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Linguistica e sociolinguistica la questione della connotazione.

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Presentazione sul tema: "Linguistica e sociolinguistica la questione della connotazione."— Transcript della presentazione:

1 Linguistica e sociolinguistica la questione della connotazione

2 A democrazia e libertà ghe pensi mi (Berlusconi agli industriali di Monza, 13 ottobre 2009) A democrazia e libertà ghe pensi mi (Berlusconi agli industriali di Monza, 13 ottobre 2009) La questione delle escort (settembre 2009) La questione delle escort (settembre 2009) Il dibattito sul dialetto a scuola (estate 2009) Il dibattito sul dialetto a scuola (estate 2009) Fazio aveva seguito il suo sguardo. È stato mentre mangiava. Lhanno giustiziato con un solo colpo alla nuca. Montalbano arraggiava quando, alla televisione, scangiavano il verbo ammazzare con giustiziare. E pure con i suoi se la pigliava. Ma questa volta lasciò correre, se Fazio se lera fatto scappare, significava chera restato impressionato da quellunico colpo alla nuca sparato con freddezza (A. Camilleri, Sostiene Pessoa, in Gli arancini di Montalbano, Mondadori 1999, p. 66). Fazio aveva seguito il suo sguardo. È stato mentre mangiava. Lhanno giustiziato con un solo colpo alla nuca. Montalbano arraggiava quando, alla televisione, scangiavano il verbo ammazzare con giustiziare. E pure con i suoi se la pigliava. Ma questa volta lasciò correre, se Fazio se lera fatto scappare, significava chera restato impressionato da quellunico colpo alla nuca sparato con freddezza (A. Camilleri, Sostiene Pessoa, in Gli arancini di Montalbano, Mondadori 1999, p. 66).

3 Museruola a Donat Cattin (tit.), Il popolo dc vorrebbe giustiziarlo, ma poi lo grazia (s.tit.) (CdS , cit. da Proietti 1992: 152) Museruola a Donat Cattin (tit.), Il popolo dc vorrebbe giustiziarlo, ma poi lo grazia (s.tit.) (CdS , cit. da Proietti 1992: 152) Servizio del Tg1 h.20, sullassassinio della missionaria Annalena Tonelli in Somalia: Unesecuzione ancora senza un perché (cit. in Loporcaro, Cattive notizie, Feltrinelli 2005: 136) Servizio del Tg1 h.20, sullassassinio della missionaria Annalena Tonelli in Somalia: Unesecuzione ancora senza un perché (cit. in Loporcaro, Cattive notizie, Feltrinelli 2005: 136)

4 Ho letto la sua istanza…va bene…cè però quella parola progioniero, che rende difficili le cose. Mi dia retta, la cambi, metta ad esempio detenuto, così semplifichiamo e risolviamo in fretta […] Riprendendo listanza, il recluso, con un solo sguardo ne rilesse il test. A lui quella parola – prigioniero – non sembrava affatto inappropriata. Intuiva che il consiglio del direttore nascondeva un comando, e che il gioco iniziato trascendeva le apparenze lessicali […]: quel che cerco di dirle è che per me ogni etichetta si equivale e, quindi, mi chiami come vole ma lasci anche a me la libertà di nominarmi come meglio credo. Le etichette sono parole sue, solo sue, non mie….[…] Ho letto la sua istanza…va bene…cè però quella parola progioniero, che rende difficili le cose. Mi dia retta, la cambi, metta ad esempio detenuto, così semplifichiamo e risolviamo in fretta […] Riprendendo listanza, il recluso, con un solo sguardo ne rilesse il test. A lui quella parola – prigioniero – non sembrava affatto inappropriata. Intuiva che il consiglio del direttore nascondeva un comando, e che il gioco iniziato trascendeva le apparenze lessicali […]: quel che cerco di dirle è che per me ogni etichetta si equivale e, quindi, mi chiami come vole ma lasci anche a me la libertà di nominarmi come meglio credo. Le etichette sono parole sue, solo sue, non mie….[…] – Mi fa specie sentire queste cose. Ma voglio dirle quel che penso: lei oppone resistenza alla parola detenuto non perché sia unetichetta ma per continuare in qualche modo ad opporre resistenza alle istituzioni. Lei insiste a presentare le cose come se parlassimo due lingue contrapposte. Questo voler dividere le parole in mie e sue non aiuta. Cè una sola lingua, creda […] insistendo a definirsi prigioniero lei nuoce soltanto a se stesso. (Renato Curcio, Nicola Valentino, Stefano Petrelli, Nel Bosco di Bistorco, Roma, Sensibili alle foglie, pp ; cit. in S. Traini, La connotazione, Bompiani 2001, pp. 9-11)

5 Il problema della connotazione Significatio (logica scolastica) interpretante (Peirce) Sinn (Frege) intensione (Carnap) connotazione (Stuart Mill) contenuto (Hjelmslev) Suppositio (logica scolastica) oggetto (Peirce) Bedeutung (Frege) estensione (Carnap) denotazione (Stuart Mill) Segno/representamen (Peirce) Zeichen (Frege) Espressione (Hjelmslev) Cfr. S. Traini, La connotazione, Bompiani, 2001:24

6 Nella tradizione logico-filosofica (antipsicologista e referenzialista) la connotazione comprende tutta larea del significato Nella tradizione linguistica strutturale (antireferenzialista e antipsicologista) è uno degli aspetti del significato. Leonard Bloomfield (Language, 1933) inserisce la nozione di connotazione legandola alle diverse classi sociali, e poi ai significati marginali, gergali, tecnici ecc. i significati connotativi sono ramificazioni semantiche supplementari rispetto a un nucleo di significato più stabile, normativo, standard. Qui la coppia denotazione/connotazione non ha più nulla a che fare con il problema del referente (Hjelmslev). Nella semantica cognitivista (incentrata sulla non autonomia della semantica e sul rapporto tra significato e concetto), il concetto di connotazione tende a essere collocato nel flusso della semiosi,è uno stadio dellanalisi. Qui si tende ad annullare la nozione di connotazione perché non sembra più possibile parlare di significati primi, di grado zero del significato ecc. (Traini, La connotazione, cit. p )

7 Bloomfield, Il linguaggio (1933), tr. it. p. 176: Bloomfield, Il linguaggio (1933), tr. it. p. 176: i termini marinareschi suonano decisi, franchi, strafottenti i termini legali suonano precisi e un po capziosi ecc. Le forme gergali sono scherzose e sfacciate Le varietà di connotazione sono innumerevoli e indefinibili e in definitiva non possono essere distinte dal significato denotativo.

8 Per Hjelmslev denotazione è la relazione tra piano dellespressione e piano del contenuto denotazione è la relazione tra piano dellespressione e piano del contenuto E (R) C = denotazione Connotazione: Connotazione: variazioni della pronuncia, che indicano ad esempio milanesità, toscanità sicilianità; variazioni della pronuncia, che indicano ad esempio milanesità, toscanità sicilianità; Variazioni del lessico, che indicano letà del parlante, la sua provenienza socio-culturale, uno stile ricercato (/destriero/ vs /cavallo/, /dimora/ vs /casa/, ecc.) Variazioni del lessico, che indicano letà del parlante, la sua provenienza socio-culturale, uno stile ricercato (/destriero/ vs /cavallo/, /dimora/ vs /casa/, ecc.) > Pluriplanarità

9 Esempi di connotatori Forme stilistiche (versi, prosa, loro combinazioni) Forme stilistiche (versi, prosa, loro combinazioni) Valori di stile (illustre, volgare, neutro) Valori di stile (illustre, volgare, neutro) Diversi mezzi (parola, scrittura, gesto, ecc.) Diversi mezzi (parola, scrittura, gesto, ecc.) Diversi toni (irritato, gioioso ecc.) Diversi toni (irritato, gioioso ecc.) Diversi idiomi Diversi idiomi Vernacoli (lingua comune, lingue speciali, gruppi di professione ecc.) Vernacoli (lingua comune, lingue speciali, gruppi di professione ecc.) Lingue nazionali Lingue nazionali Lingue regionali (varianti fonetiche, aferesi, apocopi; strutture sintattiche, lessico) Lingue regionali (varianti fonetiche, aferesi, apocopi; strutture sintattiche, lessico) Fisionomie (registri, ecc.) Fisionomie (registri, ecc.) I connotatori appartengono al piano individuale oppure collettivo, alla sostanza e alla forma; e possono trovarsi nei due piani della semiotica: espressione e contenuto; possono essere definiti sensi indiretti

10 Hjelmslev, I Fondamenti della teoria linguistica (1961), tr. it. 1968: 125. È strano che la teoria linguistica fino ad ora non abbia prestato molta attenzione a questa esigenza […]. Per esempio si è ritenuto possibile stabilire, partendo da una vaga base sociologica, il postulato (secondo ogni ragionevole probabilità falso) che lesistenza di una norma sociale implicasse che una lingua nazionale dovesse essere anche uniforme e specifica nella sua struttura interna e che, daltra parte, una fisionomia linguistica, in quanto fisionomia, dovesse essere una quantità trascurabile e si potesse considerare senzaltro indiscriminatamente rappresentativa della lingua nazionale […]. Dato un testo non limitato (produttivo) ci sarà sempre traducibilità (che qui significa sostituzione della espressione) fra due segni appartenenti ciascuno a una classe di segni, la quale a sua volta è solidale con il rispettivo connotatore. Questo criterio è particolarmente ovvio e facilmente applicabile ai segni di grande estensione che lanalisi testuale incontra nelle prime operazioni: ogni derivato testuale (per esempio un capitolo) si può tradurre da una forma stilistica, da uno stile, da uno stile di un certo valore, da un mezzo, da un tono, da un vernacolo, da una lingua nazionale o regionale, da una fisionomia, in unaltra di tali forme stilistiche, stili, ecc.

11 Semiotiche connotative: Semiotiche connotative: semiotiche il cui piano dellespressione è una semiotica (Ed R Cd) R Cc = connotazione (Ed R Cd) R Cc = connotazione Metasemiotiche Metasemiotiche semiotiche il cui piano del contenuto è una semiotica (es. la linguistica è una semiotica il cui piano del contenuto è unaltra semiotica, il linguaggio verbale)

12 Per chiarire non solo le basi della linguistica ma anche le sue conseguenze più remote, la teoria linguistica deve aggiungere allo studio delle semiotiche denotative anche lo studio delle semiotiche connotative e delle metasemiotiche (Hjelmslev, 1968: 129) Per chiarire non solo le basi della linguistica ma anche le sue conseguenze più remote, la teoria linguistica deve aggiungere allo studio delle semiotiche denotative anche lo studio delle semiotiche connotative e delle metasemiotiche (Hjelmslev, 1968: 129) La sociolinguistica può essere definita come una metasemiotica della semiotica connotativa: A questa metasemiotica spetta il compito di analizzare varie materie del contenuto (geografiche e storiche, politiche e sociali, sacrali, psicologiche) legate a nazione (come contenuto della lingua nazionale), regione (come contenuto della lingua regionale), forme di valore degli stili, personalità (come contenuto della fisionomia; compito essenziale della psicologia individuale), stato danimo ecc. e qui ci vorrà il contributo di molte scienze particolari e in primo luogo, presumibilmente, della sociologia, della etnologia e dellapsicologia. (ivi: 133) A questa metasemiotica spetta il compito di analizzare varie materie del contenuto (geografiche e storiche, politiche e sociali, sacrali, psicologiche) legate a nazione (come contenuto della lingua nazionale), regione (come contenuto della lingua regionale), forme di valore degli stili, personalità (come contenuto della fisionomia; compito essenziale della psicologia individuale), stato danimo ecc. e qui ci vorrà il contributo di molte scienze particolari e in primo luogo, presumibilmente, della sociologia, della etnologia e dellapsicologia. (ivi: 133)

13 La sociolinguistica si occupa del significato in una prospettiva sociale: uso del linguaggio per stabilire rapporti sociali. Distinzione tra un modo diretto La sociolinguistica si occupa del significato in una prospettiva sociale: uso del linguaggio per stabilire rapporti sociali. Distinzione tra un modo diretto Es.: Es.: Ascolta, il capo sono io Sei il mio migliore amico è mia figlia E un modo indiretto Es.: Es.: Ciao, Betta che cè? è la persona giusta, vero? La sociolinguistica si occupa dei sensi indiretti come modo per costruire lo spazio sociale. Competenza sociolinguistica: capacità di muoversi in questo spazio, di usare e riconoscere i modi indiretti di comunicare informazione sui rapporti sociali (p.e. distinzione formale/informale). (Hudson, Sociolinguistica (1996), tr. it. il Mulino 1998)

14 Linguistica e Sociolinguistica Saussure, Cours de linguistique générale (1916) Saussure, Cours de linguistique générale (1916) il segno è sociale per natura (CLG:26) il segno è sociale per natura (CLG:26) La Langue è sociale nella sua essenza e indipendente dallindividuo (CLG:29) La Langue è sociale nella sua essenza e indipendente dallindividuo (CLG:29)

15 La lingua è sia istituzione (dimensione sociale) che sistema (dimensione linguistica) Istituzione: insieme di varietà e di registri Istituzione: insieme di varietà e di registri Sistema: livello semantico, lessico- grammaticale, fonologico Sistema: livello semantico, lessico- grammaticale, fonologico

16 Diverse prospettive di studio del linguaggio Linguistica autonoma: orientata allo studio del linguaggio in quanto sistema linguistico (linguistica interna) Linguistica autonoma: orientata allo studio del linguaggio in quanto sistema linguistico (linguistica interna) Linguistica strumentale: studio del linguaggio teso alla comprensione di qualcosaltro (linguistica esterna) Linguistica strumentale: studio del linguaggio teso alla comprensione di qualcosaltro (linguistica esterna)

17 Linguistica interna Fonologia: studio del sistema delle minime unità distintive di una lingua Fonologia: studio del sistema delle minime unità distintive di una lingua Morfologia: studio del sistema delle minime unità significative di una lingua Morfologia: studio del sistema delle minime unità significative di una lingua Sintassi: studio del sistema di relazioni tra le minime unità significative di una lingua Sintassi: studio del sistema di relazioni tra le minime unità significative di una lingua

18 Semiologia linguistica: studio dei sistemi di valori di significato di una lingua Semiologia linguistica: studio dei sistemi di valori di significato di una lingua Lessicologia: studio delle relazioni tra le minime forme libere di una lingua Lessicologia: studio delle relazioni tra le minime forme libere di una lingua Tipologia linguistica: studio dei caratteri tipologici generali costitutivi di una lingua Tipologia linguistica: studio dei caratteri tipologici generali costitutivi di una lingua

19 Linguistica interna Studio del sistema lingua Studio del sistema linguaGrammatica Fonologia morfologiasintassi lessicologia lessicologia semiologia tipologia linguisticalinguistica

20 Linguistica esterna o implicata Studio del variabile Studio del variabile Lingua come strumento di comunicazione Lingua come strumento di comunicazione Lingua e fattori extra-linguistici Lingua e fattori extra-linguistici

21 Linguistica esterna Fonetica (studio della realizzazione dei fonemi di una lingua) Fonetica (studio della realizzazione dei fonemi di una lingua) Semantica (studio della realizzazione dei significati nellattività di significazione) Semantica (studio della realizzazione dei significati nellattività di significazione) Pragmatica (studio degli usi linguistici: lingua nellinterazione comunicativa) Pragmatica (studio degli usi linguistici: lingua nellinterazione comunicativa)

22 Linguistica esterna Psicolinguistica (studio del reciproco condizionamento tra lingua e mente) Psicolinguistica (studio del reciproco condizionamento tra lingua e mente) Sociolinguistica e etnolinguistica (studio delle varietà di lingua in rapporto alla struttura e alla interazione sociale) Sociolinguistica e etnolinguistica (studio delle varietà di lingua in rapporto alla struttura e alla interazione sociale) Geolinguistica e dialettologia (studio delle varietà di lingua nello spazio) Geolinguistica e dialettologia (studio delle varietà di lingua nello spazio) Linguistica storica (studio della variazione della lingua nel tempo) Linguistica storica (studio della variazione della lingua nel tempo)

23 Linguistica e Sociolinguistica Modello chomskiano Linguistica interna Linguistica interna Competenza grammaticale Competenza grammaticale Oggetto: Lingua Oggetto: Lingua Studio della forma Studio della forma Modello sociolinguistico Linguistica esterna Competenza comunicativa Oggetto: varietà linguistiche Studio delle funzioni

24 Definizione ampia della SL Fishman (1975): la SL concentra la sua attenzione sullintera gamma degli argomenti connessi alla organizzazione sociale del comportamento linguistico Fishman (1975): la SL concentra la sua attenzione sullintera gamma degli argomenti connessi alla organizzazione sociale del comportamento linguistico Hudson (1980): la SL è lo studio della lingua in rapporto con la società Hudson (1980): la SL è lo studio della lingua in rapporto con la società Cardona (1988): ramo della linguistica che si propone lo studio in senso lato dei rapporti tra società e attività linguistica Cardona (1988): ramo della linguistica che si propone lo studio in senso lato dei rapporti tra società e attività linguistica

25 Definizione stretta della SL Berruto (1974 e 1995): la SL è lo studio della natura e delle manifestazioni della variabilità linguistica, del rapporto tra lingua e stratificazione sociale, della covarianza tra fatti linguistici e variabili sociali Berruto (1974 e 1995): la SL è lo studio della natura e delle manifestazioni della variabilità linguistica, del rapporto tra lingua e stratificazione sociale, della covarianza tra fatti linguistici e variabili sociali Compito della SL è cercare di determinare chi parla quale varietà di lingua, quando, a proposito di che cosa e con quali interlocutori (Fishman). Perché, come e quando i parlanti parlano in modo diverso. Ma soprattutto gli effetti sociali delle variazioni linguistiche Compito della SL è cercare di determinare chi parla quale varietà di lingua, quando, a proposito di che cosa e con quali interlocutori (Fishman). Perché, come e quando i parlanti parlano in modo diverso. Ma soprattutto gli effetti sociali delle variazioni linguistiche

26 Diversità linguistica Esterna Esterna Diversità delle lingue (Humboldt) Diversità delle lingue (Humboldt) (tipologia, linguistica comparata e contrastiva) Interna Interna Varietà di lingua Varietà di lingua (varietistica, dialettologia, sociolinguistica, stilistica)

27 Discorso vs parole Il linguista è un curioso delle parole Il sociolinguista è un curioso dei discorsi

28 Breve storia della sociolinguistica 1952 Comparsa del termine sociolinguistics (ma già allinizio del Novecento esisteva una Sprachsoziologie, come ricorda Devoto) 1952 Comparsa del termine sociolinguistics (ma già allinizio del Novecento esisteva una Sprachsoziologie, come ricorda Devoto) 1956 M. Cohen, Pour une sociologie du langage 1956 M. Cohen, Pour une sociologie du langage 1963 T. De Mauro, Storia linguistica dellItalia unita 1963 T. De Mauro, Storia linguistica dellItalia unita 1964 C. Grassi, Comportamento linguistico e comportamento sociologico, Archivio glottologico italiano 1964 C. Grassi, Comportamento linguistico e comportamento sociologico, Archivio glottologico italiano

29 1968 Numero speciale della Rassegna italiana di Sociologia dedicato alla SL, a cura di P.P.Giglioli Numero speciale della Rassegna italiana di Sociologia dedicato alla SL, a cura di P.P.Giglioli F. Rossi-Landi, Il linguaggio come lavoro e come mercato 1973 F. Rossi-Landi, Il linguaggio come lavoro e come mercato 1974 G. Berruto, La Sociolinguistica 1974 G. Berruto, La Sociolinguistica 1987 R. Cardona, Introduzione alla sociolinguistica 1987 R. Cardona, Introduzione alla sociolinguistica 1995 G. Berruto, Fondamenti di sociolinguistica 1995 G. Berruto, Fondamenti di sociolinguistica

30 Sociolinguistica e antropologia Ambiente urbano Ambiente urbano Metodologia quantitativa e correlazionale Metodologia quantitativa e correlazionale Ma dallinizio degli anni Ottanta evidente progressivo spostamento di accento e di interessi verso una impostazione più qualitativa Ma dallinizio degli anni Ottanta evidente progressivo spostamento di accento e di interessi verso una impostazione più qualitativa Società rurali e di piccole dimensioni Metodologia qualitativa e interpretativa Dell Hymes (1964): The ethnography of communication Duranti (1997): Linguistic Anthropology Rischio: rinuncia allastrazione

31 Sociolinguistica e sociologia del linguaggio Indagine del linguaggio e della lingua nel contesto sociale, studio della lingua in rapporto alla società Indagine del linguaggio e della lingua nel contesto sociale, studio della lingua in rapporto alla società studio della natura e delle manifestazioni della variabilità linguistica, del rapporto tra lingua e stratificazione sociale, della covarianza tra fatti linguistici e variabili sociali: concetto centrale: variazione studio della natura e delle manifestazioni della variabilità linguistica, del rapporto tra lingua e stratificazione sociale, della covarianza tra fatti linguistici e variabili sociali: concetto centrale: variazione indagine sulla portata sociologica della lingua, studio della società in rapporto alla lingua studio della distribuzione, della collocazione, della vita e dello status dei sistemi linguistici nelle società Livello macro- sociolinguistico

32 Varietà Insieme di forme comunicative e di norme che ne governano luso limitato a particolari gruppi e a particolari attività Insieme di forme comunicative e di norme che ne governano luso limitato a particolari gruppi e a particolari attività Una lingua è una somma di varietà, ha cioè un carattere eterogeneo per linflusso di fattori temporali, spaziali, socio-culturali e della situazione comunicativa Una lingua è una somma di varietà, ha cioè un carattere eterogeneo per linflusso di fattori temporali, spaziali, socio-culturali e della situazione comunicativa

33 Variabile = insiemi di modi alternativi di dire (quasi) la stessa cosa (a livello lessicale, fonologico, morfologico o sintattico) Variabile = insiemi di modi alternativi di dire (quasi) la stessa cosa (a livello lessicale, fonologico, morfologico o sintattico) Variante = diverse realizzazioni di una variabile da parte di individui diversi o dello stesso individuo (nello stesso contesto o in contesti diversi) Variante = diverse realizzazioni di una variabile da parte di individui diversi o dello stesso individuo (nello stesso contesto o in contesti diversi)

34 Competenza linguistica (relativa alla struttura) (modo diretto di comunicare informazioni) Competenza linguistica (relativa alla struttura) (modo diretto di comunicare informazioni) Competenza sociolinguistica (relativa alle funzioni sociali delle diverse varianti) (modo indiretto di comunicare informazioni sui rapporti sociali) Competenza sociolinguistica (relativa alle funzioni sociali delle diverse varianti) (modo indiretto di comunicare informazioni sui rapporti sociali) importanza del posizionamento dellindividuo nello spazio linguisticamente e socialmente organizzato

35 Diasistema Sistema di livello superiore, costituito da un sottosistema comune e da sottosistemi parziali (Berruto, 1995) Sistema di livello superiore, costituito da un sottosistema comune e da sottosistemi parziali (Berruto, 1995) La terminologia variazionista caratterizzata dalluso del prefisso dia- (attraverso) viene introdotta da Coseriu negli anni Sessanta del 900

36 Dimensioni della variazione Diacronica: relativa allevoluzione della lingua nel tempo; oggetto della linguistica storica Diacronica: relativa allevoluzione della lingua nel tempo; oggetto della linguistica storica Diatopica: relativa alla diversità di origine e distribuzione geografica dei parlanti; specifico oggetto della dialettologia, della geografia linguistica e della linguistica delle varietà Diatopica: relativa alla diversità di origine e distribuzione geografica dei parlanti; specifico oggetto della dialettologia, della geografia linguistica e della linguistica delle varietà Diastratica: relativa ai diversi strati socioculturali dei parlanti; oggetto specifico della SL Diastratica: relativa ai diversi strati socioculturali dei parlanti; oggetto specifico della SL Diafasica: relativa alle diverse situazioni dellinterazione linguistica; oggetto specifico della SL Diafasica: relativa alle diverse situazioni dellinterazione linguistica; oggetto specifico della SL Diamesica: relativa al mezzo utilizzato lingua parlata/scritta/trasmessa; oggetto specifico della SL Diamesica: relativa al mezzo utilizzato lingua parlata/scritta/trasmessa; oggetto specifico della SL

37 Relazioni tra le dimensioni di variazione diatopica diastratica diafasica diamesica

38 Continuum della situazione sociolinguistica italiana (Berruto) Asse diamesico Asse diastratico Asse diafasico periferia centro It. formale sorvegliato It. tecnico scientifico It. burocratico It. standard letterario It. neo-standard It. informale trascurato It. gergale Scritto-scritto Parlato-parlato

39 Spazio linguistico italiano (De Mauro) Formale idiolettale Dialetto locale stretto Dialetto regionale Ital. regionale colloquiale Italiano popolare unitario (italiano colloquiale rilassato) Italiano standard Italiano scientifico InformaleInformale ParlatoScritto

40 Cosa significa formale? Rispetto di regole di comportamento, di norme e usanze condivise: formalità nei comportamenti sociali (accezione sociologica e giuridica) Rispetto di regole di comportamento, di norme e usanze condivise: formalità nei comportamenti sociali (accezione sociologica e giuridica) Grado di autonomia di senso di un enunciato e di un segno rispetto ai dati di situazione e contesto esterni alla forma di un segno (accezione logico-linguistica) Grado di autonomia di senso di un enunciato e di un segno rispetto ai dati di situazione e contesto esterni alla forma di un segno (accezione logico-linguistica)

41 Competenza sociolinguistica Capacità di muoversi con disinvoltura entro queste coordinate, alternando anche nel medesimo contesto comunicativo un livello formale (richiesto dallargomento) con un livello più informale (per esigenze di espressività). Capacità di muoversi con disinvoltura entro queste coordinate, alternando anche nel medesimo contesto comunicativo un livello formale (richiesto dallargomento) con un livello più informale (per esigenze di espressività). Parlare una lingua significa essere coinvolti in un processo decisionale continuo Parlare una lingua significa essere coinvolti in un processo decisionale continuo

42 Repertorio linguistico Totalità di forme linguistiche regolarmente utilizzate nel corso di interazioni sociali significative (Gumperz, 1964) Totalità di forme linguistiche regolarmente utilizzate nel corso di interazioni sociali significative (Gumperz, 1964) Insieme complessivo delle varianti dialettali e sovrapposte usate regolarmente in una comunità (Gumperz 1968) Insieme complessivo delle varianti dialettali e sovrapposte usate regolarmente in una comunità (Gumperz 1968) Somma delle risorse linguistiche a cui possono attingere i parlanti nellinterazione sociale. Somma delle risorse linguistiche a cui possono attingere i parlanti nellinterazione sociale.

43 Repertorio italo-romanzo medio Due diasistemi: italiano e dialetto: bilinguismo endogeno a bassa distanza strutturale con dilalia (Berruto) Due diasistemi: italiano e dialetto: bilinguismo endogeno a bassa distanza strutturale con dilalia (Berruto)

44 Diglossia Ferguson, 1959: Ferguson, 1959: Rapporto gerarchico (prestigio) e di differenziazione funzionale tra una varietà alta (A) e una varietà bassa (B) Haiti: francese A + creolo B Haiti: francese A + creolo B Svizzera tedesca: tedesco A + tedesco svizzero B Svizzera tedesca: tedesco A + tedesco svizzero B Paesi arabi: arabo classico A + varietà regionali B Paesi arabi: arabo classico A + varietà regionali B Grecia moderna: katharévousa A + dhimotikì B Grecia moderna: katharévousa A + dhimotikì B

45 Continuum delle varietà Gamma di varietà non rigorosamente delimitabili luna rispetto allaltra, ma comprese tra due varietà estreme facilmente identificabili. Gamma di varietà non rigorosamente delimitabili luna rispetto allaltra, ma comprese tra due varietà estreme facilmente identificabili. Si oppone alla nozione di discretezza, caratteristica della concezione strutturalista di sistema. Si oppone alla nozione di discretezza, caratteristica della concezione strutturalista di sistema.

46 Prototipi Punti focali individuabili entro il continuum di varietà; punti di riferimento cognitivi entro una data categoria, casi più salienti, per ragioni che possono essere di volta in volta di tipo percettivo, cognitivo, culturale. Punti focali individuabili entro il continuum di varietà; punti di riferimento cognitivi entro una data categoria, casi più salienti, per ragioni che possono essere di volta in volta di tipo percettivo, cognitivo, culturale. A partire dallelemento percepito come più saliente, confrontiamo e valutiamo gli altri elementi secondo giudizi di maggiore o minore similarità che sono giudizi graduati, inferenziali, perché non seguono una regola di sostituzione ma un principio di analogia parziale. A partire dallelemento percepito come più saliente, confrontiamo e valutiamo gli altri elementi secondo giudizi di maggiore o minore similarità che sono giudizi graduati, inferenziali, perché non seguono una regola di sostituzione ma un principio di analogia parziale.

47 Somiglianze di famiglia Tipo particolare di similarità fra differenti membri di una stessa famiglia che non devono necessariamente condividere tutti una medesima proprietà, ma posseggono solo somiglianze locali. Manca un esemplare modello. Tipo particolare di similarità fra differenti membri di una stessa famiglia che non devono necessariamente condividere tutti una medesima proprietà, ma posseggono solo somiglianze locali. Manca un esemplare modello.

48 Norma linguistica Varietà neutra, non marcata in senso stilistico o geografico Varietà neutra, non marcata in senso stilistico o geografico Soggetta al tempo e alle mode Soggetta al tempo e alle mode Tendenziale risalita verso la norma di fenomeni prima ritenuti non accettabili (o viceversa) Tendenziale risalita verso la norma di fenomeni prima ritenuti non accettabili (o viceversa) Fallimento dei tentativi di normativizzazione degli usi linguistici da parte di una politica linguistica Fallimento dei tentativi di normativizzazione degli usi linguistici da parte di una politica linguistica Gramsci, Quaderni dal carcere (pubblicati tra il , composti tra il 1929 e il 1935): La norma è definita dal controllo reciproco, dallinsegnamento reciproco, dalla censura reciproca Gramsci, Quaderni dal carcere (pubblicati tra il , composti tra il 1929 e il 1935): La norma è definita dal controllo reciproco, dallinsegnamento reciproco, dalla censura reciproca La sensibilità normativa è plasmata dalla scuola e dai media La sensibilità normativa è plasmata dalla scuola e dai media

49 Dialetto Entità dialettale regionale o subregionale autonomamente riconoscibile nella classificazione delle varietà italo-romanze parlate in Italia. Entità dialettale regionale o subregionale autonomamente riconoscibile nella classificazione delle varietà italo-romanze parlate in Italia. Coseriu introduce lespressione dialetti italiani primari (e la terminologia varietistica) Coseriu introduce lespressione dialetti italiani primari (e la terminologia varietistica)

50 Indagine Istat 2006 Italofoni esclusivi Italofoni esclusivi In famiglia: 45,5% In famiglia: 45,5% con gli amici: 48.9% con gli amici: 48.9% con gli estranei: 72,8% con gli estranei: 72,8% Alternano italiano e dialetto (code-mixing e code-switching) Alternano italiano e dialetto (code-mixing e code-switching) In famiglia: 32,5 In famiglia: 32,5 Con gli amici: 32,8% Con gli amici: 32,8% Con gli estranei: 19% Con gli estranei: 19% Dialettofoni esclusivi Dialettofoni esclusivi In famiglia 16% In famiglia 16% Con gli amici 13,2% Con gli amici 13,2% Con gli estranei 5,4% Con gli estranei 5,4%

51 Questioni: Cosa intendono gli intervistati per dialetto? Cosa intendono gli intervistati per dialetto? Dove comincia il dialetto e dove finisce la lingua? Problema del continuum Dove comincia il dialetto e dove finisce la lingua? Problema del continuum Si è avverata la previsione di Pasolini? Si è avverata la previsione di Pasolini? Come interpretare la previsione di Berruto che alla fine degli anni novanta ipotizzava la scomparsa dei dialetti intorno al 2030? Come interpretare la previsione di Berruto che alla fine degli anni novanta ipotizzava la scomparsa dei dialetti intorno al 2030?

52 Il dialetto, seppure indebolito dal punto di vista qualitativo e regredito dal punto di vista quantitativo, comunque tiene e recupera terreno in funzione antagonista nei confronti della lingua nazionale come lingua del potere, omologante e massificante Il dialetto, seppure indebolito dal punto di vista qualitativo e regredito dal punto di vista quantitativo, comunque tiene e recupera terreno in funzione antagonista nei confronti della lingua nazionale come lingua del potere, omologante e massificante

53 La percentuale duso della lingua nazionale varia in modo consistente In rapporto al grado di istruzione In rapporto al grado di istruzione i dialettofoni esclusivi tendono a coincidere con gli italiani privi di titolo di studio; livelli più alti di istruzione sono correlati a una maggiore italofonia

54 Da regione a regione (vedi tabella in DAgostino, p. 59): Da regione a regione (vedi tabella in DAgostino, p. 59): Diffusione maggiore del dialetto in famiglia: Veneto 38,9 Trento 38.5 Calabria 31,3 Basilicata 29,8 Diffusione maggiore dellitaliano in famiglia Toscana 83,9 Liguria 68,5 Lazio 60,7 Piemonte 59,3 Lombardia 57,6 Bolzano 1,5 Calabria 20,4

55 Tra città e piccoli comuniTra città e piccoli comuni Italiano in città Italiano in città In famiglia 64,4 In famiglia 64,4 Con amici 67,9 Con amici 67,9 Con estranei 83,4 Con estranei 83,4 Italiano in comuni sotto i 2000 abitanti In famiglia 36,2 Con amici 38,7 Con estranei 67,1

56 In rapporto alle fasce detàIn rapporto alle fasce detà Italofonia nel 2006 Italofonia nel , , ,9 75 e più28,2

57 Minoranze alloglotte Cittadini residenti da secoli sul territorio italiano che usano primariamente Cittadini residenti da secoli sul territorio italiano che usano primariamente Albanese (Campania, Molise, Abruzzo, Puglia, Bailicata, Calabria, Sicilia) Albanese (Campania, Molise, Abruzzo, Puglia, Bailicata, Calabria, Sicilia) Catalano (Alghero) Catalano (Alghero) Croato (Molise) Croato (Molise) Greco (Puglia, Salento, Calabria) Greco (Puglia, Salento, Calabria) Friulano (Udine, Pordenone, Gorizia) Friulano (Udine, Pordenone, Gorizia) Francese (Val dAosta e Piemonte) Francese (Val dAosta e Piemonte) Francoprovenzale (Val dAosta e provincia di Torino) Francoprovenzale (Val dAosta e provincia di Torino) Occitano (Piemonte occidentale e Guardia Piemontese (CS) ) Occitano (Piemonte occidentale e Guardia Piemontese (CS) ) Ladino (province di Bolzano, Trento, Belluno) Ladino (province di Bolzano, Trento, Belluno) Sardo (Sardegna escl. Alghero, Carloforte e Calasetta) Sardo (Sardegna escl. Alghero, Carloforte e Calasetta) Sloveno (Udine, Gorizia, Trieste) Sloveno (Udine, Gorizia, Trieste) Tedesco (diversi gruppi distribuiti lungo larco alpino) Tedesco (diversi gruppi distribuiti lungo larco alpino) Totalità dei parlanti: 5%

58 Altre lingue di recente immigrazione: Neolatine: Neolatine: Rumeno Rumeno Spagnolo Spagnolo Slave: Slave: Polacco Polacco Russo Russo Bulgaro Bulgaro Non indoeuropee: Non indoeuropee: Cinese Cinese Arabo Arabo Parlate africane Parlate africane

59 Costituzione italiana (1° gennaio 1948) Art. 3. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione […] di lingua. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e luguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e leffettiva partecipazione di tutti i lavoratori allorganizzazione politica, economica e sociale del Paese. Art. 6 La Repubblica salvaguarda con apposite norme le minoranze linguistiche. Art. 21 Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

60 Legge 482, 15 dicembre 1999 Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche La Repubblica tutela la lingua e la cultura delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il francoprovenzale, il friulano, il ladino, loccitano e il sardo Applicazione dellart. 6 della Costituzione italiana

61 Programma Lingua materna più due (Mioni 2004) Commissione dellUnione Europea (2003) Non si tiene conto della distinzione tra minoranze linguistiche storiche e minoranze di recente immigrazione Conciliazione tra prospettiva locale e prospettiva globale

62 Comunità linguistica Definizione provvisoria Insieme costituito dalla lingua e dai parlanti Insieme costituito dalla lingua e dai parlanti Gruppo reale di parlanti che condividono qualcosa del modo in cui utilizzano la lingua Gruppo reale di parlanti che condividono qualcosa del modo in cui utilizzano la lingua Concetto altamente problematico e denso di implicazioni sia per quanto riguarda la definizione stessa delloggetto di indagine sia per quanto riguarda lo statuto disciplinare della sociolinguistica e il suo rapporto con la sociologia. Concetto altamente problematico e denso di implicazioni sia per quanto riguarda la definizione stessa delloggetto di indagine sia per quanto riguarda lo statuto disciplinare della sociolinguistica e il suo rapporto con la sociologia.

63 In sociologia Il concetto di comunità diviene già a partire dalla fine del XIX secolo la vera e propria posta in gioco dei diversi approcci epistemologici. Serie di dicotomie concettuali: Il concetto di comunità diviene già a partire dalla fine del XIX secolo la vera e propria posta in gioco dei diversi approcci epistemologici. Serie di dicotomie concettuali: Tönnies (1887), Gemeinschaft und Gesellschaft Tönnies (1887), Gemeinschaft und Gesellschaft Durkheim (1893), De la division du travail sociale solidarietà meccanica / solidarietà organica Durkheim (1893), De la division du travail sociale solidarietà meccanica / solidarietà organica Weber (1922), Il metodo delle scienze storico-sociali Comunità/ associazione Weber (1922), Il metodo delle scienze storico-sociali Comunità/ associazione

64 Prime tracce del concetto in SL Karl Vossler, Sprachgemeinschaft und Interessengemeinschaft, 1924 Karl Vossler, Sprachgemeinschaft und Interessengemeinschaft, 1924 Bloomfield, Language, 1933 (capitolo sulle comunità linguistiche) Bloomfield, Language, 1933 (capitolo sulle comunità linguistiche) Indipendenza e priorità della dimensione linguistica rispetto ad altre forme di coesione sociale (economica, politica e culturale) Indipendenza e priorità della dimensione linguistica rispetto ad altre forme di coesione sociale (economica, politica e culturale) densità di comunicazione -> rete relazionale: comunità come rete ad alta densità densità di comunicazione -> rete relazionale: comunità come rete ad alta densità B. Terracini ( ) B. Terracini ( ) Appartenenza Appartenenza Sentimenti di adesione al gruppo Sentimenti di adesione al gruppo Legami reciproci tra parlanti Legami reciproci tra parlanti Sono forze centripete

65 Quali aspetti linguistici condivide una comunità linguistica? una determinata lingua (Bloomfield) e le norme che ne governano luso (Fishman) una determinata lingua (Bloomfield) e le norme che ne governano luso (Fishman) una determinata lingua e lo stanziamento geografico (Whitney e Meillet) una determinata lingua e lo stanziamento geografico (Whitney e Meillet) un insieme di varietà di lingua e una qualche forma di aggregazione socio- politica (Berruto 1995) un insieme di varietà di lingua e una qualche forma di aggregazione socio- politica (Berruto 1995)

66 Una interazione regolare e frequente (Gumperz). Carattere intrinsecamente eterogeneo della comunità linguistica Una interazione regolare e frequente (Gumperz). Carattere intrinsecamente eterogeneo della comunità linguistica Atteggiamenti. Per Labov una comunità linguistica è un gruppo di parlanti che condivide un insieme di atteggiamenti sociali nei confronti della lingua Atteggiamenti. Per Labov una comunità linguistica è un gruppo di parlanti che condivide un insieme di atteggiamenti sociali nei confronti della lingua -> analisi del senso comune, delle norme, del prestigio, dellegemonia e del potere, cioè della ideologia linguistica (Kroskrity, 1992) Sentimenti di appartenenza e di autoidentificazione (avvicinamento alla psicologia sociale). Comunità come somma di reti sociali -> comunità come rete di relazioni (Milroy 1980) Sentimenti di appartenenza e di autoidentificazione (avvicinamento alla psicologia sociale). Comunità come somma di reti sociali -> comunità come rete di relazioni (Milroy 1980) DAgostino (p. 105): Realtà assai diverse come una regione, una città, un piccolo centro, un gruppo generazionale o ancora un gruppo di immigrati provenienti dalla stessa area, possono essere viste come una comunità linguistica nel momento in cui sono un sistema di riferimento per il comportamento linguistico dei singoli individui e, nello stesso tempo, hanno nella lingua uno dei fattori essenziali di coesione sociale […]. DAgostino (p. 105): Realtà assai diverse come una regione, una città, un piccolo centro, un gruppo generazionale o ancora un gruppo di immigrati provenienti dalla stessa area, possono essere viste come una comunità linguistica nel momento in cui sono un sistema di riferimento per il comportamento linguistico dei singoli individui e, nello stesso tempo, hanno nella lingua uno dei fattori essenziali di coesione sociale […]. Le lingue sembrano essere uno dei luoghi fondamentali attorno a cui si formano sentimenti comunitari da parte degli individui.

67 In sintesi passaggio da criteri più oggettivabili (spazio geografico-politico, dimensione storica, lingua) a criteri meno oggettivabili (atteggiamenti, condivisione di norme e valori, ecc.) In sintesi passaggio da criteri più oggettivabili (spazio geografico-politico, dimensione storica, lingua) a criteri meno oggettivabili (atteggiamenti, condivisione di norme e valori, ecc.) Lidentificazione di una comunità linguistica è sempre meno un primitivo dellanalisi linguistica. Piuttosto è un risultato Lidentificazione di una comunità linguistica è sempre meno un primitivo dellanalisi linguistica. Piuttosto è un risultato Accezione pragmatico-interazionale di comunità linguistica prevalente in linguistica antropologica: prodotto delle attività comunicative in cui è coinvolto un determinato gruppo di persone. In questo caso si preferisce lespressione comunità di comunicazione (Dittmar) Accezione pragmatico-interazionale di comunità linguistica prevalente in linguistica antropologica: prodotto delle attività comunicative in cui è coinvolto un determinato gruppo di persone. In questo caso si preferisce lespressione comunità di comunicazione (Dittmar)

68 Eteroglossia Bachtin: lomogeneità linguistica (comunità linguistica) è una costruzione ideologica, storicamente legata alla costruzione degli stati europei e agli sforzi di creare una lingua nazionale. Nella realtà quotidiana il discorso è pieno di voci e la lingua è stratificata in lingue socioideologiche: lingue di gruppi sociali, lingue professionali, di genere, la lingua letteraria. Bachtin: lomogeneità linguistica (comunità linguistica) è una costruzione ideologica, storicamente legata alla costruzione degli stati europei e agli sforzi di creare una lingua nazionale. Nella realtà quotidiana il discorso è pieno di voci e la lingua è stratificata in lingue socioideologiche: lingue di gruppi sociali, lingue professionali, di genere, la lingua letteraria. Costante tensione tra forze centripete e forze centrifughe Costante tensione tra forze centripete e forze centrifughe

69 Modello di Gnerre (1996) Comunanza comunicante Comunità linguistica Comunanza parlante Comunità parlante Confini socio- comunicativi definiti Prassi comunicativa Atteggiamenti comunicativi passivi Atteggiamenti comunicativi attivi Comunanza: relazioni identitarie e comunicative deboli Comunità: relazioni identitarie e comunicative forti, caratterizzate dalla consapevolezza dei parlanti

70 Reticoli linguistici Variante sociolinguistica del reticolo sociale. Variante sociolinguistica del reticolo sociale. Nozione funzionale alla spiegazione della formazione e del mantenimento del controllo sociale e della diffusione di modelli di comportamento linguistico. Struttura a cipolla, definita da una serie di proprietà interne: molteplicità = quantità di relazioni, densità = grado in cui i membri della rete relativa a un individuo sono a loro volta in contatto tra loro frequenza e durata dellinterazione fra coppie di individui allinterno della rete centralità dellego di riferimento.

71 Rete sociolinguistica Cella personale Zona confidenziale Zona utilitaristica Zona allargata

72 Reticolo egocentrato Ego

73 Reticolo sociocentrato Gianni Gaia Elena Luca Paola Andrea Chiara Enzo

74 Densità Rapporto tra le relazioni attuali (Na) e i contatti potenziali (N) Rapporto tra le relazioni attuali (Na) e i contatti potenziali (N) D = D = 100 Na% N N = (numero dei nodi -1) x2 Na = 4 N = 6 D= 100 x 4% 6 = 66,6%

75 Applicazioni dei reticoli sociali Fenomeni di cambiamento/mantenimento linguistico (lingue in contatto, emigrazione, urbanizzazione) Fenomeni di cambiamento/mantenimento linguistico (lingue in contatto, emigrazione, urbanizzazione) Variazione linguistica in centri urbani Variazione linguistica in centri urbani Variazione linguistica nella interazione Variazione linguistica nella interazione Questi fenomeni non possono essere capiti e spiegati con la nozione di strato sociale, perché nozione troppo astratta e perché il concetto di stratificazione sociale è analizzabile solo da un punto di vista etnocentrico

76 Il mutamento linguistico a Belfast (1980) Lo studio dei Milroy sul mutamento delle vocali /e/, /a/nellinglese di Belfast: innalzamento della /e/ e posteriorizzazione della /a/ Lo studio dei Milroy sul mutamento delle vocali /e/, /a/nellinglese di Belfast: innalzamento della /e/ e posteriorizzazione della /a/ Distinzione tra innovatori e attuatori: Distinzione tra innovatori e attuatori: Innovatori: ceto operaio alto Innovatori: ceto operaio alto Attuatori: ceto medio basso Attuatori: ceto medio basso Presupposto: Presupposto: legami forti comportano coesione locale e frammentazione generale legami forti comportano coesione locale e frammentazione generale Legami deboli producono frammentazione locale e coesione più estesa Legami deboli producono frammentazione locale e coesione più estesa

77 Vocali Anteriori Posteriori i u a o e 3 c chiuse aperte Centrali medie

78 Le innovazioni (provenienti dallesterno) penetrano in un gruppo ad opera dei parlanti che ad esso aderiscono marginalmente (mediante legami deboli) e si diffondo a seguito delladozione da parte di parlanti centrali Le innovazioni (provenienti dallesterno) penetrano in un gruppo ad opera dei parlanti che ad esso aderiscono marginalmente (mediante legami deboli) e si diffondo a seguito delladozione da parte di parlanti centrali Il mutamento si innesca in concomitanza con lallentarsi dei reticoli sociali che legano i parlanti e con laumentare dei legami deboli Il mutamento si innesca in concomitanza con lallentarsi dei reticoli sociali che legano i parlanti e con laumentare dei legami deboli

79 Adattamento Forza trainante dellacquisizione e del mutamento linguistico (Hudson) Forza trainante dellacquisizione e del mutamento linguistico (Hudson) Funzione fondamentale della lingua, che risponde al bisogno di mostrare solidarietà sociale. Ladattamento dipende da quanto il parlante vuol piacere allaltra persona. Non è detto che la solidarietà sia reciproca Ladattamento dipende da quanto il parlante vuol piacere allaltra persona. Non è detto che la solidarietà sia reciproca Il mondo sociale per il bambino è organizzato in reti, caratterizzate da diversi livelli di solidarietà tra le persone. Il bambino si costruisce una comunità mentale, assimilando le sue abitudini linguistiche alle persone con le quali ricerca una maggiore solidarietà Il mondo sociale per il bambino è organizzato in reti, caratterizzate da diversi livelli di solidarietà tra le persone. Il bambino si costruisce una comunità mentale, assimilando le sue abitudini linguistiche alle persone con le quali ricerca una maggiore solidarietà Nella scelta della variante di una variabile operano due fattori centrali: fedeltà socialtipica e il giudizio di distintività (Bourdieu) --> prestigio Nella scelta della variante di una variabile operano due fattori centrali: fedeltà socialtipica e il giudizio di distintività (Bourdieu) --> prestigio


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