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“ L’applicazione della certificazione EMAS nel distretto conciarioToscano: esperienze, vantaggi e risultati raggiunti” 18 giugno 2015, Santa Croce Sull’Arno.

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1 “ L’applicazione della certificazione EMAS nel distretto conciarioToscano: esperienze, vantaggi e risultati raggiunti” 18 giugno 2015, Santa Croce Sull’Arno. Sara Tessitore p.Hd Scuola Superiore Sant’Anna 1

2 EMAS di distretto: origini e obiettivo Sviluppare a livello territoriale una serie di azioni volte a facilitare l’adesione alla registrazione EMAS da parte delle singolo organizzazioni presenti nel distretto 2 Delibera di Consiglio Regionale, la DCR 21 febbraio 2000, n. 69 “ Individuazione dei distretti industriali e dei sistemi produttivi locali manifatturieri, ai sensi dell’art. 36 della legge 317/1991 come modificato dall’art. 6, comma 8, legge 140/1999”, sulla base della quale sono stati individuati 12 distretti industriali Decisione UE 680/2001: “piccole imprese che operano in un grande territorio determinato e producono prodotti o servizi identici o simili”

3 EMAS di distretto, riferimenti: Regolamento EMAS 3 Regolamento EMAS. Reg. CE n. 1221/2009 Art. 37 «Gli Stati membri incoraggiano le autorità locali, in partecipazione con le associazioni industriali, le camere di commercio e le altre parti interessate, a fornire specifica assistenza a distretti di organizzazioni, perché soddisfino i requisiti per la registrazione […]»

4 EMAS di distretto: posizione Comitato EMAS 4

5 L’ EMAS nel distretto conciario 5 Istituzione del Comitato Promotore Il CP elabora e attua: – Politica ambientale – Analisi Ambientale (territoriale e settoriale) – Programma ambientale per il miglioramento ambientale del distretto – Comunicazione interna ed esterna (per garantire il collegamento tra stakeholder del territorio) Verifica da parte di ente terzo accreditato Rilascio attestato (con validità triennale) da parte del Comitato Ecolabel Ecoaudit Mantenimento annuale dell’attestato e rinnovo triennale dello stesso (a seguito di riscontro positivo del Verificatore)

6 Il CP distretto conciario 6 Istituzione del Comitato Promotore nel Febbraio 2009 Membri:  Consorzio Conciatori,  Associazione conciatori;  Comune di Santa Croce,  Comune di San Miniato,  Comune di Castelfranco di sotto,  Comune di Fucecchio  Provincia di Pisa. Attività di mantenimento di certificazione Attività di formazione promosse da Associazione conciatori di Santa Croce sia dal Consorzio conciatori di Ponte a Egola

7 L’analisi ambientale e settoriale del distretto 7 Annualmente il CP redige : -L’analisi ambientale del distretto, con cui si analizza nel dettagli l’andamento di tutti gli aspetti ambientali al fine di rilevare criticità e punti di forza. -L’analisi ambientale settoriale su cui si valutano le prestazioni ambientali del settore ed i sui gli impatti più significativi. Entrambi i documenti sono oggetto del processo di revisione per il mantenimento di EMAS.

8 La Politica ed il Piano di miglioramento 8 Questi documenti elencano gli obiettivi di miglioramento ambientale perseguiti nell’ambito del distretto tra cui: 1.promuovere la realizzazione di progetti, misure e interventi mirati a migliorare quegli aspetti ambientali 2.fornire informazioni e strumenti che migliorino le capacità di aggiornamento, 3.incentivare la certificazione ambientale 4.……. Il Programma individua azioni specifiche su cui intervenire: -Riduzione flussi di traffico -Miglioramento del sistema di depurazione -………..

9 Il percorso del distretto conciario 9 Sperimentazione percorso EMAS per distretti industriali con la Regione Toscana: anno 2005 Partecipazione al progetto europeo Imagine (Innovations for a Made Green In Europe) Ottenimento dell’attestato EMAS distretto all’interno del progetto Imagine: anno 2010 Rinnovo triennale dell’attestato: anno 2013 Partecipazione progetto PREFER dal 2013

10 Il progetto IMAGINE 10 Il Progetto IMAGINE è mirato a promuovere e diffondere l’approccio distrettuale EMAS nel “sistema moda” toscano, attraverso il coinvolgimento di 4 distretti operanti nella regione: tessile pratese, abbigliamento di Empoli, conciario di Santa Croce sull’Arno e Ponte a Egola e calzaturiero di Capannori. Azioni: -Sperimentazione EMAS distrettuale -Diffusione di EMAS nei distretti -Sperimentazione metodologia LCA su un prodotto rappresentativo del distretto

11 I risultati del progetto IMAGINE 11 I risultati più importanti: 4 imprese registrate EMAS entro il termine del progetto e altre hanno continuato il percorso raggiungendo il risultato nei mesi successivi Attestato Emas di distretto (2010) 3 prodotti oggetto di studio LCA ( mq di pelle conciata al cromo, al vegetale e cuoio) Altri risultati: “cassetta degli attrezzi” con documenti e procedure per semplificare il percorso EMAS Numerose attività di formazione Linee guida per il banchmarkinng dei prodotti

12 I distretti che hanno ottenuto l’attestato EMAS (fonte ISPRA) 12

13 Le imprese EMAS oggi 13

14 Le imprese ISO

15 Il progetto PREFER 15 Dimostrare l’efficacia della metodologia europea dell’impronta ambientale (PEF) in diversi settori Superare il problema delle limitate risorse umane e finanziarie a disposizione delle PMI facendo leva sull’approccio di cluster Condividere una serie di strumenti, metodi e risorse a supporto delle PMI a livello di cluster Supportare le PMI nell’applicazione della metodologia PEF e migliorare le performance ambientali dei loro prodotti

16 Il progetto PREFER 16 Il distretto della moda toscana è parte del progetto. Le attività sono concentrate sul distretto conciario ed in particolare sulla produzione di scarpe da uomo in pelle. Il CP del distretto conciario ha approvato la partecipazione al progetto e segue e partecipa all’organizzazione di tutte le attività. Attività principali: PEF del prodotto caratterizzante il distretto (oltre 30 Imprese coinvolte) PEFCR della pelle e dei prodotti conciari Sperimentazione della metodologia PEF su 3 imprese del distretto.

17 L’attività nel distretto 17 Attività di formazione: -24 Giugno 2015 Conoscere la “PEF-Product Environmental Footprint”, strumento innovativo della Commissione europea per valorizzare e accrescere la competitività dei prodotti su mercati sempre più attenti alla sostenibilità ambientale (per aziende del settore conciario). -14 Luglio 2015 Seminario tecnico sulla “Raccomandazione della Commissione, 179/2013 sulla PEF”. Dalla definizione degli obbiettivi di uno studio, alla validazione dei dati raccolti. Tutte le fasi ed i processi più importanti per realizzare una PEF di prodotto. -Settembre 2015 Gli strumenti di semplificazione e comunicazione della PEF per supportare le imprese nell’elaborazioni di un’impronta ecologica e nella sua divulgazione dei risultati a diversi target audience (consumatori, fornitori, clienti etc.).

18 L’attività nelle imprese del distretto 18 SUPPORTO AL MIGLIORAMNETO: -Selezione di 3 aziende per proseguire la sperimentazione della PEF e di un prodotto per ciascuna azienda di cui misurare le prestazioni ambientali. -Applicazione della PEF entro fine Supporto al miglioramento delle prestazioni ambientali “personalizzata” per ognuna delle 5 aziende -Nuova applicazione della PEF entro dicembre 2016!

19 19 Grazie!


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