La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

1 ECONOMIA E ORGANIZZAZIONE AZIENDALE Prof. A. La Bella TESTO CONSIGLIATO: P. MILGROM, J. ROBERTS ECONOMIA, ORGANIZZAZIONE E MANAGEMENT IL MULINO-PRENTICE.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "1 ECONOMIA E ORGANIZZAZIONE AZIENDALE Prof. A. La Bella TESTO CONSIGLIATO: P. MILGROM, J. ROBERTS ECONOMIA, ORGANIZZAZIONE E MANAGEMENT IL MULINO-PRENTICE."— Transcript della presentazione:

1 1 ECONOMIA E ORGANIZZAZIONE AZIENDALE Prof. A. La Bella TESTO CONSIGLIATO: P. MILGROM, J. ROBERTS ECONOMIA, ORGANIZZAZIONE E MANAGEMENT IL MULINO-PRENTICE HALL INTERNATIONAL (1994)

2 2 Organizzazione: è linsieme dei modi in cui un grande numero di persone, impegnate in una complessità di compiti, interagisce (anche attraverso luso di risorse e/o mezzi tecnici) per la consapevole e sistematica determinazione e realizzazione di obiettivi riconosciuti.

3 3 Parole chiave: obiettivi interazione grande numero complessità risorse/mezzi tecnici

4 4 FORD-GENERAL MOTORS ~ FORD (modello T): 55% Henry Ford:..ci vogliono circa 6 settimane perché un messaggio delluomo che vive nellultimo angolo in basso a sinistra dellalbero raggiunga il presidente : -200M$ Nel 1940: 16% GM (Cadillac, Buick, Oakland, Olds, Chevrolet): 11% Alfred Sloan CEO Riprogettazione dellorganizzazione interna : +2G$ Nel 1940: 45%

5 5 TOYOTA PROBLEMI Mancanza di capitali Piccola scala Qualità scadente Incapacità di sfruttare il basso costo del lavoro RISPOSTA (Toyoda-Ohno) Nuovo modello di produzione: JIT Affidabilità Manutenzione integrata con la produzione Relazioni con i fornitori Flessibilità Brevi cicli di produzione Remunerazione sulle capacità

6 6 LE ORIGINI Charles Babbage (1835): On the economics of machinery and manufacturing Henry H. Towne (1886): The engineer as an economist

7 7 I filoni delle teorie organizzative La razionalizzazione delle organizzazioni (Taylor, Weber) La valorizzazione del fattore umano (relazioni umane e motivazioni; Mayo, Argyris) Il governo delle contingenze (teorie delle contingenze e teorie dei processi decisionali; Simon, Doherty) Lintervento proattivo verso linterno e lesterno (teoria della dipendenza dalle risorse esterne, teoria dellistituzionalizzazione, teoria della cultura amministrativa; Selznick, Meyer e Rowan) Le reti organizzative (Burns e Stalker, Dioguardi)

8 8 La razionalizzazione delle organizzazioni Lorganizzazione è un meccanismo il cui funzionamento richiede regole chiare, precise, rigide (one best way). Lefficienza si raggiunge perché lamministrazione non è lasciata allarbitrio del singolo funzionario ma è basata su precisi principi di equità, imparzialità, professionalità e impersonalità (burocrazia meccanica). Principio delleccezione. Modello funzionale con dirigenti intermedi con compiti e attribuzioni molto precise e specializzzate (moltiplicazione dei dirigenti). Adatta in presenza di ambienti stabili, con compiti ripetitivi, in realtà sociali non conflittuali. Genera sistemi che tendono allinazione e a rimandare la soluzione dei problemi verso i vertici; comunicazioni inadeguate tra le diverse parti dellorganizzazione, ove ciascuno si focalizza in una sua prospettiva parziale; scarsa responsabilizzazione e poca motivazione; limita la crescita professionale.

9 9 LE FUNZIONI MANAGERIALI PIANIFICAZIONE ORGANIZZAZIONE COMANDO COORDINAMENTO CONTROLLO

10 10 I PRINCIPI DEL MANAGEMENT DIVISIONE DEL LAVORO AUTORITA DISCIPLINA UNITA DI COMANDO UNITA DI DIREZIONE SUBORDINAZIONE DELLINDIVIDUO REMUNERAZIONE CENTRALIZZAZIONE GERARCHIA ORDINE EQUITA STABILITA DEL PERSONALE INIZIATIVA SPIRITO DI CORPO

11 11 La valorizzazione del fattore umano Lefficienza va ricercata attraverso la soddisfazione del personale. Centralità del fattore umano, la cui motivazione fa riferimento ad una ampia scala di elementi. Importanza dellorganizzazione informale. Creatività ed apprendimento organizzativo. Introduzione dei concetti legati alla leadership: i dirigenti sono responsabili del clima di lavoro. Enfasi sulla partecipazione e quindi sulla comunicazione aziendale.

12 12 Il governo delle contingenze Nascono dal paradigma della teoria dei sistemi. Non esistono principi organizzativi universalmente validi; è possibili però individuare principi validi in ogni circostanza. Importanza dei sottosistemi e delle loro relazioni. Differenziazione dei sottosistemi. Sofisticazione e complessità dei meccanismi di integrazione. Importanza della definizione precisa di obiettivi. Razionalità limitata. Comunicazione aziendale in senso moderno.

13 13 Lintervento proattivo verso linterno e lesterno Le organizzazioni sono in competizione per acquisire risorse dallesterno. Il principale fattore di successo è la capacità di influenzare lambiente esterno. Importanza dellunità interna. Strategie verso lesterno: internalizzazione dellambiente; accordi e coordinamento per creare condizioni di interdipendenza reciproca; rotazione dei dirigenti e dei professionals di maggiore prestigio anche tra organizzazioni in competizione. Verso linterno: vision e sistemi di valori; intangible assets; creazione di legami personali, senso di identità e di appartenenza. Dirigenti soprattutto comunicatori.

14 14 Le reti organizzative Nuovo modello che raccoglie e rende compatibili i principali contributi delle varie teorie. Legami deboli: connessioni dotate di molta forza ma capaci di preservare lautonomia. Le connessioni consentono cross-fertilization e quindi sviluppo di sapere innovativo. Adattabilità (self-designing organizations). Struttura compatibile con controllo gerarchico, potere centrale, negoziazione, autonomia. Ciascun nodo è dotato della capacità di raggiungere autonomamente risultati. Accentramento del controllo sulle risorse strategiche; decentramento delle operazioni. I dirigenti generano contesti favorevoli per lo sviluppo della rete.

15 PARADIGMA FORDISTA PARADIGMA DELLA GOVERNANCE PARADIGMA DELLA INTERCONNESSIONE LE TRASFORMAZIONI DEI PARADIGMI DI GOVERNO

16 16 LE CARATTERISTICHE DEL CAMBIAMENTO CONTRAZIONE DELLO SPAZIO-TEMPO SUPERAMENTO DEL TRADE OFF REACH- RICHNESS RIDUZIONE DELLE ASIMMETRIE INFORMATIVE RIDUZIONE DELLE BARRIERE ALLENTRATA ECONOMIE DI RETE INTEGRAZIONE MULTIDIMENSIONALE

17 17 I NUOVI PROBLEMI DEL MANAGEMENT DINAMICA ACCELERATA INSTABILITA TECNOLOGICA GRADUALE SCOMPARSA DELLA DISTINZIONE TRA BENI E SERVIZI CREAZIONE DI VALORE: LA NUOVA ECONOMIA PERDITA DI CAPACITA PREDITTIVA

18 18 CONSEGUENZE IL MERCATO LE ORGANIZZAZIONI LE ISTITUZIONI IL SISTEMA

19 19 ORGANIZZAZIONI ECONOMICHE OBIETTIVI ECONOMICI CAPACITA CONTRATTUALE (PERSONALITA GIURIDICA) DISCREZIONALITA ED AUTONOMIA LA STRUTTURA (RISORSE, FLUSSI, MECCANISMI DI DECISIONE, DISTRIBUZIONE DEL POTERE, ECC.) DIRITTI E VINCOLI

20 20 CONCETTI FONDAMENTALI UNITA ELEMENTARE DI ANALISI: TRANSAZIONE (TRASFERIMENTO DI BENI E SERVIZI TRA DUE SOGGETTI) EFFICIENZA SPECIALIZZAZIONE –COORDINAMENTO –INCENTIVAZIONE

21 21 LANALISI DEI COSTI DI TRANSAZIONE LE TRANSAZIONI SONO COSTOSE IL COSTO DIPENDE DALLA NATURA DELLA TRANSAZIONE E DAL MODO CON CUI ESSA E ORGANIZZATA LA STRUTTURA DELLE ORGANIZZAZIONI TENDE A MINIMIZZARE I COSTI DI TRANSAZIONE

22 22 TIPOLOGIA DEI COSTI DI TRANSAZIONE COSTI DI COORDINAMENTO COSTI DI INCENTIVAZIONE –ASIMMETRIE ED INCOMPLETEZZE INFORMATIVE –IMPERFETTA CAPACITA DI TENER FEDE AGLI IMPEGNI

23 23 I LIMITI DELLAPPROCCIO DIFFICOLTA DI SEPARAZIONE TRA COSTI DI PRODUZIONE E DI TRANSAZIONE ISTITUZIONI EFFICIENTI E MINIMIZZAZIONE DEI COSTI DI TRANSAZIONE TROPPE STRUTTURE ORGANIZZATIVE COMPATIBILI CON LEFFICIENZA (CRITERIO DEBOLE)

24 24 ELEMENTI IMPORTANTI EFFICIENZA CARATTERISTICHE DELLE TRANSAZIONI EFFETTI DI RICCHEZZA RAZIONALITA LIMITATA –INCOMPLETEZZA CONTRATTUALE –INFORMAZIONI PRIVATE –COSTI DI MISURAZIONE

25 25 EFFICIENZA ALLOCAZIONE EFFICIENTE STAKEHOLDERS PRINCIPIO DI EFFICIENZA: UNORGANIZZAZIONE E EFFICIENTE SE NON NE ESISTE UNALTRA UNIVERSALMENTE PREFERITA DAGLI STAKEHOLDERS

26 26 CARATTERISTICHE DELLE TRANSAZIONI SPECIFICITA DEGLI INVESTIMENTI FREQUENZA E DURATA COMPLESSITA E INCERTEZZA DIFFICOLTA DI MISURA DELLA PERFORMANCE RELAZIONE CON ALTRE TRANSAZIONI

27 27 Costi di transazione Specificità mercato gerarchia verso il mercato

28 28 Costi di transazione Specificità mercato gerarchia verso la gerarchia

29 29 EFFETTI DI RICCHEZZA NON VI SONO EFFETTI DI RICCHEZZA SE: PER QUALSIASI COPPIA DI ALTERNATIVE Y 1 E Y 2 ESISTE UNA COMPENSAZIONE MONETARIA TALE DA RENDERLE INDIFFERENTI LA COMPENSAZIONE NON DIPENDE DALLA RICCHEZZA LA COMPENSAZIONE EPICCOLA RISPATTO ALLA RICCHEZZA POSSEDUTA

30 30 INDICE DEL VALORE EQUIVALENTE C(Y 1,Y): COMPENSAZIONE MONETARIA, OVVERO: Y 1 CON C(Y 1,Y) E EQUIVALENTE A Y SE C(Y 1,Y)>0 Y 1 VALE MENO DI Y QUINDI: V(Y) = C(Y 1,Y) E IL VALORE DI Y RISPETTO A Y 1 DETTA X LA RICCHEZZA DELLAGENTE, X+ V(Y) E LINDICE DEL VALORE EQUIVALENTE RISPETTO ALLALTERNATIVA DI RIFERIMENTO Y 1

31 31 Date due alternative y e y, ed una situazione di riferimento y 1, si ha che: (x, y) equivalente a (x+v(y), y 1 ) implica U(x, y) = U(x+v(y), y 1 ) Inoltre, (x, y) equivalente a (x+v(y), y 1 ) implica: U(x, y) = U(x+v(y), y 1 ) Dalla definizione di utilità si ha allora che x+v(y) > x+v(y) implica U(x+v(y), y 1 ) > U(x+v(y), y 1 ) e quindi U(x, y) > U(x, y) e viceversa.

32 32 PRINCIPIO DI MASSIMIZZAZIONE DEL VALORE: UNALLOCAZIONE TRA UN GRUPPO DI PERSONE, LE CUI PREFERENZE NON MANIFESTANO EFFETTI DI RICCHEZZA, E EFFICIENTE SE E SOLO SE ESSA MASSIMIZZA IL VALORE TOTALE DELLE PARTI COINVOLTE. ESISTE SEMPRE UNALLOCAZIONE EFFICIENTE.

33 33 Dimostrazione: n agenti, ciascuno con U i (x, y) = x i +v i (y) Posto P(y) = i x i, il valore totale associato ad y è dato da P(y)+ i v i (y) Tesi: una allocazione (x, y) è efficiente se e solo se essa massimizza P(y)+ i v i (y) 1.y* : P(y*)+ i v i (y*) = max y (P(y)+ i v i (y)) è efficiente Per assurdo, supponiamo che y* non sia efficiente. Allora, esiste una alternativa (x, y) ed un agente k tali che: x k +v k (y)> x* k +v k (y*) x j +v j (y)>=x* j +v j (y*) per tutti j#k Ciò implica P(y)+ i v i (y)> P(y*)+ i v i (y*) il che è assurdo.

34 34 2.y: P(y)+ i v i (y)< max y (P(y)+ i v i (y)) non è efficiente. Dalla disuguaglianza, esiste almeno una alternativa y* tale che P(y)+ i v i (y)< P(y*)+ i v i (y*) Posto z = P(y*)+ i v i (y*) - P(y)+ i v i (y)>0 si può definire x* k = x k +v k (y) - v k (y*) + z / n, per tutti k, da cui: x* k +v k (y*) = x k +v k (y) + z / n per tutti k. Quindi x* k +v k (y*) > x k +v k (y) per tutti k, ed evidentemente y* domina y.

35 35 EFFETTI DI RICCHEZZA TEOREMA DI COASE: SE LE PARTI CONTRATTANO EFFICIENTEMENTE E SE LE LORO PREFERENZE NON PRESENTANO EFFETTI DI RICCHEZZA, ALLORA LATTIVITA CREATRICE DI SURPLUS SULLA QUALE SI ACCORDANO DIPENDE DALLA SOLA EFFICIENZA E NON DAL POTERE CONTRATTUALE O DALLE DOTAZIONI INIZIALI. OGNI ALTRO FATTORE INFLUENZA UNICAMENTE IL MODO CON CUI COSTI E BENEFICI VENGONO RIPARTITI.

36 36 LA NATURA DELLIMPRESA BILANCIAMENTO OTTIMALE TRA COSTI DI GERARCHIA (ORGANIZZAZIONE) E DI TRANSAZIONE CAPITALI CONOSCENZE RELAZIONI CONTRATTUALI RAPPORTI INFORMALI AUTORITA UNICITA ECONOMICA E GIURIDICA

37 37 OBIETTIVI DELLE ORGANIZZAZIONI NEOCLASSICO: MAX PROFITTO IN ASSENZA DI EFFETTI DI RICCHEZZA: MAX VALORE TOTALE DEGLI STAKEHOLDERS IN GENERALE: DIPENDONO DALLA COMPOSIZIONE DEGLI INTERESSI DEGLI STAKEHOLDERS (UTILITA DISTRIBUITE NEL TEMPO)

38 38 LALLINEAMENTO DEGLI OBIETTIVI

39 39 M g g* UNA FORTE ESPANSIONE DELLE ATTIVITA COMPORTA, OLTRE g*, IMPIEGHI A TASSI DI RENDIMENTO DECRESCENTI

40 40

41 41 M g g* g V/K g2g2 V*/K g3g3

42 42 CONCLUSIONI V/K E IL RAPPORTO TRA VALORE DI BORSA E VALORE DELLE ATTIVITA SE V/K E TROPPO BASSO, LIMPRESA E SOTTOCAPITALIZZATA ED ESPOSTA AL RISCHIO DI SCALATE LOBIETTIVO DEL MASSIMO RENDIMENTO (M) NON COINCIDE CON QUELLO DI MASSIMIZZARE IL VALORE SE IL CdA FISSA UN OBIETTIVO V*, I DIRIGENTI SCELGONO g 3 (MASSIMA CRESCITA COMPATIBILE)

43 43 IPOTESI PROGETTUALI OGNI INDIVIDUO CONOSCE LA PROPRIA FUNZIONE DI UTILITA OGNI INDIVIDUO PERSEGUE ESCLUSIVAMENTE LINTERESSE PERSONALE INDIVIDUI ED ORGANIZZAZIONI OPERANO IN CONDIZIONI DI RAZIONALITA LIMITATA

44 44 ORGANIZZAZIONI E MERCATO LE ORGANIZZAZIONI SI SOSTITUISCONO AL MERCATO PER MINIMIZZARE I COSTI DELLE TRANSAZIONI CHE AVVENGONO AL LORO INTERNO COORDINAMENTO ED INCENTIVAZIONE IN CONDIZIONI DI EQULIBRIO DI MERCATO COMPETITIVO QUANTITA E PREZZI SONO DETERMINATI AUTOMATICAMENTE QUALI MECCANISMI SOSTITUISCONO I PREZZI NELLE ORGANIZZAZIONI

45 45 PROGETTI PER RIDURRE INCIDENTI Progetto N. Ore di lavoro Vite salvate Valore (Vite/Ore) Accettazione ,00No ,33Si ,50Si ,00No ,54Si ,43No

46 46 Ore lavorate (migliaia) Vite per 1000 ore Offerta di lavoro Domanda di lavoro

47 47 EQUILIBRIO COMPETITIVO: IL MODELLO NEOCLASSICO E LECONOMIA DI CONCORRENZA Q i = {Q i k } : vettore di domanda del consumatore i q j = {q j k } : vettore di offerta dellimpresa j q j k < < j q j k per tutti k; beni omogenei; nessuna barriera; informazione perfetta; assenza di collusione.

48 48 IL CONSUMATORE NEL MODELLO NEOCLASSICO E: VETTORE DELLE RISORSE S: VETTORE DELLE VENDITE Q: VETTORE DEI CONSUMI P: VETTORE DEI PREZZI PQ: SPESA TOTALE PS: REDDITO F: VETTORE DELLE PROPRIETA AZIONARIE D: VETTORE DEI DIVIDENDI FD: REDDITO DA IMPRESA PS+FD: REDDITO TOTALE

49 49 PIANO DI CONSUMO E UNA COPPIA (Q, S) E AMMISSIBILE SE: DAL PRINCIPIO DI INSAZIABILITA DERIVA:

50 50 LIMPRESA NEL MODELLO NEOCLASSICO O: VETTORE DI OUTPUT I: VETTORE DI INPUT PIANO DI PRODUZIONE: (I, O) T: TECNOLOGIA (INSIEME DEI PIANI DI PRODUZIONE AMMISSIBILI) PO: RICAVO PI: COSTO DI PRODUZIONE PIANO OTTIMALE:

51 51 ALLOCAZIONI EFFICIENTI NEL MODELLO NEOCLASSICO LECONOMIA NEOCLASSICA E CARATTERIZZATA DA: –UN INSIEME DI CONSUMATORI CIASCUNO CON UNA PROPRIA FUNZIONE DI UTILITA ED UNA DOTAZIONE INIZIALE DI RISORSE –UN INSIEME DI IMPRESE, LA CUI PROPRIETA APPARTIENE IN QUOTE AD ALCUNI INDIVIDUI CHE RICEVONO DIVIDENDI

52 52 CARATTERIZZAZIONE DELLEFFICIENZA NEOCLASSICA UNA ALLOCAZIONE EFFICIENTE E UN INSIEME DI PIANI DI CONSUMO E PRODUZIONE TALE CHE: NON ESISTE UNALTRA ALLOCAZIONE CHE LA DOMINI SUL PIANO DEI CONSUMI

53 53 EQUILIBRIO COMPETITIVO E QUALUNQUE INSIEME (P, Q, S, I, O) CHE SODDISFI:

54 54 TEOREMA FONDAMENTALE DELLECONOMIA DEL BENESSERE SE (P, Q, S, I, O) E UN EQULIBRIO COMPETITIVO, LALLOCAZIONE DELLE RISORSE CHE NE RISULTA E EFFICIENTE OVVERO QUALUNQUE ALTRA ALLOCAZIONE (Q, S, I, O) ALMENO PARI ALLA PRECEDENTE NELLE PREFERENZE DEI CONSUMATORI NON E AMMISSIBILE

55 55 DIMOSTRAZIONE PER ASSURDO IMMAGINIAMO CHE ESISTA UN (Q, S, I, O) ED UN k TALE CHE U n (Q)>U n (Q) per n=k, U n (Q)=U n (Q) per n# k E EVIDENTE CHE DEVE ESSERE: E QUINDI

56 56 DIMOSTRAZIONE (2) PER QUANTO RIGUARDA LE IMPRESE, PER DEFINIZIONE NESSUNA PUO OTTENERE PROFITTI MAGGIORI RISPETTO AL PIANO DI EQUILIBRIO. QUINDI:

57 57 DIMOSTRAZIONE (3) COMBINANDO LE RELAZIONI: SI OTTIENE LASSURDO:

58 58 LA MANO INVISIBILE SISTEMA DEI PREZZI DI EQUILIBRIO COMPETITIVO (TUTTI PRICE-TAKER) INDIRIZZA LE RISORSE IN MODO EFFICIENTE TRASFORMA MOTIVAZIONI INDIVIDUALI IN OTTIMO SOCIALE (PARETO) FORNISCE AUTOMATICAMENTE INCENTIVI OTTIMALI RICHIEDE UN FLUSSO LIMITATO DI INFORMAZIONI

59 59 MERCATO, COORDINAMENTO E INCENTIVI TEORIA ED ESPERIENZA DIMOSTRANO CHE LA COMPETIZIONE GENERA PREZZI E COMBINAZIONI DI CONSUMO E PRODUZIONE VICINI A QUELLI DI CONCORRENZA NONOSTANTE LUSO DI INFORMAZIONI DIVERSE DAL PREZZO (RICERCHE DI MERCATO, PUBBLICITA, REGOLAZIONE) I PREZZI RIMANGONO IL PRINCIPALE MECCANISMO DI COORDINAMENTO ED INCENTIVAZIONE

60 60 MERCATO E ORGANIZZAZIONI COSTI DI TRANSAZIONE EQUITA REGOLAZIONE FALLIMENTI DEL MERCATO

61 61 CMe CMa DD RMa B A C E D P Qm Q MONOPOLIO NATURALE

62 62 D S CMa Q P

63 63 FALLIMENTI DEL MERCATO I BENI PUBBLICI BENI PUBBLICI PURI: NON E POSSIBILE RAZIONARE IL LORO CONSUMO (ESCLUSIONE DIFFICILE) IL RAZIONAMENTO NON E DESIDERABILE (ESCLUSIONE NON DESIDERABILE)

64 64 FACILITA DI ESCLUSIONE DESIDERABILITA DELLESCLUSIONE BENI PUBBLICI PURI BENI PRIVATI PURI BENI PRIVATI FORNITI DAL SETTORE PUBBLICO BENI PUBBLICI FORNITI DAL SETTORE PRIVATO

65 65 BENI PUBBLICI BENI PRIVATI CURVA DELLE POSSIBILITA DI PRODUZIONE LUOGO DELLA FATTIBILITA

66 66 BENI PUBBLICI BENI PRIVATI CURVA DELLE POSSIBILITA DI PRODUZIONE LUOGO DELLA FATTIBILITA (CURVA DI LAFFER)

67 67 FALLIMENTI DEL MERCATO ALTRI CASI ESTERNALITA MERCATI INCOMPLETI FRIZIONI TRA DOMANDA E OFFERTA CARENZA DI INFORMAZIONI BENI MERITORI (EQUITA)

68 68 IL RUOLO DEI PREZZI ALLINTERNO DELLE ORGANIZZAZIONI OBIETTIVI: VALUTAZIONE COORDINAMENTO INCENTIVAZIONE PROBLEMI: DETERMINAZIONE (COSTI, RIFERIMENTI ESTERNI, ECC.) ASIMMETRIE INFORMATIVE (DISTORSIONE OPPORTUNISTICA)

69 69 I PREZZI DI TRASFERIMENTO NELLE IMPRESE MULTIDIVISIONALI AB MC A MC B p i : prezzo di trasferimento p B : prezzo di mercato Ipotesi: indipendenza tecnologica unità di misura convenzionale comune A non può vendere allesterno

70 70 MC T = MC A + MC B MC A MC B D Rm Q* pBpB pipi

71 71 Costo marginale totale: MC T = MC A + MC B Funzioni di costo: CT A = aQ + bQ 2 ; CT B = cQ + dQ 2 Funzione di profitto: T = p B Q - CT A - CT B = p B Q - (a+c)Q - (b+d)Q Se limpresa decide centralmente, si ha: d T /dQ = 0 Q* = (p B - (a+c))/(2(b+d)) Se il prezzo di trasferimento è fissato dalla divisione A, essa decide la quantità da produrre sulla base di A = p i Q - CT A e della funzione di domanda di B. Poiché B sceglie razionalmente, avremo: (Ricavo marginale) B = (Costo marginale) B, ovvero p B = MC B +p i. La funzione di domanda di B sarà allora: p i = p B – MC B. Sostituendo: A = (p B - c - 2dQ)Q - aQ - bQ 2

72 72 d A /dQ = 0 Q A = (p B - (a+c))/(2(b+2d)) < Q* Di conseguenza: si produce una quantità inferiore a quella ottimale; il prezzo di trasferimento è maggiore del costo marginale di A. Supponiamo che sia B a decidere. Allora porrà p i = MC A. Quindi: B = p B Q - MC A Q - CT B = Q(p B - a - c) - Q 2 (2b + d) d B /dQ = 0 Q B = (p B - (a+c))/(2(2b+d)) < Q* Inoltre, Q A # Q B

73 73 CONCLUSIONI LA REGOLA PREZZO=COSTO MARGINALE DIVENTA AMBIGUA CIASCUNA DIVISIONE PUO AVERE INTERESSE A PRODURRE QUANTITA DIVERSE DALLOTTIMO DI IMPRESA DECISIONI CENTRALIZZATE RICHIEDONO INFORMAZIONE COMPLETA

74 74 MC T = MC A + MC B MC A MC B D Rm Q* pBpB pipi MC A MC T = MC A + MC B pBpB pipi

75 75 F G C A E B D Q P x1x1 y1y1 x2x2 y2y2 Costo marginale (offerta) p2p2 p3p3 p1p1

76 76 SB M S: vende; B: compra; M: mercato S, B ed M scambiano due soli beni: quello utilizzato allinterno dellimpresa ed il denaro. y: quantità venduta o comprata x: corrispettivo ricevuto o pagato DIMOSTRAZIONE FORMALE

77 77 U S = v S (y S ) + x S y S : max y U S U B = v B (y B ) + x B y B : max y U B U M = v M (y M ) + x M = 0 v M (y M ) = p y M Con: v S (y S ): costo di produzione v B (y B ): profitti In concorrenza perfetta (equilibrio competitivo): y S + y B + y M =0 se e solo se prezzo = p Dal teorema fondamentale lallocazione che ne risulta è efficiente; quindi, dal principio di massimizzazione del valore: (y S ; y B ; y M ): max(U S + U B + U M ) = max(U S + U B )

78 78 LA MANO INVISIBILE (TEOREMA FONDAMENTALE DELLECONOMIA DEL BENESSERE) GARANTISCE EFFICIENZA SE: MERCATI CONCORRENZIALI PREZZI DI EQUILIBIO DOMANDA/OFFERTA INFORMAZIONE COMPLETA (SOLO) SUI PREZZI OGNI SOGGETTO PERSEGUE IL PROPRIO INTERESSE

79 79 NELLE ORGANIZZAZIONI USO LIMITATO DEI PREZZI INTERNI STRUMENTI DI COORDINAMENTO: –PIANI –PROCEDURE –REGOLE –VINCOLI –CONTRATTI

80 80 VERTICE STRATEGICO LINEA INTERMEDIA NUCLEO OPERATIVO STAFF TECNICO STAFF DI SUPPORTO LE PARTI DELLORGANIZZAZIONE

81 81 V S OO ADATTAMENTO RECIPROCO

82 82 V S OO SUPERVISIONE DIRETTA

83 83 V S OO STANDARDIZZAZIONE

84 84 V S OO LEADERSHIP

85 85 PROBLEMI DI COORDINAMENTO (ALLOCAZIONE DI RISORSE) FORMULAZIONE: 1)MOLTISIME INFORMAZIONI A PRIORI; 2) COSTI ELEVATI DEGLI ERRORI –SINCRONIZZAZIONE –ASSEGNAZIONE CARATTERISTICHE INNOVATIVE DIVERSI SISTEMI DI COORDINAMENTO CRITERI DI CONFRONTO –RAGGIUNGIMENTO EFFICIENZA –QUANTITA INFORMAZIONI –VULNERABILITA

86 86 COORDINAMENTO TRAMITE PREZZI O QUANTITA COORDINAMENTO SUI PREZZI: IL PIANIFICATORE INVIA SEGNALI TRAMITE I PREZZI COORDINAMENTO SULLE QUANTITA: IL PIANIFICATORE DECIDE LA PRODUZIONE PROBLEMI: –EFFICIENZA –VULNERABILITA

87 87 MC MB P QQQ A B C E F d D

88 88

89 89 CONCLUSIONI LA CONVENIENZA DIPENDE DALLA INCLINAZIONE RELATIVA DELLE CURVE MB E MC IN CONCORRENZA, LA PENDENZA DELLA CURVA DI DOMANDA E NULLA, QUINDI IL COORDINAMENTO CON I PREZZI E OTTIMALE RENDIMENTI CRESCENTI DI SCALA NON POSSONO ESSERE TRATTATI CON IL SISTEMA DEI PREZZI (MONOPOLIO NATURALE) RENDIMENTI COSTANTI (CASO LIMITE) IMPLICANO PERDITE ELEVATISSIME CON LUSO DEI PREZZI

90 90 TEOREMA DELLEFFICIENZA INFORMATIVA (HURWICZ) NON SI SONO INFORMAZIONI A PRIORI OGNI SOGGETTO CONOSCE I DATI DELLA PROPRIA PRODUZIONE/CONSUMO ALLORA IL CONTENUTO MINIMO DI INFORMAZIONE DA COMUNICARE PER UNA ALLOCAZIONE EFFICIENTE E DATO DAL PIANO AMPLIATO PIU IL VALORE DI UNA VARIABILE ADDIZIONALE PER OGNI BENE MENO UNO

91 91 EFFICIENZA INFORMATIVA E PROBLEMI DI FORMULAZIONE LE IPOTESI DEL TEOREMA DI HURWICZ ESCLUDONO LA PRESENZA DI PROBLEMI DI FORMULAZIONE LA SOLUZIONE DI TALI PROBLEMI TRAMITE IL SISTEMA DEI PREZZI PUO RICHIEDERE UNA ENORME QUANTITA DI INFORMAZIONE

92 92 MB MC 2 MC 1 MC TOTALI DURATA OTTIMADATA DI INTRODUZIONE Il COSTO (BENEFICIO) MARGINALE DI UN ANTICIPO E INVERSAMENTE (DIRETTAMENTE) PROPORZIONALE ALLA DURATA

93 93 COORDINAMENTO E STRATEGIA DI IMPRESA INFORMAZIONI DIVERSE SOSTITUISCONO I PREZZI SCALA DELLE OPERAZIONI –DIMENSIONE –ECONOMIE DI VARIETA –COMPETENZE SPECIFICHE COMPLEMENTARITA ORGANIZZAZIONE DELLE DECISIONI

94 94 INTRODUZIONE DI UN NUOVO PRODOTTO PROBLEMA DI FORMULAZIONE N COMPONENTI PRODOTTE IN N IMPIANTI y n CAPACITA IMPIANTO n-MO t n DATA DI INIZIO PRODUZIONE PRODOTTO FINALE CONTIENE 1 UNITA DI OGNI COMPONENTE K TIPI DIVERSI DI RISORSE PRODUTTIVE

95 95

96 96

97 97

98 98 INFORMAZIONI RICHIESTE DAL PIANO AMPLIATO IL COORDINATORE COMUNICA PREZZI RISORSE (K NUMERI) 1 DATA 1 CAPACITA GLI STABILIMENTI: COSTO OPPORTUNITA RISORSE (NK) COSTO OPPORTUNITA CAPACITA (N) COSTO OPPORTUNITA TEMPO (N) TOTALE: K+2+NK+N+N=(N+1)(K+2)

99 99 SENZA INFO A PRIORI ALLOCAZIONE RISORSE (NK) COSTO OPPORTUNITA CAPACITA PER OGNI DATA (NT) PREZZO RISORSE (K) COSTO OPPORTUNITA TEMPO PER OGNI DATA (NT) TOTALE: NK+NT+K+NT=(N+1)K +2NT INFO ADDIZIONALE: 2NT-2(N+1)

100 100 RAZIONALITA LIMITATA INCOMPLETEZZA CONTRATTUALE –CIRCOSTANZE IMPREVISTE –IMPRECISIONE DEL LINGUAGGIO –IMPERFETTA CAPACITA DI IMPEGNARSI INFORMAZIONI PRIVATE –MORAL HAZARD –SELEZIONE AVVERSA COSTI DI CALCOLO E CONTRATTAZIONE

101 101 CONTRATTI COMPLETI PREVISIONE DI OGNI POSSIBILE CONTINGENZA DESCRIZIONE SENZA AMBIGUITA CORSO DI AZIONI EFFICIENTE PER OGNI CONTINGENZA CERTEZZA DI ESECUZIONE NON RINEGOZIABILITA POSSIBILITA DI VERIFICA

102 102 INCOMPLETEZZA CONTRATTUALE ASIMMETRIE INFORMATIVE –MORAL HAZARD (OPPORTUNISMO POST- CONTRATTUALE) –SELEZIONE AVVERSA (OPPORTUNISMO PRE- CONTRATTUALE) RAZIONALITA LIMITATA –CIRCOSTANZE IMPREVISTE –COSTI DI CALCOLO E DI CONTRATTAZIONE –IMPRECISIONE DEL LINGUAGGIO IMPERFETTA CAPACITA DI VINCOLARSI

103 103 RISPOSTE CONTRATTUALI CONTRATTI INFLESSIBILI CONTRATTI DI RELAZIONE CONTRATTI IMPLICITI INTEGRAZIONE VERTICALE INCENTIVAZIONE

104 104 RISPOSTE NON CONTRATTUALI CAPACITA DI IMPEGNARSI REPUTAZIONE INVESTIMENTO IN VANTAGGI NEGOZIALI SEGNALAZIONE SELEZIONE

105 105 COSTI RINUNCIA ALLA TRANSAZIONE MONITORAGGIO SEGNALAZIONE NEGOZIAZIONE FREE RIDING

106 106 AB JV IMPRESE INVESTIMENTO RICAVO LORDO IPOTESI: UN COMPORTAMENTO OPPORTUNISTICO (COSTO=3) PERMETTE DI APPROPRIARSI DI TUTTO IL RICAVO

107 107 C NC C 2; 2-2; 3 3; -2-1; 1 A B MATRICE DEI PAYOFF

108 108 C NC FIDUCIA SFIDUCIA V; V-L; V+G 0; 0-0; 0 CONCEDENTE DECISORE MATRICE DEI PAYOFF

109 109 C NC FIDUCIA SFIDUCIA NV; NV-L; V+G 0; 0-0; 0 CONCEDENTE DECISORE MATRICE DEI PAYOFF TRANSAZIONE RIPETUTA DECISIONE UNICA

110 110 C NC FIDUCIA SFIDUCIA NV; NVN 1 V-N 2 L; NV+N 2 G 0; 0-0; 0 CONCEDENTE DECISORE MATRICE DEI PAYOFF TRANSAZIONE RIPETUTA DECISIONE IN DUE STADI

111 111 1 (0,2) 3 (0,8) 0 (0,8) 2 (0,2) 1p /2 VENDITORE COMPRATORE PREZZI CHE INCENTIVANO SCAMBI EFFICIENTI

112 112 EFFICIENZA RISPETTO AGLI INCENTIVI UN MECCANISMO DI SCAMBIO (CONTRATTO) E EFFICIENTE RISPETTO AGLI INCENTIVI SE NON NE ESISTE UN ALTRO CHE CONDUCA A PIU ELEVATI VALORI DELLUTILITA DI TUTTE LE PARTI

113 113 INFLUENZA DEL NUMERO DEI PARTECIPANTI PROGETTO DI INVESTIMENTO IN UN BENE PUBBLICO N UTENTI POTENZIALI COSTO=1 BENEFICIO INDIVIDUALE INDIPENDENTE DAL NUMERO DEI FRUITORI E PARI A: –2 CON PROBABILITA p; –0 CON PROBABILITA (1-p) IL COSTO E DIVISO IN PARTI UGUALI TRA COLORO CHE APPROVANO

114 114

115 115 SELEZIONE AVVERSA OPPORTUNISMO PRECONTRATTUALE INCOMPATIBILE CON LANALISI NEOCLASSICA PERDITA DI RICCHEZZA PUO RENDERE IMPOSSIBILE LA TRANSAZIONE

116 116 (1+c) v + (1+c) v P a (x) P c (x)

117 117 SEGNALAZIONE RIVELAZIONE CREDIBILE DI INFORMAZIONI PRIVATE SERVE A DIFFERENZIARE CONDIZIONI DI CREDIBILITA (VINCOLI DI AUTOSELEZIONE): –CONVENIENZA PER I POSSESSORI DI INFORMAZIONE –NON CONVENIENZA DELLIMITAZIONE

118 118 Soggetti di tipo A: 30% salario: 50/ora Soggetti di tipo B: 70% salario: 20/ora E A voto di laurea alto C A disutilità unitaria E B voto di laurea basso C B disutilità unitaria Equilibrio di separazione: 50- C B E A <20- C B E B per i soggetti di tipo A 50- C A E A <20- C A E B per i soggetti di tipo B Condizione: 30/ C B

119 119 MORAL HAZARD INSORGE QUANDO: ESISTONO POTENZIALI DIVERGENZE DI INTERESSI SI PRESENTA LOPPORTUNITA DI UNA TRANSAZIONE AD ESSI COLLEGATA E DIFFICILE ACCERTARE LADEMPIMENTO DEI TERMINI CONTRATTUALI, O COMUNQUE IMPORNE IL RISPETTO

120 120 IL CONTROLLO DEL MORAL HAZARD MONITORAGGIO COMPETIZIONE TRA FONTI INFORMATIVE CAUZIONI INTEGRAZIONE VERTICALE (TRADE-OFF CON ATTIVITA DI INFLUENZA) INCENTIVAZIONE


Scaricare ppt "1 ECONOMIA E ORGANIZZAZIONE AZIENDALE Prof. A. La Bella TESTO CONSIGLIATO: P. MILGROM, J. ROBERTS ECONOMIA, ORGANIZZAZIONE E MANAGEMENT IL MULINO-PRENTICE."

Presentazioni simili


Annunci Google