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LINGUA E LOGICA ATTIVITA DIDATTICA DELLA IA a.s 2006-07 II A a.s 2007-08 LICEO SOCIO PSICO PEDAGOGICO POTENZA DOCENTI prof.ssa ARLEO MARIA ROSARIA (ITALIANO)

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Presentazione sul tema: "LINGUA E LOGICA ATTIVITA DIDATTICA DELLA IA a.s 2006-07 II A a.s 2007-08 LICEO SOCIO PSICO PEDAGOGICO POTENZA DOCENTI prof.ssa ARLEO MARIA ROSARIA (ITALIANO)"— Transcript della presentazione:

1 LINGUA E LOGICA ATTIVITA DIDATTICA DELLA IA a.s II A a.s LICEO SOCIO PSICO PEDAGOGICO POTENZA DOCENTI prof.ssa ARLEO MARIA ROSARIA (ITALIANO) prof.ssa GRIMALDI CLAUDIA (MATEMATICA) IL DIRIGENTE SCOLASTICO prof. ANTONIO SIGNORETTI

2 C C OOOO MMMM UUUU NNNN IIII CCCC AAAA RRRR EEEE E E E E E UN BISOGNO FONDAMENTALE PER LUOMO E ATTRAVERSO IL LINGUAGGIO CHE LINFORMAZIONE DIVENTA UNO STRUMENTO DI COMUNICAZIONE ECCO PERCHE CI PREOCCUPEREMO DI ILLUSTRARE ALCUNE AFFINITA TRA IL LINGUAGGIO NATURALE E IL LINGUAGGIO FORMALIZZATO DELLA MATEMATICA PREMESSA

3 COMUNICAZIONE LA SITUAZIONE COMUNICATIVA TEMPO- LUOGO- RAPPORTI SOCIALI- SCOPO LE FUNZIONI FATICA, POETICA, INFORMATIVA, ESPRESSIVA, METACOGNITIVA, PERSUASIVA REFERENTE EMITTENTEDESTINATARIO CODICECANALE MESSAGGIO

4 FINALITA Il presente lavoro è finalizzato allutilizzo della didattica multimediale per agevolare sia lattività didattica del docente, sia lassimilazione delle informazioni da parte degli studenti. E importante precisare che il presente lavoro non pretende di sostituire il manuale scolastico, ma è un ausilio, anche perché ogni diapositiva presuppone, da parte del docente, una spiegazione ed una espansione dei concetti contenuti. Ogni diapositiva è, infatti, un modulo da sviluppare in UD, da completare con esercizi, può anche essere utilizzato come materiale per unattività di recupero. E una programmazione adottata nella.s nella classe IA del nostro Istituto. Tale lattività di sperimentazione logico – linguistica proseguirà nel corrente anno scolastico nellattuale IIA e comporterà la prosecuzione della comparazione metodologica- didattica dell italiano con linsiemistica e la logica matematica, per continuare il processo di formalizzazione del linguaggio e della logica matematica. Limpiego, inoltre, della lavagna interattiva permette di personalizzare le diapositive, integrandole con ulteriori informazioni. Ogni diapositiva è regolabile utilizzando il mouse sia per la transizione, sia per la lettura.

5 OBIETTIVI DIDATTICI LATTIVITA DIDATTICA HA LO SCOPO DI PERMETTERE AGLI ALLIEVI DI: Individuare analiticamente i temi trattati nel T T T T T EEEE SSSS TTTT OOOO (analisi); C Correlare i temi secondo le reciproche connessioni e implicazioni logiche, in modo da ricostruire la struttura tematica del testo, al cui vertice è il tema di base (sintesi). La sintesi del documento dovrà produrre negli allievi la conoscenza delle regole grammaticali, scoprendo gli elementi morfo- sintattici e linguistici quali elementi essenziali per la comprensione del testo (comunicazione) Lanalisi dei principi generali della logica possono essere utilizzati come propedeutica allanalisi della logica matematica, in questo contesto è finalizzata a produrre discorsi scritti e orali fondanti su un principio logico identificato dallalunno a priori. I collegamenti ipertestuali agevolano la comprensione delle informazioni.

6 RELAZIONI E LOGICA Che cosè la logica? Il termine deriva dal greco logos che significa sia parola che ragione. E, in effetti, la logica potrebbe essere definita allora la scienza del ragionamento corretto. Non tutti i discorsi però interessano la logica, ma solo quelli che possono essere dimostrati veri o falsi, validi o scorretti, quindi solo quelle frasi in cui si afferma o si nega qualcosa sono oggetto della logica, domande, preghiere ed esortazioni, comandi ecc.. non ne fanno parte. Sono quelle proposizioni che Aristotele, filosofo greco e padre della logica, nel suo libro Organo ( strumento del pensare) definiva apofantiche, cioè quelle che negano e affermano qualcosa, distinguendole dalle semantiche, comandi, domande e preghiere. Aristotele, inoltre, indica, nel suo libro Metafisica, dei principi sulla quale fondare dei criteri per individuare la veridicità o la falsità delle proposizioni. Il principio di non contraddizione: se dico A non posso affermare non-A Il principio di identità: se dico A è A e il principio del terzo escluso: se dico A non posso includere B.

7 Nell800 molti studiosi pensarono che la logica fosse un ramo speciale della matematica, cioè un particolare tipo di algebra. Nel secolo successivo altri pensatori, però, a cominciare dal filosofo tedesco Frege ritennero che i concetti matematici si potevano ottenere a partire dai concetti logici e che anche le operazioni matematiche erano riconducibili alle operazioni logiche fondamentali. Così il filosofo e matematico Russell afferma che la matematica si può ridurre ad un ramo della logica, infatti, come la logica, anche la matematica ha per oggetto le relazioni. La logica classica considerava sostanzialmente un solo tipo di proposizione, formato da un soggetto+ un predicato, come ad esempio Socrate è un uomo e faceva riferimento ai significati di Socrate e di uomo per giudicare se laffermazione era vera o falsa. La nuova logica invece si basa su proposizioni che esprimono delle relazioni, per esempio a è maggiore/minore di b, relazioni simmetriche o asimmetriche, transitive o intransitive ecc.. Questo permette di interpretare dal punto di vista formale, dellestensione, anche la proposizione Socrate è un uomo: infatti può essere considerata come la relazione di appartenenza che lega un individuo (Socrate) con una classe (linsieme degli uomini). Il passaggio dal piano formale al piano simbolico si completa introducendo dei simboli letterali o variabili, usati anche in matematica. Così se sostituiamo lindividuo con il simbolo letterale x, otterremo lespressione x è un uomo, che non è né vera, né falsa. linsieme Questa proposizione risulterà vera solo se sostituiamo alla variabile x alcuni valori come Socrate, Luigi, lo zio ecc.. risulterà falsa se sostituiamo alla variabile x altri valori come la casa, due, sempre ecc. queste sono relazioni binarie, esistono anche relazioni ternarie, ossia quelle che intercorrono tra due soggetti (a,b) posti in un certo ordine, come nella frase: a è più bello di b Esistono, anche, relazioni ternarie, che intercorrono tra tre soggetti (a, b, c) come nellesempio: a è più bello sia di b che di c E così di seguito; si può perciò parlare, in generale, di relazioni n-arie.

8 Il paradosso del barbiere è uno dei più famosi paradossi della filosofia matematica moderna, formulato da Bertrand Russell, filosofo e matematico inglese. «Un villaggio ha tra i suoi abitanti uno ed un solo barbiere, uomo ben sbarbato. Sull'insegna del suo negozio è scritto "il barbiere rade tutti - e unicamente - coloro che non si radono da soli".» La domanda a questo punto è: chi rade il barbiere? La risposta che siamo portati naturalmente a dare è "il barbiere si rade da solo". Ma in questo modo violiamo una premessa: il barbiere rasandosi non raderebbe unicamente coloro che non si radono da soli. Allora viene spontaneo pensare che il barbiere sarà raso da qualcun altro, ma ancora una volta si viola una premessa: che il barbiere rade tutti coloro che non si radono da soli (per dirla in altre parole, il barbiere se si rade da solo non dovrebbe radersi, se non si rade da solo dovrebbe radersi). Eppure il barbiere è ben sbarbato... Alleniamoci a pensare…….

9 LOGICA MATEMATICA Scienza che ha come scopo principale la verifica dellesattezza dei ragionamenti mediante un linguaggio preciso e oggettivo. Proposizioni Logiche Apofantiche (p, q,…): frasi per le quali si possa dire senza ambiguità se siano vere o false. NEGAZIONECONGIUNZIONEDISGIUNZIONEIMPLICAZIONECOIMPLICAZIONE DEFINIZIONE OGGETTO OPERAZIONI – CONNETTIVI LOGICI p non p V F F V p q p et q V V V V F F F V F F F F p q se p allora q V V V V F F F V V F F V p q p equivale a q V V V V F F F V F F F V p q p vel q V V V V F V F V V F F F p q aut p aut q V V F V F V F V V F F F INCLUSIVAESCLUSIVA ٠ Principio didentità ٠ Principio di non contraddizione ٠ Principio del terzo escluso PRINCIPI

10 TEORIA DEGLI INSIEMI INSIEMI (A,B,…): si definiscono primitivamente come una collezione di elementi (a,b,…) ben determinabili, distinguibili e non necessariamente dello stesso tipo. Scienza che svolge un ruolo importante per i fondamenti della matematica e attualmente si colloca nellambito della logica matematica. ٠ Esistenza del vuoto. ٠ Ogni insieme è perfettamente individuato dallelenco dei suoi elementi (se ne ha). TabulareCaratteristicaDiagrammi di Eulero-Venn UNIONE A B DIFFERENZA A / B PRODOTTO CARTESIANO A X B SOTTINSIEME B A DEFINIZIONE OGGETTO RAPPRESENTAZIONI ASSIOMI OPERAZIONI LOGICHE INTERSEZIONE A B

11 Larchitettura logica entro e oltre la frase 5 La dimensione testuale Quale grammatica? le relazioni logiche e i formati morfosintattici la natura delle relazioni logico-argomentative

12 IL TESTO E UN INSIEME COERENTE E COESO DI INFORMAZIONI

13 ELEMENTI LINGUISTICI PER REALIZZARLA ELEMENTI LINGUISTICI PER REALIZZARLA LA COESIONE E LINSIEME DELLE OPERAZIONI CON CUI SI STABILISCONO I LEGAMI FORMALI TRA LE PARTI DI UN TESTO RINVII E RICHIAMI TESTUALI (PRONOMI, SINONIMI, IPONIMI ECC..) PUNTEGGIATURA CONNETTIVI

14 LA COERENZA E UNA RELAZIONE TEMATICA LOGICA SI REALIZZA ATTORNO AD UN NUCLEO TEMATICO CENTRALE ASPETTI LINGUISTICI DELLA COERENZA: TEMPI E RELAZIONI VERBALI E REGISTRO IDEA CENTRALE SI COLLEGA ALLE IDEE SECONDARIE SECONDO RELAZIONI LOGICHE E CRONOLOGICHE

15 STRUTTURA TEMATICA DI UN TESTO NUCLEO TEMATICO CENTRALE IDEE PERIFERICHE IDEE PERIFERICHE IDEE PERIFERICHE

16 TESTO e costituito da: SEQUENZA Blocco omogeneo di informazioni, disposte secondo un preciso ordine logico e cronologico FRASE COMPLESSA (periodo) È costituita da più frasi semplici FRASE SEMPLICE DI BASE

17 OLTRE AL NUCLEO HA DELLE ESPANSIONI LA FRASE SEMPLICE DI BASE E LUNITA MINIMA DELLA SEQUENZA IMPERNIATA SU UN NUCLEO : VERBO E I SUOI ELEMENTI SOGGETTO COMPLEMENTO DIRETTO (oggetto) COMPLEMENTI PREDICATIVI DEL SOGGETTO E DELLOGGETTO MODIFICATORI (AVVERBI, APPOSIZIONI E AGGETTIVI) ESPANSORI O COMPLEMENTI INDIRETTI

18 COMPLEMENTI INDIRETTI COMPLETANO LA FRASE DI BASE O NUCLEARE SONO INTRODOTTI DA PREPOSIZIONI SEMPLICI O ARTICOLATE, LOCUZIONI PROPOSITIVE SPECIFICANO E PRECISANO IL LUOGO, IL TEMPO, IL MODO, LA CAUSA ECC… DELLEVENTO ESPRESSO DAL PREDICATO

19 FRASE ESTESA FRASE DI BASE + MODIFICATORI + ESPANSORI = COMPLEMENTI INDIRETTI + CONNETTIVICONNETTIVI INDICATORI LOGICI FRASE COMPLESSA O PERIODO

20 CCCC OOOO NNNN NNNN EEEE TTTT TTTT IIII VVVV IIII O O O O I I I I NNNN DDDD IIII CCCC AAAA TTTT OOOO RRRR IIII LLLL OOOO GGGG IIII CCCC IIIISONO CONGIUNZIONI, LOCUZIONI, AVVERBI CHE PERMETTONO DI LEGARE PAROLE E FRASI INDICATORI CRONOLOGICI TEMPORALI INDICATORI SPAZIALI INDICATORI AVVERSATIVI CONCESSIVI I N D I C A T O R I CONSEGUENZIALI Adesso, poi, sempre, appena dopo, ma, in quel tempo, nel, durante, intanto, mentre, prima che, spesso, quando, contemporaneament e,di nuovo all inizio, poco tempo fa, a poco a poco, finalmente, nel frattempo, in passato. Accanto, attraverso, dietro, in alto, in giro, là, lontano, al di là, innanzi, in basso, in lontananza, lì, qua, al di sopra davanti, fuori, in cima, oltre, vicino, intorno, presso. Al contrario, eppure, nonostante, viceversa, anche se, in realtà, però, anzi, invece, pure, benché,ma se, sebbene, bensì, malgrado, se non ché, d altra parte, mentre, tuttavia. CAUSALI Allora, di conseguenza, perciò, così, dunque, pertanto, cosicché,ebbene, infatti, quindi, dato che, perciò, siccome. ADDITIVI Alla fine, infine, pure, allo stesso modo, inoltre, anche, in più, ancora. ESPLICATIVI Ad esempio, vele a dire, cioè, come, PARAGONE Analogamente, così come, similmente. ORDINE Anzitutto, infine, concludendo, a questo punto, finalmente, insomma RICHIAMO ATTENZIONE in particolare

21 FRASE COMPLESSA O PERIODO È COSTITUITA DA PIU PROPOSIZIONI COLLEGATE SINTATICAMENTE TRA LORO IMPLICITE HANNO IL VERBO ALLINFINITO E SONO INTRODOTTE DA: PREPOSIZIONI (CON IL VERBO ALLINFINITO) CONGIUNZIONI (VERBO AL GERUNDIO E AL PARTICIPIO PASSATO) POSSONO ESSERE DIRETTAMENTE COLLEGATE ALLA REGGENTE ESPLICITE IL VERBO E DI MODO FINITO O INFINITO E SONO INTRODOTTE DA CONGIUNZIONI SUBORDINATIVE COORDINATE DUE O PIU FRASI CON STESSO VALORE SINTATTICO E INTRODOTTE DA DUE O PIU PROPOSIZIONI SUBORDINATE SONO DUE O PIU PERIODI LEGATE DA CONGIUNZIONI SUBORDINANTI E SONO LEGARE AD UNA PROPOSIZIONE PRINCIPALE OSSIA DIPENDONO DA UNALTRA FRASE

22 TIPOLOGIE TESTUALI UN TESTO SI DIFFERENZIA PER LA FUNZIONE O SCOPO PER CUI VIENE UTILIZZATO REGOLATIVO ENUNCIANO REGOLE, PER PRESCRIVERE UN COMPORTAMENTO E PER FORNIRE INFORMAZIONI ESPOSITIVO INFORMARE SU UN ARGOMENTO O UN FATTO DESCRITTIVO RAPPRESENTARE LA REALTA OGGETTIVAMENTE E/O SOGGETTIVAMENTE ARGOMENTATIVO SOSTENERE DETERMINATE OPINIONI E PERSUARE IL DESTINATARIO DELLA LORO VALIDITA ESPRESSIVO COMUNICARE SENTIMENTI ED EMOZIONI


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