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Lorenzo Benatti Parma, 14 settembre 2011 Imprenditore.

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Presentazione sul tema: "Lorenzo Benatti Parma, 14 settembre 2011 Imprenditore."— Transcript della presentazione:

1 Lorenzo Benatti Parma, 14 settembre 2011 Imprenditore

2 Imprenditore ed imprenditore commerciale Dal commerciante, allimprenditore commerciale, allimprenditore in generale. Diversità concetto rispetto altre discipline: contrapposizione tra concetti di impresa e di azienda. Classificazione imprenditori: –oggetto (commerciale ed agricolo), –dimensione (piccolo e non piccolo), –natura (individuale, collettivo, pubblico).

3 Statuto imprenditore/imp. commerciale Statuto imprenditore in generale: –azienda, –concorrenza, –antitrust, –consorzi, –contratti dimpresa. Statuto imprenditore commerciale: –iscrizione registro delle imprese, –rappresentanza commerciale, –scritture contabili, –procedure concorsuali. Ma la distinzione tra i due statuti non è rigida.

4 Art «È imprenditore chi esercita professionalmente unattività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi». La nozione non coincide con quella economica. La norma non va sottovalutata perché serve a distinguere chi è imprenditore da chi non lo è (chi non è imprenditore a maggior ragione non è neppure imprenditore commerciale), e quindi per comprendere se ad un determinato soggetto si applica la relativa disciplina. Altre nozioni giuridiche di impresa (tributaria, comunitaria, ecc.)

5 Interpretazione art c.c. (1) Elementi espliciti fattispecie imprenditore: a)esercizio di unattività (serie coordinata di atti), b)economicità dellattività, c)professionalità dellattività, d)scopo di produrre o scambiare beni o servizi, Altri elementi (impliciti)? a)scopo di lucro, b)destinazione dei beni o servizi al mercato, c)liceità dellattività svolta.

6 Interpretazione art c.c. (2) Molte interpretazioni diverse (v. per es. confronto Campobasso e AAVV). Rilevanza evoluzione storica. Lindividuazione dellimprenditore e lutilizzo a tal fine dellart. 2082, può mutare a seconda del contesto e dello scopo. Legame con statuto imprenditore/imprenditore commerciale, in particolare la soggezione al fallimento. AAVV parlano di fattispecie incompleta. Il fallimento modifica il tipo di tutela dei creditori (non più individualistica, ma di massa), e tendenzialmente cerca di preservare lintegrità/unitarietà del patrimonio dellimprenditore. Il fallimento –realizza un abbassamento del costo del monitoraggio del debitore (imprenditore) ed un miglioramento della possibilità per questo di ottenere credito; –da rilievo alla interconnessione dei beni aziendali.

7 Interpretazione art c.c. (3) E soggetto al fallimento ed allo statuto dellimprenditore/imprenditore commerciale chi è imprenditore commerciale? E imprenditore commerciale chi è soggetto alla disciplina del fallimento (chi merita di esservi soggetto) ? Sono un po vere entrambe le affermazioni, ma in realtà la figura dellimprenditore è frutto di unevoluzione storica connessa con i comportamenti e le esigenze degli operatori.

8 Lattività di impresa: attività organizzata In generale tutti sono daccordo che quella di impresa è unattività e che richiede lorganizzazione dei fattori produttivi. Non basta la stipula di un singolo contratto, occorre la stipula di una molteplicità di atti coordinati. Anche i fattori produttivi (capitale e lavoro) devono essere coordinati: è normale che limpresa sia caratterizzata da un apparato produttivo costituito da persone e beni. Su questa organizzazione limprenditore esercita la sua attività di coordinamento. la presenza di lavoratori subordinati o collaboratori non è indispensabile, non è necessaria la presenza di un apparato strumentale fisicamente percepibile; limpiego di mezzi è essenziale, ma potrebbe essere anche solo finanziario, lutilizzo dei fattori produttivi può avvenire secondo gli schemi più diversi (lavoro dipendente, collaboratori familiari, capitale proprio o di terzi, leasing, ecc.).

9 Impresa e lavoro autonomo Il generale accordo viene meno quando si fa il confronto tra impresa e lavoro autonomo. Quando ci si chiede se si abbia impresa quando utilizza solo il lavoro del titolare, con esclusione di altri apporti di lavoro e di ogni apporto di capitale? Secondo Campobasso è comunque necessario un minimo di eterodirezione. La distinzione tra impresa e lavoro autonomo non è di agevole applicazione perché è difficile individuare il confine con il piccolo imprenditore (colui che esercita unattività «organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei propri familiari» art c.c.). Secondo AAVV non può escludersi che un lavoratore autonomo sia imprenditore (lavoratore autonomo è un soggetto che stipula un contratto dopera – art c.c.).

10 Impresa e godimento Vi è in generale accordo sul fatto che il mero godimento non costituisce impresa: –Campobasso: non è attività produttiva in se. Se perciò il godimento è accompagnato da attività produttiva rientra nel concetto di impresa. –AAVV: Nel mero godimento manca uninterazione sistematica con il ceto creditorio e non si ha un complesso aziendale funzionalmente interconnesso. Chi affitta immobili è imprenditore se: a) chiede prestiti in banca per mantenere in buono stato locativo il suo patrimonio immobiliare o addirittura per ampliarlo con nuove unità; b) acquisisce beni o servizi per rifornire di suppellettili le unità abitative o per pubblicizzarle presso la popolazione studentesca; c) impiega dipendenti o collaboratori per effettuare le pulizie dei locali o per verificare il puntuale pagamento dei canoni. –(DISCUTIBILE).

11 Scopo di lucro e destinazione al mercato Il principale motivo di discordanza tra gli interpreti è costituito dallessenzialità o meno dello scopo di lucro e dalla destinazione al mercato: –per Campobasso entrambi i requisiti non sono richiesti, ma sarebbe invece necessaria loperatività con criterio economico; –per AAVV invece i due requisiti sarebbero impliciti nel fine della produzione di beni o servizi.

12 Campobasso Lattività di impresa: attività produttiva produzione di beni (art. 810 c.c.), scambio di beni, produzione di servizi. È irrilevante il tipo di prodotto o di servizio. È attività di impresa quella nella quale si impiegano risorse finanziarie nella compravendita di strumenti finanziari come investimento o speculazione o di finanziamento di terzi (società di investimento, società finanziarie, ecc.), purché gli atti di investimento speculazione e investimento siano coordinati in modo da configurare unimpresa unitaria. È attività di impresa quella della Holding: attività di acquisto e gestione di partecipazioni di controllo in altre società, con finalità di direzione, di coordinamento e di finanziamento della loro attività, creando un gruppo di società. Anche le persone fisiche possono esercitare queste attività. Non è facile, per le persone fisiche, distinguere il caso di attività coordinata, dallo svolgimento di singoli atti.

13 Lattività di impresa: attività economica Secondo Campobasso si tratta di una specificazione che qualifica il modo nel quale lattività deve essere esercitata: con metodo economico, ossia garantendo nel lungo periodo la copertura dei costi con i ricavi. Non è imprenditore chi produca beni o servizi o commercializzi beni gratuitamente o a prezzo politico. Attenzione: non si deve confondere la finalità pubblicistica con il metodo economico. Si può avere finalità pubblicistiche ed erogare beni o servizi con metodo economico. In tal caso si avrà comunque unimpresa.

14 Lattività di impresa: attività esercitata professionalmente Professionalità significa esercizio abituale e non occasionale di una data attività produttiva. È esclusa latto occasionale. È esclusa anche la pluralità di atti coordinati quando circostanze oggettive palesano in modo inequivoco il carattere non abituale ed occasionale dellattività (organizzazione di un singolo spettacolo). È impresa lattività stagionale (non è necessario che lattività sia continuativa). È impresa anche lattività non esclusiva. Può essere impresa anche quella posta in essere per realizzare un singolo affare, quando implichi il compimento di operazioni molteplici e complesse e lutilizzo di un apparato produttivo idoneo ad escludere loccasionalità.

15 Impresa e scopo di lucro Non è necessario lo scopo di lucro, ma occorre lo svolgimento dellattività con metodo economico. La nozione di impresa è unitaria, includendo quella pubblica, le società mutualistiche e limpresa sociale (d. lgs n. 155).

16 Impresa e destinazione al mercato Secondo lopinione prevalente non può aversi impresa per conto proprio, ma è necessario che i beni ed i servizi siano destinati al mercato. La natura di attività produttiva dellimpresa implicherebbe la destinazione al mercato. Daltra parte la specialità della disciplina dellimpresa si giustifica solo se vi è interazione con terzi. Critico Campobasso, che non rinviene unincompatibilità nelle norme di legge. Attenzione: non sono imprese per conto proprio la cooperativa che opera solo con i soci e lazienda pubblica che vende servizi o beni esclusivamente allente pubblico di competenza. Potrebbero essere imprese per conto proprio la coltivazione del fondo per soddisfare esclusivamente i bisogni dellagricoltore e della sua famiglia e la costruzione di appartamenti in economia.

17 AAVV Attività produttiva Si tratta del carattere che connatura lattività di impresa. Lapplicazione dello statuto dellimprenditore commerciale (ed in particolare della disciplina in tema di fallimento, che abbassa i costi di monitoraggio e tende alla conservazione del patrimonio inter- connesso) si giustifica per la finalità produttiva. Il legislatore riserva un preciso favor normativo allattività di produzione o scambio di beni o servizi. Tale favor è accordato sulla base dellapprezzamento sociale del mercato, che a sua volta si esprime nel prezzo. Fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi può senzaltro ritenersi del tutto equivalente a scopo di lucro ovvero scopo di produzione di ricchezza. Lapplicazione delle disciplina dellimprenditore (soggetto al fallimento) presuppone che lattività sia destinata al mercato; fra lattività per conto proprio e lattività imprenditoriale vè radicale, insopprimibile antitesi.

18 Impresa e scopo lucro Il legislatore del 1942 ha dissimulato lo scopo di lucro nella definizione di imprenditore. Ragioni storiche: –emanazione del codice in tempo di guerra, –teorie diffuse negli anni Attenzione però: lo scopo di lucro non è lo scopo soggettivo di vita della persona imprenditore, bensì lo scopo oggettivo dellattività che quella persona (che potrebbe essere anche unassociazione o unaltra entità non-profit) esercita. Ciò che conta è la riconoscibilità della destinazione dellattività allo scopo di lucro, mentre lutilizzo personale del profitto eventualmente conseguito è soltanto un motivo giuridicamente irrilevante.

19 Professionalità e riconoscibilità Secondo AAVV professionalità significa che lattività è riconosciuta come attività di impresa: deve essere possibile ritenere che gli atti compiuti del soggetto (imprenditore) possano essere ricondotti dagli operatori ad unità.

20 Altre questioni rilevanti Impresa illecita. Impresa e professione intellettuale.

21 Impresa ed attività illecita Può qualificarsi impresa, lesercizio di unattività illecita? È illecita unattività contraria a norme imperative, allordine pubblico o al buon costume. Diverse ipotesi di illiceità: impresa illegale (esercizio dellattività senza concessione o licenza, per es. banca di fatto) ed impresa immorale (esercizio di attività contraria a norme imperative, per es. spaccio di droga, contrabbando, ecc.). Anche unattività illecita può dar luogo al compimento di una serie di atti leciti e validi. Possono esistere terzi meritevoli di tutela anche quando limpresa è illecita. Si ritiene che allimpresa illegale si applichi integralmente la disciplina sullimpresa (sia le norme a favore dellimprenditore che quelle a suo sfavore). Vi sono remore ad applicarla allimpresa immorale, ma poiché da un comportamento illecito non possono mai derivare vantaggi, in tal caso si applicherà allimprenditore solo la disciplina dellimpresa che non lo favorisce (in particolare fallimento).

22 Impresa e professione intellettuale Le caratteristiche descritte sono possedute anche dalle attività di professione intellettuale. Lordinamento esclude le professioni intellettuali dallesercizio dellimpresa. V. art. 2238, 1°c., c.c. I professionisti, come gli artisti e gli inventori, diventano imprenditori solo se ed in quanto la loro attività si esplica nellambito di unaltra attività che di per sé sia qualificabile come impresa. In caso contrario il professionista non è imprenditore anche se utilizza un apparato produttivo considerevole. Difficile trovare una giustificazione. Si tratta di una scelta del legislatore (un privilegio, insieme ad altri). Ma come distinguere attività professionale da attività di impresa? –criterio formale (iscrizione agli albi), –criterio sostanziale (carattere intellettuale dei servizi prestati).

23 Lorenzo Benatti Imprenditore


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