La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

ASSEMBLEA GENERALE ANIMA Intervento di Marco Fortis Vice Presidente Fondazione Edison Docente di Economia Industriale e Commercio Estero Università Cattolica.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "ASSEMBLEA GENERALE ANIMA Intervento di Marco Fortis Vice Presidente Fondazione Edison Docente di Economia Industriale e Commercio Estero Università Cattolica."— Transcript della presentazione:

1 ASSEMBLEA GENERALE ANIMA Intervento di Marco Fortis Vice Presidente Fondazione Edison Docente di Economia Industriale e Commercio Estero Università Cattolica di Milano Milano, 9 ottobre 2012

2 LECONOMIA MONDIALE E DI NUOVO IN FRENATA (variazioni % del PIL) In azzurro, dato consolidato; in violetto, dato previsionale. * Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria, Lettonia, Lituania, Bulgaria, Romania. Fonte: elaborazione Fondazione Edison su dati Prometeia, luglio 2012

3 PRIMA DELLA GRECIA, GLI OCCHI DEL MONDO ERANO CONCENTRATI SUI DEBITI DI STATI UNITI E U.K. I suspect that the reason the ratings agencies have not downgraded the UK may be that if they did so, they would, in logic, have to downgrade the US, too. Yet we also cannot escape from an inconvenient truth. Neither the UK nor the US is quite as wealthy as it once believed. There are losses to be shared, much of which will fall on public spending, taxation, or both. Once it becomes evident that neither of these countries can rise to the challenge, fiscal crises are inevitable. It would only be a question of when. Martin Wolf, Financial Times, November 24, 2009

4 MA POI TUTTO IMPROVVISAMENTE E CAMBIATO: ACROPOLIS NOW! Source: The Economist, May 10th 2010

5 SOLO IL DECISO INTERVENTO DELLA BCE E DI MARIO DRAGHI HANNO RIPORTATO UN PO DI CALMA SUI MERCATI FINANZIARI E SUGLI SPREAD

6 LECONOMIA ITALIANA E ENTRATA IN RECESSIONE PERCHE STA FACENDO LO SFORZO FISCALE MAGGIORE: LAZIONE DEL GOVERNO MONTI

7 LE CONSEGUENTI POLITICHE FORZATE DI AUSTERITA FRENANO LA DOMANDA INTERNA ITALIANA. SOLO LA DOMANDA ESTERA NETTA DA UN CONTRIBUTO POSITIVO AL PIL

8 Composizione fisco Riduzione evasione Investimenti concessionarie Durata dei processi Dimensione di impresa Capitale umano Occupazione femminile COME TORNARE A CRESCERE? Secondo il Centro Studi Confindustria (Scenari economici n. 12), per aumentare il PIL italiano occorre agire su: Investimenti in infrastrutture Liberalizzazioni Inefficienza logistica Burocrazia Occupazione giovanile e anziana Catch-up del Sud R&S Secondo il CSC di quanto aumenta il PIL italiano con le riforme? Nel lungo periodo (20 anni) il PIL triplica (CSC, Rapporto biennale 2012, Cambia Italia. Come fare le riforme e tornare a crescere).

9 MA LA RIFORMA PIÙ IMPORTANTE CHE DOBBIAMO FARE È QUELLA DELLA NOSTRA IMMAGINE ALLESTERO. Limmagine dellItalia percepita allestero, nonostante il recupero di credibilità operato dal Governo Monti ed in prima battuta dallo stesso premier con la sua autorevolezza, è tuttora disastrosa: prevalgono su di noi luoghi comuni ed antiche credenze, spesso autoalimentate dagli stessi opinion maker di casa nostra, che inevitabilmente ci condannano sempre ad essere i malati dEuropa o gli allievi perennemente dietro la lavagna, a scontare castighi che vanno dalla vecchia macchia del debito pubblico ad una presunta perdita generalizzata di competitività. E corretto abbattere la spesa pubblica improduttiva, tagliare gli sprechi, fare le riforme, ma attenzione a non frustrare lo sviluppo, creando una spirale perversa per cui gli sforzi fatti in termini di riduzione del debito vengono vanificati dalla caduta del PIL, con crescita della disoccupazione e chiusura di aziende.

10 SERVE UNA RIFORMA REPUTAZIONALE: ALLITALIA MANCA IL MARKETING PAESE Se lItalia, pur con i suoi problemi, non ricostruisce la sua immagine allestero sarà sempre costretta a fare i compiti a casa ben oltre quello che sarebbe giustificato, a fare più rigore del necessario, a pagare più tasse del dovuto, il che sottrarrà risorse per la crescita. Se vogliamo essere meno puniti dai mercati e giudicati meno superficialmente dagli stessi organismi internazionali e dalle agenzie di rating, dobbiamo cominciare a ricostruire con pazienza limmagine del nostro Paese, cominciando dalla base, vale a dire dalle statistiche. Per vendere i nostri Btp e Bot sui mercati dobbiamo fare un marketing più aggressivo, da una parte, e, dallaltra, smettere di diffondere allestero superficiali messaggi autolesionistici; dobbiamo chiarire che molte statistiche convenzionali distorcono la reale situazione economica del nostro Paese oppure non sono capaci di mettere in evidenza i nostri punti di forza.

11 LA NOSTRA SITUAZIONE ECONOMICA REALE È ASSAI MIGLIORE DI QUELLA CREDUTA ALLESTERO (E DOBBIAMO CONVINCERCI DI CIÒ NOI STESSI PER PRIMI) LItalia si è impegnata a conseguire il pareggio di bilancio entro il 2013, caso unico al mondo, anche se ciò ci ha portati in una dura recessione. Perché? Perché lItalia è considerata un Paese che non cresce e che ha i conti pubblici scassati, cioè un Paese debole finanziariamente, che corre il rischio di fare la fine della Grecia. Se il nostro spread è alto è essenzialmente perché siamo accusati di due cose: avere un PIL che cresce poco (perché, si dice, siamo poco competitivi) ed un alto rapporto debito pubblico/PIL (perché, si dice, siamo spendaccioni).

12 I LUOGHI COMUNI DA SFATARE: LA QUESTIONE DELLA DEBOLEZZA FINANZIARIA LItalia è considerata un Paese finanziariamente a rischio. Eppure tra il 1993 e il 2013 lItalia esprimerà il più alto avanzo statale cumulato del mondo, pari a oltre 700 miliardi di euro correnti. Ma pochi allestero conoscono questi dati. In realtà, i conti pubblici italiani ormai non sono peggiori di quelli di molti altri Paesi avanzati ex virtuosi, Stati Uniti in testa, mentre i conti privati dellItalia sono tra i migliori se non i migliori. E, in aggiunta, non abbiamo banche esposte sui titoli tossici e nei PIGS. Il rapporto debito pubblico/PIL è un indicatore totem superato che fa sembrare lItalia più in difficoltà di quello che è veramente, mentre permette ad altre economie di mascherare i loro problemi. Altri indicatori, come il rapporto tra debito pubblico/ricchezza finanziaria netta delle famiglie o debito pubblico/patrimonio complessivo delle famiglie (incluse le abitazioni) o debito pubblico/entrate statali, ci renderebbero più giustizia. Anche la nostra posizione finanziaria netta sullestero è sostenibile e nettamente migliore di quella dei Paesi davvero in difficoltà, come i PIGS.

13 NESSUNO BATTE LITALIA PER AVANZO STATALE PRIMARIO: MERITO DI CITTADINI E IMPRESE CHE PAGANO SEMPRE PIÙ TASSE, NON DELLO STATO CHE NON SA TAGLIARE LE SPESE

14 IL DEBITO PUBBLICO ITALIANO GODE PURTROPPO DI UNA PESSIMA FAMA A LIVELLO INTERNAZIONALE, MA LA VERITÀ E CHE NON SIAMO PIÙ LA PECORA NERA

15 DUE MISURAZIONI DIVERSE E COMPLEMENTARI DEL DEBITO PUBBLICO

16 I CITTADINI ITALIANI SONO OGGI I MENO GRAVATI DAI DEBITI IN RAPPORTO AL LORO PATRIMONIO, MA È IL DEBITO/PIL CHE CONTINUA A FAR TESTO E A COLLOCARCI TRA I PAESI CRITICI

17 CI STIAMO IMPOVERENDO A COLPI DI TASSE PERCHÈ PARADOSSALMENTE NON SIAMO CAPACI DI SPIEGARE CHE SIAMO I PIÙ RICCHI E, DUNQUE, NON A RISCHIO COME INVECE ALLESTERO CI GIUDICANO

18 LA RICCHEZZA DEGLI ITALIANI NON E SOLO IMMOBILIARE, COME MOLTI CREDONO, MA ANCHE FINANZIARIA

19 LITALIA HA IL PIU BASSO LIVELLO DI DEBITO PRIVATO, IN PARTICOLARE DELLE FAMIGLIE

20 LITALIA HA UN RAPPORTO DEBITO PUBBLICO/ENTRATE STATALI STABILE, GLI ALTRI PAESI INVECE FUORI CONTROLLO

21 I LUOGHI COMUNI DA SFATARE: LA QUESTIONE DELLA CRESCITA Nellultimo quindicennio la crescita del nostro PIL è stata bassa, ma lo era anche quella della Germania, che pure è il Paese più competitivo al mondo. Altri Paesi crescevano più di noi e della stessa Germania, cioè USA e UK ma anche Grecia, Irlanda, Spagna, ecc. Lo facevano solo grazie ai debiti privati e/o pubblici che sostenevano la domanda interna, non perché fossero Paesi competitivi, tanto è vero che tali economie hanno alti deficit commerciali strutturali con lestero per i manufatti mentre lItalia è in forte surplus. Si sente affermare che lItalia non cresce perché le manca la competitività. Non è così. Le imprese italiane che esportano, soprattutto quelle del cosiddetto quarto capitalismo, pur sostenute da un sistema Paese che non le aiuta, sono competitive. Se lItalia non cresce è perché la sua domanda interna è stagnante da anni ed oggi addirittura in forte calo con lausterità.

22 LA CRESCITA ECONOMICA DEGLI ULTIMI 15 ANNI E STATA DROGATA DAI DEBITI, SOPRATTUTTO PRIVATI, ECCETTO CHE IN GERMANIA E ITALIA

23 IN TERMINI DI RISULTATI, LITALIA NON SEMBRA AFFATTO CARENTE DI COMPETITIVITA ESTERNA Nonostante i fattori di sistema (burocrazia, infrastrutture, lentezza ed incertezza del diritto, rigidità del mercato del lavoro, costi dellenergia, ecc.) penalizzino notevolmente le imprese italiane, il nostro Paese si è confermato nel 2010 secondo per competitività solo alla Germania, secondo il Trade Performance Index UNCTAD/WTO. LItalia, assieme a Cina, Germania, Giappone e Corea del Sud, è tra i 5 soli Paesi del G-20 con un surplus per i manufatti. La bilancia commerciale manifatturiera con lestero ha raggiunto negli ultimi 12 mesi terminanti a giugno 2012 un livello record vicino agli 80 miliardi di euro, assai superiore ai massimi pre-crisi toccati nel 2008, che erano intorno ai 64 miliardi. Notevole è il contributo della meccanica, che è oggi il nostro settore di punta.

24 GERMANYs COMPETITIVENESS UNCTAD-WTO INDEX: YEAR 2010 World competitiveness ranking in 14 sectors Source: International Trade Centre, UNCTAD/WTO

25 ITALYs COMPETITIVENESS UNCTAD-WTO INDEX: YEAR 2010 World competitiveness ranking in 14 sectors Source: International Trade Centre, UNCTAD/WTO

26 NEL 2011 IL SURPLUS MANIFATTURIERO CON LESTERO DELLITALIA E QUELLO CRESCIUTO PERCENTUALMENTE DI PIÙ

27

28

29 Il posizionamento dellItalia nella Meccanica non elettronica secondo i sottoindici e lIndice complessivo di competitività dellUNCTAD/ WTO: anno 2010 (posizionamento dellItalia nella classifica mondiale) Fonte: elaborazione Fondazione Edison su dati UNCTAD/WTO

30 IL VALORE AGGIUNTO DELLA MECCANICA ITALIANA E ASSAI RILEVANTE

31

32

33 Indice delle eccellenze competitive nel commercio internazionale: il posizionamento complessivo dellItalia, anno 2010 (miliardi di dollari) Fonte: Osservatorio GEA-Fondazione Edison su dati ONU

34 Indice delle eccellenze competitive nel commercio internazionale: il posizionamento dellItalia nelle macchine, apparecchi e prodotti in metallo: anno 2010 (miliardi di dollari) Fonte: Osservatorio GEA-Fondazione Edison su dati ONU

35 Quota % relativa al NUMERO e al VALORE dei primi, secondi e terzi posti detenuti dallindustria meccanica e dei mezzi di trasporto diversi dagli autoveicoli, rispetto al totale dei primati italiani: anno 2010 Fonte: Osservatorio GEA-Fondazione Edison su dati ONU

36 Saldi commerciali di Italia e Germania nei 154 prodotti della meccanica relativi ai settori ANIMA: anno 2011 (miliardi di euro, salva diversa indicazione) Fonte: elaborazione Fondazione Edison su dati Eurostat

37 Prodotti ANIMA in cui lItalia presenta un surplus commerciale superiore ai 100 milioni di euro: anno 2011 (milioni di euro; in azzurro le voci in cui il saldo italiano supera quello tedesco) (segue)

38 (segue) Prodotti ANIMA in cui lItalia presenta un surplus commerciale superiore ai 100 milioni di euro: anno 2011 (milioni di euro; in azzurro le voci in cui il saldo italiano supera quello tedesco) (segue)

39 (segue) Prodotti ANIMA in cui lItalia presenta un surplus commerciale superiore ai 100 milioni di euro: anno 2011 (milioni di euro; in azzurro le voci in cui il saldo italiano supera quello tedesco) Fonte: elaborazione Fondazione Edison su dati Eurostat


Scaricare ppt "ASSEMBLEA GENERALE ANIMA Intervento di Marco Fortis Vice Presidente Fondazione Edison Docente di Economia Industriale e Commercio Estero Università Cattolica."

Presentazioni simili


Annunci Google