La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

Prof. Ruggiero Dipace Università degli studi del Molise.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "Prof. Ruggiero Dipace Università degli studi del Molise."— Transcript della presentazione:

1 Prof. Ruggiero Dipace Università degli studi del Molise

2 1 Ambiente e pianificazione Nozione a vocazione trasversale Funzioni e procedimenti Pianificazione Autorizzazioni a valenza ambientale Determinazione di standard Misure economiche Poteri di ordinanza, sanzionatori e di controllo Pianificazione: si esplica attraverso atti generali volti a distribuire sul territorio le risorse a disposizione e predisporre un intervento complessivo in un settore per mezzo di un insieme coordinato di misure

3 2 Ambiente e pianificazione Pianificazione territoriale di coordinamento (ART. 57 D.lgs. 112/198) Pianificazione territoriali e programmazione economica Valenza ambientalistica Prevale sul piano comunale Non può imporre vincoli non riferiti ad un’attribuzione della provincia Pianificazione di settore Possono incidere sul territorio Piano di bacino distrettuale Piano del parco Piano paesistico Prg

4 3 Pianificazione territoriale di coordinamento Art. 20 d.lgs. 267/2000 La provincia predispone ed adotta il piano territoriale di coordinamento che determina gli indirizzi generali di assetto del territorio e, in particolare, indica: le diverse destinazioni del territorio in relazione alla prevalente vocazione delle sue parti; la localizzazione di massima delle maggiori infrastrutture e delle principali linee di comunicazione; le linee di intervento per la sistemazione idrica, idrogeologica ed idraulico-forestale ed in genere per il consolidamento del suolo e la regimazione delle acque; Art. 57 D.lgs. 112/1998 La regione, con legge regionale, prevede che il piano territoriale di coordinamento provinciale assuma il valore e gli effetti dei piani di tutela nei settori della protezione della natura, della tutela dell'ambiente, delle acque e della difesa del suolo e della tutela delle bellezze naturali, sempreché la definizione delle relative disposizioni avvenga nella forma di intese fra la provincia e le amministrazioni, anche statali, competenti.

5 4 Ambiente e tutela del territorio Nozioni differenti a vocazione trasversale Art. 117 Cost. Tutela ambiente Competenza statale esclusiva Governo territorio Competenza concorrente Alcune normative regionali adottano nozione ampia di governo del territorio Per rivendicare la potestà normativa in materia ambientale

6 6 5 Governo del territorio Rapporti tra urbanistica, edilizia e governo del territorio Diversi indirizzi interpretativi Urbanistica ed edilizia ricomprese nel governo del territorio Materie diverse e poiché non elencate di potestà esclusiva (residuale delle regioni) Giannini: governo del territorio, politica degli usi ordinati del territorio Stella Richter: la disciplina investe l’intero territorio e non solo la parte occupata da costruzioni (equivalenza con urbanistica) Corte cost. 239/1982: l’urbanistica comprende tutto ciò che concerne l’uso dell’intero territorio (e non solo degli aggregati urbani) ai fini della localizzazione e tipizzazione degli insediamenti di ogni genere con le relative infrastrutture

7 7 6 Governo del territorio Interventi dei pubblici poteri sul territorio 1. Tutela del patrimonio storico, artistico, culturale e in genere del paesaggio e dell’ambiente naturale 2. Realizzazione di opere di pubblico interesse 3. Disciplina dell’attività di trasformazione della forma del territorio per evitarne diseconomie esterne 4. Pianificazione territoriale (rivolta ad organizzare il territorio secondo una visione unitaria in modo che ogni utilizzazione prevista integri le altre e tutte siano, per quanto possibile, di reciproco vantaggio). Solo gli ultimi due rientrano nella nozione di urbanistica intesa come scienza che studia il modo di rendere compatibili tra loro i vari usi del territorio e di evitarne le reciproche interferenze negative, ossia di ottimizzare lo sfruttamento del bene essenziale per la collettività che è il territorio (Stella Richter) Urbanistica non è tutto ciò che attiene all’uso del territorio

8 8 7 Governo del territorio Urbanistica non è tutto ciò che attiene all’uso del territorio Nell’ambito del governo del territorio non rientra la tutela dell’ambiente dell’ecosistema e di beni culturali Legislazione esclusiva dello Stato

9 9 7 La pianificazione urbanistica Attività finalizzata all’individuazione delle regole da seguire per l’utilizzazione del territorio alla scopo di consentire un uso di quest’ultimo corretto e rispondente agli interessi generali Convergono una molteplicità di interessi giuridicamente rilevanti È pianificazione territoriale in quanto si rivolge a tutto il territorio e non solo agli aspetti di edilizia urbana, ma costituisce solo una parte della complessa attività di governo del territorio ove confluiscono altri piani che disciplinano profili diversi Il piano è il provvedimento discrezionale della p.a. in cui si concretizza l’azione di pianificazione Natura mista dei piani Normativa e provvedimentale

10 10 8 Pianificazione urbanistica Vasta gamma di piani urbanistici. Differenziazione relativa All’ampiezza del territorio considerato Ai rapporti di gerarchia esistenti fra piani Agli effetti giuridici Ai soggetti Alla natura giuridica

11 11 9 La pianificazione urbanistica Tipi principali di piano Piani territoriali di coordinamento regionali e provinciali (direttive ampie) Piani regolatori generali intercomunali (direttive ampie) Piani regolatori generali comunali (regolamentazione operativa) Programmi di fabbricazione: elementari piani regolatori per i comuni minori (regolamentazione operativa) Programmi pluriennali di attuazione (coordinamento dei piani attuativi di nuovi insediamenti con il programma triennale dei lavori) Piani particolareggiati di esecuzione e piani di lottizzazione (attuazione del p.r.g.) Piani speciali di zona (peep e pip) piani attuativi finalizzati all’espropriazione del territorio Procedimenti tra loro collegati Principio di tipicità e nominatività

12 12 10 Piani urbanistici Pianificazione di direttiva, operativa e di attuazione Concezione “gerarchica” dei piani Sistema a cascata: sequenza gradualistica di comandi via via più concreti nel passaggio tra previsioni ampiamente programmatiche ed indicative a previsioni cogenti ed immediatamente operative Critiche alla concezione gerarchica Contrasta con il principio costituzionale dell’autonomia degli enti locali territoriali e con il riparto delle competenze in materia urbanistica che conferisce la Comune la disciplina dell’assetto del proprio territorio (sussidiarietà) La pianificazione comunale non è una mera specificazione delle scelte effettuate a monte da regione e provincia

13 13 11 Piani urbanistici Stella Richter: gerarchia vero e proprio idolo teorico Gradualità delle scelte (superamento della gerarchia) Gradualismo non è ordinamento gerarchico ma progressiva specificazione dei contenuti Piani generali e particolareggiati possono contenere indifferentemente disposizioni a contenuto programmatorio e puntuali, immediatamente operative Concezione funzionale: utilizzazione ottimale del territorio Funzione precettiva e di gestione

14 14 12 Piani di settore La pianificazione urbanistica non può contenere tutti gli interessi pubblici riferibili all’organizzazione del territorio Discipline di settore che concorrono con la pianificazione a determinare i possibili usi del territorio Tali discipline devono coordinarsi con la pianificazione Inserzione automatica di vincoli e prescrizioni Necessità di intese Piani di settore: valenza prevalente Piani territoriali funzionali alla tutela degli aspetti ambientali Piano di bacino distrettuale (Codice dell’ambiente d. lgs. 152/2006) Piano del parco (Legge quadro sulle aree protette l. 394/1991) Piano paesaggistico (Codice beni culturali d.lgs 42/2004)

15 13 La pianificazione delle risorse idriche Direttiva Quadro sulle Acque 2000/60/CE istituisce un quadro per l’azione comunitaria in materia di acque con un approccio innovativo nella legislazione europea in materia di acque, tanto dal punto di vista ambientale, quanto amministrativo-gestionale. Obiettivi: prevenire il deterioramento qualitativo e quantitativo migliorare lo stato delle acque e assicurare un utilizzo sostenibile, basato sulla protezione a lungo termine delle risorse idriche disponibili

16 14 LA DIRETTIVA 2000/60/CE ampliare la protezione delle acque, sia superficiali che sotterranee raggiungere lo stato di “buono” per tutte le acque entro il 31 dicembre 2015 gestire le risorse idriche sulla base di bacini idrografici indipendentemente dalle strutture amministrative procedere attraverso un’azione che unisca limiti delle emissioni e standard di qualità riconoscere a tutti i servizi idrici il giusto prezzo che tenga conto del loro costo economico reale rendere partecipi i cittadini delle scelte adottate in materia. la tutela delle acque a livello di “bacino idrografico” e l’unità territoriale di riferimento per la gestione del bacino è individuata nel “distretto idrografico” area di terra e di mare, costituita da uno o più bacini idrografici limitrofi e dalle rispettive acque sotterranee e costiere.

17 15 LA DIRETTIVA 2000/60/CE Per ciascun distretto un’analisi delle caratteristiche del distretto un esame dell’impatto provocato dalle attività umane sullo stato delle acque superficiali e sotterranee un’analisi economica dell’utilizzo idrico Entro 2015 per ciascun distretto programma di misure che tenga conto delle analisi effettuate e degli obiettivi ambientali fissati dalla Direttiva I programmi di misure sono indicati nei Piani di Gestione che gli Stati Membri devono predisporre per ogni singolo bacino idrograficoPiani di Gestione è lo strumento di programmazione/attuazione per il raggiungimento degli obiettivi stabiliti dalla direttiva.

18 16 Piani di gestione Art. 13 direttiva Strumento per il raggiungimento degli obiettivi della direttiva Deve essere adottato entro 9 anni dall’entrata in vigore della direttiva Contenuto la descrizione generale delle caratteristiche del distretto; la sintesi delle pressioni e degli impatti delle attività umane sui corpi idrici superficiali e sotterranei; l’elenco e la rappresentazione delle aree protette; la mappa delle reti di monitoraggio; l’elenco degli obiettivi ambientali per tutti i corpi idrici; la sintesi dell’analisi economica; la sintesi dei programmi di misure (compresi quelli più dettagliati per sottobacino, settori o per problematiche specifiche, nonché le misure adottate per la partecipazione pubblica); l’elenco delle autorità competenti e le procedure per ottenere la documentazione e le informazioni di base Piano particolarmente complesso Comprende tutti i possibili aspetti relativi alla gestione delle acque

19 17 Piani di gestione Art. 13 comma 5 direttiva I piani di gestione dei bacini idrografici possono essere integrati da programmi e piani di gestione più dettagliati per sotto-bacini, settori, problematiche o categorie di acque al fine di affrontare aspetti particolari della gestione idrica. Piano non solo territoriale ma anche economico

20 18 Recepimento direttiva La direttiva 2000/60/CE è stata recepita in Italia attraverso il decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152. L’art. 64 ha ripartito il territorio nazionale in 8 distretti idrografici e prevede per ogni distretto la redazione di un piano di gestione, attribuendone la competenza alle Autorità di distretto idrografico.8 distretti idrografici Nell’attesa della piena operatività delle Autorità di distretto, il decreto legge n. 208 del 30 dicembre 2008 convertito con modificazioni in Legge 27 febbraio 2009, n. 13, recante Misure straordinarie in materia di risorse idriche e di protezione dell’ambiente, stabilisce che l’adozione dei Piani di gestione avvenga a cura dei Comitati Istituzionali delle Autorità di bacino di rilievo nazionale, integrati dai componenti designati dalle regioni il cui territorio ricade nel distretto a cui si riferisce il piano.Legge 27 febbraio 2009, n. 13

21 19 Recepimento direttiva Prima del recepimento della direttiva l’ordinamento nazionale aveva introdotto con la Legge 183/89 il concetto di pianificazione a scala di bacino, da attuarsi attraverso la realizzazione dei Piani di Bacino e aveva anticipato un approccio integrato alla tutela delle acque attraverso il Decreto legislativo 152/1999 che prevedeva, tra l’altro, quale strumento di pianificazione delle misure per il conseguimento degli obiettivi ambientali in materia delle acque, l’elaborazione, a cura delle regioni, dei piani di tutela, stralcio dei piani di bacino.

22 20 Pianificazione D.lgs. 152/2006 Diversi livelli di pianificazione (tre tipi) Autorità di bacino distrettuale Piano di Bacino Distrettuale (art.65) Piani di gestione (art. 117) Piani di tutela (art. 121)

23 21 Piano di bacino distrettuale È lo strumento conoscitivo, normativo e tecnico-operativo mediante il quale sono pianificate e programmate le azioni e le norme d'uso finalizzate alla conservazione, alla difesa e alla valorizzazione del suolo ed alla corretta utilizzazione della acque, sulla base delle caratteristiche fisiche ed ambientali del territorio interessato (art. 65 codice ambiente) Ha valore di piano territoriale di settore È al vertice della pianificazione ambientale ed urbanistica I piani regionali e locali si devono coordinare con questo Il piano deve, tra l’altro, l'indicare le zone da assoggettare a speciali vincoli e prescrizioni in rapporto alle specifiche condizioni idrogeologiche, ai fini della conservazione del suolo, della tutela dell'ambiente e della prevenzione contro presumibili effetti dannosi di interventi antropici Deve essere sottoposto a VAS Approvazione con DPCM

24 22 Piano di gestione Riprende i contenuti della direttiva È piano stralcio (o articolazione interna) del piano di bacino Medesimo iter di approvazione del piano di bacino

25 23 Piano di tutela delle acque Strumento di competenza regionale che contiene le misure necessarie alla tutela qualitativa e quantitative delle acque Riprende i contenuto del d.lgs 153/1999 È uno specifico piano di settore

26 24 Partecipazione pubblica Art. 14 direttiva Accesso all’informazione su richiesta e previa autorizzazione, a tutti i documenti di riferimento e alle informazioni in base ai quali è stato elaborato il progetto del piano di gestione del bacino idrografico. Pubblicazione di tutti i documenti che dovranno essere oggetto di consultazione Consultazione Calendario e programma di lavoro per la presentazione del Piano di Gestione e misure di consultazione. Individuazione e valutazione globale provvisoria delle principali criticità nella gestione dei corpi idrici. Sintesi del Piano di Gestione Partecipazione attiva di tutte le parti interessate all'attuazione della direttiva stessa, in particolare all'elaborazione, al riesame e all'aggiornamento dei piani di gestione dei bacini idrografici

27 25 Partecipazione pubblica Piano di Gestione: l’articolo 65, comma 7, cui l’articolo 117 rimanda per le procedure di approvazione, recepisce integralmente l’articolo 14, comma 1 della DQA; Piano di Tutela delle Acque: l’articolo 122, Informazione e consultazione pubblica nei Piani di cui all’articolo 121, recepisce integralmente tutto l’articolo 14 della DQA.

28 26 Piano per il parco Ha la funzione di tutela dei valori naturali ed ambientali nonché storici, culturali, antropologici, tradizionali la cui cura è affidata all'Ente parco (art. 12 legge 394/1991). Aspetti di conformazione del territorio organizzazione generale del territorio e sua articolazione in aree o parti caratterizzate da forme differenziate di uso, godimento e tutela vincoli, destinazioni di uso pubblico o privato e norme di attuazione relative con riferimento alle varie aree o parti del piano Zonizzazione: suddivisione del parco in zone a diversa intensità di tutela riserve integrali; riserve generali orientate; aree di protezione; aree di promozione economica e sociale

29 27 Piano per il parco Predisposto dall’Ente parco Comunità del parco (organo politico) partecipa alla definizione dei criteri Il piano, approvato dal consiglio direttivo, è adottato dalla Regione Dopo l’adozione si apre una fase di partecipazione Chiunque può prenderne visione ed estrarne copia e può presentare osservazioni scritte Sulle osservazioni si esprime la p.a. Approvazione della Regione

30 28 Piano per il parco Effetti: dichiarazione di pubblico generale interesse e di urgenza e di indifferibilità per gli interventi in esso previsti sostituisce ad ogni livello i piani paesistici, i piani territoriali o urbanistici e ogni altro strumento di pianificazione Controllo (art. 13) Il rilascio di concessioni o autorizzazioni relative ad interventi, impianti ed opere all'interno del parco è sottoposto al preventivo nulla osta dell'Ente parco

31 31 29 Piano paesaggistico Piani urbanistico-territoriali con specifica considerazione dei valori paesaggistici Sovrapposizione tra territorio-paesaggio e territorio oggetto di pianificazione urbanistica Pianificazione obbligatoria: funzioni conservazione degli elementi costitutivi e delle morfologie dei beni paesaggistici sottoposti a tutela, tenuto conto anche delle tipologie architettoniche, delle tecniche e dei materiali costruttivi, nonchè delle esigenze di ripristino dei valori paesaggistici; riqualificazione delle aree compromesse o degradate; salvaguardia delle caratteristiche paesaggistiche degli altri ambiti territoriali, assicurando, al contempo, il minor consumo del territorio; individuazione delle linee di sviluppo urbanistico ed edilizio, in funzione della loro compatibilità con i diversi valori paesaggistici riconosciuti e tutelati

32 30 Piano paesaggistico Piano interamente regionale Effetti: cogenti per gli strumenti urbanistici e prevalenti su di essi Imposizione di vincoli Determinate parti del territorio tutelate per legge (territori costieri, fiumi, montagne, zone umide etc.) Immobili ed aree di notevole interesse pubblico Immobili ed aree individuate dai piani Vincoli Nessun indennizzo Nessuna decadenza


Scaricare ppt "Prof. Ruggiero Dipace Università degli studi del Molise."

Presentazioni simili


Annunci Google