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Le relazione daiuto per gli infermieri D.ssa Cesarina Prandi 25 giugno 2008.

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Presentazione sul tema: "Le relazione daiuto per gli infermieri D.ssa Cesarina Prandi 25 giugno 2008."— Transcript della presentazione:

1 Le relazione daiuto per gli infermieri D.ssa Cesarina Prandi 25 giugno 2008

2 Secondo Brammer, le caratteristiche della persona che da un aiuto efficace sono: consapevolezza di sé e dei valori, capacità di analizzare i propri sentimenti, capacità di servire da modello, altruismo, forte senso morale e responsabilità. Tratto da Brammer L.M., The helping relationship: Process and skills, Engelwood Cliffs, NJ Prentice Hall, 1979.

3 Le abilità connesse alle fasi del processo sono quattro: prestare attenzione che facilita il coinvolgimento dellutente; rispondere che aiuta lesplorazione; personalizzare che serve a facilitare la comprensione; iniziare che aiuta a facilitare lazione. Tratto da Carkhuff R., Larte di aiutare, Edizioni Centro Studi Erikson, Trento, 1988.

4 ASPETTI PSICOLOGICI (V. Henderson) (linfermiera) dovrà mettersi nei panni di ciascun malato per meglio comprenderne i bisogni e trovare le misure atte a soddisfarli. Di volta in volta dovrà: usare le proprie facoltà mentali per chi giace incosciente, sostituire con la propria persona larto dellamputato, prestare la vista al cieco, prestare interesse per la vita dellaspirante suicida. E ancora: linfermiera sarà il mezzo di trasporto per il neonato, competenza e sicurezza per la giovane madre inesperta, portavoce di chi non può o non vuole parlare.

5 SENSIBILITA PER LA COMUNICAZIONE NON VERBALE (V. Henderson) Per potersi immedesimare col paziente, linfermiere deve conoscere bene le dinamiche che determinano il comportamento umano; deve capire le persone pur nella diversità della loro provenienza culturale e nelle loro reazioni, non sempre identiche, alle diverse circostanze della vita … questo richiede dallinfermiere capacità di ascolto, osservazione prolungata e interpretazione dei comportamenti non verbali. Richiede inoltre che linfermiere sia consapevole dei propri impulsi emotivi, che possono bloccare la sua disponibilità a concentrarsi sui bisogni del paziente e sulla ricerca dellintervento più indicato.

6 COMPETENZA (V. Henderson) Il pericolo di affidare lassistenza fisica del paziente a infermiere relativamente poco qualificate è duplice: esse possono fare uninadeguata valutazione dei bisogni del paziente, ma cosa più importante, possono togliere allinfermiera qualificata lunica opportunità di fare una valutazione. A questo proposito va detto che è più facile assumere un ruolo di sostegno emotivo nei confronti di un altro, se si può fornire un servizio tangibile.

7 EFFICACIA DELLINFERMIERISTICA (V. Henderson)… è data dalla misura in cui loperatore riesce ad aiutare il paziente a raggiungere lindipendenza nello sviluppo delle attività elencate. Se questa indipendenza è irrangiungibile, la valutazione prenderà in considerazione la misura in cui linfermiere riesce ad aiutare il paziente ad accettare la propria invalidità o, se ciò è inevitabile, ad accettare con serenità la morte.

8 DEFICIT DELLA CURA DI SE (D. Orem)Tutte le limitazioni delle persone nellintraprendere sforzi pratici nellambito del nursing sono associate alla maturità soggettiva degli individui nei confronti di problemi di salute che li rendono completamente o parzialmente incapaci di riconoscere i requisiti esistenti ed emergenti per curare se stessi o i soggetti dipendenti, e quindi, di eseguire in modo continuativo determinati interventi di cura per controllare o gestire quei fattori che regolano la funzionalità e lo sviluppo di se stessi o di persone dipendenti.

9 3 TIPOLOGIE DI REQUISITI PER LA CURA DEL SE (D. Orem) 1. requisiti universali definiti anche come attività di vita quotidiana, sono comuni a tutti gli esseri umani in ogni tappa dellarco della vita. 2. requisiti di sviluppo sono fattori associati ai processi di sviluppo umano ed alle condizioni ed eventi che si verificano durante i vari stadi del ciclo vitale oppure che possono influire negativamente sullo sviluppo 3. requisiti di deviazione da una condizione di salute rappresentano quellinsieme di fattori associati a difetti costituzionali e genetici o a deviazioni umane di tipo strutturale e funzionale nonché ai loro effetti ed alle misure diagnostiche e terapeutiche

10 LA RELAZIONE DAIUTO (D. Orem) La cure di altri presuppone un rapporto interpersonale; gli agenti di cura devono entrare in contatto con le persone responsabili da un punto di vista legale, nel caso di soggetti dipendenti e ancora La cura richiede che lagente rispetti ed accetti la persona di cui si occupa come un soggetto che ha sempre più a che fare con il proprio divenire e il proprio sviluppo. (…) essi entrano in situazioni personali in qualità di infermieri, per fornire aiuto sotto forma di assistenza infermieristica e non per soddisfare tutti i bisogni esistenti ed emergenti delle persone che vengono assistite; essi sono consapevoli dei bisogni che possono essere soddisfatti solo da altri operatori sanitari specializzati, inoltre aiutano i pazienti garantendo le prestazioni necessarie da parte di altro personale e fungendo quindi da referenti, riservando tali bisogni a operatori specializzati o aiutando i singoli individui ad evidenziare la loro esigenza di tali servizi.(…) fornire supporto ad unaltra persona significa sostenerla in uno sforzo per evitare che fallisca, o si trovi a dover prendere decisioni spiacevoli o in situazioni non gradite.

11 4 MOMENTI DEI RAPPORTI INTERPERSONALI (H. Peplau) 1. fase dellorientamento primo momento dellincontro tra due individui (paziente e operatore) da cui prende avvio il rapporto daiuto. Fase delicata e soggetta a resistenze di varia natura (culturale, sociale, psicologica ed emotiva) dipendenti da entrambi i soggetti della relazione. È imperativo che in questa fase linfermiere conquisti la fiducia del paziente al fine dellindividuazione del bisogno-problema che definiscono lo stato di malattia. 2. fase di identificazione momento in cui linfermiere guida il paziente verso la consapevolezza circa il suo ruolo nel processo di guarigione. Si individuano 3 tipologie di risposte alle sollecitazioni degli operatori: - risposta interdipendente o partecipativa - risposta indipendente - risposta dipendente e/o passiva 3. fase dellutilizzazione in questa fase il paziente comprende pienamente le potenzialità di tutti i servizi messi a sua disposizione e attiva un certo grado di autonomia circa il suo processo di cura. In questa fase linfermiere deve rispondere con un atteggiamento di comprensione, fiducia e interesse. 4. fase della risoluzione Fase delicata che prevede il termine del rapporto di cura. È necessario che avvenga tale conclusione per indirizzare il paziente verso nuovi obiettivi.

12 6 RUOLI INFERMIERISTICI (H. Peplau)- Ruolo dellestraneo Primo contatto con il paziente in cui linfermiere dovrà considerarlo come persona sana dal punto di vista emotivo a meno che non vi siano evidenze nel contrario - Ruolo della persona di sostegno Linfermiere offre risposte specifiche al paziente in particolare a domande sanitarie e spiega il programma assistenziale - Ruolo dinsegnante Linfermiere aiuta il paziente ad affrontare la malattia e a trarre vantaggio dallesperienza vissuta - Ruolo di leadership Linfermiere costruisce una relazione di collaborazione e partecipazione attiva per aiutare il paziente a perseguire i suoi obiettivi - Ruolo di sostituto Ruolo attribuito allinfermiere dal paziente. La funzione dellinfermiere è aiutare il paziente a riconoscere le affinità esistenti, ma anche le differenze. - Ruolo del consulente Linfermiere aiuta il paziente a comprendere cosa gli sta accadendo


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