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1 Università della Tuscia Facoltà di Scienze Politiche Limpresa: gestione e comunicazione 28 ottobre 2005 Stato giuridico dellimpresa La riforma del diritto.

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1 1 Università della Tuscia Facoltà di Scienze Politiche Limpresa: gestione e comunicazione 28 ottobre 2005 Stato giuridico dellimpresa La riforma del diritto societario

2 2 Riforme (1) Società Europea Nuovi standard contabili UE Riforma Vietti (L. 366/2001 e D.Lgs. 5 e 6/2003) Società Europea Esigenza: regole e meccanismi semplici ed uniformi Società per azioni Sede ed iscrizione in uno Stato Membro Possibilità di trasferimento Regole per fusione, trasformazione, etc.

3 3 Riforme (2) Nuovi standard contabili UE Esigenza: avvicinamento a standard internazionali (USA) Obiettivo: valorizzazione più realistica (Stato Patrimoniale): –Avvicinare il valore di libro a quello economico o di mercato –Fair value: aggiornamento dei valori su base MKT (e non su valore storico, cioè di acquisto) –In particolare per beni (o cespiti, asset) di natura finanziaria (variano più facilmente !) Rischi: continua variazione, discontinuità tra bilanci, meno semplice e più soggettivo Per le società quotate, dal 2005

4 4 (3) Riforma Vietti (D.Lgs. 5 e 6/2003) Obiettivi: –Facilitare nascita imprese e accesso ai MKT nazionali ed internazionali dei capitali –Ampliare autonomia statutaria (meno imposizioni, ma obbligo di definire alcuni aspetti critici: es. conflitti di interesse degli amministratori) –Definizione chiara e precisa (legge + statuto) di compiti e responsabilità dei diversi organi sociali Nuova disciplina di bilancio Regole di governance + severe + flessibili (statuti) Nuovi modelli di Società (però stessi nomi) –Srl: più privata, concentrazione, raccolta diretta –SpA: proprietà diffusa, raccolta sui MKT

5 5 Nuova disciplina di bilancio L. Vietti Eliminare interferenze e distorsioni in stato patrimoniale e conto economico tra normativa civilistica e fiscale Fornire quadro chiaro della formazione ed utilizzo delle poste di Patrimonio Netto Bilanci consolidati per Gruppi (internazionali): –Valori complessivi di tutto il gruppo –Eliminazione duplicazioni ed operazioni infra-gruppo (es: vendita tra due società del gruppo) Per le società a controllo concentrato (no ricorso a MKT) schemi più sintetici

6 6 La governance dellimpresa I meccanismi / regole di governo delle Società (in particolare se raccolgono denaro sui MKT finanziari: cfr. scandali !) devono garantire: in un contesto dominato dal rischio creazione di valore economico (una gestione efficiente + lintegrità aziendale) Occorre un bilanciamento tra: I poteri da delegare a chi deve gestire limpresa Il controllo da esercitare ai diversi livelli, per: – verificare che limpresa sia ben funzionante (altrimenti, rimuovere chi la gestisce male) –Impedire che chi ha il potere di gestione lo usi per fini personali (rubando, assegnandosi remunerazioni eccessive, favorendo altri soggetti o altri interessi), impoverendo limpresa anziché creando valore economico

7 7 La governance dellimpresa (2) Sono interessati ad una corretta Governance: Gli azionisti di minoranza, che non hanno un ruolo di gestione (non nominano gli amministratori, etc.) Tutti gli stakeholder che traggono beneficio dallesistenza e dalla prosperità dellimpresa Le regole / meccanismi di governance possono essere: Imposti per legge Adottati dallimpresa aderendo volontariamente a Codici di Autodisciplina (in Italia: Codice Preda della Borsa Italiana; è obbligatorio per le Società che si quotano). La c.d. Riforma Vietti ha: Introdotto norme più precise / stringenti Lasciato alle società la possibilità di prevedere nei loro Statuti ladesione ai Codici di Autodisciplina (quando non è cmq obbligatorio, ad es. per Soc. di nuova quotaz.)

8 8 Riforma Vietti: 3 modelli di Governance per le SpA Le Società per Azioni possono ora scegliere (nello Statuto) tra: Sistema tradizionale italiano Sistema dualistico, ispirato agli ordinamenti tedesco e francese (anche per Società Europea) Sistema monistico ispirato allordinamento anglosassone (anche per Società Europea)

9 9 Il sistema tradizionale di SpA LAssemblea dei soci: Approva il bilancio (su proposta del CdA) Nomina e revoca gli amministratori e nomina i sindaci (se previsti, il revisore o soc. di revisione) e ne determina i compensi Promuove azioni di responsabilità contro amministratori e/o sindaci Approva (in sede di assemblea straordinaria) modifiche dello Statuto e, soprattutto, nomina ogni 3 anni due Organi cui sono affidati: Amministrazione /gestione: Consiglio di Amministrazione (per le società minori: anche Amministratore unico) Controllo: Collegio Sindacale

10 10 Il Consiglio di Amministrazione (mod. tradiz.) Il Consiglio di Amministrazione: sceglie un Presidente al suo interno (che ha la rappresentanza legale della Società) può delegare Amministrazione e gestione: –al Presidente del Consiglio di Amministrazione –ad un Comitato esecutivo –ad uno o più Amministratori Delegati che: curano che lassetto org.vo, amm.vo e contab. sia adeguato allimpresa, riferiscono a CdA e Coll. Sind. su andamento e prevedibile evoluz. della gestione e sulle operazioni di maggior rilievo Lo Statuto può (rif. Vietti) richiedere per la carica di Amministratore particolari requisiti di onorabilità, professionalità e indipendenza.

11 11 Gli Organi di Controllo (mod. tradiz.) Il Collegio Sindacale: vigila sullosservanza della legge e dello statuto, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione e sulladeguatezza dellassetto organizzativo, amm.vo e contabile e sul suo funzionamento almeno un membro (effettivo + supplente) deve essere iscritto al reg. dei Revisori Contabili, gli altri iscritti ad albi professionali o professori universitari di materie ec./giur. lo Statuto delle Società che NON fanno ricorso al MKT dei capitali può attribuire al CS il controllo contabile (vedi oltre) ma TUTTI i membri devono essere Revisori Contabili Il Controllo Contabile è affidato: nelle Società che fanno ricorso al MKT dei capitali, auna Società di Revisione nelle altre, anche da un singolo Revisore esterno, iscritto al registro, o dal Collegio Sindacale, se composto da soli Revisori

12 12 Il modello dualistico Due organi principali: Consiglio di Gestione (CdG), costituito da almeno due membri, designati dal Consiglio di Sorveglianza (CdS) Ha praticamente gli stessi poteri del CdA nel modello tradizionale Consiglio di Sorveglianza (CdS), costituito almeno tre membri designati dallAssemblea (ordinaria) dei Soci (almeno uno Revisore) Ha praticamente gli stessi poteri di vigilanza (non di controllo contabile) un Collegio Sindacale, ma ANCHE: –Approva il bilancio (su proposta del CdG) –Nomina e revoca dei membri del CdG, decide i loro compensi e leventuale promozione di azioni di responsabilità nei loro cfr. LAssemblea dei Soci ha MENO POTERI: Nomina e revoca i membri del CdS e leventuale promozione di azioni di responsabilità nei loro cfr. Determina la distribuzione degli utili Sceglie la Società di revisione o il Revisore Contabile (il Collegio Sindacale non esiste in tale modello)

13 13 Il modello monistico È più simile al modello tradizionale, nel senso che la gestione è affidata al Consiglio di Amministrazione, ma NON PREVEDE il Collegio Sindacale I relativi compiti di sorveglianza (non quelli di controllo contabile) sono attribuiti, invece, ad un Comitato per il Controllo sulla Gestione (CCG), che fa parte del CdA, e deve essere formato da amministratori : in possesso degli stessi requisiti di indipendenza previsti per i Sindaci cogli eventuali requisiti di onorabilità e professionalità previsti dallo Statuto almeno uno dei quali deve essere un Revisore iscritto Per il controllo contabile, valgono le stesse regole viste per il modello tradizionale (ovviamente, non esiste il Collegio Sindacale)


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