti Culto della morte Piercing Autolesionismo volontario, ferimento e sangue Uso di armi da fuoco, le pistole come simbolo sessuale

42 42 Apprendimento per ostensione Apprendimento osservando cosa fanno i professori. Se un professore alza le mani, gli studenti imparano che può essere lecito. Apprendimento osservando i genitori a casa, magari in posizioni intime. Apprendimenti osservando cosa fa il personale non docente. Se un sorvegliante si mostra volgare, gli studenti apprendono che la volgarità può essere tollerata. Apprendimento osservando come si vestono le persone. Sono particolarmente osservate le insegnanti più giovani, le compagne, ed il personale della scuola. Apprendimento osservando la gestualità verso gli altri, di carattere corretto o scorretto.

43 43 Apprendimento di modelli comportamentali Modelli positivi: competenza, saggezza, lealtà, coraggio, amicizia, amore, affetto. Modelli negativi: arroganza, superbia, vanità, sfrontataggine, esibizionismo, spudoratezza, insolenza, maleducazione. I modelli comportamentali possono essere appresi anche osservando gli altri. E’ quindi consigliabile mettere in evidenza i modelli comportamentali positivi.

44 44 La prevedibilità dei comportamenti normali appresi I comportamenti degli altri vengono osservati, imitati ed appresi Generalmente genitori e insegnanti incoraggiano questo tipo di imitazione se si tratta di comportamenti ritenuti “normali”.

45 45 Imprevedibilità dei comportamenti anormali o devianti appresi Anche i comportamenti devianti degli altri vengono osservati, imitati ed appresi, forse con maggiore interesse di quelli normali, appunto perché originali ed inusuali Generalmente genitori e insegnanti si meravigliano per questo tipo di imitazione, ma si tratta dello stesso processo applicato per i comportamenti normali.


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