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Il territorio nella preistoria Loccupazione umana del territorio di Sassari è attestata sin dal Neolitico. Agli inizi del Neolitico recente (4000-3200.

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Presentazione sul tema: "Il territorio nella preistoria Loccupazione umana del territorio di Sassari è attestata sin dal Neolitico. Agli inizi del Neolitico recente (4000-3200."— Transcript della presentazione:

1 Il territorio nella preistoria Loccupazione umana del territorio di Sassari è attestata sin dal Neolitico. Agli inizi del Neolitico recente ( a.C.), o addirittura alla fase finale del Neolitico Medio ( a.C.), si riferiscono i resti di un villaggio individuato in località Monte la Corra, proprio nellarea in cui venne poi edificato il noto altare megalitico di Monte dAccoddi. Durante il IV millennio il territorio visse una frequentazione molto intensa, testimoniata in particolare dalla presenza di numerosi complessi funerari ipogeici del tipo a domus de janas. NellEneolitico vi è soprattutto il riutilizzo dei siti della fase precedente, fatta eccezione soltanto per poche località. Con lEtà del Bronzo ha inizio la protostoria, che vede leccezionale sviluppo - a partire dal Bronzo Medio - della Civiltà Nuragica.

2 Le domus de janas Al IV millennio a.C. vanno riferiti i numerosi complessi funerari ipogeici costituiti da grotticelle artificiali del tipo a domus de janas. Le tombe, scavate nella roccia, possono essere isolate oppure riunite in necropoli, talvolta molto estese. Tra le località più note si ricordano Monte dAccoddi, Ponte Secco, Marinaru, Oredda, Piano di Colti, Li Curuneddi, SantAmbrogio, Calancoi e Montalé.

3 Laltare megalitico di Monte dAccoddi Sinora unico in Sardegna, laltare megalitico di Monte dAccoddi è rappresentato da un edificio troncopiramidale costruito con grandi massi calcarei appena sbozzati e disposti lungo il perimetro esterno, contenenti il cumulo di terra e pietre; la struttura è accessibile mediante una rampa priva di gradini. Si segnala la presenza di capanne circolari e rettangolari, di un menhir, di due grossi lastroni e di una grande pietra calcarea di forma sferoidale.

4 I Nuraghi Durante lEtà Nuragica il territorio vive un periodo di intensa occupazione. La maggior parte dei nuraghi viene edificata su bassi banchi rocciosi situati in prossimità delle zone pianeggianti, alle pendici dei rilievi collinari o sul margine degli altopiani. I monumenti sono stati costruiti sfruttando la roccia reperibile in loco (la trachite, il calcare, il basalto) sia con la tecnica a filari regolari che con quella ciclopica. Allelevata frequenza dei nuraghi non corrisponde unaltrettanta diffusione delle tombe di giganti.

5 Turris Libisonis Fondata nel I secolo a.C., la colonia romana di Turris Libisonis ospitava il più importante scalo marittimo della Sardegna nord- occidentale (lattuale Porto Torres). Risultano ancora visibili i resti di tre complessi termali, alcuni tratti dellantica rete stradale, le fondamenta di strutture abitative e di magazzini, le vestigia di vaste necropoli, ascrivibili ad un arco cronologico piuttosto ampio e a svariate tipologie tombali. In prossimità della foce del Rio Mannu sorge il ponte romano, che si sviluppa in sette arcate a sesto ribassato.


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