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1 DIRITTO SANITARIO Lezioni anno accademico 2008/2009 Prof. Gabriele Scarpa.

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1 1 DIRITTO SANITARIO Lezioni anno accademico 2008/2009 Prof. Gabriele Scarpa

2 2 PROGRAMMA Diritto Amministrativo Diritto Sanitario Responsabilità legale Privacy in ambito sanitario Consenso informato

3 3 COSE IL DIRITTO? Insieme di regole Funzione Disciplinare i rapporti tra le persone

4 4 DIRITTO: QUANDO, DOVE E PERCHE In un dato tempo e in un dato luogo Espressione della Comunità di persone di quel tempo e di quel luogo Traduzione in regole di comportamento delle forme di vita economica e sociale di una determinata Comunità

5 5 COME SI ATTUA IL DIRITTO? Organizzazione che crea le regole che le fa rispettare

6 6 DIRITTO IN SENSO OGGETTIVO Norma giuridica generale astratta certa DIRITTO IN SENSO SOGGETTIVO Interesse protetto da una norma giuridica

7 7 DIRITTO SOGGETTIVO Interesse riconosciuto e protetto direttamente dalla legge INTERESSE LEGITTIMO Interesse protetto indirettamente dalla legge, in quanto coincide con linteresse pubblico

8 8 FATTI E ATTI GIURIDICI Fatto giuridico Ogni accadimento al quale lOrdinamento giuridico ricollega un qualsiasi effetto giuridico Atto giuridico Atto destinato a produrre effetti giuridici - Dichiarazioni di volontà - Dichiarazioni di scienza

9 9 DEFINIZIONE DI ORDINAMENTO GIURIDICO Insieme delle Norme giuridiche poste dallo Stato al fine di disciplinare i rapporti dei cittadini tra di loro e con lo Stato stesso

10 10 LE NORME GIURIDICHE 1.Sono rivolte a tutta la Comunità 1.Sono obbligatorie per tutti 1.Sono suscettibili di sanzione nel caso di loro violazione

11 11 PRINCIPIO DELLO STATO DI DIRITTO Lo Stato è sottoposto al Diritto e vincolato al rispetto delle proprie Leggi Gli Atti contrari alla Legge possono essere impugnati da qualunque cittadino che abbia subito una lesione del proprio diritto e interesse

12 12 I FINI DELLO STATO Fini Comuni I Fini dello Stato corrispondono agli interessi di tutta la Comunità che di esso fa parte

13 13 I fini sono mutevoli esiste una pluralità di fini esistono fini comuni a tutti gli Stati

14 14 LE FUNZIONI E I POTERI DELLO STATO FUNZIONE POLITICA FUNZIONE LEGISLATIVA FUNZIONE AMMINISTRATIVA FUNZIONE GIURISDIZIONALE

15 15 LE FUNZIONE POLITICA Scelta dei fini Individuazione dei fini che lo Stato deve perseguire Corpo elettorale, Parlamento, Governo, Presidente della Repubblica,Regioni, Corte Costituzionale

16 16 LE FUNZIONE LEGISLATIVA Proposizione dei fini Creazione delle norme giuridiche Parlamento, Consigli regionali, Consigli provinciali Trento e Bolzano

17 17 LE FUNZIONE GIURISDIZIONALE Tutela dei fini Vigilanza sul rispetto delle norme giuridiche e conservazione dellOrdinamento giuridico Applicazione delle norme giuridiche Magistratura

18 18 LE FUNZIONE AMMINISTRATIVA Attuazione dei fini Realizzazione concreta dei fini dello Stato Pubblica Amministrazione

19 19 FONTI DEL DIRITTO Mezzi attraverso i quali le Norme giuridiche si manifestano

20 20 CLASSIFICAZIONE DELLE FONTI Fonti di cognizione Fonti di produzione Fonti scritte Atti che contengono le Norme giuridiche (Legge, Decreto Legge, ecc.) Gli Organi, cioè i soggetti che producono le Norme giuridiche (Parlamento, Governo, Regione, Comune, ecc.) Atto scritto Fonti non scritte Atto non scritto

21 21 REGOLE CHE DISCIPLINANO LE RELAZIONI TRA LE FONTI DEL DIRITTO GERARCHIA PARITA La Fonte di grado superiore ha maggior valore (prevale) su una fonte di grado inferiore Se ci sono Fonti equivalenti vale il criterio temporale COMPETENZA Vale la fonte prevista per lo specifico oggetto e ambito di competenza

22 22 ORDINAMENTO GIURIDICO complesso di Norme e Istituti posti al fine di regolare i rapporti tra i cittadini Norme giuridiche obbligatoriemunite di sanzione Fonti del Diritto sono documenti scritti rispondono esigenze certezza fonti da dove hanno origine le norme

23 23 LE FONTI DEL DIRITTO SONO LA COSTITUZIONE E LE LEGGI COSTITUZIONALI FONTI PRIMARIE Norme comunitarie (Trattati, Regolamenti, Direttive) Leggi ordinarie dello Stato Decreti Legislativi (Leggi delegate dal Parlamento al Governo) Decreti Legge del Governo Statuti delle Regioni ordinarie Leggi regionali Leggi delle Province di Trento e Bolzano FONTI SECONDARIE Regolamenti Ordinanze Statuti degli Enti minori La Consuetudine

24 24 LA COSTITUZIONE è suddivisa in tre Sezioni 1.Riguarda i Principi fondamentali della Repubblica italiana 2.Diritti e Doveri dei cittadini suddivisi in rapporti civili (diritto alla libertà personale) rapporti etico-sociali (tutela della famiglia, diritto alla salute) rapporti economici (tutela del lavoro,diritto allo sciopero) rapporti politici (diritto di voto) 1.Ordinamento dello Stato italiano

25 25 PRINCIPIO DELLA RISERVA DI LEGGE La Costituzione stabilisce che determinati rapporti o materie possano essere regolati soltanto mediante Legge

26 26 ORGANI DELLO STATO Il Parlamento Camera dei Deputati Senato della Repubblica Approvazione delle Leggi Manifestazione del voto di fiducia Il Presidente della repubblica Indice le elezioni Promulga le Leggi ed emana i decreti aventi valore di Legge e i regolamenti Indice i Referendum

27 27 ORGANI DELLO STATO Il Governo Organo collegiale composto dal Presidente del Consiglio e dai singoli Ministri Organo di direzione politica Deve ottenere il voto di fiducia del Parlamento Svolge anche attività legislativa in casi eccezionali previsti dalla Costituzione

28 28 ORGANI DELLO STATO La Magistratura Organo autonomo e indipendente composto dai magistrati La Corte Costituzionale Tutela della Costituzione (giudizio di legittimità della Costituzione) Giudizi sui conflitti di attribuzione tra i poteri dello Stato Giudizi sulle accuse promosse contro il Presidente della Repubblica e i Ministri

29 29 ORGANI DELLO STATO Regioni, Province, Comuni Competenza legislativa delle Regioni ART 117 Cost.

30 30 FUNZIONE AMMINISTRATIVA O ESECUTIVA Attività della P.A. finalizzata alla realizzazione dei fini pubblici Amministrare = curare gli interessi

31 31 P.A. DUE SIGNIFICATI Oggettivo = Attività Soggettivo = Apparato organizzativo

32 32 P.A. Insieme di Organi ed Uffici che svolgono attività amministrativa

33 33 ATTIVITA AMMINISTRATIVA Due ambiti: Attività di Diritto privato Attività di Diritto pubblico

34 34 ATTIVITA DI DIRITTO PRIVATO ATTIVITA DI DIRITTO PUBBLICO Esercizio della capacità di Diritto privato Esercizio del potere pubblico

35 35 ATTIVITA DI DIRITTO PRIVATO La P.A. è su un piano di parità Solo per Fini pubblici Devono essere rispettate regole di Legge

36 36 ATTIVITA DI DIRITTO PUBBLICO Posizione di supremazia sempre per fini pubblici Potere discrezionale della P.A.

37 37 RIMEDI CONTRO GLI ATTI ILLEGITTIMI DELLA P.A. I ricorsi Art 113 Cost.

38 38 PRINCIPIO DI LEGALITA Attività della P.A. subordinata alla Legge

39 39 ENTE PUBBLICO Soggetto che opera in regime differenziale Capacità di Diritto privato Capacità di Diritto pubblico

40 40 PLURALISMO DELLA P.A. Linsieme degli Enti pubblici

41 41 ENTI STRUMENTALI Perseguono fini e interessi propri dello Stato ENTI AUSILIARI Perseguono fini ed interessi che non sono direttamente dello Stato ma ne integrano e completano lattività ENTI AUTONOMI Non perseguono fini ed interessi dello Stato ma perseguono finalità sociali

42 42 IL REGIME GIURIDICO DEGLI ENTI PUBBLICI Autarchia Autotutela Autonomia Potere di compiere atti che incidono sulla sfera giuridica di altri soggetti (potestà pubblica) Potere di farsi ragione da sé Potere di intervenire sui propri atti (auto-annullamento) Potere di auto organizzarsi entro i limiti consentiti dalla legge (regole di Diritto pubblico) Art. 97 Cost. I Pubblici Uffici sono organizzati secondo la Legge in modo da assicurare il buon andamento e limparzialità della P.A.

43 43 ATTIVITA DEGLI ENTI PUBBLICI Ogni Ente pubblico agisce attraverso persone fisiche Ogni Ente pubblico è organizzato in Organi e Uffici a cui sono preposte persone fisiche (funzionari, impiegati, operatori, ecc.)

44 44 ORGANI Centri di competenza UFFICI Nellambito della competenza attribuita dalla legge possono assumere atti giuridici con rilevanza esterna Titolare dellOrgano Persona fisica preposta Apparati organizzatori dellEnte che svolgono compiti strumentali ed ausiliari allattività dellOrgano (uomini, donne e mezzi) Non assumono atti a rilevanza esterna

45 45 DISTINZIONE TRA ORGANI Organi collegiali e individuali Organo individuale monocratico Organi collegiali unica volontà anche se composto da più soggetti si esprime a maggioranza regole di funzionamento (conv. ufficiale, o.d.g., validità sedute, verbali) collegiali perfetti collegiali imperfetti

46 46 FUNZIONE DEGLI ORGANI Organi attivi Organi consultivi (esprimono pareri) Organi di controllo -Direttore gen. ASL -Sindaco -Prefetto -Comitato etico -Consiglio dei sanitari -Commissioni tecniche comunali -Collegio sindacale ASL -Corte dei Conti

47 47 PRINCIPIO DELLA PROROGATIO durata in carica dellOrgano PRINCIPIO DELLA ASTENSIONE Obbligo di astensione in caso di conflitto di interessi

48 48 FONDAMENTO DELLATTIVITA AMMINISTRATIVA Art. 97 Cost. I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge in modo che siano assicurati il buon andamento e limparzialità della pubblica amministrazione

49 49 FONDAMENTO DELLATTIVITA AMMINISTRATIVA Art. 1 Legge 241/1990 Lattività amministrativa persegue i fini determinati dalla legge ed è retta dai criteri di economicità, efficacia, efficienza e di pubblicità

50 50 PRINCIPI FONDAMENTALI DELLAZIONE AMMINISTRATIVA Principio di legalità Corrispondenza dellattività amministrativa alle prescrizioni di Legge

51 51 PRINCIPI FONDAMENTALI DELLAZIONE AMMINISTRATIVA Principio di imparzialità Obbligo per la P.A. di svolgere la propria attività nel pieno rispetto della giustizia

52 52 PRINCIPI FONDAMENTALI DELLAZIONE AMMINISTRATIVA Principio di buona amministrazione -Efficacia (obiettivi) -Efficienza (risorse-risultati) -Economicità (risultati-mezzi impiegati) -Rapidità (tempi certi) -Miglior contemperamento degli interessi -Minor danno per i destinatari dellazione amministrativa

53 53 PRINCIPI FONDAMENTALI DELLAZIONE AMMINISTRATIVA Principio di ragionevolezza Razionalità operativa, in modo da evitare decisioni arbitrarie e irrazionali

54 54 PRINCIPI FONDAMENTALI DELLAZIONE AMMINISTRATIVA Principio di trasparenza Immediata e facile controllabilità di tutte le azioni e le fasi attraverso cui si svolge loperato della P.A. Correttezza, conoscibilità e imparzialità

55 55 LAttività della P.A. si distingue in Comportamenti giuridicamente irrilevanti: Senza effetto giuridico nei confronti dei destinatari Comportamenti giuridicamente rilevanti: -atti giuridici -mere operazioni manifestazioni di scienza-giudizio-volontà Attività materiali svolte dalla P.A.

56 56 Gli Atti giuridici si distinguono in Atti di Diritto pubblico (es. i provvedimenti) Atti di Diritto privato (es. i contratti)

57 57 ATTI AMMINISTRATIVI Atti idonei a produrre unilateralmente effetti giuridici sui privati cittadini indipendentemente dalla loro volontà Strumenti della P.A. per perseguire i propri fini, attraverso un procedimento, una serie di atti concatenati e coordinati, finalizzato allemanazione di un atto finale.

58 58 ATTI AMMINISTRATIVI Atti di amministrazione attiva Atti di natura consultiva Atti di controllo

59 59 ATTI AMMINISTRATIVI Provvedimenti amministrativi Manifestazioni di volontà indirizzati a soggetti determinati o determinabili ed in grado di modificare unilateralmente la sfera giuridica dei destinatari (espropriazione, concessione edilizia, licenziamento) Atti amministrativi che non sono provvedimenti Manifestazioni di volontà che non incidono sulla sfera giuridica dei destinatari (es. pareri)

60 60 PROVVEDIMENTI AMMINISTRATIVI Forza giuridica-autoritarietà Capacità del provvedimento di imporre unilateralmente modificazioni nella sfera giuridica dei destinatari, indipendentemente dalla loro volontà Esecutività Modificazione prodotta direttamente ed immediatamente Efficacia-esecutorietà Possibilità della P.A. di dare immediata e diretta esecuzione allatto amministrativo

61 61 PARERI Facoltativi Obbligatori -Non vincolanti -Vincolanti -Parzialmente vincolanti

62 62 ELEMENTI DEGLI ATTI AMMINISTRATIVI Soggetto Oggetto Finalità Forma Motivazione Se mancano Nullità dellAtto Se presenti vizi Annullabilità dellAtto incompetenza eccesso di potere violazione di legge

63 63 ASSISTENZA SANITARIA nascita Rapporto ass.vo su base contributiva Prestazioni sanitarie differenziate Assistenza sanitaria limitata Conflittualità con Enti osp Organizzazione mutualistica (E.M.) Organizzazione ospedaliera (E.O.) Riforma del 1968 Legge n. 132 Enti ospedalieri Classificazione degli ospedali Propria organizzazione (C.d.A + Presidente) Finanziamento (rette ospedaliere)

64 64 SISTEMA SANITARIO CON MOLTI DIFETTI Assistenza sanitaria non a tutti i cittadini Assistenza sanitaria erogata per settori Difformità di trattamento = disuguaglianza tra i cittadini Spesa sanitaria fuori controllo non più coperta dalla imposizione contributiva squilibrio tra entrate e uscite = deficit Interventi assistenziali solo in caso di malattia e senza coordinamento tra E.M. e E.O. Privilegiato il momento diagnostico-curativo

65 65 VERSO LA RIFORMA SANITARIA 1970 Costituzione delle Regioni Attuazione art. 117 Cost. = Attuazione art. 32 Cost. Necessari passaggi legislativi propedeutici alla riforma sanitaria Delega competenze statali

66 66 LEGGE 833/1978 Istituzione del S.S.N. Principi Obiettivi Le competenze in materia sanitaria Le U.U.L.L.S.S Il personale Dipendente Convenzionato

67 67 LA PROGRAMMAZIONE SANITARIA GOVERNO Piano sanitario nazionale Fissa gli obiettivi e le modalità di intervento CENTRALEPERIFERICA REGIONE Piano sanitario regionale Rende operativi gli obiettivi del P.S.N. e individua a livello locale i bisogni, le strutture e gli strumenti necessari

68 68 LEGGE 833/1978 Eguaglianza e uniformità assistenza Cura – riabilitazione ma anche prevenzione delle malattie Organizzazione sanitaria decentrata sul territorio Partecipazione dei cittadini e operatori sanitari Integrazione tra attività sociali e sanitarie S.S.N. Complesso di funzioni per tutela della salute (Art. 32 Cost.) PRINCIPI ISPIRATORI

69 69 Superamento degli squilibri territoriali e delle condizioni socio – sanitarie del Paese Sicurezza del lavoro Tutela della maternità e infanzia Promozione della salute nelletà evolutiva Tutela sanitaria nelle attività sportive Tutela della salute degli anziani GLI OBIETTIVI

70 70 Stato Regione Comuni Provincia LE COMPETENZE IN MATERIA SANITARIA Programmazione e altre modificate succ. dal D.l.vo 112/98 Programmazione e organizzazione Tutte le competenze che non sono dello Stato e delle Regioni tramite lULS Localizzazione dei Presidi e dei Servizi sanitari e pareri sulle delimitazioni territoriali

71 71 Complesso di Presidi, Uffici Servizi dei Comuni che in un ambito territoriale delimitato assolvono ai compiti del Servizio Sanitario Nazionale indicati dalla Legge 833/1978 Le U.U.L.L.S.S. hanno il compito di erogare un ventaglio di prestazioni sanitarie a livello di Prevenzione Diagnosi e cura Riabilitazione Medicina legale U.L.S. = Strumento operativo del Comune

72 72 Personalità giuridica pubblica Autonomia organizzata Autonomia amministrativa Autonomia patrimoniale e contabile Autonomia gestionale e tecnica IL DECRETO DI RIORDINO D.LGS.VO 502/92 – 517/93 U.L.S. A.S.L. = Azienda dotata di Ambito territoriale di norma coincidente con la Provincia

73 73 Direttore Generale Collegio Sindacale ORGANI A.S.L. Ha tutti i poteri di gestione Organo collegiale formato da 5 membri con funzione di controllo

74 74 ORGANI A.S.L. Altri Organismi Direttore sanitario Direttore amministrativo Consiglio dei Sanitari (organo elettivo)

75 75 LA PROGRAMMAZIONE SANITARIA E il metodo attraverso il quale devono essere sviluppati e perseguiti obiettivi della legge 833/78 PIANO SANITARIO NAZIONALE Strumenti:durata triennale Assistenza medico-generica e pediatrica Assistenza specialistica Assistenza infermieristica Assistenza ospedaliera Assistenza farmaceutica

76 76 PIANO SANITARIO REGIONALE Con lattuazione del D.lgs.vo 502/92 (Decreto di riordino) viene previsto un ulteriore strumento di programmazione a livello di A.ULSS Piano attuativo locale Piani di zona

77 77 ASSETTO ORGANIZZATIVO A.S.L. Distretti sanitari di base Dipartimento di prevenzione Igiene e S.P. Igiene alimenti Prev. e Sicurezza Amb. di lavoro Sanità animale Presidio ospedaliero Dirigente medico Dirigente amministrativo

78 78 D.Lgs.vo 229/99 A.S.L. Azienda dotata di autonomia imprenditoriale = più poteri al Direttore Generale che provvede a definire lOrganizzazione e il funzionamento con atti di Diritto privato

79 79 Tutela della Salute Obbligo del P.S.N. Livelli unificati di assistenza PUNTI QUALIFICANTI DEL DL.VO 229/99 -S.S.N. -Enti e Ist. Naz. -Stato -Progetti obiettivi -Ass. san. Coll. ambienti di vita e lavoro -Ass. distrettuale -Ass. ospedaliera

80 80 A.S.L. -garantire liv. unif. di assistenza -gestione attività sociali -rispetto dei principi di efficacia, efficienza, economicità con vincolo di bilancio -agisce con atti di Diritto privato -contratti diretti (senza procedure concorsuali) per importo entro limiti comunitari

81 81 RESPONSABILITA LEGALE Conseguenze previste per Legge quando si tengono comportamenti lesivi di un Diritto od Interesse tutelato dalla Legge

82 82 RESPONSABILITA CIVILE RESPONSABILITA PENALE RESPONSABILITA AMMINISTRATIVA ILLECITO CIVILE ILLECITO PENALE (REATO) ILLECITO AMMINISTRATIVO

83 83 RISARCIMENTO DEL DANNO SANZIONE PENALE SANZIONE AMMINISTRATIVA ILLECITO CIVILE ILLECITO PENALE (REATO) ILLECITO AMMINISTRATIVO

84 84 Con intenzione cosciente e voluto Più grave Per negligenza, imprudenza, imperizia DOLO COLPA GRADO DI RESPONSABILITA Meno grave

85 85 ART. 28 COSTITUZIONE I funzionari e i dipendenti dello Stato sono direttamente responsabili, secondo le Leggi civili, penali e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti. In tali casi la responsabilita civile si estende allo Stato

86 86 ART. 28 D.P.R. N. 3/1957 Danno recato a terzi obbligo di risarcire il danno (quantificato dal giudice civile) Responsabilità civile Elementi Danno ingiusto Dolo o colpa grave Nesso causale

87 87 CODICE PENALE E LEGGI PENALI Violazione di una norma penale Responsabilità penale Elementi Commissione di un reato Nesso causale Dolo o colpa Procedimento penale Sanzione penale

88 88 ART. 18 D.P.R. N. 3/1957 E D.L.VO 165/2001, CONTRATTAZIONE COLLETTIVA Contabile Danno recato allAmministrazione Responsabilità amministrativa Elementi Danno patrimoniale, ambientale, morale, allimmagine Dolo o colpa grave Nesso causale obbligo di risarcire il danno (quantificato dal giudice amministrativo – Corte dei Conti)

89 89 ART. 18 D.P.R. N. 3/1957 E D.L.VO 165/2001, CONTRATTAZIONE COLLETTIVA Disciplinare Responsabilità amministrativa Elementi Comportamento scorretto in servizio Procedimento disciplinare – sanzione disciplinare (decisa dallAmministrazione) Violazione di doveri e obblighi

90 90 CASI PRATICI

91 91 ESEMPIO DI RESPONSABILITA AMMINISTRATIVA: Condanna della Corte dei Conti (Sicilia) al pagamento a favore della ASL di Trapani da parte di un medico ed un I.P. per danno erariale. Ciò a seguito di sentenza civile di condanna al risarcimento del danno patito da una paziente ( più interessi e spese) a carico del medico e dellinfermiere e in solido della stessa ASL.

92 92 FATTO: Il medico di turno P.V. e lI.P. C.A. nel corso di un intervento di pronto soccorso avevano tentato d rimuovere un corpo estraneo entrato nellocchio sinistro della signora X danneggiandolo irrimediabilmente (perdita del visus). Era stata usata una siringa munita di ago metallico che, a causa della pressione esercitata dallo stantuffo, si era conficcato nellocchio della signora.

93 93 LA RESPONSABILITA: COLPA GRAVE del medico in quanto: 1 - quando diede la disposizione di procedere al lavaggio oculare, avrebbe dovuto controllare le modalità di svolgimento delloperazione e, quindi, impedire luso di un mezzo inadeguato ed estremamente pericoloso (comportamento assolutamente superficiale e noncurante dellaltrui incolumità).

94 94 2 – Era facilmente prevedibile che eventuali movimenti inconsulti del paziente o il distacco dellago per la pressione operata dallo stantuffo potevano causare un danno allocchio. COLPA GRAVE dellinfermiera in quanto: - Avrebbe dovuto scartare luso della siringa con ago metallico e, comunque, avrebbe potuto rifiutarsi di intervenire, atteso che non era dotato di una specifica competenza e per di più in una Struttura dove peraltro cera un apposito reparto di oculistica

95 95 CONCLUSIONI DELLA CORTE: Sussistono tutti gli elementi per affermare la responsabilità amministrativa: -Danno erariale (somma pagata dalla ASL a titolo di risarcimento alla signora = diminuzione del patrimonio erariale); -Nesso di causalità tra condotta dei convenuti e il danno predetto; -Colpa grave dei convenuti per i motivi suesposti.

96 96 Sentenza Cassazione - Sez IV Penale – 6 maggio 1992 n Medicina ospedaliera: morte conseguente ad erronea somministrazione di sostanza venefica. Compiti del primario e caposala. Un infermiera somministra per errore sodioazide (un conservante delle urine tossico per ingestione) in luogo di solfato di magnesio. Ne consegue la morte di due pazienti.

97 97 Il tribunale condanna linfermiera che aveva somministrato erroneamente il veleno, il primario e la caposala per negligenza in quanto il veleno (la sodioazide) si trovava abitualmente nel carrello dei medicinali e non in un armadio separato per i veleni.

98 98 Il primario viene assolto in appello, mentre la condanna dellinfermiera e della caposala venivano confermate anche in Cassazione, anche se le due avevano invocato il fatto che gli armadi speciali per contenere i veleni erano stati richiesti ma non erano mai arrivati.

99 99 Lassoluzione del primario veniva motivata in quanto la sua responsabilità è riservata alla corretta effettuazione delle prestazioni ospedaliere ed allarea della verifica propriamente medica e non può quindi abbracciare lorganizzazione di ogni e qualsiasi servizio né può rendere conto delle mansioni più propriamente esecutive.

100 100 Il ricorso in Cassazione conferma la responsabilità di infermiera e caposala e conferma lassoluzione del primario con la motivazione che tra primario e caposala esiste un rapporto di complementarietà e che al primario non spettano compiti di organizzazione e manageriali.

101 101 Si commentino le sentenze relativamente alle seguenti conclusioni: -Assoluzione del primario. I fatti risalgono al 1987 (sentenza dappello); - Condanna per responsabilità dellinfermiera (sentenza della Corte di Cassazione); - Condanna per responsabilità della caposala, nonostante fosse stato invocato il fatto che gli armadi speciali per contenere i veleni erano stati richiesti ma mai arrivati (sentenza della Corte di Cassazione).

102 102 ASSOLUZIONE DEL PRIMARIO La sentenza è del 1992 ma i fatti risalgono al 1987 per cui la legislazione vigente allepoca dei fatti non prevedeva compiti di organizzazione e manageriali. Oggi probabilmente con la legislazione attuale (D.lgs.vo 229/99 e 626/94) anche il primario non sarebbe privo di responsabilità per carenza organizzativa.

103 103 ASSOLUZIONE DEL PRIMARIO Infatti: -Il D.lgs.vo 229/99 prevede che il primario deve assicurare il regolare svolgimento delle operazioni … anche con direttive (compiti manageriali) -Il D.lgs.vo 626/94 anche leventuale delega alla caposala non esime il primario da responsabilità in posizione di preposto.

104 104 CONDANNA DELLINFERMIERA LErrore materiale della somministrazione della sostanza venefica è avvenuto per due motivi: -Negligenza dellinfermiera (disattenzione) - carenza organizzativa Le probabili conseguenze della carenza organizzativa possono essere due:

105 105 CONDANNA DELLINFERMIERA -La prima può essere legata al fatto che, per risparmiare tempo, gli infermieri addetti alla terapia preparavano nello stesso tempo anche i vasi per le raccolte delle urine con il relativo conservante. -La seconda può essere legata al fatto che uno stesso carrello veniva usato sia per la distribuzione dei farmaci che per altri usi. E il classico errore nascosto, basta una disattenzione e succede lincidente. Una gestione corretta prevede che i carrelli vengano interamente svuotati prima del cambio di utilizzo.

106 106 CONDANNA DELLA CAPOSALA - Responsabilità per carenza organizzativa: Se, come spesso avviene, si richiede un armadio che non viene inviato, questo non è certo una giustificazione per non prendere altre misure per evitare incidenti (ad esempio veleni posti in un altro luogo, attenta progettazione delle operazioni).

107 107 CONDANNA DELLA CAPOSALA -Responsabilità per scarso controllo ed insufficiente vigilanza sulle operazioni infermieristiche: Infatti la presenza di un conservante delle urine nel carrello dei medicinali non è affatto casuale, ma rappresenta una violazione della buona e prudente condotta del lavoro


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