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Federica Ielasi. Lo sviluppo sostenibile in chiave finanziaria TSV = (V1 – V0) / V0 IC = CI / V CI = IC * V CI1 – CI0 = IC * V1 – IC * V0 FFA = IC * V1.

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Presentazione sul tema: "Federica Ielasi. Lo sviluppo sostenibile in chiave finanziaria TSV = (V1 – V0) / V0 IC = CI / V CI = IC * V CI1 – CI0 = IC * V1 – IC * V0 FFA = IC * V1."— Transcript della presentazione:

1 Federica Ielasi

2 Lo sviluppo sostenibile in chiave finanziaria TSV = (V1 – V0) / V0 IC = CI / V CI = IC * V CI1 – CI0 = IC * V1 – IC * V0 FFA = IC * V1 – IC * V0

3 Lo sviluppo sostenibile in chiave finanziaria FFA = IC * V1 – IC * V0 FFA = IC * (V1 – V0) FFA = IC * TSV * V0 FFE = FFA - AF

4 Lo sviluppo sostenibile in chiave finanziaria Dato che lobiettivo del modello è quello di determinare le risorse disponibili da destinare allo sviluppo, lautofinanziamento viene considerato al netto dei capitali da impiegare per il rinnovo delle immobilizzazioni completamente utilizzate; Il concetto di autofinanziamento impiegato può quindi essere assimilato a quello di Free Cash Flow, al netto dei dividendi distribuiti ai soci.

5 Lo sviluppo sostenibile in chiave finanziaria E possibile determinare il margine di autofinanziamento sulle vendite MAF = AF / V Indica la percentuale di fatturato reinvestibile nellazienda per incrementare la capacità produttiva

6 Lo sviluppo sostenibile in chiave finanziaria FFE = FFA - AF FFE = (IC * TSV * V0) – (MAFo * Vo) FFE = V0 * (IC * TSV – MAF0) Il fabbisogno finanziario esterno è spiegato da 4 variabili

7 Lo sviluppo sostenibile in chiave finanziaria FFE = V0 * (IC * TSV – MAF0) Lequazione consente anche di definire le condizioni in cui lazienda deve operare affinché il fabbisogno finanziario esterno sia nullo FFE = O se TSV = MAF/ IC

8 Lo sviluppo sostenibile in chiave finanziaria TSV = MAF/ IC Y = A * X Y = TSV A = MAF X = 1/IC X = V/CI

9 La governance delle imprese italiane In media, il primo azionista detiene la maggioranza assoluta, i primi due azionisti il 70-80% I soci sono in prevalenza persone fisiche I modelli di controllo maggiormente adottati sono il controllo familiare e il controllo assoluto Assidua presenza di amministratori delegati e soci parenti del socio di controllo Frequente assenza di amministratori indipendenti Elevato indebitamento

10 Crescita e corporate governance CASO A : obiettivo di crescita con vincolo di mantenimento del controllo e avversione alla diluizione della proprietà CASO B : Avversione alla perdita del controllo ma possibile diluizione della proprietà. Separazione tra proprietà e controllo CASO C : Propensione alla perdita del controllo a fronte di una cessione a prezzo conveniente

11 CASO A Lavversione alla diluizione del controllo e alle ingerenze esterne nella gestione genera vincoli finanziari endogeni (alla raccolta di capitale di rischio e, in via mediata, allindebitamento), limita la possibilità di diversificazione del patrimonio familiare ed enfatizza la dipendenza della politica degli investimenti dalle scelte finanziarie percorribili Si assiste allinversione del normale processo gestionale: corporate governance influenza le fonti che influenzano gli impieghi

12 CASO B Il socio di controllo, per sostenere lo sviluppo della società, è disposto ad utilizzare fonti esterne di capitale di rischio, diluendo così la sua quota di proprietà al capitale sociale, ma desidera mantenere il controllo della società Lavversione alla perdita del controllo determina una separazione tra proprietà e controllo

13 CASO B La separazione tra proprietà e controllo può essere realizzata attraverso lemissione di dual class shares Queste azioni hanno un diritto di voto limitato o assente e offrono in cambio privilegi di natura economica

14 Le alternative per la raccolta di capitale Il capitale sociale complessivo dellimpresa Alpha è attualmente pari a 100 ed è detenuto per un valore pari a 70 da Rossi, azionista di controllo, e per 30 da Verdi, azionista di minoranza; La società per crescere oltre i tassi di sviluppo sostenuti dallautofinanziamento ha bisogno di raccogliere nuovo capitale per un valore pari a 50; Lazienda deve necessariamente aprire il capitale a terzi.

15 Le alternative per la raccolta di capitale La raccolta di capitale aggiuntivo può avvenire secondo due alternative: Emissione di azioni ordinarie; Emissione di azioni prive del diritto di voto, ma con privilegio sulla distribuzione dei risultati finanziari La scelta tra le due tipologie di azioni determina conseguenze diverse per lazionista di maggioranza, per lazionista di minoranza e per il nuovo azionista

16 Conseguenze per lazionista di maggioranza StrumentoCash flow rightVoting right Azioni ordinarie46,7% Non-voting preference shares 46,7%70,0%

17 Conseguenze per lazionista di minoranza StrumentoCash flow rightVoting right Azioni ordinarie20% Non-voting preference shares 20%30%

18 Conseguenze per il nuovo azionista StrumentoCash flow rightVoting right Azioni ordinarie33,3% Non-voting preference shares 33,3%0%

19 Rapporto ownership/control Un indicatore che permette di comprendere il livello di separazione tra proprietà e controllo è dato dal rapporto tra cash flow right e voting right O/C = % di cash flow right / % di voting right O/C = 1 non vi è separazione tra proprietà e controllo O/C = 0,66 il controllo di un diritto di voto è ottenuto con un impegno finanziario del 66%

20 Azionista di minoranza con put protettivo È possibile ricorrere alla stipula di accordi che stabiliscano un ritorno minimo garantito, ovvero la protezione sul prezzo minimo di vendita delle azioni (opzione put protettiva) Se lazienda non raggiunge determinate performance, lazionista di minoranza può vendere la propria quota ad un prezzo predeterminato e il controllante si impegna ad acquistarla

21 Azionista di minoranza con put protettivo Lazionista di minoranza apporta un capitale: E Viene definito un prezzo di riacquisto: F Se il valore della quota dellazionista di minoranza al tempo t è inferiore a F, lazionista di minoranza pretenderà che lazionista di controllo gli rimborsi un capitale pari a F, garantendosi un rendimento pari a x% Lazionista di minoranza acquisisce il diritto, ma non lobbligo, di vendere la propria quota a un prezzo pari a F

22 CASO C In alcune situazioni lazionista di maggioranza può trovare conveniente cedere il proprio controllo ed assumere una posizione di minoranza Ciò può accadere nel caso in cui un fondo di private equity desideri entrare nella società come azionista di maggioranza per attuare un piano di sviluppo particolare Il prezzo di cessione dovrà tener conto del valore di mercato dellequity dellazienda e del valore attuale dei benefici privati cui lazionista di controllo deve rinunciare

23 Una scorecard per lazionista di minoranza Free cash flow: valore potenzialmente disponibile per pagare i dividendi ed eventualmente liquidare la quota del socio in caso di recesso Dividendi / FCF: quanta parte dei flussi di cassa aziendali è stata destinata dagli azionisti di controllo al pagamento di dividendi


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