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Prof. Stefano Federici A.A. 2008-2009 Università degli Studi di Perugia Facoltà di Scienze della Formazione Corso di Psicologia.

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1 Prof. Stefano Federici A.A Università degli Studi di Perugia Facoltà di Scienze della Formazione Corso di Psicologia Generale /9a 1. La memoria come percorso nel tempo 2. I principali sistemi di memoria 3. Oblio e distorsione dei ricordi 4. Strategia di apprendimento e memoria: la preparazione degli esami

2 2 La memoria I 3 stadi della memoria I 3 stadi della memoria: 1. Codificazione = imprimere nella mente, immettere nella memoria (encoding); 2. Immagazzinamento = tenere a mente, ritenzione, mantenere in memoria (storage, retention); 3. Recupero = ricordo, recuperare dalla memoria (retrieval) ENCODING CODIFICAIMMAGAZZINAMENTORECUPERO storageretrievalencoding

3 3 La memoria La natura attiva e dinamica La memoria è la capacità di conservare nel tempo le informazioni apprese e di recuperarle quando servono in modo pertinente. Ogni nuova esperienza comporta dei cambiamenti nei circuiti nervosi, rafforzandone alcuni e indebolendone altri, così da creare nuovi circuiti nervosi. Ogni nuova esperienza comporta dei cambiamenti nei circuiti nervosi, rafforzandone alcuni e indebolendone altri, così da creare nuovi circuiti nervosi. Anche ricordare qualcosa è un processo attivo e dinamico che modifica il ricordo stesso, dipendente dalla storia di ciascun individuo. Anche ricordare qualcosa è un processo attivo e dinamico che modifica il ricordo stesso, dipendente dalla storia di ciascun individuo. La memoria è un sistema in continuo divenire, non uninformazione morta. La memoria è un sistema in continuo divenire, non uninformazione morta.

4 4 La memoria I limiti della memoria La memoria è limitata La memoria è limitata in termini quantitativi in termini quantitativi circa il numero dinformazioni che possiamo immagazzinarecirca il numero dinformazioni che possiamo immagazzinare in termini di durata in termini di durata molti apprendimenti decadono dopo un certo periodo di tempomolti apprendimenti decadono dopo un certo periodo di tempo Quindi è strettamente connessa con lOBLIO. Il fatto di dimenticare costituisce un grande vantaggio e una fortuna, in quanto elimina dalla mente molte informazioni superflue e irrilevanti e, in tal modo, lascia spazio per nuovi apprendimenti. Il fatto di dimenticare costituisce un grande vantaggio e una fortuna, in quanto elimina dalla mente molte informazioni superflue e irrilevanti e, in tal modo, lascia spazio per nuovi apprendimenti. Shereshevkii studiato dal neurofisiologo Alexander Luria non riusciva a dimenticare nulla comportando un disadattamento allambiente, e unincapacità a discriminare ciò che è importante da ciò che è insignificante.Shereshevkii studiato dal neurofisiologo Alexander Luria non riusciva a dimenticare nulla comportando un disadattamento allambiente, e unincapacità a discriminare ciò che è importante da ciò che è insignificante.

5 5 La memoria La natura multisistemica La memoria ha una natura multisistemica La memoria ha una natura multisistemica è una costellazione di sistemi e di processi anche assai diversi fra loro che sono comunque centrali nella cognizione umana. è una costellazione di sistemi e di processi anche assai diversi fra loro che sono comunque centrali nella cognizione umana. La memoria consente il recupero di una certa informazione in un tempo preciso e con un riferimento dettagliato a se stessi.La memoria consente il recupero di una certa informazione in un tempo preciso e con un riferimento dettagliato a se stessi.

6 6 La memoria Il modello di Atkinson e Shiffrin La memoria è composta da più sistemi dotati di specifiche proprietà e funzioni Il modello multiprocesso o multimomodale di Atkinson e Shiffrin (1977) è un modello input- output composto da tre componenti: il registro sensoriale (RS): sistema a capacità elevata ma di rapido decadimento il registro sensoriale (RS): sistema a capacità elevata ma di rapido decadimento la memoria a breve termine la memoria a breve termine la memoria a lungo termine la memoria a lungo termine

7 7 La memoria Figura del modello di Atkinson e Shiffrin

8 8 Memoria Sperling e il registro sensoriale Sperling (1960) dimostrò lesistenza di un tempo di ritenzione molto al di sotto di quello considerato proprio della memoria a breve termine, ipotizzando unulteriore unità di memorizzazione nella quale linformazione viene fissata in un registro sensoriale. Procedura del resoconto parziale Procedura del resoconto parziale vengono presentate visivamente, per soli 50 millisecondi, 9 lettere disposte su 3 righe e 3 colonne.vengono presentate visivamente, per soli 50 millisecondi, 9 lettere disposte su 3 righe e 3 colonne. un suono di diversa altezza indica quale riga deve essere nominata = stima del numero totale di lettere disponibili nel registro sensoriale.un suono di diversa altezza indica quale riga deve essere nominata = stima del numero totale di lettere disponibili nel registro sensoriale. DGH JBM WZP Riquadro con lettere Riquadro con contrassegno

9 9 Memoria Procedura di resoconto parziale di Sperling Vengono presentate visivamente per 50 millisecondi 9 lettere, disposte su 3 righe e 3 colonne. Un suono di diversa altezza indica quale riga deve essere nominata. Sperling stimò il numero totale di lettere che erano disponibili nel registro sensoriale moltiplicando la media delle lettere ricordate dopo il segnale sonoro per tre (per questo la scala in figura va da 0 a 9). I dati mostrano che il registro sensoriale è un sistema a capacità elevata ma di rapido decadimento.

10 10 Memoria La memoria a breve termine Memoria a breve termine (MBT) Memoria a breve termine (MBT) conserva le informazioni per circa mezzo minuto e ha una capacità limitata. conserva le informazioni per circa mezzo minuto e ha una capacità limitata. Esempio: far fare due compiti cognitivi a un soggetto = dimostrazione dei limiti della MBTEsempio: far fare due compiti cognitivi a un soggetto = dimostrazione dei limiti della MBT Miller (1956) Miller (1956) Il magico numero 7±2 per indicare la quantità di unità di informazioni diverse che si possono ricordare dopo una singola prestazione e in assenza di ripetizioni.Il magico numero 7±2 per indicare la quantità di unità di informazioni diverse che si possono ricordare dopo una singola prestazione e in assenza di ripetizioni. Tecniche di raggruppamento (chunk) per formare unità di informazione complesse.Tecniche di raggruppamento (chunk) per formare unità di informazione complesse.

11 11 Memoria Brown – i Peterson Brown (1958) e Peterson e Peterson (1959) Brown (1958) e Peterson e Peterson (1959) Idearono una tecnica consistente nel far fare due compiti cognitivi a un soggetto e nel mostrare che lo spazio, più o meno grande, della MBT occupato da uno dei due rendeva difficile lesecuzione dellaltro compito. Idearono una tecnica consistente nel far fare due compiti cognitivi a un soggetto e nel mostrare che lo spazio, più o meno grande, della MBT occupato da uno dei due rendeva difficile lesecuzione dellaltro compito. verificarono che in presenza di compiti distrattori (compiti dinterferenza) i soggetti non erano in grado di ricordare neppure tre informazioni dopo 18 secondi.verificarono che in presenza di compiti distrattori (compiti dinterferenza) i soggetti non erano in grado di ricordare neppure tre informazioni dopo 18 secondi. Marsh et al In condizioni particolari tale volatilità può diventare molto elevata e la MBT può durare anche solo 2 secondi. In condizioni particolari tale volatilità può diventare molto elevata e la MBT può durare anche solo 2 secondi. Per esempio, se state ripetendo un numero nuovo di telefono dopo averlo letto dallelenco e un compagno nello stesso momento vi dice lindirizzo della persona in oggetto, è probabile che non riusciate a finire di comporre il numero sulla tastiera a causa di questa interferenza.Per esempio, se state ripetendo un numero nuovo di telefono dopo averlo letto dallelenco e un compagno nello stesso momento vi dice lindirizzo della persona in oggetto, è probabile che non riusciate a finire di comporre il numero sulla tastiera a causa di questa interferenza. Il cuscinetto di reiterazione (rehearsal buffer) Per evitare il rapido deterioramento delle informazioni, esse vanno ripetute con frequenza per mantenerle presenti nel cosiddetto cuscinetto di reiterazione. Per evitare il rapido deterioramento delle informazioni, esse vanno ripetute con frequenza per mantenerle presenti nel cosiddetto cuscinetto di reiterazione. Le informazioni ripetute abbastanza a lungo sono trasferite nella memoria a lungo termine; le altre sono rimpiazzate da nuovi stimoli. Le informazioni ripetute abbastanza a lungo sono trasferite nella memoria a lungo termine; le altre sono rimpiazzate da nuovi stimoli.

12 12 Memoria Baddeley e la Memoria di Lavoro 1/3 Baddeley (1992) Baddeley (1992) Ha approfondito la comprensione della MBT e ha chiamato questo stadio memoria di lavoro (ML) in quanto conserva temporaneamente le informazioni e nello stesso procede a una loro elaborazione attiva. Ha approfondito la comprensione della MBT e ha chiamato questo stadio memoria di lavoro (ML) in quanto conserva temporaneamente le informazioni e nello stesso procede a una loro elaborazione attiva. La ML concerne il presente ed è stata fatta coincidere con la coscienza in senso stretto. La ML concerne il presente ed è stata fatta coincidere con la coscienza in senso stretto. La ML è articolata in due sottosistemi: La ML è articolata in due sottosistemi: 1.il circuito fonologico: è adibito allelaborazione e al mantenimento dellinformazione verbale e acustica; 2.il taccuino visivo-spaziale: è adibito allelaborazione e al mantenimento dellinformazione visiva e spaziale.

13 13 Memoria Baddeley e la Memoria di Lavoro 2/3 1. Il circuito fonologico conserva lordine in cui le parole sono presentate ed è caratterizzato da: leffetto della similarità fonologica le parole che sono simili a livello fonologico sono ricordate peggio. leffetto della similarità fonologica le parole che sono simili a livello fonologico sono ricordate peggio. leffetto dello lunghezza delle parole una sequenza di parole corte è riprodotta più facilmente di una di parole lunghe. leffetto dello lunghezza delle parole una sequenza di parole corte è riprodotta più facilmente di una di parole lunghe. 2. Il taccuino visivo-spaziale: è adibito allelaborazione e al mantenimento dellinformazione visiva e spaziale, nonché delle immagini mentali ed è composto da: nascondiglio visivo ha la funzione di conservare le informazioni concernenti la forma e i colori nascondiglio visivo ha la funzione di conservare le informazioni concernenti la forma e i colori scrivano interno è implicato nella reiterazione attiva delle informazioni riguardanti lo spazio e i movimenti, soprattutto quelli del corpo. scrivano interno è implicato nella reiterazione attiva delle informazioni riguardanti lo spazio e i movimenti, soprattutto quelli del corpo.

14 14 Memoria Baddeley e la Memoria di Lavoro 3/3 3. Lesecutivo centrale controlla i dati provenienti dai due sottosistemi e svolge funzioni essenziali come il controllo attentivo delle azioni. 4. Il cuscinetto episodico di più recente introduzione, ha la funzione di collegare insieme informazioni provenienti da diverse parti in modo da comporre un episodio coerente, nonché di combinare singoli elementi per costruire strutture più articolate.

15 15 Memoria La memoria a lungo termine Memoria a lungo termine (MLT) MLT = nozione ingenua di memoria MLT = nozione ingenua di memoria La probabilità che le informazioni passino dalla MBT alla MLT è in funzione: della reiterazione delle informazioni nella MBT; della reiterazione delle informazioni nella MBT; dell'integrazione e organizzazione del materiale in strutture organizzate (esperimento di Mandler). dell'integrazione e organizzazione del materiale in strutture organizzate (esperimento di Mandler). Il modello sequenziale di Aktinson e Shiffrin privilegia la dimensione della durata temporale del ricordo ma non tiene conto di altre importanti variabili della memoria. La stessa distinzione fra MBT e MLT non va intesa in modo dicotomico e discreto. Ricerche recenti condotte su pazienti con MBT danneggiata ma MLT sana hanno mostrato che la sequenzialità non è una condizione indispensabile. Ricerche recenti condotte su pazienti con MBT danneggiata ma MLT sana hanno mostrato che la sequenzialità non è una condizione indispensabile. Inoltre, si è provato che non è la semplice ripetizione ad aumentare la probabilità di passaggio alla MLT, bensì lelaborazione e lintegrazione del materiale in strutture organizzate già operanti nella MLT Inoltre, si è provato che non è la semplice ripetizione ad aumentare la probabilità di passaggio alla MLT, bensì lelaborazione e lintegrazione del materiale in strutture organizzate già operanti nella MLT

16 16 Limmaginario e la realtà La teoria della mente La teoria della mente (altrui) La teoria della mente (altrui) Per vivere è cruciale imparare a capire che cosa cè nella mente delle altre persone, sviluppando una teoria del funzionamento della mente altrui. Per vivere è cruciale imparare a capire che cosa cè nella mente delle altre persone, sviluppando una teoria del funzionamento della mente altrui. Essa è una tappa dello sviluppo intellettuale di un bambino che, per prima cosa, deve imparare che ci sono entità mentali, e non solo materiali, e poi imparerà come funzionano le menti altrui. Essa è una tappa dello sviluppo intellettuale di un bambino che, per prima cosa, deve imparare che ci sono entità mentali, e non solo materiali, e poi imparerà come funzionano le menti altrui. Già a 3 anni si è capaci di distinguere tra oggetti ed entità mentali.Già a 3 anni si è capaci di distinguere tra oggetti ed entità mentali. Harris e colleghi (1991) Harris e colleghi (1991) hanno chiesto a dei bambini di 4 anni di far finta che ci fosse una bambola amica in una scatola e un mostro pauroso in unaltra scatola. Ogni scatola aveva un piccolo buco. Anche se sapevano che si trattava di un gioco immaginario, essi erano più inclini a mettere un adesivo sul buco della scatola con il mostro e a infilare un dito nella scatola con la bambola. hanno chiesto a dei bambini di 4 anni di far finta che ci fosse una bambola amica in una scatola e un mostro pauroso in unaltra scatola. Ogni scatola aveva un piccolo buco. Anche se sapevano che si trattava di un gioco immaginario, essi erano più inclini a mettere un adesivo sul buco della scatola con il mostro e a infilare un dito nella scatola con la bambola. I bambini di quelletà hanno imparato benissimo a discriminare tra realtà e immaginario, ma sono inclini a credere nellesistenza non puramente mentale di entità fantastiche. I bambini di quelletà hanno imparato benissimo a discriminare tra realtà e immaginario, ma sono inclini a credere nellesistenza non puramente mentale di entità fantastiche.

17 17 I paradigmi sulla separazione tra oggetti del mondo (naturali) e credenze (mentali) Wimmer e Perner (1983) – Il paradigma delle false credenze Wimmer e Perner (1983) – Il paradigma delle false credenze Gli ingredienti sono i seguenti: un bambino di 3 anni (Matteo), una bambola che si immagina parlante (Maxi), un oggetto X e due scatole: A e B.Gli ingredienti sono i seguenti: un bambino di 3 anni (Matteo), una bambola che si immagina parlante (Maxi), un oggetto X e due scatole: A e B. Maxi e Matteo osservano lo sperimentatore che mette X in A. Maxi esce dalla scena e lo sperimentatore sposta X da A a B. Maxi torna e lo sperimentatore domanda a Matteo: «Dove Maxi cercherà X?». Matteo risponde B, sulla base del suo modello mentale della situazione. Maxi e Matteo osservano lo sperimentatore che mette X in A. Maxi esce dalla scena e lo sperimentatore sposta X da A a B. Maxi torna e lo sperimentatore domanda a Matteo: «Dove Maxi cercherà X?». Matteo risponde B, sulla base del suo modello mentale della situazione. Un bambino di età maggiore a quella di Matteo e gli adulti rispondono A, sulla base del modello mentale della situazione di Maxi (modello del modello). Un bambino di età maggiore a quella di Matteo e gli adulti rispondono A, sulla base del modello mentale della situazione di Maxi (modello del modello). Surian e Frith (1993) – Il paradigma della predizione Surian e Frith (1993) – Il paradigma della predizione Si mostra a Matteo una scatola di Smarties, che lui conosce, e gli si domanda: «Che cosa cè dentro?». Matteo risponde: «Smarties». Gli si mostra che la scatola contiene in realtà una matita e gli si domanda: «Maxi che cosa pensa che ci sia nella scatola?». Matteo risponde: «una matita» sulla base del suo modello mentale del contenuto della scatola. Si mostra a Matteo una scatola di Smarties, che lui conosce, e gli si domanda: «Che cosa cè dentro?». Matteo risponde: «Smarties». Gli si mostra che la scatola contiene in realtà una matita e gli si domanda: «Maxi che cosa pensa che ci sia nella scatola?». Matteo risponde: «una matita» sulla base del suo modello mentale del contenuto della scatola. Zaitchik (1990) – Il paradigma Polaroid Zaitchik (1990) – Il paradigma Polaroid Prima del compito lo sperimentatore mostra a Matteo come funziona una macchina fotografica Polaroid. Poi fotografa una bambola collocata in A. Mentre la foto si sviluppa sposta la bambola da A in B e domanda a Matteo: «Dove sarà la bambola nella foto?». Matteo: «in B». Prima del compito lo sperimentatore mostra a Matteo come funziona una macchina fotografica Polaroid. Poi fotografa una bambola collocata in A. Mentre la foto si sviluppa sposta la bambola da A in B e domanda a Matteo: «Dove sarà la bambola nella foto?». Matteo: «in B». Che cosa accomuna tutte queste situazioni sperimentali? Che Matteo non ha ancora sviluppato una teoria dei contenuti delle menti altrui. Che Matteo non ha ancora sviluppato una teoria dei contenuti delle menti altrui.

18 18 Apprendimento sociale La costruzione di modelli di modelli Perché ci sia pensiero deve potersi sviluppare una teoria della mente. Ecco il collegamento con il paradigma delle false credenze. Gli adulti inferiscono che il contenuto delle credenze di Maxi è di un certo tipo, Matteo invece non correla i cambiamenti dellambiente con Maxi ma soltanto con se stesso. E così sbaglia. Lerrore è una spia indiretta di come funziona il pensiero. Gli adulti inferiscono che il contenuto delle credenze di Maxi è di un certo tipo, Matteo invece non correla i cambiamenti dellambiente con Maxi ma soltanto con se stesso. E così sbaglia. Lerrore è una spia indiretta di come funziona il pensiero. Quando è nato il pensiero nella storia della vita animale? Non ci è dato saperlo con esattezza ma deve essere stato preceduto da triangolazioni tra due o più animali che si segnalavano a vicenda i cambiamenti nel mondo esterno. Non ci è dato saperlo con esattezza ma deve essere stato preceduto da triangolazioni tra due o più animali che si segnalavano a vicenda i cambiamenti nel mondo esterno. Consideriamo il seguente scenario: uno scimpanzé maschio di rango basso sta per accoppiarsi. Vede avvicinarsi uno scimpanzé altolocato. Si nasconde fino a quando laltolocato non se ne è andato. Domanda: lo scimpanzé ha appreso questo comportamento e quindi ha cercato di trarre in inganno laltolocato? uno scimpanzé maschio di rango basso sta per accoppiarsi. Vede avvicinarsi uno scimpanzé altolocato. Si nasconde fino a quando laltolocato non se ne è andato. Domanda: lo scimpanzé ha appreso questo comportamento e quindi ha cercato di trarre in inganno laltolocato? In sintesi: disponeva di un modello della mente dellaltolocato? Ci sono miriadi di situazioni di questo tipo nel mondo dei primati, ma non è facile dare una risposta definitiva a questa domanda. Il comportamento potrebbe avvenire anche senza un modello della mente. In questa direzione va una serie di esperimenti che ha mostrato che i primati non usano la direzione dello sguardo altrui per inferire quello che i consimili sanno e per modificare il loro comportamento in funzione di queste conoscenze. Dato che questa abilità emerge nei bambini molto presto, ben prima della capacità di attribuire credenze e intenzioni alla mente altrui, non sembra probabile che i primati più evoluti siano in grado di costruirsi modelli dei modelli delle menti altrui. Questi primati sanno peraltro inviare segnali, anche molto complessi, per indicare mete (cibo) o pericoli (predatori). In sintesi: disponeva di un modello della mente dellaltolocato? Ci sono miriadi di situazioni di questo tipo nel mondo dei primati, ma non è facile dare una risposta definitiva a questa domanda. Il comportamento potrebbe avvenire anche senza un modello della mente. In questa direzione va una serie di esperimenti che ha mostrato che i primati non usano la direzione dello sguardo altrui per inferire quello che i consimili sanno e per modificare il loro comportamento in funzione di queste conoscenze. Dato che questa abilità emerge nei bambini molto presto, ben prima della capacità di attribuire credenze e intenzioni alla mente altrui, non sembra probabile che i primati più evoluti siano in grado di costruirsi modelli dei modelli delle menti altrui. Questi primati sanno peraltro inviare segnali, anche molto complessi, per indicare mete (cibo) o pericoli (predatori). Solo per la specie umana, in una certa fase, probabilmente assai lunga e graduale, al triangolo della comunicazione (2 o più agenti e il mondo esterno) si è aggiunto il linguaggio, le categorie, la memoria episodica e si è così sviluppato gradualmente il pensiero.

19 19 Memoria La memoria prospettica Memoria prospettica è la memoria per gli eventi futuri e il ricordarsi di compiere unazione comporta un piano complesso che Brandimonte (l991) ha distinto in 6 fasi: 1. formazione delle intenzioni; 2. ricordare che cosa fare; 3. ricordare quando farlo; 4. ricordarsi di compiere lazione; 5. compiere lazione nel modo stabilito; 6. ricordarsi di avere compiuto lazione per non ripeterla. La memoria prospettica evidenzia un problema generale della memoria La memoria prospettica evidenzia un problema generale della memoria La memoria non è un magazzino in cui sono riposti degli oggetti che prendiamo quando ne abbiamo bisogno. È piuttosto una biblioteca di cui dobbiamo imparare le strategie di catalogazione e immagazzinamento se vogliamo poi recuperare quello che ci serve. La memoria non è un magazzino in cui sono riposti degli oggetti che prendiamo quando ne abbiamo bisogno. È piuttosto una biblioteca di cui dobbiamo imparare le strategie di catalogazione e immagazzinamento se vogliamo poi recuperare quello che ci serve.

20 20 Memoria Sonde per il recupero Esempio: quante volte abbiamo avuto limpressione di avere un nome sulla punta della lingua? Il recupero è agevole solo se immagazziniamo con determinate strategie: strategie di codifica = vengono messe in atto in fase di elaborazione del materiale (reiterazione o raggruppamento); strategie di codifica = vengono messe in atto in fase di elaborazione del materiale (reiterazione o raggruppamento); strategie di recupero = vengono attivate nel momento in cui serve uninformazione. strategie di recupero = vengono attivate nel momento in cui serve uninformazione. La diversità di ricordo si spiega anche con lesistenza di un doppio sistema di codifica, uno verbale e laltro immaginativo Meccanismo della doppia codifica di Paivio = mnemotecnica dei loci un sistema adottato fin dallantichità per ricordare meglio. Essa consiste nellindividuazione di un numero di luoghi lungo un percorso noto in quanto abituale. un sistema adottato fin dallantichità per ricordare meglio. Essa consiste nellindividuazione di un numero di luoghi lungo un percorso noto in quanto abituale. Si tratta di una tecnica che è tanto più utile, quanto più il materiale da ricordare è frammentario e non organizzato. Si tratta di una tecnica che è tanto più utile, quanto più il materiale da ricordare è frammentario e non organizzato.

21 21 Memoria Schema della doppia codifica Lo schema dei più: la doppia codifica, immaginativa e verbale, permette un miglior ricordo. Legenda: Al = alto valore di immagine; BI = basso valore di immagine. StimoliCodifica IMMAGINATIVAVERBALE Figure+++++ Parole Al++++ Parole Bl+++

22 22 Memoria Oblio e dimenticanze /1 Problemi nella raccolta e nellimmagazzinamento di informazioni: selezione delle informazioni in entrata; selezione delle informazioni in entrata; eliminazione delle informazioni non rilevanti o diventate tali. eliminazione delle informazioni non rilevanti o diventate tali. È loperazione di eliminazione, volontaria o involontaria, di informazioni già memorizzate che, per solito, definiamo oblio. Oblio però finisce per coprire sia la selezione che leliminazione. Nella mente umana queste due operazioni si intrecciano, nel senso che la cesura dei filtri non sempre è netta: talvolta alcune informazioni filtrano ma sono labili e scompaiono a meno di non venir deliberatamente rinforzate. Oblio però finisce per coprire sia la selezione che leliminazione. Nella mente umana queste due operazioni si intrecciano, nel senso che la cesura dei filtri non sempre è netta: talvolta alcune informazioni filtrano ma sono labili e scompaiono a meno di non venir deliberatamente rinforzate. Le informazioni in entrata passano attraverso una serie di filtri (RS MBT MLT) di cui non siamo consapevoli. Automaticità di azione e mancanza di consapevolezza non sono affatto sorprendenti se riflettiamo sulla nostra incapacità di filtrare volontariamente i contenuti della nostra mente.

23 23 Memoria Oblio e dimenticanze /2 Esperimento di Wegner Esperimento di Wegner dire a dei soggetti di non pensare a un orso bianco! dire a dei soggetti di non pensare a un orso bianco!Risultato: non si riesce a non pensare a lungo a qualcosa se siamo istruiti in tal senso non si riesce a non pensare a lungo a qualcosa se siamo istruiti in tal senso Effetto ironico Effetto ironico la memoria è gravata da processi di monitoraggio la memoria è gravata da processi di monitoraggio Secondo Wegner si può ipotizzare che ci sia una fase di monitoraggio, in cui viene realizzata una scansione dei contenuti mentali, e successivamente una fase di tipo operativo mediante la quale si eliminano contenuti di pensiero non voluti o non desiderati. Può così accadere, ad esempio nel caso di stereotipi a sfondo razzista, e quindi non voluti, che la strategia di bonifica fallisca ed essi ricompaiano più potenti. Secondo Wegner si può ipotizzare che ci sia una fase di monitoraggio, in cui viene realizzata una scansione dei contenuti mentali, e successivamente una fase di tipo operativo mediante la quale si eliminano contenuti di pensiero non voluti o non desiderati. Può così accadere, ad esempio nel caso di stereotipi a sfondo razzista, e quindi non voluti, che la strategia di bonifica fallisca ed essi ricompaiano più potenti. Per esempio, quando si è stanchi o pressati dal tempo – condizioni queste che si possono indurre sperimentalmente – diventa molto più difficile evitare pensieri che vorremmo sopprimere. Per esempio, quando si è stanchi o pressati dal tempo – condizioni queste che si possono indurre sperimentalmente – diventa molto più difficile evitare pensieri che vorremmo sopprimere. La concentrazione su casi positivi (cercare idee del tipo X) è molto più facile rispetto a quella su casi negativi (cercare idee del tipo non-X). La concentrazione su casi positivi (cercare idee del tipo X) è molto più facile rispetto a quella su casi negativi (cercare idee del tipo non-X). Quando non dobbiamo pensare a qualcosa siamo costretti ad attivare questo secondo tipo di processo, più oneroso da gestire mentalmente. Ne consegue, per esempio, che è più facile e spontaneo concentrarsi mentalmente su qualcosa (momenti felici del passato) che non su non- qualcosa (momenti non-tristi del passato).Quando non dobbiamo pensare a qualcosa siamo costretti ad attivare questo secondo tipo di processo, più oneroso da gestire mentalmente. Ne consegue, per esempio, che è più facile e spontaneo concentrarsi mentalmente su qualcosa (momenti felici del passato) che non su non- qualcosa (momenti non-tristi del passato).

24 24 Memoria Oblio e dimenticanze /3 Oblio come: eliminazione eliminazione cancellazione delle tracce cancellazione delle tracce causa del trascorrere del tempo causa del trascorrere del tempo Dato che la memoria a lungo termine (MLT) è una struttura organizzata, il trascorrere del tempo non è la causa diretta delloblio, come sembra alla psicologia ingenua, ma è connesso al fatto che non esistono lunghi intervalli di tempo in cui noi non memorizziamo qualcosa. Il nuovo materiale organizzato interferisce con il precedente e rende più difficile il recupero. Il nuovo materiale organizzato interferisce con il precedente e rende più difficile il recupero. ll passare del tempo si accompagna a processi di interferenza: retroattiva retroattiva il materiale nuovo danneggia quello appreso in precedenzail materiale nuovo danneggia quello appreso in precedenza proattiva proattiva il precedente apprendimento interferisce con il materiale da imparareil precedente apprendimento interferisce con il materiale da imparare Nel corso della vita quotidiana, linterferenza proattiva e retroattiva, separabili sperimentalmente agiscono in parallelo.

25 25 Memoria Oblio e dimenticanze /4 Esempio Provate a imparare a memoria una poesia La parte più difficile da imparare e più facile da dimenticare è quella centrale. La parte più difficile da imparare e più facile da dimenticare è quella centrale. Su questa parte agisce l'interferenza causata dalla prima parte (interferenza proattiva) e quella causata dallultima (interferenza retroattiva) Su questa parte agisce l'interferenza causata dalla prima parte (interferenza proattiva) e quella causata dallultima (interferenza retroattiva)

26 26 La memoria Memoria implicita ed esplicita Memoria esplicita Memoria esplicita di informazioni consapevolmente apprese. A questa si applicano la nozione quotidiana di oblio. di informazioni consapevolmente apprese. A questa si applicano la nozione quotidiana di oblio. Memoria implicita Memoria implicita Negli ultimi anni ci si è molto dedicati anche ad aspetti della memoria implicita, che sfuggono alla psicologia ingenua, rilevabile solo grazie a sofisticati paradigmi sperimentali o esaminando pazienti con lesioni cerebrali. Si mostra che un compito precedente (leggere delle parole), ha degli effetti su un compito successivo, non necessariamente di memoria, per esempio, completare parole o frasi. Negli ultimi anni ci si è molto dedicati anche ad aspetti della memoria implicita, che sfuggono alla psicologia ingenua, rilevabile solo grazie a sofisticati paradigmi sperimentali o esaminando pazienti con lesioni cerebrali. Si mostra che un compito precedente (leggere delle parole), ha degli effetti su un compito successivo, non necessariamente di memoria, per esempio, completare parole o frasi. Noi non ci rendiamo affatto conto di questo tipo di interferenza dovuta allattivazione (priming) di unarea di conoscenze. Noi non ci rendiamo affatto conto di questo tipo di interferenza dovuta allattivazione (priming) di unarea di conoscenze. Recentemente si è riusciti, studiando pazienti con danni cerebrali, non solo a separare memoria implicita ed esplicita, ma anche a localizzare le aree del cervello deputate alle due funzioni. La memoria implicita interessa lapprendimento motorio, come quando impariamo i movimenti di uno sport (che, infatti, sono impermeabili alloblio e, quindi, difficili da correggere). La memoria implicita interessa lapprendimento motorio, come quando impariamo i movimenti di uno sport (che, infatti, sono impermeabili alloblio e, quindi, difficili da correggere). È discutibile se si debbano estendere le nozioni quotidiane di memoria e oblio a questi processi che implicano forme di recupero, di interferenza e di cancellazione che sono automatiche e fuori dal controllo cosciente di una persona. È discutibile se si debbano estendere le nozioni quotidiane di memoria e oblio a questi processi che implicano forme di recupero, di interferenza e di cancellazione che sono automatiche e fuori dal controllo cosciente di una persona.

27 27 La memoria Memoria episodica e semantica /1 Memoria episodica Memoria episodica Riguarda ciò che noi ricordiamo. Riguarda ciò che noi ricordiamo. Quello che noi intendiamo abitualmente per memoria ed oblio, coincide con la memoria episodica. Quello che noi intendiamo abitualmente per memoria ed oblio, coincide con la memoria episodica. Memoria semantica Memoria semantica Riguarda ciò che noi sappiamo. Riguarda ciò che noi sappiamo. Sono entrambe memorie a lungo termine. Mentre il ricordo implica sempre conoscenza, non vale la relazione inversa. Mentre il ricordo implica sempre conoscenza, non vale la relazione inversa.

28 28 La memoria Memoria episodica e semantica /2 La memoria episodica evolutivamente compare in seguito alla memoria semantica. Gli uccelli e i mammiferi hanno conoscenze ricche ed articolate sul mondo esterno (memoria semantica), ma pressoché nulle sulle loro esperienze personali (memoria episodica). Gli uccelli e i mammiferi hanno conoscenze ricche ed articolate sul mondo esterno (memoria semantica), ma pressoché nulle sulle loro esperienze personali (memoria episodica). La memoria di cui ci parlano i poeti e i letterati classici è sempre la memoria episodica, che infatti si colora di tinte affettive (ed evoca emozioni come nostalgia, tristezza, melanconia, felicità ecc.). La memoria di cui ci parlano i poeti e i letterati classici è sempre la memoria episodica, che infatti si colora di tinte affettive (ed evoca emozioni come nostalgia, tristezza, melanconia, felicità ecc.). I due sistemi, semantico ed episodico, operano serialmente: linformazione, per entrare nella memoria episodica, deve passare per quella semantica. In effetti, è esperienza comune che una persona ignorante in un certo ambito non può organizzare in memoria alcune informazioni (e, ovviamente, non avendole conservate non può nemmeno dimenticarle: spesso gli studenti agli esami dicono che non ricordano, ma spesso non ricordano non avendo mai appreso). linformazione, per entrare nella memoria episodica, deve passare per quella semantica. In effetti, è esperienza comune che una persona ignorante in un certo ambito non può organizzare in memoria alcune informazioni (e, ovviamente, non avendole conservate non può nemmeno dimenticarle: spesso gli studenti agli esami dicono che non ricordano, ma spesso non ricordano non avendo mai appreso). I due sistemi interagiscono nel mantenere le informazioni, anche se il recupero può avvenire tramite uno solo dei due sistemi, come ha dimostrato sperimentalmente Tulving e come è emerso dagli studi con pazienti con lesioni cerebrali. Con Freud è cruciale lanalisi dei contenuti della memoria episodica. Freud prende come riferimento la teoria ingenua della memoria e delloblio, che concepisce tali processi come largamente incontrollabili. Insiste quindi sul fenomeno della rimozione, una sorta di fuga dal dispiacere: tutto quanto nella mia vita è doloroso, increscioso e imbarazzante cerco di dimenticarlo. Ma ciò che è rimosso e dimenticato non per questo è morto e sepolto, dato che continua, nellinconscio, a creare guai al nostro equilibrio mentale, tormentandoci e sfociando talvolta in vere e proprie malattie psichiche. Freud prende come riferimento la teoria ingenua della memoria e delloblio, che concepisce tali processi come largamente incontrollabili. Insiste quindi sul fenomeno della rimozione, una sorta di fuga dal dispiacere: tutto quanto nella mia vita è doloroso, increscioso e imbarazzante cerco di dimenticarlo. Ma ciò che è rimosso e dimenticato non per questo è morto e sepolto, dato che continua, nellinconscio, a creare guai al nostro equilibrio mentale, tormentandoci e sfociando talvolta in vere e proprie malattie psichiche.

29 29 La memoria Tulving: relazione tra percezione e memoria Memoria Memoria dei significati degli episodi ConfrontoRiscoperta di significati 2° Immagine: Episodioconsignificato 1° Immagine: Episodiosenzasignificato in mancanza di concordanza in caso di di concordanza

30 30 La memoria Le riproduzioni ripetute Oblio e testimonianza Oblio e testimonianza Le ricerche odierne hanno mostrato che i fenomeni del ricordo sono quelli in cui si gioca forse più drammaticamente la distanza tra concezioni ingenue della memoria e conoscenze scientifiche. Le ricerche odierne hanno mostrato che i fenomeni del ricordo sono quelli in cui si gioca forse più drammaticamente la distanza tra concezioni ingenue della memoria e conoscenze scientifiche. Wagenaar e Loftus Wagenaar e Loftus Sottolineano gli errori sistematici che si possono compiere nella identificazione di un criminale che dipendono da due ordini di fattori: Sottolineano gli errori sistematici che si possono compiere nella identificazione di un criminale che dipendono da due ordini di fattori: non vengono presentate a un testimone di un processo tutte le alternative possibili a una data ricostruzione dei fatti;non vengono presentate a un testimone di un processo tutte le alternative possibili a una data ricostruzione dei fatti; si pensa che la memoria funzioni secondo determinate modalità (per esempio, che un bambino sappia riconoscere un criminale a distanza di tempo).si pensa che la memoria funzioni secondo determinate modalità (per esempio, che un bambino sappia riconoscere un criminale a distanza di tempo). Cornoldi (1995) Cornoldi (1995) cita casi anche clamorosi di condanne fondate sul presupposto che un singolo testimone «non poteva aver dimenticato eventi traumatici». Si ritiene che i ricordi di eventi con forte carica emotiva non siano soggetti a distorsioni. cita casi anche clamorosi di condanne fondate sul presupposto che un singolo testimone «non poteva aver dimenticato eventi traumatici». Si ritiene che i ricordi di eventi con forte carica emotiva non siano soggetti a distorsioni. Bartlett (1930) Bartlett (1930) Con il metodo delle riproduzioni ripetute spiega che una persona, per esempio un testimone, deve ripetere più volte lo stesso racconto, questo diventa progressivamente più semplice, coerente e plausibile. Con il metodo delle riproduzioni ripetute spiega che una persona, per esempio un testimone, deve ripetere più volte lo stesso racconto, questo diventa progressivamente più semplice, coerente e plausibile. Paradossalmente, il crescere dellintervallo di ritenzione non porta alloblio, bensì a una maggiore certezza e sicurezza circa la testimonianza degli eventi passati, soprattutto nel caso di identificazione delle persone. Paradossalmente, il crescere dellintervallo di ritenzione non porta alloblio, bensì a una maggiore certezza e sicurezza circa la testimonianza degli eventi passati, soprattutto nel caso di identificazione delle persone.

31 31 La memoria Metodo PQ4R Metodo PQ4R: Preview = scorrere il testo Preview = scorrere il testo Questions = porsi delle domande relative al contenuto Questions = porsi delle domande relative al contenuto Read = leggere attentamente cercando di rispondere alle domande precedentemente formulate Read = leggere attentamente cercando di rispondere alle domande precedentemente formulate Reflect = riflettere, mettere in relazione le nuove conoscenze con quanto si possiede già Reflect = riflettere, mettere in relazione le nuove conoscenze con quanto si possiede già Recite = ripetere quanto si è letto senza guardare il testo Recite = ripetere quanto si è letto senza guardare il testo Se non si ricorda a sufficienza, riprendere il testo e ripetere le fasi 2/3/4 per le parti in cui si sono incontrate difficoltà di rievocazione Review = (rassegna finale) alla fine di ogni capitolo del testo ripensarlo nel suo insieme e ricordarne i principali concetti espressi Review = (rassegna finale) alla fine di ogni capitolo del testo ripensarlo nel suo insieme e ricordarne i principali concetti espressi


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